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28 dicembre 2012 5 28 /12 /dicembre /2012 15:48

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 8°). Sulla tipologia delle coppie presenti sulla spiaggia libertina  

Alcuni hanno notato che a Cap d'Agde, nelle diverse dimensioni dell'eros, l'elemento dominante è la coppia, piuttosto che il single[1]. 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il libertinaggio non è appannaggio dei single (uomini o donne che siano) che rappresentano soltanto - se le circostanze lo consentono - un valore aggiunto (soprattutto le donne, possono considerarsi tali, ancor di più nei “privé”), ma non possono mai avere un ruolo dominante nelle scene e nelle situazioni erotiche.

La zona libertina della spiaggia, come anche i privé e i locali scambisti, sono appannaggio e reame delle coppie (perfino nell'unico albergo presente all'interno dell'area naturista è aperto solo a coppie - che siano vere o di comodo non importa[2].

I single sulla spiaggia e in acqua fanno mostra di presenzialismo (l'accesso alla spiaggia è libero, mentre le diverse tipologie di locali scambisti richiedono una quota d'accesso sensibilmente superiore ai single uomini, quando ad essi è concesso l'ingresso, mentre per le donne sole, in genere, l’ingresso è gratuito) e stanno in paziente attesa di poter cogliere frammenti della sessualità promiscua e trasgressiva, e di inserirsi nel gioco, ma solo quando la coppia/le coppie sono disponibili in tal senso e "autorizzano" - per così dire - l'accesso al single.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 8°). Sulla tipologia delle coppie presenti sulla spiaggia libertinaIn questo senso - tralasciando l'esame della vita notturna che, a Cap d’Agde, come si potrà immaginare,è particolarmente vigorosa ma alla quale non ho dedicato osservazioni significative - per una definizione sociologica e antropologica di ciò che accade nel settore della spiaggia frequentato dai naturisti libertini occorre tracciare alcune coordinate fondamentali per una anatomia delle coppie presenti nel sito, con riferimento alla sezione di spiaggia che è stata oggetto del mio interesse.

Innanzitutto, ci sono le coppie che stanno semplicemente lì, apparentemente indifferente, come se fossero in una qualsiasi altra località balneare, con l’unica differenza della nudità totale. Costoro non indulgono ad alcuna azione sessuale e sono apparentemente disinteressati agli happening erotici, anche se questi hanno luogo a pochissima distanza da dove sono sistemati con tovaglia da mare, ombrellone e altri ammennicoli.

Poi, ci sono le coppie “interessate” allo spettacolo in corso. Guardano e assorbono, a volte commentano tra loro, in alcuni casi impassibili, in altri sorridenti e compiaciuti, a volte visibilmente eccitati: poi, forse, nel privato della propria stanza (o tenda o camper) i due membri della coppia daranno corso alla loro eccitazione e alle fantasie che il sesso agito degli altri ha stimolato in loro (come guardare un film porno in coppia e poi, subito dopo, fare sesso).

Secondo le testimonianze di alcuni frequentatori alle prime armi che, trovandosi in coppia, sono stati semplicemente a guardare, il forte incremento di stimolazioni sensoriali legate all’eros agito, suscita successivamente un forte incremento della sessualità, anche se in forma differita e nel privato del proprio quartiere.

In una terza posizione di questo gradiente ideale collocherei le coppie che indulgono ad atti erotici (toccamenti, carezze, pompini e cunnilingus, sino alla penetrazione), ma che non gradiscono né un pubblico di spettatori, né tantomeno intromissioni. Nel momento in cui si forma il solito capannello di spettatori, costoro interrompono immediatamente la loro attività. Pur essendo contagiati dalla febbre erotica del luogo, non riescono a fare un passo completo nella direzione del libertinaggio perché sono ancora timidi ed impacciati, oppure manca loro quella necessaria componente di esibizionismo per indulgere in un’attività erotica davanti ad un pubblico in piena fibrillazione.

Al quarto posto collocherei, invece, quelli che si dedicano ad un’intensa attività erotica, del tutto indifferenti al pubblico che si raccoglie attorno a loro. Fanno tutto come se fossero separati da un vetro rispetto agli spettatori, oppure a volte interagiscono in un gioco di commenti e contro-commenti: in ogni caso, non desiderano intromissioni fisiche di sorta (ad eccezione di quella dello sguardo degli altri assiepati attorno) e, tuttavia, accettano di buon grado l’applauso finale che da parte del loro pubblico segue alla conclusione della loro performance. Ciò suggerirebbe che vi possa essere in questa tipologia di coppie una forte componente di ironia ma anche, ovviamente, una robusta dose di esibizionismo.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 8°). Sulla tipologia delle coppie presenti sulla spiaggia libertinaIn quinta posizione, infine, collocherei le coppie che si lanciano in attività erotiche intense e variate e che sono disponibili ad accogliere terzi o coppie per un allargamento del gioco verso una dinamica più connotata in senso orgiastico e decisamente trasgressiva. Qui la componente esibizionista è fortissima, come anche robusto è il desiderio trasgressivo, accompagnato da un’intensa e palpabile eccitazione.

Un discorso a parte meritano le coppie, in cui il maschio gioca il ruolo del cuckold[3]. Qui, il più delle volte il maschio non è attivo sessualmente: in alcuni casi se ne sta seduto, apparentemente distratto e passivo, mentre la sua donna viene fatta oggetto di attenzioni (dai toccamenti alle forme di approccio più specificatamente sessuali), mentre in altri casi “gestisce” gli approcci di altri maschi, selezionandoli, invitandoli oppure – al contrario – stabilendo delle preclusioni (“Tu sì, tu no!”). In alcuni casi, prima di effettuare la scelta, c’è un rapido e veloce consulto con la compagna, in genere fatto di sguardi eloquenti.

Infine esistono le coppie multiple: situazioni in cui diverse coppie scambiste “giocano” davanti ad un pubblico: in questo caso, la componente esibizionistica è fortissima, ma – in linea generale – non sono gradite new entry da parte di astanti singoli. 

 



Note


[1]
Questo assunto è oggetto di numerose riflessioni da parte dell’autore di uno dei testi collocati in appendice.

 

[2] Con il termine inglese cuckold si usa indicare la persona che consapevolmente e volontariamente induce il/la proprio/a partner a vivere esperienze sessuali con altri/e (in caso di uomini che agiscono sulla propria donna tale comportamento, i maschi terzi sono a loro volta denominati bull, tori, con allusione alla prestanza fisica di questi animali). In origine il termine cuckold si applicava a mariti non consapevoli di essere vittime di adulterio: ovvero il cosiddetto "portare le corna". Il termine nelle sottoculture legate a determinate forme di feticismo e nella pornografia indica le persone che assecondano o desiderano comportamenti adulteri dei/delle loro compagni/e, soprattutto legati alla sfera strettamente sessuale, e ne traggono piacere.

Per cuckoldismo si vuole indicare un modo di essere ovvero la tendenza a fare praticare al proprio partner un tradimento assecondato. Solitamente è l'uomo che trae piacere dal vedere il proprio partner che compie atti di sesso con altri uomini. Il fenomeno del cuckoldismo è aumentato con l'avvento di internet che ha permesso un maggiore volume di contatti tra persone sconosciute ed appassionate del genere.

Il cuckold, inteso come il soggetto passivo di questa relazione triangolare, può vivere la propria condizione come una forma di umiliazione, che avvicina questo rapporto alle relazioni di dominazione/sottomissione tipiche del BDSM, in cui il/la suo/a partner assume l'aspetto psicologico di un/a vero/a e proprio/a master o mistress. In questo tipo di rapporto, spesso il partner attivo impone al partner cuckold regole e limiti che coartano e reprimono in varia misura la sua sessualità, ad esempio vietandogli di avere rapporti sessuali completi con lui/lei, se non saltuariamente, oppure disciplinando le modalità in cui egli/ella può avvicinarsi e toccare il corpo del/della suo/a compagno/a, etc.; spesso, in questi casi, il cuckold assiste al rapporto sessuale fra il/la partner e il "terzo" uomo o donna e subisce commenti o ordini umilianti da parte di entrambi. In altri casi, tuttavia, il soggetto cuckold vive questo aspetto della sessualità come un complemento della normale relazione di coppia, stringendo a volte persino un legame di amicizia e di complicità con l'abituale "terzo/a" con cui il/la suo/a compagno/a si intrattiene. In questo caso, questo rapporto in un certo modo tende a violare le consuetudini della monogamia tipiche della civiltà occidentale, avvicinandosi piuttosto a esperienze di bigamia o poligamia (poliamore).

La peculiarità del cuckoldismo come fenomeno culturale e sociale consisteva, almeno inizialmente, nell'esaltazione, che in esso si manifesta, della libertà sessuale del partner femminile; difficilmente infatti il fenomeno si riscontra a parti invertite, ovvero con la donna che esorta il suo partner maschile a tradirla. Importante è, nella maggior parte dei casi, anche il costante confronto tra la virilità umiliata del cuckold e la virilità esaltata del "terzo" uomo.

Cuckold deriverebbe dal nome cuculo, e precisamente dall'antico francese "Cocu", cui è aggiunto il suffisso peggiorativo "-ald". Il riferimento è probabilmente al fatto che questo fa in modo che altri uccelli inconsapevolmente prestino il proprio nido e le proprie cure parentali ai propri piccoli. Esiste anche un'altra possibile etimologia che lo lega all'italiano "cornuto": le due voci potrebbero essere collegate. L'espressione italiana "portare le corna" indica il fatto che il tradito è, nel luogo comune, l'ultimo a venire a conoscenza dell'adulterio, così come le corna sulla testa sono viste dagli altri ma non da chi le porta.

La parola moderna rimpiazza quella più letteraria di candaulesimo  coniata da Borneman (1988) e derivante Il nome deriva dalla vicenda narrata da Erodoto a proposito di Candaule, re di Lidia del'VIII secolo a.C.

 

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27 dicembre 2012 4 27 /12 /dicembre /2012 06:37
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 9°). I Privé e gli svaghi notturni: anche qui, il paese di Bengodi del sesso libertino

Continua il reportage su Cap d'Agde che qui giunge al suo nono ed ultimo capitolo, ma ai nove capitoli principali faranno seguito delle testimonianze e delle appendici.
 

A sera, in genere, ci si riveste un po’. Sono ben pochi quelli che continuano a rimanere ostentatamente ignudi: forse sono quelli che fanno parte della schiera di nudisti/naturisti “puri” e “integralisti”[1].

I nudisti “porcelloni” (e scambisti), invece, amano frequentare locali, ristoranti e drinkerie che qui sono numerosissimi per far culminare la serata in uno dei tanti Privé, di cui due o tre sono particolarmente rinomati, come ad esempio il “Glamour” oppure la “Ville Romaine” o ancora Le Tantra (questi quelli più noti al tempo dei miei sopraluoghi, ma nel frattempo le cose saranno cambiate ed altri se ne saranno aggiunti, come Le Jules).

Ci sono sale per massaggi promiscue, saune e perfino un cinema a luci rosse: in tutti questi locali l’ingresso per il single (maschio, s’intende) costa in genere il doppio di quanto è richiesto ad una coppia.
In altri locali, invece, l’ingresso ai single (maschi) è totalmente precluso, mentre per le single, invece, no, in quanto le donne da sole rappresentano, ai fini delle situazioni promiscue, un valore aggiunto.

Sono previste serate speciali in cui ci si veste, almeno inizialmente, in modi buffi e provocatori. Va molto di moda, ad esempio, per alcuni locali lo stile “peplum” fatto di costumi che ricordano quelli degli antichi romani, ma rivisitati in stile fetish, visto che sono tutti capi in pelle rigorosamente nera.

Qualcuno, in questi, casi, usa indossare – per farla più completa – anche dei copricapo che ricordano elmi antichi con tanto di cresta colorata.

Nelle frotte di gente che sciama dai residence o dall’area del camping c’è molta eccitazione: una parte di questa vibrante energia elettrica che si percepisce nell’aria deriva dal piacere dell’esibizione.
Nella maggior parte dei privé, l’ingresso della coppia già costituita ha dei costi molto contenuti, mentre i single (uomini) devono pagare più del doppio. Donne single, invece, che per questa tipologia di locale rappresentano un vero e proprio valore aggiunto, hanno il privilegio dell’ingresso gratuito.

Vale in altri termini quanto già detto a proposito di altre tipologie di locali.

Oltre ai privé in senso stretto, ci sono numerosi esercizi pubblici “open”, in alcuni dei quali le stesse avventrici possono esibirsi in variazioni della lap dance accompagnati da sequenze di striptease più o meno integrale. Per esempio ci sono delle drinkerie, attrezzate appositamente, come ad esempio il Melrose Bar: e qui le performer dilettanti sono le stesse frequentatrici dei locali ad esibirsi vogliosamente, con una progressiva liberazione degli abiti e, in alcuni casi, con la messa in scena di situazioni lesbo, ma stando sempre al palo.

Ma, il più delle volte, in questi spazi open si può accedere solo se in coppia e soltanto se la controparte femminile è abbigliata in modo glamour (in cui lo stile glamour deve essere debordante in un esplicito stile “à la cocotte” con intimo, giarrettiere e calze autoreggenti in bella vista, oppure negligé di pizzo di varia fattura scollacciati o trasparenti), con scelte trasgressive che lasciano vedere più che coprire e disponibili a dar vita a teatrini esibizionistici per la gioia di tutti i presenti.

Non mi soffermerò a parlare dei privé, poiché i prive di Cap d’Agde per quanto più sontuosi e sicuramente con una numerosissima clientela senza cadute (magari con la presenza anche di 200 coppie per serata, nmeri improbabili e difficlmente raggiungibili da qualsiasi Privé italiano), e ogni giorno della settimana, presentano delle caratteristiche assolutamente sovrapponibili, anche per ciò che riguarda l’articolazione degli spazi interni a quelle dei Privé di ogni altra parte del mondo che, d’altra parte, sono nati proprio come fotocopie dei Privé francesi, sotto ogni punto di vista precursori della linea di tendenza.
Esistono degli spazi comuni per la danza e con ampi e comodi divani attorno, poi vi sono spazi in cui possono entrare solo le coppie e dove i singoli non sono ammessi, anche se possono guardare ciò che accade attraverso feritoie o occasionalmente interagire con la coppia e le coppie, attraverso grate metalliche a maglie larghe; vi sono spazi con stanze private dove sono ammesse non meno di tre persone per volta (insomma da tre in su), con la possibilità che il gruppo una volta costituitosi possa chiudersi all’interno. E in genere in questi spazi consacrati allo scambio di coppia, raramente vi sono ammessi i single.
Esistono, infine, degli ambienti open, spesso arredati con grandi sommier a tre o a quattro piazza (delle vere  e proprie piazze d’armi) consacrati ai partouze e agli happening.

Talvolta, se la situazione nello spazio dedicato alle danze e al “riscaldamento” (cioè alla progressiva eccitazione sessuale che possa portare i partecipanti al clima mentale dell’orgia) sul grande palco delle danze viene portato uno di questi grandi sommier in modo che il partouze possa diventare esso stesso spettacolo, tra rutilanti luci caleidoscopiche e generatori di nebbia.
Per alcuni aspetti si potrebbe dire, anche se il discorso è troppo lungo da approfondire in questa sede, i Privé sono dei dispositivi fisici atti ad ingenerare nei partecipanti il clima mentale dell'Orgia e del sesso trasgressivo.

Da questo punto di vista tutto il mondo è paese, anche se in Francia – e a Cap d’Agde – ovviamente è possibile trovare diverse tipologie di Privé che diano risposte ad esigenze diverse, come ad esempio i Privé incentrati su tematiche Sadomaso, Fetish, Bondage, ai quali sono correlati scelte di stile e di arredamento profondamente diverse.

La vera originalità di Cap d’Agde sta, invece, come ho certato di mostrare nei capitoli precedenti, nella sua spiaggia naturalista libertina che, di fatto, non ha rivali al mondo per la complessità e variegatura delle perfomance spontanee che vi hanno  luogo.

Nei successivi capitoli che seguono illustrerò quanto ho raccontato con il supporto di testimonianze raccolte direttamente e attraverso internet e con alcuni appendici tematiche.


Note

[2] Per un approfondimento su i locali notturni e i privé di Cap d'Agde si veda la  testimonianza (tratta dal web) riportata nell’Appendice 4, ma anche uno specifico capitolo sulle testimonianze dal titolo Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: natura dell'orgia e nostalgia di Cap d'Agde in tre racconti su ciò che accade nei locali scambisti

 

 

Due momenti di lap dance, improvvisati da parte di vacanziere di Cap d'Agde nel Melrose Bar, non un vero e proprio Privé ma un luogo dove praticate forme di esibizionismo spinto, prima di passare ad altro in locali di tipo diverso, con accesso più "riservato".
Due momenti di lap dance, improvvisati da parte di vacanziere di Cap d'Agde nel Melrose Bar, non un vero e proprio Privé ma un luogo dove praticate forme di esibizionismo spinto, prima di passare ad altro in locali di tipo diverso, con accesso più "riservato".

Due momenti di lap dance, improvvisati da parte di vacanziere di Cap d'Agde nel Melrose Bar, non un vero e proprio Privé ma un luogo dove praticate forme di esibizionismo spinto, prima di passare ad altro in locali di tipo diverso, con accesso più "riservato".

Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.
Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.
Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.
Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.
Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.

Una carrellata d'immagini dal film Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, ispirato liberamente alla novella di Arthur Schnitzel, Doppio Sogno, con un'ambientazione nella New York contemporanea. Un film enigmatico e che rimane ambiguo e con un finale aperto: ma che nello stesso tempo ha dato vigore all'immaginario estetizzante sui Privé e sulla dimensione del partouze.

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26 dicembre 2012 3 26 /12 /dicembre /2012 23:00
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. La testimonianza di un osservatore disincantato e un po' ironico

Premessa. Di seguito ho voluto inserire alcune testimonianze raccolte attraverso contatti nella rete da parte di persone che si sono trovate a frequentare Cap d’Agde e la sua spiaggia “trasgressiva”, testimonianze che confermano e danno maggiore forza con l’immediatezza del racconto di cose viste di prima persona, a quanto esposto nei capitoli precedenti.

(Prima testimonianza: la spiaggia libertina vista da un osservatore disincantato e un po' ironico) E’ il mio primo giorno qui a Cap d’Agde, ma ci sono già venuto altre volte in passato.

Nuova tornata.

Curioso di assaporare le novità, vado di buon’ora in spiaggia e subito decido di spingermi verso la parte più lontana dai complessi  residenziali, dove mi hanno detto che si incontrano i naturisti libertini; all’inizio, non mi sembra di cogliere nulla di interessante, all’infuori di qualche donna che succhia il cazzo del compagno o, viceversa, di uomini che carezzano (o succhiano) il seno della propria donna o le toccano la vulva o la leccano.

Sarebbe insolito, ma in verità sembra tutto molto normale: è ciò che si farebbe anche se si fosse su di una spiaggia “tessile”, con il costume indosso. Questo mi ritrovo a pensare.

Soltanto che la totale nudità dei corpi e la loro marcata prossimità fanno sì che molto fluidamente si vada “oltre”, superando quei limiti che in una “normale” località balneare sarebbero consentiti.

E’ normale che uomini e donne che stanno assieme e che siano legati da un rapporto di intimità si tocchino e si carezzino: qui, è possibile farlo, in maniera più completa.

Direi che ciò che si osserva appartenga al range delle normali reazioni di una coppia in una situazione e in un contesto che, per la sessualità, sono facilitanti, poiché oltre alla dinamica del desiderio che si muove all’interno della coppia, si aggiungono importi notevoli di eccitazione proveniente dalle stimolazioni sensoriali (visive e uditive) provenienti dal contesto.

L’esposizione a scene di erotiche esplicite in un luogo in cui tutti sono nudi in modo totale produce un’immediata attivazione del proprio desiderio sessuale, che viene spontaneamente messo in atto, in assenza delle inibizioni dettate dalle regole del pudore che sarebbero dominanti se si fosse più coperti.

Qualcuno, pigramente, comincia a scopare: donne che salgono su uomini o uomini che si distendono sulle loro donne, penetrandole.

Qui, anche in questo caso, siamo dentro i limiti di ciò che accade all’interno di una coppia: on la sola differenza che tutto è esplicito e, in definitiva, molto naturale..

Ma a me interessa capire come si sviluppano ed evolvono le situazioni promiscue, in cui più partner cominciano ad interagire sessualmente assieme.

Su questa spiaggia vige la più ampia libertà, che consente a persone con intendimenti differenti di coabitare assieme.

Ci sono quelli che danno un’interpretazione del naturismo come situazione facilitante nell’esprimere forme di sessualizzazione estrema e che sono propensi a vivere situazioni di sesso facile e promiscuo all’esterno della propria coppia oppure “allargandone” i confini, sesso “semplice” peraltro, senza coinvolgimenti.

Ci sono i naturisti “puri”, cioè quelli che vogliono limitarsi ad avere un contatto integrale con la natura senza il diaframma “tessile” a fare da impedimento.

Camminando lungo la spiaggia e lasciando penetrare lo sguardo nella massa di corpi distesi al sole o al riparo di ombrelloni colorati, si possono notare molteplici intrecci di relazioni iniziali tra coppie che si avvicinano e che iniziano una conversazione, condizioni embrionarie di una promiscuità in statu nascendi, poiché per molti l’obiettivo dichiarato e programmatico è proprio quello.

La nudità dei corpi ha un effetto catalizzante: la nuda prossimità spinge verso l'intimità e facilità passaggio del gesto comunicativo in segno erotico, in qualsiasi declinazione possibile: toccamento palpeggiamento, succhiamento.

In maniera endemica - talvolta epidemica sulla base di improvvise ondate ddi eccitazione che percorrono con un fremito la folla - in questo enorme sincizio di corpi distesi su di un tappeto di teli da mare colorati combinati con le policromie e le chiazze di frescura degli ombrelloni si attivano delle situazioni sessuali.

Sono talmente frequenti e diffuse che passano quasi inosservate...

Per coglierle bisogna affinare lo sguardo e renderlo analitico…

In altri casi, invece, se la scena è particolarmente esplicita e plateale si formano i soliti capannelli di astanti che si toccano il cazzo, allisciandoselo in alcuni casi e, in altri casi, masturbandosi esplicitamente.

Parrebbe che i primi vogliano semplicemente essere “pronti” e con il cazzo in tiro se la situazione evolve favorevolmente.

La presenza degli spettatori costituisce uno stimolo esibizionistico in più.

Tornando dal pranzo mi sono messo accanto ad una coppia italiana. Lui basso e grassoccio, con una bandana in testa e un cock-ring metallico alla base del pene. Lei, minuta e con la faccia vispa, ben formata, ma di aspetto molto normale. Ho parlato per un po’ con loro, ma non erano interessati molto interessati alla conversazione con me – soprattutto lui - quanto piuttosto con una coppia inglese, lui anziano, molto tatuato con i capelli candidi, la donna piacente e molto abbronzata. Adusi alle consuetudini di Cap d'Agde, si spalmavano di creme, ma poi la sua lei, con molta disinvoltura, ha preso a succhiargli il cazzo.

I due italiani si sono accostati a loro e hanno cominciato a parlare; s’è attivata una progressiva interazione tra swinger in erba e apprendisti (la coppia italiana) e gli Inglesi (swinger navigati)[1].

La “lei” italiana, minuta peperina, prendeva poco l’iniziativa, lasciando che a farlo fosse il compagno che mostrava di conoscere l'inglese e si dava da fare come interprete e portavoce (un vero attivista!), cercando di mostrare di avere più dimestichezza con lo scambio di coppia di quanto in realtà non fosse... Insomma, appariva, ad un occhio appena un po’ esperto, come una specie di trombone sfiatato, che – vantando esperienze - cercava di aggregarsi al carro della trasgressione scambista.

“Giochiamo, giochiamo…”

“Ci piace giocare...”

Queste le sue espressioni preferite e ricorrenti.

Lei seguiva il marito con un certo compiacimento (rimanendo sostanzialmente passiva), ma sicuramente se fosse stata autonoma nelle sue scelte – ciò non si sarebbe verificato.

Questa è una delle caratteristiche di molti dei libertini di Cap d’Agde e forse del mondo dello scambismo.

Spesso le donne seguono i compagni in queste iniziative e lo fanno soprattutto per compiacerli.

Ad un certo punto, la “lei” della coppia inglese si è chinata verso l’Italiana ed è passata all’azione, prendendo a succhiarle i capezzoli ad accarezzarla dovunque per poi concentrarsi sulla vulva. In questi casi la preliminare attivazione tra le due lei di differenti coppie rappresenta il fattore facilitante per uno “scambio” completo e per l’entrata in gioco dei due partner maschili.

Mentre ciò accadeva, il maschietto italiano soddisfatto della piega che prendevano gli eventi, non cessava di parlare, invitando la compagna a dire le sue sensazioni, interrogandola senza posa.

La donna, dopo un po’, si è smollata e ha cominciato a gemere e, ovviamente, ha smesso di rispondere alle domande insistenti del compagno.

Anche se si comprendeva bene che non era “in situazione” al 100%.

Con una certa frequenza le veniva da ridere… Forse, le sembrava stano ciò che stava facendo. O si trattava di un ridere nervoso, poichè il suo essere lì scaturiva da una condiscendenza verso il partner, ma non da un suo intimo desiderio.

A questo punto, c’è stato un repentino cambio di scena: la donna inglese si è avvicinata all’uomo e ha cominciato a succhiargli il cazzo, mentre l’Italiana è stata invitata a fare altrettanto con l’uomo inglese.

Ma anche in questo “avvicendamento” si vedeva che l’Italiana non era “in situazione” e, più volte, si è dovuta interrompere presa da un accesso di risa, che lasciava l’Inglese un po’ interdetto, anche perché la risata arrivava sempre sul più bello quando le sue labbra si avvicinavano al cazzo eretto, lo lambivano, ma… la risata rompeva l’aspettativa.

E occorreva ricominciare daccapo.

Da un certo punto in avanti, la ridarella non l’ha più abbandonata.

Da qui in avanti, la situazione era più umoristica che erotica, a dire il vero. E mi ricordo di aver letto una volta che uno dei punti del decalogo dello scambio di coppia che, con piccole variazioni, si ritrova in tuttii privé del mondo, vi è una precisa indicazione che non si debba mai ridere qualsiasi cosa si faccia o altri stiano facendo. Le situazioni discambio e di trasgressione erotica, il più delle volte, si consumano in un silenzio quasi religioso, interrotto soltanto dai gemiti di paicere.

L'Inglese appariva molto determinato, molto serio, molto intriso della filosofia swinger e della dinamica sottesa, che è quella del mantenere un atteggiamento fondamentalmente ludico da "intrattenimento", seguendo il principio del “dilettarsi” a vicenda senza levare nulla al rapporto di coppia, anzi attraverso queste pratiche rafforzandolo. Ma ciò nonostante la risata lo rendeva interdetto: sorrideva a sua volta, ma si capiva che era poco a suo agio. Per lui, evidentemente, se si inizia in questa strada, bisogna procedere con determinazione e con una serietà che non puà lasciare entrare l’humour e l’ironia…

Mentre si sviluppava questa situazione, tutt’attorno ne accadevano di tutti i colori: due anzianissimi si toccavano a vicenda, una tizia con le tettone rifatte ha cominciato a succhiare il cazzo al suo compagno,

due hanno cominciato a scopare come ricci, con uno sviluppo di tipo "acrobatico” e, attorno a loro, tanti spettatori, una viene manipolata nei genitali sino a che non sprizza in un orgasmo da punto G..

Ma uno guardando le scene ha commentato con una certa supponenza: “Qui tante fanno scena. Lo prendono in bocca. Lo menano. Ma poi non sono veramente determinate a fare altro. Quelli e quelle che fanno veramente sul serio sono davvero pochi”.

Io stesso, dopo un po’ sentendomi annoiato da tanta ridondanza, mi sono allontanato alla ricerca di altri stimoli.

Commento. Questa prima testimonianza rispecchia la condizione mentale di uno che è già stato prima a Cap d'Agde e che, tuttavia, non si è ancora immerso del tutto nella sua particolare atmosfera. Il narratore si mantiene, cone si evidenzia in questo arguto resoconto nella posizione di "osservatore" esterno che non vuole lasciarsi coinvolgere, benché non manchino le occasioni. E stempera il suo stato d'animo attraverso l'ironia che aiuta ad attuare uno spostamento rispetto ad una possibile partecipazione erotica o anche ad una semplice accensione di stimoli erotici che, stando alle ricerche di neurofisiologia, sono pur sempre possibile se si è esposti ad un carico massiccio di situazioni di sesso agito in maniera aperta e senza inibizioni, tra l'altro come fossero "normali" attività da spiaggia, come ungersi il corpo di crema solare, leggere un libro, giocare a palla con gli amici o - come direbbe la pornoattrice Valentina Nappi - bere un caffè o sorbire un bicchiere di vino.

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Note

[1] Swinger, equivalente inglese della parola italiano “scambisti” ed è mutuato dal movimento intellettuale e culturale della Londra dei ruggenti anni Sessanta. Con ambedue i termini si indicano coloro che praticano lo scambismo e il sesso di gruppo. Con tale espressione si indica un'attività sessuale cui partecipano 3 o più persone contemporaneamente, attivando un’attività erotico-sessuale (più basata sulla performance che non sulle emozioni) basata du di una forma di “tradimento” consensuale. A volte per indicare un rapporto sessuale collettivo si menziona anche la parola “orgia” o la francese “partouze” (più colta e letteraria), anche se in quest'ultima non è detto che la sfera sessuale sia l'elemento predominante. Il sesso di gruppo è stato presente in tutte le epoche storiche e in molte culture, non necessariamente occidentali: ne fanno fede le molteplici rappresentazioni artistiche di tipo erotico (rinvenibili nella letteratura – nella poesia, nella prosa, nella commedia e nella drammaturgia - e nelle arti figurative - pittoriche, scultoree, nei mosaici, nei disegni): solo che – per molti aspetti (quelli più crudi ed espliciti) è stata nascosta e relegata al rango di "licenziosità", a causa di secoli e secoli di stratificazioni di educazione cattolica. Non vi è nulla di strano in tale tipo di attività sessuale, a condizione ovviamente che si svolga tra persone adulte, nel pieno possesso delle proprie facoltà e quindi pienamente consenzienti.

Il sesso di gruppo è semplicemente espressione di scelte personali e di gusti sui quali non si può eccepire in alcun modo.

Una delle sue caratteristiche fondamentali (per spiegarne l'attrattiva) è che i partecipanti hanno contemporaneamente la possibilità di agire sessualmente e, nello stesso tempo, di osservare ciò che accade e non solo mentre sono intenti in una qualche attività sessuale, nel dare e nel ricevere piacere, ma anche quando si mettono in "pausa"... Il "guardare" ha un effetto moltiplicatore del piacere derivante dalle azioni sessuali e, nello stesso tempo, produce ulteriore eccitazione e spinge i partecipanti ad intraprendere nuove azioni sessuali.

Il guardare altri che fanno sesso sia nella realtà, sia sullo schermo (al cinema o nel video domestico o davanti al monitor del proprio PC) produce, secondo molti neurofisiologi che si sono occupati della faccenda un immediato incremento dell'eccitazione, con l'attivarsi del turgore erettile del pene nell'uomo e con l'incremento delle secrezioni vaginali e dell'irrorazione sanguigna dei genitali, nella donna.

Tutto questo è stato valutato e misurato in appositi laboratori, come è illustrato da Mary Roach, in uno dei capitoli del suo volume, Godere (Einaudi, 2009).

 

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. La testimonianza di un osservatore disincantato e un po' ironico
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. La testimonianza di un osservatore disincantato e un po' ironico
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. La testimonianza di un osservatore disincantato e un po' ironico
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25 dicembre 2012 2 25 /12 /dicembre /2012 16:53
Sculture di Sabbia a Cap d'Agde

Quella che segue è una testimonianza relativa ad un fugace incontro da spiaggia, nell'atmosfera sovraeccitata del tratto di spiaggia libertina. Il narratore di turno racconta di una piccola avventura che ha la caratteristica di una fugace consumazione di sesso, senza che sia implicato nessun altro elemento relazionale che faccia da contorno. Il sesso del genere "usa e getta", con la catalizzazione facilitante della completa nudità, è di fatto l'unica modalità di relazione. Si deborderebbe da un codice comportamentale se si tentasse un approccio differente.

Ero sulla spiaggia nudista di Cap d’Agde nel corso della mia vacanza lì, quest’estate.
Vicino alla riva, dove si addensava una piccola folla nei pressi dei due rivenditori di bibite, panini e gelati.
Alle mie spalle il solito tourbillon di nudisti e di libertini, intenti chi in un bagno di sole chi invece in un bagno di sesso.
Davanti a me a metà ancora semi immersa in acqua una tizia bionda, sulla cinquantina, ma ancora fiorente indugiava pigramente dopo aver fatto il bagno, una sorta di Venere matura, un po' depassé, ma ancora piacente.
Attraverso occhiali da sole avvolgenti, mi sembrava che mi fissasse.
Siamo stati a lungo a guardarci: io in piedi sulla riva e lei in acqua, con le spalle un po' oscillanti per via della risacca.
Questo incrocio di sguardi è andato avanti a lungo.
Poi lei, a poco a poco, è riemersa, sicchè la distanza tra me e lei si è accorciata…
Ho potuto così vedere che la sua fica era ben depilata, com’è il caso - del resto - della maggior parte delle donne nudiste (libertine e non) di Cap d’Agde
Siccome si muoveva seguendo una traiettoria che intercettava la mia posizione, per poter procedere oltre me avrebbe dovuto scansarsi o sfiorarmi.
Io non mi sono mosso.
Quando la tipa è arrivata a portata di mano, le ho messo una mano sul seno florido e ancora sodo, strizzandolo lievemente, ma senza indugiare più di tanto, più che altro per saggiare la sua disponibilità.
Lei, per contro, mi ha preso il cazzo già semieretto in mano, stringendolo fugacemente, ma abbastanza da farlo pulsare più forte.
E ha proseguito verso la sua postazione.
L’ho tenuta d’occhio per non perderla nella fitta massa di corpi distesi al sole…
Si è sdraiata sul suo telo da mare… Sì, aveva anche un partner che si è allontanato poco dopo. Ma questo non è rilevante come fattore limitativo: a Cap d’Agde, purchè ci sia consenso, tutto è lecito.
Quindi, cogliendo il momento, mi sono avvicinato e, inginocchiandomi accanto a lei, mi sono chinato a succhiarle il capezzolo.
Lei si è riscossa con un brivido e ha alzato la testa sorpresa (ma nemmeno tanto): mi ha riconosciuto e, visto che c’eravamo già presentati in puro stile libertino, mi ha lasciato fare.
Dopo essermi trastullato ancora un poco con i suoi capezzoli, mi sono incuneato tra le sue cosce e ho cominciato a leccarle la fica che si è subito infradicita di umori e, con il vantaggio di questa ricca lubrificazione, ho preso a sditalinarla.
Sotto l’azione congiunta della lingua e del dito, non ci ha messo molto a venire una prima volta e poi ancora di nuovo, con lunghi brividi che le hanno squassato il corpo.
Poi, mi sono spostato mettendo il mio cazzo duro a favore della sua bocca.
Le ha cominciato a leccarlo e a succhiarlo, smenandolo con la mano al tempo stesso.
Con lunghi gemiti sono venuto su di lei.
Ci siamo ringraziati reciprocamente per questo piacere che si siamo dati, l’ho salutata e me ne sono andato alla ricerca di altre situazioni piccanti.
Tutto questo senza dire una parola e senza nemmeno condividere la conoscenza dei rispettivi nomi.
Più tardi, l’ho vista accanto ad un gruppo di scopatori che davano spettacolo, sempre distesa al suo posto.
Molti degli spettatori del teatrino erano accanto a lei: non ha esitato a prendere diversi cazzi in bocca in successione e a soddisfarli tutti. Questa volta il suo partner era seduto accanto a lei e stava ad osservare con evidente piacere la sua performance.
Questa è stata una di quelle esperienze di Cap d’Agde che mi sono rimaste impresse in mente e alle quali torno sovente con la memoria.
Cap d’Agde con questa illimitata licenza di fare sesso senza preamboli e convenevoli agisce sulla tua mente come una droga potente: dopo, è difficile dopo desiderare una forma più convenzionale di sessualità…
Ciò che veramente appassiona è questo sesso nudo e crudo, senza cerniera (cazzo e fica non sono occultati da alcun velo) e soprattutto senza coinvolgimenti successivi.

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25 dicembre 2012 2 25 /12 /dicembre /2012 06:11
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: una coppia esibizionista e il ganzo Sebastian

Prosegue con quella che segue la breve carrellata sulle "testimonianze" raccolte da altri frequentatori della spiaggia libertina di Cap d'Agde. Qui, a differenza della precedente testimonianza, il narratore è più direttamente coinvolto nell'osservazione di una interazione spinta. potrebbe avventurarsi e tentare un approccio. Sarebbe stato suffiente per lui allungare una mano, tentare una carezza, provare un contatto più intimo sempre con la mano e saggiare le reazioni e, possibilmente, senza sforzo, sarebbe stato tirato dentro l'interazione sessuale in corso.

Ma non l'ha fatto. Evidentemente, non si sentiva pronto a fare il piccolo passo che lo avrebbe portato ad uscire dagli schemi convenzionali che regolano la sessualità, entrando nel mondo della sessualità libertina, non più da osservatore ma da attore.
Questa testimonianza, per altro, mostra come sia labile e sottile il confine tra sessualità convenzionale e sessualità libertina e trasgressiva, a punto da spingerci a chiederci se tutti i vincoli e i tabù che regolano la sessualità nel mondo civilizzato non siano delle protezioni e dele barriere per evitare che tutto questo possa accadere: la libertà di fare sesso con molti e la possibilità di scindere il sesso dalla relazione affettiva, abbattendo anche sensibilmente il sentimento della gelosia.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: una coppia esibizionista e il ganzo Sebastian
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: una coppia esibizionista e il ganzo Sebastian
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: una coppia esibizionista e il ganzo Sebastian
Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: una coppia esibizionista e il ganzo Sebastian

Mi sono seduto sulla spiaggia accanto ad una coppia che avevo già adocchiato il giorno prima.

Si tratta di una coppia esibizionista: i due, anche il giorno prima, avevano fatto sesso in maniera clamorosa e con passione davanti a tutti.

Questa volta sono semisdraiato a nemmeno cinquanta centimetri dal telo occupato dai due.

Mi sono messo molto vicino: mi sarebbe piaciuto a parlare con loro, perché sin da subito avevo capito che errano italiani.

Poi le cose sono andate troppo in là e ho perso l'occasione.

Sono stato a lungo seduto, un po' a leggere un po' a dormicchiare.

Non avrei voluto fare la parte del guardone, ma relazionarmi; e non mi piace nemmeno quello che fanno alcuni che si mettono vicino a quelli che fanno sesso e cominciano subito a smanettarsi l'uccello, realizzando con la loro presenza delle vere siepi umane opprimenti e claustrofobiche.

Il piacere maggiore potrebbe consistere nel partecipare nell'unirsi a quelli che fanno sesso ostentatamente, ma la possibilità di far parte d’una situazione promiscua, non è un fatto automatico...

Bisogna imparare a relazionarsi in modi specifici: non è cosa che accade automaticamente, come nei film porno che da questo punto trasmettono un pessimo insegnamento, ma cionondimeno accade secondo codici di comportamento specifici.

L’aggiungersi di altri partner al di fuori della coppia già costituita deriva piuttosto dal fatto che ci sia conosciuti e che sia nata una simpatia ...insomma che ci sia relazionati: soltanto a queste condizioni una coppia potrà accettare un'altra coppia o un single per fare dei giochi assieme, invitandoli a partecipare alla lor interazione giochi.

Siccome, in quella circostanza, s’era creata una certa confusione attorno ai due tizi, con tutti i single appiccicati e a ispirargli addosso, intenti a masturbarsi, i due si sono alzati e sono andati in acqua, dove probabilmente hanno continuato a scopare, a giudicare dai commenti che, al loro ritorno, grondanti d’acqua, facevano sulla qualità dell'orgasmo che la tizia aveva avuto.

Lei - dopo ho capito che si chiamava Laura - è una persona molto gioiosa con una bella risata limpida, lui invece ha una faccia furbetta, ma sembra piuttosto simpatico.

Dopo la scopata in acqua, se ne sono rimasti per un po' di tempo a riposare all'ombra, un po' a chiacchierare e a scherzare.

Mentre attorno a loro c’erano altre coppie che si davano da fare, dopo un po’ hanno ricominciato ad attivarsi e a sbaciucchiarsi, quando sul più bello è arrivato uno che evidentemente conoscevano da parecchio tempo: il nuovo arrivato s’è fermato a parlare con loro, mostrando di avere già con loro intimità e confidenza.

Sebastian – così si chiamava - forse di origine spagnola, anzi più precisamente argentina, è uno – si è capito - con il quale i due hanno rapporti di amicizia e di consuetudine. Non è la prima volta che sono qui a Cap d’Agde e dai discorsi che fanno si capisce che lo conoscono da molto tempo. Sebastian pare garbato, gentile, ha fatto lavori vari tipo, in discoteca per esempio.

Sebastian dopo un po’ s’è allontanato, dicendo che di lì a poco a poco sarebbe tornato, portando dell’olio per massaggi.

Intanto i due hanno ripreso il loro discorso interrotto, attivandosi di nuovo sessualmente: Laura si è messa cavalcioni sulla faccia di lui e ha cominciato a farsi leccare la fica, mostrando grande piacere.

Intanto, è tornato di nuovo Sebastian, avendo con sé la boccetta d’olio che aveva promesso.

Al quel punto Laura ha detto che non aveva voglia di massaggi.

Hanno ripreso a chiacchierare, anche perché nel mentre s’era creato il solito affollamento di gente assiepata.

I due hanno ripreso a toccarsi: una situazione tipica.

Il terzo candidato ad interagire più strettamente spesso ha una funzione attivante.

Gli spettatori rappresentano una presenza corale che moltiplica il piacere esibizionistico del piacere sessuale.

La presenza di un terzo che si propone per potere partecipare ad un gioco erotico assieme alla coppia ha una funzione attivante nei confronti della componente esibizionistica - solitamente forte - presente nelle coppie che si muovono qui a Cap d’Agde.

La componente esibizionistica attivata rappresenta un surplus di piacere che può diventare estremamente vivo, accrescendo quello derivante dalla performance sessuale.

Ma tornando alla nostra coppia, ci fu un momento in cui lui cominciò a baciare Laura con passione, mentre Sebastian prendeva a toccarla e a carezzarla dolcemente dovunque e poi nelle parti più sensibilmente e poi, mentre si approfondiva il bacio tra i due, cominciava a sfiorare e a toccare la fica di Laura e, infine, accorgendosi che la cosa non le dispiaceva affatto approfondiva il tocco, sino a penetrarla con il dito.

Il compagno di Laura, a quel punto, si è spostato, mettendosi a cavalcioni sul suo petto in modo tale che Laura potesse prendergli il cazzo in bocca e succhiarlo. In sintonia con questo movimento, Sebastian si è spostayo carponi tra le cosce spalancate di Laura, iniziando a leccarle la fica e continuando nello stesso tempo a sditalinarla.

Il pompino somministrato da Laura al suo compagno va avanti per molto tempo: un tempo che sembra infinitamente lungo.

Entrambi apparivano molto eccitati

Laura teneva il cazzo del compagno in bocca vogliosamente e lo succhiava con vigore, come se lo volesse davvero inghiottire.

Uno spettacolo strepitoso ed eccitante.

Attorno si era di nuovo infittita una calca davvero potente di persone che guardavano ed incombevano.

Laura ha sussurrato qualcosa al compagno che subito ha detto a Sebastian di non toccarle più la fica, perché la salsedine e forse anche la sabbia che ha nella dita ha cominciato a procurare a Laura un po’ di bruciore

Il compagno si sposta e comincia a scopare Laura, con energia e con spinte molto potenti.

Laura era a questo punto super-eccitata: si sentiva dai gemiti e si vedeva anche dalle dita dei piedi che si rattrappivano (tipico segno che si può cogliere in alcune donne in prossimità dell’orgasmo).

Alzando le gambe, cingeva con esse i fianchi del compagno, in modo tale che con la spinta il cazzo penetrasse più a fondo

Sebastian si è spostato per cominciare a carezzarle dolcemente il seno e a succhiarle i capezzoli e, intanto, si toccava il cazzo per aumentarne l’erezione. Poi, avvicinando il glande arrossato e gonfio alle labbra schiuse di Laura glielo ha infilato in bocca.

Laura, fluidamente e senza farsi pregare, ha subito cominciato a succhiare.

La presenza di Sebastian - in questo terzetto – era in verità puramente accessoria: la cosa essenziale ad andare avanti era il rapporto tra i due.. Sebastian aveva una funzione catalizzante dell’eccitamento tra i due ed era di sprone al compagno di Laura che vigorosamente cercava di soddisfarla al massimo delle sue possibilità.

È evidente che Laura era eccitatissima: è venuta almeno tre volte con foga, incurante del fatto che ci sia tanta gente attorno a lei

Laura ha goduto ripetutamente, ma né il compagno né Sebastian alla fine sono venuti: non c’è stato alcun segno esteriore della loro venuta.

Dopo un applauso sentito, la gente che si era raccolta si è dispersa e se è andata alla ricerca di altri teatrini da osservare, di altri spettacoli di cui godere.

A Cap d’Agde c’è sempre tanta gente sulla spiaggia che porta avanti delle performance sessuali (ma spesso si tratta soli di ditalini e di pompini), ma le situazioni veramente spinte sono davvero poche: soprattutto situazioni come questa in cui è palese un grande vigore esibizionistico.

Quella di Laura e del suo compagno appartengono alla categoria delle performance davvero spinte: e sono performance anche superbamente belle da guardare

La visione di Laura che succhiava il cazzo del compagno e poi quello di Sebastian mentre veniva a sua volta scopata dal compagno è stata per me assolutamente indimenticabile.

Ma non mi veniva in mente, benché fossi eccitato, di afferrarmi il cazzo e cominciare a masturbarmi.

Mi sarebbe piaciuto, piuttosto, sessualmente parlando, di unirmi ai due (cioè di interagire con loro, come aveva fatto Sebastian) e da questo punto di vista ero assolutamente e totalmente pronto con il cazzo turgido e stillante umori.
Ma non l'ho fatto, non ero ancora pronto a compiere questo piccolo grande passo verso una sessualità liberata dagli schemi.

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24 dicembre 2012 1 24 /12 /dicembre /2012 06:25
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: scambio di opinioni tra un frequentatore abituale e un “novizio”
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: scambio di opinioni tra un frequentatore abituale e un “novizio”
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: scambio di opinioni tra un frequentatore abituale e un “novizio”
Cap d'Agde, oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: scambio di opinioni tra un frequentatore abituale e un “novizio”

(Fonte web, non più reperibile) Paradossalmente il naturista "classico" è spesso anche piuttosto bacchettone. Per lui la nudità non deve mai alludere all'erotismo, e soprattutto deve essere obbligatoria, esattamente come è obbligatorio essere vestiti nelle aree non-naturiste. Queste norme, come saprà chi è informato od ha letto le mie relazioni di viaggio, sono un po' attenuate in quella specie di oasi della trasgressione che è Cap d'Agde.

Circa un anno fa venni contattato da un giovane che voleva qualche consiglio per orientarsi a Cap d'Agde. Io gli risposi dettagliatamente e riporto qui qualche stralcio della mia risposta, sperando che possa essere utile anche a qualcun altro.

"Una cosa molto importante da sapere (e che noi abbiamo scoperto solo l'unica volta che siamo tornati, accidenti) è che in una zona ben precisa della spiaggia (quella ubicata oltre la Bouvette de Marseillan, quindi la più lontana dal centro naturista) la sera, dopo le 19,30, quando il posto di sorveglianza chiude e si presume che i bambini siano tornati a casa, il sesso libero è tollerato. E' qui e ora che le coppiette, che si sono caricate sotto il sole tutto il giorno al più scambiandosi qualche tenerezza intima, si scatenano, e i single che vogliono guardare, possono farlo, anche a distanza molto ravvicinata, anche masturbandosi alla vista dell'evento. Il tutto è molto bello, e soprattutto è gratis. (...)"

(Qui mi veniva chiesto come un single potesse approcciare le coppie)

"In merito alla questione della spiaggia, da quello che ho visto (dal momento che, in quella situazione, siamo stati sempre solo "spettatori"), non c'è niente di male a rivolgere la parola ad altre persone, con gentilezza e rispettando la loro volontà; d'altra parte chi va in un posto del genere sa che lo spirito è quello di incontrarsi e divertirsi in un certo modo, e c'è chi si diverte a guardare, chi a parlare, chi a partecipare. E' ovvio che le conoscenze tra coppie sono molto facilitate, ma visto che c'è anche chi cerca single, non c'è niente di male a provare (e a salutare educatamente e girare sui tacchi se, educatamente, viene fatto capire che non è quello che si cerca)”.

Quello che ti consiglio è di rimanere grandemente sulle generali, fare esattamente gli stessi discorsi che faresti se incontrassi dei visitatori di una spiaggia "tessile" e se foste tutti in costume. Parla del tempo, se il posto è bello, di quello che hai visto, chiedi consigli su cosa vedere, racconta qualcosa di te (senza scendere troppo nel personale; se sei con stranieri, ad esempio parla della tua città e/o nazione, consiglia posti da vedere ecc.) ma soprattutto non fare domande troppo personali, tanto se gli interessi sessuali dei tipi ti potrebbero coinvolgere te lo faranno capire senza problemi; ma non chiedere assolutamente nemmeno niente di riferito al lavoro, alla professione, alle attività che si svolgono da "vestiti". Generalmente, e per ovvi motivi, chi va a Cap d’Agde si spoglia, oltre che dei vestiti, anche della propria identità, e spesso si tratta di persone che, per motivi professionali o politici, non hanno nessun interesse a fare in modo che si sappia della loro frequentazione di tale località (mi dicono che ci vanno anche persone famose o "di potere", non so se e quanto questo succeda realmente, però è meglio essere prudenti). Allo stesso modo, e per gli stessi motivi è vietatissimo fare fotografie [anche se questo divieto nel corso degli anni, in epoca di digitalizzazione sempre più diffusa delle immagini e della tecnologia leggera della loro riproduzione nei social network si è andato attenuando]. Guarda i tuoi interlocutori negli occhi, non metterti a soppesare la grossezza delle tette di lei o la lunghezza dei pisello di lui, la cosa potrebbe creare comprensibili imbarazzi e farti fare la figura del burino (peraltro gli Italiani, purtroppo, spesso si comportano come tali: pertanto se tu ti comporterai diversamente sarà tutto di guadagnato per te e farai buona impressione sugli stranieri). Un'altra cosa: ci sono molti gay, anche loro occupano un settore preciso della spiaggia (quello più lontano, oltre la zona delle coppie). Magari qualcuno ci proverà con te, nel qual caso valgono le stesse regole: non sentirti offeso od oltraggiato, ma limitati a opporre un cortese diniego. Andando in spiaggia, non dimenticare un libro o un giornale e gli occhiali da sole, utilissimi per guardarsi intorno senza averne l'aria, fiutare quello che succede ed eventuali possibili ‘prede’. Ah, e la crema solare, ovviamente, perché se l'entusiasmo della situazione ti fa dimenticare le più elementari prudenze rischi di ustionarti il primo giorno e mandare co[1 in palla tutta la vacanza".

All’esposizione riportata sopra segue il commento da parte di un terzo che ha letto il post e che fa così: “Molto interessante. Sono stato diverse volte a Cap d'Agde e a poco a poco ho imparato come relazionarmi. All'inizio – a detta di molti - si rimane un po' storditi, ma poi le cose risultano molto semplici e piane. E, poi, alla fine risulta abbastanza facile inserirsi nei giochi di coppia: è sufficiente essere garbato e cortese, ma al tempo stesso intraprendenti, abbandonando la semplice posizione di chi fa il guardone e avvicinandosi alla coppia che interagisce sessualmente con modi gentili e provare a sperimentare un contatto fisico "neutro", inizialmente che consente di comprendere quanto la coppia gradisca un ulteriore approfondimento. Sia ben chiaro che è sempre la coppia (nella sua unità) a decidere se accogliere uno più o più partner nel proprio gioco sessuale. Ma tutto può diventare molto bello ed eccitante”.

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23 dicembre 2012 7 23 /12 /dicembre /2012 20:36
Cap d'Agde, Oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: Cap d'Agde é un posto davvero straordinario
Cap d'Agde, Oasi di libertinaggio naturista: sulle tracce di Houellebecq. Le testimonianze: Cap d'Agde é un posto davvero straordinario

Quella che segue è un'entusiastica testimonianza raccolta nel web.

Cap d'Agde è un posto davvero straordinario.

E' un sito naturista, fornito di residence, albergo di lusso, camping, piscine, locali, privé. Un posto dove si sta tutti nudi, non solo in spiaggia, ma per fare qualsiasi cosa, perfino per andare al supermercato o in boutique o al ristorante.

Il resort è dotato d'una spiaggia enorme, lunga quasi quattro chilometri (quella del sito naturista), alle sue spalle una zona di selvaggia macchia mediterranea (che è divenuta nel tempo, almeno in parte, oasi protetta). C'è spazio per tutti, dunque: una parte del litorale è per le famiglie, poi spostandosi più in là, si arriva ad una zona dove si raccolgono i nudisti - sia single sia in coppie - che intendono il nudismo anche come occasione per fare sesso liberamente, all'aperto, sotto gli occhi di tutti. Se uno osserva attentamente il brulicare di corpi del tutto ignudi sotto il sole, si accorgerà che sono in corso mille eventi diversi: donne che succhiano l'uccello del proprio compagno, gay che si scopano (anche se i gay, in linea di massima, preferiscono ritirarsi, nell’entroterra, tra le dune), toccamenti intimi di vario genere.

Chi sta attorno può starsene tranquillamente a guardare, godendosi la scena, oppure può unirsi al quadretto: tutto avviene con molta discrezione e gentilezza. Se non c'è la disponibilità ad accogliere ospiti nell'interazione in corso, i due partner lo fanno capire con fermezza sempre condita da affabilità di modi.

Molti, eccitati, danno libero al corso al proprio voyeurismo e semplicemente si masturbano. In questo senso, Cap d'Agde è anche il paradiso dei voyeur, nel senso che il guardare è ammesso, lo si può fare esplicitamente, anche collocandosi a brevissima distanza e assieme al guardare è ammessa la masturbazione esplicita (senza sentirsi confinati al di là di un virtuale buco della serratura).

Il godimento è nel guardare e nel mostrarsi senza veli e senza edulcorazioni.

Andando più avanti nel corso della giornata, quando l'atmosfera s'è surriscaldata, sempre in questa stessa zona di spiaggia si possono vedere scene più spinte tipo gangbang o bukkake(1): si formano capannelli di decine di maschi e donne (queste ultime desiderose di vedere ciò che accade) e al centro del gruppo, il più delle volte, una donna inginocchiata sulla sabbia che succhia tutti i cazzi che a turno le si avvicinano alla bocca, lasciandosi ricoprire il volto dallo sperma di tutte le eiaculazioni; oppure, altra situazione, una donna singola al centro del capannello, stando in piedi, afferra tutti i membri che si ritrova a portata di mano e li masturba sino a farli venire. E, mentre afferra i cazzi, si lascia toccare, in alcuni casi anche sditalinare., ma accanto a lei c’è sempre un compagno, vigile e accorta che, in certo qual modo, regolamenta il traffico delle mani vogliose di toccarla, decidendo chi può farlo e chi no. Anche in questo caso, tutto avviene all'insegna della civiltà e della cortesia.

Dopo un giorno così infuocato, per concludere in bellezza si può andare, in tarda serata, in un Privé e qui la scelta non manca. Alcuni dei privé di Cap d'Agde sono celebri in tutto il mondo (come il Glamour oppure La Ville Romaine, ma ne sorgono continuamente di nuovi).

Insomma, a Cap d'Agde, guardando ai suoi usi e costumi secondo l’ottica del libertino, ci si può veramente divertire: bisogna lasciare che le situazioni capitino con fluidità.

In ogni caso, l'eccitazione che si sperimenta è grande: c'è nell'aria come una corrente elettrica ad alto voltaggio, e spesso si sente che il proprio corpo è percorso da una scarica di grande energia.

Il cazzo se ne sta sempre turgido e semieretto.

Le donne si ritrovano la figa bagnata solo per essere in mezzo a questi quadri di sesso collettivo.

Ci sono donne per tutti i gusti: e alcune sono davvero straordinarie.

__________________________________________________

Note
(1) Il Bukkake (assieme al più estremo "Gokkun") è una pratica in cui una serie di uomini eiaculano a turno oppure tutti insieme, quasi contemporaneamente su una donna o un uomo che si è collocato in ginocchio al centro di un gruppo assiepato. Già l’argomento è stato trattato in una nota ad uno dei capitoli precedenti. .

 

Alcuni momenti della vita balneare a Cap d'Agde
Alcuni momenti della vita balneare a Cap d'Agde
Alcuni momenti della vita balneare a Cap d'Agde
Alcuni momenti della vita balneare a Cap d'Agde
Alcuni momenti della vita balneare a Cap d'Agde

Alcuni momenti della vita balneare a Cap d'Agde

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23 dicembre 2012 7 23 /12 /dicembre /2012 09:14

Le testimonianza "colta" che segue è stata raccolta da un frequentatore di Cap d'Agde di una certa esperienza. La sua testimonianza ha il valore - nello stesso tempo - di una riflessione sul mondo dei swinger e delle loro consuetudini. Questa testimonianza può essere utilmente integrata da una rivisitazione del capitolo in cui si tratta delle tipologie di coppie che frequentano Cap dìAgde e altri siti/luoghi analoghi.

A Cap d’Agde ci sono coppie che amano soltanto essere esibizioniste... Ci sono coloro che amano soltanto esibirsi in pubblico mentre fanno sesso, anche se altre coppie vogliono che ci siano altri partner a partecipare alle attività. Il sesso pubblico, in ogni caso, attrae sempre degli spettatori (che sfuggono in ogni caso al comune parametro definitorio del “voyeurismo” o “scopofilia”). Si tratta di spettatori che desiderebbero essere coinvolti o coinvolgersi e, guardando, aspettano il momento più opportuno per farlo.
Per inseririsi in un gioco sessuale di una coppia, esiste ovviamente, una tempistica e biso
gna cogliere dei segni (o segnali, in altri casi) di disponibilità: esiste come ho ho avuto modo di riscontrare una vera e propria semiotica dei segni che deve essere conosciuta se ci si vuole muovere all'interno dell'universo scambista.
Nel breve filmato amatoriale che si può vedere seguendo questo link, si vede una coppia esibizionista in azione, mentre i due fanno sesso nella posizione del missionario (niente di particolarmente esibizionista, dunque). Ci sono alcuni che passano e tirano avanti, indifferenti, altri che guardano e che, con discrezione, si avvicinano per saggiare se è possibile per loro inserirsi nel gioco del sesso.
Ma i due presto concludono la loro azione e l’uomo, adagiandosi accanto alla sua partner, dice “Finished!” (la parola nel breve filmato è chiaramente udibile), per segnalare che si è concluso il tempo della loro scopata, del guardare da parte degli spettatori e che non è loro intenzione riaprire i giochi con altri partner.
Questa è una delle regole di base che vigono a Cap d’Agde, sulla base di una mutua condivisione: il partner maschile di una coppia ha la funzione di regolatore del movimento degli scambisti. Ed ha anche la facoltà di interrompere il gioco.
Ma questo principio vale anche per la donna coinvolta che, in qualsiasi momento, può interrompere le interazioni, senza essere ulteriormente perseguitata da partner vogliosi.
Diciamo pure che a Cap d’Agde vengono applicati alla massima potenza i codici di comportamento tipici dei locali per scambisti, e ciò discende da un’assoluta condivisione dei codici comunicativi.
Chi non si adegua ai codici di comportamento della comunità scambista è fuori dal gioco. Non c'è posto per lui.
La certezza che le regole vengono rispettate fa sì anche che tutti si abbandonino al gioco più volentieri e con maggiore liberalità e autentico spirito di trasgressione.
Mentre nei Club per scambisti, soprattutto in alcuni di quelli italiani, vige un atteggiamento serioso e conformista specie da parte delle coppie, nei confronti dei single che, il più delle volte, vengono considerati dei potenziali trasgressori del codice di comportamento, se non - in taluni casi - dei disturbatori.

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23 dicembre 2012 7 23 /12 /dicembre /2012 07:02
Una veduta della spiaggia di Cap d'Agde

Quella che segue è una testimonianza scaturita da una domanda posta da una terza persona, interessata a vivere un'avventura a Cap d'Agde, ma nello stesso tempo ancora timorosa e sostanzialmente ancora nella fase puramente "contemplativa dell'avventura scambista e del nudismo trasgressivo e libertino.
La domanda-affermazione era stata la seguente: "Fanno davvero le megaorge in spiaggia? Le mie preoccupazioni sarebbero le malattie infettive e le violenze sessuali se non vuoi stare in una situazione, ma vuoi solo guardare".

Al che il soggetto interpellato, alla luce della sua esperienza pluriennale di frequentazione di Cap d'Agde ha replicato: "La zona naturista libertina di Cap d'Agde è un luogo meraviglioso perchè da single trovi tutto quello che ti piace: una quantità enorme di situazioni in cui inserirsi, senza dover pagare - sempre come single - salate quote di accesso, come capta di prammatica in Italia, nei pochi club per scambisti esistenti. Sì, situazioni multiple sulla spiaggia sono frequenti, pompini, cunnilingus e gente che scopa in tre, quattro etc.
Veri e propri happening. E tutto avviene, ovviamente, con la facilità catalizzatrice della nudità collettiva. Devo dirti che vige un rigoroso codice comportamentale, nel senso che se tu tenti di unirti, lo fai esplicitamente (con i dovuti modi) e, se il tuo approccio non è gradito, ti viene fatto capire cortesemente e altrettanto cortesemente tu ti ritiri in buon ordine, rimanendo eventualmente come spettatore. L'intraprendenza è d'obbligo, ma sempre avendo come riferimento alcune essenziali norme del galateo 'libertino'.
Poi ci sono i locali esclusivamente per coppie oppure quelli aperti anche ai single (homme seul, in francese): stessa cosa fondamentalmente.
Per non parlare dei locali diurni: in genere, con la configurazione di una grande piscina con solarium annesso e hammam dove avvvengono gli scambi in una cornice assolutamente confortevole e di grandissima pulizia.
Io ho frequentato molto in una mia visita precedente il Kamasutra, passandoci intere giornate (ingresso per il single, 70 euro con tre consumazioni al bar) e me la sono proprio spassata. Il rischio malattie infettive è molto basso, pressocchè assente: il rapporto sessuale completo (penetrativo), avviene solo ed esclusivamente con il preservativo: sono esentati ovviamente coloro che fanno coppia fissa.
Infine, non c'è alcun rischio di violenza: se tu trasportassi in blocco quello che accade a Cap d'Agde in Italia, invece tale rischio ci sarebbe sicuramente: negli stessi privé in Italia ci sono i buttafuori che vigilano sull'eventuale degenerazione di alcune situazioni, figuriamoci cosa in Italia potrebbe accadere in un contesto libero. In Francia, sono abituati da decenni di libertinaggio e tutti - anche gli avventizi - hanno bene introiettato le regole e ci si adeguano (inclusa l'assenza di qualsiasi volgarità di comportamento e di parola).
Certo, negli ultimi tempi, la situazione è leggermente cambiata e, con il crescere dei frequentatori, è aumentato ovviamente anche il numero di coloro che non rispettano le regole e che dimenticano quella fondamentale che è la cortesia (accompagnata dal fair play).
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22 dicembre 2012 6 22 /12 /dicembre /2012 08:51

(Preambolo) Una delle cose che più colpisce a Cap d'Agde, sia che si vada ad esplorare la parte di spiaggia riservata ai naturisti libertini sia che, spinti dalla curiosità, ci rechi in alcuni luoghi d'incontro in piena attività durante le ore del giorno, è l'estrema facilità con cui si realizzano situazioni di promiscuità sessuale esibita di fronte a spettatori che, con estrema fluidità, possono anche diventare - abbandonando il ruolo contemplativo - performer in accoppiamenti threesome o anche orgiastici. Sì, è vero che sono a Cap d'Agde anche dei contemplativi puri, a cui fanno da penddant i puri esibizionisti: ma nel complesso, il guardare è il più delle volte l'anticamera del fare.
Questa fluidità di ruoli, naturalmente, è facilitata dal fatto che tutti, senza eccezione, interagiscono in una condizione di nudità totale: senza tanti preamboli, dunque, non appena si attiva una relazione minimale tra persone del tutto sconosciute le une alle altre e che si incontrano casualmente (ma con il minimo comune denominatore del contesto e della nudità, si accede quasi immediatamente alla dimensione dell'orgia (non altro che un ritorno esplicito e senza remore a quelle forme di sessualità licenziose e e multiple tanto praticate nell'antica Roma, di cui poco si parla, poichè su quelle realtà orgiastiche è stato imposto anche dagli storici del costume il velo dell'oblio oltre che della maggior parte dei culti, di ascendenza cristiana, che si sono diffusi in occidente, dopo la fine dell'Impero romano)
Detto in breve, lo spirito dell’orgia è quello in cui tutti fanno sesso con tutti, o comunque quello in cui si creano situazioni sessuali fluide e continuamente cangianti in cui tutti gli astanti, in modalità diverse e con tempi diversi, fanno sesso, in una dinamica in cui i limiti ordinari della privatezza (quelli che regolano la vita quotidiana non trasgressiva) sono abbattuti.
La nudità collettiva, come si diceva, è un grandissimo catalizzatore e facilitatore.
Voglio escludere da questo discorso i privé, ben consolidati ormai anche nella principali italiane, che esitono pure a Cap d'Agde.
In questo tipo di locali, dove si entra tutti vestiti (per alcuni di essi esiste un dress code ben specifico, tipo SM oppure "Roman") e in cui la nudità non è richiesta sin da subito, la cifra dominante sono lunghissimi e noiosi preamboli “sociali”, prima di arrivare alla denudazione dei corpi e all’avvio della sessualità senza voce e senza corteggiamenti. In questo tipo di contesto molti, tra l'altro, non riescono a staccarsi dai condizionamenti sociali e, quindi, continuano a valere delle forme di riservatezza fuori luogo che rovinano la festa in cui si creano come in molti contesti sociali quotidiani fenomeni contrapposti di inclusione/esclusione..
I privé di Cap d'Agde non sfuggono a questa regola generale, tant'è che sono gli unici posti in cui - per entrare e per stare - ci si debba vestire (per quanto in modi bizzarri nel caso dei dress code prescritti) mentre alle donne è diffusa la seminudità con vesti stile cocotte che velano appena la nudità sottostante o con lingerie spinta, per poi magari liberarsi degli abiti per quanto succinti successivamente. Ma già il fatto stesso della vestizione iniziale, crea una sorta di battuta d'arresto e di sospensione forzata, rispetto a ad una rapida evoluzione verso quelle forme di instant sex facilitate dalla totale nudità.
I veri cultori dell'orgia sono quelli che sanno arrivare subito al dunque e che non mostrano di avere preclusioni.
Per potere partecipare all’orgia bisogna sapersi abbandonare e rifuggire dai condizionamenti che ci sono stati impartiti dall’educazione.
Trovarsi immersi in un’orgia è come avere la possibilità di partecipare ad un lauto banchetto, con tavoli imbanditi con ricche e variate pietanze: tutti ci si affollano attorno per prendere la propria parte. Di cibo ce n’è per tutti, ma per potere cogliere i frutti migliori, occorre non semplicemente aspettare, ma farsi sotto, con decisione ed intraprendenza (ma sempre con i dovuti modi: ricordiamo qui che esiste un codice specifico di norme da rispettare nella pratica dello scambismo e della sessualità libertina promiscua). Bisogna bilanciare il proprio comportamento tra l'essere intraprendenti, da un lato, e il saper aspettare, quando c’è da aspettare, dall'altro. E nel mentre godersi lo spettacolo e tenersi concentrati sul cazzo (guardando alla cosa dal punto di vista maschile), in modo da essere sempre pronti a cogliere i frutti, quando si aprono improvvisamente dei varchi: non disdegnando di indulgere nel frattempo a baci, toccamenti delle parti intime del corpo della potenziale partner femminile e carezze indirizzate ai seni e ai capezzoli: tutte attività che, d'altra parte, servono a saggiare la disponibilità della donna che si offre. Non bisogna aver fretta, senza cercare mai di avviare un approccio personalizzato prima che la dimensione orgiastica si sia avviata: un tentativo di approccio personale, in genere, se è fuori tempo, può essere causa di permanente esclusione dal gioco. Infatti, la dimensione dell'orgia richiede in primo luogo assenza di personalizzazione, assenza di parole e totale anonimato: bisogna essere niente più che un corpo erotico nella folla.
Anche per questo i partecipanti all’orgia raramente parlano tra loro e comunicano. Solo il partner legittimo (l’uomo) a volte parla per esprimere il suo consenso o per invitare qualcuno particolaremente gradito alla sua controparte femminile.
Quando non si è molto esperti dell’orgia, per un uomo ricevere un pompino può essere cosa graditissima, ma il pompino se non si è adusi a un’atmosfera in cui le sensazioni erotiche - eminenemtemnte fisiche - siano spinte all’ennesima potenza, può portare ad una troppo veloce eiaculazione (soprattutto nel caso dei neofiti dell'orgia). Quindi, da ciò emerge chiaramente che il pompino va accettato quando l’urgenza della scarica si sia già dissipata prima, privilegiando all’inizio una semplice sessualità penetrativa.
Ecco come funziona, dunque: bisogna sapercisi tuffare nell’orgia, applicando le qualità della pazienza e della tempestività. E c’è anche da dire che qualsiasi donna, in questo contesto fescenninico, si offra liberamente, nella sua nudità, aperta alle carezze e con la fica spalancata, è un frutto da cogliere.
Le categorie della normalità e le regole della vita quotidiana qui non hanno molto più senso.

(Testimonianza) Ci sono dei posti a Cap d’Agde - e dei momenti - dove (e quando) tutto è disegnato per fare sesso, solo sesso allo stato puro (mettendo da parte qualsiasi velleità di relazione), con la massima facilitazione - a differenza di quanto accade nei privé - anche di quelli più spinti - dovuta al fatto che si parte da una condizione di base di totale nudità, di totale esposizione del corpo di ciascuno senza veli e di esibizione del desiderio con l’offerta senza finti pudori di erezioni maschili generose e al loro massimo livello, di offerte di cazzi pronti ad essere accolti da bocche e fiche. Nessuno si stupisce di ciò: Cap d'Agde è un luogo fuori dal comune e fuori dall'usuale cornice di regole. L'unica, fondamentale, regola vigente è quella dell'assenza di ogni tipo di violenza e di prevaricazione.
In alcuni luoghi, poi, è tutto amplificato all’ennesima potenza, come ad esempio nelle saune, aperte alle coppie e ai single (agli hommes seul, come dicono in Francia).
Qui vi è una continua sequenza, ininterrotta di accoppiamenti di coppia e multipli, di cui si può essere spettatori o partecipanti, a seconda di come gira il vento.
Lo spettatore di un momento prima, con il proprio cazzo debitamente eretto, diventa partecipante attivo in una scena successiva o concomitante: condizione principe di questa mobilità da un ruolo all'altro è che si entri nell’ordine di idee di far proprio un codice di comportamento che stravolge completamente quele che in un contesto normale si dovrebbero considerare le “buone maniere” in tema di approccio sessuale.
Qui, tuttavia, la gentilezza e la cortesia sono sempre alla base di tutto, anche dei comportamenti sessuali più spinti. La buona maniera qui potrebbe essere quella di accostarsi ad una donna, già intenta ad un approccio sessuale con il proprio partner e sfiorarle il capezzolo, o il culo o la fica esibita. Se c'è accettazione si può proseguire oltre passando ad uno step successivo,, come ad esempio infilarle la testa tra le gambe e cominciare a leccarle la fica, oppure cominciare a carezzarla sempre più intesamente sui genitali e dentro, o ancora accostare garbatamente il proprio cazzo alla sua bocca per farselo succhiare.
Un’avvenente francese, nell’hammam, seduta sulle ginocchia del compagno, prendeva i cazzi degli astanti o li succhiava o li masturbava a seconda della sua voglia del momento, lasciando che intanto le stimolassero i seni e i capezzoli, ma pregandoli al tempo stesso di non toccarle la fica con le mani sporche di sperma, di cui presto il suo petto e le sue tette erano state ricoperte.
Ad ogni sborrata che aspergeva la sua pelle abbronzata, ringraziava lo sborratore di turno oppure gli diceva “Trés agreàble!”.
Anch’io ho avuto il piacere di ricoprirla di sborra.

(Testimonianza) L’Hammam Kamasutra a Cap d’Agde è un luogo davvero speciale.
E’ abbinato ad una grande piscina fornita di bar. I single sono accolti e possono optare per l’ingresso nel solo hammam (€50 con due consumazioni al bar) o per piscina+hammam (con tre consumazioni). Io mi sento di consigliare l’ingresso che consente anche di utilizzare la piscina, poichè è necessaria ogni tanto un pausa al sole, per riprendersi dalla luce soffusa, se non addirittura semioscurità che vige nell’hammam.
L’ingresso è giornaliero. L’Hammam è in funzione da mezzogiorno alle 21.00.
Nell’Hammam può succedere di tutto.
E sono tante le cose che succedono che poi dei suingoli episodi finisci con lo scordarti, tanto si sovrappongono gli uni con gli altri, in un caleidoscopie di pompini, seghe ricevute, scopate in terzetti o quartetti.
I single sono a tutti gli effetti dei jolly per le coppie e possono comportarsi da liberi battitori, infilandosi in tutte quelle situazioni in cui sono bene accolti. Ed essere accettati, o addirittura invitati, é un’evenieneza facile e frequente.
In tutto il complesso, piscina e hammam, la nudita è obbligatoria: ed la nudita a svolgere un effetto catalizzante, tanto più considerando che la maggior parte delle coppie frequentano il luogo per poter fare sesso esibizionista, raccattando (la maggior parte delle coppie) singoli (uno o più alla volta) per i propri giochi.
Il singolo (homme seul, nella dizione francese) può scegliere le situazioni sula base del suo gusto estetico (e i più esigenti fanno così) o semplicemente attratto dalla disponibilità della coppia ad interagire, a prescindere da considerazioni estetiche. A conti fatti, una bocca, una fica o un culo sono sempre identici dal punto di vista del sesso senza coinvolgimento.
Del resto, la maggior parte delle coppie frequentano il Kamasutra propria per la possibilità di unirsi a singoli.
Mani e bocche avide ti afferrano il cazzo, partner scambisti ti invitano a scopare con la propria donna, riservandosi i colpi finali dopo che il single con il suo cazzo l’abbia portata al punto giusto di lievitazione dello stato di eccitazione.
Si finisce e ci si ringrazia reciprocamente; dopodichè ognuno prosegue per la sua strada, per poi rincontrarsi più tardi in una situazione analoga oppure il giorno seguente.
I single possono arrivare a cumulare in questo modo, in un tourbillon di attività sessuale anche sei-sette sborrate al giorno, o soltanto degli orgasmi sine materia, quando di sperma non ce n’è materialmente più, perchè con un simile trattamento d’urto le palle si sono letteralmente svuotate.
Per socializzare, ci sono la jacuzzi (molto ampia, dotata di sedile e capace di ospitare nei momenti clou anche più di dieci persone) e l’hammam vero e proprio, con la sua atmosfera nebbiosa e avvolgente, dove - complice la semioscurità e la promiscuità dei corpi - gli approcci possono farsi più espliciti- Ogni sezione dell’Hammam è caratterizzata da un’ovattata atmosfera sonora ambient, condita di gemiti e grida di piacere da parte degli scopatori in azione.
In genere, a meno che non si sia esplicitamente richiesto dalla coppia, l’approccio del single è un delicato toccamento di un capezzolo o lo stringimento di una mammella.
Se non si verifica un fermo e delicato rifiuto, si è autorizzati a continuare nella propria auto-promozione, passando al succhiamento dei capezzoli oppure ad un delicato massaggio della fica o allo sditalinamento.
Bisogna tener conto del fatto che nella Jacuzzi ci possono essere soli approcci, poichè lì, per motivi igienici, il sesso è esplicitamente vietato, ad eccezione dei preamboli.
Dopo, per agire pienamente la sessualità condivisa vi sono ampie panchine rivestite di morbidi cuscini, una saletta con un grande letto per i partouze, ma anche una saletta riservata con porta chiudibile per coloro che vogliono uno spazio più intimo senza intromissioni da parte di altri.
Ogni tanto, si riemerge dall’hammam e ci distende a bordo piscina, per il necessario recupero.
E’ un’esperienza che mi sento di consigliare a tutti, con un cost per i single tutto sommato accettabile (in confronto alle cifre esose che essi devono esborsare per accedere a luoghi analoghi in Italia) e per la l’elevato indice di igiene e pulizia, comprese le docce da utilizzare nei passaggi dalla Jacuzzi alla sauna (o viceversa) oppure per riprendersi e lavarsi dagli umori liberatasi durante il sesso e gli armadietti con lucchetto dove riporre vestiti ed effetti personali.
Dopo un simile approccio, l’esperienza della sessualità in un contesto “normale” non sarà più la stessa: apparirà scialba e priva di nerbo.
Con il pensiero (e con la mente desiderante) si ritorna sovente ai giorni trascorsi nell’hammam Kamasutra.

Un'altra testimonianza sull'Hammam Kamasutra, questa resa in Inglese...

The Kamasutra it's a really fantastic and astonishing place, where to have libertine sex with couples…

During my recent staying in Cap d’Agde I have attended it almost dayly… with great satisfaction…
Really everything (sexually) may happen inside the Kamasutra premises…
You can be either actor or just a watcher or both… It happens to be involved in great sexual happenings and great fucks, really unforgettable…
After the sex inside, you can spend time outdoor by the lovely swimming pool and enjoy a drink.
Afterwards, with your battery charged again you can go inside again… And you’ll be finding more exciting sex.
What there is s better - just for talk of an example - to cumload the breast of a beautiful woman and hear ther saying at the end of such creamy treatment: “Trés agrèable, merci!”?

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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