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20 dicembre 2012 4 20 /12 /dicembre /2012 09:44
Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia
Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia
Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia
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Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia
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Sex on the Beach. L'inestricabile intreccio di nudismo e sessualità in un piccolo libro di "cartoline" su Cap d'Agde e altri santuari del nudismo, scritte da due assidui frequentatori delle spiaggie del Sud della Francia

Belinda Mosse, giunta tardivamente nella sua vita alla pratica del naturismo, dopo una vita di conformismo, e il suo compagno Mark Golding sono espressione di una forma di nudismo "liberato", una forma di natursimo in cui il piacere dello stare intimamente a contatto della natura, senza veli o tessuti che facciano da interfaccia e il piacere della sessualità praticata o osservata negli altri che ci circondano sono inestricabilmente legati.
Sex on the BeachSex on the beach: a true account of explicit displays of exhibitionism and voyeurism (Inform&Enlighten Ltd, 2013) è il volume scritto a due mani dai due (autori anche di altri resconti sullo stesso tema) e corredato di foto di nudi di entrambi (semplicemente foto "nude", senza rappresentazioni sessuali esplicite, quindi a loro modo caste) racconta una serie di scene osservate nel contesto della spiaggia naturista di Cap d'Agde, uno dei più grandi resort internazionali del nudismo/naturismo, tanto che spesso ci si riferisce alla celebre location francese come alla "Città dei nudisti".
Le loro descrizioni fanno capire che il più delle volte accade che la nudità dei corpi e l'abbandono di tutte le convenzioni spociali di cui gli abiti rappresentano il più forte baluardo facciano sì che la pratica della sessualità (di una sessualità liberata) si faccia in un contesto naturale estremamente facile, senza remore e senza pensieri.
Il sesso praticato all'aperto, sia che ci si trovi di fronte ad un pubblico di astanti, sia che si sia da soli, nel contesto di coppia non inclusiva o condiviso con altri (che siano singoli o in coppia) diventa così una pratica assolutamente naturale, da cui si trae piacere e attraverso cui si dà (e si riceve) piacere, secondo una modalità non problematica, spogliata di tutti gli appesantimenti culturali, vissuta gioiosamente senza sensi di colpa di matrice religiosa e senza falsi pudori, esattamente sullo stesso piano che stare al sole, abbronzarsi, fare un picnic e godersi il mare e la natura.
Mare, sole, natura e pieno contatto con l'ambiente e con gli altri senza barriere "tessili" sono i quattro pilastri vincenti per una sessualità liberata e scevra da inibizioni e da pudori anacronistici, assieme alla libera e mutevole bilancia tra esibizionismo e voyerismo con modalità che nulla hanno a che vedere con l'ambito delle parafilie e che spesso, con una continua intercambiabilità dei ruoli, accrescono il piacere dell'essere a pieno tondo in un contesto naturale, dove le pratiche della sessualità divengono atti equiparati a molteplici altre azioni che si possono fare su di una spiaggia (o in natura), come nuotare, tuffarsi, giocare a pallone, correre, mangiare un gelato, con in più la consapevolezza di essere parte d'uno scenario e di contribuire alla costruzione di "cartoline" che rimarranno impresse nella memoria di quanti vi partecipano.
I racconti di Mark Golding e di Belinda Mosse sono appunte delle "cartoline", in cui la nudità, il sesso (guardato o praticato) e l'essere in natura sono strettamente intreccati.
Il libro si legge con piacere e con particolare interesse, specie se si è avuta l'occasione di frequentare la spiaggia di Cap d'Agde e altri luoghi dove si pratichi il nudismo "liberato", piuttosto che quelle forme di naturismo bigotte in cui la sessualità ostentata viene bandita in quanto ritenuta contraria ai principi di un "sana" pratica naturista.

(dal risguardo di copertina) Erotic true tales from one idyllic summer's month on the nudist beaches and other places in southern France. Lovers, exhibitionists and voyeurs are observed by Mark Golding who holds back nothing in this explicit and detailed account of what really happens when inhibitions are cast off along with the clothes. Needless to say Mark and Belinda enjoy the fun.
With photographs from Mark's collection and commentary by Belinda Mosse. Front cover shows Mark and Belinda who are well known in the naturist community and were for many years naturist columnists and 'agony aunts'.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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