Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
21 febbraio 2024 3 21 /02 /febbraio /2024 12:44
Le fou (autoscatto di Maurizio Crispi)

Cosa accade?
Nulla accade!
Tutto accade!
Frane rovinose mi travolgono
Perdo il senno
Pensieri senza pensatore
Ma oggi non ho voglia di scrivere altro
Oggi sono senza pensieri,
o forse incapace di organizzarli
Forse di pensieri ne ho troppi
e ho bisogno di uno scacciapensieri

Non vedo vie d'uscita
alla litigiosità
alla prevaricazione
alla verbosità
alla mancanza di verbosità
alla comunicazione e all'assenza di comunicazione

L'oblio ci vorrebbe,
per cancellare tutto
Oppure una bella dose d'acqua del fiume Lete
E allora:
addormentarsi,
dimenticare,
sognare,
rimemorare,
trovare un bandolo alla matassa aggrovigliata,
e una motivazione,
per andare avanti,
e per riprendere la via

Solo sei e solo rimarrai
(Solo sono e solo rimarrò)
Questa è la sentenza 
Questa la condanna

 

Si vive e si muore soli
senza rintocco di campane
sena nessuno che pronunci un elogio funebre

Così disse,
quel vecchio pazzo
auto-condannandosi alla solitudine più estrema

 

Condividi post
Repost0
12 febbraio 2024 1 12 /02 /febbraio /2024 07:04
L'uomo con l'ombrello in un giorno di pioggia: accura agli spruzzi! (foto di Maurizio Crispi)

L'uomo con l'ombrello in un giorno di pioggia: accura agli spruzzi! (foto di Maurizio Crispi)

L'anziano signore, traballante su gambe incerte, vedendo sopraggiungere a velocità un auto che già da lontano solleva spruzzi di acqua sporca, dice, protendendosi in avanti: "Accura!".
Ma poi la macchina in avvicinamento a velocità sostenuta, è passata egualmente, senza prendere nessuna cautela e sollevando scuri baffi liquidi fanghigliosi
Al che, per consolare il vecchio, mentre ancora santiava e brontolava, prendendo in esame i danni subiti, gli ho detto: "M****a, non guardano in faccia a nessuno, 'sti stronzi!" e ho proseguito la mia corsa, stando attento - a mia volta - di non essere inondato dagli insensibili automobilisti in transito

Maurizio Crispi (9 febbraio 2012)

Venditore di ombrelli in un giorno di pioggia (foto di Maurizio Crispi)

Qui di seguito, brevemente annotate, le circostanze di questa foto.
Il 9 febbraio 2012, dovendo sbrigare alcune commissioni in parti diverse della città, mi sono deciso ad andare di corsa, assieme alla mia cagnetta e con il mio ombrello (visto che il tempo era molto incerto). 
Decisione saggia quella di prendere l'ombrello, poiché - appena messo il naso fuori casa - ha cominciato a piovere stizzosamente - e non vi dico il freddo.
Le montagne attorno tutte innevate
Eppure, di tanto in tanto, quasi per incanto  le nuvole pesanti si diradavano e venivano fuori scampoli di cielo azzurro, allietati da raggi di sole sbarazzini - e allora si stava bene e io potevo chiudere l'ombrello che, peraltro, durante la corsa è utile come energico dissuasore per gli automobilisti non rispettosi delle strisce pedonali, quando ti trovi ad attraversare (la tecnica è quella di sollevare imperiosamente l'ombrello chiuso, quasi fosse uno scettro o il bastone da pellegrino di Mosè, quando impone alle acque del Mar Rosso di aprirsi per consentire il passaggio alle schiere del popolo eletto.
Il mio giro è stato da casa mia all'estremità di corso Leonardo da Vinci, passando poi per Viale della Regione Siciliana, Via Pitrè, Piazza Indipendenza, Corso Alberto Amedeo, e quindi, dopo l'attraversamento di via Dante e Via Notarbartolo sino a casa. 
 

Il venditore di ombrelli, approfittando della giornata, è già in azione
Oggi, si vendono solo ombrelli
Pare soddisfatto: ha la consapevolezza che oggi riuscirà a fare buoni affari

Maurizio Crispi (9 febbraio 2012)

Condividi post
Repost0
9 febbraio 2024 5 09 /02 /febbraio /2024 08:17
Il naufragio del Titanic

Siamo sulla stessa barca
naviganti assieme,
alla deriva,
verso la catastrofe, 
verso il naufragio certo,
anche se ancora non sappiamo quando
Ci sono quelli che giocano 
e si divertono,
ingannano il tempo e l'attesa
si fanno ludici,
amano l'intrattenimento,
vogliono l'anestetico
per cancellare l'ansia, 
oppure si mettono un sacco di tela sulla testa,
si coprono gli occhi
per non dover vedere i flutti minacciosi
per non dover pensare

 

Ci sono altri che, sino all'ultimo,
perennemente saldi,
non distolgono lo sguardo
scrivono e annotano tutto,
fotografano
(scatti digitali, ma anche scatti mentali),
cercando di fissare nella memoria 
ogni singolo dettaglio
di ciò che vedono
per poterne trasmetterne il ricordo, 
sia a favore di quelli 
che si salveranno dalla catastrofe imminente
sia a favore di quelli che non ci sono
per poter dare una testimonianza
e ai posteri l'ardua sentenza

Condividi post
Repost0
5 febbraio 2024 1 05 /02 /febbraio /2024 06:35
selfie sfocato e pensoso (foto di Maurizio Crispi)

Andare
Stare

 

Movimento
Immobilità 

 

C’è una deriva inarrestabile
C’è un fremito nell’aria
Tutto è diverso
Tutto è eguale

 

Ho camminato
Ho percorso strade e cammini erti
Sono passato in mezzo a strettoie
Ho superato tempeste
Mi sono ritrovato nel bel mezzo
di vaste pianure
e poi davanti all’infinito oceano
e oltre non si poteva andare
E il tempo del viaggio era finito,
FINITO

 

Poi, ho girato le spalle 
a tutto questo
e mi sono chiuso in una piccola stanza
(una grossa scatola di cartone
sarebbe lo stesso)
e da lì guardo il mondo
attraverso una stretta feritoia 
fino a quando un demiurgo
cieco e demente
non verrà a chiuderla,
per sempre
Ogni giorno mangio la pietanza
che mi viene presentata
attraverso un'altra stretta fessura
e mi dicono che quello sia
l'ultimo pasto del condannato a morte
Ma la condanna non viene mai eseguita

 

È tempo di andare, ora,
di sognare,
perché nel tempo del sogno
tutto può accadere,
ancora e ancora

 

Condividi post
Repost0
1 febbraio 2024 4 01 /02 /febbraio /2024 07:39

Mr Arancino. Buona la prima! 

Mr Arancino (foto di Maurizio Crispi)

Ecco cos’ho avvistato questa mattina! 
C’era questo tipo enorme obeso, 
proprio un pacchione, 
un ciccione di grossa stazza, 
tutto proteso in avanti 
Ho pensato, in prima battuta, 
che tenesse questa postura 
per via del peso immane della panza
che lo sbilanciava in avanti
In realtà, 
come ho potuto constatare,
proseguendo nella mia passeggiata 
e superandolo,
il suo corpaccione era 
tutto proteso su un tavolino a piantana 
- di quelli che si adoperano 
nei locali per la ristorazione 
per consumare direttamente in piedi
oppure assisi su scranni più alti 
delle normali sedie -
e vi s'appoggiava 
con tutto il suo peso 
puntellandosi su entrambi i gomiti 
In questo senso, 
egli era anaclitico 
(si badi bene, non Anacleto)
e teneva stretto 
tra le due mani a coppa
un’arancina ancora fumante,
con atteggiamento quasi di preghiera 
e di sacrale comunione
(eravamo davanti alla vetrina 
della rinomatissima rosticceria 
che a Palermo opera da forse 40 o 50 anni
sempre in questa location)
Il Nostro era con il viso proteso 
verso l’arancina 
e ne mangiava a piccoli bocconi
tenendola tra la mani
con religioso afflato
o forse per evitare 
che ne cadesse per terra 
anche soltanto una briciola
La teneva all’altezza della bocca
e ne staccava piccoli morsi,
senza fretta e avidità, 
quindi con lentezza 
per goderne in pieno, 
assaporandola
con voluttà 
e con fare protettivo
Erano le 7:30 del mattino, 
forse le 7:40 
e, quindi. il signore senza nome,
questo mangiatore cortese d’arancina
era ala sua prima della giornata
Considerando la stazza di Mr Arancino
c’è da chiedersi quante arancine,
o genericamente quanti altri "pezzi",  
avrebbe mangiato successivamente
nell’arco della giornata
Insomma questo è stato 
un incontro davvero memorabile
che mi ha colpito 
e che ho ritenuto di immortalare 
con una fotografia,
ovviamente non frontale 
ma di spalle
Non voglio urtare la sensibilità d'alcuno,
io!

 

(25 gennaio 2024)

Mr Arancino (foto di Maurizio Crispi)
Mr Arancino (foto di Maurizio Crispi)
Mr Arancino (foto di Maurizio Crispi)

Mr Arancino (foto di Maurizio Crispi)

Il custode della statua di Santo Pio

ll custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi)

Abita lì in un riparo improvvisato
Tiene lì tutte le sue masserizie
Tiene pulito
Accudisce amorevolmente 
la statua di Santo Pio
collocata a pochi metri di distanza
Per auto-elezione ne è divenuto
l’instancabile custode
È un derelitto
oppure sarà uno 
che ha trovato un senso
nel suo vivere da emarginato 
e che, a suo modo, è felice?
Sono le piccole cose
quelle che fanno un Uomo grande,
quelle che rendono perfetti i giorni

 

Vorrei che la nostra città distratta
si accorgesse
di questo piccolo, grande, uomo
e traesse insegnamento
dalla sua umiltà devozionale
che è piena di tesori e di cose belle

 

(8 gennaio 2024)

Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi
Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi
Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi
Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi
Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi

Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi

La vecchina con il deambulatore

La vecchina con il deambulatore (foto di Maurizio Crispi)

L’anziana donna 
cammina faticosamente
appoggiata al deambulatore
La testa bassa,
piegata in avanti 
Lo sguardo orientato a terra
L’andatura incerta
La traiettoria pure,
perché ci sono mille ostacoli da superare
Si ferma di frequente,
ogni pochi passi,
a riposare e rifiatare
Nelle soste risistema gli oggetti
Poggiati sul piano di seduta
del suo dispositivo
Non è barbonesca oppure homeless
camminante o viandante
Indossa abiti puliti e di buona fattura
Ha la voce gentile ed educata
quando si scusa 
perché è venuta a sbattermi addosso
Lo stare con la testa piegata in avanti 
non la aiuta a seguire una rotta precisa
e a evitare gli ostacoli
e le insidie della nostra città caotica
Ai piedi indossa delle semplici infradito
senza calze
Da dove viene?
Dove va?
Forse a fare la spesa quotidiana,
non so
È un’immagine iconica
di solitudine vagante,
ma anche di coraggio
Una piccola cometa fulgida
di dolore gentile e composto,
e di grande, umanissima, dignità

(2 dicembre 2023)

La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)
La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)
La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)
La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)
La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)

La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)

L'uomo che prega in solitudine

L'uomo che prega in solitudine

Cosa fa quest’uomo,
accomodato
- o si potrebbe dire appanchinato -
su una sedia addossata al muro
lungo una via cittadina,
immobile
con il cappuccio calato sulla testa?

Mi ispira tristezza,
malinconia,
senso di solitudine,
Se ne sta immobile
Non batte ciglio
Non scuote la testa
Non leva mai le braccia
che tiene appoggiate alle cosce
Non chiede l’elemosina ai passanti
Forse è semplicemente
in attesa di ingaggio
e che qualcuno venga
a offrirgli un lavoretto,
una caviglia, come si dice
Un derelitto postmoderno
Uno che aspetta Godot
scrollando e meditando
Per me che l’ho osservato a lungo
é un autentico mistero

Uno dei tanti misteri
delle umane miserie

Alcuni dicono, prosaicamente,
che sia intento a compulsare il telefono,
ma io non credo,
penso che c'è dell'altro

Maurizio Crispi (16 marzo 2024)

Condividi post
Repost0
27 gennaio 2024 6 27 /01 /gennaio /2024 08:17

Un piccolo racconto onirico ancora non lanciato qui sul mio blog

Maurizio Crispi (12 marzo 2023)

Foto di William Eugene Smith

Camminavo con Gabriel lungo una via
contornata da una fitta e alta siepe di Bouganvillea
Questa siepe era stata potata di fresco
e aveva un aspetto curato
Ma doveva essere di una vitalità prorompente
Infatti, dal marciapiede e dall’asfalto
per tutta la sua lunghezza
- che era di almeno cinquanta metri - 
erano spuntati a centinaia
dei vigorosi polloni 
dritti e turgidi
che arrivavano alla mia vita e oltre 
Per andare avanti 
bisognava passare 
attraverso la selva di polloni
E non era cosa facile
perché erano dotati di grosse spine acuminate
In più, avevano l’estremità pulsante,
sicché assumevano l’aspetto pericoloso
di tentacoli senzienti, pronti a ghermirci
Dicevo a Gabriel di non preoccuparsi
e di tirare dritto
tenendomi per mano,
senza mai lasciare la presa
Non guardarli - lo esortavo -
Se non li guardi 
non ci faranno del male
Intanto, ricevevo una telefonata 
da un mio antico collega
che mi parlava d'un mio ex-paziente
ora suo paziente
Il quale, a sua volta,
doveva comunicare o per lettera 
o per telefono
con un altro mio paziente storico,
molto anziano,
ora ricoverato in ospedale
Io dicevo al collega
che avrei avuto bisogno 
di una copia della lettera
o della trascrizione della conversazione intercorsa
in modo da potere monitorare gli effetti
che questo contatto
avrebbe potuto avere sul mio paziente
- molto fragile - 
partendo da un dato di realtà 
Mi sembrava,
così su due piedi,
un buon escamotage
Nel mentre mi ritrovavo a camminare
nel bel mezzo della foresta di polloni,
con molto impaccio
perché dovevo di continuo
divincolarmi, 
sempre tenendo Gabriel per mano
Con la coda dell’occhio 
- anche io evitavo di guardarli
direttamente -
mi sembrava di cogliere dei movimenti e dei guizzi
da parte dei polloni-tentacoli
Per via d’un movimento brusco
il telefono mi cadeva di mano
e dovevo piegarmi a terra
per raccattarlo,
frugando e ravanando alla cieca
e a mano nuda tra quei polloni turgidi e pulsanti
Lo ritrovavo, Deo Gratias!,
e riprendevo il cammino periglioso

 

Un vecchio e un bambino 
che si tengono per mano

(Dissolvenza)

William Eugene Smith

(da "Le foto che hanno fatto la storia") Forse, all'occhio moderno, l'immagine di due bambini nel bosco appare sentimentale, ma assume una risonanza del tutto diversa se si scopre di più sul suo autore.
William Eugene Smith operò come reporter di guerra durante la seconda guerra mondiale e, durante il suo servizio, venne ferito in modo grave da una granata che lo costrinse ad oltre 32 interventi prima di poter riprendere il suo lavoro per la rivista Life.
Ma la guerra non lo aveva ferito solo nel corpo, ma anche e soprattutto nello spirito. Smith era rimasto talmente sconvolto da quel conflitto da pensare di non poter più fotografare.
Fu proprio questo scatto che lo condusse sul sentiero della guarigione.
La fotografia venne scattata durante una passeggiata con i figli ed è lo stesso Smith che ce ne parla: "Mentre osservavo i miei bambini lungo il sentiero tra gli alberi maestosi e vedevo il loro stupore di fronte a ogni piccola scoperta, mi accorsi all'improvviso che nonostante tutto, nonostante le guerre e le vicissitudini passate, in quel momento avrei voluto cantare un inno alla vita!"

Condividi post
Repost0
24 gennaio 2024 3 24 /01 /gennaio /2024 09:57
C'è sempre una panchina per...

C’è sempre una panchina dove sedersi
per riflettere
per guardarsi attorno
per riposarsi
per leggere
per consultare lo Smart Phone
per parlare con se stessi
ma anche per grattarsi la pancia,
se si ha voglia di farlo,
oppure per fissare l’ombelico
con insistenza meditativa
per smarrrircisi dentro
o, infine, per dormire in beatitudine

Maurizio Crispi (23.01.2023)

Condividi post
Repost0
24 gennaio 2024 3 24 /01 /gennaio /2024 05:47
Sudafrica, in una città mineraria

I giorni passano,
fluttuando

Un giorno
Punto e a capo
Un altro giorno
Punto e a capo
I giorni passano,
in un'infinita ripetizione
Sleep!,
Wake up!,
Eat!, 
Sleep!,
Repeat!
Repeat!
Repeat!

I giorni passano
e passano
e passano
e poi ripassano

Il cielo oggi d’un azzurro brillante
(che di più non si può)
fa male agli occhi
La temperatura è mite, 
niente di invernale! 
Quando arriverà l’inverno vero?
Quando la punta del naso si congela 
Quando i polpastrelli delle dita
s'induriscono e diventano bluastri 
Vorrei l’inverno, sì! 
Vorrei giorni di pioggia, 
giorni con un meteo idoneo 
che possa giustificare tristezza e malinconia

Sbrigo incombenze,
faccio cose,
vado in giro, 
porto il cane a passeggio 
leggo,
scrivo,
quanto a parlare
poco parlo,
e niente altro
Poi ripeto
Ripeto
Ripeto 

Arriva l’ambulanza,
Arrivano i vigili del fuoco 
La sirena fende l’aria,
ferisce le orecchie 
É sempre lo stesso giro 
in cui tutto è vecchio,
niente mai veramente nuovo 

Sono stanco, 
stanco, 
spossato,
molto stanco

Vorrei dormire
Vorrei poter passare le mie giornate dormendo 
per non sentire la mia voce arricchita
ripetere sempre - o quasi sempre -  
le stesse cose 
e nessuno che mi ascolta 

Forse sono nel fondo
d'un pozzo profondo
Da dove sono vedo soltanto
uno spicchio di cielo 
mentre io sono sempre
nel cono d’ombra densa
in una sewmi oscurità
mai attraversat da un raggio di sole

nemmeno per via d'un miracoloso gioco di specchi riflettenti
Scrutando dall'alto, oltre il bordo di pietra,
nessuno può vedermi
poiché sono ombra che si maschera nell'ombra
Mentre sono lì sotto,
nel buio e nell'umido,
se parlo,
se grido,
se urlo
nessuno può veramente sentirmi

La mia voce, le mie parole,
rimbalzano sulle pareti di pietra
e si spengono
prima di arrivare in superficie,
lasciando a me un effetto crudele
di echi che vanno in dissolvenza

Amen
 

Il pozzo delle voci che si spengono
Il pozzo delle voci che si spengono
Il pozzo delle voci che si spengono
Il pozzo delle voci che si spengono
Il pozzo delle voci che si spengono
Il pozzo delle voci che si spengono
Condividi post
Repost0
21 gennaio 2024 7 21 /01 /gennaio /2024 10:03
Relatività - Le scale di Escher

Salgo lunghe rampe di scale
C’é con me
la Cociola al guinzaglio
Non si arriva mai
Una rampa,
una svolta,
un’altra rampa
Scale che come quelle di Escher
non portano da nessuna parte
Devo raggiungere il resto della squadra
all’ultimo piano dell’edificio,
dove, in una stanza,
se ne sta rinserrato un paziente
per il quale deve essere avviato 
un trattamento sanitario obbligatorio
Vorrei arrivare prima degli altri
per dire a quel paziente di scappare
finché è in tempo
E, invece, no!
Quando, infine, giungo sul posto
la porta è stata sfondata
(come in una perfetta azione stile SWAT)
e l’alloggio è stato già invaso
da una moltitudine vociante
Uno che sembra essere al comando
sta filmando tutto con uno Smart Phone 
per documentare l’appropriatezza dell’azione
e per poter dare testimonianza
Si è già all’atto finale
e degli energumeni si accingono
a portare via quel paziente riottoso
che protesta la sua sanità di mente
e che, così facendo, 
rifiuta di essere cosa

 

Dopo, 
mi ritrovo a pedalare 
su d’una vecchia bici scricchiolante
Accanto a me corre la Cociola (Flash),
tenuta ad un lungo guinzaglio 
Sono nudo dalla vita in giù 
(palle e pisello al vento) 
e porto drappeggiato malamente 
attorno al corpo 
un asciugamani lungo e stretto 
Cammino per le strade della città 
(anche queste strade alla Escher 
che non portano da nessuna parte
e che sfidano le leggi spaziali)
in questo stato 
Sono imbarazzato dalla mia nudità 
e vorrei coprirmi 
Cerco di fare quest’operazione 
in modo maldestro, 
utilizzando l’asciugamani, 
pur continuando a pedalare,
ma non ci riesco 
Il mio disagio cresce a dismisura 
Cosa fare? 
Cerco di ripararmi da qualche parte 
dove non ci siano troppi testimoni oculari
per compiere l’operazione di vestizione 
in modo discreto 
senza che l’attenzione occhiuta altrui
venga puntata su di me 
Mi fermo allora con la bici 
(marca Disney Bash) in un anfratto 
che sembra possa garantirmi protezione
e procedo, cercando di coprirmi
alla meno peggio 
L’asciugamani, peraltro nuovissimo, 
è lungo e stretto 
della lunghezza spropositata 
d’alcuni metri,
una fascia più che un asciugamano 
e, quindi, 
impossibilitato a drappeggiarlo 
come una tunica
provo ad indossarlo 
come fosse un dhoti 
alla maniera indiana (in stile Gandhi) 
Ci sono alcuni passanti 
che mi guardano con insistenza
sorpresi e meravigliati
Sono costretto a ripartire 
tenendo l’estremità della lunga fascia
stretta in mano, 
poiché non sono riuscito
a fissarla per bene
Sempre precario mi sento,
anche così con questo accrocco
Entro con la bici in un condominio
per consegnare un pacchetto
al portiere
Stranamente, 
per raggiungere la portineria
devo scendere di alcuni piani 
sotto il livello del suolo
E quindi mi ritrovo a percorrere 
altre scale
che, come quelle di prima,
non mi conducono da nessuna parte
E questo è tutto, per questa volta
Con l’incombenza
di un’impossibile consegna
mi sono svegliato

Relatività di Escher

Maurits Cornelis Escher (1898-1972) è stato un incisore e un grafico olandese, appartenente al movimento dell’Optical Art.

L’Optical Art nasce intorno agli anni ’60 del Novecento ed è un sottogenere dell’arte astratta: illusione è la parola d’ordine, la chiave per leggere e interpretare le opere che non sono mai quello che sembrano.

La realtà rappresentata è fluida, soggetta a cambiamenti repentini e imprevedibili, un punto non è mai fisso, le figure bidimensionali paiono fuoriuscire dalla tela; e distogliere lo sguardo per un attimo può dare vita a forme sempre nuove. Sono molteplici le letture possibili: le illusioni ottiche sono legate al movimento e alla cosiddetta “arte cinetica”; semplici linee ortogonali e modulari possono confondere lo spettatore, gettandolo in uno stato di incertezza, di instabilità percettiva.  L’illusione coinvolge lo spettatore e lo destabilizza.

La “Relatività” di Escher, realizzata nel 1953, raffigura delle rampe di scale salgono, che scendono, porte e pianerottoli, dritti e inclinati; è impossibile seguire un percorso, è facile perdersi, cadere, precipitare e ritrovarsi su un’altra scala, più in basso, più in alto, in una sequenza infinita.

Tutto è relativo, questo il messaggio di Escher, da qui il titolo dell’opera; esistono più piani della realtà e non è possibile scinderli, non è possibile separare realtà e finzione, dimensione lucida e onirica.

Condividi post
Repost0
18 gennaio 2024 4 18 /01 /gennaio /2024 13:24
scarpe abbandonate nell'aiuola (foto di Maurizio Crispi)

Raffiche calde a gennaio
Scirocco, Libeccio, Simun
Foglie secche 
spinte via
ammassate in mucchi
negli angoli riposti e
In sacche di quiete
Sacchetti di rifiuti smossi
rotolanti qua e lá
capricciosamente
come rotolacampo
si fermano poi nelle canalette
Alcune strade,
mistero!,
più arruffate di altre,
forse per l'attivazione di micro-climi locali

 

Le raffiche energetiche e frizzanti
creano scompiglio nei pensieri
che, come i sacchetti,
diventano rotolacampo,
vaganti senza meta
di qua e di là
Procediamo a passo lieve e allegro,
io e il mio segugio,
piedi e zampe immersi sino alla caviglia
nelle foglie secche scricchiolanti

 

Con una mano sulla testa 
io tengo ben stretti 
i miei pensieri
per evitare che volino via
nel vento

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth