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I sogni sono strani a volte e si presentano come un rebus da decrittare
Ricordo questo del sogno di questa notte
Avevo da poco tempo un cagnolino piccolo, ma piccolo piccolo, non solo di età ma anche di dimensioni, uno scricciolo
Dopo molte vicissitudini (ero stato forse ad un convegno di psichiatria), ritornavo a casa e qui si imponeva la necessità di portare a passeggio il piccolo cagnolino, tenendo conto del fatto che occorreva gestire anche il cagnone grande da fare uscire
dovevo sormontare alcune difficoltà nel sistemare i cani per l’uscita, imponendo loro i rispettivi guinzagli
E alla fine ci riuscivo
Soprattutto il cagnolino piccolo mi aveva dato il filo da torcere
Era come se avesse il fuoco vivo addosso, guizzava da tutte le parti, ma non si faceva mai prendere
Ci avviavamo verso la porta, cane grande al guinzaglio, cane piccolo al guinzaglio
Ma, evidentemente, le lungaggini erano state troppe e, poco prima di arrivare davanti alla porta per uscire, il cane piccolo si accovacciava e mollava uno schizzetto di pipì e poi, per farla più completa sganciava anche un mucchietto di cacca
Ovviamente, in considerazione della sua tenera età, non potevo rimproverarlo e non mi rimaneva che pulire il malfatto
La cacca era strana: non era puzzolente affatto, ma aveva l’aspetto di un ricciolo di purè di patate molto compatto
Aprivo la porta per uscire e trovavo sul pianerottolo un antico amico di mio fratello che nella vita è fisioterapista
Mi diceva che aveva fame e io rispondevo che, se per lui andava bene, avrei potuto preparargli un panino con la mortadella, l’unica cosa che in quel momento avessi a disposizione a casa in dispensa
Lo facevo entrare, quindi, lui si accomodava al tavolo della cucina, mentre io armeggiavo per preparargli il panino
Nel mentre arrivava mia madre e le spiegavo ciò che era accaduto, della pipì e della cacca del cane piccolo e dell’arrivo inatteso dell’amico di mio fratello e della preparazione del panino con la mortadella
Lei era molto tollerante nei confronti del cagnolino piccolo ed era anche contenta che fossi stato tanto ospitale nei confronti dell’amico di mio fratello, avendogli preparato da mangiare, ma mi esortò a offrirgli anche qualcosa da bere.
La mamma voleva che gli ospiti fossero sempre a proprio agio e che si sentissero come a casa propria. Una visita si trasformava il più delle volte in un invito a rimanere a pranzo oppure a cena, occasioni in cui si condivideva con l’ospite occasionale ciò che c’era in casa.
Cercando e ricercando, riuscii a trovare una teiera semipiena con del tè appena fatto, ancora ben caldo, e gliene offrii una tazza, di cui lui mi fu grato.
Dissolvenza
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(4 gennaio 2026) Questo scrissi un anno fa e oggi ricorre il 16mo anniversario della morte di mamma
“Mi sono svegliato questa notte proprio a quell’ora in cui all’improvviso mi risvegliai per accorgermi che la mamma non respirava più e che era, la sua anima, volata via: e mi sono ricordato di quel momento e degli eventi immediatamente precedenti
“Ed ora siamo al quindicesimo anniversario della sua dipartita e altri, nel frattempo, sono venuti a mancare
“Sono tutti nei pensieri, nella mia memoria, nel mio ricordo, nel mio cuore
“Noi continuiamo il nostro cammino, con un occhio al passato ed uno al futuro
Mio padre, la mamma e mio fratello sono sempre con me”
Ancora oggi, torno a ricordare
Certo i ricordi, nel corso del tempo si affievoliscono
E il dolore delle perdite è stato elaborato, poiché - come disse la Yourcenar - il Tempo è un grande scultore
Tuttavia coloro che non sono più ci accompagnano sempre - io ritengo - in modo silenzioso, ma ci sono sempre
Nel bene e nel male sono una presenza costante e noi siamo quel siamo - adesso - perché ci sono stati loro che hanno plasmato e orientato le nostre vite, a volte in modi evidenti e plateali, talaltra in modi sottili, a volte per somiglianza, altre per contrapposizione
Il loro ricordo va coltivato attivamente ed è un bene prezioso in questa nostra epoca che ha sempre più spregio del ricordo e della memoria
(4 gennaio 2023) Il 4 gennaio 2010, nelle prime ore del nuovo giorno, quando ancora faceva buio, la mamma se n’è andata via lievemente, in punta di piedi, quasi senza disturbare nessuno, come aveva sempre detto nei suoi desiderata.
Per andarsene, ha colto il momento in cui io, seduto accanto a lei in poltrona per vegliarla, mi ero addormentato.
Quando mi sono risvegliato, forse perché invaso dall’improvviso silenzio del suo respiro appesantito, la sua anima bella era volata via.
Dopo poche ore, alle 5.00, è suonata la sua sveglia che la mamma la sera prima, mi aveva chiesto di puntare alla solita ora, quando lei si alzava per supervisionare tutte le attività legate a mio fratello.
Quella sveglia ci ha ricordato che la vita, anche senza di lei, continuava e che, pur assente da quel momento in avanti, lei avrebbe continuato a vegliare su di noi.
Mamma, dovunque tu sia, riposa in pace.
Continui a vivere nel mio cuore.
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