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14 luglio 2024 7 14 /07 /luglio /2024 09:53
Selfie deforme (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato che partecipavo
ad una riunione condominiale
Non mi pareva di riconoscere la maggior parte dei presenti
Attorno a me, percepivo solo facce ostili
cupe
chiuse
Che ci faccio qui?
Cosa vogliono da me?
Ero a disagio
Si parlava di quote condominiali
non riscosse,
di deficit del bilancio,
di piani di rientro per i morosi
Io dicevo che già stavo pagando
ratealmente, con solerzia
Tutte le facce degli astanti,
all’unisono,
si volgevano verso di me, 
erano facce mute,
totalmente lisce,
senza lineamenti,
senza occhi 
senza bocca
senza naso,
come quelle dei manichini
Eppure mi fissavano
e m’incutevano timore
Forse avrei dovuto starmene zitto,
pensavo
Forse ho parlato troppo!
Meglio dire poco,
piuttosto che molto!
Ma qual é il limite 
tra il poco e il molto?
Come si fa discriminare
e a sapere?
Occorrono astuzia,
senso dell’opportunità 
e machiavellici accorgimenti,
pensavo,
tutte virtù 
di cui io sono privo
Sempre parlo e straparlo,
quando invece quella boccaccia
che mi ritrovo
farei meglio
a tenerla chiusa,
ben sigillata
O forse dovrei trasformarmi
io stesso 
in sfingeo manichino!

 

Dissolvenza

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11 luglio 2024 4 11 /07 /luglio /2024 07:09
La sedia dell'extracomunitario (foto di Maurizio Crispi)

Ogni giorno un extracomunitario, probabilmente asiatico, pelle molto scura, bianca barba profetica, si accomoda su questa sedia pieghevole davanti all’ingresso della farmacia di via Ludovico Ariosto, a Palermo, proprio accanto alla libreria "Punto Einaudi", di cui sono frequentatore e cliente.
Per ore se ne sta seduto lì paziente e chiede un obolo a tutti coloro che entrano ed escono dalla farmacia, ma anche ai passanti.
É gentile nel suo chiedere, non invadente e neppure aggressivo, come invece si connota di frequente il comportamento di altri questuanti. 
È una presenza assidua
Non si può non notarlo
Quando si ritira nei suoi quartieri (e mi chiedo: dove abiterà mai? Avrà una sua famiglia? Un suo posto?) la sedia la lascia legata alla balaustra un po’ sbilenca che delimita i posti auto riservati agli acquirenti della farmacia.
Non avrebbe senso, in fondo, portarsela a casa e fare avanti e indietro con quel carico!
È più pratico lasciarla lì, pronta per l’uso, il giorno dopo. In fondo, è il suo strumento di lavoro, ma - d’altra parte - chi potrebbe mai voler rubare una vecchia sedia?

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7 luglio 2024 7 07 /07 /luglio /2024 10:03
Selfie (foto di Maurizio Crispi)

Sono in viaggio alla guida di una macchina sportiva, tipo una Lamborghini o una Maserati, di quelle auto dove c’è spazio solo per il guidatore e un passeggero, scomodissime, e dove ti sembra di essere seduto a terra, tanto sono basse
Ricordo che mi sono dovuto fermare per fare rifornimento 
Scendevo dall’auto, lasciandola parcheggiata vicino all’erogatore di benzina e andavo alla struttura vicina, un market con servizi di ristorazione, dove c’era grande movimento, poiché era scomparso un bambino e tutti erano accorsi per iniziare una grande ricerca collettiva
Parlavo con qualcuno, forse con qualche ragazzino, compagno o amico di quello scomparso 
Chiedevo notizie, mi informavo
Poi tornavo all’auto che non era più dove l’avevo lasciata
Entravo in ansia al pensiero che l’avessero portata via poiché avevo lasciato le chiavi attaccate al cruscotto 
Ma no! 
Qualcuno l’aveva semplicemente spostata perché ingombrava il passaggio 
Ed ero lì parcheggiata un po’ più lontana rispetto a dove io l’avevo fermata
Salivo in auto, riflettendo quanto fosse stretto e scomodo l’abitacolo, ma non c’era granché da fare: era questa la situazione e bisognava fare buon viso e cattivo gioco
Ripartivo senza fare benzina, benché il motivo iniziale di quella sosta fosse stato proprio il bisogno di fare il pieno 
Al volante dell’auto mi dirigevo di nuovo nella direzione da cui ero arrivato, ma imboccavo una stradina secondaria che non conoscevo
Vedevo in lontananza la via principale intasata all’inverosimile di autovetture
La strada che percorrevo, invece, era disagevole, piena di buche oltretutto
Temevo di distruggere la mia auto con la scocca troppo bassa per un fondo stradale di questo tipo
A un certo punto, vedendo nella distanza che il traffico della via principale che avrei raggiunto di lì a poco era totalmente bloccato (non si muoveva più una foglia e si era formato un tappeto di vetture che si stendeva a perdita d'occhio), decidevo di fermarmi per fare una conversione ad U e poter così tornare indietro, sui miei passi e sulle mie tracce
Mi accorgevo che i comandi non rispondevano bene al tocco dei piedi: e che, soprattutto, i freni non reagivano adeguatamente, come se non ci fossero del tutto
Riuscivo a manovrare comunque, approfittando di un grande slargo,  e riprendevo il cammino nella direzione opposta
Mi accorgevo che da una strada laterale iniziava a venire fuori un grosso mezzo agricolo, tipo una trebbiatrice, del tutto incurante del segnale di stop e dell’obbligo di dare la precedenza
Il suo muso, grande, grosso e alto quanto una casa sporgeva sempre di più ed io già mi prefiguravo, in una manciata di secondi, l’impatto violento, poiché i freni non rispondevano in alcun modo
Alla fine, mentre i miei piedi freneticamente si agitavano, muovendosi tra freno e frizione, senza nemmeno accorgermene, mi ritrovavo a premere con forza l’acceleratore e l’auto con un ruggito, spinta dalla forza propulsiva dei suoi 300 cavalli schizzava in avanti e riusciva a passare proprio per un pelo, scongiurando l’impatto

 

Dissolvenza

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6 luglio 2024 6 06 /07 /luglio /2024 12:05
Notte e stelle (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato che entravo 
in una stanza di casa

 

E lì, accovacciato sui talloni,
c’era mio figlio Francesco 
che mi guatava
senza dire parola

 

Rimanevo basito
Era da tanto che non lo vedevo,
che non lo incontravo,
e non gli parlavo

 

Come reagire a questo improvviso,
inatteso, incontro?
Salutarlo?
Parlargli?
Riprendere un discorso interrotto?
Iniziarne uno nuovo?
O semplicemente non fare nulla del tutto,
lasciando scorrere questo momento,
e i successivi,
con naturalezza,
con fluidità,
come nel caso di due che,
dopo molto andare,
s’incontrano
e senza dire alcuna parola, 
senza proferire verbo,
volgono assieme
lo sguardo al cielo notturno
per indagare le stelle e il Mistero?

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4 luglio 2024 4 04 /07 /luglio /2024 11:59

Ecco due sognucoli, che mi ero dimenticato di riportare qui nel blog e che risalgono ad un anno addietro esatto.
Li avevo soltanto resi visibili nel mio profilo facebook

Torre dell'orologio a Brisighella (foto di Maurizio Crispi)

(2 luglio 2023) Ho sognato che sarei dovuto andare a processo per aver compiuto un reato
Casco dalle nuvole. Il reato di cui mi si accusa non è ben indicato nei documenti che mi sono stati inoltrati o notificati; non so di cosa si tratti
Poi vengo a sapere qualcosa di concreto
Avrei partecipato - così mi dice il mio difensore d’ufficio - al furto d'un enorme orologio che adornava la torre campanaria d'una città in Spagna.
L’avvocato mi chiede di spiegargli il perché di questo gesto, non capisce
Io gli dico che sono stato un fesso
Ho soltanto incontrato due miei conoscenti che mi hanno trascinato in questa loro impresa
Non ho fatto materialmente nulla
Sono stato soltanto a guardare
Non ho fatto però nulla, del pari, per impedire loro di portare a termine il gesto criminoso
L’avvocato mi dice che la mia difesa é piuttosto debole
Verrò egualmente incriminato e processato
non solo in Italia, ma anche in Spagna,
dove il reato è stato originariamente compiuto
Ma si rende conto?
Ed io:
Avvocato, ha ragione! Sono stato un fesso! Anzi un fessacchione! Un vero pinnazzuolo!
L’avvocato scuote la testa.
Avvocato, ce la farò a venirne fuori?
E’ questo il mio ultimo grido prima che mi portino via in manette

Riflesso deflesso (foto di Maurizio Crispi)

(3 luglio 2023) Dei tecnici informatici
vengono per sistemare il computer
da cui lavoro  abitualmente
e per rendere più sicuro 
l’accesso ai diversi programmi che contiene
Io stesso sono andato a cercarli
da qualche parte 
e, per arrivare al posto dove si trova il PC,
abbiamo dovuto fare un lungo viaggio
in un van
per poi fermarci
in un vasto spiazzale deserto
ad una estremità del quale
c’è un emporio 
dove rivendono hardware e software
Qui c’è una calca immensa
Tutti vogliono comprare qualcosa
Mi faccio strada a gomitate
e arrivo al banco
per chiedere ciò che mi serve

L’intervento dei tecnici è efficace
Le password nuove sono impostate

Ma nemmeno io le ricordo più
dopo che se ne sono andati

E siamo punto e daccapo

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2 luglio 2024 2 02 /07 /luglio /2024 12:58
Torso di manichino nella notte (foto di Maurizio Crispi)

Si sente l’agitazione di improvvisi 
vibranti refoli di vento
Ha piovuto nel cuore della notte
Una pioggia stentata 
di poco beneficio 
L’aria è umida,
ristagnante 
Se non fosse 
per quegli improvvisi sbuffi d’aria
che prosciugano l’umidore molesto 
si avrebbe una senso di soffocamento e di pelle appiccicosa 
per la traspirazione  

 

S'odono i tuoni, 
a volte un rombo isolato, 
talaltra un tambureggiare sordo
Prima del brontolio e del rullare
il cielo s’accende 
di elettriche strie 
contorte e ramificate 
I gabbiani stridono, 
non si vedono 
ma è probabile che siano in alto 
a volteggiare e veleggiare, 
traendo vantaggio dalle raffiche incostanti 

 

Cammino nel buio, 
quasi a tentoni,
foglie secche
sotto i piedi ,
scricchiolanti,
crocchianti,
fruscianti,

 

Tutto é pervaso di un’attesa ominosa
All’improvviso arriva il picchettio
di grosse gocce
che cadono nella polvere
E il petrìcore si leva dalla terra
bagnata ed erosa
Le strade si ricoprono 
d’una patina lucida
su cui si specchiano i lampioni
con aloni di tenue luce gialla

 

E poi, molto più tardi,
di nuovo sorgerà il sole

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29 giugno 2024 6 29 /06 /giugno /2024 13:50
Lord Kitchener

Un sogno, 
lungo e laborioso 
ma ricordo poco 

 

Facevo un viaggio, 
un lungo viaggio, 
In un paese remoto, 
in lontane contrade orientali 
su percorsi poco battuti 
e poco frequentati da chicchessia
La cosa più curiosa in assoluto 
era il fatto che, per procedere,
dovessimo costruirci la strada
letteralmente sotto i piedi,
perché non v’era alcuna strada
e, quindi, andavamo a rilento 
La strada doveva essere fatta 
metro per metro 
su un terreno impervio e roccioso
che non faceva sconti,
attraverso contrade impervie e accidentate 
Era una strada concepita 
per poter essere percorsa 
anche da automezzi
Mi ricordava l’impresa titanica 
di Lord Horatio Herbert Kitchener,
ai tempi della guerra contro il Mahdi in Sudan, 
quando per condurre 
truppe e rifornimenti dal Nilo 
al punto in cui si erano radunate 
le forze ribelli a Khartoum e a Omduram
venne fatta costruire nientemeno 
che una ferrovia, metro per metro, 
al prezzo di sudore, sangue e vite umane

 

Del sogno ricordo alcuni dettagli, 
come la messa in posa di alcune pietre
per definire il bordo della strada 
(ed era qualcosa 
di cui mi occupavo personalmente: 
come in un videogioco in soggettiva
vedevo le mie mani al lavoro, 
trasportare e poi posare quelle pietre)
E ricordo anche 
un’automobile vecchio stile 
(di quelle dei primordi 
che ancora somigliavano 
a carrozze senza cavalli) 
che veniva avanti 
tutta traballante e scoppiettante 
carica all’inverosimile 
di passeggeri e masserizie 
e noi - costruttori della strada -
tutti fermi a guardare con meraviglia 
quella faticosa avanzata 
e poi vederli imboccare, 
malgrado il nostro affannarci e sbracciarci, 
una deviazione che non portava nulla, 
ma il guidatore persisteva 
come un crasto 
nella direzione sbagliata,
ostinata e contraria

 

Mi sembrava di essere in un film
di esotiche atmosfere
o in un romanzo 
oppure immerso 
in una delle affascinanti narrazioni
tra storia e geografia 
di Stefano Malatesta
E mi sono ricordato, ovviamente,
del romanzo “Le quattro piume” 
di un certo Alfred E. W. Mason 
che lessi anni fa,
avendo poi occasione di vedere 
un film recente omonimo
su di esso ispirato
e si tratta di “Daniel Martin
il cui omonimo protagonista 
persegue il sogno di diventare 
uno sceneggiatore hollywoodiano
e in particolare quello di poter elaborare uno script
per un film che racconti vita e imprese di Kitchener

 

E qui non ricordo altro 

 

(da Wikipedia) Horatio Herbert Kitchener, comandante in capo delle armate anglo-egiziane, venne incaricato di riprendere Khartum. Il 18 marzo 1896 Kitchener entrò in Sudan con 11.000 uomini armati delle armi più moderne e sostenuto da una flottiglia di barconi dotati di mitragliatrici e cannoni. Il 7 giugno Kitchener raggiunse Ferkeh, una guarnigione lungo il fiume Nilo in mano alle forze mahdiste. 
La battaglia di Ferkeh venne vinta facilmente dal generale britannico, che procedette lungo il fiume in maniera metodica. 
La ferrovia dal Cairo venne estesa a Wadi Halfa, permettendo l'arrivo di nuove truppe e approvvigionamenti. 
Agli inizi del 1898 Kitchener disponeva di oltre 25.000 uomini. 
Alla battaglia di Atbara (aprile 1898) le forze mahdiste (60.000 uomini, ma mal armati) vennero battute, permettendo quindi la marcia di Kitchener verso Omdurman, la città che sorge di fronte a Khartum e che era stata trasformata nella capitale dello Stato mahdista. 
La battaglia di Omdurman ebbe luogo nel settembre 1898, e fu vinta dai britannici grazie all'uso delle mitragliatrici Maxim. Dopo il superamento della crisi di Fascioda, la vittoria britannica costrinse il khalīfa ʿAbd Allāh al-Taʿāysh a fuggire verso il sud, dove morì durante la battaglia di Umm Diwaykarat, il 24 novembre 1899.
I britannici divennero i nuovi governatori del Sudan, sebbene una parvenza di codominio con gli egiziani sia rimasta in vigore fino all'indipendenza del paese nel 1956; infatti Sudan Anglo-Egiziano fu il nome ufficiale del paese per tutto il periodo. 

 

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28 giugno 2024 5 28 /06 /giugno /2024 10:12
Dopo la pioggia benefica, il sole sorge ancora, e poi il fetore ci assale

Il sole sorge ancora
Ci sono grandi alberi
che danno ombra e frescura
che ospitano augelletti
laboriosi e canori
Speriamo che non ce li taglino
proditoriamente
quei capitozzatori folli,
sguinzagliati per la città
come segugi assassini

foto di MaUrizio Crispi - Dopo la pioggia

Cammino con Black
 

Odori immondi mi circondano
odori che poi si trasformano
in fetidi cromatismi
lampeggianti dietro gli occhi
Odori che prendono assalto le mie narici, 
le mie papille olfattive, 
ma anche quelle gustative 
e poi salgono come miasmi corrosivi
arrivando sino al profondo
delle circonvoluzioni limbiche
del mio cervello,
ottenebrandolo

 

Sono spariti gli effetti benefici 
della pioggia dei giorni scorsi, 
si sono dileguati, evaporando via,
e proprio per questo 
le cose sono peggiorate di più,
perché quelle fetenzie mai rimosse 
dalla sede stradale 
con l’esposizione 
alla pioggia 
all’acqua 
e all’umido 
hanno cominciato a marcire più velocemente 
con il rinnovarsi dei raggi del sole
e della canicola 

 

Quindi siamo costretti a viaggiare nel fetore, 
dal quale mai potremmo veramente liberarci

 

La gora dell’orrendo fetore
ci da il tormento
Talvolta mi chiedo 
se non siamo costretti in terra
a vivere in una bolgia dantesca

Dopo la pioggia benefica, il sole sorge ancora, e poi il fetore ci assale

“NON BUTTARE MUNNIZZA”
è scritto sul muro
di un edificio fatiscente a Terrasini
e quel marciapiedi
che corre davanti al muro
è pulitissimo,
come il resto della ridente cittadina
A Palermo, ogni angolo è buono
per liberarsi di munnizza
e di oggetti non più graditi o rotti
Persino i monconi degli alberi
abbattuti proditoriamente
diventano pubbliche discariche

E in ciò patiscono
un ultimo affronto

Dopo la pioggia benefica, il sole sorge ancora, e poi il fetore ci assale

Tavola da skateboard spezzata
su letto di foglie secche
e di fiori di Brachychiton caduti

Un bel modo
per celebrare una fine

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27 giugno 2024 4 27 /06 /giugno /2024 13:41
Autoscatto (Foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato

 

Ero in un’altra città, forse Bergamo, poiché il tessuto urbano era articolato in una parte alta antica e una bassa, moderna
Mi recavo in un ufficio pubblico a richiedere dei documenti 
Dovevo fare certe operazioni: mettermi a turno, specificare il tipo di documento che mi serviva e infine aspettare la chiamata da parte dell’impiegato preposto al rilascio di quel tipo di documentazione
Sin qui andava tutto liscio 
Mi ritrovavo successivamente nell’ufficio d’una società assicurativa: qui dovevo rinnovare una polizza
Le cose si facevano lunghe
I due impiegati (o funzionari) con cui mi ritrovavo a parlare avrebbero dovuto soltanto farmi firmare delle carte per il rinnovo della polizza, ma non cessavano di propormi altre ipotesi, cosicché io mi decidessi a impegnarmi in servizi assicurativi aggiuntivi alla polizza di base, di cui mi facevano balenare gli incredibili vantaggi
Di fronte a questo atteggiamento furbesco, mi innervosivo non poco e dicevo all’impiegato che ero lì solo per rinnovare la mia polizza e nient’altro, niente di più e niente di meno, e che doveva smetterla di cercare di vendermi cose che non volevo
Detto questo, pigliavo armi e bagagli e me ne andavo con foga, senza concludere
Mi trovavo a risalire su per il colle, per raggiungere di nuovo gli uffici municipali ubicati appunto nella città alta
Quando ero quasi arrivato, notavo un grande assembramento: all’inizio immaginavo che si trattasse di persone accalcate in attesa anche loro di entrare negli uffici comunali, ma poi mi rendevo conto che c’era stato un grande incidente con morti e feriti
Vedevo vittime scomposte, distese sull’asfalto, e altri viventi sanguinanti, confusi, dalle movenze incerte e traballanti
Non riuscivo a capire cosa fosse accaduto, se si fosse trattato di un incidente del traffico, oppure se ci fosse appena stato un attentato dinamitardo
Certo, lo spettacolo era terribile ed impressionante: sembrava di essere in zona di guerra
Ciò nonostante io perseguivo il mio scopo, senza lasciarmi coinvolgere, scavalcando i corpi delle vittime, scansando i feriti e non ascoltando le loro richieste di aiuto
Quindi, accertato che non dovevo rispettare i tempi d’attesa di una coda, con rudezza, cominciavo a fendere  la calca e a farmi strada
Ricordo, in particolare, tra i sopravvissuti una tizia con il volto striato di sangue e con i vestiti laceri che cercava di rialzarsi da terra, compiendo in maniera stereotipata una sequenza di gesti senza scopo e ripetendoli senza fine al rallentatore
Sia come sia, riuscivo alla fine ad entrare negli uffici del municipio
Edotto dalla mia visita precedente conoscevo perfettamente la procedura da seguire: di conseguenza, potevo andare dritto allo scopo
Ma c’è un ma...
Come per un’improvvisa folgorazione, mi rendevo conto che nessuna della tipologia di servizi offerti si poteva adattare alla mia attuale esigenza 
Infatti, mi rendo conto che sono salito per la seconda volta sino al colle del municipio per fare autenticare un documento che é, giusto giusto, proprio quello dell’assicurazione rinnovata 
Ma io non sono in possesso di quel documento, poiché me ne sono andato dall’ufficio dell’agenzia assicurativa, interrompendo le trattative con l’impiegato che voleva vendermi altri prodotti, lasciando la procedura in tronco, senza firmare il rinnovo e soprattutto senza il documento prezioso in mano!
Quindi, ora che mi ritrovo al municipio con la possibilità di fare una copia autenticata, senza il documento originale ho in mano solo un pugno di mosche in mano
Sono piuttosto irritato con me stesso e per la mia leggerezza
Non vorrei perdere il turno
Non vorrei rinunciare alla posizione di vantaggio che ho acquisito rispetto a tanti altri ma non c’è nulla da fare, senza il documento originale non ho dove andare
Sopraffatto da un senso di inutilità, esco dal municipio per ritornare da basso seguendo a ritroso tutta la strada già fatta e per tornare a bussare nuovamente alla porta dell’agenzia assicurativa
Mi avvio per la lunga strada che scende dal colle e devo nuovamente immergermi nel cuore della folla dolente dei feriti sanguinanti e delle vittime distese per terra
Ed è uno strazio
Poi mi ritrovo a scendere per quella strada, lungo quei tornanti in discesa, su uno skateboard
(su cui io non sono mai riuscito ad andare… e sembra invece che me la cavi alla grande)

 

(Dissolvenza)

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25 giugno 2024 2 25 /06 /giugno /2024 12:30
Autoscatto in duplicato (foto di Maurizio Crispi)

Sono stanco
Svuotato 
Inerte 
Vorrei rimanere a giacere 
per ore e ore durante il giorno
Ieri, il giorno è stato denso, 
emozionale
E poi sono crollato 
in un sonno plumbeo, 
senza sogni
Non so perché 
Non solo vorrei 
dormire 
dormire 
dormire, 
ma sprofondare nel letto
Usarlo come porta verso l’altrove 
Ed esserne inghiottito
mentre sono preda 
di questo snervante stato della mente

Andare
Sognare

Spompatizzo, sì,
mi sento spompatizzo
Di frutta ho solo quattro ciliegie avanzate,
quattro in croce,
tutte vizza
Ho dato fondo a tutto,
quasi a tutto...
Se posso, preferirei 
evitare di andare a fare spesa
Quindi ho quelle ciliegie,
quattro in croce,
quattro, tutte vizza
ma ho anche quattro zucchine genovesi
(sempre quattro è il numero magico ricorrente)
e potrei portarne una
Comprerò il pane 
come faccio sempre 
e questo è quanto 
Ora, a fatica, ho finito di sistemare 
e mi sono spazzolato i denti 
Mi sono rastremato,
mi son ricomposto,
anche se ho le colichette
Son pronto a scendere 
e a mettermi in strada,
anche se mi sento ancora stanco,
stanco che più di così non si puote
Forse è stata la giornata di ieri 
che è stata logorante e densa
tra rimembranze
celebrazioni
e commemorazioni
Andare poi a Terrasini 
Tornare a prendere Gabriel 
nella calura più assurda, 
poi stare con lui a casa 
sempre così,
un po’ tenerlo d’occhio,
accudirlo e le merende senza fine 
senza potermi rilassare 
Alla fine, ciliegia sulla torta
(una di quelle quattro ciliegie vizze)
andare all’incontro di commiato
con le maestre e gli altri genitori,
insomma, tutto questo 
mi ha stancato parecchio
Dover tener breccia
Forse la sommatoria di tutto 
o forse anche le energie profuse
per essere presente, 
senza che nemmeno me ne rendessi conto, 
ma anche quello che ho scritto 
su mio fratello 
e che mi ha preso 
forse più di quanto m'aspettassi 
in termini di coinvolgimento emozionale,
non so
Eppure ancora adesso 
mi sento come svuotato, 
privo di energia 
Però so anche che, poi, 
da questi stati d’animo 
in cui mi pare di non avere più benzina
sono capace di riprendermi velocemente,
non appena mi rimetto in pista

Calati junco ca passa a china
La pioggia lo bagna il vento l'asciuga
Campa cavallo che l'erba cresce

 

Resiliente, sì!
Resiliente, no!
Eroe, sì!
Eroe, no!

 

Malgrado tutto sono ancora resiliente
Sì, resiliente del cappero!

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  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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