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21 luglio 2025 1 21 /07 /luglio /2025 07:15
Io e il piccolo di leopardo (elaborazione ChatGPC)

Ho dormito come un ghiro
per tutto il pomeriggio

Mi sentivo davvero spossato 
e privo di forze

Ho sognato che ero con Black, 
il mio grosso cane nero 
Stranamente, lo portavo in giro libero,
senza guinzaglio 
(e di solito non lo faccio mai
E poi nel cortile di casa
c’era in giro un grosso cagnone fulvo
Non succedeva nulla
Nessun attacco da parte del Black,
nessuna incomprensione
Dopo poco,
assolto l'obbligo
di qualche annusata di cortesia
e per la reciproca conoscenza
Black e il cagnone fulvo
cominciavano ad esibirsi
in corse a perdifiato
e in complicati ghirigori di danza 
Era bello vedere l’intrecciarsi 
dei loro movimenti, 
il fulvo e il nero,
contrapposti e sovrapposti
come lo yin e lo yang

Poi mi ritrovavo al coperto, 
in un sotterraneo 
E qui c’era un leopardo ancora cucciolo
Mi pareva una vecchia conoscenza
e ricordavo allora che già in passato
lo avevo incontrato questo leopardino
e lo avevo accudito
Solo che poi me ne ero dimenticato
Gravissima colpa!
Qualche buon samaritano 
lo aveva però nutrito
Infatti, in un canto, c’era un grosso scolapasta bianco
pieno di resti di cibo
Il leopardino evidentemente mi riconosceva
e mi è venuto incontro festoso e giulivo
ed io, mollando qualsiasi riserva
lo prendevo in braccio, 
quasi fosse un bimbo desideroso di tenerezze
C'erano nel leopardino, feeling e fiducia,
ma anche affettuoso abbandono
Quasi quasi, sentivo la vibrazione delle fusa
Quindi riprendevo a camminare
con la bestiolina abbarbicata 
e i due cani davanti a me
sempre a rincorrersi, instancabili

Volevo tornare a casa

Entravo nel caseggiato 
lungo il quale avevo camminato 
e facevo per entrare in un ascensore
che avevo adocchiato
Ma uno mi diceva: "L’ascensore
é solo per la redazione del giornale
che é al terzo piano!"

E per andare al secondo piano?
Facevo io
Quello allora mi rispondeva: 
"Per il secondo piano 
c’è da fare tutto il giro dello stabile 
che è vasto come il Cremlino 
all’incontrario per poi entrare passando 
da un altro portone
Da lì potrai salire le scale
e poi percorrendo lunghi corridoi
arriverai a casa
"
Mi incamminai sempre con il leopardo sottobraccio,
tranquillo e compunto
Arrivavo ad un grande ingresso monumentale e fastoso
che pareva l’entrata ad un museo
Sarà una scorciatoia, pensavo
E mi infilavo, 
benché fosse quasi ora di chiusura
Ero totalmente stremato
Non vedevo l’ora di arrivare a casa
per offrire al leopardo
un degno pasto,
dopo tanto tempo a base di resti non proprio salubri
Salivo delle scale e mi ritrovavo
all’interno d'un appartamento, 
enorme quanto una reggia 
e con ampi spazi loftiani 
simili a navate
Ero un po’ spaesato e stordito
Spiegavo alla coppia che lì viveva
(ambedue si mostravano molto comprensivi,
a dire il vero e non avevano fatto una piega
per via della mia improvvisa irruzione
)
quale fosse il mio problema 
(ero sempre con il piccolo leopardo
avvinghiato a me come fossimo tutt'uno
)
E loro dicevano che sì,
da casa loro
c’era una comunicazione per arrivare alla mia abitazione,
un passaggio segreto,
molto antico, poi dimenticato,
ma loro sapevano dove si trovava, 
ne conoscevano l'esatta ubicazione
Mi conducevano sino al punto preciso
C’era in effetti un passaggio
Era un camino verticale
stretto ed impervio
Avevo delle difficoltà a passare
con il leopardito in braccio
Lo lasciavo libero di procedere da solo,
ma lui non era più capace
di saltare e arrampicarsi,
come effetto dell'essere stato in braccio
per tutto questo tempo
8effetto di rammollimento
e della perdita di capacità neuromotorie)
Conversavo allora con i padroni di casa,
lodando la bellezza
e l’ampiezza del loro appartamento

Lui mostrava di conoscermi bene da tempo
ma io non avevo memoria di quando
ci fossimo incontrati

Dissolvenza

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21 luglio 2025 1 21 /07 /luglio /2025 07:09
Black out e lampare (Elaborazione ChatGPC)

Mi alzo nella notte
per ritrovarmi nell’oscurità più totale
Un black-out!
Mi muovo a tentoni
nella casa buia
attento a non far rumori, 
a non inciampare
Apro la porta esterna
con l’urgenza di svuotare la vescica
Non c’è tempo
per arrivare a tastoni sino al bagno
Anche fuori, il buio è quasi assoluto
La corrente è andata via 
tutt’attorno
I riferimenti abituali
sono stati inghiottiti dalle tenebre,
luci che punteggiano il mio terreno,
luci dei vicini,
luci del paesello poco distante,
di cui di solito s’intravede il bagliore,
tutto mancante
Rivolgo lo sguardo al mare
e lì sono colpito da una visione rara
Decine di luci palpitano come stelle:
e sono le lampare dei pescatori
Poco sopra la loro linea scintillante 
è da poco sorta dall’orizzonte una falce di luna
(gobba a levante)
la cui luce fioca
traccia un riflesso sul mare immoto
É un momento di pace e quiete assoluta

Tutto sembra essere
in perfetto equilibrio

Poi la corrente elettrica ritorna,
e quella magia sospesa
si dissolve

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18 luglio 2025 5 18 /07 /luglio /2025 07:09
Sonno inquieto (ChatGPC)

Ho dormito agitato

Mi sembrava di non dormire
Stavo a rigirarmi nel letto,
inquieto
Cuscino sopra la testa
Cuscino sotto
Cuscino lanciato in aria
Giravolte col cuscino
Giravolte col corpo,
lato destro e lato sinistro
Poi, come spesso capita,
senza accorgermene,
mi sono addormentato
e ho anche sognato

Ero in una città straniera,
assieme ad altri
Ero in una casa
(Qui mi mancano molti dettagli)
Forse cercavo di allestire uno studio professionale
Ma c’erano altri che facevano la stessa cosa
Cercavo di accaparrarmi una stanza che fosse tutta per me, e non era cosa facile proteggersi dalle continue incursioni degli altri
Però, alla fine, ci riuscivo
Arrivavano altri che, invece, erano li per un raduno sportivo
Dovevano sottoporsi ad alcuni test per verificare in quale disciplina fossero maggiormente portati e decidere eventualmente di rimanere per uno stage di perfezionamento e approfondimento delle tecniche correlate a ciascuna disciplina
Mi ritrovavo poi a visitare una parte della città, dove fervevano dei lavori di ristrutturazione di vecchi edifici
Superavo delle transenne ed entravo in un cantiere, passando attraverso un grande portale provvisorio
Avevo il batticuore, perché ero consapevole di varcare la soglia di una proprietà privata momentaneamente incustodita

 

Tra le rovine (Elaborazione ChatGPC)

I lavori erano ancora in corso, il pavimento grezzo cosparso di frammenti di cemento ed altri detriti
Mi aggiravo per quelle stanze spoglie pervase di sottili polveri fluttuanti nell’aria e mi meravigliavo dell'ampiezza degli ambienti
Poi varcavo una soglia e mi ritrovavo in un enorme spazio, quasi fosse la gigantesca navata di una chiesa, solo che il pavimento dal punto dove mi trovavo io sino all’abside in fondo e lontana era inclinato di 45°: io mi trovavo nel punto più in basso e dunque l'abside sembrava lontana e irraggiungibile, quasi fosse all'apice di una ripide piramide azteca
Mi chiedevo: cosa ci vorranno mai fare qua?
Incontravo uno, il quale mi diceva che i nuovi proprietari contavano di organizzare qui, in questo immenso spazio declive, dei concerti per i propri ospiti, con l'orchestra e i musicanti (ed eventualmente anche i cantanti) situati nel punto più elevato
Io replicavo che mi pareva poco pratico mettere l’orchestra o i musicanti in corrispondenza dell’abside, poiché gli spettatori convenuti non avrebbero mai potuto usufruire adeguatamente della musica in quanto si sarebbero trovati più in basso dell’orchestra e, com’è noto, i suoni tendono a propagarsi verso l’alto e salire verso il cielo
Il mio interlocutore misterioso non ribatteva davanti a queste mie argomentazioni
Poi mi ritrovavo di nuovo fuori, all’aperto, ritrovandomi a sospirare di sollievo perché nessuno mi aveva arrestato per via della mia sfrontata intrusione
Camminavo di nuovo per visitare ancora la città, ma cominciava a piovere intensamente e mi mettevo a correre, per evitare di bagnarmi troppo: mi imbattevo in alcuni conoscenti con i quali - a passo gagliardo - andavamo alla ricerca di un riparo
Intanto parlavamo dei futuri raduni atletici e sportivi che si sarebbero tenuti in queste città, incuranti della pioggia battente che ci inzuppava
Incontravo un conoscente, seduto al tavolo di una trattoria da quattro soldi che buttava giù due bocconi
Si lamentava con me perché ero stato io a consigliargli questo posto (ma non ne avevo memoria) e perché vi si mangiava da schifo
C’erano dei pezzi di pizza, più che altro degli scarti senza guarnizione, che erano stati lasciati da canto in un piatto e li adocchiavo, perché sentivo una certa fame e avrei voluto divorarli
Mi pareva male prenderli, tuttavia e così rimanevo con il languorino

Dissolvenza

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15 luglio 2025 2 15 /07 /luglio /2025 13:38

Quella che segue è la trascrizione di un sogno che risale ai primi di settembre del 2010. Ne avevo perso memoria. Casualmente l'ho ritrovato tra le note del mio profilo Facebook, riproposto come "memoria". Sfortunatament, gli sviluppatori di Facebook, hanno soppresso la funzione "Note" e fare una ricerca tra quelle precedentemente scritte (che, in ogni caso, sono state salvate) è diventato difficoltoso. Prima, utilizzavo le note per scrivere rapidamente qualcosa e conservarlo lì, con una prima visibilità, per un utilizzo successivo più rifinito.

 

Cola Pesce

Nuoto in acque profonde

azzurrissime

La sensazione è quella di esser fermo

ed anche d'essere spostato di continuo

dalla rotta originaria
O è da molto tempo che non nuoto

e ne ho perso la consuetudine,

oppure è l'acqua ad essere

densa e sciropposa

malgrado la trasparenza invitante.

Il mio procedere, dunque,

è lento e faticoso,

invischiato,

ostacolato da uno zainetto giallo-nero

con tutti i miei averi

che spingo davanti a me,

fatica che si aggiunge a fatica

Passando accanto a branchi di meduse scintillanti

ad altre isolate

pigramente flottanti,

sono angustiato e timoroso,

eppure, nessuna mi sfiora

con il suo tocco gelido

La riva di roccia bianca,

accecante,

si fa sempre più vicina,

dopo un tempo di nuoto infinitamente lungo

nel corso del quale più volte potrei colare a picco

Eppure non c'è in me paura alcuna,
forse piuttosto meraviglia

Mentre m'appropinquo,

scorgo accostati alla riva

autobus acquatici

grandi come balene,

alcuni con motori diesel accesi

che spandono gas di scarico attorno

A fatica li scanso,

nel timore di essere affondato

o lacerato dalle loro eliche,

e m'inoltro in una stretta baia

dove l'acqua si fa meno profonda

Finalmente, spossato,

con lo stesso stato d'animo del naufrago

dopo una lunga e perigliosa traversata,

o forse di Odisseo,

scampato all'affondamento dell'ultima sua nave

grazie al benvolere di alcuni dei,

i miei piedi toccano

un fine fondale sabbioso

e prendono a correre a perdifiato

sino alla riva

ed io con loro

Qui, anzichè fermarmi a riposare,

ancora ansimante

m'infilo in un edificio lugubre

per ascendere

su per interminabili giri di scale,

gradino dopo gradino

piano dopo piano,

ancora gocciolante e solo con un piccolo costume addosso

Al termine della salita,

entro in un grande salone

Attorno ad un vasto tavolo ovale

in massello di quercia

dodici giudici vestiti di nero saio

m'attendono silenti

Al mio ingresso volti inespressivi

si girano verso di me

all'unisono

e non proferiscono parola

Io, quasi fosse l'unica cosa da fare,

consegno il mio zainetto

a quello di loro assiso a capotavola

che, impassibile, prende ad esaminarne, il contenuto

e, per far ciò, lo svuota delle sue povere cose,

insignificanti a tutti

fuorché a me

Allora corro via,

inerpicandomi su per altri voli di scale,

correndo per stretti corridoi,

fino a che non mi smarrisco

in un cupo dedalo labirintico

In fuga,

confuso e ansioso,

ho la certezza d'aver dimenticato il mio zaino.

Come farò a rivestirmi adesso,

a coprire le mie nudità?

E a proteggermi i piedi

dalle asperità della strada che mi attende?

Penso di aver lasciato lo zaino in acqua,

distratto dalla fatica dell'andare

e dalla necessità di scansare

le meduse mordaci.

Come farò a ritornare indietro?

E come farò a ritrovare il punto esatto in cui l'ho smarrito?

Potrebbe essere colato a picco,

oppure trascinato via dalle correnti…

Non la smetto più di rimproverarmi della distrazione

Poi, no, si fa strada la confusa certezza

d'averlo abbandonato nella sala del palazzo

con il severo consesso

di giudici imperscrutabili

Con questo barlume

penso anche che dovrei tornare proprio lì,

a riprendere ciò che è mio,

ad impormi,

a chieder loro di parlarmi almeno,

per pronunciare le mie colpe

e la condanna.

A fronte del silenzio,

è sempre meglio la parola,

per quanto possa ferire o uccidere

E' rassicurante il pensiero

che quello zaino sia dentro il palazzo,

ma intanto ho smarrito la via

e, per certo, non è di conforto il pensiero

di dover di nuovo presentarmi davanti a quegli uomini neri

nudo e spoglio di tutto.

Avevo una chance e l'ho buttata via

So che, dopo il ritorno,

non potranno esserci altre fughe

e che Odisseo verrà ucciso

una volta per sempre

Così sia

 

 

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30 giugno 2025 1 30 /06 /giugno /2025 13:46
Lector in fabula (elaborazione ChatGPT)

Ho sognato e ricordo poco

La location é un grande resort marittimo che incombe su di una grande baia a mezzaluna, con tutto ciò che ci può aspettare in un luogo del genere, per il divertimento, lo svago e il relax
C’è una grande folla che da un belvedere a più piani guarda verso il mare
Forse per osservare l’esibizione acrobatica di alcuni aquamen
Poi, all’improvviso comincia a diluviare e tutti si riparano sotto i porticati del belvedere multipiano
Attraverso ampie aperture quadrate e protette da griglie di tondini a maglie larghe vedi quelli al piano di sotto accalcati e stipati come sardine con la testa protesa vero l’alto come pulli in attesa di nutrimento (le loro bocche sono spalancate in segno di meraviglia, oppure sono veramente famelici)
Li fotografo ripetutamente attraverso la griglia e vengono fuori degli scatti interesssanti
Vicino alla griglia, ma al mio stesso piano, c’è una tizia seduta, sigaretta in mano, in conversazione con qualcun altro.
Mi pare di riconoscerla. É mia cugina Maria Patrizia che non vedo da tre anni circa, da quando è morta.
Sono esitante
Sarà lei?
Oppure mi sbaglio?
La chiamo per nome
Si gira verso di me
Non contento di ciò, le chiedo “Sei Maria Patrizia?”
E aggiungo: “Sono contento di vederti!”


Poi sono intento a fare una foto in campo lungo con uno scorcio di architetture e brulicante di gente, quando al momento dello scatto arriva davanti all’obiettivo una colomba con le ali spalancate in una postura plastica

E scatto proprio quando la colomba occupa tutto il campo di ripresa imprimendo alla mia immagine una forte plasticità e un intenso dinamismo
Sul momento sono irritato, ma poi mi rendo conto che ciò abbia determinato una nota di dinamismo e di vitalità all’interno di un’inquadratura che altrimenti sarebbe risultata poco interessante

 

Dissolvenza

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26 giugno 2025 4 26 /06 /giugno /2025 11:15
Pioggia e cielo azzurro

Possiedo un grande yacht (o mi è stato assegnato dalla sorte)
Non grande come il Bayesan, ma è bellissimo
É dotato di un grande albero per la vela e poi ha tutte le altre vele in dotazione 
É magnifico
Lo tengo attraccato ad un molo
E ciò da molto tempo
Non so per quale motivo l’ho tirato su e, al di sotto della linea di immersione, la chiglia - l'opera viva - è già tutto invasa dalla solita vegetazione saprofita e richiederebbe una bella ripulita
C’è anche una bella lampreda che aderisce con la sua ventosa al timone
All’improvviso sono colto da un’illuminazione: devo partire subito per un viaggio! Rimettiamo lo scafo in acqua, alziamo le vele e andiamo all’avventura, dico alla mia compagna.
Aiutami, orsù!

In due, non senza difficoltà, riusciamo a farlo scivolare in acqua e lo attracchiamo al molo
Comincio a caricare a bordo tutto ciò che mi serve: libri, ninnoli vari e cose a cui tengo (anche del cibo, anche se si tratta di un item non in cima alla lista)
Sono pieno d’entusiasmo che non viene spento nemmeno dall’improvvisa consapevolezza che non so condurre un’imbarcazione a vela, neanche la più semplice delle barche
Dico alla mia compagna: Sarai tu ad aiutarmi, tu che ne capisci!
Lei annuisce e continuiamo nei nostri preparativi
Ma poi devo arrendermi
Questo è un viaggio impossibile
Anche se per le manovre delle vele potremo arrangiarci grazie all’aiuto della mia compagna che ne capisce qualcosa, ad ambedue manca il patentino per la navigazione oltre le dieci miglia

Questo viaggio non s’ha da fare!
Il matrimonio del cielo e del mare non potrà avvenire!
Non potrò navigare verso l’infinito ed oltre!
Per un attimo avevo sognato in grande
Soprattutto quando avevo pensato che le cose si possono fare solo se si segue con entusiasmo e dedizione un’idea
Ora, o mai più!

É questo il momento!

Vai!!!

Dissolvenza

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24 giugno 2025 2 24 /06 /giugno /2025 13:48
La pelota basca (elaborazione con ChatGPT)

Sto apprendendo il gioco della pelota basca

Mi danno lo strumento da usare, la paleta, che è molto più complicato di quello tradizionale: questo è spiraliforme, fatto di paglia intrecciata con una struttura portante di legno leggero ma solido
Mi dicono che per imparare il gioco, prima ancora di lanciare e prendere la pelota devo apprendere a maneggiare la paleta e che, quindi, devo esercitarmi facendo una serie di movimenti, sino a memorizzarli e ad eseguirli quasi in automatico, e saggiandone tutte le potenzialità 
Questa particolare paleta é davvero strana, si apre e si chiude come un ombrello telescopico e sono meravigliato dalle raffinatezze tecnologiche che possiede e che è in grado di esprimere
Poi, finalmente, arriva il momento di provare il gioco vero (mi sento fortemente spinto in questa direzione, quasi obbligato, ma io non mi sento per niente pronto) e ci spostiamo sul campo dove ci confronteremo, io e un manipolo di competitori, un campo che mi appare davvero smisurato e nelle sue dimensioni e che mi richiama alla mente il campo enorme dove i mesoamericani antichi praticavano il gioco della palla e che mi capitò di vedere e percorrere a piedi a Chichén Itzà in Messico
Siamo preceduti da due musicanti in abito tradizionale (che mi appare vagamente rinascimentale, mentre indossano invece delle berrette chitrali), i quali intonano una musica introduttiva rituale con il flauto dolce di cui sono ambedue dotati
Noi giocatori li seguiamo in processione preceduti da una donna attraente, anche lei con un abito rinascimentale lungo sino ai piedi e di velluto verde
La vedo solo di spalle, ma dalle sue forme e dal modo in cui incede intuisco che possa essere molto bella 
Ho il cuore in gola
Non so se sarò capace di giocare, nè tantomeno di vincere
Il pubblico affolla le tribuna: una folla multicolore, vociante e brulicante
Non vedo l’ora di iniziare la disfida per capire quanto io veramente valga
Al vincitore è riservato un premio unico e raro


Stacco

Più tardi mi vedo in in alcune sequenze mentre sono in intimità con quella donna in abito verde
E ci sono incontri ravvicinati del terzo e del quarto tipo
Forse anche del quinto...
E il gioco della pelota?
Che fine ha fatto?
Chi è stato il vincitore?
Quale è stato il premio assegnato?
Forse quel premio era proprio la pulzella procace in abito di velluto verde?


No so! 

Domande che non avranno risposta!


Dissolvenza

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22 giugno 2025 7 22 /06 /giugno /2025 11:44
La carrozzina e le barriere (foto di Vincenzo Marino)

Ho sognato questa notte

E ho visto molte cose

E' stato un sogno molto lungo che continuava (almeno mi pareva così) dopo i diversi risvegli di un sonno inquieto e spezzato
Succedevano molte cose 
Ero in viaggio, a più riprese e con molte vicissitudini
Ma ricordo, in particolar modo, questo dettaglio 
C’era mio padre e c’era anche mio fratello 
Dovevamo raggiungere un certo posto dove avrebbe avuto luogo un evento (forse di quelli che seguiva con passione mio fratello)
E partivamo 
Anche questa parte di viaggio onirico era avventurosa
Facevamo numerose soste per la manutenzione dell’auto che, ad un certo punto, dava dei problemi e rischiava la panne, benché fosse un macchinone
In una delle tante soste, aprendo il portabagagli, mi rendevo conto che non avevamo con noi la carrozzina pieghevole di mio fratello che, passati gli anni dell’infanzia, era divenuta un corredo essenziale per qualsiasi spostamento con lui, mentre prima - vorrei dire sino ai suoi dieci anni circa - per gli spostamenti dall’auto al posto dove eravamo diretti e viceversa, erano sempre mio padre o mia madre a provvedere al trasporto di mio fratello)
Mancava dunque la carrozzina 
Ed io non potevo darmi pace, perché comprendevo che, qualora fossimo arrivati a destinazione, mio fratello sarebbe rimasto confinato dentro l’auto 
E comunque, ad ogni sosta, non smettevo di rimuginare e di cercarla questa carrozzina, augurandomi che - quasi per miracolo - saltasse fuori
Non potevo darmi pace della trascuratezza
Ad un certo punto mio fratello mi diceva bonario: “Maurizio, non ti ricordi che quando sono morto la mia carrozzina, quella più nuova, l’hai data a Vincenzo?
"È vero!", replicavo
In effetti, ho dato via quella (per una giusta causa), ma anche le altre (più vecchiotte), pensando di fare un’opera buona a favore di altri che ne avessero bisogno 
Ma è proprio certo che a casa non ne sia rimasta nemmeno una? 
Dicevo poi a lui (o forse a me stesso): “Potremmo richiedere a Vincenzo di darcela, la tua, sia pure temporaneamente. Così al nostro arrivo nel posto dove siamo diretti, non ci saranno problemi e tu potrai presenziare ai lavori del convegno!

Mio fratello non si scomponeva e si manteneva bonario e accomodante 

Dissolvenza

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19 giugno 2025 4 19 /06 /giugno /2025 07:43
L'ultimo saluto (elaborazione con ChatGPT, da un 'idea di Maurizio Crispi)

C’è una casa enorme

Forse è quella che occupava mio fratello da vivo 
Ma lui non c’è più; se n'é volato in cielo 
C’è una grande confusione di gente
Tutti giunti che per dargli l’estremo saluto 
La casa pur molto grande è letteralmente invasa
Gente da tutte le parti 
Le persone
gli ospiti
i visitatori 
Grandi e piccini
Giovani e vecchi
spuntano tutte le parti: e cercano di trovare posto in tutti gli spazi disponibili
Persino quando voglio andare in bagno, ci ritrovo moltitudini e centurie che riposano o si intrattengono in conversazioni 
In uno, addirittura, si sono organizzati per condividere un aperitivo, in un altro stanno facendo un picnic, un altro ancora è diventato la sala giochi dei più piccini
Io sono in serie difficoltà, perché non ho un gabinetto dove andare e ho una certa urgenza da soddisfare 
Sempre inseguendo questo mio sogno/bi-sogno mi trasferisco nell’appartamento adiacente, ma anche qui mi imbatto in analoghe difficoltà 
Anche questo appartamento è stipato di persone
Qui, poi, c’è una grande stanza organizzata come super-efficiente palestra ed anche qui ci sono delle persone che curiosano e che provano i diversi attrezzi 
Nello stesso tempo, mentre è in corso questa vivace riunione, sono arrivati dei tecnici inviati per fare  delle verifiche sul contratto della luce, in quanto pare che vi siano state inserite delle particolari clausole discendenti, appunto, dalla condizione di disabilità di mio fratello e che devono adesso essere cancellate con una conseguente modifica delle condizioni di erogazione dell’energia elettrica 
Pertanto, nel mio ruolo di padrone di casa, conduco i tecnici in giro per il primo appartamento e poi anche per il secondo; faccio vedere loro il contratto della luce vigente intestato a mio fratello: dopodiché, al termine della loro ispezione, quelli si mettono a confabulare
Mancano quasi del tutto le sedie poiché sono state già tutte prese dalle diverse persone convenute; quindi, questi tecnici devono accontentarsi di sedersi per terra su di un tappeto di nobile fattura ma io faccio notare loro che sono seduti su una pozza d’acqua che viene da chissà dove e che ha intriso del tutto il tappeto
Mi scuso e dico che dovrò controllare da dove viene questa perdita idraulica, ma intanto uno dei tecnici è piuttosto arrabbiato poiché è quello che, in particolare, si era trovato seduto (senza peraltro accorgersene) proprio al centro d’una pozza che, a causa della scoloritura del tappeto, si era tinta di rosso ed ora anche i suoi abiti erano tutti macchiati di un bel colore rouge vivo e rutilante, come fossero tutti intrisi di sangue, ma io insisto che se i suoi abiti si sono macchiati non è mia responsabilità poiché avrebbe dovuto pur rendersi conto che era seduto sul bagnato 
Di certo, a me, non potrà essere addebitata alcuna colpa
Comunque, dopo un poco, i tecnici vanno via, facendomi capire che il loro intervento sarà decisivo per risolvere l’inghippo burocratico
Il sogno era davvero molto dettagliato, pieno, stracolmo di tante persone molte delle quali io conoscevo poco o punto.

Ero veramente sorpreso che in tanti fossero venuti per onorare mio fratello con un ultimo caloroso saluto
E pensavo che tutta questa confusione era un segno importante che mio fratello, pur nella sua assenza fisica, continuava a vivere

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17 giugno 2025 2 17 /06 /giugno /2025 11:55
Infinite scale (elaborazione di fotografia con ChatGPT

Da più di sessant’anni
salgo e scendo le stesse scale
I giorni
le settimane
i mesi
gli anni
passano inesorabili
salendo e scendendo i gradini
che immagino incavati ed erosi
dal mio passaggio costante
Sommando tutti i gradini in salita
in tutti questi anni
quante cime montane
avrò conquistato?

Prima le scale di casa mia
le salivo e le scendevo
di corsa, a balzi, 
passando i gradini a tre a tre in salita,
a volte saltando l’intera rampa in discesa
con destrezza acrobatica,
sempre animato da giovanile entusiasmo
Il mio corpo era elastico e forte,
i muscoli scattanti
Negli anni ho lasciato alle spalle
le prodezze, i salti e i balzi
Salgo sempre a piedi, però,
disdegno l’ascensore
e penso che l’usarlo possa essere
il suggello d’un definitivo declino

Oggi salgo i gradini, uno alla volta,
a volte portando a mano 
i sacchetti della spesa,
non sempre ben bilanciati,
mentre in discesa mi muovo 
quasi sempre al piccolo trotto

Cerco di tenere botta
Non mi piego
Non mi arrendo

Dico sempre a mio figlio:
se mai mi vedrai usare l’ascensore,
preoccupati per me!
Quello sarà il segnale,
l’evento-sentinella
di qualcosa che è cambiato,
per sempre

   

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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