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27 dicembre 2024 5 27 /12 /dicembre /2024 13:30
Selfie modificato (foto di Maurizio Crispi)

Che sogno questa notte!
Ed é un sogno di corsa


Sono in un posto dove tra uno o due giorni ci sarà una maratona
I podisti- come di consueto - vanno arrivando alla spicciolata
Quelli che stanno vicini arriveranno per la gran parte il giorno stesso della maratona
Invece, io - come altri che stanno lontano, alla provincia dell’Impero per così dire - sono arrivato in anticipo
Ho preso alloggio in un piccolo albergo che già conosco da precedenti visite
Cerco la stanza dove fare il breakfast e qui, mescolati ai tavoli apparecchiati ci stanno dei lettoni di tipo ospedaliero tutti occupati da pazienti allettigati, alcuni con le flebo montate
Sono tutti anziani, alcuni sembrano vicini ad esalare l’ultimo respiro
Che strano, penso
Sono con altri e cerchiamo un tavolo dove accomodarci, il più possibile lontano da quei letti e dalle opprimenti sensazioni che i loro occupanti suscitano in noi
Facciamo un po’ di conversazione
Uno dice che viaggia spesso per fare le maratone, ma che il suo obiettivo primario è cuccare, insomma colleziona gare e incontri fuggevoli con podiste avvenenti
Io replico che prima viaggiavo spesso al seguito delle maratone e delle lunghe, addirittura ogni settimana
Non potevo stare fermo - aggiungo - Volevo portare a termine tante maratone ed ultra, ero un macinasassi resiliente, ma mi piaceva anche viaggiare, viaggi del tipo mordi e fuggi. Forse - a dirla tutta - ero un uomo in fuga, un nomade o un migrante che non poteva mai trovare pace se non nel viaggio. O forse, mettendola in altri termini, ero un artista della fuga, un escapista come il celebre Houdini, o anche un fugeur o un dromomane impenitente
Nel gruppo dei podisti in conversazione ci sta una tipa interessante e dal suo accento non riesco a capire da dove venga
Nella conversazione collettiva mi intrattengo sovente con lei: il suo volto è ignoto, non suscita in me alcun ricordo, eppure il suo modo di sorridere è attraente
Poi la comitiva si disperde
C’è chi rientra nella propria stanza a riposare 
Io invece mi ritrovo fuori dall’albergo e comincio a correre
È una corsa leggera in cui non avverto fatica
I miei piedi sfiorano appena la superficie del terreno e mi ritrovo presto su di un lungo rettifilo a battere i piedi su di una pista ciclabile ben fatta e liscia come un tavolo da biliardo
Una lunga teoria di podisti corre nella direzione contraria alla mia, e sono dei runner isolati o raccolti in gruppetti
Penso che stiano rientrando dal loro allenamento quotidiano, ma sono così tanti che potrebbero più plausibilmente essere i partecipanti ad una gara
Le mie sensazioni sono buone, anzi eccellenti
Mi ritrovo ad incrementare l’andatura in una lenta progressione che, però, è anche irresistibile e sovrumana, forse addirittura ominosa
I podisti che corrono nella direzione contraria arrivano e svaniscono via come macchie colorate indistinte
Posso solo immaginare espressioni meravigliate al mio passaggio, non potendo cogliere alcun dettaglio
La strada in fondo si restringe e non riesco più a vedere distintamente i dettagli del paesaggio: tutto si fa confuso ed indistinto
Sento il vento che mi percuote il volto e gli occhi, facendoli lacrimare, e che provoca nelle mie orecchie un rombo cupo, che va crescendo di intensità 
I miei arti inferiori ruotano come un perfetto meccanismo e ho la sensazione che il loro movimento sia diventato così rapido che un osservatore esterno non potrebbe vederle con chiarezza
E come se all’improvviso avessi messo in funzione un turboreattore
o una turbo-elica
Mi sento estasiato

Continuo a correre così
Sento che potrei andare avanti all’infinito
Oltre la barriera del suono
Whoooosh
Bang! 

Verso l’infinito e oltre

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27 dicembre 2024 5 27 /12 /dicembre /2024 12:46
Selfie modificato (Foto di Maurizio Crispi)

1. Ha piovuto stanotte

Davanti casa trovo piccole pozzanghere 
in cui si specchia il cielo dell’alba
denso di nuvole corruscate
Forse pioverà ancora, oppure no
Non so
Ma intanto, fa freddo
Un freddo pungente, 
ma non stizzoso 
Mani e piedi me li sento intirizziti

Procediamo a grandi passi 
verso la fine dell’anno
e siamo pronti (per così dire)
a dare inizio ad un nuovo giro di giostra
(o ad esserne risucchiati)
Molte sono le vite che ho vissuto
come pure sono molte
quelle che non ho vissuto
Mentre il tempo a disposizione
mi si fa stretto
mi dico sempre 
che c’è spazio ancora
per nuove conoscenze
per nuovi interessi
a condizione che non cessi mai 
quella curiosità che ci spinge
ad andare a vedere cosa ci aspetta
dietro quell’angolo
oppure oltre la cresta 
più alta del monte
che stiamo scalando
C’è un tempo ciclico
e c’è il tempo lineare
che è quello della progettualità,
ma anche quello dell’esploratore tenace
e del cercatore instancabile di tracce
I due modi temporali
sempre si intersecano e si bilanciano
ma è importante volere sempre
andare oltre le simboliche 
Colonne d’Ercole
per poter scoprire che il mondo
e la vita
non finiscono dove
sì sarebbe potuto credere
o dove ci hanno detto 
che sia la loro fine

L’importante, tuttavia,
è non smettere mai 
di posare lo sguardo
su coloro che ci vogliono bene
e a cui vogliamo bene
E a tutti, sempre,
dire grazie

 

Selfie modificato (foto di Maurizio Crispi)

2. Ci sono giorni in cui tutto s'immobilizza,
come congelato
Parole che si raffreddano
e piombano a terra
come aghi di ghiaccio,
spezzandosi  con spicinìo 
in mille frammenti scintillanti,
gemme frantumate

E sono parole congelate,
di pensieri ed emozioni congelati
in una nuova era della glaciazione
e, poi, inizia il lento processo
dello scongelamento 
e dell’annullamento della criogenesi

Solo allora le parole potranno uscire
dallo stato primigenio del ghiaccio
e, esalando vapori, 
acquistare movimento,
direzione
e senso
per farsi veicolo di messaggi
che possano giungere 
alla testa e al cuore

E questo è quanto

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26 dicembre 2024 4 26 /12 /dicembre /2024 07:39

Il primo sogno ricordato dopo giorni e giorni di mutismo onirico
E siamo al post-natale

Maurizio Crispi

<Strade invernali che divergono (foto di Maurizio Crispi)

Ero in ospedale, dove ero stato chiamato per una consulenza ad un paziente psichiatrico
A dire il vero, c’è n’era più d’uno meritevole di attenzioni specialistiche da parte dello strizzacervelli

Ce n’era uno, bassino, tracagnotto e tutto torto, che pareva più che altro un insufficiente mentale e di questo dicevo al collega del reparto che era necessario far prima una serie di valutazioni cliniche generali di tipo medico e, per il resto, non mi pareva che avesse bisogno di un intervento psichiatrico urgente con contenimento farmacologico o altro

Ce ne era anche uno che correva da un punto all’altro della corsia come un ossesso, vestito con un camicione bianco lungo sino ai piedi e svolazzante con i suoi movimenti disordinati, tanto da farlo apparire come un enorme uccellaccio preistorico, tutto bianco e senz’ali
Questo era imprendibile
Era impossibile fare una consulenza psichiatrica ordinata, come si deve: dunque, niente colloquio clinico, nessuna raccolta appropriata d’una anamnesi psichiatrica, ma solo osservazioni estemporanee
Occorreva navigare a vista
La situazione era molto confusa
Pericolosa? No, di certo!
Disperata? Forse sì, ma non seria...
Ad un certo punto nella trama onirica comparivano anche le psicologhe e le assistenti sociali 
E poi spuntava anche un paziente molto turbulento che già conoscevo assai bene per via delle sue continue intemperanze, aggressioni, improperi e vituperi

Tutto si svolgeva come fosse un film meraviglioso in cui io non ero veramente me stesso e di cui pareva che io fossi piuttosto lo spettatore trasognato

Dissolvenza

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23 dicembre 2024 1 23 /12 /dicembre /2024 16:10
Foto non mia, “Alba a Gavirate”, 23 dicembre 2011

Foto non mia, “Alba a Gavirate”, 23 dicembre 2011

Il rosa delle nuvole
il blando arancione sulla linea dell'orizzonte
il buio della notte che va in dissolvenza
(ma ce ne sono ancora tracce, nel blu più scuro in alto)
una soglia tra la notte e il giorno,
tra l'oscurità fredda che accende paure ancestrali
e la vita che, ciclicamente, risorge
Ma c'è anche in questi tenui colori
l'annuncio della Primavera che verrà
dopo il Solstizio
e dopo l'immersione profonda
nelle brume dell'Inverno

Aftermath

Maurizio Crispi

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22 dicembre 2024 7 22 /12 /dicembre /2024 06:17
Nuvole e cattedrale con effetti speciali (foto di Maurizio Crispi)

Botti insulsi
Vetrine scintillanti
Luci colorate a festoni


Il vento soffia gelido
Fa freddo


Pochi passanti umani,
tristi, intristiti, grigi
a piedi, sulle loro gambe
Tutti gli altri viventi disumanizzati,
ficcati nelle loro scatole di metallo
procedono  in lenta processione 
consumando tempo prezioso
e tempo non ce n’é più molto

 

I negozi, pur scintillanti,
sono desolatamente vuoti


Il vento soffia e ulula,
smuove mucchi di foglie secche
con lievi scricchiolii,
squassa le chiome degli alberi
e questi, nel buio, paiono giganti
che si agitano scomposti
per liberarsi dalle catene
che li opprimono


Il fiume di auto scorre
implacabile
con il proprio carico
di prigionieri e coatti


Arriva un’ambulanza 
con la sua sirena assillante,
il girofaro che lampeggia
ed è anche lei bloccata
Nessuno si premura di fare largo
Sono tutti coatti 
accecati,
sordi,
insensibili

 

É questo il Natale?,
mi chiedo
e non so trovare risposta

 

Intanto, mi sento bloccato,
come un naufrago aggrappato
alle scogliere del Tempo 
fermo ed immutabile


Una storia non storia
che si ripete ogni volta
e così sia

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20 dicembre 2024 5 20 /12 /dicembre /2024 16:26
Incontro con la befana (foto di Maurizio Crispi)

Whoops!
La befana è arrivata in anticipo quest’anno!

Così ho pensato quando l’ho vista

Era lì che guardava il mondo con la sua scopa in mano dalla bocca di un cassonetto per la raccolta differenziata degli abiti dismessi
Forse Befana c’era entrata dentro per trovare qualche straccio colorato e rinnovare così il suo misero guardaroba 
Che ci fai tu là?, le ho chiesto
Eh eh eh!, ha ridacchiato la vecchina, mostrando una bocca sdentata sotto il naso adunco
Vado di fretta adesso, le ho detto, Sto andando a prendere mio figlio a scuola
Di ritorno, ti prendo e ti porto via con me
Eh eh eh!, ha di nuovo ridacchiato Befana, Fai come ti pare!
Ma non so se mi troverai ancora qui!
In effetti, al mio passaggio di ritorno, Befana non c’era più 
Sono certo che fosse volata via sulla sua scopa

L’incontro magico è avvenuto a Palermo, in via Papireto 

Un incontro anzitempo con la befana
Un incontro anzitempo con la befana
Un incontro anzitempo con la befana
Un incontro anzitempo con la befana
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20 dicembre 2024 5 20 /12 /dicembre /2024 03:30
Vicolo dei presepi di Natale (foto di Maurizio Crispi)

A grandi passi ci avviciniamo

al 25 dicembre

ed ecco mia consueta novena di Natale


È troppo
Sempre troppo
Troppe cose
Troppo traffico
Troppo inquinamento
Troppi strombazzamenti
Troppi incolonnamenti
Troppo correre alla ricerca
dell’oro effimero dei regali
Troppe prepotenze


Troppo silenzio, invece
Troppa rinuncia al parlarsi


Troppo procedere 
nelle proprie traiettorie,
implacabili,
senza interferire con quelle degli altri
se non per causare fastidio
o se non per sentire fastidio


Niente abbracci
Niente risate che sgorgano dal cuore
Niente mestizia o dolore 
per sofferenze altrui
di cui è pieno il mondo


Niente, niente, niente


Il nulla


Voglio entrare in una chiesa
domani
e accendere un cero 
per coloro che soffrono
che piangono 
e si disperano

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18 dicembre 2024 3 18 /12 /dicembre /2024 10:03

Una mia nota di diario del 18 dicembre 2011.

Maurizio Crispi (18 dicembre 2011)

Via Villafranca di notte in inverno (foto di Maurizio Crispi)

La città di notte

dopo il vorticare delle compere stolte e della folla

pazzamente riversata nelle strade

è deserta,

dimenticata,

morta,

 

Solo il vento spazza le strade,

facendo vibrare le saracinesche di lamiera

sbattendo qua e  là

i contenitori di plastica della raccolta differenziata

mobili sulle loro ruote come fossero robot domestici,

indisciplinati

staccando le ultime foglie ingiallite dai platani

e facendone grandi cumuli sui marciapiedi

che poi si spostano obbedendo alla fisica delle dune

- o quasi-dune crepitanti e scricchiolanti sotto il passo del viandante,

unica presenza di vita ad un'ora tarda -

provocando l'oscillazione ritmica degli aloni gialli dei lampioni

 

Ogni tanto un oggetto in volo,

cessata la forza propulsiva della raffica,

crolla a terra

 

Un gatto miagola

mimetizzato nell'oscurità

E' un gatto nero di cui s'intravede

solo il baluginio degli occhi

e un ghigno, come fosse il gatto del Cheshire,

ma in gramaglie ninja

lì, acquattato, immobile

sentinella della notte

di guardia al suo terreno di caccia

 

Il vento che soffia a raffiche

parla di solitudine e luoghi lontani

 

S'avverte qualche passo sul cemento

un ticchettio di tacchi

un frammento di conversazioni sussurrate,

parole in libertà,

una porta sbattuta con forza,

un tintinnio di vetri infranti

ma sono rumori che vanno subito in dissolvenza

dando l'impressione che le vie siano percorse

da fantasmi più che da Uomini

 

Poi, con il sorgere del giorno

quei fantasmi si dileguano

e rimangono soltanto

i cumuli di foglie morte

e il vento che continua

a soffiare incessante

 

La temperatura s'è abbassata

 

Un giorno freddo si annuncia

ma è solo l'anticipo di giorni ancora più gelidi e desolati

 

Il vento s'è portato via tutto,

gli uomini, le donne, gli animali,

le parole,

i pensieri,

persino le speranze e i sogni,

lasciando soltanto un insopprimibile vuoto

e ben poche riserve e scorte,

nessuna attrezzatura per attraversare

indenni

il lungo inverno che ci attende

in attesa d'una primavera

che forse mai arriverà

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18 dicembre 2024 3 18 /12 /dicembre /2024 09:42

Qui siamo al 17 dicembre del 2014. Quello che segue è un piccolo sogno che riporta una disavventura di viaggio accaduta nel reame del sogno, con un annunciato, paradossale, rapimento

Maurizio Crispi (17 dicembre 2014)

Sherlock Holmes e Watson in treno

In aeroporto, mentre sono in compagnia di un altro passeggero, vengo accostato da due tipi loschi

Ci dicono che, da questo momento in poi, siamo loro prigionieri - sotto sequestro - e che - con il prossimo volo -  verremo portati sino ad un posto segreto, dal quale poi loro, in veste di rapitori, chiederanno un riscatto

Dicono che i nostri figli saranno l'argomento più convincente ai fini del pagamento della somma richiesta

Siccome al momento non vi è alcuna costrizione fisica, io decido di non partire con quel volo, sottraendomi così alla spada di Damocle del rapimento

Mentre cerco di proseguire il mio viaggio, tenendo un basso profilo per non attrarre l'attenzione su di me, molti interrogativi si susseguono nella mia mente

Non capisco proprio il modus operandi dei presunti rapinatori

Se avessero voluto mettere in atto una procedura convincente avrebbero dovuto tentare di rapire i figli, ma non i padri

E i padri allora a fronte del terribile evento della perdita dei propri figli avrebbero sicuramente fatto di tutto - le umane e le divine cose - per trovare il modo di far fronte alle onerose richieste dei malviventi

Ma se vengono rapiti i padri, cosa potranno mai fare figli - ancora piccoli - per salvarli, quali strategie potranno mai mettere in atto a questo  scopo?

E, poi, non è veramente assurda e sgangherata la strategia di mettere in atto il rapimento, comunicando ai "rapituri" che stanno per esserlo e dando loro la possibilità di sottrarsi all'evento?

Insomma, è tutto un teatro dell'assurdo e non so proprio raccapezzarmi

Certo è che devo mettermi al riparo e far perdere le mie tracce, ma anche chiedere il supporto di un avvocato per potermi tutelare in questo difficile frangente

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18 dicembre 2024 3 18 /12 /dicembre /2024 02:09
Selfie (foto di Maurizio Crispi)

Ci sono cose che non so
Ce ne sono altre che non ricordo,
e pur sforzandomi 
non riesco a farle riemergere
dal magma dei pensieri e delle tracce perdute

Questa notte ero indaffarato

Camminando e camminando, 
dovevo raggiungere certi posti,
uno dei quali era un enorme palazzo,
sede di uffici
Percorrevo strade, 
chiedevo informazioni
ad altri Pellegrini come me
con i quali condividevo la stessa sorte

Poi arrivavo, infine, alla mia meta,
mi ritrovavo nell’atrio d’un enorme edificio svettante 
e andavo a chiedere delucidazioni
alla reception 
Qui una tipa con una mascherina 
tutta colorata sul grugno
mi diceva che,
per potermi presentare all’ufficio dove ero diretto
occorreva esibire certi documenti
che io non avevo con me
Entravo in confusione
Chiedevo se potesse andar bene
mostrarli dal cellulare
per eventualmente trasferirli via bluetooth
La receptionist che, intanto, 
si era tolta la mascherina
e che aveva i denti tutti blu
(strano)
scuoteva la testa
e mi diceva che non sapeva 
Ero esasperato e confuso

È sempre tutto
tanto complicato
e non si cava mai un ragno dal buco

Ho guardato fuori dalla finestra
La via era silente,
tutto immobile
le auto parcheggiate 
senza un solo posto libero
Non un’anima dolente in giro

Non piove, non tira vento
E sono tornato a letto a scervellarmi
per trovare il bandolo della matassa
e per acciuffare le perdute tracce

Forse quello che conta di più 
é il fatto di essere Pellegrino
sempre in cammino
da un luogo all’altro
o in cerca di qualcosa

La meta cambia di continuo,
si rende ineffabile,
è metamorfica
Quando credi di averla raggiunta
si trasforma in qualcosa d’altro
che non è più ciò che stavi cercando
E, allora, bisogna ricominciare
tutto da capo

 

Palermo, 18 dicembre 2023

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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