Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
11 ottobre 2025 6 11 /10 /ottobre /2025 09:32
Rientro dei profughi dopo la recente tregua

Sono contento che si sia giunti ad una tregua a Gaza

Certo una tregua non è la pace e non è nemmeno un piano di pace

Non sappiamo nemmeno se la tregua verrà rispettata, se cesseranno i bombardamenti indiscriminati, le vessazione; non sappiamo se veramente potranno arrivare gli aiuti umanitari
Non sappiamo nulla di nulla: le precedenti esperienze ci dicono che tutto potrebbe essere instabile e aleatorio
Tuttavia si apre la porta alla speranza.
Confidiamo che tutto vada per il verso giusto.

La cosa che mi più mi sconcerta e disgusta è il fatto che su questo esile passo verso la pace tutti i politici (politicanti) sono piombati addosso come i falchi, attribuendosene con vanagloria o in modo strumentale il merito, esaltando la propria compartecipazione , portando  Mr The President in palmo di mano.

Ciò che più mi sconcerta come estrema manifestazione di servilismo è che la nostra "premier", con una lingua da inveterato lecchino lunga due metri, abbia proclamato che l'Italia proporrà la candidatura di Mr Trumpet al Nobel della Pace.

Cose dell'altro mondo!

Io in queste scelte e in queste prese di posizione non mi identifico proprio, nemmeno alla lontana

Condividi post
Repost0
9 ottobre 2025 4 09 /10 /ottobre /2025 12:44
Foto tratta dal volume Morire di classe con le foto di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin

Nel mio lavoro di psichiatra in CTA (Comunità Terapeutica Assistita) ho momenti di grande sconforto
Dovremmo lavorare per la "riabilitazione", ma di progressi nella via della riabilitazione e dei reinserimento familiare e sociale ne vedo ben pochi.
Sembra di poter fare poco o punto per alcuni pazienti
Ciò è evidente in alcuni casi che cito di seguito con poche immagini-flash.
C'è quello assolutamente deteriorato dopo anni e anni di trattamenti farmacologici pesanti  - un tempo si sarebbe detto "istituzionalizzato", ma il termine rimane valido anche adesso - assillato dai bisogni più primitivi: "Ho fame! Ho fame!", ad esempio, quando non è certamente tenuto a stecchetto e riceve pasti regolari e abbondanti
C'è quello che non vuole più stare qua e che, ogni giorno, si profonde in litanie e preghiere: "Voglio andare a casa! A casa! A casa!"
C'è quello che si rifiuta fermamente di lavarsi e di provvedere alla benché minima igiene personale e si piscia di sopra sovente
C'è quello che se ne sta chiuso nella sua stanza e che non vuole avere a che fare con niente e con nessuno, salvo ad uscirne, solo nel momento dei pasti:
C'è quella che scappa in continuazione e che, dalle poche cose che ci comunica, ci fa capire di non avere un centro e che nessun posto possa andare bene per lei. Ma se scappa noi dobbiamo sempre cercare di riprenderla.
C'è quella che rifiuta di levarsi le lenti a contatto per andare a  dormire e non se toglie da mesi e ha gli occhi gonfi.

Ma la cosa che è più sconfortante è che per tutti - quasi - manca un progetto per un dopo
Dove dovranno andare.
Cosa potranno fare.
Cosa dovremmo fare noi, se abbiamo degli interlocutori istituzionali che sono il più delle volte latitanti e poco disponibili (a loro volta assillati dal numero davvero grande di prese in carico e dalla scarsità delle risorse umane)?

Spesso non c'è un progetto di uscita e/o di svincolo.
Mancano le alternative.
E' come se, al di là della cortina di belle parole e dell'enunciazione di programmi che rimangono prive di sostanza, questi pazienti fossero come depositati in un posto dove debbano semplicemente "stare" in una sorta di purgatorio.
Intanto chi, delle diverse istituzioni che li ha mandati a noi si dimentica di loro.
Qualche volta ho l'impressione che queste Comunità terapeutiche per pazienti psichiatrici siano una sorta di deposito o contenitore - dove i pazienti vengono posati per periodi più o meno lunghi e poi dimenticati.

Lo dirò con termini più idonei: a volte ho l'impressione le CTA sempre più si configurino come parte di una rete di servizi che qualcuno ha definito come elementi esprimenti una "mini-manicomialità diffusa", in barba alle più belle intenzioni della legge 180 del 1978.

Copertina del podcast omonimo

Sono certo che oggi, se Franco Basaglia sentisse di queste declinazioni delle prassi terapeutiche e assistenziali offerte dai servizi di tutela della salute mentale, si rivolterebbe nella tomba.
In verità, il manicomio non è morto, in quanto costrutto mentale generatore di esclusioni. 
E' ancora presente nella mente di molti. 
Poi, nella concretezza, ci si deve confrontare con i "manicomi chimici" e con tutte le derive fortemente coercitive per l'individuo indotte dai trattamenti psicofarmacologici a lunghissimo termine senza alcun progetto di svincolo dallo stesso Farmaco (o quanto meno senza mai provarci e dando per scontato che tutte le malattie mentali siano delle malattie "metaboliche" del cervello - come discendente dalla famosa ed esecrabile "teoria del cervello rotto") che si tratti d’un unico farmaco o, più sovente, di un cocktail di farmaci diversi e disparati che si aggiungono come stratificazioni ed incrostazioni man mano che progredisce e si cristallizza la "carriera" del malato di mente; e con la mini-manicomialità diffusa, di cui sopra, vi è il moltiplicarsi sempre più spinto delle strutture residenziali convenzionate per assicurare delle degenze medio-lunghe o lunghissime.

Sto leggendo proprio in questi giorni un manuale scritto dallo psichiatra americano Breggin1, il quale - con il supporto dei risultati di studi approfonditi - argomenta che gli psicofarmaci "fanno male" e che dovrebbero essere utilizzati in modo mirato e per il più breve periodo possibile, allo scopo di evitare complicanze e sindromi di vario genere. 
Muovendosi in un terreno di "psichiatria etica" non è pensabile continuare ad alimentare la pseudo-cultura (quella sostenuta a spada tratta - tra l'altro - dalle case farmaceutiche) della somministrazione ad oltranza degli psicofarmaci di qualunque tipo essi siano, sulla base dello pseudo-principio (enunciato spesso come un dogma) che queste tipologie di trattamenti sono come l'insulina per il diabete e che cioè vanno proseguiti a vita.
Niente di più falso!
Non c'è di fatto alcuna apertura verso l'ipotesi etica di una sospensione - sia pure con gradualità - delle terapie con i farmaci e il loro rimpiazzo con altre tipologie di interventi. 
Invece si è costretti a fronteggiare situazioni cliniche ingravescenti che vengono lette forzatamente come espressione di malattie mentali inemendabili, espressione di un ipotetico "guasto" al cervello (é la sopracitata teoria del "cervello rotto”, portata all'attenzione del grande pubblico in un volume specifico dalla psichiatra e neuroscienziata americana Nancy C. Andreasen2): e intanto i pazienti sottoposti a trattamenti farmacologici a vita vanno incontro a manistazioni che compromettono la loro salute, con 
quadri come il CBI (Chronic Brains Impairment), la DT (Discinesia Tardiva) e le sindromi extra-piramidali, la sindrome dismetabolica, le complicazioni cardiovascolari, e il corollario di una forte riduzione dell'aspettativa di vita..

Foto tratta dal volume Morire di classe con le foto di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin

Questo - quello determinato dall'uso cospicuo, generoso e continuo degli psicofarmaci - è  ancora, né più né meno manicomio, un manicomio senza mura, un manicomio invisibile, ma pur sempre manicomio.

Il Manicomio, uscito dalla porta con la la legge di riforma del 1978, è oggi rientrato dalla finestra sotto mentite spoglie ed è dentro i pazienti che sono paralizzati, bloccati, patologizzati, indeboliti dai farmaci che somministriamo loro, ma è anche dentro di noi che prescriviamo e che, spesso, manteniamo le terapie decise da altri.

Poi, si continua a dire di fronte a pazienti che, nel corso di anni di trattamenti sono stati trasformati in relitti per i quali si dice che non sono più "riabilitabili" e che tutto ciò è effetto della malattia mentale stessa, con la rinuncia ad assumere una posizione mentale critica che consenta di fare una revisione autentica delle prassi correnti.

Si segue costantemente la via della minore resistenza è una logica fortemente difensiva: continuando imperterriti a somministrare farmaci, senza mai ipotizzare un possibile scalaggio dolce, incrementando le dosi o la tipologia dei farmaci non appena si manifestano effetti avversi o effetti paradossi e, interpretando i segni astinenziali derivanti dalla sospensione di questo o quell'altro medicamento, come espressione di una mera ricaduta nella patologia e quindi come elemento motivante ad incrementare ulteriormente le dosi o ad aggiungere altri farmaci allo schema posologico.

E' chiaro che le CTA e le cliniche a lunga degenza, in questo contesto, tendono a diventare sempre più delle strutture a funzione puramente contenitivo, luoghi in cui degli esseri umani reificati vengono depositati e dimenticati. 
Questa è appunto la condizione di mini-manicomialità diffusa descritta in questi termini solo da pochi pensatori coraggiosi, tra i quali si annovera Piero Cipriano con i suoi numerosi scritti di critica e di denuncia, e che potenzia a dismisura l'altro manicomio persistente e tenace che è quello "chimico", in altri termini quello determinato dall'imperio dei farmaci.

Sì, sono davvero pochi quelli che sono disposti a dire le cose come stanno, a fare una critica serrata, a prendere posizione, anche perché modalità operative consolidate su posizioni preventivamente difensive non lo consentono

Eppure, è così che vanno le cose e scrivo tutto questo oggi alla vigilia pochi del ricorrere della Giornata Mondiale della Salute.

In questa psichiatria che, a parole, promuove la riabilitazione, ma che nei fatti la nega, non mi riconosco.

 

_________________________________

1. P.R. BregginLa sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie, Giovanni Fioriti editore, 2018
La regolare assunzione di psicofarmaci è e stremamente pericolosa e sono ancora più pericolose le variazioni di dosaggio, comprese la riduzione e la sospensione di tali farmaci.
Questo libro ha lo scopo di fornire informazioni cliniche e di ricerca aggiornate su quando e come ridurre o sospendere gli psicofarmaci. Descrive un approccio multidisciplinare centrato sulla persona concepito come una guida. Il team comprende prescrittori (psichiatri e altri specialisti, medici) e terapeuti (psichiatri, assistenti sociali, psicologi, counselor, terapeuti di coppia e familiari, professionisti della terapia occupazionale e ricreativa, infermieri e altri). Il team è concepito per includere anche il paziente, la sua famiglia e altri soggetti che svolgono un ruolo significativo per il paziente stesso. Questa guida inizia passando in rassegna gli effetti avversi che possono richiedere la riduzione o la sospensione dello psicofarmaco.
Passa poi a discutere gli effetti dovuti alla mancata assunzione di questi farmaci per far familiarizzare i medici, i pazienti e le famiglie con questi problemi

Nancy Andreasen, Il cervello rotto. La rivoluzione biologica in psichiatria, Longanesi

2. Il libro, pubblicato originariamente nel 1984 con il titolo The Broken Brain: The Biological Revolution in Psychiatry, e tradotto in italiano come Il cervello rotto. La rivoluzione biologica in psichiatria, descrive in dettaglio l'approccio biologico ai disturbi mentali. 
Nel suo volume, Andreasen non "avanza" una teoria critica (come talvolta l'espressione viene usata oggi), ma piuttosto sostiene con forza la prospettiva organicista della malattia mentale, vedendo i disturbi psichiatrici come patologie del cervello con cause fisiologiche identificabili, e promuovendo l'uso di farmaci come trattamento primario. Il libro è stato un punto di riferimento per la cosiddetta "rivoluzione biologica" in psichiatria. 

Condividi post
Repost0
24 settembre 2025 3 24 /09 /settembre /2025 13:56
Hulk, forte transitatore

Transita forte
Mr Transita forte
Ecce Mr Transita forte
Ecce Mr Transita Forte,
in silenzio e con un boato
Anche Mr Trumpet transita forte
Ogni volta che lo vedo parlare,
con quell’espressione immutabile
di stolido disprezzo
nei confronti del mondo intero,
me lo figuro seduto su di WC
scintillante come un trono,
all’interno di una ritirata di gran pregio,
intento a spremersi 
per ben transitare forte,
a stento e con gran dolore
Sic transit gloria mundi!
Sic transit forte gloria mundi
Sic transita forte gloria mundi
Transita Forte!
La vita è un transito,
a volte stentato,
a volte irrefrenabile
Tutti transitammo forte
Tutti transitammo forte, a stento,
chi in silenzio,
chi con strepiti e forti boati

Trump on the Water Closet

Transita forte con impellenza
Transita forte con irruenza
Transita forte, senza dilazioni

Transita Forte
Un nome, una garanzia
Forte Transito
La mia ossessione di oggi


PS - A volte le denominazioni dei farmaci 
fanno veramente ridere

PPS - Comunque, detto inter nos, non soffro di stipsi, nemmeno occasionalmente
Il mio transito è sempre forte e chiaro

Questo scritto è stato ispirato da questo farmaco (del quale ignoravo l'esistenza e che, casualmente, ho conosciuto perchè prescritto ad uno dei pazienti della CTA dove lavoro), mi ha fatto ridere e mi ha indotto a fare una serie di associazioni scherzose e irriverenti a proposito del "transitare", inteso come evacuazione; se poi al "transitare" si aggiunge l'avverbio "forte" l'effetto risultante in tale catena associativa è di dirompente comicità. Sono stato a giocare con mio figlio con queste associazioni per un intero pomeriggio, facendo anche delle estensioni alle condizioni meteo, ossia al fatto che quado piove "transita forte". Mio figlio ad un certo di fronte alla prorompenza delle mie associazioni e davanti alla loro ostinata reiterazione, mi ha detto: "Papà, ora basta!"....

Questo scritto è stato ispirato da questo farmaco (del quale ignoravo l'esistenza e che, casualmente, ho conosciuto perchè prescritto ad uno dei pazienti della CTA dove lavoro), mi ha fatto ridere e mi ha indotto a fare una serie di associazioni scherzose e irriverenti a proposito del "transitare", inteso come evacuazione; se poi al "transitare" si aggiunge l'avverbio "forte" l'effetto risultante in tale catena associativa è di dirompente comicità. Sono stato a giocare con mio figlio con queste associazioni per un intero pomeriggio, facendo anche delle estensioni alle condizioni meteo, ossia al fatto che quado piove "transita forte". Mio figlio ad un certo di fronte alla prorompenza delle mie associazioni e davanti alla loro ostinata reiterazione, mi ha detto: "Papà, ora basta!"....

Condividi post
Repost0
22 settembre 2025 1 22 /09 /settembre /2025 06:10
Cielo e nuvole al tramonto (foto di Maurizio Crispi)

C'è qualcosa nell'aria,
nel mood

Qualcosa accadrà, oppure no

Siamo qui, 
siamo noi

Siamo in attesa di eventi 

Intanto il mondo va a rotoli

Ho sognato forse, ma non ricordo

Ho dormito sodo nella prima parte della notte
poi ho vegliato, leggendo e ascoltando la musica    

C'era qualche brandello di sogno 
negli angoli più reconditi della mia memoria
Ma anche quelli si son dispersi
come evanescenti volute di nebbia
spazzate via da una brezza lieve

Notte avara di sogni, dunque,
così come le nubi che si addensano sulla mia testa 
sono avare di pioggia

Forse dovevo fare un test 
che consisteva nello scrivere un breve saggio
(a quale scopo non so) 
Provavo e riprovavo, 
ma non riuscivo mai 
C'erano sempre delle difficoltà insormontabili

Andiamo verso la siccità, è vero, 
le piante sono sempre più secche 
e sono bruciate dal sole
Alcune già sono più morte che vive 
C'è ben poco che possiamo fare

Intanto, una pazza scatenata conciona 
dai podi che - per via del suo ruolo - le sono concessi
e fa rivivere il brivido del discorso urlato,
rievocante i fasti delle dittature più esecrate
I guerrafondai spingono verso le armi, 
ma noi, inermi cittadini, 
sballottati dalle menzogne dei media,  
mai sapremo le verità e le segrete intenzioni

Andiamo avanti, 
un passo dopo l'altro 
verso l'orlo del baratro

Tirèmm innànz!

 

Condividi post
Repost0
18 settembre 2025 4 18 /09 /settembre /2025 09:21
La sepoltura di Yeats (foto presa dal web)

Muoiono tutti

Muoiono in tanti, troppi 

Alcuni muoiono dolcemente
Altri nella sofferenza,
lottando ed imprecando
Altre morti sono ingiuste e premature
(come quelle dei morti di Gaza,
adulti e bambini inermi)

Quelli della generazione che ci ha preceduti
ormai sempre più sparuti

Quelli della mia stessa generazione
oggi sempre più spesso falcidiati dalla Mietitrice
che esige il suo obolo

Ieri se n'è andata, 
dopo molto sofferenza una mia cugina
Un paio di mesi fa una mia zia
Anche lo stimatissimo musicologo
Paolo Emilio Carapezza
(del quale per una vita ho ascoltato la musica al piano,
abitando io al piano di sotto)
se ne è andato
con mia grande tristezza
(ho pianto quel giorno)

Due giorni fa è toccato a Robert Redford

E sono sempre di più quelli che muoiono
nel mio orizzonte
(sino a quando la mia generazione 
non sarà stata interamente spazzata via) 

Ad alcuni viene rivolto un tributo,
altri (molti di più) se ne vanno 
nell'anonimato e nel silenzio
Ma anche i primi,
dopo un po' (più tardi alcuni)
saranno dimenticati

La morte è una grande livellatrice

Vedere tante morti sfilarmi accanto
mi è di sconforto

Mi aiuta pensare che, sempre più,
sono un sopravvissuto,
aggrappato ad una zattera della Medusa
alla deriva sul mare,
in attesa di eventi salvifici
o, con maggiore certezza,
dell'incontro con la Nera Signora,
quando il tempo sarà giunto
di entrare nel Mistero

Condividi post
Repost0
17 settembre 2025 3 17 /09 /settembre /2025 10:16

Siamo qui
Siamo noi
Sono io
Sono l’altro

Dopo una notte di sonno pesante
poco pensante
poco sognante

Non ho alcuna immagine vivida
nella mente
Solo la sensazione d’una cortina opaca
Sette veli di nebbia attorno
mi avviluppano nelle loro spire
Mi radico nella lettura,
piluccando da un libro qua
e da un libro là
un assaggino di tutto
per non farmi mancare nulla
Andiamo avanti a vista

Cosa faccio?
Quasi quasi
mi faccio uno shampoo

Oppure mi mangio una patata

Sbircio attraverso i vetri
della finestra che dà sulla corte interna
affollata di auto parcheggiate

È tutto buio lì fuori

Un gatto nero
cammina guardingo
ombra tra le ombre

Maurizio Crispi (17 settembre 2024)

Un piccolo scritto perso e ritrovato...

Selfie modificato (foto di maurizio Crispi)

Selfie modificato (foto di maurizio Crispi)

Condividi post
Repost0
16 settembre 2025 2 16 /09 /settembre /2025 06:15

Fortunato è chi riesce
a posare lo sguardo
su di una nuova alba

Fortunato è chi ritiene
che questa piccola cosa grande
conti davvero
e che sia degna di meraviglia,
ogni volta unica,
ogni volta diversa

E poi c’è il sole che sorge,
e all’alba ci appare
ancora morbido e benevolo
benché stia già sfoggiando
tutta la sua forza

La prima luce dell'alba
e il sole che sorge
rappresentano per me
la forza impetuosa della vita

Nei momenti più bui,
quando è massimo lo sconforto
e sembra che una coltre nera
e soffocante tutto avviluppi
c’è un’ancora di salvezza nel pensare:
Il sole sorgerà di nuovo, domani

Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Fortunato è chi (Uno sguardo sull’alba)
Condividi post
Repost0
8 settembre 2025 1 08 /09 /settembre /2025 05:41
alba siccitosa (foto di Maurizio Crispi)

Le montagne si fanno 
sempre più gialle e aride,
desolate
sotto il martello impiacabile del sole
Persino la chioma degli alberi
ha perso brillantezza
I pozzi e le falde si prosciugano

Siamo tutti assetati,
desiderosi di ricevere
la benedizione dell’acqua
che mai arriva

Ogni giorno scruto
il cielo e le nuvole
Meteobilli è un vate
e il più delle volte ci azzecca
Ma consulto anche gli aruspici 
e gli sciamani,
per non parlare dei rabdomanti

Sogno di fare una danza per la pioggia

Aspettiamo
Aspettiamo

Le foglie pendono dagli alberi
bruciate dal sole,
ustionate

Vedremo
cosa accadrà domani

Voglio poter vedere presto
la benedizione dell’acqua
che intrida la terra
e dia vita alla vita che muore,
prima che si faccia troppo tardi

Voglio potere sentire nelle narici frementi
il dolce petricore

Presto, prima che sia troppo tardi!

Condividi post
Repost0
7 settembre 2025 7 07 /09 /settembre /2025 07:51

C'era l'eclissi di luna ieri notte
Me ne sono ricordato
Quando sono andato a guardare
la luna piena era quasi scomparsa del tutto
Una buona parte del disco lunare non si vedeva più,
inghiottita dalla tenebra
mentre la parte restante era pervasa
da cupo rossore,
evocante il rosso del sangue


Poi, dopo un poco, sono tornato a guardare
e ho visto che solo un piccolo spicchio
- molto netto e definito -
aveva ripreso a splendere con il consueto bagliore
Mi ha colpito molto quel cupo rossore
dell’eclissi quasi al suo acme
Ho pensato a quanto gli uomini antichi
potessero essere impressionati da questi fenomeni,
presagi funesti annuncianti sciagure e calamità

Alba ad altavilla (artefatto) - foto di Maurizio Crispi

Sono
Non sono

Sano
o forse insano

Non più giovane
Vecchio, forse
Esaurito dalla ripetizione
Eppure sempre curioso
Voglioso di andare avanti

La vita è una marcia continua,
un lungo, interminabile, cammino
Si va avanti lungo una strada tracciata
A volte, la strada si perde nel nulla
Allora, bisogna improvvisare per ritrovarla
Occorre costruire gli strumenti di navigazione
Oppure orientarsi con le stelle,
come facevano gli antichi naviganti

C’è sempre l’alternativa
di abbandonare la via maestra
seguendo l’estro e la voglia
per esplorare qualcosa di inaudito 
e mai visto
E questo può sempre accadere,
sino all’ultimo battito d’un cuore stanco

Cammino e cammino
Ogni tanto dimentico di respirare
e poi espiro rumorosamente
Il respiro irregolare esprime bene
la fatica e la lotta,
ma anche la tensione

E siamo qui
ad inseguire con lo sguardo
una nuova alba

Condividi post
Repost0
30 agosto 2025 6 30 /08 /agosto /2025 10:15
L’edicola della signora Catania a Palermo. Quel che rimane

Da sempre durante la mia passeggiata mattutina con il cane, mi trovo a passare quasi ogni giorno all’incrocio tra via Giuseppe Pipitone Federico e via Luigi Pirandello.
Qui, a mia memoria, vi è sempre stata una Edicola Libreria, di cui non sono mai stato cliente, ma dove mi fermavo frequentemente a osservare i libri esposti in vetrina (in verità con poco ricambio). 
Forse nella mia vita ci sarò entrato soltanto un paio di volte a curiosare tra i libri all’interno e, forse, una volta soltanto ne ho acquistato uno.
Inutile aprire troppi fronti librari, ma anche pernicioso per la tasca, ma - a volte - la curiosità ha la meglio…
In ogni caso, ad ogni mio passaggio al mattino presto, l’edicola era frequentemente aperta e la signora che gestiva (nonché proprietaria) era già là che spazzava davanti al negozio o che accoglieva i primi clienti che giungevano per l’acquisto del quotidiano.
Insomma, era una presenza importante per il quartiere, proprio accanto al ristorante “Il cotto e il crudo“ che si è stabilito in via Luigi Pirandello, ma solo molti anni dopo.
Improvvisamente, alcuni mesi fa ho visto che l’edicola non apriva più al solito orario e che con estrema rapidità il negozio era stato rapidamente svuotato .
In questo repentino e traumatico passaggio non vi è stato alcun preavviso.
La chiusura è avvenuta letteralmente dall’oggi al domani e gli stessi clienti abituali, quelli che al mattino presto arrivavano per acquistare il quotidiano seguendo una inveterata abitudine, sono rimasti sbalorditi, basiti davanti a quella che è stata vissuta come una defezione, una fuga.
Nessun preavviso
Nessun avviso
Chi sa cosa sia mai accaduto

Ma in ogni caso anche questa improvvisa eclissi racconta di una Palermo che scompare sotto i nostri occhi e dei suoi punti di riferimento fondamentali che vengono poco alla volta cancellati.

Quel che rimane è una vestigia, una carcassa vuota

É triste vedere pezzi del nostro sistema di riferimenti nel territorio perdersi nel nulla e dissolversi

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth