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31 marzo 2026 2 31 /03 /marzo /2026 12:37

Una geniale riflessione sul tema delle "panchine di massa" e delle "panchine seriali", elaborata dal mio compianto amico Vincenzo Cordovana

Foto di Maurizio Crispi

(Vincenzo Cordovana) Continua ad essere per me un chiodo fisso cercare di comprendere quale costrutto mentale, prossemico, spaziale passi nei meandri cerebrali di chi si appresta per compito istituzionale o ludico a sistemare le panchine fissandole al suolo pubblico.
Uno dei rompicapo più intriganti sotto questo profilo, io ce l'ho a poca distanza.
Sparo il dato: nel comune a me più vicino su di un percorso rettilineo di saranno-trecento-metri vi sono....42 panchine.. sì 42! Contate personalmente…
A parte il numero dove ci si perde in fantasia (un lascito baronale, eredità del Comune da precedenti Amministrazioni, lotto offerto in gara con formula vincente: prendi-42-paghi-10) ,immagino che chi si è ritrovato a doverle apporre sia finito alla Neurodeliri, per lo sforzo intellettivo di trovare disegni e finalità.
Bene, andando al sodo e volendo vedere la disposizione puntuale, vi sono panchine solitarie, panchine che si guardano, panchine che si danno il retro, panchine in gruppi di quattro o di tre, in cerchio.
Un giorno, riflettendo e cercando ancora una volta l'Unità di intenti del povero appositore di panchine ebbi un'illuminazione: lucida, folgorante!
Una nuova interpretazione, le panchine porno [per appanchinamenti in stile "ammucchiata" - ndr].
Comunque, secondo me, la panchina dovrebbe essere essenzialmente solitaria.
Sono contrario alle panchine di massa: quelle suggeriscono troppo l'idea delle panche delle sale d'attesa ospedaliera, oppure dei sedili in autobus e metro.
La panchina deve poter ispirare un rapporto solitario e silenzioso - discreto - tra chi si siede e il mondo circostante; oppure, viceversa, consentire il ritiro in un un mondo a parte, abitato in maniera esclusiva solo da pochi.
La panchina deve consentire, insomma, l'attivarsi di un percorso mentale.
Dovrebbe poter essere in qualche modo, malgrado l'umiltà dei materiali con cui è stata fatta, uno strumento di elevazione "aristocratica" ed anche di fruizione in qualche modo "estetica".
La panchina di massa non favorisce tutto ciò, ma mantiene imprigionati gli appanchinati in un mondo irrimediabilmente affollato, senza alcuna possibilità di uscita e di liberazione.


 

__________________________________________________

NdR - Ho trovato questo scritto ancora in bozza e credo fermamente che l'autore ne sia stato l'inestimabile amico Enzo Cordovana (3 agosto 2012)

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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