/image%2F1498857%2F20260321%2Fob_7dfac8_uscita-di-salvezza.jpg)
Sto partecipando ad una riunione per discutere di casi clinici
C’è anche la mia collega Verge, con la quale nella vita reale condividiamo un’esperienza di lavoro
Nel corso della riunione si parla di diversi pazienti e delle loro difficoltà
Ogni tanto esco nel corridoio per osservare cosa succede
In una di queste mie sortite scorgo una paziente che, seduta sul sedere, pattina in avanti verso la stanza in fondo
È contornata da tanti operatori che fanno il tifo per lei e la supportano con le loro incitazioni
Alla fine, con un grande applauso generale, arriva a quella porta e la supera
La porta da raggiungere è una meta salvifica
Non ha nulla a che vedere con "Non aprite quella porta" oppure con "Behind the Green Door"
E' una porta di salvezza e di trasformazione
Rientro nella stanza e sussurro all’orecchio della collega che la paziente ha fatto dei progressi e che, per la prima volta, senza appoggiarsi fisicamente a qualcuno, ha percorso tutto il corridoio senza essere presa da una crisi di panico
E' riuscito in ciò pur avendo adottato uno stile di progressione nel cammino di tipo anaclitico, come quello di chi trovandosi a scendere lungo un pendio montano molto ripido si metta a scivolare sul sedere per evitare di essere colto da vertigini, stando nella posizione eretta
Poi, la riunione continua senza che nessuno degli altri dia abbastanza peso a questo evento
Succedono molte altre cose, ma non le ricordo
scrivi un commento …

/image%2F1498857%2F20260321%2Fob_9fa68e_gli-spazi-aperti.jpg)

