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Ero al Servizio T dove ho lavorato per buona parte della mia carriera
Ma ero qui come outsider
In mancanza degli operatori titolari della postazione dovevo accogliere e prendere in cura un bevitore incallito
Attendevo e, intanto, mi aggiravo per le diverse stanze
Mi erano familiari, ma c’era qualcosa di diverso: per esempio, i quadri alle pareti lo erano di certo
Spesso sono i piccoli dettagli che fanno la differenza
Era, la mia, una lunga attesa
Speravo di incontrare qualcuno degli operatori del tempo passato, ma non arrivava nessuno
Anche il paziente atteso non spuntava mai
Allora uscivo a passeggiare per i vicoli che contornavano la struttura
Sembrava quasi di essere in un suk variopinto pieno di bancarelle che mettevano in mostra mercanzie di ogni genere in mille variazioni policrome
Colori, aromi e suoni si intessevano in un caleidoscopio continuamente mutevole e cangiante; quasi mi stordivano, portandomi verso una sensazione quasi estatica che si tramutava rapidamente in un’esperienza di picco, in cui uscivo fuori da me stesso e mi libravo su tutto, osservando con distacco sereno ciò che continuava ad accadere sotto di me e il brulicare delle diverse attività umane
Dissolvenza
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