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Ho sognato che dovevo partire
Venivano a prendermi dei miei amici
Citofonavano
Dicevo loro di salire su a casa, mentre mi preparavo
E loro salivano
C’era con loro anche il pilota dell’aereo con cui avrei dovuto viaggiare, poco dopo
Li facevo accomodare in casa e dicevo loro di mettersi a proprio agio, mentre mi preparavo
Le luci della stanza dove li facevo accomodare non funzionavano a dovere, però, e indugiavo a sistemarle, pur senza molto successo
Notavo, del resto, che tutto quanto appariva logoro e malfunzionante, come dopo anni di abbandono
A parte il deterioramento e il decadimento, c’era dovunque un disordine estremo, come accade in un’abitazione che sia stata devastata da una perquisizione poliziesca
Vado di là a prepararmi, assillato, perché so che il tempo stringe
Non ho nulla di pronto
Devo anche cambiarmi per indossare i vestiti del viaggio (che non ho ancora preparato)
E prima dovrò preparare il bagaglio che dovrà essere semplice ed essenziale, poiché dovrò affrontare un viaggio di pochi giorni soltanto.
Dovrò anche scovare una valigia o un borsone delle giuste dimensioni
Comincio a rovistare nei cassetti alla ricerca di ciò che mi serve e salta fuori ogni sorta di cose, foto di tanto tempo prima, oggetti e carabàttole, altre cianfrusaglie, cose di cui non mi faccio niente adesso e che ciò nondimeno indugio ad osservare, traendo da quest’esame un sentimento di profonda nostalgia
In tutte queste cose vorrei mettere ordine, lasciando tutto a posto, prima di andare, ma non ho tempo
Non c’è più tempo
Il tempo mi sfugge dalle mani come sabbia fine
Riprendo i preparativi, ma è come se girassi a vuoto
Prendo una cosa che penso possa tornarmi utile, come ad esempio un involto di carta pieno di monete, e la metto da parte per dopo e poi non la trovo più, scomparsa nella bailamme di altri oggetti, macerie di tutta una vita
È sempre riprendo la mia fatica, mentre quelli - i Langolieri (ovvero i divoratori del tempo passato), o anche i miei traghettatori - sono di là che aspettano apparentemente pazienti
Loro hanno tutto il tempo
Sono io a non avere più tempo
Anche se la mia valigetta ancora non l’ho allestita viene il momento di indossare i vestiti per il viaggio
Comincio a levarmi di dosso i vestiti che ho addosso
Ma non è cosa semplice
Scopro con sorpresa di essere vestito a strati e, dunque, vado levando uno strato dopo l’altro, maglione, camicia, giacca di pigiama e poi ancora camicia, giacca, gilet, e poi top di pigiama, tripli calzi, doppi pantaloni
Sono estenuato
Non riesco mai a liberarmi di tutti gli strati protettivi che ho addosso
È una lotta togliermeli di dosso
Potrei anche partire così come sono, ma in realtà vorrei essere vestito in modo semplice ed essenziale, se non del tutto nudo come ero alla nascita
Alla fine mi ritrovo con addosso una canottiera e decido di tenere solo quella: penso addirittura di mostrarmi ai miei amici che mi attendono con questo capo indosso e così sorprenderli, dicendo loro: "Sono pronto!"
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Tra loro ce n’è uno che si chiama Di Maggio e penso che, forse, non è un caso che sia venuto proprio lui a prendermi e che a maggio mi attende dunque un qualche importante evento, o una scadenza, anche se ancora non so quale
Non vado tuttavia da loro e continuo nella mia frenetica ricerca di ciò che mi serve per questo viaggio
È una fatica di Sisifo
Sono molto angosciato e, intanto, cassetti e armadi continuano a rigurgitare fuori le memorie di tutta la mia vita
Cosa prendere con me?
Cosa portare via?
Cosa lasciare?
Mio padre è morto in uno dei primi giorni di maggio, e Calendimaggio non dovrebbe essere momento per morire, ma giorno di rinascita, di fioritura e di espansione
Forse morirò proprio a maggio, a calendimaggio
Forse rinascerò, voglio pensare
Allora, il mio viaggio, come tutti i viaggi, sarà esperienza di Morte e Rinascita, quella di entrare nel Bardo ed uscire trasformato da questa esperienza
Ma ricordo a me stesso e a tutti i viaggiatori che è sempre necessario viaggiare leggeri e tenersi pronti, anche se - in verità - non si è mai pronti
Non si puà mai essere pronti!
I Langolieri, dal romanzo e miniserie di Stephen King, sono creature mostruose che rappresentano i "divoratori del tempo passato". Essi divorano letteralmente il tempo che è già trascorso, rappresentato come uno spazio fisico morto, consumando tutto ciò che rimane indietro (paesaggi, oggetti e persone) per pulire l'universo.
Quattro dopo mezzanotte - Wikipedia
Quattro dopo mezzanotte ( Four Past Midnight) è la quarta antologia di racconti di Stephen King, pubblicata la prima volta nel 1990 e costituita da quattro novelle. Durante un volo aereo, tutti i ...
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