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22 marzo 2026 7 22 /03 /marzo /2026 06:16
Ciò che è essenziale per uHo sognato che dovevo partire Venivano a prendermi dei miei amici Citofonavano Dicevo loro di salire su a casa mentre mi preparavo E loro salivano C’era con loro anche il pilota dell’aereo con cui avrei dovuto viaggiare, dopo Li facevo accomodare in casa e dicevo loro di mettersi a proprio agio, mentre mi preparavo Le luci della stanza dove li facevo entrare non funzionavano a dovere, però, e indugiavo a sistemarle, pur senza molto successo Notavo, del resto, che tutto appariva logoro e malfunzionante, come dopo anni di abbandono C’era anche un disordine estremo, come accade in un’abitazione che sia stata devastata da una perquisizione poliziesca  Vado di là a prepararmi, assillato, perché so che il tempo stringe Non ho nulla di pronto Devo anche cambiarmi per mettere i vestiti del viaggio (che non ho ancora preparato) E prima dovrò preparare il bagaglio che dovrà essere semplice ed essenziale, poiché dovrò affrontare un viaggio di pochi giorni soltanto. E dovró anche scovare una valigia o un borsone delle giuste dimensioni Comincio a rovistare nei cassetti alla ricerca di ciò che mi serve e salta fuori ogni sorta di cose, foto di tanto tempo, oggetti e carabattole, altre cianfrusaglie, cose di cui non mi faccio niente adesso e che ciò nondimeno indugio ad osservare, traendo da quest’esame un sentimento di profonda nostalgia In tutte queste cose vorrei mettere ordine, lasciando tutto a posto, prima di andare, ma non ho tempo Non c’è più tempo Il tempo mi sfugge dalle mani come sabbia fine Riprendo i preparativi ma è come se girassi a vuoto Prendo una cosa che penso possa tornarmi utile, come ad esempio un involto di carta pieno di monete, e la metto da parte per dopo e poi non la trovo più, scomparsa nella bailamme di altri oggetti, macerie di tutta una vita È sempre riprendo la mia fatica, mentre quelli - i Langolieri, i miei traghettatori - sono di là che aspettano apparentemente pazienti Loro hanno tutto il tempo  Sono io a non avere più tempo Anche se ancora la mia valigetta non l’ho allestita viene il momento di indossare i vestiti per il viaggio Comincio a levarmi di dosso i vestiti che ho addosso Ma non è una cosa semplice Scopro con sorpresa di essere vestito a strati e, dunque, vado levando uno strato dopo l’altro, maglione, camicia, giacca di pigiama e poi ancora camicia, giacca, gilet, e poi top di pigiama, tripli calzi, doppi pantaloni Sono estenuato Non riesco mai a liberarmi di tutti gli strati protettivi che ho addosso È una lotta togliermeli di dosso Potrei anche partire così come sono, ma in realtà vorrei essere vestito in modo semplice ed essenziale, se non del tutto nudo come ero alla nascita Alla fine mi ritrovo con addosso una canottiera e decido di tenere solo quella: penso addirittura di mostrarmi ai miei amici che mi attendono con questo capo indosso e così sorprenderli Tra loro ce n’è uno che si chiama Di Maggio e penso che, forse, non è un caso che sia venuto lui a prendermi e che a maggio mi attende dunque un qualche importante evento, o una scadenza, anche se ancora non so quale Non vado tuttavia da loro e continuo nella mia frenetica ricerca di ciò che mi serve per questo viaggio È una fatica di Sisifo Sono molto angosciato e, intanto, cassetti e armadi continuano a rigurgitare fuori le memorie di tutta la mia vita Cosa prendere con me? Cosa portare via? Cosa lasciare? Mio padre è morto in uno dei primi giorni di maggio, e Calendimaggio non dovrebbe essere momento per morire, ma giorno di rinascita, di fioritura e di espansione Forse morirò proprio a maggio, a calendimaggio Forse rinasceró Allora, il mio viaggio, come tutti i viaggi, sarà esperienza di Morte e Rinascita, quella di entrare nel Bardo ed uscire trasformato da questa esperienza  Ma ricordo a me stesso e a tutti i viaggiatori che è sempre necessario viaggiare leggeri e tenersi pronti, anche se - in verità - non si è mai prontiaggio (immagine generata da Meta AI)

Ho sognato che dovevo partire
Venivano a prendermi dei miei amici
Citofonavano
Dicevo loro di salire su a casa, mentre mi preparavo
E loro salivano
C’era con loro anche il pilota dell’aereo con cui avrei dovuto viaggiare, poco dopo
Li facevo accomodare in casa e dicevo loro di mettersi a proprio agio, mentre mi preparavo
Le luci della stanza dove li facevo accomodare non funzionavano a dovere, però, e indugiavo a sistemarle, pur senza molto successo
Notavo, del resto, che tutto quanto appariva logoro e malfunzionante, come dopo anni di abbandono
A parte il deterioramento e il decadimento, c’era dovunque un disordine estremo, come accade in un’abitazione che sia stata devastata da una perquisizione poliziesca 
Vado di là a prepararmi, assillato, perché so che il tempo stringe
Non ho nulla di pronto
Devo anche cambiarmi per indossare i vestiti del viaggio (che non ho ancora preparato)
E prima dovrò preparare il bagaglio che dovrà essere semplice ed essenziale, poiché dovrò affrontare un viaggio di pochi giorni soltanto.
Dovrò anche scovare una valigia o un borsone delle giuste dimensioni
Comincio a rovistare nei cassetti alla ricerca di ciò che mi serve e salta fuori ogni sorta di cose, foto di tanto tempo prima, oggetti e carabàttole, altre cianfrusaglie, cose di cui non mi faccio niente adesso e che ciò nondimeno indugio ad osservare, traendo da quest’esame un sentimento di profonda nostalgia
In tutte queste cose vorrei mettere ordine, lasciando tutto a posto, prima di andare, ma non ho tempo
Non c’è più tempo
Il tempo mi sfugge dalle mani come sabbia fine
Riprendo i preparativi, ma è come se girassi a vuoto
Prendo una cosa che penso possa tornarmi utile, come ad esempio un involto di carta pieno di monete, e la metto da parte per dopo e poi non la trovo più, scomparsa nella bailamme di altri oggetti, macerie di tutta una vita
È sempre riprendo la mia fatica, mentre quelli - i Langolieri (ovvero i divoratori del tempo passato), o anche i miei traghettatori - sono di là che aspettano apparentemente pazienti
Loro hanno tutto il tempo 
Sono io a non avere più tempo
Anche se la mia valigetta ancora non l’ho allestita viene il momento di indossare i vestiti per il viaggio
Comincio a levarmi di dosso i vestiti che ho addosso
Ma non è cosa semplice
Scopro con sorpresa di essere vestito a strati e, dunque, vado levando uno strato dopo l’altro, maglione, camicia, giacca di pigiama e poi ancora camicia, giacca, gilet, e poi top di pigiama, tripli calzi, doppi pantaloni
Sono estenuato
Non riesco mai a liberarmi di tutti gli strati protettivi che ho addosso
È una lotta togliermeli di dosso
Potrei anche partire così come sono, ma in realtà vorrei essere vestito in modo semplice ed essenziale, se non del tutto nudo come ero alla nascita
Alla fine mi ritrovo con addosso una canottiera e decido di tenere solo quella: penso addirittura di mostrarmi ai miei amici che mi attendono con questo capo indosso e così sorprenderli, dicendo loro: "Sono pronto!"

La festa di Calendimaggio

Tra loro ce n’è uno che si chiama Di Maggio e penso che, forse, non è un caso che sia venuto proprio lui a prendermi e che a maggio mi attende dunque un qualche importante evento, o una scadenza, anche se ancora non so quale
Non vado tuttavia da loro e continuo nella mia frenetica ricerca di ciò che mi serve per questo viaggio
È una fatica di Sisifo
Sono molto angosciato e, intanto, cassetti e armadi continuano a rigurgitare fuori le memorie di tutta la mia vita
Cosa prendere con me?
Cosa portare via?
Cosa lasciare?
Mio padre è morto in uno dei primi giorni di maggio, e Calendimaggio non dovrebbe essere momento per morire, ma giorno di rinascita, di fioritura e di espansione
Forse morirò proprio a maggio, a calendimaggio
Forse rinascerò, voglio pensare
Allora, il mio viaggio, come tutti i viaggi, sarà esperienza di Morte e Rinascita, quella di entrare nel Bardo ed uscire trasformato da questa esperienza 
Ma ricordo a me stesso e a tutti i viaggiatori che è sempre necessario viaggiare leggeri e tenersi pronti, anche se - in verità - non si è mai pronti
Non si puà mai essere pronti!

I Langolieri, dal romanzo e miniserie di Stephen King, sono creature mostruose che rappresentano i "divoratori del tempo passato". Essi divorano letteralmente il tempo che è già trascorso, rappresentato come uno spazio fisico morto, consumando tutto ciò che rimane indietro (paesaggi, oggetti e persone) per pulire l'universo.

Fonte web

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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