Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
26 novembre 2023 7 26 /11 /novembre /2023 06:54
Interno dissonante

Interno dissonante

Andare

Andare

 

Ruotare come un forsennato
legato su d’una sedia roteante
(o messo alla ruota)
oppure come un derviscio danzante
alla ricerca della sua visione estatica

 

Ci sono cose che vorrei scrivere
e che mai scrivo 
perché il tempo mi manca
e il vivere è una corsa continua
E poi le dimentico,
frammenti forse preziosi
che s’inabissano per sempre
o che vengono dispersi
come minute particole di sabbia
sospinte via dal vento

 

Notti e notti di sogni muti
che più non s’appalesano
(per il momento)
Mi mancano 
le mie piccole avventure oniriche 
Allora, leggo, leggo, leggo
e rileggo
Le parole e le frasi
danzano vorticose 
dentro i miei occhi 
e sulle retine
Si depongono al loro fondo
come sedimenti giurassici
per poi schizzare verso il lobo occipitale
come treni in corsa
e subito ripartire in mille altre direzioni
attraverso sinapsi e interconnessioni
che sono del cervello
ma anche dell’universo intero

 

E sono qui a vivere
le infinite vite di molti altri,
interrogando me stesso
dove sia nascosta la mia, di vita,
se ve ne sia una

Condividi post
Repost0
25 novembre 2023 6 25 /11 /novembre /2023 12:13

Un mio vecchio scritto che rilancio qui

Maurizio Crispi (25 novemmbre 2010)

Alla finestra d'un piano rialzato, 
ogni giorno da dieci anni, 
un uomo in piedi guarda fisso verso fuori
 

I riflessi cangianti sul vetro lo fanno apparire 
fantasma, ectoplasma, apparizione evanescente, 
miraggio, illusione ottica che tuttavia non si dissolve
 

L'uomo è vecchio, il volto sfatto, la barba ispida

 

Forse indossa una vestaglia lisa o un pigiama,
difficile dirlo per via dei riflessi di luce
 

Guarda verso fuori
con occhio vitreo, liquido. 
Se ne sta immobile, non un muscolo si muove, 
nel volto e nel corpo
 

È una fissità catatonica, la sua, 
quasi fosse stato tramutato in statua di sale 
dallo sguardo di Lot
 

Imbarazzato dallo quello sguardo, insistente, 
pesante da sopportare, 
il passante si gira da un'altra parte, 
facendo finta di niente, 
ma quando i suoi occhi tornano in quella direzione 
il vecchio è sempre là, sospeso nella sua posa,
inquietante nella sua fissità
 

Ci si chiede se egli guardi davvero, 
oppure se non insegua nella sua mente
immagini vaghe, frammenti di ricordi, 
emozioni sbiadite, gioie e dolori, 
che s'è lasciato alle spalle e stenta a ritrovare, 
ricostruendo spezzoni ricombinanti e mutevoli 
di un film della sua vita
Forse è così, ora che per lui il tempo è andato avanti, 
mentre lui è stato risucchiato indietro
 

Al calar del buio, 
quando i lampioni si sono accesi con un clack!,
da altri abitatori dell’appartamento
- familiari o badanti, non so - 
la serranda di quella finestra viene abbassata, 
ma è naturale pensare sempre al vecchio che guarda, 
a immaginarlo ancora là sempre immobile 
dietro il vetro oscurato, 
anche se il suo sguardo non può penetrare 
attraverso lo schermo opaco della tapparella
 

Forse, più tardi, qualcuno dei familiari verrà a prenderlo, 
ormai irrigidito come una tavola di legno 
per adagiarlo sul letto, così com'è…
 

E poi, il giorno dopo, 
altri lo metteranno di nuovo dietro il vetro 
a guardare il mondo 
o a usarlo come specchio in cui riflettere sé stesso 


 
(Palermo, 24 novembre 2010
 

 

Condividi post
Repost0
24 novembre 2023 5 24 /11 /novembre /2023 07:35
La mia canoa nuova di zecca, mai usata se non in un paio di circostanze e poi abbandonata

La mia canoa nuova di zecca, mai usata se non in un paio di circostanze e poi abbandonata

Sognavo che, lungo una strada interminabile,
trasportavo la mia canoa,
tutta avvolta in bende bianco candide
come se fosse una mummia egizia

La canoa era poggiata su d'un esile carrellino a due ruote

Quando la strada curvava
avevo delle forti difficoltà perché,
per evitare che la fiancata della canoa strusciasse
o si danneggiasse sugli ostacoli
posti sul lato interno della curva,
dovevo allargarmi di parecchio
e la strada su cui mi muovevo era trafficatissima,
percorsa da enormi autotreni in corsa che,
giganteschi com'erano
e con il rombo dei loro motori, mi mettevano paura

In più, c'era il mio cane che balzava gioioso
a destra e a sinistra,
ignaro del pericolo,
impacciandomi ulteriormente con i suoi impeti

Non so dove stessi andando

Camminavo sempre,
come se avessi intrapreso assieme alla canoa-mummia
un interminabile viaggio

So solo che dovevo andare

Maurizio Crispi (24 novembre 2011)

Questo sogno è il ricordo d'una bellissima canoa nuova che, in pratica, preso dalle mie paturnie e con una forte impronta riduttivistica impressa alla mia vita dopo la morte della mamma non ho mai adoperato (se non in un paio di circostanze) e che, di fatto, ho poi abbandonato miserevolmente.

Condividi post
Repost0
23 novembre 2023 4 23 /11 /novembre /2023 07:15
Nuvole )foto di Maurizio Crispi)

Oggi le nuvole in cielo,
di fogge e sfumature diverse,
sparse qua e là come bisonti al pascolo,
oppure adunate in grandi placche
o in cumuli torreggianti,
formavano un affresco aereo di ciclopiche proporzioni

 

Costruivano le quinte di un’immensa scenografia
aggiungendo bellezza alla consueta, selvaggia, bellezza dei Monti
il cui profilo ormai conosco fin troppo bene,
arricchendoli in profondità
e creando giochi di ombre e luci e di effetti chiaroscurali

 

Con queste centurie di nubi
che erano anche come possenti astronavi aliene
il paesaggio che osservavo
e che mi sfilava accanto attraverso i finestrini dell'auto
è diventato per me una cosa viva e vibrante

 

Non ho potuto scattare alcuna foto
poiché guidavo, proteso verso casa

 

Ho fatto delle foto mentali,
per quel che ho potuto
Click, click e poi ancora click

 

Forse mi è sembrato persino di vedere
il profilo di un’isola lontana
Ed ho visto anche
(questo per certo) 
la sagoma scura di un aereo
che si levava in volo,
quasi fermo,
nello sforzo immane di vincere le catene della gravità,
come volesse arrampicarsi
sino alle nubi in alto
e poi sparire alla vista

Condividi post
Repost0
21 novembre 2023 2 21 /11 /novembre /2023 06:16

 

 

 

Il sole è violento, fastidioso

 

Lo sento inopportuno
I suoi raggi fendono le mie retine, 
le scavano,
le corrodono
Ma non si placa mai
‘sto cazzo di sole?
Lo vorrei più gentile,
più misurato
questo fratello Sole
ed invece lo sento nemico,
assillante 
atturrante

 

A volte penso che ci avviamo 
verso la fine del mondo
e che, senza preavviso alcuno,
il sole divenuto ostile
ci ghermirà nella sua fiamma più pura

 

Tutto arderà,
si scioglierà 
nella infinitesima frazione d'un battito di ciglia
e di questo atomo di Male
che è la Terra
non rimarranno
nemmeno le ceneri,
nemmeno le polveri sottili,
poiché tutto di Noi,
sino alla più infima molecola 
sino alle particelle subatomiche
deve essere cancellato
in accordo con una sentenza
da tempo emessa

 

Non c’è più tempo 
per correre ai ripari
o per redimersi

 

Condividi post
Repost0
20 novembre 2023 1 20 /11 /novembre /2023 06:33
selfie incimurrato

Spossato
La testa piena di cotone
al fulmicotone
Temperatura quanto basta 
Spossatezza che non mi compete
Sono ben cucuato 
come il cucù 
dell’orologio a cucù 
Aspetto tempi migliori
chiamando a raccolta 
le forze residue
Sciroppo di letto e divano:
scegliete voi 
quale sia meglio

 

Ma almeno non è Covid
e ciò mi rende cuorcontento

 

E' tutto qui?
Sono io da solo,
derelitto,
buttato in un fondo di letto,
in vigile attesa di eventi ominosi
o di guarigione?

 

Ma noooooooo!
 

Sarei stato un vero tapino se non fosse stato
per il mio angelo del focolare
che, in questo caso, è diventato mio angelo del capezzale,
accudendomi,
nutrendomi,
misurandomi la temperatura,
dandomi i farmaci più idonei
(si sa che i medici sono pessimi medici di se stessi)

 

E questo accudimento alessandrino,
inusitato nelle mie variegate esperienze di vita,
mi ha reso davvero felice

 

Una di quelle esperienze indimenticabili

 

Si potrebbe dire - è un paradosso quasi -
che accupunamento e intabarramento
e rialzo termico e astenia
siano stati per me un male che fa bene

 

Ma non esageriamo con i tenerumi,
anche se la verdura poi ti cura,
con gran premura

 

Aspettando Godot

Condividi post
Repost0
17 novembre 2023 5 17 /11 /novembre /2023 10:57
Sogno incimurrato _ Libreria a parete del soggiornino (foto di Maurizio Crispi)

Notte agitata
inquieta
esagitata

 

Incimurrato
(come soleva dire mio padre)
me ne sto tutto intabarrato e accupunato 
per curare a modo mio
l’incipiemte malessere
(come soleva fare mio padre,
che passava la notte sotto sette strati di coperte)

 

Sonno poco profondo
interrotto da frequenti risvegli
con colpi di tosse e naso che cola,
occhi lacrimosi

 

Mi sono spostato altrove
(la pratica del disambientamento)
Non sopportavo più di stare a letto
Ho provato a leggere
Chiudevo gli occhi
mentre ero nel vivo della pagina
e senza propriamente dormire
Vagabondavo nell’altrove, tra le stelle

 

In uno di questi momenti
ho sognato che guidavo la mia auto
lungo una strada di montagna 
con frequenti serpentine,
sì da poter mantenere
- pur andando in salita -
un’andatura allegra e frizzante
con cambi di direzione e rettifiche
assicurati da leggeri tocchi al volante 
Poi all’improvviso 
lo sterzo si irrigidiva,
non rispondeva 
più al comando
Il piede rimaneva incollato all’acceleratore
e io uscivo di strada

 

Mi sono riscosso
Mi sono alzato
e sono tornato a sdraiarmi a letto,
tra le coltri,
intabarrato e accupunato 
come prima


E finalmente sono riuscito a dormire

Condividi post
Repost0
9 novembre 2023 4 09 /11 /novembre /2023 07:06

Questo scrissi il 9 novembre del 2017.
Ritrovato questo frammento vagante all'interno delle "memorie" di Facebook, riemerso come il frammento di un naufragio

Maurizio Crispi

Gabbiano predatore

 

Sapore di ferro in bocca

 

Macchie nere che danzano sulla retina
e sudorazione fredda in fronte

 

L'umido del mattino mi penetra nelle ossa

 

Barcollo, preso da subitanea vertigine

 

E' il presagio d’una fine?

 

Intanto, un gabbiano mangia un topo 
- o forse si tratta di una pantegana -
becchettando con decisione
il piccolo cadavere
trattenuto dai suoi artigli fieri
e, dopo aver lacerato il corpicino,
ne ingolla pezzi interi

 

Una declinazione della wilderness metropolitana
prima dell’invasione dei cinghiali e degli orsi

 

Un cane di passaggio si attizza,
avvertendo di questo fiero pasto 
una densa traccia olfattiva,
e vorrebbe prendervi parte,
ma il gabbiano con abile mossa
vola via tenendo la sua preda, 
già cadavere, per la coda

 

Anche i gabbiani nelle città 
sono adesso nostri commensali

 

Confortato da ciò che ho visto,
sono andato via, 
di nuovo con gambe salde

È un nuovo giorno,
nato sotto una buona stella

 

(Palermo, 9 novembre 2017)
 
 

Diciamo pure che i gabbiani nelle città alzano sempre più il tiro, assumendo sempre di più l’habitus di super-predatori.
È recente la notizia di cronaca di un cane di piccola taglia che sarebbe stato catturato al volo da un gabbiano, a Napoli.
I tetti sommitali dei nostri palazzoni sono diventate le scogliere dove i gabbiani prendono dimora semi-abituale.

Maurizio Crispi

Condividi post
Repost0
8 novembre 2023 3 08 /11 /novembre /2023 08:28

Questo scrissi nell'aprile del 2011, pubblicando poi questa nota diaristica in uno dei miei due blog di allora (il link che porta a questo post è visibile in fondo alla pagina).
Noto nei miei scritti personali di quel periodo una certa vena malinconica e pensosa che, in parte, non mi appartiene più oggi.
Ma sarà poi vero?
Solo coloro che leggono ciò che scrivo oggi, penso, possono dirlo.

Maurizio Crispi

La spiaggia è semideserta 

 

Arrivano poche persone, sporadicamente, 
ma è una processione continua, in qualche modo 
Via uno, avanti un altro 
Le onde si frangono con forza e con un rombo costante, 
ma non c'è più il forte vento di ieri 
La dove c'è la secca e le onde si rompono, 
una ventina di bagnati se ne stanno in acqua: 
tutti con la muta, forse surfisti in erba, 
- ma di tavole non se ne vedono molte -
e stanno imparando i primi rudimenti per cavalcare le onde,
quando si rompono 
I loro corpi fasciati nelle mute nere 
conferiscono alla scena un che di lugubre e cupo 

 

Più in là, oltre la punta del molo, 
ci sono due canoisti che si dirigono verso il mare aperto, 
intrepidi 
Salgono sulle onde

molto alte prima di rompersi e ben distanziate l'una dall'altra
e poi scendono nell'avvallamento
L'incavo che si forma tra un'onda e la successiva è una valle profonda: 
quando uno dei canoisti vi scivola dentro, scompare del tutto alla mia vista 
e ne vedo a tratti solo la testa

oppure l'estremità della pagaia: 
il resto è invisibile,
sepolto nella minacciosa concavità liquida 
Tornerà a riemergere? - mi chiedo 
Oppure quell'incavo in cui l'acqua sembra farsi torbida e cupa 
si trasformerà per lui in un maelstrom infido? 

 

 

Il sole picchia forte e duro, pur volgendo al tramonto 
Come ieri sentivo il soffio del vento, incessante, 
così oggi le mie orecchie traboccano del rombo della risacca, 
altrettanto incessante 
I raggi del sole che mi inondano, 
mentre me ne sto seduto con le spalle poggiate 
ad un muro intonacato di bianco;
sono intensi e mi fanno calore 
e, forse proprio a causa di questo riscaldamento, 
le mie fantasie e la mia mente galoppano lontano 
Vorrei cose che non ho, sicuramente, 
e si accendono ogni tanto fantasie lussuriose,
talvolta a luci rosse 

 

Poco fa, è entrata sulla terrazza, 
lastricata con una pavimentazione di pietra pregiata,
forse granito, 
una coppia giovane 
Lei con tacchi molto alti, in tiro 
Lui così, vestito alla buona, ma un bel ragazzo 
Lei, sicuramente bella (uno di quei casi in cui la bellezza non è un'opinione), 
ha con sé una macchina fotografica reflex e gli dice: 
Fotografami! Sono bella e potrei essere una modella 
Il ragazzo l'accontenta e le scatta tante foto 
Click click click 

 

Poi, parlottando, incedono sulla terrazza, 
e, al suo limitare, si fermano a contemplare il mare 
A sua volta, la ragazza, evidentemente proprietaria della macchina, 
scatta alcune foto al fidanzato, 
ma lui non si mette in posa a differenza di lei prima
Poi, si incamminano e vanno via 
Le persone vengono, poche, e poi vanno 
Altre arrivano, fanno pochi passi verso il mare, 
guardano, poi gli volgono le spalle e vanno, 
senza indugiare mai per più di pochi secondi 
Si fermano a scrutare il mare, 
intenti, ad ascoltare il rumore della risacca, 
intenti
E poi se ne vanno 

 

Perché lo fanno? 
Forse perchè guardare il mare, 
sentire il rumore delle onde e del vento è rigenerante… 
Forse c'è qualche cosa di primigenio in ciò, 
visto che si tratta di una delle visioni 
che ci ha accompagnato sin dalla più lontana alba dell'umanità 
Forse perché la vita - e quindi anche noi - 
è strisciata fuori dal mare 
e thalassa è il nostro luogo delle origini, 
il nostro elemento primoridale,
la culla della vita
Forse è per questo che la vulva 
odora di mare e di salsedine

 

Non saprei 
Ci sarà un motivo, mi dico, 
se vengono, continuamente a guardare il mare 
per stare pochi secondi soltanto 
senza ristare mai abbastanza a lungo 
per poi andarsene 
Forse perchè è troppo
Qualche volta vorrei chiederglielo 
Penso che nessuno saprà rispondermi come vorrei 
Sono certo che balbetteranno qualche risposta
Poi si fermeranno, sentendosi aggrediti nell'intimo, 
si chiuderanno nel silenzio, 
mi volteranno le spalle e andranno via, 
lasciandomi solo con i miei interrogati insoluti, 
davanti al mare, solo

 

Nei giorni scorsi, per la prima volta dopo molti mesi, sono andato al mare in bici. Mi sono sdraiato al sole, in un punto adatto, del tutto riparato dal vento. Un po' ho dormicchiato e un po' ho fatto ginnastica E intanto mi guardavo attorno, godendo di un momento sospeso, in cui ancora non è incominciata la ressa estiva che rende questi luoghi inavvicinabili e fa perder loro tutto il fascino che possiedono. Il giorno prima soffiava un forte vento

Oggi, invece, il vento si era placato e, invece, come sempre succede, arrivavano a gruppi le onde che si frangevano sulla secca.

Ho giocato con la mia ombra, complice il muro intonacato di bianco…

Palermo, il 6 aprile 2011
 

Condividi post
Repost0
7 novembre 2023 2 07 /11 /novembre /2023 07:39
Foto di Maurizio Crispi

C’é qualcosa in ciò che si osserva
 

Qualcosa sempre ineffabile e carico di mistero
 

Ci sono piccole cose 
che sembrano mettersi assieme
come le tessere di un puzzle
e questo loro combinarsi e ricombinarsi
sembra generare un racconto 
per immagini legate tra loro 
da un filo conduttore
 
 

Un filo conduttore che è forse nelle cose stesse
per il modo in cui si giustappongono
o che risiede piuttosto nell'occhio dell'osservatore
O è addirittura quest'occhio osservante
che le mette in forma in un modo, piuttosto che in un altro?

 

Oppure l’alternativa é che tutto,
ogni dettaglio percepito,
sia una mera accozzaglia di elementi,
un caos primigenio
creato da un Dio cieco e demente

 

Eppure, dal brodo primordiale
é nata la vita
con gradi crescenti di complessità 

 

Ecco, queste sono considerazioni 
che mi portano lontano
In questa di oggi,
come in altre mie passeggiate,
ho visto delle cose e, fotografandole,
le ho messe insieme
ed ora quelle cose esistono
in un mondo possibile,
che - tra infiniti altri mondi -
le vuole assieme
in questo modo
e non in un altro
Credo che l’attività del fotografare
possieda un enorme potere demiurgico
ed é anche per questo
che io non smetto mai di scattare foto

 

Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi

Foto di Maurizio Crispi

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth