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25 settembre 2023 1 25 /09 /settembre /2023 06:37
Al mare

Ho dormito presto questa notte
ed è stata una notte in parte insonne
Una lunga pausa tra un sonno e l'altro 
condita di letture e di scrollaggi sullo smartphone
Poi, dopo molto battagliare con i cuscini,
mi sono infine riaddormentato
E ho sognato

 

Ero in una cittadella naturista
ed ero arrivato a questo sito 
viaggiando su un camper,
non da solo, ma viaggiando in compagnia d'altri
Posteggiavamo il camper nella piazzola 
che ci era stata assegnata
Dopo aver sistemato la nostra casa ambulante
e aver tirato fuori tutte le comodità
veniva il momento, per me, di fare una bella doccia
(rinfrescante)
Andavo alla ricerca del locale delle docce
(ovviamente in comune per uomini e donne)

 

Succedevano degli inciampi,
degli ostacoli mi si paravano innanzi,
ma anche delle distrazioni
come, ad esempio, gente 
(non solo coppie)
che faceva sesso sotto gli occhi degli altri
(e sotto i miei),
tutti incuranti dello sguardo altrui

 

Entravo in uno stato di eccitazione
(sono fatto di carne)
e, benché simulassi indifferenza, 
non potevo rimanere del tutto impassibile
e il mio corpo reagiva in maniera sintona

 

Abbandonavo la ricerca del locale docce, a questo punto,
ritornavo al camper
e mi accingevo ad uscire in un giro perlustrativo del luogo,
alla ricerca dei suoi misteri e delle sue molteplici attrattive
Andavo in esplorazione
Era immenso
Dovunque locali di vario genere
cinema a luci rosse per coppie,
hammam e saune
discoteche a tema con dress code obbligatorio,
e piscine enormi con in corso foam parties
Avvertivo una sensazione di familiarità,
come se lì ci fossi già stato
in una mia vita precedente

 

Vagavo da un posto all'altro,
un po' allucinato
(pensavo: questo tipo di attrattive non fa per me)
un po' imbambolato
un po' compiaciuto 
e sopraffatto da una carnale eccitazione,
non dominata dalla volitività della mia corteccia cerebrale

 

Degli altri miei compagni (o compagne) di viaggio 
non v'era più traccia
Ero solo
alla scoperta di questo mondo strano
in cui i rapporti personali
erano totalmente stravolti e sopraffatti
da un atteggiamento pansessuale


Poi, quando mi rendevo conto di essermi allontanato troppo dal camper
(la mia base sicura)
mi mettevo a correre
i miei piedi mettevano le ali
le gambe giravano che era un piacere
Mi muovevo agilmente,
anche se davanti a me ciondolava un obelisco

Malgrado il mio impegno,
molti ostacoli si frapponevano tra me e la mia meta
Mi ritrovavo in mezzo a situazioni e a scenette
che attiravano la mia attenzione,
anche se io cercavo di non farci caso
Mi sembrava di essere dentro
un incubo ricorsivo

 

E benchè corressi e corressi (a perdifiato)
non arrivavo mai
dove volevo andare,
dove volevo essere

 

(Dissolvenza)
 

Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
Avventure oniriche di un Candido
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24 settembre 2023 7 24 /09 /settembre /2023 07:01
Dormiente in Nepal (foto di Maurizio Crispi)

C’è una processione votiva questa notte

 

La via è tutta addobbata di archi luminosi,
come si usa

 

Ci sono anche dei pali piantati per terra
ad intervalli irregolari
e, sulla loro superficie ricurva,
sono state inchiodate 
immagini sacre ed ex voto

 

Per terra, dormiente,
c’è uno 
Mi pare di conoscerlo,
ma non so dargli un nome
E' buttato nella cunetta, senza ritegno alcuno,
in mezzo a detriti vari,
pacchetti di sigarette vuoti,
cicche e boli di chewing gum
e un rivolo d'acqua fetida gli inzuppa i vestiti

 

Provo a riscuoterlo
dal sonno letale
Chi sei?
Dove vai?
A chi appartieni?
Sei solo?
gli chiedo
Apre gli occhi,
mi guarda confuso,
farfuglia poche parole incomprensibili,
e ripiomba nel sonno

 

Riprendo il mio cammino
Sono inquieto
Penso che quel dormiente
sia un segnale che mi è stato inviato
Ma da chi? E perché?

 

Mi arrovello,
senza giungere 
a nessuna conclusione

 

(dissolvenza)
 

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21 settembre 2023 4 21 /09 /settembre /2023 06:38
Fiore di cactus (foto di Maurizio Crispi)

Mi svegliai
Il sonno tardò a ritornare

 

Le mani mi prudono
Son piene di spine
di fico d’india
spine lievi
invisibili e fastidiose
Anche i piedi mi prudono
e faccio finta di niente

 

Ho dormito come un ghiro
e adesso saltello in giro
come una pulce ammaestrata

 

Ho visto splendide fioriture di cactus
(tardive)
Ho visto una zucca
crescere spropositatamente,
come un pallone 
che viene gonfiato d’aria
Ho visto un colombaccio morto
e smembrato
(sarà stata la poiana a predarlo)
Ho visto le olive 
farsi turgide e grosse
(speriamo bene)
Ho riempito d’acqua
tutto ciò che doveva essere riempito
E ho bagnato le piante assetate

 

Ed ora eccomi qua
sentinella vigile
al suo turno di veglia di due ore
Il sonno tornerà 
e con esso
arriveranno altri sogni
ed io andrò in trasferta onirica

 

Non mi dispiace 
esser sveglio di notte,
da solo,
con i miei fantasmi

 

E poi il sonno mi ha sorpreso
e mi ritrovavo al lavoro
ma non era un posto riconoscibile 
in modo certo
C’erano però figure professionali antiche,
della notte dei tempi, 
ed anche la mia cugina Maria Patrizia
(che non è più)
e altri che non conoscevo
o che rimanevano senza volto
Interagivo con tutti
in situazioni che, per lo più,
erano ludiche e scherzose
Diverse volte mi lavavo le mani
e c’era un’intera sfilza
di prodotti antibatterici
(di quelli di cui 
ai tempi del Covid 
c’é stata inflazione)
Cercavo di lavarmi
le mani e la faccia
seduto alla mia scrivania,
ma - da seduto - non ci riuscivo bene
e dovevo mettermi in piedi per farlo
E davo anche una spiegazione di ciò 
Circolavano molti libri
C’erano molti giochi
Era tutto uno spasso
Io fornivo segnalibri a tutti,
per evitare che facessero
le orecchiette 
ai libri che leggevano

 

Rutilante atmosfera

 

 

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20 settembre 2023 3 20 /09 /settembre /2023 07:27
In compagnia del faccione nero (foto selfie di Maurizio Crispi)

Bisognava mettere a punto
un materiale audiovisivo
per farne un videoclip

 

Le prove tecniche andavano avanti a fatica
e si manifestavano molti e inattesi inconvenienti 
Era anche una lotta contro il tempo
perché c’erano delle scadenze da rispettare
Alla fine, senza aver concluso nulla,
staccavamo,
lasciando tutto il materiale e le attrezzature 
sparsi per terra
ed anche una grande quantità di tessere colorate
disseminate sul pavimento 
a formare un'estesa chiazza poli-cromatica

 

Prendevo la mia bici da corsa
per trasportala a spalla giù dalle scale
e notavo che il tubolare anteriore
era stato rappezzato malamente
Mi chiedevo se la riparazione
avrebbe retto al mio peso,
una volta che, giù in strada,
fossi balzato in sella
e avessi cominciato a pedalare

 

Pedala!
Pedala!
Pedala?

 

(Dissolvenza)

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20 settembre 2023 3 20 /09 /settembre /2023 06:35
L'albero-orecchio ritorna (foto di Maurizio Crispi)

Quanta strada davanti
Quante strade percorse dietro
Non so
Non si sa

 

La notte è una severa maestra
quando il sonno mi si dilegua
e rimango sveglio
a scandire il tempo
con il metronomo d'un libro aperto,
pagina dopo pagina

 

Mi sento la barba ispida
non fatta
ormai di due giorni
che si avviano ad essere tre
Se me la tocco
mi da fastidio
Preferisco sentire al tocco
il liscio della rasatura
fatta di fresco
come fossi un uomo
dalla pelle giovane
ancora tesa ed elastica

 

Sto leggendo un libro
in cui uno viene colpito da un fulmine,
riportando ustioni estese
su tutta la superficie corporea
Viene portato in ospedale
e qui viene dato per morto
Ma si verifica un fatto strano ed inatteso
L’uomo si riprende
come se nascesse una seconda volta
La pelle si rigenera miracolosamente
Perde i denti e mette dei denti giovani
Comincia a ricordare con lucidità
tutto quello che ha imparato in passato
anche di cose mai fatte prima,
capisce di comprendere
e di poter parlare lingue
che non ha mai studiato e padroneggiato
Insomma, un miracolo,
Un fenomeno,
anche perché, presto,
si rende conto
di poter vedere il futuro
e riconoscere dei tanti possibili percorsi
quello più probabile
(e qui sto contaminando
con un’altra lettura fatta
nei mesi scorsi)

E mentre leggevo proprio quel libro
un insettucolo è comparso dalla pagina
come dal nulla
e ha cominciato a camminarci sopra,
come se quello fosse il suo mondo,
quello di cui prendeva possesso
E io ho cercato di allontanarlo
Poi preso da un'improvvisa frenesia
l'ho schiacciato, ma senza astio
Ed ecco che ne è venuto fuori un altro,
di foggia diversa, questo
E devo dire, dolendomene,
che ha subito la stessa sorte del primo

Ho continuato la mia lettura,
imperturbabile


E poi ho immaginato che arrivava uno stuolo d'insetti
una coperta intera
una marea inarrestabile
una forza della natura
e che io venivo travolto da questa invasione


La notte mi è amica
con le sue ore di sonno
e con i sogni che mi giungono in visita
e con quelle di veglia
in cui si affollano pensieri e letture,
assieme ad una folla di ricordi
emergenti impetuosamente
come salmoni che risalgono la corrente
per fare ritorno ai loro luoghi di cova,
luoghi a volte oscuri e strani,
e a volte luminosi e meravigliosi
In ambedue le circostanze, sogni e ricordi,
pensieri e letture
sono la casa agognata,
quella per cui si prova
con intensità la nostalgia del ritorno

 

Ecco,
ho proceduto a ruota libera
e ho scritto un mucchio di stronzate

 

E pur tuttavia mi consolo
pensando (e dicendo a me stesso)
che ho bisbigliato le mie storie
all’orecchio di quell’albero possente
che da sempre mi é amico 

Mircea Eliade, Un'altra giovinezza, Rizzoli, 2007

Mircea Eliade, Un'altra giovinezza, Rizzoli, 2007

(Quarta di copertina) "Credo non abbia la minima possibilità di farcela. Non ha un solo centimetro di pelle intatto."
E invece Dominic Matei, colpito da un fulmine e ridotto a un tizzone ardente la notte di Pasqua del 1938, non solo riesce a sopravvivere, diventa un fenomeno. Il professore rumeno, arrivato a Bucarest per suicidarsi, si ritrova d'un tratto ringiovanito di trent'anni, e affetto da una sensazionale forma di ipermnesia: ricorda tutto, troppo, anzi sa addirittura ciò che ancora deve accadere.
La polizia segreta comincia ben presto a diffidare di lui e la Gestapo vuole studiarne le straordinarie facoltà mentali.
È solo l'inizio di una serie di paradossali, strabilianti avventure. In pagine visionarie e feroci, venate di grottesca ironia, Mircea Eliade, storico delle religioni, studioso di yoga e sciamanesimo, orchestra una metafora della vita moderna.
Mette in scena se stesso: Dominic è un "mutante", ma è prima di tutto un diverso, condannato alla solitudine e all'incomprensione dal peso della sua stessa sapienza. Una storia che ha stregato Francis Ford Coppola, tornato sul set per la prima volta dopo dieci anni per dirigerne la versione cinematografica.

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19 settembre 2023 2 19 /09 /settembre /2023 06:48
Sommergibile in avvcinamento (foto scattata da Vivishant Raul)

Nel sogno dovevo mettere a punto
una terapia a scalare con il metadone

 

In realtà (sempre nel sogno)
si trattava d’un imbroglio
per coprire un altro imbroglio
Una tizia, rampolla di una buona famiglia,
aveva ricevuto un quantitativo di metadone
e lo aveva perso
(o se n’era sbarazzata)
o lo aveva ceduto a terzi
Quindi, adesso,
bisognava giustificare l’ammanco del farmaco,
facendo apparire nei documenti sanitari
che era stato somministrato
in una terapia a scalare
E dunque ero lì a fare dei conteggi minuziosi
La difficoltà era quella di far sì
che, alla fine della finta terapia,
risultasse esattamente al milligrammo
il metadone mancante
Ma i conti non mi tornavano mai
C’era sempre qualche cosa soverchia
oppure in meno
Ed ero lì,
in una ruota senza fine
a fare conti su conti
e a provare varie combinazioni
Il diavolo ci metteva sempre la coda

 

Era lì ad aiutarmi e ad assistermi
il padre della ragazza beneficiaria
che era - lui - autorevole medico e cattedratico

 

Il sogno si ripeteva senza fine
Era come trasportare su per un pendio
il masso di Sisifo
che ogni volta,
prima di riuscire a farlo scollinare,
precipitava a valle

 

Ho ricordato la fatica che facevano gli infermieri
nel servizio che dirigevo
a fare i conti delle quantità di metadone somministrate
e ad avere alla fine un conteggio bilanciato senza ammanchi
o senza eccedenze
A me, alla fine,
toccava firmare
i registri di carico e scarico
dei farmaci stupefacenti 

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18 settembre 2023 1 18 /09 /settembre /2023 07:10
Il peso dei libri e della cultura (foto di Alessandra Leone)

Ho sognato

 

Una notte infarcita di sogni

 

Ad ogni piccolo risveglio
mi dicevo:
Questo sì che è memorabile
e me lo debbo trascrivere

Ma siccome non lo facevo
poi queste tracce svanivano
lasciandomi con un pugno di mosche in mano
(per così dire)

 

Ma c’è una cosa che mi è rimasta impressa,
tra le tante

 

Ed è che compariva mio padre
Era a casa con me
E occupava - da ospite - una stanza
Era assente
Ed io entravo furtivamente proprio in quella stanza
e ne esaminavo il contenuto minuziosa-mente
C’erano un sacco di cose
Alcune futili
Altre inquietanti
Non ricordo i dettagli
C'era un fascio di fogli scritti a mano
e altri documenti
ed io cercavo di afferrarli per esaminarli 
uno per uno
Ma l'intero fascio mi cascava per terra
e quei fogli si spargevano in disordine caotico
 un guazzabuglio -
sul pavimento

 

Cercavo di recuperarli
e, a quattro zampe, 
cercavo di recuperarli tutti
Avevo fretta, entravo in ansia,
le dita mi si accavallavano
e temevo di essere colto sul fatto
Ed era un'utopia soltanto sperare
di poterli ricomporre nell'ordine originario

 

Alcune cose
avrei voluto portarle con me
perché erano indizi rivelatori
di aspetti di mio padre
che ignoravo

 

Ma non c’era più tempo,
poiché sentivo la sua voce
dietro la porta

 

(dissolvenza)

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17 settembre 2023 7 17 /09 /settembre /2023 07:20
Cielo con contrasto di nubi sparato (foto di Maurizio Crispi)

Giro per le vie di una Londra 
a me sconosciuta
e sono con la mia auto 
cadente e bisognosa di urgente revisione
Camminando scorgo 
attraverso il parabrezza un edificio insolito e ne sono colpito
È un grattacielo di forma conica
che svetta verso il cielo
tutto imbiancato a calce
senza finestre o aperture
sin quasi alla sommità,
una guglia sempre più affilata

che si perde tra le nuvole,
tanto è alta

 

 

Quasi in cima,
Vi è una seconda struttura aggettante
pure a forma di torre,
ma questa è vivacemente colorata 
e adornata di piante,
un vero giardino pensile
Sono molto colpito da questa visione
e vorrei documentarla 
con qualche foto
Ci provo, ma non posso
È impossibile fotografare
attraverso il parabrezza sporco

 

Non so come,
ma riesco a parcheggiare
Mi infilo dentro l’edificio
e salgo
sino agli ultimi piani
In verità, manca l’azione del salire
Mi ritrovo in un fiat 
alla sommità 
E sono in un appartamento 
ampio e spazioso
tutto arredato di mobili bianchi 
Pare un ufficio ed è deserto,
all’infuori di Ale
che è intenta a fare qualcosa
Poi, quasi dal nulla,
spunta un’impiegata (forse)
dall’aria circospetta
Io sono irrequieto
Vorrei esplorare 
andare in giro
sporgermi dalle finestre
scattare foto
Questa tizia,
comparsa così all’improvviso
un po’ mi inibisce
Mi dirigo verso un’ampia porta finestra
superando le mie remore
e chiedo se posso andar fuori a dare un’occhiata
Era una domanda pro forma
Infatti, senza aspettare la risposta
varco la soglia e sono fuori
Il vento soffia con forza 
e ha spazzato via le nubi
il cielo é ora libero,
d'un intenso azzurro

 

Mi dirigo verso la balaustra 
e quasi inciampo 
in un cavalluccio a dondolo
buttato di fianco per terra,
tutto bianco 

 

La vista di cui si gode da lì
é splendida,
anche se l’altezza 
mi da le vertigini 
 

E non ricordo altro

(Dissolvenza)

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16 settembre 2023 6 16 /09 /settembre /2023 14:11
cimbali devozionali

Oggi sono ossessionato
da un delicato suono di cimbali
che c’era al mio risveglio
e mi ha seguito dovunque andassi

 

Chi sa perché

 

Ho visto delle creature aliene
che hanno più di mille anni
(suono di cimbali)
Ho visto un fiume di fango e sabbia
invadere una città costiera in Libia
e oltre 10.000 i morti
(suono di cimbali)
Ho sentito d'un violento terremoto
nel medio Atlante in Marocco
e 3000 sono stati i morti (o forse più)
accertati sino ad ora
(suono di cimbali grave, come una campana a morto
e con una profonda vibrazione
)
Ho visto le immagini
di una favolosa Samarcanda
lungo la via della seta
e porta dell’Oriente misterioso dei sogni
(doppio suono di cimbali)
Ho visto la monnezza sui marciapiedi,
nei canali di scolo, nelle aiuole
(cimbali angelici)
Ho visto i fianchi di monti e colline
riarsi, strinati dal fuoco, anneriti, carbonizzati
(cimbali adirati)
Ho visto animali morti
abbandonati lungo la via
ad imputridire nel caldo asfissiante
(cimbali intristiti)

 

E cos’altro ho visto?
Migranti che arrivano a fiumi
E gente che blatera di volerli fermare
Ma non è possibile fermare il corso delle acque
e i fiumi corrono prepotentemente in avanti, a valle;
le maree salgono, salgono,
sempre di più
con lo sciogliersi dei ghiacci eterni
(cimbali imperiosi)

 

Cos’altro rimane?
Le guerre, la Guerra,
le torture, i bombardamenti,
la fame, la carestia,
l’uranio impoverito
(cimbali a morto)
Ho visto i quattro cavalieri
avvicinarsi furiosi al galoppo,
con i loro ominosi stendardi
e dietro di loro
un’ancora più temibile quinto cavaliere
(cimbali minacciosi)

 

La mia giornata è cominciata
con il suono etereo dei cimbali
e con i cimbali è finita

 

Vedremo come sarà domani,
se ancora i cimbali mi accompagneranno
e se avranno da dirmi qualcosa

 

Vorrei sentire soltanto
il loro suono angelico e vibrante
che annunci solo belle cose
e che aiuti le preci a salire in alto
verso il cielo
e a richiamare l’attenzione del dio
che a tutto sovrintende
(se ce n'è uno
e vorrei che ci fosse)

 

E risuona un ultimo e profondo suono
di cimbali di massiccio ottone

 

Lodatelo con cembali sonori,
lodatelo con cembali squillanti.

(dal Libro dei Salmi)

cémbalo (pop. tosc. cémbolo) s. m. [lat. cymbălum, dal gr. κύμβαλον]. – 1. Nome generico con cui già anticam. si indicarono varî strumenti a percussione, e più tardi anche strumenti a corda e tastiera, compreso il pianoforte; oggi è usato come sinon. di clavicembalo. Tra gli strumenti a percussione, oltre al piatto, designa una sorta di tamburello con un fondo solo, di cartapecora tesa sopra un cerchio sottile di legno fornito di sonagli, che si suona battendovi sopra con le nocche delle dita. 2. Al plur., cembali, strumento usato anticam. nei baccanali dai coribanti, formato di due dischi concavi di metallo, che percossi insieme davano un suono acutissimo. Per le locuz. fig. avere il capo, essere col capo in cembali, andare in cembali, v. cimbalo.

treccani.it

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15 settembre 2023 5 15 /09 /settembre /2023 19:51

Ho scritto questa nota di diario (e onirica, al tempo stesso), più di un anno fa, quando i miei sogni erano vividi e rigogliosi, e l'ho pubblicata nel mio profilo Facebook, dimenticandomi poi di trasferirla nel mio blog. La ripropongo adesso.

Il mio profilo facebook

Bus perigliosi

Ho sognato che dovevo condurre delle persone
per le vie di Palermo su un grosso furgone
Il sedile di guida era regolabile
e fornito di tutti i comfort 
per adattarlo finemente
alle caratteristiche anatomiche di ciascun conducente
Prima di mettermi alla guida
dovevo mettere a punto 
complicate regolazioni
sopra, sotto, di lato
Sembrava in verità più che il sedile d'un autobus
la postazione di un astronauta
con tutti questi dispositivi
adatti ad un guidatore professionista,
quale io non sono

 

Anche la partenza era complicata,
poiché dovevo disincagliare
il mio furgone da un altro automezzo
che era stato parcheggiato
a stretto contatto del mio

 

E cominciava l’avventura 
lungo le vie d'una città sovraffollata
e satura di mefitici vapori
per via della monnezza abbandonata
Il viaggio durava per poco tempo,
su questo mezzo
Ma l'avventura continuava
 

Sulla mia storica moto Guzzi Stornello cc 125

Infatti, di lì a poco mi ritrovavo alla guida d’una grossa moto
Non ricordo se con un passeggero a bordo oppure no
All’inizio provavo un grande impaccio
poiché da anni non mi trovavo in sella alla mia moto
(che se ne sta a prender polvere in garage)
Eppure dopo avere armeggiato un po’
ritrovavo l’antica verve
e iniziavo a divertirmi
con lunghi affondi d’acceleratore
e abbassando la moto in curva
Ma l’ebbrezza della velocità 
durava ben poco
Presto ero costretto 
a fare una snervante gimkana 
tra enormi cassoni
per la raccolta della monnezza
di colore verde scuro
Il nostro beneamato Sindaco 
ha comprato nuovi contenitori 
per la monnezza!
Che dio lo abbia in gloria!

- Gridava una voce fuori campo
Ed io pensavo: Che spreco di denaro pubblico!
Poiché, in verità, l’intero parco dei cassonetti
era già stato rinnovato pochi mesi prima
Non è certo fornendo ai cittadini 
dei contenitori più voluminosi
che si risolve l’annoso problema della monnezza 
Intanto, la gioia ritrovata 
della corsa in moto era sempre più rovinata 
dal fatto che dovessi destreggiarmi
tra questi enormi contenitori 
abbandonati in mezzo ai passaggi e alle carreggiate
assieme a quelli più vecchi e obsoleti
che ancora non erano stati ritirati 
e, in più, pareva che tutti quanti
si fossero riversati in strada 
travolti dall’ebbrezza 
di poter conferire i propri rifiuti
senza nessuna restrizione
 

Tutti in processione per smaltire
anche mobili fatti a pezzi,
materassilerci ed altri effetti letterecci,
enormi sacchi pieni di detriti di plastica

e persino i propri escrementi
raccolti nei pitali e nelle seggette

 

Allegria! Viva lo spreco!
 

Epperó che meraviglia riandare in moto!

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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