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31 luglio 2023 1 31 /07 /luglio /2023 08:19
Selfie ad Altavilla, 2012 (foto Maurizio Crispi)

Ho sognato che inforcavo una moto,
di grossa cilindrata, 
enorme e ingombrante

 

Dovevo guidare su per una strada di montagna
piena di tornanti

 

Non mi sentivo a mio agio,
da tanto tempo non avevo più guidato una moto

 

Non riuscivo a tenere bene la traiettoria
nelle curve
Sbandavo
Andavo un po’ a singhiozzo

 

C’erano molte difficoltà da superare
Il viaggio non finiva più.
interminabile
Forse c’era un passeggero seduto
dietro di me

 

Ma non ricordo bene

L'andare in moto è una delle cose che ho perso nel corso dell'ultimo decennio. E sì che ho ben due moto in garage inutilizzate, lo storico V7 della Guzzi e un Honda 500 CB che acquistai in tempi più recente. Poi da un momento all'altro la Honda smisi di usarla. Se ne sta in garage a prendere polvere. Si va avanti e si perdono pezzi. Un pezzo dopo l'altro, fino a che non rimane più nulla. E' questa la triste constatazione. Eppure il sogno può anche significare che, in modo sia pure esitante, riprendo a fare qualcuna delle cose che ho abbandonato. Chi sa!
L'andare in moto è una delle cose che ho perso nel corso dell'ultimo decennio. E sì che ho ben due moto in garage inutilizzate, lo storico V7 della Guzzi e un Honda 500 CB che acquistai in tempi più recente. Poi da un momento all'altro la Honda smisi di usarla. Se ne sta in garage a prendere polvere. Si va avanti e si perdono pezzi. Un pezzo dopo l'altro, fino a che non rimane più nulla. E' questa la triste constatazione. Eppure il sogno può anche significare che, in modo sia pure esitante, riprendo a fare qualcuna delle cose che ho abbandonato. Chi sa!
L'andare in moto è una delle cose che ho perso nel corso dell'ultimo decennio. E sì che ho ben due moto in garage inutilizzate, lo storico V7 della Guzzi e un Honda 500 CB che acquistai in tempi più recente. Poi da un momento all'altro la Honda smisi di usarla. Se ne sta in garage a prendere polvere. Si va avanti e si perdono pezzi. Un pezzo dopo l'altro, fino a che non rimane più nulla. E' questa la triste constatazione. Eppure il sogno può anche significare che, in modo sia pure esitante, riprendo a fare qualcuna delle cose che ho abbandonato. Chi sa!
L'andare in moto è una delle cose che ho perso nel corso dell'ultimo decennio. E sì che ho ben due moto in garage inutilizzate, lo storico V7 della Guzzi e un Honda 500 CB che acquistai in tempi più recente. Poi da un momento all'altro la Honda smisi di usarla. Se ne sta in garage a prendere polvere. Si va avanti e si perdono pezzi. Un pezzo dopo l'altro, fino a che non rimane più nulla. E' questa la triste constatazione. Eppure il sogno può anche significare che, in modo sia pure esitante, riprendo a fare qualcuna delle cose che ho abbandonato. Chi sa!

L'andare in moto è una delle cose che ho perso nel corso dell'ultimo decennio. E sì che ho ben due moto in garage inutilizzate, lo storico V7 della Guzzi e un Honda 500 CB che acquistai in tempi più recente. Poi da un momento all'altro la Honda smisi di usarla. Se ne sta in garage a prendere polvere. Si va avanti e si perdono pezzi. Un pezzo dopo l'altro, fino a che non rimane più nulla. E' questa la triste constatazione. Eppure il sogno può anche significare che, in modo sia pure esitante, riprendo a fare qualcuna delle cose che ho abbandonato. Chi sa!

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29 luglio 2023 6 29 /07 /luglio /2023 08:34
Selfie pensoso ad Altavilla, 2012 (foto Maurizio Crispi)

Una stanza piena di gente tutta per me

 

Si affollano dietro una porta

 

Entrano
Domandano
Escono
Ritornano
Sindrome della porta girevole
Jack-in- the-box
Burattini-Paperini
Tragici commediatori 
anaclitici 
ma anche un po’ anacleti 
Macerie e rovine 
di esistenze imperfette

 

Non c’è tregua
Non c’è requie

 

La mia testa è questa stanza piena di gente,
piena di ronzii e di voci sussurrate

 

E i mille personaggi
rimangono a lungo con me
a dialogare
a chiedere
a domandare
a questuare,
sempre bisognosi di qualcosa,
ed esprimenti in ciò 
un bisogno inestinguibile

 

Ecco è questa
la mia stanza piena di persone

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28 luglio 2023 5 28 /07 /luglio /2023 08:25
Addaura_via Pitea da Marsiglia (foto di Maurizio Crispi)

Notti opache,
senza sogni

 

Dopo il fuoco
persiste il lezzo forte
di bruciato

 

Il sole sorge ancora
su distese boschive
ridotte ad un folla assiepata
di scheletri carbonizzati

 

Qua e lá,
ai margini della strada,
vedo case strinate dalle fiamme

 

Animali privati dei loro rifugi sicuri
vagano inquieti
Anche molte creature dell’aria
hanno perso i loro ripari
e non hanno più dove andare

 

Dovunque,
il mio sguardo si posa
sui fianchi brulli dei monti,
riarsi, senza più tracce di verde,
trasformati in un deserto di desolazione

 

E il mio cuore
si fa pesante
per il dolore

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2 luglio 2023 7 02 /07 /luglio /2023 09:18
Isola felice (foto di Maurizio Crispi)

Già le cicale hanno preso a frinire
con quel ritmo
ipnotico e altalenante
che va e viene a ondate 
con repentine pause di un silenzio
profondo, abissale
Oppure il loro suono
si rincorre
un focolaio si spegne 
e un altro s'accende
a poca distanza
quasi a fare eco
a quello che è entrato in pausa
all’improvviso
senza una ragione apparente

 

Ramazzo via le foglie del carrubo
che crocchiano callose sotto i piedi

 

E poi mi riposo nell’ombra densa
cullato dalla musica 
del canto delle cicale

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1 luglio 2023 6 01 /07 /luglio /2023 09:09
Attesa (foto di Maurizio Crispi)

All’improvviso
il cielo s’è rabbuiato
Refoli di vento
hanno fatto levare le foglie morte
in mulinelli

L’aria s’è rinfrescata
Pareva dovesse piovere
Ma poi no!
Anche se il sole ha continuato 
a giocare a nascondino 
con le nuvole
e il vento a soffiare

C’è nell’aria
una sensazione di attesa inquieta
come quel momento di sospensione
in cui di tutto potrebbe accadere
ma poi nulla accade veramente

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30 giugno 2023 5 30 /06 /giugno /2023 10:14
I registri dell'Ufficio comunali delle nascite

Qualche giorno fa sono stato in un ufficio comunale per ritirare un documento richiesto da un mio amico che sta fuori Palermo.
Sono stato introdotto all'interno e ho atteso che la dipendente, al momento impegnata altrove (E? nell'ufficio del Dirigente!", mi avevano detto), si liberasse, per consegnarmi il documento in questione.

L'attesa si è protratta per circa mezz'ora.

Il luogo pareva un mortorio.
I banconi che un tempo servivano a separare gli impiegati dal pubblico (che posso immaginare scalmanato, variegato e vociante) erano adesso collocati contro le pareti, essendo decaduta la loro funzione primaria (di separatori e distanziatori) e essendo stati lasciati soltanto per svolgere una mera funzione di ripiano di appoggio (o forse in attesa di qualche cambiamento con un ritorno dell'apertura al pubblico nelle modalità del tempo andato pre-Covid)
I pochi arredi moderni apparivano già fatiscenti e già in evidente stato di deterioramento.
Dal mio punto di osservazione potevo vedere un attaccapanni a piantana di foggia moderna (nello stile anonimo della mobilia per ufficio) rotto e appoggiato tutto storto (e ad altezza dimezzata) contro un muro.

I pochi computer di tecnologia già obsoleta non aggiungevano all'insieme un tocco di modernità (come a dire siamo nel XXI secolo), ma gli conferivano un tocco assieme grottesco e ridicolo (una sorta di archeologia della modernità).

Per non parlare poi dei cumuli di enormi registri che sempre venivano trascritti a mano nei quali venivano registrate nascite e morti. 
Osservando un po' sonnolento questi registri, in parte impilati su diversi piani d'appoggio, in parte in piedi come soldatini su capienti scaffalature, mi pareva di scivolare indietro nel Medioevo.
Certo ci sono anche gli "archivi storici" che custodiscono registri di varia natura, trascrizioni di atti e transazioni e, nell'insieme, documenti preziosi per gli storici (e loro vivaddio! hanno una loro inestimabile importanza.
Ma vedere un ufficio pubblico con questa accozzaglia di antico e moderno e con il moderno ancora più fatiscente e maltenuto dell'antico dà l'idea di essere stati catapultanti all'interno di un mondo decadente e prossimo allo sfacelo, soprattutto quando vedi che coloro che ci lavorano fanno parte di un personale ridotto all'osso, le cui vite si sono consumate là dentro divenendo esse stesse stantie e polverose: personaggi tristi che si aggirano in quegli spazi come ombre o fantasmi sperduti all'interno di un universo kafkiano in cui non c'è riscatto possibile. Come se fossero già morti, per alcuni versi.
Forse questa sensazione deriva anche dal fatto che con il Covid gli uffici pubblici di Palermo (almeno, per quanto riguarda la mia personale esperienza) si sono radicalmente blindati, e tali sono rimasti anche dopo il cessare dell'emergenza (senza un motivo apparentemente, se non quello di consolidare la protervia e l'inaccessibilità della burocrazia).
Forse, proprio per questo danno l'impressione di essere del tutto devitalizzati, spenti, catacombali.
In fondo la vitalità era loro conferita, pur sempre all'interno di un universo kafkiano, dal quotidiano accesso di un pubblico vociante, a volte irato, a volte ruvidamente ironico e dalle molte storie di vita che vi venivano narrate durante le infinite ore di attesa.

I registi polverosi e consunti di un ufficio pubblico
I registi polverosi e consunti di un ufficio pubblico
I registi polverosi e consunti di un ufficio pubblico
I registi polverosi e consunti di un ufficio pubblico
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30 giugno 2023 5 30 /06 /giugno /2023 10:02
Foto di Maurizio Crispi

Sinni futtunu…
Non è nelle loro priorità….
Non è nelle loro corde…
In fondo, sarebbe così complicato e oneroso cercare il prossimo cestino dei rifiuti possibilmente meno stracolmo?
In tante circostanze sarebbe sufficiente fare ciò che é nella nostra responsabilità (e possibilità) fare,
e già staremmo meglio.

 

 

 

 

Sinni futtunu
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28 giugno 2023 3 28 /06 /giugno /2023 07:13
Di corsa fotogramma da un video di Francesco Crispi)

Riprovo a correre (correre? C’è da ridere…).
Goffo e appesantito più che altro.
Ma provarci é sempre meglio che non provarci.
Lunedì 26 giugno è stato un giorno cruciale
Sono riuscito a compiere 5 giri di seguito di Villa Sperlinga (e non pensiate chi sa che! Ogni giro misura circa 420 metri).
Ogni volta che ci provo, mi pongo l’obiettivo di incrementare di un giro completo.
Oggi 28 giugno nuova session podistica e ho completato ben 6 giri!
Per la prossima session mi attende l'asticella dei sette giri...
A questo obiettivo (i cinque giri consecutivi) ci sono arrivato dopo una lenta preparazione in cui alternavo tratti di corsetta a tratti di camminata.
Mi sono sentito soddisfatto
Anche se quello che faccio, a stento si può  chiamare corsa. 
Tutt’al più, all'esterno, penso che debba apparire come una buffa corsa rotolata, un comico trotterellare ballonzolando.
O meglio ancora una performance nello stile “armadio ambulante”.
Una modalità di corsa non-corsa che oscilla tra l'andatura tipica dell'armadio semovente e quella rotolata di un armadillo che, per scopi difensivi, si è fatto a palla.
Ma va bene così!
La ripresa (che qui non si vede, ma di cui ho riprodotto alcuni singoli e sfocatissimi fotogrammi) è stata fatta da mio figlio Francesco che, casualmente, mi ha intercettato durante la mia esecuzione sportiva finto-esilarante-podistica.
A parte questo empito corsereccio mi ritrovo sempre più claustrofilico…
E, specie ora che é finita la scuola di Gabriel, mi ritrovo a passare intere giornate a casa

Voilà!

Voilà!

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25 giugno 2023 7 25 /06 /giugno /2023 06:54
Farfalla condominiale (foto di Maurizio Crispi)

Sogno di spingere mio fratello
in carrozzina


Siamo per strada,
in un luogo che non conosco


Il marciapiedi é tutto rotto e dissestato
il cammino è disagevole

A complicar le cose
si presenta anche un tratto in salita
Devo faticare per andare avanti
La carrozzina traballa, oscilla
ed è a rischio di ribaltamento

Mio fratello non dice nulla,
ma sento dall'ulteriore irrigidirsi del corpo
che è in apprensione


A un tratto c’è una transenna
Qui non v'è alternativa
e devo scendere sull’asfalto 
dove il pericolo sono le auto 
che sfrecciano di continuo,
veloci ed incuranti


Finalmente arriviamo alla nostra meta 
É una grande struttura fatiscente
Che cosa sia non so
Ma é la che dobbiamo andare
Non so perché

Davanti all’ingresso c’è 
una vasta distesa d’acqua
che si é raccolta con la pioggia
Non ci sono passaggi alternativi
Dobbiamo varcare quelle acque
e ci addentriamo nel guado
La speranza è che l'acqua
si apra come davanti a Mosè è vana


La carrozzina mi sfugge di mano
e in un attimo si ribalta all’indietro 
Mio fratello di schiena scivola fuori
dal suo guscio protettivo
e va a finire in acqua


Corro per aiutarlo
Penso: Si bagnerà tutto!
E ora come faccio?
Con mia sorpresa,
prima che io arrivi,
mio fratello si dà aiuto da solo
Poi, imprimendo dei dondolii alla carrozzina,
riesce a rimetterla in piedi


Quando arrivo trafelato
s'è già ricomposto nel suo alloggio mobile
Gli chiedo come abbia fatto,
sorpreso nel constatare
che i suoi abiti siano già 
quasi del tutto asciutti
Lui mi dice:
Dove sono stato
mi hanno insegnato
a fare tante cose!
Cose che nemmeno immagini!


E perché non me lo hai mai detto?,
faccio io


E lui, di rimando, 
mi sorride sornione


(Dissolvenza)

Sedie vuote predisposte per una riunione di spiriti vaganti (foto di Maurizio Crispi)

Sedie vuote predisposte per una riunione di spiriti vaganti (foto di Maurizio Crispi)

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23 giugno 2023 5 23 /06 /giugno /2023 07:17
Riflesso di un ninja nella notte (foto di Maurizio Crispi)

Mi muovo nella notte
Nero vestito
Un ninja sulla bici
Senza luci di segnalazione
Immerso nel buio
Invisibile al mondo
Sfilo accanto a luoghi di ritrovo
locali pub ristoranti
pizzerie e farmacie alcoliche
Avventori seduti e in piedi
altri in attesa di subentrare
tutti all’unisono
squittiscono la loro allegria
Nessuno mi vede
Nessuno si accorge di me
Sono invisibile

 

Cumuli di foglie secche
da cui si sprigiona
un debole sentore di paglia e letame
Scricchiolii di rametti 
spezzati dal peso della ruota

 

I gabbiani onnipresenti
stridono e invocano
Anche a loro sono invisibile

 

Quando arrivo alla mia destinazione
le gambe affaticate mi tradiscono
e mi infilo nell’ascensore

 

E schizzo su in alto
sparato come un missile
verso il cielo, l'infinito e oltre,
dentro la mia capsula spaziale
solida ed incorruttibile
come un sarcofago degli abissi

 

Ombre nella notte (Foto di Maurizio Crispi)

Ombre nella notte (Foto di Maurizio Crispi)

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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