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1 giugno 2023 4 01 /06 /giugno /2023 10:52
candela che arde nel buio

All'improvviso
s'accende inattesa
una luce nella notte

Tremolante ed incerta all'inizio,
pare che debba spegnersi

Esita, riducendosi al lumicino,
sensibile ad ogni bava di vento,
persino al soffio del respiro

Poi, s’arripigghia
e prende ad ardere
con allegro vigore

E' la luce che ci fa strada
nel buio che attraversiamo,
la luce che ci riscalda il cuore 

 

(31 maggio 2012)

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31 maggio 2023 3 31 /05 /maggio /2023 17:12
strange days (auto-foto di Maurizio Crispi con effetto)

Improbabile…

 

Ho Problemi di p-anka 
 

E allora mi dicono:
Per evitare i problemi di p-anka
Siediti sulla panka
Non sotto la Panka
Ma sopra
Come la capra
Che sulla Panka
Campa
Ed io dico allora:
Campa P-Anka
Sotto la Panka 
Non si risana l’Anka
Senza salire sulla Panka
Sopra la Panka
Sotto la Panka
Sopra la Panka
Up&Down
Uo&Down
Su e giù
Su e giù 
Sta bene l’Anka
Munka Punka 

 

E Hakuna Matata

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31 maggio 2023 3 31 /05 /maggio /2023 11:18
Rudere (foto di Maurizio Crispi)

A volte, sognando, creo degli scenari di città in degrado, prossime alla catastrofe, all’annientamento, all’implosione.
Camminando nella mia stessa città, a volte, ho l’impressione che quegli scenari ricorrenti nel sogno siano reali: la città, mi pare, diviene allora un ipertesto della distruzione.
Non é necessario che ci siano le bombe a distruggere: la distruzione e il degrado (che sono espressione universale del principio del decadimento entropico) si mettono in atto attraverso il cumularsi e il sovrapporsi di piccole trascuratezze quotidiane dalle negligenze dei nostri amministratori strafottenti. Questo è un elemento inoppugnabile.

Ma spesso - affermazione altrettanto vera ed inoppugnabile - siamo anche noi cittadini a dare un nostro potente contributo, attraverso il "non" fare, lo stare semplicemente a guardare lo sfacelo davanti ai nostri occhi senza mettere in atto piccole, elementari, azioni che, ripetute all’infinito da molti, potrebbero fare la differenza ed imprimere una svolta, rappresentando la "cura" (entro certi limiti) del principio entropico.
Cosa ci rende così inerti e passivi di fronte all’incombere del caos?
Provo ad elencare alcune possibili voci (e altre potrebbero essere aggiunte)

La sfiducia nelle nostre forze
L’indifferenza
A volte, l’incapacità di vedere
Il non voler guardare
Il distogliere lo sguardo

Mentre sarebbe sufficiente, in termini simbolici, chinarsi a raccogliere una cartaccia, a prendere una lattina schiacciata e metterla nel cestino dei rifiuti.

Io cammino e fotografo.

Dormo e sogno. Quando mi sveglio trascrivo nel mio taccuino digitale il contenuto dei sogni (quelli che ricordo, almeno).

Poi cammino e fotografo ciò che vedo, ciò che attrae la mia attenzione.

E poi scrivo di ciò che visto.

Tutto si muove all'interno di una grande circolarità, in cui ciascuna azione è premessa di quella seguente, ma in cui tutto si dispone in un circolo, non in una successione lineare, per cui ciascun atto influenza quello che segue, ma è a sua volta influenzato da ciò che l'ha preceduto

Fotografare é modo di guardare, fissando non solo l’apparenza sensibile di ciò che si vede e che attira lo sguardo, ma anche la filigrana delle cose e la loro tessitura nascosta.

A volte, tutto sembra richiamare la mia attenzione con prepotenza e quindi, se sono nel giusto assetto mentale e il mio orecchio può mettersi in ascolto, riprendo con foga straripante; altre volte, davanti a me si dispiega un testo muto, opaco, e in tali circostanze non mi sento per nulla portato a scattare delle foto.
Oggi è stata una di quelle giornate benigne e felici.
Uno di quei giorni in cui ho la sensazione di tornare a casa con in abbondante raccolto di immagini che sono soltanto la punta emergente (come quella di un iceberg) di un pieno di sensazioni, di emozioni e di pensieri.

Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente
Una lunga passeggiata mattutina. Dal sogno alla realtà e viceversa: i percorsi circolari della nostra mente

Nel 2014 (16 giugno), di ritorno da una mia passeggiata mattutina londinese, scrissi queste considerazioni sul fotografare che mi sembrano pertinenti rispetto alle mie considerazioni di oggi, a proposito del fotografare

 

Donna con la sedia (London, 2014) - Foto di Maurizio Crispi

Chi è abituato a scrivere, esce con un piccolo quadernetto per buttare rapidamente degli appunti su ciò da cui viene colpito, magari si tratta di un Moleskine con la copertina azzurra, nella migliore tradizione di Bruce Chatwin.

 

Chi disegna e dipinge, può anche andare in giro con un blocco per schizzi e disegni, ma per questo - per pochi schizzi rapidi e veloci - anche un moleskine può andar bene.

 

Chi fotografa va sempre in giro - anche se non con l'attrezzatura fotografica più impegnativa, con una piccola macchinetta compatta per poter fissare istantaneamente ciò che entra nel suo campo percettivo.

 

Scrivere, disegnare, fotografare sono tre attività diverse, ma affini che richiedono di essere costantemente alimentate da stimoli e da suggestioni.
In ciò che si guarda e che con strumenti diversi si fissa in forma di appunti che siano una traccia grafica, una parola scritta o un'istantanea, si vede già una storia, come lo scultore nella radice contorta di un vecchio ulivo o in un blocco di marmo, intravede già una forma che deve essere portata alla luce con fatica e con un duro lavoro.
Le storie sono nella mente di chi guarda: si tratta poi di portarle alla luce e di farle vivere.
Per poter far ciò, bisogna essere sempre con tutti i sensi all'erta, ma nello stesso tempo deporre categorie mentali rigide e pregiudizi, quelle prigioni del pensiero che ti impediscono di vedere autenticamente le cose e che ti fanno dire: "Questo non ha importanza", oppure "Non vale la pena soffermarsi su di un dettaglio tanto stupido!".
Ho notato, di mattino presto, questa giovane donna che trasportava una sedia lungo una via del tutto deserta.
Cosa stava facendo? 
Dove stava andando, reggendo con le braccia una sedia ingombrante e pesante?
Stava facendo un trasloco? Oppure aveva trovato quella seggiola abbandonata da qualche parte e aveva deciso di recuperarla, assodato che era in ottime condizioni?
E' arrivata alla fermata dell'autobus quasi avesse deciso di salire sul primo autobus di passaggio.
Forse si era stancata del peso.
Ma la strada era deserta e non c'era nessun autobus in vista.
Sicché, la donna - dopo aver consultato gli orari (almeno, così mi è sembrato, osservando la scena da lontano) - è ritornata sui suoi passi, sempre reggendo quella sedia, camminando con piglio spedito.
L'ho seguita con lo sguardo, finché non è svanita nel nulla.

 

Nella foto: la donna con la sedia (Shadwell, lungo the Highstreet, una domenica mattina molto presto).

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31 maggio 2023 3 31 /05 /maggio /2023 10:36
Il fiero paladino (foto di Maurizio Crispi)

Arrivo ad un convegno di psichiatri
che si svolge in un’immenso teatro

 

Ci conducono, a me e ad A., 
ai posti che ci sono stati assegnati
al momento della registrazione
Siamo nella balconata superiore,
nella fila più bassa,
a ridosso della balaustra
Un’avvenente tizia in uniforme
- una hostess, in altri termini -
ci conduce con professionalità squisita
e ci indica i posti all’estremità della fila
Non è il meglio
Siamo un po’ decentrati

 

Gli oratori 
non hanno ancora cominciato
a succedersi allo scranno
e rimaniamo in attesa

 

Subito alla destra di A.
su alcuni cuscini
che paiono come uno strapuntino
c’è abbandonato,
totalmente spaparanzato,
In apparenza dormiente,
un giovane collega
Una devastante erezione 
gli gonfia verso l’alto la patta
d'un paio di ampi pantaloni
di tessuto morbido, in stile orientaleggiante
Quelli della fila dietro
che, evidentemente, lo conoscono
ridacchiano
Temendo che A. 
possa sentirsi disturbata
da questo spettacolo 
ma soprattutto dalle risatine di dileggio
che si fanno sempre più assillanti,
io mi alzo e torreggio  sullo sconosciuto collega
Quindi, dalla mia posizione di superiorità, lo riscuoto
e aspetto che apra gli occhi
Quando lo fa,
con l’espressione un po’ stralunata
di chi è costretto a tornare
troppo presto dal reame del sogno,
Io sono lì 
che incombo su di lui, minaccioso
Non dico una parola
Lo guardò con cipiglio,
ma ciò basta ad intimorirlo
La sua erezione di prima,
ancora presente al risveglio,
si depotenzia velocemente
Continuo a guardarlo
sinché il tizio,
capita l’antifona,
non si alza e se ne va

 

Intanto, alla destra di A.,
viene a sedersi una tizia piuttosto bizzarra
tutta vestita di nero,
capelli neri lisci pisciati e lunghi sino alla vita,
rossetto nero,
pelle cerea,
inquietante presenza,
presa di peso dalla famiglia Adams
o da una favola dark
Appena seduta, si sfila gli anfibi, 
neri, tozzi e pesanti
lasciandoli cadere giù oltre la balaustra
sulla testa dei congressisti di sotto
che, colpiti a caso, lanciano grida di protesta
Accorre il rettore dell’Università 
che ospita il convegno
Indossa un’ampia toga nera 
e un tocco rosso scarlatto sulla testa tonda
Il volto è incorniciato da baffi e pizzetto del tutto bianchi
È circondato dai suoi accoliti
Esamina gli anfibi neri,
come fossero un corpo del reato

 

Guarda accigliato verso l’alto,
scuotendo la testa
Alcuni dei suoi scherani 
partono di corsa
per salire di sopra
Ma la donna in nero 
si è ormai dileguata

 

(Dissolvenza)

La prima stesura di questo sogno ha suscitato un commento da parte di un mio contatto su Facebook (FM), un commento con una richiesta di chiarimenti, per via di incomprensibilità testuali.

"...a parte un paio di errori di battitura, e quel 'pizzato' che non riesco a collocare, non capisco se è una erezione notturna, nel sonno, o una masturbazione che evidentemente si fa solo da svegli. Scusa l'eccesso di razionalismo, ma prima di interpretare vorrei capire". 

Un commento indubbiamente pregevole, perché indica un'attenta lettura cosa che non molti fanno sui social, in cui la fruizione di tutto è il più delle volte istantanea con un tempo di applicazione di pochi soltanto. Quindi siano sempre benvenuti i commenti di questo tipo, che non considerò mai pedanti o aggressivi, bensì costruttivi perché mi aiutano a migliorare ciò che ho scritto, il più delle volte di getto, senza il beneficio di una revisione.

Ho risposto così: "...molti refusi, imperfezioni, una parola per l’altra, una combinazione nefasta tra scarsa attenzione perché mentre scrivevo ero appena sveglio e correzioni automatiche
Adesso ho apportato tutte le necessarie modifiche
Per dare soddisfazione alle tue esigenze di razionalità ti dirò che era soltanto un sogno che ho semplicemente trascritto, come faccio spesso, quando riesco a ricordare, appena sveglio, qualche frammento onirico.
Ti chiederai perché io trascriva i miei sogni
Innanzitutto, perché fanno parte di me e della mia storia.
Poi, per un’inveterata abitudine professionale: quando ci si occupa dei sogni degli altri, non si può fare a meno di occuparsi dei propri.
In terzo luogo, perché per me il sogno é una sorta di territorio franco, una vera e propria riserva di meraviglie e di avventure.
Penso sempre molto, come parametro esplicativo delle mie trascrizioni oniriche alle avventure di Little Nemo in Slumberland."

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30 maggio 2023 2 30 /05 /maggio /2023 10:24
viaggio /foto di Maurizio Crispi)

Unisco qui due miei diversi scritti, risalenti all'anno scorso. Ambedue hanno come il tema il viaggio: il primo, del maggio 2022 è fondato su di un sogno, mentre il secondo - di circa due mesi dopo (del 31 luglio 2022) - espone delle mie riflessioni amare sul mio non viaggiare più e sulla mia stanzialità.
Vista la loro evidente connessione e la loro complementarità, nel recuperarli, ho pensato bene di pubblicarli assieme, accorpati in un unico post.

In viaggio in Grecia (foto di Maurizio Crispi)

Ero in viaggio
Nei miei sogni, guarda un po',
sono spesso in viaggio
Forse, perché non viaggio quasi più,
se non per spostamenti a brevissimo raggio
Ci sono posti meravigliosi
(almeno li penso tali)
dove vorrei andare
e che sono tra i miei sogni nel cassetto
Ma temo che questi viaggi non li farò mai più nella mia vita
e che rimarranno confinati nel reame del sogno
E' passato il tempo dei viaggi e dei pellegrinaggi

 

Credo fermamente questo

 

Purtroppo, le circostanze della vita mi hanno indotto ad essere stanziale
Le cose cambiano, i tempi cambiano 
Una volta o l'altra vorrei andare a Madeira
E vorrei fare - almeno una volta nella mia vita -
il Cammino di Santiago, prima che sia troppo tardi
e che mi manchino le forze

 

Ma ritorniamo al mio sogno…
Mi ritrovavo in auto assieme ad altri che non conoscevo
E non ero nella mia auto
C'era tutta una discussione tra me e il guidatore,
poiché quest'ultimo era salito in auto
senza prendere con sé i documenti identità,
le necessarie autorizzazioni e i visti
Gli dicevo che saremmo stati inevitabilmente fermati dai soldati
al prossimo posto di blocco e lì costretti ad una lunga sosta,
senza poter proseguire oltre
Il guidatore caparbio, invece,
sosteneva la tesi che non importava
e che qualcosa in una simile eventualità ci saremmo inventati.
In effetti, nessuno ci fermava
Poi, più avanti, decidevamo di fare una pausa,
parcheggiavamo e andavamo in giro
Ci trovavamo all'interno di una città semidistrutta
oppure, quel che vedevamo,
avrebbe potuto essere un gigantesco parco archeologico
con i lavori di scavo e ripristino lasciati all'improvviso
nel bel mezzo, per chi sa quale motivo
Cominciavo ad esplorare,
allontanandomi dal resto della comitiva
Alcuni degli edifici in rovina tradivano un passato splendore
ed erano tuttavia ancora possenti,
imponenti, per quanto cadenti
Alcuni di essi sembravano antiche sepolture monumentali
o anche dei cenotafi
C'era con noi uno che portava un grosso cane al guinzaglio
e costui trainato dall'irruenza del suo animale
era subito scomparso dalla vista
Osservavo inquieto che la facciata d’una enorme fabbrica
di grossi conci squadrati cominciava, all'improvviso,
a fissurarsi con sinistri scricchiolii
Mi mettevo a correre,
cercando di raggiungere il passeggiatore del cane,
ormai lontano e parzialmente inghiottito 
dal cono d’ombra del grande edificio pericolante 
E intanto gridavo a pieni polmoni: 
"Sta crollando! Sta crollando! Mettiti in salvo!"
Non so se quello avesse sentito le mie invocazioni

 

Fatto sta che, in pochi attimi, 
l'edificio pericolante si disgregava 
con un rombo di tuono, 
mentre una nube di polvere biancastra di malta
sbriciolata s’è levata in alto, 
oscurando la luce del sole

Una scena di apocalisse,
come quella dell'implosione delle Torri Gemelle


(Dissolvenza) - 30 maggio 2022

In viaggio notturno (foto di Maurizio Crispi)

Un tempo ero sempre in movimento,
partivo di continuo,
non avevo arrisettu
Ero animato da un demone interno
che mi spingeva ad organizzare
un movimento ogni tot giorni
Partivo in nave, in aereo, in treno
ed anche in auto
e, spesso, in questi viaggi,
portavo con me il cane
Quelli che più mi piacevano
erano i viaggi istantanei,
di due-tre giorni,
toccata e fuga
Ma mi piacevano anche quelli in auto
perché spesso andavo all’avventura
e usavo la macchina come casa mobile
per dormirci e per farmi da mangiare

 

In sostanza, ero quasi sempre via

 

Quando ero a Palermo, ero come in pausa

 

Così mi sentivo
Era come se riuscissi ad essere dovunque
Arrivavo in certi posti lontani
e altri che mi conoscevano
dicevano, un po’ sorpresi:
Ma guarda ci sei anche tu!
Ma come fai?

Ero ubiquitario
Almeno, così mi sentivo
Lo testimoniano le gallerie fotografiche
di cui ho disseminato
il mio profilo social qui su facciabuco

 

Adesso, invece, sono stanziale

 

L’idea di dover partire
mi riempie d'un senso infinito di fatica
Non pianifico più,
non immagino il prossimo viaggio,
come accadeva prima
quando le soste a Palermo
erano poco più che il trampolino di lancio
per il viaggio successivo
Guardo le foto di quei viaggi
con un po’ di nostalgia
quando scoprivo luoghi mai visti,
oppure tornavo a quelli già esplorati,
incontrando vecchie conoscenze,
facendone di nuove,
e poi tornavo a casa con un bagaglio
pieno di esperienze (e di letture fatte)

 

Il viaggio era anche il momento di intense letture, sì
Adesso che non viaggio più
leggo sempre con molta energia,
in fondo, continuo a viaggiare,
ma solo attraverso i libri
L’irrequietezza che mi spingeva ad andare
si è spenta
La fiammella del desiderio, idem

 

O forse, è soltanto che non sono più un dromomane?
Non saprei

 

Rimane certo il fatto che io senta dentro di me
un pizzico di nostalgia
per quegli anni ruggenti

 

Sono un vecchio leone che ha smesso di ruggire

 

Questo è

 

(Palermo, il 21 luglio 2022)

 

 

 

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21 maggio 2023 7 21 /05 /maggio /2023 10:01
Fioritura di amaryllis incombente (foto di Maurizio Crispi)

I venti hanno soffiato impetuosi
per ore

 

Nella cappa grigia del cielo
grandi gabbiani veleggiano
stridendo di tanto in tanto,
come afflitti dalla solitudine dell’esilio,
e da un dolore che mai potrà essere lenito

 

Attendono

 

I quattro cavalieri si preparano 
a scendere in campo,
preceduti da ominosi presagi

 

A notte inoltrata
il vento continua a soffiare, 
ma le nubi si sono diradate,
lasciando intravedere
poche stelle sparute
che baluginano
come frammenti di diamante
incastonati in una nera trapunta

 

Quando arriverà la fine
quale sarà il suo odore?

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18 maggio 2023 4 18 /05 /maggio /2023 10:27
Selfie Nottetempo (Maurizio Crispi)

Guido un'auto in affitto
presa per un lungo tour
Dopo centinaia di chilometri,
sta per finire la benzina
Sono all’estremo limite,
con le ultime gocce da spremere
L’auto scassata e ansimante 
va comunque

Poi ci fermiamo e, grazie tante,
c’è una stazione di servizio
Gabriel mi aiuta a inserire i soldi nella slot
Ci sono molte piccole difficoltà 
per mettere qualche litro appena 
nel serbatoio prosciugato
Prima, la banconota non è riconosciuta
Poi, viene mangiata dalla macchina ed è persa 
E infine, voilà, con una seconda banconota,
siamo più fortunati
Ecco che spilliamo una piccola quantità di carburante,
quanto basta per tirare avanti
Poi parlo al telefono con il gestore
delle auto in affitto
Devo ancora portare il mio veicolo spossato, per la consegna
La mia destinazione è lì, a meno di cinquecento metri
Giro la chiave nello starter
Il motore, scoppiettando, si mette in moto
E vado, lasciandomi dietro
nuvole di gas di scarico e polvere
Quando arrivo dove mi è stato indicato
non c’è nulla, nemmeno un’insegna,
solo una strada vuota, desolata
Chiamo il gestore
Almeno lui risponde
Mi dice, perentorio: Non preoccuparti
Lasciala lì, con la chiave nel parasole.
Vattene!
Qualcuno verrà a prenderla!

Mi incammino, obbediente

 

Ho ai piedi delle scarpette da corsa,
di foggia strana
Mi metto a correre,
per attraversare un grande parco naturale,
forse un'oasi protetta
Le gambe girano che è un piacere
Mille ostacoli si frappongono 
alla fluidità della corsa
E sono alberi antichi, mi sembrano ginepri,
bassi e contorti,
d'un legno denso e duro,
cresciuti fitti proprio sul sentiero
Mi devo piegare o strisciare, 
a volte, per superarli 
E poi ci sono delle vasche piene d’acqua
su cui galleggiano le ninfee
e altre specie vegetali
Uno di questi bacini è tanto grande
che non v’è altra alternativa,
se non guadarlo
La via più diretta, insomma
Mi immergo sino a mezza gamba
e vado
Un filo duro, metallico,
mi afferra il piede
Inciampo e vado nell’acqua 
Splash!
Mi dibatto, liberandomi dal cappio,
Splash!
Mi rialzo, zuppo, grondante,
ma sono dall’altra parte, 
e riprendo il mio andare
Ora il percorso é più semplice,
tutto lastricato di pietre
e adornato di magnifiche statue classicheggianti,
con ampie ondulazioni
Sento dietro di me
le voci di altri corridori 
che avanzano,
senza raggiungermi mai, tuttavia
Il solo suono di queste voci,
echeggianti nella mia testa 
come un'ipnotica nenia orientale,
basta ad infastidirmi
Cerco di accelerare l’andatura
per non essere raggiunto,
anzi per prendere le distanze,
ma invano
Quel chiacchiericcio mi perseguita

 

Mi chiedo quando riuscirò mai
a raggiungere Gabriel
che ho lasciato da solo alla stazione di servizio


Nel cielo sopra di me
quattro poiane ascendono
in ampi cerchi verso l’alto,
imperturbabili,
maestose
Mi sembra di riconoscerle
e con il loro volo spiraliforme
mi indicano la via di casa

 

Il vento comincia a levarsi,
annunciando tempesta 


(E qui vado in dissolvenza)

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14 maggio 2023 7 14 /05 /maggio /2023 07:44
Wuando correvo (foto Petyx)

Corro con il cane a fianco

 

Non è una corsa di lunga distanza 

 

Si svolge nell'ampio slargo
davanti ad un edifico condominiale
I negozi e le botteghe che danno sulla strada
sono chiusi,
le saracinesche abbassate,
dovunque segni di degrado e abbandono
la pavimentazione davanti è di terra battuta
(Questo è strano)
tutta invasa da erbacce e da arbusti infestanti

 

Ero lì che passeggiavo,
quando all’improvviso
le mie gambe hanno cominciato
a muoversi in modo diverso,
manifestando in modo autonomo
il loro desiderio di correre

 

Quando correvo (foto Petyx)

Sto correndo dunque
Vado avanti e indietro
Un centinaio di metri in una direzione
Poi giro di boa,
quando sono arrivato all'estremo limite dello slargo
E di nuovo
Di nuovo
Di nuovo

 

Ci vuole molta pazienza
Ma poi creo nella mia mente
scenari di natura
mutevoli e va bene così 
Vedo montagne
paesaggi marini,
cittadine pittoresche,
ghiacciai e fiumi che scorrono,
foreste immense palpitanti di vita invisibile e visibile

 

La corsa va avanti a lungo

 

Il mio corpo reagisce bene

 

Nello spiazzale (che è di terra battuta,
come ho detto) 
si vanno creando - dopo molteplici passaggi -
dei solchi, come crepature nel terreno,
profonde sino al mio ginocchio e di più
Una corsia, un sentiero,
tracciato dal continuo calpestio dei miei piedi

 

Al giro di boa più lontano,
ora devo anche muovermi tra due grossi teschi
di dinosauro,
bianchi e calcinati
dopo la lunga esposizione al sole
Sono davvero enormi
Ogni volta li osservo senza sorpresa
Fanno parte di quel paesaggio
e lo ampliano a dismisura 
nello stesso tempo

Questa sensazione mi dà le vertigini,
un senso di dislocazione
Dove sono veramente?
Chi sono?
Perchè sto correndo?

Corro, le mie ginocchia sono in sofferenza,
soprattutto ai giri di boa
Eppure continuo a girare
a girare
a girare
a girare


Il cane fedele al guinzaglio
mi segue, senza nulla chiedere
Ogni tanto mi guarda in tralice


Siamo vagabondi nello spazio
ma anche nel tempo
Ho l'impressione che, ad ogni giro in senso anti-orario,
ci muoviamo verso un passato sempre più arcaico 
Lo sento
Dove arriveremo?

 

So che questa corsa non finirà mai

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11 maggio 2023 4 11 /05 /maggio /2023 07:25
fioriture selvatiche di primavera

Ero in campagna, 
impegnato nei soliti lavoretti
Attorno a me
era tutto particolarmente rigoglioso,
pieno di verde e di fioriture
L'aria era profumata di zagara

 

Guardavo in alto e vedevo
un ramo, carico di pesche,
piegarsi verso il basso
Gridavo dalla sorpresa
Guarda qui! È pieno di pesche!
I frutti parevano tutti maturi 
e belli grossi
Da alcuni gli uccelli si erano nutriti
senza ritegno
lasciandoli sbocconcellati,
ma le pesche erano tante
e c’era da mangiare per tutti
(E' giusto che anche loro mangino, mica soltanto noi!)
Le tastavo per vedere quali fossero mature
e quali ancora no 
Ne afferravo una e la coglievo
La mordevo
Era morbida, dolce e succosa
Gridavo: “É matura, é deliziosa!
Prendine anche tu!
dicevo ad A., mio interlocutore nel sogno,
Assaggiane!
Non c’é frutto più buono
di quello appena colto
Guardavo poco più in là
dove ci sono le viti
e mi accorgevo che dai tralci
pendevano grossi grappoli d’uva
anche questi con i chicchi maturi
e un po’ becchettati dagli uccelli
In questo tripudio,
gli ulivi erano carichi di zagara
Una cosa mai vista!
L’albero di gelso, poi,
era tutto punteggiato del rosso scuro
di grosse more mature


Ovunque volgessi gli occhi c’erano 
fioriture e frutti in abbondanza,
api laboriose e farfalle svolazzanti
E il frinire assordante delle cicale
con le sue continue variazioni
e le pause di silenzio
altrettanto assordanti
mi hanno stordito,
facendomi scivolare
nel tempo del sogno

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18 aprile 2023 2 18 /04 /aprile /2023 12:20
Una strana pietanza (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato che andavo a mangiare in una rustica trattoria
Ero con un amico che rimaneva senza un volto identificabile
Forse, facevano parte della compagnia anche mio figlio piccolo e un suo compagno di scuola
Entravamo nel locale dove, a vista, c’erano delle pietanze già pronte
Mi ha ricordato, questo posto, certe locande della Grecia dove nel corso dei miei viaggi in quelle lande mi è capitato di consumare dei pasti frugali
Il mio amico, non contento di osservare da lontano, si addentrava nello spazio destinato al lavorante 
Esaminava il cibo a distanza ravvicinata
Scoperchiava gli intingoli fumanti
Annusava
Alla fine decideva: Prenderò quella salsiccia arrosto e un contorno di melanzane alla parmigiana 
Il locandiere annuiva contento
Sembrava soddisfatto della scelta 
Io mi aggregavo e dicevo: Per me va bene lo stesso! Però prenderò anche quello! 
E indicavo una grande teglia di sfoglio polizzano 
Fuori, ai tavoli, c’era il problema della scelta del tavolo cui sedersi
Alcuni erano in ombra sotto una sorta di pergolato con le prime foglie tenere già spuntate e lì faceva troppo freddo per via del venticello leggero
Altri tavoli erano in pieno sole ed era troppo caldo
Del mio amico che aveva già preso il suo cibo per portarlo fuori non c’era più traccia
Ad un tavolo - l’unico ad essere solo parzialmente ombreggiato - era già seduto il compagno di mio figlio, Mio figlio, però, era scomparso, come svanito nel nulla
Rientravo per prendere le mie pietanze
Il locandiere aveva sistemato salsiccia e melanzane in un unico piatto, mentre lo sfoglio polizzano lo aveva messo in un cartoccio di carta ruvida, del tipo che usa il fruttatolo per fare i coppi o che era di comune utilizzo per l’asporto nelle friggitorie,  prima dell’avvento delle vaschette di alluminio
Prendevo tutto quanto e mettevo le diverse cose impilate su di una mano sola in precario equilibrio
Uscivo nel sole, senza avere ancor risolto il problema della scelta del tavolo
Del mio amico e di mio figlio nessuna traccia. Ma ora anche l'amico di mio figlio si era dileguato
Pregustavo il momento in cui mi sarei seduto e avrei assaporato il cibo


Sentivo di aver fame


(Dissolvenza)

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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