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21 giugno 2023 3 21 /06 /giugno /2023 08:42
Ordinaria inciviltà a Palermo (foto di Maurizio Crispi)

L’altro giorno sono stato testimone di una scenetta incresciosa
Una signora è arrivata alla guida della sua auto per rientrare a casa
Ma non ha potuto farlo 
Davanti al passo carrabile era parcheggiata un auto
con i lampeggianti accesi
Ha suonato il clacson ripetutamente
Niente
È rimasta in attesa
Ha cercato di mettersi in contatto con i Vigili Urbani
Niente
Niente Vigili Urbani, malgrado i ripetuti tentativi
Nel frattempo é trascorsa quasi mezz’ora, forse anche 35 minuti
35 minuti! 
Alla fine, dal vicino negozio di arredamento d’interni
è spuntata una con andatura indolente
e la faccia scocciata
Arriva nei pressi della sua auto 
lasciata in sosta
In modo inopportuno 
e in spregio delle regole della civile convivenza
per non parlare delle norme
del codice della strada
Si mette la tipa
ad altercare con la signora
“Ma non ha visto che ho lasciato
scritto il mio numero di telefono?”
In effetti, sotto il parabrezza
c’era un minuscolo bigliettino di carta
sul quale era trascritto un numero di cellulare
“No!, fa la signora
E in ogni caso non ero tenuto a chiamare,
perché lei, qui, la sua auto
non doveva lasciarla,
incurante di tutto”
La tipa é proterva
Non si scusa nemmeno
È palese il suo tentativo di bulletto
di far apparire la signora 
che é nel pieno del suo diritto
dalla parte del torto
La tipa arriva anche a dire:
Io la querelo per calunnia!
La situazione si sblocca
La tipa proterva se ne va 
alla ricerca di un parcheggio appropriato
Nella sua faccia è dipinta l’espressione
di colui i cui diritti fondamentali
sono stati lesi
La signora può finalmente rientrare
a casa sua

 

Ma in quale mondo viviamo?
Un mondo in cui il torto
diventa dritto
Un mondo in cui vale di più
la legge del più forte
che non la regola della cortesia,
gentilezza e rispetto
È molto triste assistere a simili episodi
che mostrano quanto non vi siano più 
valori etici 
a guidare la condotta di molti

Ordinaria inciviltà a Palermo (foto di Maurizio Crispi)

Alcuni leggendo questo mio post hanno ventilato l'ipotesi che in simili circostanze bisognerebbe agire in modo deciso con azioni "violente".

Per esempio, un mio contatto FB dice: "Mah, ti assicuro che succede anche qui in Piemonte. Personalmente non avrei aspettato 35 minuti né chiamato i Vigili: semplicemente sarei passata accanto all'auto, molto vicino, con la punta della chiave che accidentalmente, ovvio, raschia la fiancata. E poi sarei tornata indietro. Certi individui capiscono solo questo linguaggio (...) Io non ho alcuna speranza circa la possibilità di redimere i prepotenti ed incivili. Preferisco l'occhio per occhio, dente per dente. Sono certa che, trovandosi i geroglifici sulla fiancata, il buzzurro o la buzzurra in questione capiranno che non sono soli al mondo e che violare le norme di civile convivenza può costare caro, proprio in termini economici, di carrozziere. Personalmente mi comporto in maniera rispettosa nei confronti di tutti, ma, see mi pestano i piedi, posto che non ho alcuna fiducia nella cosiddetta giustizia, me la regolo per conto mio.".

 

Posso comprendere questo punto di vista, senza peraltro condividerlo; a mio avviso, rispondere nei modi suggeriti da questo commento non farebbe che incattivire gli animi e spingerci ancora di più verso il baratro dell’inciviltà e soprattutto verso una concezione dei rapporti sociali fondati sul principio dell'Homo Homini Lupus e della reciproca sopraffazione. 

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21 giugno 2023 3 21 /06 /giugno /2023 08:25

E adesso sono otto anni da che mio fratello se n’é andato
ed io sono rimasto l’unico ufficiale in carica ad attendere i Tartari
- unico e solo, in verità

 

Ed é dura cosa starsene da soli nel fortino,
circondati da eventi avversi
Me lo ricordo come fosse ieri il giorno della sua dipartita.

 

Fratello, amico, dove sei?
Con te potevo parlare 
Mi ascoltavi serio 
Poi mi dispensavi il tuo sorriso,
guardandomi con quel tuo sguardo 
un po’ ironico e sornione
come a dire
In fondo, che importa?
Si sopravvive, si sopravvive!
Vedrai che ce la farai!
Andrà tutto bene
Non devi preoccuparti!
Non temere alcun male
Io sono con te

 

Don’t Worry, Be Happy!

Questa foto è stata fatto l'8 febbraio 2014, poco prima che iniziassimo a pranzare o forse subito dopo aver finito il nostro pasto. Le stoviglie sono accatastate in modo strano: uno dei miei soliti scherzi... In questa foto mio fratello guarda verso l'obiettivo con una certa aura di tristezza, ma nello stesso con la sua espressione sorniona. Alla data fatidica, all'ultimo appuntamento con il destino mancano ancora un anno, qualche mese e una manciata di giorni. Ma nè lui, nè io lo sappiamo. Così è la vita.

Questa foto è stata fatto l'8 febbraio 2014, poco prima che iniziassimo a pranzare o forse subito dopo aver finito il nostro pasto. Le stoviglie sono accatastate in modo strano: uno dei miei soliti scherzi... In questa foto mio fratello guarda verso l'obiettivo con una certa aura di tristezza, ma nello stesso con la sua espressione sorniona. Alla data fatidica, all'ultimo appuntamento con il destino mancano ancora un anno, qualche mese e una manciata di giorni. Ma nè lui, nè io lo sappiamo. Così è la vita.

L'ultima camminata (foto di Maureen L. Simpson)

(21 giugno 2022) 21 giugno 2015. In quel giorno fatidico siamo andati tutti quanti a piedi in pizzeria, ed anche la cagnetta Frida ci ha accompagnato
É stata questa l’ultima volta in cui sono stato lo spingitore di mio fratello Salvatore nella sua carrozzina 
Qualche tempo prima era stato ricoverato in terapia intensiva per un infarto e poi dimesso
Pareva che le cose stessero andando meglio
Faceva una terapia che gli avevano prescritto
I valori erano buoni
Ed invece no, evidentemente qualcosa è andato storto, qualcosa è sfuggito
Mentre eravamo in pizzeria, ma avevamo già finito, Salvatore ha cominciato a presentare un’intensa dispnea e ci siamo affrettati verso casa
Si è abbattuto in avanti
Io spingevo e cercavo di tenerlo con il busto sollevato per facilitarlo in questa sua estrema fame d’aria
E poi se ne é andato, ma non mi sono arreso
L’ho caricato in auto, nella sua "tatamobile", deciso a portarlo in ospedale
Ma dopo aver percorso alcune decine di metri, mi sono fermato, ho riflettuto, ho preso atto della realtà 
Mio fratello era morto, se ne era andato, se ne era volato in cielo
E allora, schiacciato da questa consapevolezza, l’ho portato a casa per l’ultima volta per dare inizio ai tristi riti del commiato
Oggi ricorre il settimo anniversario della sua dipartita, ma é come se fosse ieri

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19 giugno 2023 1 19 /06 /giugno /2023 08:24
Tentativo di effrazione ad Altavilla (foto di Maurizio Crispi)

Stamane, passando - nel corso della mia solita passeggiata - nei pressi della rivendita di Tabacchi di Piazza Unità d'Italia, ho notato lì ferme due auto dei Carabinieri. Continuando a camminare per via Francesco Scaduto che percorro sempre, per aggirare Villa Sperlinga, ho capito il motivo di questa presenza. 
Una delle vetrate del negozio di Tabacchi era rotta, con un ampio squarcio e proprio davanti, sul selciato di sanpietrini giaceva una grossa pietra squadrata del tipo di quelle che si usano per fare il bordo dei marciapiedi (del peso approssimativo - secondo la mia mia stima derivante da una consuetudine nello spostar massi in campagna - di circa trenta chili).
La vetrata della Rivendita di Tabacchi è molto spessa, ma certamente non anti-sfondamento e dunque non ha retto al colpo.
Suppongo che i ladri, una volta apertosi il varco, siano penetrati all'interno per fare ciò che dovevano (e volevano).
Si potrebbe dire di fronte a questo che non c'è più mondo e che bisogna essere preparati a vederne di tutti i colori, e che sempre di più si vedranno le azioni di rapinatori disorganizzati e fuori di testa (ma pur sempre determinati), man mano che andremo avanti, perdurando le presenti circostanze
D’altra parte, dando una scorsa veloce su Google e mettendo come parole chiave “Palermo - pietrone - furto con scasso” ho avuto modo di riscontrare che negli ultimi anni questo modus operandi è divenuto particolarmente frequente. 
Osservando la scena, mi è venuto in mente di una volta in cui, in campagna da me, dei ladri improvvisati (sostanzialmente, dei balordi) alcuni anni fa tentarono di farsi strada a colpi di balatoni, tentando all'inizio di sfondare una robusta porta di massello e poi, visto che la porta non cedeva ai loro attacchi, andando alla ricerca di altre vie di accesso.
Fu uno degli ultimi episodi di questo tipo che mi indusse ad attivare un contratto di sorveglianza con una ditta di security.
E sono andato a cercare qui in questo blog, il post in cui raccontavo di quest'episodio, accaduto tra il 2010 e il 2015.
Ovviamente, c'è da dire che la grossa pietra squadrata giacente davanti alla vetrina della Rivendita Tabacchi sarà rubricata come "corpo del reato" (l'arma del delitto).

 

 

I "missili" utilizzati per cercare di sfondare il portone (foto di Maurizio Crispi)

I "missili" utilizzati per cercare di sfondare il portone (foto di Maurizio Crispi)

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16 giugno 2023 5 16 /06 /giugno /2023 12:08
Pioggia attraverso il vetro (foto di Maurizio Crispi)

Il rimbombo del tuono
e una raffica di vento
da scuotere i vetri
mi hanno risvegliato
assieme allo scroscio d'una pioggia violenta
battente contro gli infissi

 

Sono andato alla finestra a guardare
attraverso vetri imperlati di pioggia
l'alone dei lampioni
e delle luci notturne

 

Non c'era anima viva
Anche i gatti vaganti e i sorci
erano corsi al riparo
E i gabbiani tacevano,
a modo loro al riparo,
con le ali ben chiuse

 

Mi son visto 
da solo nel mondo,
unico essere vivente
a spiare nella notte

 

Poi con passi leggeri
me ne sono tornato a letto

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15 giugno 2023 4 15 /06 /giugno /2023 08:12
Cavalli alati

Ho visto sepolture antiche 
da secoli sommerse
riportate alla luce da abili sommozzatori
trasformate in attrazione
per turisti chiassosi e irriverenti

 

Statue di guerrieri
dal volto enigmatico
e un sorriso etrusco sulle labbra
montano la guardia

 

Vorrei andare lontano
portato a volo
da un alato destriero,
che mi faccia planare lento 
sui reami del sogno

 

Ma poi al risveglio
ricordo poco e niente
Ciò che ho visto
ciò che sentito
svanisce via, veloce

 

Rimane solo la nostalgia
d'aver contemplato meraviglie
da cui ora sono escluso
e che forse mai tornerò a vedere

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14 giugno 2023 3 14 /06 /giugno /2023 08:54
Via Lombardia con effetto speciale (foto di Maurizio Crispi)

Cielo lattiginoso

Stridono i gabbiani,
senza requie,
e intrecciano voli nervosi,
alternati a lente e solenni planate

I rondoni iniziano i loro volteggi
alacri,
con picchiate e sarabande
e i loro richiami e fischi
riempiono l’aria
di vibranti nervature sonore

Quest’anno la jacaranda
che vedo dalla mia finestra
stenta a fiorire
e le radici pensili dei ficus
si protendono verso il suolo
con tenere crescite nuove 
Il loro viaggio, 
ancora lungo,
è pieno di insidie

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9 giugno 2023 5 09 /06 /giugno /2023 09:42
La caverna di A li Baba (foto di Maurizio Crispi)

Vedo uno avanzare verso di me
E ha la mano destra fasciata
dentro un grosso involucro bianco

 

Subito dopo incrocio un altro
Questo ha la mano e il polso sinistro
bloccati dentro un tutore nero
In più, il braccio è sospeso al collo
con una fascia
Guarda un po’ che coincidenza, ho pensato,
Vorrà dire qualcosa?
Qualcuno mi sta inviando un messaggio criptato?

 

Poi, arriva un’altra comparsa
della corte dei miracoli
É uno mezzo sciancato 
che cammina a fatica 
sostenendosi con una stampella
che gli serve a non far toccare terra
al piede destro penzolante

 

E di seguito c’è un ciccione
che cammina
con i rotoli di adipe,
appena dissimulati dentro un’ampia blusa,
tremolanti come gelatina

 

Un cane ingobbito
sta defecando
e si guarda attorno vigile
Un altro sta irrorando di piscio
un sacco della spazzatura abbandonato sul marciapiedi 
Cani sciolti senza padrone
Cani senza collare

 

Mi rammento che il giorno prima, 
sull’imbrunire, 
avevo visto una cacca diarroica
abbandonata proprio al centro del passaggio
da un padrone di cane irrispettoso
e avevo pensato
È criminale lasciarla così 
È peggio di una buccia di banana
Chi ci dovesse mettere il piede sopra
rischia di prendersi uno scivolone cosmico!
E, in effetti, passando da quel punto,
vedo quel che rimane di quella cacata
che adesso è tutta spalmata sul cemento
per un metro e più
(La mia profezia si é avverata.
Qualcuno si é preso lo scivolone!
)

 

Ma c’è ancora di più 
Ecco che scorgo
accovacciato tra due auto parcheggiate 
un cristiano intento a liberarsi l’intestino
Anche lui - come il cane di prima - 
si guarda in giro 
vigile, guardingo,
la testa che emerge 
come un mobile periscopio 
tra le due macchine accostate
Non appena mi vede
entra in apprensione:
me me accorgo dai fremiti 
della mimica facciale
Gli faccio un gesto benevolo
come a dirgli,
Da me non dovrai temere alcun male!
Proseguo,
e c’é uno addossato contro un muro
su cui campeggia una scritta
Io la pipi non la faccio qui!
che piscia
E un lungo rivolo di urina
scorre sul marciapiede
aprendosi strada 
tra le sue gambe divaricate
sino alla cunetta,
come un fresco torrentello di montagna

Anche il pisciatore contro il muro
si accorge del mio passaggio,
ma rimane imperturbabile
Non ha bisogno di alcun cenno di incoraggiamento
(in fondo cos'è ormai pisciare in luogo pubblico?
Ormai condividiamo pienamente la natura dei cani)


Camminando sono costretto
a scansare chiazze di vomito,
ultime tracce di bagordi notturni
poggio i piedi, gimkanando,
come se mi stessi facendo strada 
attraverso un campo minato

 

Nuvole di orrendi miasmi 
a tratti mi assalgono
e sembrano volermi soffocare
nelle loro spire
E, in qualche modo,
anche dagli assalti chimico-olfattivi
esco indenne

 

Finalmente, scorgo un fiorellino di campo,
nato nella crepatura del cemento
Mi sembra di sentirne la fragranza esile, quasi

 

Ma é solo un accenno, 
perché altre orrende puzze assediano
le mie nari
Odore di pesce andato a male
e l’intenso afrore di sarda salata
mescolato a quello di risciacquature innominabili
che, prosciugandosi, hanno lasciato
sull’asfalto chiazze  di morchia fetide e untuose
Devo camminare con accortezza
attento a dove metto i piedi

 

La carogna di un gatto
mi guarda con i suoi occhi lattiginosi
rimasti spalancati 
nell’ultimo tremito dell’agonia
E per oggi é tutto,
fine della trasmissione in diretta 
dalla caverna di Ali Baba

 

La caverna di Ali Baba (foto di Maurizio Crispi)

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5 giugno 2023 1 05 /06 /giugno /2023 09:40
L'arte di petare ovvero il manuale del subdolo artigliere  Anonymous,  Claudio Portico (traduttore)

Sono a casa di mio figlio
Sono andato a trovarlo per discutere di qualcosa di importante
(almeno credo)
Mentre sono da lui e sto appena cominciando a parlare
mollo una scorreggia
piuttosto rumorosa
ma ho il forte sospetto 
poiché il suo rumore  è stato leggermente gorgogliante
che. nella famosa graduatoria esposta
in alcuni  fondamentali testi di riferimento sulla materia 
(De Petologia docet1),
si sia trattato d'una scorreggia umida
Interrompo la conversazione 
(che in verità non è nemmeno cominciata),
preoccupato,
preso da un'improvvisa e fastidiosa frenesia,
anche perché avverto un certo stimolo ad andar di corpo
e mi ritiro velocemente in bagno
Mi calo i pantaloni
e mi seggo sul trono
Nel mentre che attendo il momento propizio per liberarmi
(non attivo il torchio addominale)
poiché voglio prendere il tempo per meditare
ed esaminare con accuratezza il cavallo di mutande e pantaloni
Ecco, era proprio come avevo temuto!
Era stato un piritu cu' giummo
(come diciamo noi Siculi)
ovvero il classico caso, devastante, del peto umido,
quello per intenderci accompagnato
da imprevista sgommata nelle mutande
E ora come fare?
Non ho né mutande né pantaloni di ricambio
Quelli che ho sono tutti imbrattati di merda
(ricordo che, da piccolo, 
il mio incubo era che mi venisse di fare la cacca a scuola
e che, costretto ad andare in bagno per un'impellenza
non rimandabile,
mi potessi sporcare tutto e poi essere oggetto di dileggio
da parte dei miei compagni)
Sono ammare 
(anzi no!, per meglio dire, sono nella merda)

 

Facendo buon viso a cattivo gioco
prendo a darmi da fare per ripulire
i pantaloni
(delle mutande potrò farne a meno:
infatti, le appallottolo e le butto fuori dalla finestra)
Pulisco e pulisco con la carta igienica inumidita
(di salviettine profumate, manco l'ombra),
ma la merda - ahimè! - non viene via,
aderisce tenace, in uno spesso strato, alla stoffa
Entro nel panico
Intanto, si apre la porta del bagno
e si affaccia mio figlio 
assieme ad un gruppetto di suoi amici
che, evidentemente, sono arrivati nel frattempo
(forse sono Quelli-del-Bunkerino)
Mi guardano e mi ridono,
mi irridono beffardi
Essere colti in fragranza (ma anche in flagranza) di cacata 
è una delle esperienze più terribili
che possa capitare ad un uomo,
specie se a coglierti sono degli estranei ostili
(ricordo di quando lessi La sottile linea rossa2
e di quanto rimasi impressionato dalla scena in cui
uno dei protagonisti si ritirava nella boscaglia
per un'impellente cacata, 
con armi ed attrezzatura,
e veniva colto dai Giap
sul fatto, con le braghe calate,
costretto ad incespicarvi ingloriosamente,
mentre cercava di difendersi
Che brutto modo di morire!,
pensai)
Mi alzo dalla latrina
e tirandomi su i pantaloni ancora imbrattati,
(ma non ci posso fare nulla)
vado verso di loro minaccioso
In particolare mi rivolgo ad uno, 
quello più beffardo:
lo apostrofo, gridando e perdendo le staffe.
Gli dico che deve starsene zitto
e che è una testa di minchia,
che anzi se ne deve andare subito da quella casa
(che, in definitiva, è ancora mia)
Mio figlio se ne sta zitto,
(chi tace acconsente, ma in questo caso a chi acconsente?),
non prende le mie difese
Evidentemente parteggiare per me
prendere le mie difese, 
non è tra le sue priorità,
penso con una punta di amarezza

 

Sono stupito dalla mia reazione iraconda

 

Poi la scena si trasferisce in altro contesto
e sono come in un salotto,
con una compagnia di sofisticati ascoltatori
- uomini e donne -
Mi si chiede di fare un confronto 
tra l'opera lirica italiana e francese e quella russa
ed io rispondo, esponendo un'elaborata teoria,
lanciandomi in una vera e propria conferenza
(una lectio magistralis)
Il pubblico mi ascolta infervorato e pieno d'interesse
Nessuno mostra segni di cedimento al sonno

 

(Dissolvenza)

 

_________________________________________________________

Note

1. Il riferimento è a due "classici" della materia che sono rispettivamente  La petologia. La scorreggia nella letteratura, nella storia

Petologia (Scipioni)

e nel costume, di F. Scipioni, (Scipioni Editore) ) e  L'Arte di Petare, ovvero il Manuale del Subdolo Artigliere (a cura di Claudio Portico, Traduttore), pubblicato da Se (2019, anche se ha visto molte precedenti edizioni): "È davvero imperdonabile, Lettore, che pur scoreggiando da tempo immemorabile tu non sappia come e perché lo fai, e come andrebbe correttamente fatto. Una tale materia, infatti, è sempre stata vergognosamente trascurata dalla Scienza, che la reputa indegna d'esser trattata, non ritenendo di poter scoprirvi nulla d'interessante. Grossolano errore. Petare è un'arte, dunque una cosa utile alla vita, come sostengono Luciano, Ermogene, Quintiliano e molti altri ancora. In effetti, saper petare correttamente è più importante di quanto solitamente si ritenga. Infine, si può petare con metodo e con gusto, come saprò dimostrarvi in questa trattazione. Non esito dunque a render pubbliche le mie ricerche e le mie scoperte su un'arte di cui è impossibile trovare alcunché di soddisfacente financo nei più ponderosi dizionari nei quali, incredibile a dirsi, il peto sovente non è neppure considerato degno d'esser menzionato. Mi accingo così a offrire i principi di quest'arte a ogni lettore desideroso di ficcarci dentro il naso." (dalla prefazione).
Il libro, attribuito ad un sedicente "Conte De la Trompette medico del cavallo di bronzo ad uso delle persone costipate" è databile al XIX secolo ed è stato originariamente pubblicato come appendice al "Journal d’un Genie" di Salvador Dalí nelle Éditions de la Table Ronde.

2. Il romanzo di James Jones fu inizialmente pubblicato da Mondadori negli anni Sessanta, nella prestigiosa collana La Medusa. Successivamente è stato riedito da Neri Pozza, in concomitanza con l'uscita del remake del film che originariamente ne era stato tratto poco dopo l'uscita del romanzo (sempre negli anni Sessanta).

James Jones, La sottile linea Rossa, Mondadori (Medusa), 1965

1942, Arcipelago delle isole Salomone. Nelle prime, tiepide ore del mattino di una bella giornata tropicale, due navi americane da trasporto si avvicinano  all’isola di Guadalcanal, occupata dai giapponesi. Per i loro equipaggi non si  tratta d’altro che di una missione ordinaria: trasportare truppe fresche di rinforzo. Ma per i fanti che formano il carico delle navi questo viaggio non è né ordinario né noto. Ammassati sul ponte come pecore, gli uomini accendono le sigarette e scrutano la riva. È una bella vista, quella che si gode dal ponte. Sotto il fulgido sole tropicale del mattino una brezza marina agita le fronde delle minuscole palme da cocco dietro la spiaggia grigiastra dell’isola più vicina.
Si direbbe che nulla possa scalfire questo paradiso terrestre, se un’ansia  profonda, un’incontrollabile eccitazione nervosa non si impadronissero degli uomini a bordo. Vengono da una divisione regolare d’anteguerra, ma non hanno mai avuto un battesimo del fuoco. Mentre si preparano allo sbarco sanno che un certo numero di loro rimarrà sull’isola, privo di vita, non appena vi metteranno piede. Ignorano, tuttavia,  la sorte che spetterà ai sopravvissuti, una volta inoltratisi all’interno di Guadalcanal: una sorte fatta di malaria e colera, scarsità d’acqua e di  rifornimenti, e continue, snervanti, micidiali schermaglie coi giapponesi.
Ferito e decorato sul campo durante la battaglia di Guadalcanal, con La sottile  linea rossa, James Jones, l’autore di Da qui all’eternità, offre ai lettori  uno dei romanzi più autentici sulla Seconda guerra mondiale, oltre che uno dei più riusciti ritratti della generazione di giovani uomini segnata da  quell’immane conflitto.

Vademecum dei peti

Il peto comune. E' quello che si sente più di frequente. E' un parente stretto del peto "squartatore", ma è emesso con minor forza. Di solito si sente nei gruppi di persone che non sono ancora abituati a scoreggiare tra loro. Quindi una persona in questo gruppo si innervosisce e rilascia questo peto dal suono così diffuso in una maniera tale che da quel momento in poi si sente a proprio agio con la flatulenza di gruppo. In genere non c'è alcuna puzza col peto comune.


Il peto ansioso. E' quello fatto in un posto in cui uno non vuole che il proprio peto venga sentito da altri. E' quel tipo di peto che fanno uomini e donne nelle librerie, o nei negozi di alimentari o addirittura in strada. In genere sono controllati, di solito quasi impercettibili all'udito, e richiedono molta abilità per essere gestiti nel migliore dei modi.

 

Il peto con tosse. E' quel peto che colui che scorreggia cerca di mascherare con dei colpi di tosse. Può essere imbarazzante per il flatulente e chi gli sta intorno, se sbaglia il sincronismo del peto con la tosse, o se il peto dura più a lungo di quanto previsto prima di tossire.

 

Il peto umido. Ha un suono quasi liquido, tipico della sgommata sulle mutande. E' in genere un segnale che avverte la necessità di una imminente visita in bagno.

 

Il peto ventoso. E' simile allo squartatore, con la differenza di avere un suono cupo che ricorda una folata di vento. E' causato che chi scorreggia espelle velocemente tutto il gas che ha dentro. Questo peto in genere suscita una risata.

 

Il peto a chiappe strette. Questo peto si riconosce sempre. Suona come se chi scorreggia avesse le chiappe talmente strette quasi da provocargli/le dolore mentre viene emesso.

 

Il peto squartatore (o sfardalenzuolo o FiliBEEEERTO)
E' uno dei migliori peti in circolazione. E' forte, rude, e provoca un'inarcamento o due delle ciglia. Caratteristiche di questo peto si possono trovare in altri tipi, ma, attenzione a non sbagliare, questo peto è
una grossa singola bolla di gas che esce fuori strillando dal sedere del flatulente con un'energia enorme.

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5 giugno 2023 1 05 /06 /giugno /2023 07:23

Mi ritrovo in libreria con Gabriel
Ci sono andato a vedere
se c’è un libro che mi interessa
È una libreria nuova per me
Mai stato prima
Anzi, nemmeno sapevo che esistesse
Da un po’ sono rimasto orfano di libreria
Entriamo ed è un posto enorme,
impersonale, asettico,
grande come una cattedrale
Non si vedono libri in giro
Bisogna chiederli agli addetti
che siedono sfingei
alle loro postazioni fornite di PC
Ho la sensazione che qui
chiedere un libro, toccarlo, maneggiarlo
sia diventato complicato,
come andare per un consulto
da uno specialista medico
Insomma, parlo e discuto
con l’addetta che mi è toccata
Le spiego, le dico
Mi ascolta con il volto inespressivo
Quindi batte con dita efficienti sulla tastiera
Dopo un po’ ecco spuntare
il libro da un condotto pneumatico
Plop!
Poi me chiedo altri:
vorrei soltanto ordinarli
per prenderli dopo
Ma a quanto pare ci sono pure questi a disposizione,
stipati dentro invisibili magazzini sotterranei,
infiniti e ramificati
come quelli della Biblioteca di Babele
Anche questi arrivano
al termine della complicata procedura
sputati fuori con un doppio plop!
dal condotto pneumatico
Adesso ho in mano tre libri
Non che avrei voluto
prenderli tutti assieme
La vita mi si complica
Non ho tutti questi denari con me

 

(Come fare? Che fare?)
Intanto Gabriel ha fame
Mi chiede una merenda
La sua richiesta è impellente
(succede sempre così)
Va bene, andiamo a cercare
qualcosa da mangiare, gli dico
Dopo un po’ mi ritrovo fuori dalla libreria
immensa come una cattedrale
e sono con i tre libri sotto braccio
(Oh Dio, preso dalla fretta,
mi sono dimenticato di pagarli!)
Vorrei tornare dentro
faccio qualche passo verso le grandi vetrate
e sbircio all’interno
Sembra che se ne siano andati tutti
Le postazioni di lavoro sono vuote
Nulla si muove, nemmeno le temibili termiti
o i pesciolini d'argento
Un deserto
Cosa fare?
Sono con i libri in mano
e non so cosa fare

 

Ho fame! Ho fame!,
la voce di mio figlio é insistente
e mi trapana il timpano
Dai andiamo a cercare la merenda!
E ci allontaniamo,
io con i libri nuovi di zecca sotto braccio
e il cuore in gola, smarrito e turbato
(Mi verranno a cercare! Hanno tutti i miei dati)
Mi verranno a cercare!,
grido levando lo sguardo verso il cielo muto
Poi, mi viene in mente un'idea,
come se una vocina interiore
mi sussurrasse suadente un suggerimento:
Vai! Prendi i libri e scappa
a gambe levate!
Fuggi più lontano che puoi!

 

Chi sa! Forse, i dignitari occulti
della faraonica libreria
mi sorprenderanno
con un effetto 3D
e mi recapiteranno a casa
un bel cesto di arance sanguinelle
dolci e succose,
accompagnate da un piccolo biglietto,

decorato di eleganti arabeschi,
con la dicitura:
You are the winner!
Hai preso dei titoli
che, negli ultimi due secoli,
nessuno ha mai ordinato

e sotto:
With Compliments of the Staff!

 

(Dissolvenza)

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1 giugno 2023 4 01 /06 /giugno /2023 11:59

Un'avventura onirica di un anno fa circa, mai riportata su questo blog.

La route 66

Sono in viaggio in auto
Non da solo 
Ci sono altri tre con me
Il viaggio è lungo
Stiamo attraversando gli States coast to coast
Io non guido mai, dormo la più parte del tempo
Ogni tanto mi risveglio, farfuglio qualche frase incoerente e sprofondo di nuovo nel sonno più profondo
Viaggiamo lungo la mitica Route 661  e, quindi, attraversiamo di tanto in tanto cittadine, borghi e agglomerati di costruzioni
Giungiamo, infine, in una piccola città di uno sperduto stato centrale e qui ci fermiamo perché dobbiamo partecipare ad uno stage di una settimana, organizzato dal “Centro di Spiritualità Mormonica in tempi post-apocalittici e dis-integrati”
Parcheggiamo e usciamo fuori dall’auto, stiracchiando le membra anchilosate dopo tanto andare
Siamo davanti ad un gigantesco edificio squadrato costruito senza grazia, un atrio faraonico, delimitato da ampie vetrate che lasciano irrompere all’interno la luce del sole
Qui, nell’atrio, ci sono centinaia di persone apparentemente indaffarate
Si muovono tutti, come onde mosse da raffiche impazzite di vento
All’ingresso, un addetto - dopo aver visionato le nostre credenziali - consegna a ciascuno di noi un biglietto dove è scritto un codice alfanumerico che ci consentirà di raggiungere i nostri rispettivi alloggi
A questo punto ci separiamo e non li vedrò più questi miei compagni di viaggio
Imbocco una fuga di scale e salgo al primo piano
Qui c’è un lungo corridoio dove si aprono degli stanzoni adibiti a camerate 
Anche qui tanta gente indaffarata, in movimento incessante
Vado avanti cercando di capire dove devo dirigermi
Passando davanti alle porte aperte, intravedo lunghe file di letti con la struttura metallica, come quelli ospedalieri, e altre stanze dove si scorgono file di lavabi e di latrine addossati a pareti rivestite di piastrelle bianche
Vedo uno uscire da uno degli stanzoni

 

Sant'Onofrio Pilusu

È barbuto come un sant’onofrio peluso2, indossa una camicia da boscaiolo a quadrettoni colorati e sandali francescani
Gli porgo il mio pizzino, cercando di formulare una domanda coerente, ma quello - prima che io possa completare la frase - mi strappa il pezzetto di carta dalla mano e, sventolandolo davanti a sé, rientra nello stanzone, sbirciando al tempo stesso le pareti
Io che l’ho seguito mi accorgo allora che in corrispondenza di ciascun letto, sul muro, è attaccato un biglietto analogo
Il tipo barbuto mi indica un letto, finalmente, emettendo un suono gutturale
É quasi alla fine della fila di letti, addossato ad un finestrone, da cui è separato da un unico letto
Quello mi fa capire che quello è il suo letto e che, dunque saremo vicini di giaciglio, e non solo 
Vorrei sdraiarmi per riprendermi dalla fatica e dallo spaesamento, ma mi accorgo di aver dimenticato lo zainetto in auto con tutti i miei effetti e che, prima di ogni altra cosa, devo andare a recuperarlo 
Quello mi dice: “Vai tranquillo! Rimango qui ad aspettarti! Io in questo stage sarò il tuo tutor”
Matri mia santissima! 
Per tutta la settimana mi dovrò sciroppare questo Sant’Onofrio Peluso!
Forse, non sono ancora pronto per questo

(Dissolvenza)

Piano Aci, 26 febbraio 2022

_______________________________________________________

Note

1. La United States Route 66 (meglio nota come Route 66 o Strada Madre) fu una delle prime highway federali statunitensi (strada a carattere nazionale), aperta l'11 novembre 1926 (anche se fino all'anno seguente non furono installati tutti i cartelli indicatori), che originariamente collegava Chicago alla spiaggia di Santa Monica attraversando gli stati di Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, Nuovo Messico, Arizona e California, su una distanza complessiva di 3 755 chilometri (cioè 2 333 mi). Usata per la migrazione verso ovest, specialmente durante il dust bowl, supportò l'economia delle comunità attraverso le quali passava: le popolazioni prosperarono per la crescente popolarità della strada, ed alcune di queste combatterono tenacemente per tenerla in vita dopo la nascita del nuovo Interstate Highway System, ma fu ufficialmente rimossa dal sistema delle highway nel 1985, quando - assieme alle altre - fu rimpiazzata dallo Interstate Highway System. La strada esiste attualmente con il nome di historic Route 66 ed è così tornata sulle mappe in questa veste (Wiki). È stata celebrata nelle narrazioni della Beat generation è, in particolar dal romanzo cult di Jack Keoruac, On the Road.

 

Sant'Onofrio Pilusu

2. Onofrio, o Noferi, dal greco Onnóphris cioè "colui che è sempre felice", dal copto Uenofere (... – IV secolo), è stato un anacoreta vissuto nel deserto egiziano, considerato santo e commemorato il 12 giugno. Secondo la leggenda, Onofrio era figlio di un re, a lungo desiderato, ma che, appena nato, fu indicato da un demonio come figlio di una relazione adulterina della regina: sottoposto alla "prova del fuoco", ne sarebbe uscito indenne. Si isolò, dedicandosi alla vita eremitica ancor molto giovane. Il vecchio vescovo e monaco egiziano Pafnuzio, desideroso di conoscere la vita degli anacoreti del deserto, lo incontrò e trascorse con lui gli ultimi giorni di vita di Onofrio cui dette sepoltura in una grotta. Pafnuzio riportò la sua esperienza nel libro La Vita che ebbe larga diffusione in Oriente, dando l'avvio al culto di sant'Onofrio che si estese per tutta l'Asia minore. Sant’Onofrio è rappresentato con una iconografia davvero poco attraente: un vecchio magrissimo, dalla pelle rinsecchita e scurissima e due occhi incavati dentro le orbite; il viso incorniciato da lunghissimi capelli bianchi e fluenti che si confondono con un altrettanto lunga barba che ricopre il corpo nudo coperto da foglie; tra le mani protese tiene un voluminoso rosario.

 

Preghiera a Sant'Onofrio Pilusu

Santu Nofriu pilusu, pilusu
Tuttu amabili e amurusu
Pi' li' vostri santi pila
Fascitimi stà grazia
Diccà a stasira.

Santu Nofriu pilusu, pilusu
Lu me curi è tuttu cunfusu
Pi li vostri santi pila
Fascitimi stà grazia
Diccà a stasira.

Santu Nofriu pilusu,pilusu
Misi un muranu n'to pirtusu
Pi li vostri santi pila
Fascitimi truvari chiddu ca pirdivi
Diccà a stasira.

 

 

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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