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2 luglio 2023 7 02 /07 /luglio /2023 09:18
Isola felice (foto di Maurizio Crispi)

Già le cicale hanno preso a frinire
con quel ritmo
ipnotico e altalenante
che va e viene a ondate 
con repentine pause di un silenzio
profondo, abissale
Oppure il loro suono
si rincorre
un focolaio si spegne 
e un altro s'accende
a poca distanza
quasi a fare eco
a quello che è entrato in pausa
all’improvviso
senza una ragione apparente

 

Ramazzo via le foglie del carrubo
che crocchiano callose sotto i piedi

 

E poi mi riposo nell’ombra densa
cullato dalla musica 
del canto delle cicale

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1 luglio 2023 6 01 /07 /luglio /2023 09:09
Attesa (foto di Maurizio Crispi)

All’improvviso
il cielo s’è rabbuiato
Refoli di vento
hanno fatto levare le foglie morte
in mulinelli

L’aria s’è rinfrescata
Pareva dovesse piovere
Ma poi no!
Anche se il sole ha continuato 
a giocare a nascondino 
con le nuvole
e il vento a soffiare

C’è nell’aria
una sensazione di attesa inquieta
come quel momento di sospensione
in cui di tutto potrebbe accadere
ma poi nulla accade veramente

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30 giugno 2023 5 30 /06 /giugno /2023 10:14
I registri dell'Ufficio comunali delle nascite

Qualche giorno fa sono stato in un ufficio comunale per ritirare un documento richiesto da un mio amico che sta fuori Palermo.
Sono stato introdotto all'interno e ho atteso che la dipendente, al momento impegnata altrove (E? nell'ufficio del Dirigente!", mi avevano detto), si liberasse, per consegnarmi il documento in questione.

L'attesa si è protratta per circa mezz'ora.

Il luogo pareva un mortorio.
I banconi che un tempo servivano a separare gli impiegati dal pubblico (che posso immaginare scalmanato, variegato e vociante) erano adesso collocati contro le pareti, essendo decaduta la loro funzione primaria (di separatori e distanziatori) e essendo stati lasciati soltanto per svolgere una mera funzione di ripiano di appoggio (o forse in attesa di qualche cambiamento con un ritorno dell'apertura al pubblico nelle modalità del tempo andato pre-Covid)
I pochi arredi moderni apparivano già fatiscenti e già in evidente stato di deterioramento.
Dal mio punto di osservazione potevo vedere un attaccapanni a piantana di foggia moderna (nello stile anonimo della mobilia per ufficio) rotto e appoggiato tutto storto (e ad altezza dimezzata) contro un muro.

I pochi computer di tecnologia già obsoleta non aggiungevano all'insieme un tocco di modernità (come a dire siamo nel XXI secolo), ma gli conferivano un tocco assieme grottesco e ridicolo (una sorta di archeologia della modernità).

Per non parlare poi dei cumuli di enormi registri che sempre venivano trascritti a mano nei quali venivano registrate nascite e morti. 
Osservando un po' sonnolento questi registri, in parte impilati su diversi piani d'appoggio, in parte in piedi come soldatini su capienti scaffalature, mi pareva di scivolare indietro nel Medioevo.
Certo ci sono anche gli "archivi storici" che custodiscono registri di varia natura, trascrizioni di atti e transazioni e, nell'insieme, documenti preziosi per gli storici (e loro vivaddio! hanno una loro inestimabile importanza.
Ma vedere un ufficio pubblico con questa accozzaglia di antico e moderno e con il moderno ancora più fatiscente e maltenuto dell'antico dà l'idea di essere stati catapultanti all'interno di un mondo decadente e prossimo allo sfacelo, soprattutto quando vedi che coloro che ci lavorano fanno parte di un personale ridotto all'osso, le cui vite si sono consumate là dentro divenendo esse stesse stantie e polverose: personaggi tristi che si aggirano in quegli spazi come ombre o fantasmi sperduti all'interno di un universo kafkiano in cui non c'è riscatto possibile. Come se fossero già morti, per alcuni versi.
Forse questa sensazione deriva anche dal fatto che con il Covid gli uffici pubblici di Palermo (almeno, per quanto riguarda la mia personale esperienza) si sono radicalmente blindati, e tali sono rimasti anche dopo il cessare dell'emergenza (senza un motivo apparentemente, se non quello di consolidare la protervia e l'inaccessibilità della burocrazia).
Forse, proprio per questo danno l'impressione di essere del tutto devitalizzati, spenti, catacombali.
In fondo la vitalità era loro conferita, pur sempre all'interno di un universo kafkiano, dal quotidiano accesso di un pubblico vociante, a volte irato, a volte ruvidamente ironico e dalle molte storie di vita che vi venivano narrate durante le infinite ore di attesa.

I registi polverosi e consunti di un ufficio pubblico
I registi polverosi e consunti di un ufficio pubblico
I registi polverosi e consunti di un ufficio pubblico
I registi polverosi e consunti di un ufficio pubblico
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30 giugno 2023 5 30 /06 /giugno /2023 10:02
Foto di Maurizio Crispi

Sinni futtunu…
Non è nelle loro priorità….
Non è nelle loro corde…
In fondo, sarebbe così complicato e oneroso cercare il prossimo cestino dei rifiuti possibilmente meno stracolmo?
In tante circostanze sarebbe sufficiente fare ciò che é nella nostra responsabilità (e possibilità) fare,
e già staremmo meglio.

 

 

 

 

Sinni futtunu
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28 giugno 2023 3 28 /06 /giugno /2023 07:13
Di corsa fotogramma da un video di Francesco Crispi)

Riprovo a correre (correre? C’è da ridere…).
Goffo e appesantito più che altro.
Ma provarci é sempre meglio che non provarci.
Lunedì 26 giugno è stato un giorno cruciale
Sono riuscito a compiere 5 giri di seguito di Villa Sperlinga (e non pensiate chi sa che! Ogni giro misura circa 420 metri).
Ogni volta che ci provo, mi pongo l’obiettivo di incrementare di un giro completo.
Oggi 28 giugno nuova session podistica e ho completato ben 6 giri!
Per la prossima session mi attende l'asticella dei sette giri...
A questo obiettivo (i cinque giri consecutivi) ci sono arrivato dopo una lenta preparazione in cui alternavo tratti di corsetta a tratti di camminata.
Mi sono sentito soddisfatto
Anche se quello che faccio, a stento si può  chiamare corsa. 
Tutt’al più, all'esterno, penso che debba apparire come una buffa corsa rotolata, un comico trotterellare ballonzolando.
O meglio ancora una performance nello stile “armadio ambulante”.
Una modalità di corsa non-corsa che oscilla tra l'andatura tipica dell'armadio semovente e quella rotolata di un armadillo che, per scopi difensivi, si è fatto a palla.
Ma va bene così!
La ripresa (che qui non si vede, ma di cui ho riprodotto alcuni singoli e sfocatissimi fotogrammi) è stata fatta da mio figlio Francesco che, casualmente, mi ha intercettato durante la mia esecuzione sportiva finto-esilarante-podistica.
A parte questo empito corsereccio mi ritrovo sempre più claustrofilico…
E, specie ora che é finita la scuola di Gabriel, mi ritrovo a passare intere giornate a casa

Voilà!

Voilà!

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25 giugno 2023 7 25 /06 /giugno /2023 06:54
Farfalla condominiale (foto di Maurizio Crispi)

Sogno di spingere mio fratello
in carrozzina


Siamo per strada,
in un luogo che non conosco


Il marciapiedi é tutto rotto e dissestato
il cammino è disagevole

A complicar le cose
si presenta anche un tratto in salita
Devo faticare per andare avanti
La carrozzina traballa, oscilla
ed è a rischio di ribaltamento

Mio fratello non dice nulla,
ma sento dall'ulteriore irrigidirsi del corpo
che è in apprensione


A un tratto c’è una transenna
Qui non v'è alternativa
e devo scendere sull’asfalto 
dove il pericolo sono le auto 
che sfrecciano di continuo,
veloci ed incuranti


Finalmente arriviamo alla nostra meta 
É una grande struttura fatiscente
Che cosa sia non so
Ma é la che dobbiamo andare
Non so perché

Davanti all’ingresso c’è 
una vasta distesa d’acqua
che si é raccolta con la pioggia
Non ci sono passaggi alternativi
Dobbiamo varcare quelle acque
e ci addentriamo nel guado
La speranza è che l'acqua
si apra come davanti a Mosè è vana


La carrozzina mi sfugge di mano
e in un attimo si ribalta all’indietro 
Mio fratello di schiena scivola fuori
dal suo guscio protettivo
e va a finire in acqua


Corro per aiutarlo
Penso: Si bagnerà tutto!
E ora come faccio?
Con mia sorpresa,
prima che io arrivi,
mio fratello si dà aiuto da solo
Poi, imprimendo dei dondolii alla carrozzina,
riesce a rimetterla in piedi


Quando arrivo trafelato
s'è già ricomposto nel suo alloggio mobile
Gli chiedo come abbia fatto,
sorpreso nel constatare
che i suoi abiti siano già 
quasi del tutto asciutti
Lui mi dice:
Dove sono stato
mi hanno insegnato
a fare tante cose!
Cose che nemmeno immagini!


E perché non me lo hai mai detto?,
faccio io


E lui, di rimando, 
mi sorride sornione


(Dissolvenza)

Sedie vuote predisposte per una riunione di spiriti vaganti (foto di Maurizio Crispi)

Sedie vuote predisposte per una riunione di spiriti vaganti (foto di Maurizio Crispi)

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23 giugno 2023 5 23 /06 /giugno /2023 07:17
Riflesso di un ninja nella notte (foto di Maurizio Crispi)

Mi muovo nella notte
Nero vestito
Un ninja sulla bici
Senza luci di segnalazione
Immerso nel buio
Invisibile al mondo
Sfilo accanto a luoghi di ritrovo
locali pub ristoranti
pizzerie e farmacie alcoliche
Avventori seduti e in piedi
altri in attesa di subentrare
tutti all’unisono
squittiscono la loro allegria
Nessuno mi vede
Nessuno si accorge di me
Sono invisibile

 

Cumuli di foglie secche
da cui si sprigiona
un debole sentore di paglia e letame
Scricchiolii di rametti 
spezzati dal peso della ruota

 

I gabbiani onnipresenti
stridono e invocano
Anche a loro sono invisibile

 

Quando arrivo alla mia destinazione
le gambe affaticate mi tradiscono
e mi infilo nell’ascensore

 

E schizzo su in alto
sparato come un missile
verso il cielo, l'infinito e oltre,
dentro la mia capsula spaziale
solida ed incorruttibile
come un sarcofago degli abissi

 

Ombre nella notte (Foto di Maurizio Crispi)

Ombre nella notte (Foto di Maurizio Crispi)

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21 giugno 2023 3 21 /06 /giugno /2023 08:42
Ordinaria inciviltà a Palermo (foto di Maurizio Crispi)

L’altro giorno sono stato testimone di una scenetta incresciosa
Una signora è arrivata alla guida della sua auto per rientrare a casa
Ma non ha potuto farlo 
Davanti al passo carrabile era parcheggiata un auto
con i lampeggianti accesi
Ha suonato il clacson ripetutamente
Niente
È rimasta in attesa
Ha cercato di mettersi in contatto con i Vigili Urbani
Niente
Niente Vigili Urbani, malgrado i ripetuti tentativi
Nel frattempo é trascorsa quasi mezz’ora, forse anche 35 minuti
35 minuti! 
Alla fine, dal vicino negozio di arredamento d’interni
è spuntata una con andatura indolente
e la faccia scocciata
Arriva nei pressi della sua auto 
lasciata in sosta
In modo inopportuno 
e in spregio delle regole della civile convivenza
per non parlare delle norme
del codice della strada
Si mette la tipa
ad altercare con la signora
“Ma non ha visto che ho lasciato
scritto il mio numero di telefono?”
In effetti, sotto il parabrezza
c’era un minuscolo bigliettino di carta
sul quale era trascritto un numero di cellulare
“No!, fa la signora
E in ogni caso non ero tenuto a chiamare,
perché lei, qui, la sua auto
non doveva lasciarla,
incurante di tutto”
La tipa é proterva
Non si scusa nemmeno
È palese il suo tentativo di bulletto
di far apparire la signora 
che é nel pieno del suo diritto
dalla parte del torto
La tipa arriva anche a dire:
Io la querelo per calunnia!
La situazione si sblocca
La tipa proterva se ne va 
alla ricerca di un parcheggio appropriato
Nella sua faccia è dipinta l’espressione
di colui i cui diritti fondamentali
sono stati lesi
La signora può finalmente rientrare
a casa sua

 

Ma in quale mondo viviamo?
Un mondo in cui il torto
diventa dritto
Un mondo in cui vale di più
la legge del più forte
che non la regola della cortesia,
gentilezza e rispetto
È molto triste assistere a simili episodi
che mostrano quanto non vi siano più 
valori etici 
a guidare la condotta di molti

Ordinaria inciviltà a Palermo (foto di Maurizio Crispi)

Alcuni leggendo questo mio post hanno ventilato l'ipotesi che in simili circostanze bisognerebbe agire in modo deciso con azioni "violente".

Per esempio, un mio contatto FB dice: "Mah, ti assicuro che succede anche qui in Piemonte. Personalmente non avrei aspettato 35 minuti né chiamato i Vigili: semplicemente sarei passata accanto all'auto, molto vicino, con la punta della chiave che accidentalmente, ovvio, raschia la fiancata. E poi sarei tornata indietro. Certi individui capiscono solo questo linguaggio (...) Io non ho alcuna speranza circa la possibilità di redimere i prepotenti ed incivili. Preferisco l'occhio per occhio, dente per dente. Sono certa che, trovandosi i geroglifici sulla fiancata, il buzzurro o la buzzurra in questione capiranno che non sono soli al mondo e che violare le norme di civile convivenza può costare caro, proprio in termini economici, di carrozziere. Personalmente mi comporto in maniera rispettosa nei confronti di tutti, ma, see mi pestano i piedi, posto che non ho alcuna fiducia nella cosiddetta giustizia, me la regolo per conto mio.".

 

Posso comprendere questo punto di vista, senza peraltro condividerlo; a mio avviso, rispondere nei modi suggeriti da questo commento non farebbe che incattivire gli animi e spingerci ancora di più verso il baratro dell’inciviltà e soprattutto verso una concezione dei rapporti sociali fondati sul principio dell'Homo Homini Lupus e della reciproca sopraffazione. 

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21 giugno 2023 3 21 /06 /giugno /2023 08:25

E adesso sono otto anni da che mio fratello se n’é andato
ed io sono rimasto l’unico ufficiale in carica ad attendere i Tartari
- unico e solo, in verità

 

Ed é dura cosa starsene da soli nel fortino,
circondati da eventi avversi
Me lo ricordo come fosse ieri il giorno della sua dipartita.

 

Fratello, amico, dove sei?
Con te potevo parlare 
Mi ascoltavi serio 
Poi mi dispensavi il tuo sorriso,
guardandomi con quel tuo sguardo 
un po’ ironico e sornione
come a dire
In fondo, che importa?
Si sopravvive, si sopravvive!
Vedrai che ce la farai!
Andrà tutto bene
Non devi preoccuparti!
Non temere alcun male
Io sono con te

 

Don’t Worry, Be Happy!

Questa foto è stata fatto l'8 febbraio 2014, poco prima che iniziassimo a pranzare o forse subito dopo aver finito il nostro pasto. Le stoviglie sono accatastate in modo strano: uno dei miei soliti scherzi... In questa foto mio fratello guarda verso l'obiettivo con una certa aura di tristezza, ma nello stesso con la sua espressione sorniona. Alla data fatidica, all'ultimo appuntamento con il destino mancano ancora un anno, qualche mese e una manciata di giorni. Ma nè lui, nè io lo sappiamo. Così è la vita.

Questa foto è stata fatto l'8 febbraio 2014, poco prima che iniziassimo a pranzare o forse subito dopo aver finito il nostro pasto. Le stoviglie sono accatastate in modo strano: uno dei miei soliti scherzi... In questa foto mio fratello guarda verso l'obiettivo con una certa aura di tristezza, ma nello stesso con la sua espressione sorniona. Alla data fatidica, all'ultimo appuntamento con il destino mancano ancora un anno, qualche mese e una manciata di giorni. Ma nè lui, nè io lo sappiamo. Così è la vita.

L'ultima camminata (foto di Maureen L. Simpson)

(21 giugno 2022) 21 giugno 2015. In quel giorno fatidico siamo andati tutti quanti a piedi in pizzeria, ed anche la cagnetta Frida ci ha accompagnato
É stata questa l’ultima volta in cui sono stato lo spingitore di mio fratello Salvatore nella sua carrozzina 
Qualche tempo prima era stato ricoverato in terapia intensiva per un infarto e poi dimesso
Pareva che le cose stessero andando meglio
Faceva una terapia che gli avevano prescritto
I valori erano buoni
Ed invece no, evidentemente qualcosa è andato storto, qualcosa è sfuggito
Mentre eravamo in pizzeria, ma avevamo già finito, Salvatore ha cominciato a presentare un’intensa dispnea e ci siamo affrettati verso casa
Si è abbattuto in avanti
Io spingevo e cercavo di tenerlo con il busto sollevato per facilitarlo in questa sua estrema fame d’aria
E poi se ne é andato, ma non mi sono arreso
L’ho caricato in auto, nella sua "tatamobile", deciso a portarlo in ospedale
Ma dopo aver percorso alcune decine di metri, mi sono fermato, ho riflettuto, ho preso atto della realtà 
Mio fratello era morto, se ne era andato, se ne era volato in cielo
E allora, schiacciato da questa consapevolezza, l’ho portato a casa per l’ultima volta per dare inizio ai tristi riti del commiato
Oggi ricorre il settimo anniversario della sua dipartita, ma é come se fosse ieri

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19 giugno 2023 1 19 /06 /giugno /2023 08:24
Tentativo di effrazione ad Altavilla (foto di Maurizio Crispi)

Stamane, passando - nel corso della mia solita passeggiata - nei pressi della rivendita di Tabacchi di Piazza Unità d'Italia, ho notato lì ferme due auto dei Carabinieri. Continuando a camminare per via Francesco Scaduto che percorro sempre, per aggirare Villa Sperlinga, ho capito il motivo di questa presenza. 
Una delle vetrate del negozio di Tabacchi era rotta, con un ampio squarcio e proprio davanti, sul selciato di sanpietrini giaceva una grossa pietra squadrata del tipo di quelle che si usano per fare il bordo dei marciapiedi (del peso approssimativo - secondo la mia mia stima derivante da una consuetudine nello spostar massi in campagna - di circa trenta chili).
La vetrata della Rivendita di Tabacchi è molto spessa, ma certamente non anti-sfondamento e dunque non ha retto al colpo.
Suppongo che i ladri, una volta apertosi il varco, siano penetrati all'interno per fare ciò che dovevano (e volevano).
Si potrebbe dire di fronte a questo che non c'è più mondo e che bisogna essere preparati a vederne di tutti i colori, e che sempre di più si vedranno le azioni di rapinatori disorganizzati e fuori di testa (ma pur sempre determinati), man mano che andremo avanti, perdurando le presenti circostanze
D’altra parte, dando una scorsa veloce su Google e mettendo come parole chiave “Palermo - pietrone - furto con scasso” ho avuto modo di riscontrare che negli ultimi anni questo modus operandi è divenuto particolarmente frequente. 
Osservando la scena, mi è venuto in mente di una volta in cui, in campagna da me, dei ladri improvvisati (sostanzialmente, dei balordi) alcuni anni fa tentarono di farsi strada a colpi di balatoni, tentando all'inizio di sfondare una robusta porta di massello e poi, visto che la porta non cedeva ai loro attacchi, andando alla ricerca di altre vie di accesso.
Fu uno degli ultimi episodi di questo tipo che mi indusse ad attivare un contratto di sorveglianza con una ditta di security.
E sono andato a cercare qui in questo blog, il post in cui raccontavo di quest'episodio, accaduto tra il 2010 e il 2015.
Ovviamente, c'è da dire che la grossa pietra squadrata giacente davanti alla vetrina della Rivendita Tabacchi sarà rubricata come "corpo del reato" (l'arma del delitto).

 

 

I "missili" utilizzati per cercare di sfondare il portone (foto di Maurizio Crispi)

I "missili" utilizzati per cercare di sfondare il portone (foto di Maurizio Crispi)

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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