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15 aprile 2023 6 15 /04 /aprile /2023 09:51
1.

 

Cielo blu d'inverno (foto di Maurizio Crispi)

Il cielo è sempre più blu
I contorni dei monti e delle case
sono nitidi, tanto da essere iper-reali
L’aria è ferma, quasi calda
L’odore della primavera é già nell’aria
Gli alberi, dopo il lungo inverno,
tardano a sbocciare,
anche se la linfa
invisibile agli occhi
spinge verso l’alto,
con impeto
Cammino con i miei cani
a passo felpato
guardandomi attorno
osservando il cielo
sorpreso che le nubi di ieri
si siano dileguate
anche loro in una morbida danza

2. 

 

La fioritura dell'albero delle perine (foto di Maurizio Crispi)

Oggi poi ho sentito pigolare
un rondone 
nel cassone della serranda
I platani sono adorni
delle prime foglioline tenere
Qua e lá,
ho visto occhieggiare
le fioriture dei glicini
e percepito tracce 
del loro sontuoso sentore
E mi sembra di cogliere
la fragranza della zagara

In campagna, l'albero delle perine
si è caricato di fiori,

come non mai prima

3.
 
Foto di Maurizio Crispi

C'è un luogo sulla pubblica via
per la pipì e la popò

 

Subito dopo il viandante stanco
vedrà un bel materasso 
che gli offe riposo,
sporchino, ma pur sempre invitante

 

E infine c’è una bici
per potersene fuggire via

4.

 

E poi c’è un posto
dove vorrei andare,
a volte
Un mio posto segreto
dove poter stare dimentico
di problemi e sofferenze e fastidi
Un posto per stare ad osservare,
non visto,
gli altri che rumoreggiano e gridano
Un posto dal quale io possa librarmi
in alto
e sperimentare l’ebbrezza d’un volo
sorretto dalle mie sole forze
Eppure, dopo aver coltivato
questa mia fantasia di un luogo segreto,
penso che soltanto la lotta
possa ben qualificare una vita
Vivere è lottare
Our earthly condition
Is that of passers-by
Of incompleteness moving towards fulfilment
And, therefore, of struggle

Spero di poter lasciare una traccia
del mio passaggio
che non sia effimera come la bava
di una lumaca

 

Amen

5.
effetto (da una foto di maurizio crispi)

Ho sognato che volavo
con la semplice azione delle mie braccia
forti e leggere come ali
Mi libravo sul mare scintillante
Poi planavo verso un grande teatro all’aperto
gremito di persone
mentre era in corso uno spettacolo
e tutte le teste si levavano verso di me
con sguardi pieni di stupore
Poi riprendevo a veleggiare sul mare
Ero libero
Ero felice


(Dissolvenza)

«Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso,
e la saggezza per conoscere la differenza.
»

 

Preghiera dela serenità su di un medaglione inciso per AA

La preghiera della serenità (Serenity Prayer) è stata scritta nel XX secolo dal teologo protestante tedesco-statunitense Reinhold Niebuhr. 
Viene spesso riportata in una forma breve, che costituisce solo un estratto dell'originale (le prime tre righe) e che si ritrova anche in leggere variazioni.
Mi sono imbattuto per la prima volta in questa preghiera-mantra leggendo Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut.
La fama della preghiera crebbe enormemente quando gli Alcolisti Anonimi la adottarono, nel periodo della seconda guerra mondiale o poco dopo, nel loro programma dei dodici passi, del quale fa parte tuttora; uno dei fondatori degli Alcolisti Anonimi, Bill W., asserì nel suo libro Alcoholics Anonymous Comes of Age di "non aver mai visto così tanto degli A.A. in così poche parole".
Secondo alcuni critici, almeno negli ambiti inglese e tedesco, la preghiera della serenità è divenuta la più diffusa preghiera originatasi in tempi moderni, rivaleggiando forse in popolarità anche con il Padre nostro; il libro dei fatti (1868) la inserì tra le dieci citazioni di statunitensi più celebri.

 

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7 aprile 2023 5 07 /04 /aprile /2023 10:16
V for victory

La mia barba era cresciuta a dismisura,
ecco cosa ho sognato oggi,
durante un breve pisolino post-prandiale
Era diventata simile ad un cespuglio incolto
Ed io ero con l’apparenza di un barbone, 
di un homeless, d'un ultimo,
o di Sant’Onofrio Pilusu
Andavo dalla mamma
con un paio di grosse forbici in mano,
proprio come quelle del Gran Sartore,
e le dicevo:
“Mamma, per favore,  
spuntami la barba,
qui qui e qui!”
La mamma mi ascoltava e sorrideva
Poi prendeva con grazia le forbici che le porgevo
e cominciava a potare di buon grado
la siepe incolta che aveva davanti
Zac zac e zac e poi ancora zac!
Gli schiocchi della forbice erano
musica per le mie orecchie
Mi abbandonavo fiducioso al taglio,
chiudendo gli occhi, 
senza alcun timore di essere ferito
da quel forbicione 
Forse mi addormentavo anche,
e sognavo
Abbondanti ciuffi di pelo cadevano a terra,
fluttuando
come grossi fiocchi di neve
Altri mi finivano addosso
ed io ero preoccupato 
perché non avevo portato con me
un lenzuolino tipo quelli
che usa il barbiere
ed ora avrei dovuto scuotermi e spazzolarmi
ben bene
Ma ero contento 
che a fare questo lavoretto
ci avesse pensato la mamma
“La mamma è un bravo giardiniere!”, 
pensavo
Non la vedevo da molto tempo
Adesso, dopo il taglio, 
andavamo di fretta
perché dovevamo uscire, 
io e la mamma,
con mio fratello che ci attendeva,
per andare da qualche parte
Stavo bene
Con la barba drasticamente ridotta di dimensioni
mi sentivo tornato a far parte 
del consesso civile
ma - soprattutto -
mi sentivo ringiovanito
di qualche decennio
Ero tornato ad essere
come un esserino implume,
appena un pulcino,
con tutta la vita davanti
come se avessi bevuto
alla fontana della giovinezza,
traendone ristoro
Capivo che il grande orologio del tempo
aveva cominciato a scorrere all’indietro
e vedevo davanti ai miei occhi
il serpente mitologico
che si morde la coda
divorando se stesso

Illustrazione tratta da Pierino il Porcospino

Il "gran sartore", ma anche l’immagine del forbicione, mi hanno fatto venire in mente la storia del bambino che si succhia i pollici di Heinrich Hoffmann
Questa versione è nella traduzione di Gaetano Negri (1882)

 

Dice la mamma: “Mio buon Corrado,
Per pochi istanti io me ne vado,
Vo’ che tu sia studioso e buono,
Non far disordine, non far frastuono.
E guai se il pollice succhiar vorrai!
In modo orribile ten pentirai.
Tu non l’aspetti, ma, di soppiatto,
Entrerà il sarto tutto ad un tratto,
Taglierà il pollice col forbicione,
Come se panno fosse o cartone”.
La mamma appena la soglia tocca,
Ed ecco il pollice è nella bocca!
S’apre la porta ed il sartore
Entra a gran salti pien di furore.
Col forbicione, zig zag, recide
Al bimbo i pollici; il bimbo stride,
Invan, ché il sarto se n’è già andato
Col forbicione insanguinato!
La mamma attonita e sbigottita
Vede Corrado senza due dita,
E quei due pollici, così tagliati,
Mai più a Corrado son rispuntati

 

(Da Le storie di Pierino Porcospino)

Il taglio della barba
Il taglio della barba
Il taglio della barba
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28 marzo 2023 2 28 /03 /marzo /2023 19:17
foto Sandro Riotta

Sono ospite di G.
Vago per il suo appartamento 
che si trova all’ultimo piano
d'un enorme condominio,
attico e superattico
fusi assieme
Alcuni ambienti, infatti,
sono alti e ampi come cattedrali
Sono ammirato ed anche un po’ spaurito 
Ci si perde in una simile vastità 
Si riflette, inevitabilmente, 
sulla propria piccolezza
Sono andato in visita da G.
accompagnato da A.
ma ci siamo subito persi di vista con A.

 

Lei e G. sono rimaste a chiacchierare
mentre io
- come un bambino irrequieto -
mi sono lanciato nell’esplorazione
dell’appartamento
Alcuni ambienti sono un po’ trascurati,
altri - chiaramente - appaiono scarsamente utilizzati,
forse da anni,
altre stanze hanno il soffitto 
tanto alto che lì dentro
si potrebbero formare delle nuvole
e susseguirsi mutevoli eventi climatici 

 

Mi rendo conto che ho indosso ai piedi
delle ciabatte da casa,
mentre in mano porto 
delle mie vecchie timberland 
tutte sformate 
(che non vedevo da tempo)


Esco ed entro in continuazione
dall’appartamento, 
pieno di meraviglia
Il bello di questa dimora è che ha
molteplici vie d’ingresso e di uscita
Alcune sono pienamente visibili e ovvie
Altre invece sono più occultate
e, in qualche misura, più discrete
Atre ancora sono vie
di salvamento o di emergenza 
L’esplorazione è importante
per poterle conoscere tutte

 

Ma la cosa più bella
è che una volta fuori
dall’appartamento
sembra di ritrovarsi
nel punto più alto
di meravigliosi giardini pensili di Babilonia 
Cammino a lungo
su queste terrazze digradanti
senza mai arrivare ad una fine

 

Porto sempre con me,
allegramente sotto il braccio,
le vecchie timberland
Cade una pioggia leggera
e soffiano raffiche di vento 
Non so come farò a rientrare
nell’appartamento da cui provengo
per ritrovare G. e A.
Mi chiedo se siano preoccupate
per via del protrarsi della mia assenza 

 

Ho perso la strada

 

Penso a quella enorme stanza
vasta come la navata di una chiesa
e mi chiedo se anche lì dentro
si siamo addensate le nubi 
e stia piovendo

 

(dissolvenza)

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27 marzo 2023 1 27 /03 /marzo /2023 19:25
L'uomo aggritta (foto di Maurizio Crispi)

L'altro giorno, ho sostato per circa un'ora,

seduto su una delle panchine di piazza Ranchibile
di recente allogamento (e lievemente basculante
non so se a bella posta o per difetto)

Era pomeriggio
La piazza era illuminata in pieno dai raggi di sole
che volgeva al tramonto,

anche se parte di essa risultava ombreggiata

con ombre che si facevano via via più lunghe

Soffiava il vento, a raffiche,

che spostava cartacce e contenitori di plastica vuoti

I piccioni becchettavano a terra,

restii ad alzarsi in volo, 

forse per via del vento

oppure per approfittare dell'ultimo sole per scaldarsi

Tubavano a tratti

 

C’era un tipo fermo nei pressi di una panchina,
ad una ventina di metri da me
All’inizio ho pensato che fosse lì
in attesa di qualcuno
o semplicemente a guardare i piccioni

 

Ma è rimasto in piedi,
a lungo,
facendo minimi spostamenti, 
bilanciandosi sulle due gambe
oppure poggiando un piede 
sulla seduta della panchina che gli era vicino

 

Io dalla mia panchina 
potevo osservarlo

 

L'uomo ogni tanto si girava,
si guardava attorno
Avevo l’impressione che parlasse tra sé e sé
ma non coglievo traccia di telefono o auricolari
Ogni tanto sputava anche
(strano!)
E in controluce, come mi trovavo,
potevo vedere la traiettoria 
del getto di saliva
che si arcuava verso terra

 

Sono stato lì seduto
per quasi un’ora
e il tipo non si è mosso
da quel metro quadrato che occupava
stando in piedi
quasi che quello spazio
fosse la sua querencia

 

Quando sono andato via
l’ho lasciato lì

Ho immaginato che sarebbe rimasto lì
anche dopo il calare del sole

 

 

 

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26 marzo 2023 7 26 /03 /marzo /2023 19:49
Gatto senza padrone (foto di Maurizio Crispi)

Cammino 
attraverso una serie di giardini squisiti
Aiuole elaborate, piante esotiche
Piccole fontane chiocchiolanti
Intensi profumi e fragranze
All’improvviso, vedo
al centro di un grande slargo
due enormi tigri
acquattate come gattoni
Si crogiolano al sole 
Io mi blocco all’istante
Un fremito di paura
(paurissima!)
percorre la mia schiena
e subito prendo a retrocedere
Prima un passo, poi l’altro
sino a che i due tigroni 
non scompaiono dalla mia vista
Ma anche se non li vedo più, 
so bene che, con un sol balzo,
potrebbero ancora ghermirmi e trastullarsi con me

 

Ho il cuore in gola
Tu-tum Tu-tum
Respira, mi dico, respira
Tu-tum Tu-tum
Poi, qualcuno mi dice
che quelle sono delle tigri domestiche
e che non fanno male a nessuno
come il pope Runo 
Torno indietro
e vado a osservarle a distanza di sicurezza,
standomene nascosto tra le fronde

 

Davanti alle tigri
c’è adesso una danzatrice
(o forse è la sacerdotessa di un culto arcano)
che, avviluppata nei suoi sette veli,
balla lieve e sensuale,
incurante di tutto,
come in trance 
Poi l’impensabile accade
La natura ferina ha il sopravvento
Le tigri balzano sulla Naiade
e la sbranano 
in quattro e quattr’otto

 

Ed io?
Che faccio io?
Io fuggo terrorizzato
e non torno più indietro

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25 marzo 2023 6 25 /03 /marzo /2023 08:19
Arcano maggiore (selfie di Maurizio Crispi)

Sono in un negozio di libri usati,
pieno di scaffali incurvati
sotto il peso di migliaia di volumi polverosi
Altri sono poggiati in pile disordinate 
su grandi tavolacci al centro delle stanze
che sono numerose
Un volume lo prendo subito e dico al libraio
di metterlo da parte per dopo
Se lo ritiene gli lascerò un anticipo sul prezzo
che è di dieci euri

 

Cerco di ingannare il tempo
e indugio ancora
Infatti, di lì a poco
devo raggiungere mio fratello
che si trova in un posto lì vicino
per una delle sue riunioni
Questa volta dovrò intervistarlo
per scrivere un articolo su di lui
e sulle sue attività 
È ancora molto presto
e c’è da aspettare
Ma quando ci sono in giro libri
da esaminare, da esplorare o da leggere
non ci si annoia mai

 

Adocchio un volume rilegato
con la copertina blu,
di elegante fattura e dall'aspetto solido
Il titolo dice “Racconti fantastici”
ma il nome dell’autore
mi è sconosciuto,
oppure semplicemente non compare
nel frontespizio
Mi incuriosisce,
lo prendo e comincio a sfogliarlo
Poi anche a leggerlo,
delle pagine a caso,
qua e là
Sembra un’edizione di pregio
Le pagine sono pesanti
e riccamente intarsiate
con incrostazioni di gemme e metalli preziosi,
ma presentano anche - sotto le dita -
dei rilievi
come se fossero fatte anche
per una lettura tattile

 

Ho l’impressione di essermi imbattuto
in un antico codice esoterico,
pieno di segreti e misteri
Comincio a sfogliare le pagine
una per una
e ad esaminarle con attenzione
alla ricerca dell’Arcano 

 


(Dissolvenza)

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21 marzo 2023 2 21 /03 /marzo /2023 10:08
Poe

Dopo molti anni 
andavo a scattare le foto
alla Cento del Passatore
Arrivavo in incognito:
non volevo essere riconosciuto da alcuno
C’era una gran folla assiepata
all’ingresso di uno Stadio di Atletica
Erano tutti lì
per ritirare pettorale e pacco gara
Nella massa scorgevo volti conosciuti
Qualcuno mi ammiccava
ma io non mi scomponevo
Mettevo mano alla camera
e cominciavo a scattare
Emergeva la vecchia sensazione di piacere
nel cogliere volti, espressioni, dettagli

 

Vedevo un’alta montagna di fronte
e una fila interminabile di camminanti
in maglia rossa, con lo zaino sulle spalle
che si inerpicavano lungo uno stretto sentiero
che saliva a zig zag
su per il suo fianco scosceso

 

Poi giravo per il paese
ed ero sorpreso di constatare
quanto il luogo fosse cambiato 
dalla mia precedente visita
C’era persino una casa
che un tempo era stata abitata da una strega
la quale aveva compiuto qui
un numero incredibile di omicidi rituali
C’era una targa didascalica affissa sulla porta
che diceva tutta la storia
nei suoi dettagli più macabri e raccapriccianti 
Fuori dalla storica dimora storica
c’erano anche delle riproduzioni 3D in grandezza naturale
della fattucchiera e di alcune sue vittime

 

Arrivava vociante una comitiva di turisti
ed io cercavo di cogliere alcuni dettagli
facendo scatti su scatti


Notavo che l’obiettivo era sporco
e che le mie immagini digitali
erano guastate da un’ombra fastidiosa

 

(Dissolvenza)

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14 marzo 2023 2 14 /03 /marzo /2023 08:29

Nessun uomo è un’isola,

completo in se stesso.

Ogni uomo è un pezzo del Continente,

una parte della Terra.

Se anche solo una Zolla viene portata via

dall’onda del Mare,

l’Europa ne sarebbe diminuita,

come se le mancasse un Promontorio,

o una Magione amica o la tua stessa Casa.

Ogni morte di un uomo mi diminuisce,

perché io sono parte dell’umanità.

E così non chiedere mai

per chi suona la Campana:

essa suona per te.

John Donne – Nessun uomo è un’isola (No Mann is an Island, Meditazione XVII, 1624)

Una meditazione in tre tempi
1.

Non so che dire
Certi eventi irrompono all’improvviso
Ti colpiscono duro
Ti lacerano
Ti fanno sentire in colpa
Ti fanno pensare a ciò che non hai fatto
A ciò che hai fatto e a come lo hai fatto
Rifletti sulle debolezze della memoria, 
sull’oblio e sul modo in cui, a volte,
mettiamo da parte le persone
Poi quando la realtà ti colpisce
al petto come un maglio
è troppo tardi per rimediare
Quando ciò accade
si è portati a pensare
alla propria infinita debolezza e fragilità 

 

Non dimentichiamo che,
quando una campana suona a morto
suona per ciascun vivente

 

2.

 

Il vento scuote gli alberi
Fa vibrare le finestre
Si sente fuori dalle mura 
un rimestio o un brontolio 
Ma anche una vibrazione
altalenante 
come se uno stuolo di monaci tibetani
stesse salmodiando l’OM

 

Carte e cartacce,
fogli di giornale, 
involti oleosi stropicciati
bicchieri di carta,
ma anche foglie secche,
danzano nel vento
si sollevano in piccoli vortici
e poi ricadono
fino a quando un turbine
più vigoroso non li prende
portandoli via con sé

 

Il vento allontana le persone,
le isola,
fa volare via i pensieri,  scompigliandoli,
via sciarpe e berretti
Le costringe a piegarsi per resistere,
ma poi le prende e le trascina
nell’Altrove

 

Dove? 
Forse a Erewhon
Forse a Kansas City
Forse a Xanadu di Kubla Khan 
O forse a Shangri-la
o in altri luoghi dove si possa
ricevere il dono (o la maledizione)
dell’eterna giovinezza

 

Dicono che nei giorni di vento
le anime dei defunti
possano più facilmente volare via
libere da catene e da fardelli

3.

Fa caldo in questo giorno di Marzo
Questa sezione del cimitero
è battuta dal sole,
sotto un cielo implacabilmente terso

 

C’é - a poca distanza -
un rifugio ombroso
ai piedi di un cipresso secolare
Mi ci riparo
Accanto a me,
occhieggia con i suoi fiori
una margherita selvatica
cresciuta a fatica
tra gli interstizi d’una sepoltura

 

Avverto la pace
E se non fosse considerato strano
mi sdraierei volentieri 
su d'una lastra tombale
per assorbirne la tellurica frescura

 

Attorno a me s'erge
un fitto bosco di sepolture,
ornate di croci e colonne mozze,
custodite da angeli in preghiera
o dormienti,
adorne di scritture ultime,
alcune abitate e frequentate,
ingentilite da fiori freschi e piante ancora vitali,
altre neglette, dissestate,
con inferriate e recinzioni di metallo
divelte e rugginose

 

I defunti sono qui
attorno a me
Lo sento
Alcuni sono rappacificati e sereni
Altri levano le loro voci irose
per essere stati trascurati

 

Tutti aspettano qualcosa
L’ora che verrà 
o che mai arriverà

 

Si sente echeggiare il verso del corvo,
nero guardiano

Una meditazione in tre tempi
Una meditazione in tre tempi
Una meditazione in tre tempi
Una meditazione in tre tempi
Una meditazione in tre tempi
Una meditazione in tre tempi
Una meditazione in tre tempi
Una meditazione in tre tempi
Una meditazione in tre tempi
Una meditazione in tre tempi

Squilla il telefono
ripetutamente
Poi il trillo cessa
e sento una voce strozzata
che mi chiama per nome,
più volte, con insistenza
Una voce la cui timbrica
evoca sofferenza e dolore
Mi sveglio del tutto,
con il cuore in gola
Rovisto in giro
in cerca del telefono
che non trovo, all’inizio
Il cuore batte veloce,
impazzito
Là fuori, penso,
qualcuno ha bisogno di me!

Il vento soffia forte
Grida e ulula
Le chiome degli alberi
sono squassate senza requie
dalla mano d’un gigante
Non c’è quiete
Tutto è in movimento
Penso che se uscissi
fuori dal mio loculo sicuro,
in questo istante,
potrei essere trascinato
come un fuscello
da qualche parte,
oppure sospinto via
sino ad essere inghiottito
nel Gorgo del Tempo
e mandato a sprofondare
nel Pozzo dell’Oblio
più radicale ed inimmaginabile

Maurizio Crispi (10 marzo 2023)

Selfie (foto modificata di Maurizio Crispi)

Selfie (foto modificata di Maurizio Crispi)

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4 marzo 2023 6 04 /03 /marzo /2023 08:39
Selfie

Ho sognato un sogno complicatissimo,
pieno di sotto-storie elaborate
di cui ricordo solo frammenti

 

C’è un imbonitore che presenta dei prodotti,
all’interno di un tendone allestito ad hoc
A ciascuno dei presenti viene dato un piccolo zaino
pieno di campioni e di minuscoli dispositivi a batteria
Ci sono anche delle affiche pubblicitarie arrotolate
Quasi al termine della presentazione
metto tutto nello zainetto,
inclusi i rotoli,
e vado via, soddisfatto
di aver ricevuto tanta roba in omaggio
I rotoli-affiche sono molto lunghi
(o che siano degli antichi papiri
oppure i famosi rotoli del mar Morto?)
e sporgono fuori dallo zaino
Finirò per perderli, mi dico
Faccio uno spostamento in auto
e scendo trascinando meco lo zainetto
Mi fermo da un lato dove c’è un appoggio
e mi dispongo ad esaminarne per bene il contenuto
Mi accorgo di aver perso i rotoli,
come del resto avevo previsto
Tra i dispositivi, inclusi nella roba omaggio,
c’è anche una specie di macchinetta per radersi
e una tosatrice per barba e capelli
Decido di provarla su di me,
ma - senza specchio per rimirarsi
e tenere sotto controllo il lavoro svolto -
non é cosa agevole,
tanto che, provando e riprovando,
finisco con l’infliggere seri danni
a barba e baffi

 

C’è una dottoressa in camice bianco
che può testare il funzionamento della macchinetta tosatrice
Basta mettersi in fila
e poi sedersi su di una sdraio
appositamente disposta
Faccio il turno
Mi lascio andare sulla sdraio
La tizia impugna la macchinetta
con piglio da esperta
Ci penso io, dice
Poi alla fine mi porge uno specchio
perché possa guardarmi
e valutare il risultato finale
Un disastro!
Sembro un double-face,
metà faccia con barba e baffi
e l’altra metà glabra
Non mi riconosco,
sembro un pazzo!
Cosa fare?
La dottoressa mi dice
che i danni inferti da me stesso
erano troppo ingenti
E adesso dovrò rimanere così
in attesa che il tempo,
grande scultore, bla bla bla
Oppure, prendendo le vie brevi,
posso risolvere tagliando via
ciò che rimane del pelame
che mi riveste il volto
e donarmi qualche anno in meno
Decido per la soluzione
“tempo grande scultore”
e rimango sconsolato su quella sdraio,
sentendomi sul letto di Procruste
Ci sono alle mie spalle dei tipi
che si arrampicano su di un altissimo muro inclinato
e che poi si lasciano scivolare giù
come se fossero su di un scivolo
Gridano e schiamazzano
mentre vengono giù
Sembrano divertirsi un mondo
e sono tutti ricoperti di intonaco bianco
come fossero dei pesci infarinati
pronti per la frittura
Uno accanto a me,
li guarda preoccupato
e vorrebbe intervenire per fermarli
Lo fermò dicendogli
Don’t worry, be happy!
Take it easy!

Lasciali vivere,
si stanno solo divertendo
e sono, per di più, maledettamente abili!

 

Nel mentre arriva la mia ex-moglie,
la madre di mio figlio Francesco,
e mi chiedo se ho sue notizie
Sono sorpreso di questa domanda
So che mio figlio è andato in un luogo lontano,
ma non ho notizie fresche
Lei dice che, a quanto sembra,
si è incamminato a piedi,
assieme ad altri,
per fare ritorno,
mettendo in scena una specie di lunga marcia
Improvvisamente, entro in uno stato
di grande preoccupazione
e raccolgo le mie cose
per andare alla ricerca di mio figlio
Sono in versione double face,
per quanto riguarda baffi e barba
ma non mi importa
Voglio andare dritto al sodo
Intanto, vedo arrivare dei miei colleghi di un tempo
alcuni allora da me
benevolmente detestati
Cerco di non farmi scorgere,
mantenendo una mia invisibilità sociale,
e adottando strategie mimetiche

 

Proseguo per la mia strada,
pieno di preoccupazione,
alla ricerca di mio figlio

Dissolvenza

(26 agosto 2022)

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2 marzo 2023 4 02 /03 /marzo /2023 08:28
Il venditore ambulante (foto di Maurizio Crispi)

(7 dicembre 2022) All'incrocio tra due vie della mia zona (non dirò quali), da anni che io ricordi, addirittura dai tempi in cui praticavo ancora la corsa - sicuramente negli ultimi vent'anni - ogni mattina arriva uno con la sua macchinetta, una piccola cilindrata monovolume
Arriva presto e parcheggia proprio all'angolo dove ci sono le strisce pedonali
Poi, dopo avere indugiato un po' dentro la sua auto, senza fretta, scende, si sgranchisce appena  e si mette all'opera
Apre il cofano posteriore e comincia a scaricare una sua attrezzatura, con ordine immutabile
Prima una sedia pieghevole
Poi ancora dei trispiti metallici
Quindi è la volta di un robusto foglio di compensato che farà da piano d'appoggio per il suo banchetto
E infine numerosi sacchetti e scatole di dimensione standard (all'apparenza si tratta di scatole per scarpe) che contengono la sua mercanzie
A questo punto viene il momento dell'allestimento di un'esposizione di ciò che mette in vendita
Quindi, il tipo si accomoda sulla sua seggia pieghevole e aspetta
Non fa nulla per invogliare i passanti a fermarsi e a visionare i suoi capi
Ma qual'è la  mercanzia che mette in vendita? Ecco, a questo punto lo dirò lo dirò: si tratta di calzini di tutte le misure e colori
E' dunque un venditore ambulante "monotematico", probabilmente senza licenza
Questo è il suo dignitoso lavoro
Ogni giorno di mercoledì (non ricordo se è presente in altri giorni della settimana): forse è sopravvissuto al tempo in cui Piazza Unità d'Italia era sede di un mercatino rionale, che poi venne spostato a Viale Campania e che aveva luogo, appunto, il mercoledì. Attorno vi era tutta una costellazione di venditori ambulanti improvvisati, senza un proprio posto fisso all'interno del mercatino che sfruttavano il grande afflusso di compratore per fare i loro affari
L'uomo è molto meticoloso e misurato nei gesti
Lento
Non ha fretta, come se avesse tutto il tempo del mondo
E' perfino sopravvissuto ai tempi del Covid che per tanti ha significato la perdita di baracca e burattini
Ovviamente, a quei tempi, non era fisicamente presente nel suo angolino
Una volta finite le restrizioni è ricomparso
La cosa più incredibile è che egli sia tanto affezionato a questo punto della città
Non è che si muova da un punto all'altro, come è nella natura di un ambulante ( o forse sì, ma questo non posso dirlo con certezza: mi baso solo su quello che vedo)
Quest'angolo è il suo posto
Questa è la cosa più rimarchevole
NI sembra che ogni anno che passa l tipo sia un po' più acciaccato, il busto è piegato in avanti, e vedo che si muove a fatica nell'espletare le diverse operazioni: però tiene breccia
Non demorde, anche se non ho mai visto in occasione dei miei passaggi, qualche passante fermarsi ad esaminare la sua mercanzia
E' un esemplare vivente di costanza e di buona volontà
Non credo che questa attività sia per lui decisiva ai fini del sostentamento
Tuttavia, , credo che il beneficio secondario principale di essa sia dare dignità alle sue giornate
Conclusa la mattinata raccoglie tutto quanto e se ne va
Non so dove
Riparte e poi, puntualmente ritorna
Ogni volta che passo accanto al suo banchetto lo saluto e lui risponde al mio saluto

 

E se le cose stessero diversamente?
Il fatto che egli non venda mai nulla è indubbiamente un’anomalia che conduce a degli interrogativi
Per esempio, perché - visto che non fa affari.- non si sposta in un punto della città che sia più redditizio
Forse il suo obiettivo è semplicemente quello di stare, ristare ed osservare.
Qualcuno mi ha detto che in altri punti della città è possibile identificare analoghi venditori che nulla vendono, ma passano il loro tempo in silenziosa (o vigile) attes.
Forse l'omino che non vende mai nulla, come altri suoi colleghi sparsi qua e là nel territorio cittadino, è soltanto una sentinella silenziosa, più che in proprio per conto di qualcuno
È incredibile come una stessa cosa, a partire da piccoli dettagli, possa metamorfizzarsi in qualcosa d'altro, magari inquietante, aprendo la strada a perturbanti interrogativi.

Il venditore ambulante (foto di Maurizio Crispi)
Il venditore ambulante (foto di Maurizio Crispi)
Il venditore ambulante (foto di Maurizio Crispi)
Il venditore ambulante (foto di Maurizio Crispi)
Il venditore ambulante (foto di Maurizio Crispi)

Il venditore ambulante (foto di Maurizio Crispi)

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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