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19 agosto 2013 1 19 /08 /agosto /2013 05:06

Le pecorelle di Tarling StreetNel nostro sottotetto abita un bel gregge di pecorelle.
Nel sottotetto? chiederete stupiti.
Sì, esattamente!
E cosa fanno?
Semplice! Stanno sempre nel sottotetto.
Di giorno dormono e si muovono di notte.
Infatti, se la notte ti svegli ed ascolti attentamente, potrai sentire lo scalpiccio dei loro passi, mentre vanno al pascolo.
Su, nel sottotetto, c'è una grande abbondanza di pascoli. L'erba che vi cresce è succulenta, ma è tutta bianca perchè non vede mai la luce.
Per questo stesso motivo, le pecorelle sono di un bianco candido, di un bianco che non è quello solito delle pecorelle che vedi all'aperte: queste sono di un bel colore bianco candido, come la neve oppure come quelle che vedi nelle illustrazioni dei libri di fiabe.
Ma le pecorelle che vivono nel sottotetto, sempre perchè stanno sempre al buio, non hanno una vista molto sviluppata: sono semicieche e sopperiscono con uno sviluppatissimo senso dell'olfatto.
E, infatti, proprio per questo sono molto disturbati dalle caprette tibetane che invece vivono, assieme agli stambecchi proprio sultetto della casa di Tarling Street. Stanno sul tetto, perchè - come tute le capre - puzzano da morire e gli altri abitanti dell'edificio si lamenterebbero della puzza.
Anche le pecorelle sono molto disturbate dal forte afrore delle caprette e, infatti, preferiscono non mischiarsi a loro. Del resto, non ce ne sarebbe alcun motivo,perchè le caprette si nutrono della fine erbetta che cresce negli interstizi tra le tegole, di muschi e di licheni che prosperano soprattutto d'inverno.
Le pecorelle del sottotetto a causa della forma degli spazi che hanno disposizione sono anche un po' spigolose e sbilenche. Alcune - quelle che stanno proprio dove il tetto fa angolo - hanno le zampe di ciascun lato di altezza diseguale, altre invece hanno il dorso puntuto e rettilineo così possono incastrarsi alla perfezione nella parte sommitale del tetto.
Sia come sia, sono molto simpatiche e cordiali, per quanto timide.
Parlano ed ascoltano soltanto il loro pastore che poi sarei io.
Ma tutto ciò avviene per il tramite del vegliardo del gregge che è un grande montone (o montonessa? - non si sa bene), con un grande paio di corna ritorte e che, a differenza di tutte le altre pecorelle, è nero come la notte.
Di giorno dormono, le nostre pecorelle, e di notte pascolano: conducono una vita molto ordinata e semplice...
Ogni tanto, soprattutto di giorno e specie quando fuori fa un grande caldo ed il sole batte forte infuocando le tegole, si dispongono a ruota e ogni ruota è fatta di almeno venti di loro.
Ma almeno una volta, nel corso della notte, scendono giù nel nostro appartamento, attraverso un passaggio segreto che solo pochi conoscono e in una fila ordinata entrano nel bagno di casa e vi si affollano dentro, ma sempre con molto ordine e piene di cortesia l'una con l'altra. Fanno la coda per poter fare un bel bagnetto caldo nella vasca da bagno della nostra casa e dopo sono tutte fresche e rilassate e, soprattutto, rilassate.
Nel controsoffitto vivono anche tante papere di cui le pecorelle sono molto - e teneramente - amiche e, infatti, le portano con sé, quando viene il momento di fare il bagnetto quotidiano-notturno.
Nel sottotetto di tutte le altre case di Tarling Street abitano altre tribù di pecorelle: le diverse tribù non si sono mai incontrate personalmente, ma ogni tribù sa dell'esistenza delle altre.
Prima - lo sapevaano solo sulla base di un semplice intuito pecorellesco,  ma adesso - senza ombra di dubbio - ne hanno avuto la riprova attraverso il web e soprattutto con  Sheepbook di cui le nostre pecorelle sono divenute fanatiche utilizzatrici, poiché hanno improvvisamente avuto la vertigine di apprendere che non sono sole al mondo.
Dopo aver scoperto che  questa semplice (eppure profonda) verità, vorrebbero consociarsi con le altre tribù di Tarling Street e, infatti, sono in fase avanzata le trattative per creare "The Great Sheep Union of Tarling Street", con l'avvio di incontri e di scambi culturali.
Le nostre pecorelle hanno ricevuto anche delle vaghe informazioni sull'esistenza di altri gruppi operosi di consorelle che vivono nei sottotetti di Sutton Street e sono particolarmente interessate a quelle stanziali nel Dockside Hotel.
Ma del resto del mondo non sanno dire nulla, all'infuori di ciò che ogni tanto il loro pastore rivela loro.

Certo è che non sono particolarmente interessate a conoscere le pecorelle che vivono nei sottotetti del "Royal Borough of Kensigton and Chelsea": non saprebbero che farsene di pecore che vivono una vita da dignitari e che sono alquanto superbotte e con la puzzetta sotto il naso, benché si nutrano poi di bucce di banane ed arancia e non certamente della succulenta erbetta bianca (senza clorofilla) che cresce in abbondanza nei sottotetti di Tarling Street. E in questo senso le privilegiate sono proprio loro, senza ombra di dubbio.


In ogni caso, le pecorelle sono molto felici: il momento più bello della loro giornata è quello del bagnetto.
Se qualcuno dovesse chieder loro, risponderebbero di certo proprio in questo modo.

Ma, di norma, sonon molto timide e non parlano mai con gli estranei.
Poi, se ne stanno tutto il tempo nel sottotetto a mangiare (di notte) e a uminare e a dormire (durante il giorno). La loro è una vita decisamente semplice e non certo complicata come la nostra.


Soltanto noi che abitiamo al numero 81 di tarling Street abbiamo il privilegio di avere anche le caprette tibetane e gli stambecchi sul tetto del nostro edificio.

E, mi raccomando, non ditelo a nessuno: è un segreto!

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Published by Maurizio Crispi e Maureen Simpson - in Racconti e storielle
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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