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19 agosto 2013 1 19 /08 /agosto /2013 20:23

Con la saga di (Maurizio Crispi) Con Frankenstein. L'Immortale (pubblicato da Sperling & Kupfer - Collana Pandora - nel 2012) e seguito da altri due volumi, rispettivamente da La città dei dannati (2° vol.) e da Le creature della notte (3° della serie), Dean Koontz ha voluto scrivere un possibile ed immaginifico sequel alla storia di Frankenstein, a suo tempo partorita dalla fervida fantasia di Mary Wollstonecraft Shelley e assurto nell'empireo delle grandi fantasie horror che hanno reso il mostro nato dalla volontà demiurgica di Viktor von Frankenstein ad icona dell'immaginario del XX secolo, con i successivi arricchimenti prootti dall'iconografia cinematografica, ma divenuto anche personaggio-simbolo del pervertimento del progresso scientifico e delle sue prometeiche ossessioni.
I sequel possono essere apprezati, soprattutto quando non sono realizzati in modo dozzinale e se introducono nelle storie che già conosciamo degli elementi di innovazione.
Nello stesso tempo, possono rappresentare per chi li scrive un vero e proprio Cavallo di Troia soprattutto agli occhi dei fan più sfegatati che vorrebbero vedere da parte del proprio Autore preferito solo e unicamente le ripetizione delle consuete tematiche.
Dean Koontz ha un largo seguito di lettori in USA ed anche in Italia: di fatto, è uno di quei scrittori che nel corso degli anni è stato capace di tenere testa, nella classifica delle vendite, a Stephen King.
Alcuni vedono nella scrittura degli ultimi romanzi di Koontz una certa caduta di vigore creativo e collocano questo sequel all'interno di questa tendenza, come il tentativo di sopperire con il "ripescaggio" di un "classico" della letteratura horror alla perdita di idee e di inventiva.
Per esempio, un certo "Tommaso" scrive su IBS (Internet BookShop), "...voglio molto bene a Koontz, l'ho letto per 20 anni ed è stato un grande autore del brivido, senza dubbio, ma negli ultimi dieci è uscito di testa in storie pazzesche, fermati dean! non rovinare ciò che sei stato, l'unico rivale di king in termini di vendite, sei sfinito!".
Non saprei cosa ribattere: certo, ognuno è libero delle proprie opinioni. Ma non mi sento di concordare con questa affermazione. Ho letto gli ultimi romanzi di Koontz e li ho trovati scorrevoli come sempre, anche se la mia preferenza è indubbiamente per Stephen King.
Non trovo che vi sia una caduta di inventiva nell'ultimo Koontz. E p
enso anche che la trilogia dedicata a Frankenstein possa essere considerata come un coraggioso tentativo di dare una lettura "moderna" e ancora più spinta, più che del "mostro", creato con l'assemblaggio di pezzi di cadavere vivificati dalla spaventosa quantità di corrente elettrica generata da un fulmine, del suo creatore che, sin dall'inizio, si pone come un demiurgo che, da solo, ambisce a diventare il creatore di una nuova razza di esseri efficienti, privi della sfera emozionale, immortali.

Per comprendere questo "sequel" non si può non fare riferimento alla sua storia editoriale che lo stesso Autore spiega nella prefazione al 1° volume della serie.
"Per quanto io sia un tipo poco ciarliero, mai prima d'ora avevo trovato necessario spiegare perché ho scritto un libro. Ma in questo caso una breve illustrazione mi sembra doverosa.
In origine scrissi una sceneggiatura per un plot televisivo di sessanta minuti dal titolo Dean Koontz's Frankenstein, cui avrebbe fatto seguito una serie di episodi per USA Network. Il mitico Martin Scorsese sarebbe stato il produttore esecutivo e aveva firmato anche un famoso giovane regista (...)
Poi la rete e il produttore decisero di apportare modifiche profonde. Poco interessato alla televisione, mi ritirari dal progetto. Augurai buona fortuna e mi dedicai a sviluppare l'idea originale in forma di romanzo" (dall'introduzione al 1° volume della serie, "Prima di tutto...").

 

L'ambientazione della storia è a New Orleans, duecento anni dopo i fatti narrati da Mary Shelley.
Il "mostro" (che ora ha assunto il nome di Deucalion) è ancora vivo, perchè il fulmine che gli ha dato la vita lo ha anche reso immortale. Ora ha un nome e dall'eremo tibetano dove si è rifugiato per sfuggire alla malvagità e all'intolleranza degli uomini, ritorna nel mondo degli  uomini per fermare la follia di colui che lo ha creato (resosi immortale grazie alle sue sperimentazioni e manipolazioni della fisiologia umana) e che sta sviluppando - con i moderni mezzi dell'ingegneria genetica e delle biotecnologie - il suo folle progetto di creare una nuova specie "evoluta" rispetto agli uomini. E prima di poter portare a compimento la propria missione, che è quella di muovere guerra a Viktor von Frankenstein ed annientarlo per il bene dell'Umanità, Deucalion dovra convincere della verità della sua storia i poliziotti che indagano su alcune barbare uccisioni che si ritengano compiute da un pericoloso serial killer.


Ovviamente, in questa storia così rivisitata, le citazioni da altri classici SF e horror, sono molteplici, partendo da "L'Isola del dottor Moreau" di H. G. Wells, per arrivare alle idee espresse dal romanzo di Finney, "Gli invasati", trasposto in film - come gli appassionati sanno bene - con il titolo "L'invasione degli Ultracorpi" (che ha visto successivi remake, a colori, ma assai meno efficaci del primo film).

E sta al lettore colto ritrovare queste diverse citazioni, assieme alle "contaminazioni" del filone narrativo principale con le tematiche relative ai "serial killer".
Si legge con interesse, a mio avviso.
L'unico difetto è che il primo romanzo della serie rimane del tutto incompiuto: i tre volumi avrebbero potuto essere agevolmente pubblicati in un unico volume, anche con grande beneficio della tasca dei lettori.

 

 

Seguono dello stesso autore, a completamento della saga, sempre per i tipi di Sperling&Kupfer, entrambi già pubblicati:

  • Frankenstein. La città dei dannati
  • Frankenstein. Le creature della notte


Con la saga di (Dal risguardo di copertina) Ogni città ha i suoi segreti. Ma nessuno terribile come questo.
Per le strade di New Orleans si aggira un uomo dalla forza sovrannaturale e dall'aspetto terrificante. Un essere dalle origini misteriose, che ha attraversato i secoli portando con sé un segreto peggiore della morte, e un odio ancora più profondo. Si chiama Deucalion e il suo arrivo in città coincide con quello di un pericoloso serial killer che uccide le sue vittime a sangue freddo e riduce i cadaveri in pezzi. I due detective incaricati di indagare sugli omicidi, la coraggiosa Carson O'Connor e il suo protettivo partner Michael Maddison, ben presto si rendono conto che dietro la scia di sangue non si nasconde un solo uomo, ma un'intera legione di assassini. Intanto, nell'elegante Garden District, un giovane e affascinante miliardario lavora instancabile a un progetto che nessuno conosce. È Victor Helios, leader affermato nel campo delle biotecnologie. Ne ha fatta, di strada, da quando, duecento anni prima, viveva in Europa e si chiamava Victor Frankenstein. Deucalion è stato il suo primo esperimento, un mostro odiato e temuto da tutti. Ora i ruoli si sono ribaltati. Non c'è più nulla di umano nello scienziato, e sarà proprio il mostro a salvare il mondo dall'avvento della Nuova Razza che Frankenstein sta progettando....
In corso di pubblicazione in 21 Paesi, "Frankenstein. L'immortale" è il primo capitolo di una serie già cult in tutto il mondo. Un romanzo inesorabile, che non lascia scampo.
 

 

 

(dalla 4^ di copertina) Un successo straordinario. Il dottor Victor Frankenstein è tornato. Per uccidere e per distruggere l'umanità. Il ritorno di un personaggio leggendario. Il primo capitolo di una serie cult in America. Il romanzo che ha conquistato oltre 10 milioni di lettori in tutto il mondo.

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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