Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
8 ottobre 2026 4 08 /10 /ottobre /2026 10:13
Poco di tutto

Senso di vuoto
Isolamento
Scarsa efficacia
Poche energie
Sfinimento
Poco di tutto
Grandi manovre
Assenza
Assenza
Assenza
Oggi miriadi di mosche
Ronzano attorno alla mia testa
Si posano instancabili e moleste
Sulla mia pelle
Mille cose da fare
Rumori forti e violenti
Tanto rumore per nulla
Azioni inefficaci
Colpi sferrati a vuoto
Prepararsi a schivare dei colpi
Andiamo avanti
Qualcuno dice:
Ho fame! Ho fame!
E' tempo di merenda
Bisogni elementari e alimentari
Da soddisfare

Sopravvivremo comunque
Siamo naufraghi alla deriva
Sulla zattera della Medusa

 

Poco di tutto (immagine generata da Gemini AI)

 

Lavorare in una comunità terapeutica per pazienti psichiatrici richiede una forma di presenza e di energia che pochi contesti lavorativi domandano. C’è una fatica fisica, ma soprattutto una tensione somatizzata, quel dover stare perennemente con le antenne alzate, pronte a percepire l'innesco di una crisi o a schivare un colpo, sia esso un insulto, una provocazione o una reazione fisica improvvisa. 

Bisogna sempre mantenere la calma. Il più delle volte nulla succede veramente, ma il fatto stesso di dover fronteggiare - mantenendo un atteggiamento di accettazione e di accoglimento - alla lunga genera un senso di logoramento, qualche volta un vissuto di impotenza, anche se non si smette mai di provarci e di tenere alta la fiducia del buon esito del proprio operato.

È comprensibile che, dopo giornate costruite su questo tipo di vigilanza, il risultato sia quel "senso di vuoto" e di "assenza" di cui ho scritto nella mia annotazione diaristica in assetto libero-associativo . Mantenere l'empatia e la pazienza quando il corpo e la mente sono in uno stato continuo di "attacco o fuga" prosciuga le riserve d'energia, lasciando spesso la sensazione di avere agito a vuoto o di aver fatto "grandi manovre" senza reali risultati, specie quando alcuni pazienti vengono imposti dall'esterno senza che vi siano le effettive risorse per poterli supportare.

In contesti del genere, la sensazione di essere sulla "zattera" diventa quasi letterale: ci si trova a gestire i bisogni primari ed emergenti degli altri mentre si cerca di rimanere a galla in attesa di salvezza. 
Gli operatori, coloro che curano, sono sulla stessa zattera di coloro che vengono curati.
Sia gli uni che gli altri hanno bisogno di essere salvati.

Per citare il titolo del romanzo parzialmente autobiografico di Daniele Mencarelli, "tutto chiede salvezza"

Condividi post
Repost0

commenti

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth