/image%2F1498857%2F20260928%2Fob_2d332f_sogno-serd.jpg)
Ho fatto ancora una volta un sogno di SerD
Tornavo molto tempo dopo per fare una serie di “lezioni” agli operatori nuovi e ai tirocinanti
Mi incontravo con qualcuno per organizzare il calendario di questi eventi
Ricordo che stavamo seduti ad una scrivania a parlare e che, nel mentre, io facevo qualche telefonata di tipo organizzativo
In particolare chiedevo ad un tirocinante, nuovo assunto, di sostituirmi nella conduzione di un seminario il martedì successivo, poichè io in quel giorno sarei stato impegnato altrove.
Il tirocinante era molto contento di ciò
Uscivo e, camminando, notavo che mi si era slacciata la cintura dei pantaloni e che la sua grossa fibbia pendeva in basso, dandomi fastidio nella deambulazione
Ma decidevo di far finta di nulla
Fuori per strada mi parlavano di alcuni pazienti in carico al servizio che erano in totale deragliamento, malgrado gli sforzi profusi e congiunti, e che alcuni di loro fumavano cinquanta o anche sessanta sigarette al giorno, senza che si potesse far nulla per impedire ció
Dissolvenza
/image%2F1498857%2F20260928%2Fob_047c1a_faccio-da-solo-e-affronto-la-fatica.jpg)
In un’altra parte del sogno sono con mio fratello nello stesso posto di prima, quando all'improvviso dobbiamo andare via
Per far ció, ci sono delle importanti barriere architettoniche e tutti quanti sono confusi e disorientati
Infatti, per uscire bisogna scendere per delle scale piuttosto ripide con gradini che hanno delle alzate formidabili e il ripiano d’appoggio piuttosto stretto (sembrano le scalinate di qualche piramide azteca)
Sono tutti imbambolati e se ne stanno lì senza far nulla.
Non hanno idea di come aiutare
Ma io non ho bisogno di nulla
So che la posso fare da solo, come sempre.
Chi fa da sè, fa per tre!
Scelgo la via d’uscita che mi appare migliore e più agevole e guido la carrozzina di mio fratello giù per le rampe di scale
In alcuni tratti mi aiuto anche con delle corde
Mio fratello è tranquillo e rilassato
Si affida a me
Insieme superiamo tutti gli ostacoli
Poi, mio fratello non c’è più
Io sono da solo e sto correndo
Forse sto partecipando ad una maratona lungo le strade di una città antica con la pavimentazione fatta di grandi pietre squadrate
La salita è spaventosa
Sento nei muscoli tutta la fatica dell’andare
Eppure, per quanto lentamente, riesco a progredire
Poi c’è una svolta e la strada riprende a procedere in salita ed è tanto ripida da darmi l’impressione di dovere inerpicarmi su per un muro.
So che ce la faró anche questa volta
L’importante è non perdersi d’animo e andare avanti con pazienza, concentrato, conquistando la strada metro dopo metro, con lentezza, ma sempre con determinazione.
Dissolvenza
Ho sognato che ero nel cortile interno di casa mia
Erano in corso dei lavori di rifacimento della pavimentazione
Ero sul punto di dover uscire in auto
Una delle due uscite era transennata e non era praticabile
L’altra rampa invece era ostruita, poiché vi avevano scavato addirittura una trincea, anche se non era transennata
Il fatto che non fosse transennata era per me quasi una beffa, un insulto
Non c’era niente da fare
Non vi era alcuna via di uscita
Ero bloccato dentro casa mia
Fine
/image%2F1498857%2F20260928%2Fob_e85736_sotto-minaccia.jpg)
Ero sotto minaccia da parte di tre tizi vestiti da maranzá che mi si erano avvicinati mentre svolgevo la mia attività di medico psichiatra in un carcere
Arrivavano con fare da bulli e mi chiedevano “la cura”
Io chiedevo loro: “Che cura”
Loro rispondevano “Lo sai tu qual’è la cura”
“Ma io non so, veramente!”
“Lo sai, lo sai”
“Ma adesso anche se lo sapessi, non potrei far nulla! Non vedete che sto somministrando i farmaci agli altri detenuti?”
In effetti, avevo davanti a me un enorme scatolone pieno di farmaci e, di là dal tavolo dov’era poggiato, c’era una lunga fila di persone in attesa di ricevere i farmaci spettanti
“Aspetteremo”, fecero allora
E hanno aspettato
Poi, svolto il mio compito, mi sono avviato con l’enorme scatola di farmaci per rientrare nel mio ufficio
E ho detto loro: “Andiamo al mio ufficio dove tengo la carta intestata per le prescrizioni!”
“Ti seguiamo e ti teniamo d’occhio. Bada bene di non sgarrare! Se sgarri, ci saranno conseguenze! Verremo a trovarti con il nostro cane addestrato dovunque tu sia e ti faremo del male, molto male!”
Io ero sempre più spaventato e tremavo come una foglia interiormente, mentre all’esterno riuscivo a mantenere la calma, tuttavia
Al passaggio c’era la farmacia ed io vi entravo, dicendo ai tre di aspettarmi fuori e che avrei solo dovuto depositare la scatola con i farmaci
“Va bene, ma ricordati che se sgarri ci saranno conseguenze!”
Entravo e lanciavo un messaggio di aiuto alla farmacista in turno
“Sono sotto minaccia da parte di tre malacarne che vogliono prescritti farmaci di cui non so niente!!
Dissi questo parlando con il labiale e la farmacista, sempre con il labiale, mi rispose “Ora ci penso io!”
Uscii allora, rinfrancato
“Possiamo andare!!”
“Ti seguiamo e fai attenzione!”
Mi sentivo svenire
Ed ecco il suono benedetto delle sirene della polizia, mentre altre guardie in tenuta antisommossa arrivavano di corsa
I tizi, allora, si sono dileguati a gambe levate
Forse li hanno inseguiti e bloccati, non so
Sono momentaneamente libero dalle minacce, eppure non mi sento del tutto tranquillo
Una nube pesante grava su di me
Mi avvio verso la mia auto e da lontano scorgo i tre malacarne con le loro tute di accetato, e con loro anche un cane minaccioso (potrebbe essere un pitbull o un mastino)
Con il cuore a mille balzo in auto e cerco di avviare il motore, a vuoto naturalmente
Non posso fuggire come vorrei
Il motorino d’avviamento gira a vuoto, ancora e ancora, mentre freneticamente cerco di far partire il motore e così mettermi in salvo
Penso che sono consumato, finito, bruciato... e che, anche se potessi riuscire a fuggire, loro verrebbero a cercarmi e non mi darebbero requie
Dissolvenza
scrivi un commento …

/image%2F1498857%2F20260928%2Fob_2e71b4_senza-via-d-uscita.jpg)

