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3 ottobre 2026 6 03 /10 /ottobre /2026 09:00
Lo smaltimento delle cose vecchie (immagine generata con Gemini AI)

Sono in sosta davanti ad una casa isolata in mezzo alla campagna
È una casa antica, sul davanti c’è una costruzione quadrata, rozza, di pietra viva e con il tetto di travi di legno che sporgono dei muri e che si alzano al di là della copertura
Si passa dalla porta stretta, si attraversa un unico locale buio e, passando per un’altra porta altrettanto stretta, si arriva ad una corte interna oltre la quale si trova un altro edificio ad un piano.
Sarò ospite in queste casa per un breve periodo: ci sono una donna e i suoi due figli.
Io devo svuotare la mia macchina dal suo contenuto che è costituito anche da cianfrusaglie più che da un bagaglio vero e proprio
Nello svolgere questo compito, trovo un’infinità di piccoli oggetti, parti di giocattoli, kit di assemblaggio per modellini di aerei, soldatini di plastica di poco prezzo, scatole di puzzle e tanta altra roba, di cui ignoravo l’esistenza
Cerco di coinvolgere i due bambini nel prendersi cura di tutto ciò che potrebbe essere per loro un giocattolo li chiamo più volte per raccogliere le cose che io porgo loro e metterle in un posto sicuro dove i diversi pezzi sciolti non si perdono, ma non mi ascoltano e non arrivano tempestivamente. Ho le mani occupate. Non so dove mettere tutte queste cose, le poggio provvisoriamente su di una superficie, cadono per terra, spargendosi per ogni dove.
Ricordo i singoli dettagli di oggetti minutissimi e dei singoli pezzi sciolti nella scatola di montaggio: anche adesso che scrivo del sogno, continuo a vederli vividamente davanti ai miei occhi come se fossero reali.
Continua il lavoro di svuotamento della macchina: sembra che non debba mai avere fine: quasi una fatica di Sisifo. Spuntano di continuo nuove cose, alcune dimenticate da anni e che non pensavo più di avere con me e come se vemissero rigurgitate fuori come resti di un pasto mal digerito.
Tutto ha un aspetto vecchio e polveroso.
Trovo anche un cuscinetto di stoffa tutto smangia, tanto che l’imbottitura ne fuoriesce fuori a ciuffi, su cui è scritto in ricamo rosso: “Svedese per sempre”. E che ci azzecca?, pensai tra me e me.
Rientro nella casa con questo oggetto e con altre cose e cerco un posto dove io possa smaltirlo.
Ma non trovo un secchio della spazzatura da nessuna parte né un cestino per la carta straccia. 
Allora chiedo alla donna se abbia qualcosa in cui mettere le cose da eliminare e lei mi da un sacchetto di plastica che subito mi pare troppo stretto per le mie necessità: infatti questo cuscinetto “svedese” stenta ad entrarci per quanto io mi sforzi a pigiarlo e a strizzarlo.
Tutta l’altra roba da smaltire dove la metterò?
Ritorno alla macchina e noto che l'ho lasciata con tutte le luci accese, compresi lampeggianti: qualcuno passa e dice che sarebbe meglio al più presto chiudere l’auto e ritirarsi in casa, perché nello stadio di calcio vicino la partita sta per finire e ne usciranno presto gli hooligan adirati e desiderosi di devastare e distruggere qualsiasi cosa si trovi al loro passaggio, come fossero l’orda di Attila.
A questo punto, dovrei interrompere il mio lavoro di svuotamento delle cose vecchie e rotte, spegnere le luci dell’auto e chiudere le portiere con il comando a distanza.
Non riesco ad accedere alla chiave di accensione inserita nel cruscotto: il posto di guida è interamente occupato da un enorme groviglio di fili di cui ignoro la provenienza: cerco di infilare la mano nella fitta matassa e di accedere così alla chiave inserita nel quadro.
Con molte contorsioni della mano e delle dita, alla fine, riesco a girarla e a disinserirla.
Con un doppio bip, riesco a bloccare le portiere e mi ritiro nella casa, rammaricato di non aver potuto portare a termine un lavoro di revisione tanto necessario.

Dissolvenza

Lo smaltimento delle cose vecchie (immagine generata con Gemini AI)

 

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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