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11 maggio 2024 6 11 /05 /maggio /2024 10:01

«Un uomo può sopportare molto finché può sopportare se stesso. Può vivere senza speranza, senza amici, senza libri, perfino senza musica, fino a quando può ascoltare i propri pensieri.»

Axel Munthe (da "La storia di san Michele")

Locandina di Baby Reindeer

Ieri sera, sono andato a letto dopo aver guardato, mentre cenavo, il secondo episodio di Baby Reindeer che è, evidentemente angosciante al punto giusto
Sono scivolato in un sonno di piombo e ho sognato 
Ero ad un raduno di vecchi compagni di scuola e alloggiavamo tutti quanti in un hotel che avevamo affittato in esclusiva per l’attuazione di questo meeting del sessantesimo anniversario dell’esame di maturità  
Ognuna delle stanze era occupata da uno o più degli ex-compagni
Non so come, non so perché c’era una tipa, bruttissima, orrenda come un’arpia che mi perseguitava, mi seguiva, mi tampinava, non mi dava respiro e io cercavo di fuggire da lei, perché sapevo che mi avrebbe potuto far del male, molto male
In una scena del sogno, cercavo rifugio in una delle stanze occupate dagli ex compagni 
Ricordo che entravo a perdifiato e chiedevo loro di ospitarmi fintantoché le acque non si fossero calmate
Per essere più al sicuro uscivo fuori sul balcone e me ne stavo lì ansimante come un Axel Munthe (ma perchè proprio qui viene fuori questo Axel Munthe?) spaventato a morte
Dopo un periodo di tempo piuttosto lungo venivo fuori circospetto sperando che dopo la lunga attesa, logorata, l’arpia se ne fosse andata, che avesse demorso, ma no!
Era ancora là a scrutare, ad osservare con occhi da avvoltoio, fiancheggiata da una sua scherana, altrettanto orrenda
Mi rintanavo di nuovo nel rifugio sicuro, ma pensavo anche che non avrei potuto passare tutta la vita a nascondermi
Trascorso un altro po’ di tempo, di nuovo riemergevo, pensando che, correndo a gambe levate, sarei potuto andare a ripararmi nella sala cinematografica vicina, dov'era in programmazione un certo film intitolato “Reindeer” (senza "baby")
Uscivo fuori dall’albergo, cominciando a respirare di sollievo e invece… 
I peggiori incubi non hanno mai fine
La mia stalker era là, proprio davanti davanti all’albergo, intenta a parlare con una mia cugina
Scappa, scappa! 
Corri, corri! 
Pensavo di poterla fare franca 
Invece, proprio quando stavo per girare l’angolo e dileguarmi, guardando indietro alle mie spalle per un’ultima volta intercettavo lo sguardo implacabile di lei e capivo che non avrei avuto scampo

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10 maggio 2024 5 10 /05 /maggio /2024 11:05
Il disagio giovanile contemporaneo: immagini di un'adolescenza tradita

Ho fatto uno strano sogno questa notte
Ero in una città sconosciuta 
Ero andato a trovare un mio collega, uno con il quale tempo addietro abbiamo lavorato assieme per scrivere un libro sul disagio giovanile 
Mi ritrovavo in una stanza della sua abitazione dove regnava una grande confusione 
In mezzo agli oggetti sparsi sul pavimento dovevo cercare e raccogliere dei grandi volumi del formato di raccoglitori ad anelli contenenti delle mie opere, scritti ed articoli vari
Con grande fatica riuscivo a raccattarli tutti 
Ne afferravo un grosso fascio e me ne andavo reggendoli sotto il braccio: dovevo trasferirli da qualche altra parte
Lo spostamento non era semplice perché i grossi volumi - in considerazione delle loro dimensioni e del loro peso - non potevano essere portati agevolmente in quel modo e mi scivolavano continuamente: ne perdevo la presa e mi cadevano per terra, costringendomi a continue soste per raccattarli 
Ricordo che questi volumi erano molto impolverati
Prima di uscire, gravato del loro peso, avevo sì provato a ripulirli, ma molto grossolanamente, per cui, sparse su di essi, rimanevano chiazze d'uno spesso strato di polvere secolare che, nell'inevitabile struscio, mi imbrattava i vestiti 
Arrivavamo, infine, ad un altro edificio circondato da un alto porticato monumentale, indubbiamente antico, per non dire vetusto
Il mio amico era con me, ma non nel mio campo visivo: ne percepivo la presenza alle mie spalle 
Mi diceva (voce incorporea) che dovevo salire le scale dell’antico palazzo e portare quei volumi a casa sua, dopo di ché sarei dovuto scendere per ritornaresino al luogo da dove eravamo partiti per prenderne altri
Ero un poco titubante, anche perché avevo capito inizialmente che quei volumi erano destinati a me (per il mio uso personale), ma lui no, sosteneva una tesi diversa dicendo che li doveva regalare uno a ciascuno dei suoi ospiti e che glieli avrebbe consegnati in dono nel corso di un banchetto che egli avrebbe offerto loro di lì a poco
I suoi ospiti sarebbero stati nel numero di otto: motivo per cui occorreva che io stesso sarei dovuto andare a prenderne altri quattro nel luogo di partenza 
Ero molto indispettito per questo 
E comunque, pur recalcitrante o riluttante che di si voglia, mi accingevo a penetrare nell’antica dimora per assolvere il compito, ma c’erano delle difficoltà: l’edificio pareva impenetrabile.
Il portone di legno massiccio appariva solido ed impenetrabile, non vi era traccia di citofoni esterni e nemmeno d'un battente di ferro sull’uscio
Il mio amico che ora riuscivo a vedere e che - come all’improvviso realizzavo - era seduto su una carrozzina a rotelle mi diceva che forse avrei dovuto fare un lungo giro seguendo il perimetro dell’edificio e lì sul retro avrei trovato una porticina (quella della servitù) che mi avrebbe consentito l’accesso
Ero molto disturbato dall’idea di dover fare questa lunga scarpinata reggendo il peso degli enormi volumi, ma sapevo anche che dovevo fare buon viso a cattivo gioco 
Non mi allietava nemmeno l’idea che, dopo aver depositato il primo carico, avrei dovuto ritornare indietro per il secondo
Mi sentivo costretto a fare un lavoro da mulo (senza nessuna offesa per i muli)
Ero piuttosto scontento

 

Dissolvenza

I libroni (raccoglitori ad anelli)

Cosa sono i "libroni" del sogno?  Credo che corrispondano a dei raccoglitori ad anelli, dove all'interno di buste trasparenti collocavo, in ordine cronologico, tutto ciò che scrivevo, sia che fosse stato pubblicato a stampa, sia no (e quindi anche tutto ciò che andavo via rendendo visibile sul web o che veniva pubblicato in blog e/o testate giornalistiche digitali).
All'interno di ogni busta collocavo anche le diverse versioni, sino a quella definitiva.
Ho mantenuto questa abitudine a lungo.
Ci voleva un sacco di lavoro, oltre che materiali (carta, cartucce per stampante, raccoglitori ad anello, buste trasparenti) con un dispendio non indifferente
Poi, ad un certo punto smisi.
Conservo tuttora questo imponente archivio costituito al momento da decine di "libroni".
Se avessi perseverato in questa abitudine adesso sarebbero centinaia, con un non indifferente problema di immagazzinamento…
Diciamolo pure: in un certo periodo della mia vita e poi per molti anni a seguire (almeno 12, credo) ho coltivato questa smania di "archiviare me stesso"...



 

Maurizio Crispi e Eugenio Mangia, Il disagio giovanile contemporaneo. Immagini di un'adolescenza tradita, Ila Palma, 1999

Maurizio Crispi e Eugenio Mangia, Il disagio giovanile contemporaneo. Immagini di un’adolescenza tradita, Ila Palma, 1999

Credo che questa monografia mantenga tutt’ora una sua attualità, anche se quando fu scritto un po’ precorreva i tempi perché il nostro sforzo fu quello di cercare di trovare un filo rosso conduttore che unisse temi e problematiche solo apparentemente diversi.
Oggi richiederebbe di sicuro qualche ulteriore approfondimento per quanto concerne la pervasività delle moderne tecnologie digitali
Peccato che il volume in formato cartaceo non sia più disponibile nel commercio se no con qualche copia di seconda mano.

(Quarta di copertina) Perché sono oggi così attratti dai “non luoghi“ e dai “luoghi eterotopici“, moderni scenari metropolitani generatori di solitudine?
E che cosa li spinge ad impegnarsi ripetutamente in comportamenti rischiosi o corteggiare la morte?
In una società che è stata definita “normalmente tossicomanica“, ha ancora un senso parlare di prevenzione delle tossicodipendenze?
A quali motivazioni risponde il crescente consumo di designer drugs da parte dei giovani della “ecstasy generation”?
Quale valenza psicologica assume il moderno fenomeno delle “pubbliche confessioni“ televisive: storie di vita, di separazioni, di disastri familiari e fallimenti educativi, raccontate dagli adolescenti e dei loro genitori, all’interno dei salotti o delle platee di quella che è stata definita la “TV del dolore”? 

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7 maggio 2024 2 07 /05 /maggio /2024 13:30
Testa di legno con borsalino (foto di Maurizio Crispi)

In un frammento di sogno sono in divisa da ufficiale dell’esercito
Entro in una stanza dove ci sono molti altri (che non conosco), ma in abiti civili; e, poi, - unico in divisa, pure da ufficiale - c’è anche un mio zio, fratello di mia madre
Mi esercito a mettermi sull’attenti, scattante e teso 
Voglio mostrare a mio zio che ci so fare e che sono all’altezza
Ripeto per diverse volte il passaggio dalla posizione di riposo a quella di attenti 
Dico anche a mio zio che, per realizzare un’impeccabile posizione di attenti bisogna stendere la colonna vertebrale verso l’alto, alzando contemporaneamente il mento e quindi protendere anche la testa verso l’alto, in modo da apparire il più possibile marziali, con lo sguardo fisso verso un punto lontano e l’espressione del volto assolutamente immobile

 

Mio zio approva

 

(Dissolvenza)

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1 maggio 2024 3 01 /05 /maggio /2024 08:35
Palmizio a Palermo con lo sfondo di cielo corruscato (foto di Maurizio Crispi)

Ero in un grande resort vacanziero
Mi sembrava anche di trovarmi all’interno  di una grande riserva naturale con un enorme quantità e varietà di alberi secolari di grandi proporzioni e molte specie altrove prossime all’estinzione, ma qui in pieno rigoglio
In mezzo agli alberi si snodavano grandi viali fiancheggiati da siepi curate, ma non ricordo molto altro. Qui la memoria mi tradisce e che ci posso fare! 
Ero con mio figlio e, a un certo punto, tra le tante attività  che si potevano svolgere, c’era la possibilità di salire su un piccolo trenino articolato in molti vagoni sul quale i bambini avrebbero fatto l’intero giro panoramico del parco
Arrivavamo nel punto di raccolta e trovavamo già una grande folla di bambini in attesa 
Mi cadevano le braccia al pensiero che avremmo dovuto aspettare per un sacco di tempo! 
Ma invece non era così perché quando il primo convoglio partiva ci accorgevamo che erano rimasti ben pochi bambini: avevano tutti trovato posto e quindi si trattava di aspettare soltanto il prossimo giro di giostra
E così Gabriel saliva a bordo in attesa che venisse il suo turno per fare il giro panoramico 
Ed io!? 
I genitori non erano ammessi a bordo
Solo i piccirilli! 
Ecco!
Mi ritrovavo da solo e cominciavo a camminare a piedi seguendo il trenino che ancora non era partito per il giro in senso stretto ma si era fermato per una serie di soste intermedie per raccogliere degli altri bambini a bordo 
Ad un certo punto mi ritrovavo su una tavola da skateboard (io che non sono mai stato capace di cavalcarne una!)
Invece, in questa circostanza ero abilissimo, pronto a partecipare ad un contest 
Procedevo lungo un viale in discesa, pavimentato con sanpietroni che rendevano la superficie fortemente irregolare, a grandissima velocità e dovendo fare, per di più, delle abili evoluzioni per scansare i pedoni che con i loro piedoni neri e sporchi procedevano con browniane evoluzioni
Il viale era in discesa con ampie curve e quindi schizzavo ad una velocità turbinosa che mi scompigliava i capelli che non ho 
Ero in uno stato di esaltazione 

Dissolvenza 
L’ho fatta in solvenza
L’ho fatta in connivenza
Mi ha scritto turpiloquenza
L’ho fatta 
Mi ha scritto ancora con eloquenza
Sei un solerte cretino

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26 aprile 2024 5 26 /04 /aprile /2024 11:20
Berserker (dal web)

Ho sognato una roba,
questa notte,
ma che roba!

 

Entro in un bar qualsiasi,
di periferia, forse
e mi confronto con un tizio esaltato
armato di un grosso coltello
Altri presenti
sono tutti ammassati da una parte
spaventati, terrorizzati
Io mi faccio sotto
per cercare di disarmarlo 
e ridurlo all’impotenza,
riconducendolo anche
nel terreno della ragionevolezza
(se ciò sia possibile)
Anche io sono spaventato,
terrorizzato,
eppure mi faccio sotto
con finte e controfinte,
schivando più volte la lama
(pur facendomela sotto)
Mettiamo in scena una danza,
io duellante a mani nude
Lo blocco con presa d’acciaio,
lui si divincola,
fissandomi con torvi occhi di fuoco, 
e ogni volta la danza riprende
Il tizio mena dei fendenti
e ogni volta mi par di sentire
il sibilo della lama che mi sfiora
Whooooosh!
Alla fine, riesco a bloccarlo 
ancora una volta
Lo costringo ad allentare la presa
e quel coltellaccio letale 
cade a terra con un tonfo,
ma ora rimane la parte difficile
che è quella di ricondurre
quell’esaltato alla ragione,
e per raggiungere quest'obiettivo
occorre neutralizzarlo 
in modo radicale
Cogliendo la sua sorpresa,
per essere rimasto privo dell’arma
gli mollo una violenta testata sulla fronte
(la cosiddetta presa di bella),
seguita - quasi in simultanea -
da una potente ginocchiata nei testicoli
Insomma, roba da supereroe
o da super Jeeg Robot
o da un berserker, invasato dallo spirito di Odino
o da beekeeper la cui mission è occuparsi
del benessere dell’alveare

 

Non mi riconoscevo in questo sogno
Mi guardavo agire,
come fossi stato il personaggio di un film

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24 aprile 2024 3 24 /04 /aprile /2024 11:04
Mano e albero (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato e non ricordo nulla

 

Succedevano cose (ovvio)

 

Ero indaffarato
Facevo cose
Incontravo persone
Andavo a giro in posti diversi
Tornavo a casa
Uscivo
Rientravo
Prendevo un libro 
Lo posavo, dopo aver letto alcune pagine
Salivo sulla cima d’un alto edificio
Mi sporgevo a guardare giù 
oltre la ringhiera
Osservavo i gabbiani in volo planato
Pensavo che mi sarebbe piaciuto 
possedere un paio di ali
e librarmi con loro
oppure scendere in picchiata
per poi risalire 

 

Tornavo giù 
scendendo lungo strette rampe di scale
gradino per gradino
Tump Tump Tump
Questo era il suono della mia pesantezza
Poi mangiavo, anche
o sgranocchiavo
E poi ripetevo
Ripetevo
Ripetevo
Leggevo e facevo una partitella a scopa
Preparavo merende succulente
Poi uscivo a condurre a passeggio il cane 
(oppure era lui a condurre me)
Inciampavo e cadevo rovinosamente 
a terra, come un sacco di patate
Mio figlio che era con me mi diceva:
Papà, prima d’ora 
non ti ho mai visto cadere!

Capita, sì, che all’improvviso 
un figlio assista alla caduta a terra del padre
per un improvviso acciacco
o per un inciampo
e che ciò rappresenti un’epifania
Ricordo che mio padre cadde davanti a me
mentre andavamo in bici,
io ancora alle prime armi,
lui esperto ciclista e mio ruvido istruttore
Lui cadde, io no
Fu questa una premonizione?
Forse
Non so
Eppure

 

Quando mi sono rialzato,
mio figlio era preoccupato
e mi s'è fatto vicino
offrendomi la sua spalla
come appoggio
Non ce n'era bisogno, a dire il vero,
ma il gesto ha avuto un senso

 

albero-orecchio - foto di Maurizio Crispi

Ho visto poi un grosso e grasso lombrico 
strisciare sul pavimento,
vicino al muro
Si arricciava e si distendeva,
procedendo lentamente nel suo viaggio avventuroso
Cercavo di raccoglierlo,
senza fargli del male,
per portarlo in un terrario
oppure nel luogo del compostaggio

 

Ancora una volta mi son fermato
al cospetto dell’albero orecchio
e gli ho parlato
con parole silenziose
e lui mi ha risposto

 

Ho voluto fermarmi 
accanto ad un altro albero possente,
toccare la scabra superficie del suo tronco
per sentirne la forza
e poi abbracciarlo 
per un contatto rigenerante

 

Anche questo ho sognato
in questa notte di pochi sogni

La vita è sogno
I sogni sono la vita

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22 aprile 2024 1 22 /04 /aprile /2024 10:04
Gabbiano in volo in cielo diurno stellato (foto di Maurizio Crispi)

Appena mi son messo in clinostatismo e ho poggiato la testa sul cuscino, sono subito crollato in un sonno profondo
Non ho avuto nemmeno il tempo di pensare, oppure di pormi la domanda se avessi voglia di leggere per un po’
La transizione dalla veglia al sonno è stata immediata e senza consapevolezza, repentina come quando si muove un interruttore da on a off 
Ho dormito per diverse ore di seguito, contrariamente alle mie abitudini, e quando mi sono risvegliato il traghettamento dalla notte al giorno era quasi compiuto
Ho sognato vividamente, ma ricordo solo frammenti 
In uno di essi ero al lavoro e, al mio arrivo, constatavo che la disposizione dei mobili dell’ambulatorio era stata mutata senza criterio 
Mi rendevo conto che nel modo in cui gli arredi erano disposti adesso non mi ci ritrovavo assolutamente 
Cercavo di ripristinare allora la vecchia disposizione, ma andavo incontro a non poche difficoltà pratiche e, dopo ogni tentativo, il risultato raggiunto non rispecchiava mai nemmeno per un po’ la disposizione originaria… anzi era peggiorativo.
Tutto ciò era molto frustrante 

 

In un frammento successivo, mi recavo in una banca per discutere di alcune importanti questioni 
Stranamente, la banca si trovava al 12º piano di un grattacielo e per arrivarci bisognava prendere un ascensore superveloce 
In attesa c’era un sacco di gente e non era semplice potere entrare in uno degli ascensori del grande atrio a disposizione dei visitatori, a meno di non fare il furbetto
Ero in compagnia di altri: formavamo un gruppuscolo di tre e dovevamo salire assieme, senza separarci. Ciò rendeva le cose più complicate 
Ricordo confusamente il momento in cui riuscivo a sgattaiolare dentro l’ascensore mentre la porta scorrevole stava per chiudersi
Compivo una vera e propria acrobazia per insinuarmi dentro senza essere schiacciato dalla porta mobile che era, con molta evidenza, sprovvista del consueto meccanismo di arresto di sicurezza automatico
Ricordo anche che, una volta dentro, a forza di braccia - come un energumeno - impedivo alla porta scorrevole di chiudersi definitivamente e - anzi - riuscivo ad allargare il varco così da consentire alle altre due persone con me di entrare dentro anche loro
Quelli che già erano in attesa all’interno guardarono la mia entrata e le successive acrobazie con palpabile disapprovazione
Ma a quel punto eravamo dentro e riuscivamo a salire
Giunti al piano, ci addentravamo in un dedalo di uffici sino ad arrivare a quello che io cercavo
Dovevo confrontarmi con un impiegato malmostoso e scostante
Spiegavo il motivo della mia visita, ma non ottenevo alcuna risposta utile
Anzi, dirò di più, l’impiegato si insospettiva poiché considerava i miei motivi non plausibili e pretestuosi e cominciava guardarmi con sospetto, insinuando che l’utilizzo dell’ascensore da parte mia fosse stato illegittimo e sottolineando che l’uso di esso era riservato soltanto ai clienti che avessero un motivo valido per rivolgersi a lui
E io gli chiedevo: "Qual è un motivo valido? Come si fa a stabilire cosa sia valido e cosa non lo è?"
Quello rispondeva: "É a mio insindacabile giudizio! Io sono arbitro e giudice! Io sono Dio e le mie decisioni sono senza appello!"
Capivo che di là dovevo scappare immediatamente e cominciavo a cercare una via di fuga visto che l’uso dell’ascensore mi era ormai precluso per la decisione (o sanzione) presa da dio in persona
Capivo che avrei dovuto scendere usando le scale 
Avrei potuto farlo se solo avessi saputo dove fossero, ma la porta che conduceva ad esse era ben mascherata, né vi erano cartelli che segnalassero vie di fuga in caso di pericolo 
L’unica alternativa era calarsi con una corda o con altri mezzi di fortuna: ma questa era sicuramente una soluzione acrobatica che non mi si addiceva per nulla (e non mi si addice nemmeno da sveglio)
Mi accostavo ad un finestrone e spingevo il mio sguardo verso l’alto, osservando il grattacielo di fronte che si stagliava su di uno sfondo di cielo blu abbacinante
Mi accorgevo che sul tetto di quell’edificio vi erano delle automobili che facevano manovra come se là, su quella stretta terrazza, vi fosse un parcheggio d’auto
Mi chiedevo come quelle vetture fossero arrivate lì
Capivo anche che l’unica altra alternativa per andare via di lì potesse essere ascendere verso l’alto, sì da raggiungere il tetto-parcheggio di quell’altro edificio e da lì prendere un taxi


(Dissolvenza)
 

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21 aprile 2024 7 21 /04 /aprile /2024 10:18
Macedonia di frutta (foto di Maurizio Crispi)

Sono in una scuola
Forse è proprio quella di Gabriel 
Ci è stato detto di portare, ad integrazione del cibo distribuito in mensa, qualcosa in più che possa servire per merende estemporanee
Ognuno ha portato quel che poteva 
Tipo: formaggini, prosciutto cotto affettato, salamelle, stick di salame, bocconcini di salame, formaggi vari, brioscine, merendine, biscotti e biscottelli, frutta secca e altro
Alcuni anche torte e pietanze preparate in casa
Ciò che è deteriorabile lo mettiamo in un frigorifero messo dalla Direzione a disposizione dei genitori 
Tutto il resto viene collocato in una dispensa 
Mentre facciamo queste operazioni dobbiamo indossare mascherine e guanti di lattice per evitare moleste contaminazioni
Poi, ad un certo punto, finisce il tempo della scuola e, allora, ogni genitore cerca di recuperare ciò che ha portato (almeno quanto è rimasto)
E sempre indossiamo mascherine e guanti di lattice (blu oppure rossi, ambedue i colori di prammatica)
Ma è tutto un grande pasticcio 
Si crea un ressa attorno a quel piccolo frigorifero 
Tutti quanti vorrebbero riprendere ciò che spetta loro
Tutti si affollano davanti allo sportello 
Infilano le mani dentro, frugano e rovistano, con un’inaudita impellenza di modi 
C’è chi riesce nell’intento e se ne va via con un sacchettino colmo delle proprie cose (ma anche di ciò che non appartiene loro)
Altri non riescono nell’intento e non trovano nulla, probabilmente perché le proprie cose sono finite nei sacchetti di altri più rapaci e più capaci nell’arraffare 
C’è una lunga storia a questo riguardo 
Io, in particolare, mi ritrovo tutto il tempo a trafficare attorno a questo piccolo frigorifero: tiro fuori le cose, le esamino, le rimetto dentro, le riesco, ma c’è sempre qualcosa che non mi soddisfa del tutto
Chiamo Gabriel perché mi dia una mano, ma è irreperibile
Sta giocando con i suoi amici e non mi ascolta 
Devo fare qualcosa per la quale è fondamentale il suo aiuto
Quindi, mi sento come paralizzato 
Non posso procedere 
Tengo in mano una sportina che contiene alcuni degli item, delle cose deteriorabili e temo che possano rovinarsi, se dovessero rimanere fuori dal frigo troppo a lungo
Molta confusione e inconcludenza

 

(Dissolvenza)

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18 aprile 2024 4 18 /04 /aprile /2024 10:50
Riflesso elaborato

Notte di sonno opaca 
Sonno profondo, però,
di riposo e rigenerazione
Sono qua adesso,
sveglio, nel cuore della notte,
mentre l’alba si approssima
In un angolo della stanza 
c’è della lanugine che s’è accumulata
nel corso dei giorni
ed anche il cadavere d’una grossa mosca
Mi riprometto di fare le pulizie
da giorni 
e sempre mi ritrovo a rimandare 
Dovrò pur farlo prima o poi
Più che la lanugine
a disturbarmi
è la mosca morta
Chi sa perché
Ho sognato e nulla ricordo
Ero da qualche parte
Facevo delle cose
Reiteravo e ripetevo
Ho camminato
Ho corso
Ho pedalato per le vie della città 
Talvolta ho parlato,
pronunciando qualche parola sparuta
ma il mio interlocutore era sempre 
ombra, fantasma, 
ineffabile traccia
E dunque ero sempre solo
Compensavo, allora, parlando da solo,
dicendo, emettendo suoni,
ingoiando parole e masticandole,
una alla volta
come chicchi d’uva succosi
oppure sputandole fuori
come gli acini rimasti
che, tra i denti,
danno fastidio e vanno eliminati
Volevo anche scrivere
ma cosa, poi?
Le parole sfuggivano da tutte le parti
Non ne avevo più alcun controllo
Controllo versus creazione
Creatività impossibile
Mission impossible
Attesa
Verranno giorni migliori
Oppure no!
Segnali di resa, di caduta
o forse anche d'inarrestabile decadenza
L’Impero Romano,
dopo aver raggiunto 
la sua massima espansione,
crollò e decadde
insidiato dalle orde barbariche
che tuttavia erano anche 
afflusso di sangue nuovo 
e di vitali nuove energie
Il disordine e il caos 
generarono un nuovo ordine
Corsi e ricorsi
Alternanza di fasi
Decadenza e rinascita

 

Vediamo 
cosa ci attende 
al prossimo giro di giostra

Prigioni Piranesi

(14 aprile 2024) Qual é il senso?
Ho sognato che ero in viaggio
(sempre in viaggio sono in sogno!)
e mi ritrovo nello scompartimento di un treno 
che fischia e sferraglia
C’è un collega di lavoro, con me,
e nessun altro
Facciamo conversazione 
sui più disparati argomenti,
ma non ricordo i contenuti
Altro non ricordo
C’è una vaga scontentezza,
la sensazione di non aver centrato gli obiettivi,
una vaga percezione di aver perso,
di essere uno sconfitto,
uno che ha percorso tanta strada per nulla
Penso al figlio grande: un senso di sconfitta
Penso al piccolo: altrettanto,
anche se ho la certezza
che mi vuole molto bene per adesso
Penso di aver perso tempo
a costruire castelli di carte o di sabbia
Il vento con il suo primo refolo
farà crollare l’edificio di carte e le disperderà, 
così come disperderà per ogni dove
ogni singolo granello di sabbia
Pensavo di avere molto da dire
ma adesso anche quella vena 
s’é inaridita
Vedo per terra i cocci di un vaso rotto,
o forse di un’anfora
Non so quando o perché sia caduto
O per colpa di chi
Con molta vividezza, ne vedo i frammenti sparsi
alcuni molto grossi e cospicui
Malgrado ciò, quel vaso
non potrà più essere ricostruito
perché mancano i pezzi più piccoli 
che - benché minuscoli -
sono cruciali come chiavi di volta
Sono basito ed esterrefatto,
forse anche annichilito
Tossisco ripetutamente 
come per espellere il Male dall’interno
Poi mi fermo e mi ascolto
Ma questa sera non c’è più 
alcuna sinfonietta d’autunno o d’inverno
solo il sibilo del vento freddo
che soffia dalle desertiche steppe del Nord
Poi, dopo lunga lotta,
m sono addormentato di nuovo e ho sognato ancora
Ed ero di nuovo in viaggio 
mi trovavo in una grande città, forse Londra
Che facevo?
Andavo in giro con altri come un turista rispettabile
La città era sovraffollata,
una marea di persone che camminavano indaffarate,
mentre altri - evidentemente turisti - giravano con il naso all’insù ed espressioni estatiche nel viso,
guardando e rimirando 
Di questi, alcuni scattavano foto, 
click click click
ed era sorprendente vedere 
quanto usassero loro camere 
come dei mitra
Altri ciarlavano
Altri ancora camminavano,
indifferenti a tutto, come zombie
In questo fiume umano 
mi sentivo un po’ perso 
e con lo sguardo
scandagliavo la folla
alla ricerca di qualche rappresentante della setta dei poeti estinti
Poi, entravamo in un grande spazio che appariva essere
un grande negozio oppure una libreria
Propenderei a pensare che fosse una libreria
Ci dicevamo che dovevamo scendere al piano sottostante
E ci facevamo spazio a gomitate nella folla anche qui molto cospicua
Avremmo dovuto, a questo punto, percorrere una stretta scala
per accedere al livello inferiore
Mentre stavamo per imboccare il passaggio, vengo assalito da una donna vociferante e scarmigliata, la quale mi grida diffidandomi dal fare un altro passo soltanto 
Ma perché poi?
Forse lo dico a parole, oppure no
Comunque, la donna mi risponde, concitata, sostenendo che non ho chiesto a lei l’autorizzazione di andare, che lei è una scrittrice, che sta facendo la presentazione del suo libro e che merita il dovuto rispetto
Vabbè, faccio io, mi dispiace! Come avrei potuto capire che tu eri la Scrittrice?
Mica ce l’hai scritto sulla fronte e nemmeno su una targhettina spillata sul tuo magro petto!
Così dicendo, proseguo nella mia strada
Percorse le scale, giungo in un ampio spazio, anche questo affollato di persone e qui comincio a parlare del battibecco che si era appena verificato
Faccio una sorta di debriefing psichiatrico, spiegando la rava e la fava del comportamento inspiegabile di quella donna
All’inizio parlo in italiano, ma poi - ricordandomi che siamo a Londra - prendo a parlare fluentemente in inglese
Gli astanti apprezzano la cortesia, anche se avevano già afferrato il senso del mio discorso
Forse, se non l’italiano, conoscevano lo spagnolo
Non so
Mi profondo in lunghi discorsi e spiegazioni che tutti ascoltano un estremo interesse
Nel bel mezzo del discorso compare la donna di prima che ora appare ammansita
Prende partecipare, fa i suoi commenti ed esprime delle controdeduzioni, come in una seduta di psicoterapia
Dopo una lunga session in cui tutto sembra filare per il verso giusto, posso finalmente proseguire il mio percorso che prevedeva di uscire all’esterno
In effetti, il passaggio attraverso la libreria e la discesa di un piano erano soltanto azioni finalizzate a poter entrare nel mondo di sotto
Il mondo sotto-il-ponte 
Infatti, uscendo da quella stanza sovraffollata, mi ritrovo sotto delle enormi arcate per descrivere le quali non trovavo nel sogno parole adeguate o pietre di paragone
Potevo soltanto fare un raffronto con le più ardite immagini de Le Carceri d'Invenzione di Piranesi
Ero talmente preso dalla meraviglia che tiravo fuori la mia macchina fotografica reflex e cominciavo a scattare foto su foto, cercando di cogliere l’attimo, cercando l’inquadratura migliore


(dissolvenza)

È tempo di alzarsi
e affrontare il nuovo giorno
con vigore e determinazione
La musica percuote timpani
Caleidoscopio di immagini
Potpourri di letture
L’ora è tarda, anche se sono solo le cinque di mattina
Ma ho riposato un numero congruo di ore
La musica martella nelle mie orecchie
Mi dà la carica
Voglio saltare giù dal letto e iniziare il nuovo giorno
Però, nello stesso tempo,
voglio ancora stare a leggere ancora ad ascoltare la musica a oziare
Bene!
Così la nostra vita è fatta di intenti e desideri contrastanti
e dobbiamo sempre navigare,
trovando il giusto equilibrio tra istanze diverse

Non c’è molto altro da dire
e andiamo avanti così

Maurizio Crispi (10 aprile 2024)

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18 aprile 2024 4 18 /04 /aprile /2024 10:10
Cap d'Agde. La spiaggia (foto di Maurizio Crispi)

Sono a Cap con una comitiva di amici
Siamo sulla sua vasta spiaggia che ben conosco 
di fronte ad un mare sconfinato
C'è tanta tanta gente a prendere il sole 
Son tutti naturisti 
Gli unici tessuti in vista 
sono gli stendardi che garriscono nel vento,
al limitare della spiaggia,
dove cominciano le dune,
le tele degli ombrelloni vivacemente colorati,
e quelle di tovaglie, parei e teli, distesi sulla sabbia
a formare un fitto mosaico 
di rettangoli, quadrati e losanghe,
un gigantesco patchwork,
sul quale prendono risalto
i corpi nudi di uomini e donne
tutti scrupolosamente depilati 
e resi totalmente glabri
Alcuni prendono il sole oppure sono intenti nelle consuete attività
alle quali ci si dedica in relax al mare
Altri invece sono impegnati in attività di sesso,
in cui fellatio e cunnilingui sono all'ordine del giorno,
per non parlare di accoppiamenti plateali e piccole orige,
e happening di vario genere
Mi ritrovo a partecipare a situazioni hot di sesso promiscuo
Scivolo dentro di esse con facilità 
come se stessi riprendendo 
a parlare un linguaggio da tempo abbandonato
ma di cui conosco perfettamente grammatica e sintassi 
e di cui continuo a conservare una perfetta padronanza
Quelli che sono con me 
- i miei accompagnatori - 
rimangono stupiti - direi basiti - 
dalla fluidità del mio comportamento 
e mi osservano in tralice
nelle mie performance e acrobazie sessuali
La loro reazione non fa attivare, in verità,
il mio naturale esibizionismo, 
accendendolo e conferendogli energia
Mi sembra di essere SuperSex 
oppure anche il suo maggiore emulatore e seguace
C'è, in particolare, l’incontro con una donna 
non più giovane ma piacente,
attraente e compiacente al tempo stesso
Mi avvicino a lei, la tocco prima sfiorandone la pelle delicatamente, 
poi toccandole i capezzoli che subito rispondono al tocco,
indurendosi, e palpandone con più decisione i seni
Poiché non mi respinge, 
mostrando piuttosto di gradire le mie avance, 
io proseguo nell’approccio, 
passando a forme di contatto più intimo e ancora più esplicito,
Presto ci troviamo avvinti in un amplesso appassionato 
sotto gli occhi di tutti 
ed anche di quelli dei miei amici, 
quelli con cui ho fatto il viaggio
Sono meravigliato di me stesso 
e anche i miei accompagnatori, per contro, 
sono meravigliati di me, 
poiché stanno scoprendo qualcosa delle mie capacità amatorie 
che non avrebbero mai potuto supporre 
La situazione è molto gradevole
e vorrei protrarre il più possibile il piacere che ne traggo
Sopravvengono altri attori tra cui il compagno della donna
che si unisce volentieri a me nel procurarle piacere 
Questo inserimento, tuttavia, 
mi destabilizza, 
facendomi perdere in un istante tutta la mia foga
Poi, passato questo momento, mi distacco dalla mia comitiva,
per fare un giro esplorativo
Vorrei scoprire un luogo molto bello sul mare
che ben ricordo dalle mie visite precedenti, 
un luogo di selvaggia bellezza 
dove ci si ritrova su di una spiaggia meravigliosa
che si estende a partire da un enorme e ciclopico arco
di bianca roccia calcarea
Quindi, me ne vado in giro
(sempre tutto nudo, come mamma mi ha fatto)
con l’idea di ritrovare questo luogo
per poi condurci i miei amici 
Però, mi perdo 
Non riesco più a riconoscere i luoghi 
Mi sembra di non avere più punti di riferimento 
Vedi una costa irta di edifici 
aggettanti sul mare 
e piccole spiagge grandi come fazzoletti affollate di gente
Ma si tratta di spiagge per famiglie:
ci sono, infatti, molti bambini e adolescenti
E tutti gli utenti di queste minute spiaggette sono tessili
Io, a questo punto, mi sento fuori posto
e sotto lo sguardo di tutti

 

Rientro al di là della cortina di edifici 
e salgo su di un treno 
Ho capito che devo ritornare indietro di un paio di fermate
per trovare quel luogo che desidero rivedere 
Ma anche qui la memoria mi tradisce
poiché, quando finalmente discendo dal treno, 
mi ritrovo nella località della terraferma 
che si chiama Agde, 
mentre io avrei dovuto ritrovarmi al Cap (e qui si intende "d'Agde")
Quindi rientro immediatamente nella stazione 
Mi presento dalla bigliettaia 
e acquisto un biglietto per Cap D’Agde 
Quando la bigliettaia mi dice il prezzo, 
io prendo a rovistare tra le mie cose 
tutte ridotte al contenuto 
d'un semplice ed essenziale tascapane
Entro in ansia, 
perché mi sembra di non avere con me abbastanza soldi in contanti
Tiro fuori tutto quanto,
in sostanza rivoltando la borsa
Riguardo per bene
e, alla fine, spunta una banconota da 10 euro
con cui posso pagare il biglietto,
ricevendo solo qualche spicciolo di resto
Ridiscendo al livello inferiore 
che é quello dove transitano i treni, 
non senza difficoltà però
Perché prima di arrivare alla piattaforma (l’unica, del resto) 
sbaglio ripetutamente strada
E poi sono lì ad attendere, 
assieme a molti altri tutti a me sconosciuti
Chiedo ad un ferroviere
che se ne sta lì a ciondolare
senza far nulla 
se è vero che tra breve arriverà il treno 
e lui annuisce
In effetti, dopo poco, il treno fa il suo ingresso in stazione
con cigolii, stridio di freni e sbuffi 
Quando si aprono le porte automatiche
ci sono delle difficoltà inaudite 
per poter salire a bordo 
I gradini del treno stranamente 
non sono allineati con la piattaforma 
ma tra questa e il treno 
c’è una specie di profonda trincea 
al cui fondo bisogna calarsi 
per poi risalire a forza di braccia sul gradino del vagone
Tutto ciò richiede uno sforzo sovrumano
Devo anche aiutare delle persone fragili
che sono a rischio di caduta nel fondo della trincea,
sorreggendole e spingendole verso l'alto
Vorrei tornare il più presto possibile a Cap 
per assaporare quei piaceri trasgressivi,
per fare altri incontri di sesso spensierato

 

Il treno riparte a velocità moderata 
dovrò scendere alla fermata di Massy-Palaiseau
(ma allora sto viaggiando nella Metro di Parigi!)
La mia fantasia galoppa, 
assieme al suono ipnotico delle ruote 
che sferragliano sui binari

 

Dissolvenza
 

Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
Il sogno di un ritorno
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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