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23 agosto 2014 6 23 /08 /agosto /2014 12:41

Quando la città dorme

(Maurizio Crispi) La notte si é illuminata delle solite luci, quando si sono spente le ultime braci d'un sole sempre più pigro.

Il vento soffia freddo, annunciando l'inverno.

Soffia. E sotto le sue sferzate le foglie del platano s'arricciano e sbiadiscono, preparandosi all'ultima danza. 

Alcune delle luci sono lontane, irragiungibili, come se appartenessero ad un altro pianeta in rotta di collisione o come fossero delle stelle succedanee che brillano pulsanti e ammiccanti.

Quelle vere sono invisibili all'occhio anche se non al cuore..

Vorrei poter osservare Orione e il Grande Carro nel loro viaggio attraverso il drappo nero della notte.

Nel corso del tempo, posso solo vedere la luna che passa e ripassa, seguendo il suo ciclo immutabile.

Altre luci, invece, sono vicine e familiari.

E sono quelle che incorniciano le facciate dei condomini e illuminano la strada.

Qualcuno esce, quando tutto e buio, per una tardiva passeggiata.

Altri rientrano a passo stanco o frettoloso, a seconda dei casi, lasciando l'eco sonoro di uno scalpiccio.

Un'auto passa veloce: con il pulsare dei whoofer che lasciano una scia di vibrazioni profonde.

Frammenti di una musica etnica risuonano e si perdono subito, come frammenti inintellegibili di una trasmissione radio disturbata. 

Strano! Non ci avevo mai fatto caso: mancano del tutto cani e gatti randagi che si aggirano furtivi come ombre alla ricerca di cibo.

E, del pari, non ci sono le gattare che portano loro leccornie. ... Timeo Danaos et dona ferentes...

E nemmeno c'è un cane trovatello da sfamare. 

Le finestre delle case sono tutte al buio, come orbite nere che si aprono alle propaggini del buio solido e pervasivo: ciò significa che, per lo più, sono circondato da un popolo di dormienti.

Io sono vivo e tutti gli altri sono morti, forse.

Io, un sopravissuto. 

Brilla come un'isola nel buio il solito Dockside Hotel che vedo dalla finestra, con le sue tende colorate di rosso e le lucine colorate, come se fossimo sempre a Natale.

I treni del DLR vanno su e giù incessantemente, nella notte come di giorno: per lo più vuoti a quest'ora, quando la città dorme.

Il bus che porta a Victoria Park passa e si ferma: uno soltanto sale, uno solo scende, davanti al Sonali Garden.

La sua popolazione di viaggiatori si mantiene in equilibrio: ma l'autobus di questa linea di notte - come del resto di giorno - al passaggio da Tarling Street è semivuoto.

Oppure trasporta fantasmi e angeli che si spostano così da un luogo all'altro. 

Ed è per questo che funziona sempre con la regolarità di un orologio.

Tutto cambia di continuo.

Eppure è sempre lo stesso.

Nulla di nuovo sotto il sole. Ma tutto cambia di continuo. Non solo è mutevole, ma anche si evolve. 

La malinconia per non fare le cose giuste.

La nostalgia di ciò che non è e di ciò che non sarà.

La speranza per ciò che c'è.

Gioia e struggimento condiscono sempre ogni pietanza della vita e sono parte di ogni boccone che ci è dato di assaporare. 

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15 agosto 2014 5 15 /08 /agosto /2014 19:13

Il mio 65° km. Un Happy Birthday con i Krispy Kreme, The Narrow, la scatola dei caci e molto altroLa mia più ottimistica rappresentazione é che la misura ideale di una vita -  come se si trattasse di una distanza da correre - sia di 100 anni -  come la regina delle corse sulla lunga distanza è la 100 km..
mio padre stesso faceva delle ottimistiche previsione e guardando ad alcuni rappresentati della sua famiglia - tra avi e bisavoli - che erano stati molto longevi, diceva spesso che sarebbe vissuto a lungo e parlava spesso dell'ipotesi di giungere a cent'anni in buona salute (poi non fu così, ma questa è un'altra storia)


Superato lo scoglio dei 54 anni - erano questi gli anni che aveva mio padre quando morì - ho pensato che, se avevo raggiunto quest'età, dal momento in cui cominciavo a diventare più vecchio di lui - congelato nel mio ricordo a com'era sino a pochi giorni prima di andarsene - avrei potuto raggiungere quel traguardo che lui ottimisticamente vedeva per sé, ma che gli era stato precluso.

E così anno dopo anno sono andato avanti.
Ma la corsa dei 100 km è una lunga corsa: non ti sembra mai di arrivare al 65° km, ma poi quando finalmente ci sei, sei consapevole che te ne restano ancora 35 da fare che sono ancora maledettemente tanti.

E, quindi, il 9 agosto 2014 è scoccata l'ora del mio 65° km. 
Se sono al mio 65° km (inteso come anno), voglio pensare che ne ho ancora 35 da correre e questo non è male. Se risparmio le mie energie, se mi risparmio, quando arrivo al traguardo del mio 100° km potrei sentirmi in forze per correre ancora un poco. D'altra parte, come afferma Christopher Mc Dougall nel suo Born to run, solo chi smette di correre comincia ad invecchiare.
Il mio 65à compleanno è stato un bel compleanno non c'è che dire.

Al mattino ho ricevuto dei bellissimi regalini da Gabriel e Maureen, accompagnati ciascuno da fantastiche card che recavano scritti dei messaggi di affetto d'amore e di speranza (e le card sono sempre la cosa più bella al di là del regalo materiale che potrebbe essere anche soltanto simbolico).
Per non parlare del palloncino augurale... che ha aggiunto colore ed allegria.
Poi, come parte dei regali ho ricevuto da Maureen due scatole - da mezza dozzina ciascuna- di deliziose Il mio 65° km. Un Happy Birthday con i Krispy Kreme, The Narrow, la scatola dei caci e molto altroKrispy Kreme Doghnouts (1). Mmmmmmm... come erano buoni Ce ne siamo nutriti! Quale miglior dolce per festeggiare il compleanno di un Crispi che due scatole di Krispy Kreme Doughnouts assortite?

Intanto Franci si è alzato è mi ha consegnato un altro regalo da parte sua di Tata tatiba e di raul: una bella polo blue, del colore che piace a me.

Dopo, nel prosieuguo della giornata siamo andati a  The Narrow, un pub ristorante ubicato proprio all'ingresso del Limehouse Basin con vista sul Thames e lì ci hanno raggiunto una coppia di amici di Maureen (Arifa e Matthew, con il figlio Toby, praticamente coetaneo di Gabriel)e Alessandra che mi ha portato un altro regalo corredato secondo l'usanza british da card augurale (e il pranzo a The Narrow è stato organizzato da Maureen a mia insaputa!).

Abbiamo mangiato stando in compagnia e godendo delle conversazioni e della bella giornata di sole che intanto si era affacciata.

Poi, con molta calma, ma intanto si erano fatte quasi le 5.00 del pomeriggio siamo tornati a casa.

 

Nel mio proflo Facebook, oltre 200 sono stati quelli che - tra messaggi privati e altri commenti (o status) direttamente scritti sulla bacheca, alcuni corredati di foto adatte alla circostanza (come, ad esempio, immagini di torte con candeline) - mi hanno indirizzato i loro auguri. Gettonatissimo...

Non posso rispondere singolarmente a ciascuno e nemmeno sono iuscito a cliccare "mi piace" su tutte le notifiche che ho ricevuto, così anche soltanto per dare un riscontro di gradimento.

Comunque, in questa forma e cumulativamente - a tutti coloro che si sono ricordati non posso che dire "Grazie di cuore!" Grazie di cuore per essersi ricordati!".

Almeno voglio immaginare che sia così, anche se le impostazioni di Facebook sono fatte in modo che è FB stesso a ricordarti quale dei tuoi contatti é nella lista di coloro che fanno il compleanno in un certo giorno.

Niente più agende, né taccuini, servono al giorno d'oggi per tenere a mente gli eventi memorabili della nostra vita.Ma pur nella loro spersonalizzazione, questi auguri generati da FB fanno comunque piacere: però, è triste pensare che alcuni misurano  la ricchezza della loro vita sociale soltanto attraverso il numero di contatti che hanno in Facebook e su quello delle interazioni giornaliere che riescono a racimolare sul proprio profilo.

Il mio 65° km. Un Happy Birthday con i Krispy Kreme, The Narrow, la scatola dei caci e molto altroIo - che sono all'antica - voglio continuare a pensare che gli auguri che sono trasmessi attraverso i marchingegni di FB siano al 70% genuini e che nascano da un moto dell'anima di un mittente, senza essere semplicemente generati da un click meccanico ed impersale del tasto d'invio della tastiera di un PC. 

Quindi, un grazie di cuore a tutti quelli che mi hanno pensato!

E questa parte di cui ho appena finito di parlare ha costituito il "pubblico" del posto di ristoro el 65° km!!!

 

Ma non è finita qui, dopo aver ricevuto due card augurali dalla Mamma di Maureen (Margie) e dalla sorella (Bellinda)

Dear Margie and Belinda), il mercoledì successivo ho ricevuto sempre per posta una scatola contenete una selezione di squisiti formaggi "Cheesework"(2).
Ho scritto loro questa lettera di ringraziamento:


Dear Margie and Belinda
Yesterday the postman rang the bell twice and there was a huge parcel just for me.

Who is sending a parcel to me? I asked to myself.
And I couldn't find a satisfactory answer.
But I decided to wait(rose) until Maureen was back home from work!
I didn't wanto to open the parcel all alone.
Andwhat about there was something dangerous inside?
In the good and in the Evil it's always a better thing to share anything.
And so I waited... And waited...
Il mio 65° km. Un Happy Birthday con i Krispy Kreme, The Narrow, la scatola dei caci e molto altroWhen Maureen was back and after everything was done, such us babacino's bath, supper, dish washing, we sat around the lounge table and with a huge pair of scissors I struggled to open the parcel.
Layer after layer...
Inside the thick package paper layer there was a nice box with "Cheese Work" written on it ... mmmmmmm... I could guess already what could be the contents!
And from a nice ribbon a small target was hanging, with the wishes of a happy birthday from you both!!!
I lifted the lid of the box and inside - in the midst of a huge cardbooard upholstery - there were three exquisite shapes of cheese...
I really loved any type of cheese and especially these ones, which are the kind of deli food!
We'll eat them all and - while eating every single morcel - we'll be thinking of you...
To me it has been a very nice present, really kind of you.
You shouldn't have done that, but since you have done that I can only say - really moved - thank you very much!
I am keeping the Cheese Work box too: it's very nice and I will be able to use it to put things inside and let that the light flavour of Stilton is absorbed by them, so that through the persistency of the flavour your gift will last longer ...
I'm afraid though that the material side of the gift will disappear soon, devoured by the greedy ones...

Thank you Thank you Thank you
Thanks Thanks Thanks
Grazie Grazie Grazie

maurizio

 

Insomma,  al mio 65° km ho trovato un eccellente posto di ristoro! E non è mancato davvero nulla...

 

 


 

Note

Il mio 65° km. Un Happy Birthday con i Krispy Kreme, The Narrow, la scatola dei caci e molto altro(1) Da Wikipedia. Krispy Kreme Doughnuts, Inc. is an American global doughnut company and coffeehouse chain based in Winston-Salem, North Carolina. Krispy Kreme founder Vernon Rudolph bought a secret yeast-raised recipe from a New Orleans chef, rented a building in what is now historic Old Salem in Winston-Salem, NC, and began selling to local grocery stores.
Products are sold in Krispy Kreme stores, grocery stores, convenience stores, gas stations, Wal-Mart, Target and Shaws stores in the United States. Internationally, doughnuts are sold in Loblaws supermarkets, Petro-Canada gas stations[citation needed], and as freestanding stores in Canada, along with BP Service Stations and BP Travel Centres and 7-Eleven stores in Australia. In the United Kingdom, Tesco supermarkets, Tesco Extra, and most Tesco service stations carry Krispy Kreme products. Service stations Moto, Welcome Break & Road Chef also carry self-service cabinets. The company's growth was steady prior to its initial public offering but profits have decreased in recent quarters.


Il mio 65° km. Un Happy Birthday con i Krispy Kreme, The Narrow, la scatola dei caci e molto altro(2)  The CheeseWorks is, we hope, an antidote to the often, impersonal experience of modern supermarket shopping. We seek to take our customers back to an age when supermarkets did not exist and people were on first name terms with their fishmonger, butcher and greengrocer. We value each and every one of our customers and are passionate about the food that we sell, sourcing gourmet products from the best local, national and European suppliers. Read for yourself what our customers think about our service.

The CheeseWorks delivers that personal touch, so whether you are looking for just one piece of perfect cheese or a cheeseboard for 80 our friendly and knowledgeable staff will help you pick what's right for you. Our philosophy is to enjoy the finer things in life and we would like to share this passion for food with you! Visit our online store or come into our shop in Cheltenham, we look forward to seeing you soon.

Pleasure v consumerism, waiting for your ticket number to come up v soaking up the atmosphere, freshly cut v pre-packed, handled by the farmer v processed by machine: The choice is yours.

Our website aims to offer some of our range to people outside of Cheltenham. You can buy a selection of cheeses and combine them with some chutney and crackers and a touch of wine, to make a perfect gift box or hamper. To make life that little bit easier we have selected the best combinations to go in a lovely cheese gift box or cheese hamper, perfect for a present.

 

 


 

 

Il mio 65° km. Un Happy Birthday con i Krispy Kreme, The Narrow, la scatola dei caci e molto altro

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10 agosto 2014 7 10 /08 /agosto /2014 07:00

Genetliacando ed altre storie

 

La pioggia improvvisa della sera

s'è dissolta nella notte,

lasciando al mattino un'aria fresca e pulita

e il cielo a pecorelle con piccoli batuffoli

che si tingono di grigio-rosa

al levarsi del sole

 

La città dorme

la casa dorme

a parte qualche leggero scricchiolio di assestamento

e lo sgocciolio d'un rubinetto

ploc ploc ploc

plic plic plic

e la porta del bagno che cigola di continuo

creek creeeeek creek

quasi fossimo a bordo d'un veliero d'altri tempi

 

Le foglie del platano si sono ammalate

e si stanno arricciando tutte

Cadranno anticipatamente

quest'anno

e il corvo non farà in tempo

a rifarsi il nido tra le fronde

 

S'è insediato invece sul tetto di fronte

e lì procede ad una meticolosa pulizia del piumaggio

con il becco aguzzo

 

Sono un pellegrino 

giunto alla fine di un ciclo delle stagioni,

pronto a ricominciarne un altro,

sempre in cammino

 

Il tempo porta con sé sottili cambiamenti,

quasi inapparenti, e si fa finta di non vederli

 

Poi, con gli anni,

la somma di tutte le derive

si fa evidente ed ineludibile

 

Ed è allora che pensi:

"Sto invecchiando"

 

Ma - a ben pensarci -

già cominci a diventare vecchio 

sin da quando sei nato

 

Sin dalla nascita

giorno per giorno

cominciamo a morire

lungo una strada di declino

già tracciata

in cui i nostri denti e i nostri occhi

perdono giovinezza ed innocenza

e si fanno opachi, deboli e malaticci

 

Se curiamo il corpo e la mente

se cerchiamo di avere un corpo forte ed una mente salda

potremo resistere più a lungo

all'avanzata inesorabile dell'entropia

e combattere le armate della notte

che avanzano tumultuose,

guidate dai quattro cavalieri

dell'Apocalisse

 

 

Genetliacando ed altre storie


A volte, mi sento incompleto se non scrivo qualcosa. Questa mattina (è il giorno in cui ricorre il mio 65° compleanno) mi sono svegliato e non riuscivo a svolgere nessuna delle consuete attività che al mattino, in un momento di quiete, svolgo al PC. Nulla destava la mia ttenzione: poi ho capito che dovevo scrivere senza nessun progetto preliminare, semplicemente mettendo le parole una dietro l'altra e vedere cosa spuntava fuori. Lasciando che le dita scorressero sulla tastiera senza nessun controllo razionale. 

Come sempre, possibilmente, é venuta fuori una cagata.Ma questo è.

Ieri, alla vigilia del mio compleanno, ho messo mano al romazo di Robert Musil,L'uomo senza qualità (Einaudi).

Mio padre lo lesse qualche mese prima di morire e, ogni tanto, me ne parlava, dicendomi che avrei dovuto leggerlo.Io, come sempre, lo ascoltavo irritato. Perché sentivo le sue parole come un'ingerenza rispetto al mio desidero di forgiarmi in modo autonomo rispetto ai suoi influssi.

Non lo ascoltavo, ma - in verità - lo ascoltavo, incamerando le cose che mi diceva e i suoi suggerimenti, consigli, riflessioni, in una camera segreta e riposta, come una sorta di carburante di riserva che, poi, in momenti diversi della mia vita, ho tirato fuori, usandolo come se fosse via. Quando mio padre me ne parlò, io rimasi stupefatto, perchè lo aveva fatto fuori quel romanzo in pochi giorni ed un'opera monumentale, oltre 1700 pagine fittamente scritte e suddivise in tre grossi e pesanti tomi.

Mi disse che a leggerlo ci sarebbe stato molto da imparare, ma non mi disse cosa.

Pur irritandomi con questi suoi piccoli e discreti input, perchè lo sentivo ad una distanza immensa da dove mi trovavo io costretto ad annaspare tra le mie incertezze, mio padre m sorprendeva, tuttavia, perchè sapeva sempre interpretare i miei desideri e fornirmi degli stimoli attraverso cose rispetto a lui "moderne" che tuttavia sapeva che mi sarebbero piaciute (ma come faceva? Per saperlo doveva conoscerle lui stesso: eppure sembrava che certe cose fossero soltanto per me, lui palesemente almeno si asteneva, come se volesse fornirmi l'opportunità di percorrere dei miei sentieri in modo autonomo).

Fu lui, ad esempio, a regalarmi il primo disco di Fabrizio De André, il poeta fragile, ma allo stesso "Faber", alcuni LP di Joan Baez (con cui mi fece conoscere il mondo dei folk singer USA di qualità) o anche di John Mayall and the Bluebreakers, con cui mi introdusse al mondo del Blues. 

Ho sentito che è giunto il momento di cimentarmi in questa impresa e ieri - ripeto, alla vigilia del mio compleanno - ho letto le prime pagine.

E vai, allora, con L'uomo senza qualità!
Tuttavia sotto quell'influenza e spinto anche dall'aver visto il film omonimo lessì un'opera i Musil. Si trattava di "I Turbamenti del Giovane Torless", un bildungsroman: ma a confronto dell'opera maggiore, un semplice bruscoletto. E, benché fosse piccolo, in quella lettura io mi persi, non nel senso positivo del termine. Insomma, ero ancora troppo acerbo per comprendere quei "turbamenti". E mi sentii inadeguato. 

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25 luglio 2014 5 25 /07 /luglio /2014 07:38

Come la traccia di una lumaca. Pensieri e nuvole

(Maurizio Crispi) Due timidissimi uccellini si sono appena poggiati sulla ringhiera del balcone.

Prima di posarsi si sono tenuti sospesi per qualche secondo con un veloce frullo d'ali, quasi fossero colibrì.

Forse sono stati attratti dalle molliche di pane, residuo dei nostri pasti, che metto nel vaso delle piante fuori.

Ma appena hanno colto il mio impercettibile movimento - pur essendo io dietro i vetri nella stanza - sono volati via.

E' la prima volta che li vedo arrivare.

Prima solo piccioni e al passaggio corvi e gabbiani.

Amo le prime ore del mattino, quando tutti dormono, ed io sono solo con i miei pensieri.

Sono le mie ore di assoluta libertà e di creatività anche, se così si può dire.

Le cose migliori (migliori! ah ah ah) le scrivo al mattino, quando il silenzio è totale e soltanto il corvo fa cra-cra-cra e poi di nuovo ancora, ed ancora.

Ieri ho visto un temibile ragno dell'East End.

Siamo entrati in un anfratto colorato con Gabriel e cercavo di posizionare il suo buggy nel modo migliore per fare una foto con lo sfondo dell'antro con le pareti di mattoni dipinte e cosa non vedo a pochissima distanza dalla gambetta di Gabriel? Un grosso ragno che sta cercando di ricostruire la sua tela strappata e che si agita non poco vedendosi minacciato a breve distanza da qualcosa che per lui è delle dimensioni di un'astronave di una specie aliena di giganti.

Poi, come consuetudine, siamo andati al parco (il King Edward Memorial Park) che ormai è diventato per me una specie di Villa Sperlinga (una Villa Sperlinga della mente). Perchè andare lontano, se si può stare confortevolmente nel posto più vicino? Per esempio, da diversi giorni, penso di saltare sul bus che passa sotto casa nostra e andare con Gabriel sino al Victoria Park. Ma poi non ne faccio niente. Sono solo pensieri velleitari. Mi risolvo sempre per la soluzione più vicina e pù comoda: e, così, anche ieri siamo stati sul prato al limitare tra la zona assolata e quella protetta dall'ombra fitta e scura di un grande albero.

Come la traccia di una lumaca. Pensieri e nuvoleLa terra sotto lo strato spelacchiato e sottile di erba rasata era umida e fresca.

I runner lungo l'argine passavano e ripassavano, tutti emuli della signora Massa che passa e ripassa - anche se più smilzi -, altri si fermano e utilizzando le panchine e gli alberi come strumenti ginnici eseguono i più svariati esercizi, animati da un entusiasmo non comune, quasi un sacro furore. Un tempo io ero così, mi agitavo come loro. Adesso sono pigro e statico. Preferisco stare a pensare

A differenza della freschezza che saliva dal prato, il sole, che raggiungeva man mano che si spostava porzioni più grandi della mia pelle, era intollerabilmente caldo. Fresco sotto, caldo sopra. Caldofreddo. Vorrei mangiare il gelato caldofreddo, però: quel gelato che merge dalle brume della memoria. Una volta un mio amico mi portò in un piccolo ristorante subito sopra Monreale. Mi disse: "Ti porto a mangiare una cosa speciale...". E appena arrivati ordino perme e lui,come se fosse un veccho cliente, un gelato caldofreddo che altro non era se non un gelato messo nel forno con un crosta di cioccolato sopra fino a che lo strato di cioccolata non si fondeva. Era squisito! Ci tornammo soltanto due o tre volte: quanto bastç per far sì che questo ricordo si ancorasse saldamente nella mia memoria.

Gabriel ha giocato a salire e a scendere su di me, ad attraversarmi da un lato all'altro, come se fossi una montagna sfidante da superare.

I giochi non lo interessano molto, quelli intesi come tali: li snobba o dopo pochi minuti li tralascia; gli interessa esplorare, andando alla ricerca di piccole cose, attratto da un ramoscello o da una foglia, oppure dal contenuto della mia mia borsa a tascapane a cui punta sempre. Più gli viene impedito di raggiungere un oggetto, più lo vuole.

Come la traccia di una lumaca. Pensieri e nuvoleCosa diventerà questo bambino da grande, visto che ora possiede già questa determinazione così forte e una memoria che fa sì che non demorda mai nei suoi progetti e che, non appena la strada si spiana, si getti con decisione e tenacia nell'impresa per cogliere l'occasione?

Aprire un cassetto oppure l'anta dell'armadio. Tirare fuori dallo stipetto tutto il pentolame, allungare le mani ed acciuffare i libri, benchè abbia molti libri adatti a lui, di quelli con le pagine grosse ed indistruttibili. Cercare di arrivare con le mani dove ancora non può arrivare con lo sguardo e vedere cosa gli capita tra le mani.

Gli addetti ai lavori, lo chiamano l'impulso "epistemofilico" dei bambini come forte espressione (sublimata) di esplorare il corpo della mamma, se non addirittura potersi infilare al suo interno, reinfetandosi. Ma senza ricorrere ai paroloni specialistici, è espressione del desiderio di esplorazione e, in nuce, di avventura. E quindi tanta energia se ne va a stare appresso a lui, a frapporre ostacoli, a rimediare, a mettere ordine. Ma naturalmente lui trova sempre altre vie ed altri percorsi. E' arguto! E non si arrende facilmente! Ed è tenero in questo: è come se volesse abbracciare il mondo intero e prendere in questo abbraccio molte più cose di quelle che può materialmente tenere tra le sue braccine.

Barriere ed ostacoli: è ovvio che occorra porne. Mi chiedo tuttavia, sino a che punto sia giusto farlo.

 

Siamo stati per un bel po', e poi siamo andati.

A volte mi sento muto e senza parole, nella condizione di uno che, non potendo comunicare con nessuno, è condannato ad una forma di invisibilità sociale.

Mi immmergo nei pensieri, a volte, chiedendomi se io a poco a poco non stia diventando un fantasma, un'ombra evanescente nella memoria di quanti mi hanno conosciuto, un'ombra che comunica soltanto attraverso l'etere e con strumenti virtuali, lanciando messaggi nella bottiglia che sovente rimangono senza risposta, ed instancabilmente continuando a lanciarne di nuovi.

Ciò che conta, in definitiva, è la traccia che si lascia del proprio passaggio, come l astriscia traslucida lasciata dalla lumaca al suo passaggio: nessuno l'ha vista passare epppure al mattino si può vedere quella striscia di bava argentata che segna in modo indelebile sino alla prossima pioggia il suo passaggio e poi più niente.

E intanto con un concerto di pigolii gli uccelletti sono tornati alla carica alla ricerca delle molliche.

Adesso sono addirittura in tre ad essersi dati convegno. Cinguettano e parlano tra loro.

Ma sono timidissimi, per un nonnulla scappano via: e, così, nemmeno con loro posso intrattenrmi in conversazione.

Ma è come se lo avessi fatto.

 

Come la traccia di una lumaca. Pensieri e nuvole

 

 


I pensieri sono come le nuvole, vanno e vengono, quelli di un momento fa sono superati da altri e così via e ogni nuvola porta con se delle sorprese - belle o brutte - ma sempre sorprese; ogni nuvola è la fotografia irripetibile di un singolo momento. Ma anche: questi pensieri che sono come le nuvole, sono come i sogni, che arrivano, durano un attimo e poi si dissolvono e, se non li trascrivi, sono perduti per sempre...

 

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18 luglio 2014 5 18 /07 /luglio /2014 07:10

La Mosca e il Topo in un giorno di pioggia

 

Alle prime luci dell'alba

grosse nuvole nere
gravano pesanti

 

Dopo il rullare minaccioso dei tuoni
è esplosa la pioggia
come era già successo poche ore prima

di notte
ma ora è l'alba

avvolti dalle liquide cortine,
i grattacieli lontani sono svaniti

I treni rossi continano
ad andare su e giù
senza piloti,
come se fossero i trenini del grande plastico ferroviario
che mio zio aveva pazientemente costruito
occupando un'intera stanza di casa

 

Una grassa mosca nera
svolazza attorno
e subito se ne aggiunge un'altra,
incuriosita dal Topo
che giace inoperoso sul tavolo

Cosa fai? dice la Mosca
Niente, riposo!, fa il Topo

E cos'è quella lucina rossa che ti si accende sulla testa?

Niente! Sono solo i miei pensieri, risponde il Topo,

agitando la sua lunga coda...

Non smetto mai di pensare, io

 

D'impulso

quelle mosche appicicose

vorrei schiacciarle
o scacciarle,
ma via, in fondo
perchè non lasciarle vivere!

 

Oggi, è un altro piccolo giorno
bagnato di pioggia e senza sole

Mosca e Topo

Topo e Mosca

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5 luglio 2014 6 05 /07 /luglio /2014 06:09

Il grande teatro del cielo e gli orizzonti lontani

 

 

Le nuvole cambiano in continuazione,
ogni giorno mettenndosi in mostra
con forme e colori diversi
i colori del cielo sono cangianti
aerei passano di continuo
con un rombo
ricordano a chi li guarda
che ci sono luoghi lontani e irraggiungibili
e sembrano schegge di luce
lanciate in viaggi siderali
con il loro carico di vite

Un tempo erano le navi e i treni
ad avere questa funzione
e chi aveva l'animo inquieto e vagabondo
si ritrovava spesso a girovagare nei porti operosi
e nelle Stazioni ferroviarie da dove i cavalli di ferro sbuffanti
partivano e arrivavano avvolti da nuvole di vapore bianco

Il richiamo del mare e di terre lontane
era irresistibile per gli uomini di un tempo,
per quelli che lo avevano già percorso ed esplorato in lungo e in largo
e che avevano navigato nei Sette Mari

Il capitano Bligh o Sir Francis Drake
stanziali in Terraferma
vivevano nei loro periodi di fermo dalla navigazione,
mentre i loro navigli veniva scaricati o riforniti
in case vicine al porto e ai dock di Londra
come se non potessero distogliere gli occhi
dall'oceano da cui venivano e dai loro vascelli
momentaneamente inoperosi
eppure vibranti di energia

Come anche per molti
era il fischio del treno
e lo sferragliare delle ruote sui binari
ad evocare paesi lontani ed irraggiungibili

Il cielo gira in continuazione
la luna compie instancabile il suo ciclo
le stelle sorgono e tramontano
il sole nasce e muore ogni giorno

Ogni ciclo si presenta eguale eppure diverso
all'uomo che passa il suo tempo,
con la luce e con il buio,
come un antico aruspice,
a scrutare in alto
in attesa di segni e premonizioni

Lo guardo ogni giorno affacciarsi
al suo balcone,
minuscolo come la coffa di una nave
e fermarsi lì per minuti ed ore

La sua vita è come un palloncino colorato
appeso ad un filo assieme a tanti altri
un palloncino che oscilla nel vento
ogni giorno un po' più sgonfio
o quando l'aria all'interno si dilata
e le molecole si muovono impazzite
in percorsi browniani e collidendo tra loro
un po' più gonfio
destinato a afflosciarsi del tutto alla fine
sino a diventare come una pellicina morta
o drammaticamente a scoppiare

lacerandosi in brandelli,
senza preavviso


Mentre quell'uomo guarda e spia
tutto si muove nel grande teatro del cielo
immutabile eppure sempre nuovo

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29 giugno 2014 7 29 /06 /giugno /2014 07:29

I sedimenti dei sogni, giorno dopo giorno

Giorno dopo giorno

 

Notti senza sogni
e poi le notti si accendono di nuovi sogni
sogni-arcobaleno
sogni fantasmagorici

Quelli che arrivano sono sogni strani, come sempre,

sogni che conducono nell'Altrove
o che provocano perturbanti dislocazioni

 

Sogni che nascono da sonni profondi e prolungati
oppure, a volte, da sonni istantanei,
ma le immagini sono disgiunte
e rimane soltanto un sedimento caotico
come la melma nel profondo dell'oceano
che in un impasto caotico può contenere di tutto
dalla quale emerge qualche guscio o qualche forma più definita
e perfino lo scheletro di Leviatan
 

Nel mio sogno più recente

mangio una baguette imbottita che non ha fine

Mangio in piedi, di fretta
Ho agguantato l'ultima baugette rimasta sul piatto,
ancora non toccata da alcuno,
e l'addento
E' buona, con il ripieno ben imburrato,
prosciutto e fomaggio
come quelle baguette imbottite che, con meraviglia, mi ritrovai
a mangiare in occasione del mio primo viaggio a Parigi da solo
dopo la Maturità
Mamma mia, com'erano buone!
Volevo che arrivasse presto il momento di mangiare di nuovo
per poterne addentare un'altra e sentire il pane con l'interno morbido
e la crosta crocchiante sotto i denti

Cerco di sbrigarmi,

gli altri già se ne vanno
mentre Io indugio al tavolo addentando e masticando
Poi, mi si avvicina un giovane

che se ne stava seduto ad un altro tavolo
e mi fa notare che la baguette si prolunga,

come un enorme seprente
raggomitolato in spire ai piedi della tavola

Poi, sono altrove
devo recuperare la mia auto e sono in viaggio
su di un piccolo ciclomotore
per raggiungere il luogo dove ho lasciato l'auto
per andare a cena con gli amici
Mentre vado, seguendo una logica surreale,
penso di essere proprio stupido:
prendendo l'auto dove lascerò il motorino?

Dovrò tornare a piedi a prenderlo.
Mi faccio il film mentale di andarci
di corsa o camminando per recuperare il mezzo a due ruote,
come facevo ai vecchi tempi,
quando mi creavo situazioni
per percorrere a piedi lunghi tratti di strada
Ma allora perchè non andare a recuperare l'auto,
subito a piedi, eliminando qualsiasi complicazione?
La logica nei sogni
non è mai quella della vita reale:
tutto avviene in modo incongruo,
il più delle volte

Tutto il resto sfuma indistinto nella melma amorfa
d'una notte letargica

Giorni eguali, eppure diversi

Ho letto di recente
un libro in cui quattro
partono alla ricerca dell'immortalità
due vivranno per sempre e due dovranno morire,
come recita l'antico manoscritto che li ispira
Ma che senso ha?
E, infatti, non ha alcun senso.
I due che sopravvivono alla fine
non trovano ciò che cercavano
ciò che cercavano faceva parte delle loro fantasie
ciò che trovano è soltanto una banale immortalità, forse
stampata in una sequenza di giorni senza fine
la fantasia dell'immortalità ha a che fare con il desiderio
"Ah! Cosa non farei se fossi immortale!"
E lì giù a fantasticare, potrei fare questo e quello,
soddisfare tutti i miei desideri più riposti, i sogni nel cassetto
che una vita sola non basterebbe a realizzare
Ma, immortale o no,
 vivere, alla fine, ti da noia
Soprattutto perchè in un dato punto
- ciascuno ha il suo- raggiungi il culmine,
il climax dell'intensità,
E poi ti rendi conto con uno sguardo retrospettivo
che quell'intensitàsperimentata una volta non tornerà più
e che tutto il resto del tempo che rimane (non sai quanto)
è attesa, mentre viaggi attraverso il tuo declino
di corpo e mente
 

L'unico senso d'una ricerca dell'immortalità,

se esiste davvero tale possibilità,
discenderebbe non tanto dal poter vivere per sempre,
ma nell'avere per sempre giovinezza, vigore, prestanza,
senza dover mai passare attraverso gli stadi di un naturale declino
la fontana della giovinezza
Shangri-la

infinito ciclo di morti e rinascita,

ma con lamemoria delle vite precedenti

 

I sedimenti dei sogni, giorno dopo giorno

E non il tormento riservato a quel personaggio della mitologia greca
- Titone o Titono - che, per intercessione dell'aurorale ninfa Eos che lo amava,

ottenne dagli dei l'immortalità, ma fu condannato a dun invecchiamento senza fine

perché Eos aveva dimenticato di chiedere per lui

anche l'eterna giovinezza
E Titone fu allora trasformato da Eos in cicala,

imprigionata in un ciclo eterno di nascite e resurrezioni

 

E nemmeno quello riservato a Sisifo, condannato a non mirire  mai
mentre esegue a ripetizione lo stesso gesto inane
né la sorte riservata a Prometeo
destinato a morire oggni giorno per il morso crudele dell'Aquila,
per poi risogere e rivivere ogni ogni giorno la stessa sofferenza
 
Come tutto questo si colleghi al panino senza fine
che, nel mio sogno, divoro di fretta,

ma senza mai riuscire a finirlo,

o al viaggio per andare a recuperare la mia auto
- un viaggio che nel mio sogno -
non ha alcun esito
non so

Ciò che ci spetta
è vivere, un giorno dopo l'altro,
comunque sia questa vita
e, intanto, cercare di riempire questi giorni di cose e di significati
Alcuni giorni riescono bene
altri meno
ma si va avanti
e si accumulano piccoli eventi mentali
piccole fotografie ed istantanee
che entrano nel mondo dei ricordi
e che poi riemergono come reminiscenza
o come reperto archeologica dalla sabbia smossa
dal temporale recente

Vivere, in realtà, è morire

La vita eterna
e l'eterna giovinezza
spettano soltanto agli dei
creatori, fattori e distruttori

Noi siamo soltanto granelli nel ciclo infinito delle vite,

come quella cicala in cui fu trasformato Titone

 

I sedimenti dei sogni, giorno dopo giorno

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21 giugno 2014 6 21 /06 /giugno /2014 19:16

castelli-di-sabbia.jpg

 

Quando ero piccolo 
volevo sempre costruire
grandi castelli di sabbia

 

Possenti torrioni,

contrafforti inespuganbili,

difese di controscarpa

fossati e passaggi

 

Mi sembravano sempre meravigliosi,

anche quando non erano granché

 

Immaginavo guerre ed assedi

e la più bella del reame, all'interno della roccaforte,

sempre in pericolo

 

Poi, per quanto mi affannassi,
nell'arco di una sola giornata
decadevano,
si sfaldavano
o venivano calpestati da passanti distratti
o le onde se ne mangiavano pezzi interi


Ed io mi disperavo

Invano cercavo di mantenerli
ma per una cosa che aggiustavo
i crolli si susseguivano ad un ritmo esponenziale
Era una lotta impari

 

E, allora, per non dovere subire lo strazio
di vedere le armate del disordine e dell'indistinto
riprendere il loro dominio

ci pensavo io stesso
a distruggere tutto,
in un parossismo di mesto furore,
sino a che non rimanesse nessun segno 
di ciò che avevo fatto
con tanta fatica,
se non la nuda sabbia 
tutta calpestata e smossa

Voglio essere uno il cui nome
fu scritto sulla sabbia

Traccia effimera del mio passaggio
che presto il vento e le onde
cancelleranno quelle esili tracce
e nessun segno potrà rivelare
che io sono passato di lì

Sabbia che ritorna alla sabbia

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11 giugno 2014 3 11 /06 /giugno /2014 06:37

L'uomo alla finestra e la danza delle ore

 

 

Il vento oggi soffia

senza tregua

e porta via con sé

le nuvole candide

e i miei pensieri

 

Un vaso fiorito

sospeso al balcone 

della casa di fronte

ondeggia nel vento

acceso di colori

dall'ultimo raggio radente

del sole che muore

 

Treni bianchi e rossi

passano di continuo

silenziosi ed efficienti

 

Treni che non fischiano mai, però

 

Gente per strada

in ordine sparso

Tutti camminano 

intenti verso qualche meta

 

Qualcuno parla o chatta

al mobile

 

Altri in coppia

o in piccoli gruppi

chiacchierano o ridono

 

A volte, le loro voci e le loro risate

sono trasportate verso l'alto

e così l'uomo ala finestra

carpisce frammenti di conversazioni

che non sono le sue 

Il loro movimento fa da contraltare 

alla sua staticità operosa

 

Le loro chiacchiere senza senso

come voci di una Babele di lingue

sono il contrappasso

al suo silenzio

e a un doloroso vuoto di parola

 

Accarezzato dal vento

e dalle tende ondivaghe

vorrebbe dormire

e sognare anche

 

Essere vagabondo

solo per poco

 

Viaggiare da una stella all'altra

nel grande arazzo del firmanento,

imbarcarsi sul quel treno per Baghdad

o sulla Transiberiana

 

Essere quel treno in corsa 

 

Qaundo apre gli occhi

innanzi a lui ci sono torri di vetro

mute ed enigmatiche

che riflettono i colori del cielo,

e le nuvole,

e quel vaso colorato che oscilla nel vento,

come un pendolo che segna il passare del tempo,

ma un tempo circolare,

e un ardito scoiattolo che si arrampica 

su di un muro verticale

alla ricerca di avventura,

e il gatto sornione

che l'attende 

disteso sul davanzale di una finestra,

e quell'altro uomo con la maglia gialla

disteso scomposto sul marciapiedi

a smaltire la sbornia di birra, 

con la bocca aperta come una ciabatta sformata

e un filo di saliva che gli cola giù 

sul mento

 

Il piccolo mondo

il grande mondo

dell'uomo alla finestra


Intrecciano l'interminabile danza delle ore

 

L'uomo alla finestra e la danza delle ore

 

 

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20 maggio 2014 2 20 /05 /maggio /2014 10:07

Qualche giorno fa, alla fine dell'Arcobaleno

 

Ha grandinato su Londra 
chicchi grossi come pietre

Il cielo nero-plumbeo

basso come la volta d'una cripta

Poi ha piovuto fitto

Alla fine,
mentre il cielo si apriva,
con squarci d'azzurro
è comparso un arcobaleno,
scialbo però
privo di colori brillanti,
in questo molto british,
ma era un arco perfetto,
come se ne vedono pochi
più che un arco iridiscente,
un limite curvilineo 
tra la luce e una zona d'ombra
oscura ed inquieta

aldilà della quale

si intuva la feorce pressione

delle armate della notte

 


Prima che svanisse del tutto,
son voluto partire alla ricerca

della pentola piena d'oro
di cui narrano le leggende

Dopo aver tanto camminato,
alla fine di quell'arcobaleno,
ho trovato soltanto una panchina 
con un homeless dormiente
circondato dalle sue povere cose

e dalle sue sporte

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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