Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
11 settembre 2015 5 11 /09 /settembre /2015 09:24
I Minions: sempre alla ricerca instancabile di super-cattivi da servire. La prima volta al cinema di Gabriel

Il 7 settembre 2015, rimarrà per noi e per Gabriel una data storica.

Non solo perchè Gabriel ha ripreso a frequentare la nursery DOReMi (e questa volta a pieno regime), ma perchè siamo andati per la prima volta tutti assieme a vedere un film in una sala cinematografica.

Incoraggiati dal fatto che a casa eravamo riusciti a guardare un film in DVD dall'inizio alla fine diverse volte, con una sua piena attenzione e in assenza di eccessivi segni di noia, abbiamo voluto tentare la sorte.

E siao andati a vedere "The Minions", in proiezione nelle sale cinematografiche dal 27 agosto.

Dopo un inizio tentennante, a causa dell'impatto sonoro dell'inevitabile pubblicità e dei provini dei film coming soon, tra cui lo "scary" Everest, tratto dalla storia vera scritta dal giornalista Jon Kracauer ("Aria Sottile"), imagini e musica hanno captato l'attenzione di Gabriel che ha diviso il tempo del film, un po' seduto in grembo di uno di noi, a turno, un po' stando in piedi vcino alla poltrona.Ma è andata!

Certo, rispetto ai film che abbiamo visto sinora in DVD, la storia di Minions è un tantino più complessa e, ovviamente, Gabriel non ha potuto coglierla in tutta la sua interezza, ma ha sicuramente gioito di immagini, suoni, colori.

Ma chi sono i Minion?

Sono degli esseri unicellulari, che hanno una forma bananiforme o di pinolo, gialli, alcuni monocoli e con strani occhialoni da motociclista.
Sono stati creati graficamente da Ken Daurio e Cinco Paul.

Sono da sempre (dai primordi del mondo) abituati a servire degli esseri più grandi e, ilpiù delle volte, spaventosi e cattivi, ma con i loro interventi che vogliono essere cooperativi, finiscono per provocare sistematicamente, la loro estinzione.

In queste vicissitudini, si ritirano a vivere in una caverna di ghiaccio, dove però sono soli senza "cattivi" da accudire e da serivire, e qui vivono per secoli e forse per millenni, fino a che - rendendosi conto che stanno per perdere ogni energia, tre di loro più ardimentosi (Kevin, Stuart e Bob) decidono di andare ad esplorare il vasto mondo fuori dalla caverna, tentando l'avventura e con lo scopo precipuo di trovare un nuovo padrone.

Finiscono così nel bel mezzo della convention dei "cattivissimi" a Orlando (Florida) e qui si trovano ad essere eletti seguaci della super-cattiva Scarlet Overkill, che li porta con sè - come suoi "scagnozzi" - perchè l'aiutino a realizzare il suo progetto di rubare la corona della Regina Elisabetta e a far diventare la stessa Scarlet Regina d'Inghilterra.Qui, per le vie di Londra, l'azione dei tre piccoli pinoli (o banane) gialli si fa rutilante, con una fantasmagorica citazione di luoghi, di situazioni e di momenti topici di altri film d'azione. Nel frattempo, presi dalla nostalgia, tutti gli altri Minion escono dallacaverna dfi ghiaccio ed intraprendono a loro volta il viaggio per ricongiungersi ai tre intrepidi esploratori. Riusciranno nel loro intento con un'aggiunta di altre rocambelesche situazioni.

Ma c'è poco da fare, i Minion continuano a provocare la fine di coloro che hanno deciso di "servire" e proteggere: ed è la loro fine fisica (con conseguente estinzione della specie) oppure la trasformazione dei super-cattivi in bonarie macchiette, come è nel caso del super-cattivo di cui diventano seguaci alla fine del film del film e che altri non è che il personaggio principale di "Cattivissimo Me". E, appunto per questo, Minions è - per dirla nel linguaggio tecnico - uno spin-off/prequel di quel film e poi anche del suo seguito e cioé Cattivissimo Me 2

Splendide le citazioni (Lacelebre copertina dell'album Abbey Road dei Beatles, Godzilla (quando uno dei tre si ingigantisce a dismisura), ma anche i tributi musicali, di cui è infiorata - a beneficio dello spettatore che guardi in profondità - la colonna sonora sino ai titoli di coda che riservano pure delle sorprese..

Un cast d'eccezione per le voci. Rimarchevole il doppiaggio di Scarlet, affidato alla nostra Luciana Littizzetto.

I Minions: sempre alla ricerca instancabile di super-cattivi da servire. La prima volta al cinema di Gabriel
I Minions: sempre alla ricerca instancabile di super-cattivi da servire. La prima volta al cinema di Gabriel
I Minions: sempre alla ricerca instancabile di super-cattivi da servire. La prima volta al cinema di Gabriel

Scheda film.

Un film di Pierre Coffin e Kyle Balda.

Interpreti principali: Sandra Bullock, Jon Hamm, Michael Keaton, Allison Janney, Steve Coogan.

Titolo originale Minions.

Genere: Animazione

Ratings: Kids

Durata 91 min.

Origine:USA 2015 (Universal Pictures)

(www.mymovies.it) I Minion vengono da lontano. Non sono nati nel laboratorio sotterraneo di Gru: la loro è una popolazione antica, che ha conosciuto la preistoria e l'Egitto dei Faraoni, perennemente mossa dalla ricerca di un super cattivo da servire.

Dal T-Rex a Napoleone, da Dracula allo Yeti, i piccoletti gialli hanno visto i loro padroni ideali uscire man mano dalla Storia, al punto da ammalarsi di collettiva depressione (una scena che merita). Finché un giorno, uno di loro, il minion Kevin, ha deciso di abbandonare la grotta polare del ritiro forzato e di avventurarsi fino in Florida, dove i più cattivi di tutto il mondo si trovano riuniti in convention. Di qui, lui, Stuart e Bob, voleranno poi nella swingin' London, al seguito della terribile Scarlett Sterminator, per rubare niente meno che la corona d'Inghilterra. La squadra franco-americana che ha inaugurato con Cattivissimo Me questa fortunata serie di film ha colto nel segno nel momento in cui ha immaginato un personaggio (Gru, in quel caso, ma anche gli stessi Minion) con un'ambizione smisurata per il malaffare e un cuore limpido come quello di un bambino. In questa meravigliosa contraddizione, mai sollevata a livello esplicito ma certamente cuore della faccenda comica, c'è tutta la forza e la verità di queste fortunate animazioni. Chi, infatti, non ha mai provato maggior simpatia e interesse per i cattivi del cinema anziché per il cosiddetto eroe di turno?

I cattivi hanno sogni più colorati, (dis)avventure più rocambolesche, esistenze -insomma- molto più divertenti.

Minions , che all'anagrafe è il terzo film ma biograficamente può dirsi un prequel dell'originale, porta appunto volontariamente all'esagerazione il divertimento promesso, articolandolo in quantità e virtuosismo (il viaggio dei tre protagonisti è quasi uno spin-off nello spin-off).

Non manca per questo la qualità, a partire da quella della colonna sonora, decisamente sorprendente nel contesto cartoon (dai Doors a Jimi Hendrix, e poi Beatles, Who, Kinks, Stones, Donovan con l'azzeccatissima "Mellow yellow").

Ma nel film di Pierre Coffin e Kyle Balda, tante sono anche le citazioni cinematografiche, interne alla "trilogia" stessa (noi non riveliamo nulla, ma voi guardate in zona raggio congelante) e non solo (a Stuart è affidato il momento Ritorno al futuro, a Bob quella da Grande Dittatore e su tutta la parte britannica aleggia un'atmosfera bondiana). Ai meno esigenti sarebbe probabilmente bastato l'impatto visivo dei micropersonaggi tutta-testa e dell'ambientazione d'epoca, il loro caos slapstick, l'irresistibile fonetica, ma il fatto che il film abbia una storia che regge è cosa gradita e ne fa un terzo capitolo a tutti gli effetti, non solo una divagazione estiva.

Manca però quella tenerezza che aveva fatto tremare all'unisono gli schermi e i cuori mentre Gru dava la buonanotte a Margo, Agnes e Edith.

Per quanto in tre, nanerottoli e simpatici, Kevin, Stuart e Bob non possono competere con le sorelline adottate. Né, per dirla tutta, sembrano destinati a scalzare i colleghi e a guadagnare la prima linea com'è successo ai Pinguini di Madagascar.

Per loro fortuna sembrano non curarsene e pensare soltanto: "... banana!"

Condividi post
Repost0
10 settembre 2015 4 10 /09 /settembre /2015 06:21
Il bronzeo leone rutelliano e un leone zodiacale si incontrano

Sotto gli artigli del bronzeo leone rutelliano, a guardia della statua equestre di Garibaldi, all'interno del piccolo omonimo giardino posto di fronte al Giardino Inglese.
E' uno scontro tra il possente leone bronzeo e un Leone zodiacale: chi avrà la meglio?
Quando ero piccolo, passavo ore intere a giocare con questo leone ruggente, visto che con la mamma venivamo di frequente in questo giardino, molto vicino alla vecchia sede della Scuola Media Alberigo Gentili, dove lei insegnava.

In una recente visita, mi sono seduto ai piedi del leone bronzeo per scattare un paio di foto e sono stato travolto da una marea di ricordi di quando io piccolino giocavo a rimpiattino con il gigantesco leone, nascondendo in un grosso cespuglio di piante di aloe, allora molto più rigoglioso e ricco di anfratti ombrosi, e balzandone fuori per improvvisare temibili agguati.
Il leone di bronzo, allora, mi pareva ancora più gigantesco e imponenti.

Qualche volta, sotto l'occhio attento della mamma, provavo anche ad arrampicarmi sul suo dorso.
 

Il bronzeo leone rutelliano e un leone zodiacale si incontrano
Condividi post
Repost0
24 agosto 2015 1 24 /08 /agosto /2015 17:44
Quell'urlo di dolore
Quell'urlo di dolore
Quell'urlo di dolore

Cammino per un viale alberato

una miriade di occhi enormi mi guardano minacciosi

occhi che come quello di un ciclope-lepre non possono esserer mai chiusi

 

Mi sento osservato da tutti questi occhi

puntati verso di me

 

Gli alberi mi guardano e non favellano,

eppure a modo loro mi parlano

Un paio di loro ha un ampio squarcio

nella corteccia morbida che lascia a nudo

il morbido midollo sottostante

e soto si suppongono

nervi scoperti ed esacerbati

 

Bocche urlanti

impegnate in un muto urlo di dolore

assordante

indicibile

Chi mi ha fatto male?

Chi ha lacerato la mia carne?

Un grido straziante ed inarticolato

come quello di Polifemo

dopo l'accecamento

 

E, a causa di quell'urlo,

gli occhi che guardano

sembrano ora minacciosi ed ostili

 

E i rondoni sono tutti volati via

con un frullo d'ali

Condividi post
Repost0
15 agosto 2015 6 15 /08 /agosto /2015 05:40
Dopo la pioggia

(Maurizio Crispi) Quando ero giovane (o dovrei dire "più" giovane, partendo dall'assunto ottimista che ancora non sono vecchio?), pensavo che il mondo in cui vivevo fosse bello e che fosse destinato a diventare sempre più bello.
Adesso che ho superato i 65 anni devo ricredermi.
Il mondo va deteriorandosi sempre di più: si è messo in moto un processo di irreversibile decadimento, evidente nella sciatteria, nella sporcizia, nella rinuncia alla ricerca del bello, nella perdita della sobrietà.
Credo che oggi nessuno più potrebbe comprendere il messaggio di Walden.
Anche se, ovviamente, rimane la possibilità di considerare la città un testo da leggere e da esplorare, in cui assemblando assieme elemeti disparati e casualmente presenti si potrebbe costruire una piccola opera d'arte.
Questo è, forse, il senso del fotografare anche le scene del degrado quotidiano, gli animali morti ed in decomposizione, tutto ciò che giace abbandonato nel flusso ininterrotto delle strade, trasformando l'invisibile in visibile.
In fondo, in questo c'è molto della lezione di Joseph Cornell, artista statunitense e pioniere dell'assemblaggio con la creazione di ineffabili ed incredibili "scatole magiche", come racconta Charles Simic in un suo libricino, appunto dedicato all'artista americano scomparso (Il cacciatore di immagini. L'arte di Joseph Cornell, Adelphi, 2005) che sto leggendo proprio in questi giorni.

Onde evitare fraintendimenti, chiarisco un punto essenziale: questa non è una considerazione "saggistica", bensì una nota di diario che, quindi, riflette essenzialmente un mio stato d'animo.
Si coglie - della realtà - ciò che i nostri occhi ci fanno vedere, guidati dal cuore: e, quindi, in alcuni momenti ci può essere la tendenza a vedere solo buio, quando magari - invece - c sono anche delle chiazze di luce.
Sono contento, tuttavia, dei molti interventi che ha suscitato il mio post, perché la discussione e il confronto sono sempre costruttivi anche quando scaturiscono da un pezzo che risente di uno stato d'animo (transitorio) cupo.
D'altra parte ho ritenuto "illuminante" (il virgolettato è per enfatizzare il senso metaforico della parola in questo contesto), il riferimento a Joseph Cornell che, come racconta Simic nei suoi quadretti, realizzava le sue opere dopo aver camminato a lungo per le vie di New York (Manhattan, specificatamente) e averle osservate con attenzione alla ricerca di subliminali messaggi negli oggetti più insignificanti, anche in quelli più degradati, e nella loro combinazione e ricombinazione.

Tornando alla realtà, Palermo ha effettivamente delle qualità particolare, poichè - forse per via del retaggio del Gattopardo - qualsiasi cosa nasca o venga partorita (si tratti di piste ciclabili, o adesso di una moderna "light railway" cittadina, parchetti giochi per i bambini, parchi pubblici etc, già nel momento in cui nasce è degradata, poichè l'Amministrazione locale è brava a sperperare soldi in nuove (e potenzialmente qualificanti iniziative) ma non è in condizione (o non vuole) pianificare un capitolo di spesa per il mantenimento nel tempo delle opere stesse (sia che si tratti di manutenzione, guardiania, abbellimenti ulteriori etc).
Se a tutto questo si aggiunge l'incuria dei cittadini, il loro menefreghismo, la totale assenza di senso della pubblica utilità e della consapevolezza di essere parte di una comunità, allora siamo davvero a posto.

 

Dopo la pioggia

Maurizio, ripenso a com'era la mia città natale quando nacqui e la trovo migliorata nella pulizia, nella civiltà degli abitanti, nell'ordine, nel traffico. Questa evoluzione la riscontro in molti altri luoghi. Inoltre, ravviso macro-segnali relativi all'accesso di frange sempre più ampie della popolazione mondiale a scalini successivi della piramide di Maslow.
Intendiamoci, non sono un turbo-ottimista. Sono convinto che dobbiamo lavorare ogni giorno, ad esempio per ridurre la forbice della disuguaglianza, che si sta allargando di nuovo, come sempre accade in periodi di crisi economica. Oltre a questo, dobbiamo continuare a insegnare alle persone più giovani di noi la cultura dell'accoglienza, del rispetto, perché sono le uniche che garantiscono l'inclusione e depotenziano certi problemi sociali che gli steccati innescano.
Sono più possibilista, ecco tutto.

Andrea Furlanetto

Charles Simic, Il Cacciatore di immagini. L'arte di Joseph Cornell, AdelphiChi era Joseph Cornell? «Non saprei dire se è uno scultore, un pittore, un poeta, un estemporaneo artigiano o semplicemente un mago» rispondeva Goffredo Parise, perplesso. Ma certo è che l’incontro tra Cornell e Charles Simic appare predestinato. Difficile immaginare una più alta affinità di quella che lega i due instancabili esploratori di universi fatti di cose inutili, frusti detriti del vivere quotidiano, nostalgie, percezioni marginali che accendono lampi visionari e offrono squarci imprevedibili sulla dimensione metafisica del tutto. Con dedizione appassionata, Simic rende omaggio a Cornell ripercorrendo i luoghi di una New York segreta, così amata da entrambi; si immagina momenti diversi nella giornata dell’artista, scandita dagli abituali vagabondaggi per le vie di Manhattan; evoca volti di sconosciuti in cui forse Cornell ebbe modo di imbattersi; ridisegna con la trama delle parole le sue creazioni: scatole in cui svariati oggetti si armonizzano in simmetrie oniriche, collage, sculture, filmati. È il suo modo di ricordarlo a vent’anni dalla morte, quando ormai un incontro – talmente desiderato da riproporsi addirittura in sogno – è impossibile.
E così, affastellando cimeli teatrali e variopinti pappagalli, cartoline seppiate e stupefatti volti di bambole, mappe stellari e selve di rami nodosi, cappelli di paglia e palazzi fantasma, Simic altro non fa che replicare, per l’incanto del lettore, le magiche alchimie combinatorie di Cornell (dal risguardo di copertina).

Condividi post
Repost0
15 agosto 2015 6 15 /08 /agosto /2015 03:02
Come una ruota senza mozzo e senza raggi

Sconsolate le vie di Ferragosto

 

Vuota è la citta

 

Nemmeno i gatti randagi (per un giorno abbandonati dalle gattane)

e i sorci

si fanno vivi

 

Tutta mia è la città,

tuttavia,

come faceva la celebre canzone nel suo refrain

 

Penso di essere come una ruota,

privata del suo mozzo e della sua infrastruttura,

 

Ridotta al solo rivestimento esterno

può solo essere utilizzata dai bambini

al gioco della cerchio e della bacchetta

oppure, legata ad una corda che pende da un ramo,

come una rozza altalena

ma non più come parte di un mezzo di trasporto

 

Tu, come ruota senza mozzo e senza raggi

percorri le strade vuote della città

con andatura tremolante, da ubriaco,

senza poter decidere la direzione

 

Vorresti andare a Nord e ti ritrovi a Sud del Nord

Vorresti raggiungere qualche luogo ad Est

e ti ritrovi in uno sconosciuto Ovest

in balia del caso e del capriccio,

costretto a confrontarti con il Mostro del Ghiaccio

con la Strega Cattiva dell'Ovest

e con il temibile gatto nero

che ti sbarra la strada

 

Le foto sono di Maurizio Crispi
Le foto sono di Maurizio Crispi

Le foto sono di Maurizio Crispi

Condividi post
Repost0
14 agosto 2015 5 14 /08 /agosto /2015 06:58
Non so

Sbiadiscono le cose e si fanno incerte nella memoria

 

Pensi di sopravvivere sempre,

ma il terreno si assottiglia,

si fa instabile sotto i piedi

Ti accorgi allora della tua ridicola finitezza

Ti manca l'aria

Il tuo respiro diventa un rantolo

 

L'aria asciutta è carta vetrata

sulla tua lingua e sulle mucose

inaridite

 

Poi, giaci immobile,

le labbra schiuse

quasi a voler succhiare le ultime gocce di aria

gli occhi opachi che fissano il nulla

 

Nella tua vita non sei mai riuscito ad abbandonare il fortino

Sei stato un soldato ubbidiente

Ora sei solo a presidiarlo,

ma il fortino è solo una capsula del tempo

che si va sfaldando inesorabilmente

una volta che è stata aperta

 

Poi, dopo di te, non resterà nessuno

e il vento irromperà attraverso finestre rotte,

trasportando tutto con sè,

in un turbine,

pagine scritte a mano

pagine stampate,

caratteri e lettere

ammennicoli,

suppellettili

paraphernalia

roba inutile ed ingombrante,

tutta l'attrezzatura d'un viaggio

durato una vita intera

 

Oltre, il silenzio

e il vuoto

Sarai soltanto il custode del Nulla

Non so
Condividi post
Repost0
9 agosto 2015 7 09 /08 /agosto /2015 01:10
Siamo sempre qui

Di sera si sono raccolte nubi,

refoli di vento hanno cominciato a turbinare

e, presto, la pioggia ha preso a cadere

 

Il cemento del cortile s'è appena scurito,

quando le chiazze scure delle signole gocce

hanno preso a confluire l'una nell'altra

Ma all'improvviso ha smesso

e il cielo s'è rasserenato,

com'è accaduto prima durante il giorno

mentre ci muovevamo in Sicilia

da Nord a Sud

Brontolii di tuoni,

saette che fendevano il cielo,

nuvole minacciose,

un inizio di pioggia

e poi stop

 

Una beffa!

Proprio quando ci rilassavamo,

impazienti di udire la sinfonia del picchiettìo della pioggia

e il buon odore della terra bagnata levarsi sino a noi

ed ecco la subitanea ripresa del caldo di prima,

implacabile, come se nulla fosse stato

Una prova generale di pioggia abortita...

 

Siamo sempre qui

Il mondo è assetato

Gli alberi sono assetati

Le piante da fiore appassiscono

e i frutti si raggrinziscono

L'acqua scarseggia

in un mondo che si disidrata

e sempre più muore di sete

Paesaggi lunari all'interno,

zone di campagna, inaridite e scavate dall'erosione,

assumono l'aspetto di dune desolate,

la desertificazione incombe

 

Mucchi di pattume ai margini dei paesi dell'entroterra

fermentano al sole

 

Un topino morto

disteso davanti al primo gradino di casa

mi dà il suo benvenuto

 

Siamo sempre qui

abbarbicati e distruttivi

Sono sempre qui, immeritatamente

Quale buona azione ho fatto oggi per salvarmi?

Oggi è il mio compleanno

Scatta il computo d'un nuovo anno

in cui un nuovo ciclo imperfetto

si compirà, mentre altri transiti avranno luogo

 

Il mondo continuerà ad esistere comunque

e noi, alla fine, non ci saremo più

 

Per quanto ci illudiamo di durare per sempre,

qui, siamo solo di passaggio

e rispetto al tempo dell'Universo

la nostra vita è solo una fiammella

che arde per meno di un secondo

Condividi post
Repost0
6 agosto 2015 4 06 /08 /agosto /2015 09:44
Avviso contro i migranti

(Maurizio Crispi) Nell'ultimo mese ho avuto modo di constatare che, davanti a molti esercizi commerciali, c'è un Africano questuante...

Questi Africani che sono l'effetto degli sbarchi clandestini e delle fughe dai Centri di accoglienza sono in numero crescente...

Talvolta ce ne sono anche due o tre insieme e spesso si fermano in posti tradizionalmente presidiati dai Rom ai fini della questua.

Oggi, ho assistito ad un litigio tra la zingara che, da sempre, sosta davanti all'ingresso del Supermercato vicino casa dove abitualmente faccio la spesa e tre africani.

Lei - esagitata - diceva loro di levarsi di torno, perchè quello era il suo posto.

Uno dei tre l'ha aggredita, spingendola indietro, con una manata sul petto.

Un altro degli africani è intervenuto, invitando il suo compare alla moderazione, finchè non è uscito uno dello staff del Supermarket, che - senza essere troppo graffiante - ha cercato di sedare gli uomini.

Poi, due degli Africani se ne sono andati e hanno preso a vagare per il quartiere alla ricerca di luoghi più propizi per il loro accattonaggio.

E la situazione si è placata.

Mi è capitato diverse loro di dare a questo o a quello una moneta da 20 (o talvolta anche di più) centesimi che - mi rendo conto - sono una goccia nel mare.

Peraltro, anche alla Zingara, sempre sorridente, se ho con me degli spiccioli, cosa che in quest'epoca di pagamenti bancomat capita più di rado.

Una volta, non molto tempo addietro, di mattina presto, ho incrociato un Africano che si recava al luogo di questua.

Mi ha sorriso, un sorriso con gli occhi.

L'ho inseguito per dargli una moneta e, andando via, l'ho salutato calorosamente.

Ma, nello stesso tempo, c'è da pensare che, aumentando il loro numero, saranno sempre di più negli stessi luoghi e che le risse per pochi centesimi e per la spartizione territoriale si faranno sempre più frequenti ed incalzanti.

Assisteremo a grandi cambiamenti di scenari nei prossimi mesi...

E sono queste tra le cose di cui i giornali non parlano, nella totale assenza dello Stato.Degli extracomunitari si parla solo al momento degli sbarchi, che sono quelli che fanno notizia, soprattutto quando ci sono morti e dispersi.

Si parla del recupero e del salvataggio, quando le "Autorità" si presentano nei rispettivi porti di arrivo per avere il loro momento di visibilità mediatica in una situazione di paternalistica accettazione e di apparente affaccendamento (ma, purtroppo, spesso, messo in scena solo "per la vetrina").

Ma del dopo che invece richiederebbe investimento di risorse, pianificazione, reperimento di personali, sforzo e concentrazione, nessuno ne parla più.

Quel che è peggio è che nessuno fa nulla, pianificando un dopo-sbarco, efficace e ricco di possibili soluzioni.

Sembra quasi che lo Stato si sia arreso o che si si stia disinteressando.

E intanto le nostre città sono popolate da ombre inquiete, vaganti senza statuto alcuno e alla ricerca di riconoscimento.

Secondo me, è disumano.

E vero, le ultime volte che sono venuto a Palermo ho avuto la sensazione che le persone che mi chiedevano qualche spicciolo spuntassero da ogni dove, mi sono sentito come nella famosa scena di Jesus Christ Superstar, con una sensazione di profonda angoscia.

Gianfranco Salatiello

Condividi post
Repost0
4 agosto 2015 2 04 /08 /agosto /2015 05:15
Merda sui fiori caduti

Un cane caca su di un letto di fiori caduti,

azionando con vigore il suo torchio addominale

Quale miglior giaciglio su cui deporre la propria merda!

Il lezzo della deiezione canina

si confonde ora con il lieve sentore di putrefazione

misto a tracce grevi di profumo che emana da quei fiori

Il cane in sé è ignaro del potenziale estetico del suo gesto

Egli, cane del nulla, si è limitato a cacare,

nel momento in cui ha sentito lo stimolo di farlo

Solo noi possiamo ravvisare nella sua azione

un senso, una causalità o un movente estetico

 

Siamo noi soltanto a cercare significati

all'assurdo universo in cui siamo immessi,

interpretando da inesausti ermeneuti,

tentando di mettere ordine al caos che ci circonda

E pretendiamo di dominare il mondo

 

I nostri sforzi tuttavia

sono soltanto una miserevole panacea

 

Ogni giorno,

sempre più affaticati,

tessiamo il velo di Maya che nasconde

l'orrore e le miserie

da cui siamo assediati,

illudendoci

 

E l'intercapedine che separa

sanità e follia

si fa ogni giorno più sottile

Merda sui fiori caduti
Condividi post
Repost0
1 agosto 2015 6 01 /08 /agosto /2015 16:58
La ripetizione

Girare a vuoto

nel caldo intollerabile

Arrivare a sera

estenuato e zuppo di sudore

Sudare

Fare una doccia

Sudare

Ripetere

E' la fatica di Sisifo

Ti svegli nel cuore della notte,

di soprassalto,

sudato

gli indumenti intrisi

Leggi

Analizzi

Studi

Ripeti

Mangi

e quando mangi

inghiotti pezzi di denti

che cadono marci

Mangi

Dormi

Ripeti

Giri a vuoto

ome una macchina inceppata
Ripeti

Ripeti

come il criceto nella ruota

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth