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18 luglio 2014 5 18 /07 /luglio /2014 07:10

La Mosca e il Topo in un giorno di pioggia

 

Alle prime luci dell'alba

grosse nuvole nere
gravano pesanti

 

Dopo il rullare minaccioso dei tuoni
è esplosa la pioggia
come era già successo poche ore prima

di notte
ma ora è l'alba

avvolti dalle liquide cortine,
i grattacieli lontani sono svaniti

I treni rossi continano
ad andare su e giù
senza piloti,
come se fossero i trenini del grande plastico ferroviario
che mio zio aveva pazientemente costruito
occupando un'intera stanza di casa

 

Una grassa mosca nera
svolazza attorno
e subito se ne aggiunge un'altra,
incuriosita dal Topo
che giace inoperoso sul tavolo

Cosa fai? dice la Mosca
Niente, riposo!, fa il Topo

E cos'è quella lucina rossa che ti si accende sulla testa?

Niente! Sono solo i miei pensieri, risponde il Topo,

agitando la sua lunga coda...

Non smetto mai di pensare, io

 

D'impulso

quelle mosche appicicose

vorrei schiacciarle
o scacciarle,
ma via, in fondo
perchè non lasciarle vivere!

 

Oggi, è un altro piccolo giorno
bagnato di pioggia e senza sole

Mosca e Topo

Topo e Mosca

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5 luglio 2014 6 05 /07 /luglio /2014 06:09

Il grande teatro del cielo e gli orizzonti lontani

 

 

Le nuvole cambiano in continuazione,
ogni giorno mettenndosi in mostra
con forme e colori diversi
i colori del cielo sono cangianti
aerei passano di continuo
con un rombo
ricordano a chi li guarda
che ci sono luoghi lontani e irraggiungibili
e sembrano schegge di luce
lanciate in viaggi siderali
con il loro carico di vite

Un tempo erano le navi e i treni
ad avere questa funzione
e chi aveva l'animo inquieto e vagabondo
si ritrovava spesso a girovagare nei porti operosi
e nelle Stazioni ferroviarie da dove i cavalli di ferro sbuffanti
partivano e arrivavano avvolti da nuvole di vapore bianco

Il richiamo del mare e di terre lontane
era irresistibile per gli uomini di un tempo,
per quelli che lo avevano già percorso ed esplorato in lungo e in largo
e che avevano navigato nei Sette Mari

Il capitano Bligh o Sir Francis Drake
stanziali in Terraferma
vivevano nei loro periodi di fermo dalla navigazione,
mentre i loro navigli veniva scaricati o riforniti
in case vicine al porto e ai dock di Londra
come se non potessero distogliere gli occhi
dall'oceano da cui venivano e dai loro vascelli
momentaneamente inoperosi
eppure vibranti di energia

Come anche per molti
era il fischio del treno
e lo sferragliare delle ruote sui binari
ad evocare paesi lontani ed irraggiungibili

Il cielo gira in continuazione
la luna compie instancabile il suo ciclo
le stelle sorgono e tramontano
il sole nasce e muore ogni giorno

Ogni ciclo si presenta eguale eppure diverso
all'uomo che passa il suo tempo,
con la luce e con il buio,
come un antico aruspice,
a scrutare in alto
in attesa di segni e premonizioni

Lo guardo ogni giorno affacciarsi
al suo balcone,
minuscolo come la coffa di una nave
e fermarsi lì per minuti ed ore

La sua vita è come un palloncino colorato
appeso ad un filo assieme a tanti altri
un palloncino che oscilla nel vento
ogni giorno un po' più sgonfio
o quando l'aria all'interno si dilata
e le molecole si muovono impazzite
in percorsi browniani e collidendo tra loro
un po' più gonfio
destinato a afflosciarsi del tutto alla fine
sino a diventare come una pellicina morta
o drammaticamente a scoppiare

lacerandosi in brandelli,
senza preavviso


Mentre quell'uomo guarda e spia
tutto si muove nel grande teatro del cielo
immutabile eppure sempre nuovo

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29 giugno 2014 7 29 /06 /giugno /2014 07:29

I sedimenti dei sogni, giorno dopo giorno

Giorno dopo giorno

 

Notti senza sogni
e poi le notti si accendono di nuovi sogni
sogni-arcobaleno
sogni fantasmagorici

Quelli che arrivano sono sogni strani, come sempre,

sogni che conducono nell'Altrove
o che provocano perturbanti dislocazioni

 

Sogni che nascono da sonni profondi e prolungati
oppure, a volte, da sonni istantanei,
ma le immagini sono disgiunte
e rimane soltanto un sedimento caotico
come la melma nel profondo dell'oceano
che in un impasto caotico può contenere di tutto
dalla quale emerge qualche guscio o qualche forma più definita
e perfino lo scheletro di Leviatan
 

Nel mio sogno più recente

mangio una baguette imbottita che non ha fine

Mangio in piedi, di fretta
Ho agguantato l'ultima baugette rimasta sul piatto,
ancora non toccata da alcuno,
e l'addento
E' buona, con il ripieno ben imburrato,
prosciutto e fomaggio
come quelle baguette imbottite che, con meraviglia, mi ritrovai
a mangiare in occasione del mio primo viaggio a Parigi da solo
dopo la Maturità
Mamma mia, com'erano buone!
Volevo che arrivasse presto il momento di mangiare di nuovo
per poterne addentare un'altra e sentire il pane con l'interno morbido
e la crosta crocchiante sotto i denti

Cerco di sbrigarmi,

gli altri già se ne vanno
mentre Io indugio al tavolo addentando e masticando
Poi, mi si avvicina un giovane

che se ne stava seduto ad un altro tavolo
e mi fa notare che la baguette si prolunga,

come un enorme seprente
raggomitolato in spire ai piedi della tavola

Poi, sono altrove
devo recuperare la mia auto e sono in viaggio
su di un piccolo ciclomotore
per raggiungere il luogo dove ho lasciato l'auto
per andare a cena con gli amici
Mentre vado, seguendo una logica surreale,
penso di essere proprio stupido:
prendendo l'auto dove lascerò il motorino?

Dovrò tornare a piedi a prenderlo.
Mi faccio il film mentale di andarci
di corsa o camminando per recuperare il mezzo a due ruote,
come facevo ai vecchi tempi,
quando mi creavo situazioni
per percorrere a piedi lunghi tratti di strada
Ma allora perchè non andare a recuperare l'auto,
subito a piedi, eliminando qualsiasi complicazione?
La logica nei sogni
non è mai quella della vita reale:
tutto avviene in modo incongruo,
il più delle volte

Tutto il resto sfuma indistinto nella melma amorfa
d'una notte letargica

Giorni eguali, eppure diversi

Ho letto di recente
un libro in cui quattro
partono alla ricerca dell'immortalità
due vivranno per sempre e due dovranno morire,
come recita l'antico manoscritto che li ispira
Ma che senso ha?
E, infatti, non ha alcun senso.
I due che sopravvivono alla fine
non trovano ciò che cercavano
ciò che cercavano faceva parte delle loro fantasie
ciò che trovano è soltanto una banale immortalità, forse
stampata in una sequenza di giorni senza fine
la fantasia dell'immortalità ha a che fare con il desiderio
"Ah! Cosa non farei se fossi immortale!"
E lì giù a fantasticare, potrei fare questo e quello,
soddisfare tutti i miei desideri più riposti, i sogni nel cassetto
che una vita sola non basterebbe a realizzare
Ma, immortale o no,
 vivere, alla fine, ti da noia
Soprattutto perchè in un dato punto
- ciascuno ha il suo- raggiungi il culmine,
il climax dell'intensità,
E poi ti rendi conto con uno sguardo retrospettivo
che quell'intensitàsperimentata una volta non tornerà più
e che tutto il resto del tempo che rimane (non sai quanto)
è attesa, mentre viaggi attraverso il tuo declino
di corpo e mente
 

L'unico senso d'una ricerca dell'immortalità,

se esiste davvero tale possibilità,
discenderebbe non tanto dal poter vivere per sempre,
ma nell'avere per sempre giovinezza, vigore, prestanza,
senza dover mai passare attraverso gli stadi di un naturale declino
la fontana della giovinezza
Shangri-la

infinito ciclo di morti e rinascita,

ma con lamemoria delle vite precedenti

 

I sedimenti dei sogni, giorno dopo giorno

E non il tormento riservato a quel personaggio della mitologia greca
- Titone o Titono - che, per intercessione dell'aurorale ninfa Eos che lo amava,

ottenne dagli dei l'immortalità, ma fu condannato a dun invecchiamento senza fine

perché Eos aveva dimenticato di chiedere per lui

anche l'eterna giovinezza
E Titone fu allora trasformato da Eos in cicala,

imprigionata in un ciclo eterno di nascite e resurrezioni

 

E nemmeno quello riservato a Sisifo, condannato a non mirire  mai
mentre esegue a ripetizione lo stesso gesto inane
né la sorte riservata a Prometeo
destinato a morire oggni giorno per il morso crudele dell'Aquila,
per poi risogere e rivivere ogni ogni giorno la stessa sofferenza
 
Come tutto questo si colleghi al panino senza fine
che, nel mio sogno, divoro di fretta,

ma senza mai riuscire a finirlo,

o al viaggio per andare a recuperare la mia auto
- un viaggio che nel mio sogno -
non ha alcun esito
non so

Ciò che ci spetta
è vivere, un giorno dopo l'altro,
comunque sia questa vita
e, intanto, cercare di riempire questi giorni di cose e di significati
Alcuni giorni riescono bene
altri meno
ma si va avanti
e si accumulano piccoli eventi mentali
piccole fotografie ed istantanee
che entrano nel mondo dei ricordi
e che poi riemergono come reminiscenza
o come reperto archeologica dalla sabbia smossa
dal temporale recente

Vivere, in realtà, è morire

La vita eterna
e l'eterna giovinezza
spettano soltanto agli dei
creatori, fattori e distruttori

Noi siamo soltanto granelli nel ciclo infinito delle vite,

come quella cicala in cui fu trasformato Titone

 

I sedimenti dei sogni, giorno dopo giorno

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21 giugno 2014 6 21 /06 /giugno /2014 19:16

castelli-di-sabbia.jpg

 

Quando ero piccolo 
volevo sempre costruire
grandi castelli di sabbia

 

Possenti torrioni,

contrafforti inespuganbili,

difese di controscarpa

fossati e passaggi

 

Mi sembravano sempre meravigliosi,

anche quando non erano granché

 

Immaginavo guerre ed assedi

e la più bella del reame, all'interno della roccaforte,

sempre in pericolo

 

Poi, per quanto mi affannassi,
nell'arco di una sola giornata
decadevano,
si sfaldavano
o venivano calpestati da passanti distratti
o le onde se ne mangiavano pezzi interi


Ed io mi disperavo

Invano cercavo di mantenerli
ma per una cosa che aggiustavo
i crolli si susseguivano ad un ritmo esponenziale
Era una lotta impari

 

E, allora, per non dovere subire lo strazio
di vedere le armate del disordine e dell'indistinto
riprendere il loro dominio

ci pensavo io stesso
a distruggere tutto,
in un parossismo di mesto furore,
sino a che non rimanesse nessun segno 
di ciò che avevo fatto
con tanta fatica,
se non la nuda sabbia 
tutta calpestata e smossa

Voglio essere uno il cui nome
fu scritto sulla sabbia

Traccia effimera del mio passaggio
che presto il vento e le onde
cancelleranno quelle esili tracce
e nessun segno potrà rivelare
che io sono passato di lì

Sabbia che ritorna alla sabbia

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11 giugno 2014 3 11 /06 /giugno /2014 06:37

L'uomo alla finestra e la danza delle ore

 

 

Il vento oggi soffia

senza tregua

e porta via con sé

le nuvole candide

e i miei pensieri

 

Un vaso fiorito

sospeso al balcone 

della casa di fronte

ondeggia nel vento

acceso di colori

dall'ultimo raggio

di sole radente

 

Treni bianchi e rossi

passano di continuo

silenziosi ed efficienti

 

Treni che non fischiano mai, però

 

Gente per strada

in ordine sparso

tutti camminano 

intenti verso qualche meta

 

Qualcuno parla o chatta

al mobile

 

Altri in coppia

o in piccoli gruppi

chiacchierano o ridono

 

A volte, le loro voci e le loro risate

sono trasportate verso l'alto

e così l'uomo ala finestra

carpisce frammenti di conversazioni

che non sono le sue 

Il loro movimento fa da contraltare 

alla sua statisticià operosa

 

Le loro chiacchiere senza senso

come voci di una Babele di lingue

sono il contrapasso

al suo silenzio

e a un doloroso vuoto di parola

 

Accarezzato dal vento

e dalle tende ondivaghe

vorrebbe dormire

e sognare anche

 

Essere vagabondo

solo per poco

 

Viaggiare da una stella all'altra

nel grande arazzo del firmanento,

imbarcarsi sul quel treno per Baghdad

o sulla Transiberiana

 

Essere quel treno in corsa 

 

Qaundo apre gli occhi

innanzi a lui ci sono torri di vetro

mute ed enigmatiche

che riflettono i colori del cielo,

e le nuvole,

e quel vaso colorato che oscilla nel vento,

come un pendolo che segna il passare del tempo,

ma un tempo circolare,

e un ardito scoiattolo che si arrampica 

su di un muro verticale

alla ricerca di avventura,

e il gatto sornione

che l'attende 

disteso sul davanzale di una finestra,

e quell'altro uomo con la maglia gialla

disteso scomposto sul marciapiedi

a smaltire la sbornia di birra, 

con la bocca aperta come una ciabatta sformata

e un filo di saliva che gli cola giù 

sul mento

 

Il piccolo mondo

il grande mondo

dell'uomo alla finestra


Intrecciano l'interminabile danza delle ore

 

L'uomo alla finestra e la danza delle ore

 


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20 maggio 2014 2 20 /05 /maggio /2014 10:07

Qualche giorno fa, alla fine dell'Arcobaleno

 

Ha grandinato su Londra 
chicchi grossi come pietre

Il cielo nero-plumbeo

basso come la volta d'una cripta

Poi ha piovuto fitto

Alla fine,
mentre il cielo si apriva,
con squarci d'azzurro
è comparso un arcobaleno,
scialbo però
privo di colori brillanti,
in questo molto british,
ma era un arco perfetto,
come se ne vedono pochi
più che un arco iridiscente,
un limite curvilineo 
tra la luce e una zona d'ombra
oscura ed inquieta

aldilà della quale

si intuva la feorce pressione

delle armate della notte

 


Prima che svanisse del tutto,
son voluto partire alla ricerca

della pentola piena d'oro
di cui narrano le leggende

Dopo aver tanto camminato,
alla fine di quell'arcobaleno,
ho trovato soltanto una panchina 
con un homeless dormiente
circondato dalle sue povere cose

e dalle sue sporte

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19 maggio 2014 1 19 /05 /maggio /2014 07:39

 Il 1° maggio c'è chi si è sposato dalle parti di Kendal (Cumbria).Piccola cronaca del nostro matrimonio

 

Il 1° maggio - in Italia ed in altri paesi del mondo - è la Festa del Lavoro, ma qui in UK è un giorno lavorativo e di apertura di scuole ed uffici, come tanti altri. 
Ma il 1° maggio del 2014 c'è stato anche qualcuno che si è sposato...
Ed è stato così che non troppo presto siamo partiti, dopo la solita lauta colazione all'Inglese, dal nostro Bed&Breafast, la Summer Hill Country House (Ambleside) e ci siamo diretti con il nostro Van per il trasporto disabili e passeggeri (un autentico magic bus) a Kendal che è un'antica città (molto legata alla storia del primo sviluppo delmovimento dei Quaccheri (Quakers) e importante centro amministrativo della Cumbria, per presentarci all'orario convenuto all'Ufficio del registro (Register Office), dove si è svolta la nostra cerimonia (nella nostra "wedding venue").

E' stata una cerimonia semplice semplice, eppure suggestiva... 
Durante la firma dei testimoni, come colonna sonora abbiamo avuto le note di Jambo Bwuana che hanno aggiunto al tutto colore ed allegria: ma, del resto, anche le foto appese alle pareti della sobria stanza in cui si è effettuata la cerimonia con i relativi attidi trascrizione, arricchivano il momento di una nota cromatica forte. 
E poi, naturalmente, c'eravamo noi al centro di tutto.
Noi e tutti quelli che erano con noi, a partire dai miei due figli e da mio fratello e la mamma di Maureen e Raul e la signora Maria: la nostra piccola,meravigliosa, famiglia allargata.


 Il 1° maggio c'è chi si è sposato dalle parti di Kendal (Cumbria).Piccola cronaca del nostro matrimonioStranamente, in UK non è dato il permesso di tirare foto durante la firma da parte degli sposi e dei testimoni sui documenti ufficiali (ma semplicemente perchè il registro contienei nomi e le firme di altri che si sono sposati e, quindi,le foto infrangerebbero ildiritto allaprivacy e alla riservatezza di altri che hanno firmato prima). 
Gli scatti si possono fare soltanto prima e, in un secondo momento, per quanto riguarda l'atto della firma, mettendo in scena una piccola replica a beneficio degli obiettivo, con delle firme simulate su di un finto registro. Come quando nelle gare podistiche di casa, prima della vera partenza si fa una partenza simulata per consentire ai fotografi di immortalare il momento della partenza e poi correre a posizionarsi in un altro punto del percorso.
E poi la giornata, la cui uggiosità umida si è risolta fortunatamente dopo un inizio appena un po' bagnato con il percorso di una trentina di chilometri da Summer Hill Country House a Kiendal sotto una pioggerella fine ma nulla di più, è stata caratterizzata da altri essenziali e semplici momenti conviviali, che l'hanno resa indimenticabile.

i momenti successivi quando ci siamo spostati alla Castle Diary per un lunch "dello chef", in un antico edificio risalente alla fine del 15° secolo (in stile elisabettiano)  e, prima ancora, subito dopo la cerimonia, una sosta in un'altro edificio storico trasformato in bar caffetteria, dove abbiamo ingannato l'attesa sorseggiando una bevanda calda, ci l'Americano (io) chi il Cappuccino, chi un semplice succo di frutta..

E, poi, dopo un copioso pasto, dopo lunghe conversazioni tra una portata e l'altra e dopo la distriibuzione delle famose "bombonari", realizzate con creatività dalla stessa Maureen, abbiamo fatto una bella passeggiata per le vie ventose di Kendal, sui suoi marciapiedi lastricati di ardesie e le case di due piani massimo con una selva di camini svettanti su tetti spioventi pure rivestiti di lastre di pietra scure e muschiose, e il passaggio dalla Quaker Tapestry Museum and Exhibition (che non abbiamo potuto visitare, perchè era prossimo l'orario di chiusura, ma dove ci siamo ripromessi di tornare per un'apposita ed imperdibile esplorazione) e dell'Arboretum di ciliegi in fiore che contorna l'antica chiesa di Saint George, per arrivare alla quale abbiamo camminato su di un soffice tappeto di petali rosa.

 

 Il 1° maggio c'è chi si è sposato dalle parti di Kendal (Cumbria).Piccola cronaca del nostro matrimonioAlla fine, sazi di emozioni e stanchi, abbiamo deciso di fare ritorno alla nostra Summer Hill Country House, trovando all'arrivofiori freschi e biglietti augurali.

 

Ma il giorno successivo c'è stato un'ulteriore piccola coda del "wedding day" con monumentale tortacheabbiamo trovato al ritorno dalla nostra gita al Dove Cottage (la casa dove per alcuni anni visse William Wordsworth, considerato uno dei maggiori rappresentanti del Romanticismo nella Letteratura Inglese) e al Wray Castle, costruito da un eccentrico nel XIX secolo e poco distante.

Una torta gigantesca,  sormontata - con pittoreschi effetti - da un "cappello" variopinto di frutti di bosco, che abbiamo diviso e mangiato anche nei giorni seguenti, sempre in generose porzioni.

 

Molti si sono gentilmente lamentati con noi delle nostre foto che, essendo state realizzate fuori dagli schemi e senza seguire lo "standard" delle foto di matrimonio, mancano del tutto di quel rigoroso protocollo di icone.
Alcuni, ritenendole "incomplete", ci hanno chiesto: "Ma quando ci farete vedere le foto "appropriate" del giorno del matrimonio ("the proper pics")?".

Ci dispiace dover deludere quanti ci hanno fatto questa domande, ma di foto appropriate -olografiche e omologate -non ce sono: delpari nella gioia e della contentezza di vivere un giorno di normale "anormalità" e di straordinaria "normalità" abbiamo dimenticato di fare tutte le diverse foto in posa che si richiedono in simile circostanza, quelle "protocollari".

Ci dispiace per quanti ce lo hanno detto, ma noi siamo contenti così: la nostra sequenza di immagini realizzate artigianalmente e senza alcuna competenza professionale (non tanto in riferimento alla qualità delle foto,ma della loro "maniera"), rimarrà - per noi - come uno dei nostri più preziosi ricordi.

 

Il 1° maggio del 2014: un giorno indimenticabile, scolpito nella nostra memoria a prescindere dalle foto fatte.

 

Ed ecco qui di seguito, il racconto di Maureen: Something about a most important little family jaunt - Our Wedding Day!

 

 

 

 Il 1° maggio c'è chi si è sposato dalle parti di Kendal (Cumbria).Piccola cronaca del nostro matrimonio

 

 


 

 

 Il 1° maggio c'è chi si è sposato dalle parti di Kendal (Cumbria).Piccola cronaca del nostro matrimonio

 

 


 

 

 Il 1° maggio c'è chi si è sposato dalle parti di Kendal (Cumbria).Piccola cronaca del nostro matrimonio

 

 


 

 

 Il 1° maggio c'è chi si è sposato dalle parti di Kendal (Cumbria).Piccola cronaca del nostro matrimonio

 

 

 


 

 

 Il 1° maggio c'è chi si è sposato dalle parti di Kendal (Cumbria).Piccola cronaca del nostro matrimonio

 

 


 

 

 Il 1° maggio c'è chi si è sposato dalle parti di Kendal (Cumbria).Piccola cronaca del nostro matrimonio

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18 maggio 2014 7 18 /05 /maggio /2014 01:02

A futura memoria, come un fuggiasco dal Cottolengo

 

Dovendo spedire un pacco dall'ufficio postale, Maureen ha comprato una busta con l'imbottitura interna a bolle d'aria. 

Ma questa busta è risultata troppo stretta per il nostro scopo, o meglio di misura giusta-giusta...

E le bolle d'aria all'interno facevano resistenza all'oggetto spigoloso che avrebbe dovuto contenere e che, con tutte le nostre forze, cercavamo di infilarci dentro,mettendoci d'ingegno per superare le difficoltà che si paravanoo innanzi ad ogni millimetro.

E la busta strizzata e stiracchiata gridava dal dolore: "Ohi, ohi! Costì tu mi fai male!".

L'oggetto in questione, causa delle sofferenze della busta poverellae tapina era delle dimensioni di una scatola atta a contenere un normale paio di scarpe.

Stavamo per rinunciare, dopo una lotta durata diversi minut e che mi ha procurato i goccioloni di sudore alla fronte

Mentre ero accecato da rivoli di sudore che scorrevano nei miei iocchi, abbiamo proceduto dunque all'operazione inversa.

Estrarre la scatola, bloccata a metà strada, non è stato cosa facile.

L'impulso per una persona appena un po' più irascibile di me sarebbe stato quello di spaccare tutto, con violenza.

Come a dire: "Ora ti faccio vedere io"...

Ma prova che ti riprova, puffete!, tutt'a un tratto assieme alla scatola è venuto fuori il rivestimento interno a bolle d'aria, quasi fosse stata una vecchia pelle da eliminare per un corpo fattosi nel frattempo più grande.

"Forse adesso ce la facciamo!" - ho detto a Maureen, fermandola proprio mentre stava andando a comprare una busta più grande.

A futura memoria, come un fuggiasco dal CottolengoMaureen è rimasta così con un piede a mezz'aria ed è immediatamente tornata indietro a fare la prova con la busta, fattasi all'improviso smilza e a misura perfetta.

Mentre era intenta a fare la spedizione - sportello immediatamente accessibile, coda nulla - cosa faccio io?

Io cosa faccio?

Ho in mano quella pelle interna bollosa e sacchiforme, perfettamente intatta che sembra quasi parlarmi: con un eloquente ebolloso silenzio: "Mettimi sulla testa, mettimi sulla testa, sono perfetta per un autoscatto!".  

E il mio desiderio forte ed intenso che sorge improvviso mentre me la rigiro tra le mani è quello di inflarmelo sulla testa per farmi uns elfie.

Lo farei lì per lì, sul posto, all'interno dell'austero post office, ma poi mi trattengo, pensando: "E se, con questo coso in testa, mi prendono per un rapinatore?".

Situazione improbabile, poichè qui a Londra - e in UK in genere - tutti pagano alle Poste con carta di credito o con l'equivalente del nostro Bancomat e, quindi, nelle casse non c'è mai denaro liquido.

Pensiero in ogni caso imbarazzante che si è tramutato in un consistente timore di essere beccato sul fatto in un poco onorevole atteggiamento e di essere preso, nella migliore delle ipotesi, per un fuggiasco dal Cottolengo.

Comunque, in un lampo di sanità mentale, mi sono trattenuto, ma appena usciti fuori - lì, sull'affollato marciapiedi di Whitechapel Road,in mezzo alle moltituidini, posso dare liberamente sfogo al mio desiderio più profondo di quel momento.

E il sacco bolloso ha urlato dal piacere calzando a pennello la mia testa di fresco rasata.

Ed eccomi/ci immortalato/i a futura memoria.

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13 maggio 2014 2 13 /05 /maggio /2014 23:29

Divagazioni mobili

Cammino per la strada vicino casa

in un giorno assolato di primavera

Dietro di me incede una stracchiola 

conversando ad alta voce al telefonino

e, anziché godermi il silenzio del primo mattino,

sono costretto ad ascoltare le sue conversazioni

che, per me, non hanno il benché minimo interesse

Poffarbacco!

 

Altri incedono con il volto affondato nel display

di I-phone o smartphone che sia

e si esercitano nel loro mestiere di "pollicini",

e presto - per selezione naturale -

i loro discendenti diventeranno "pollicioni"

con un pollice ipersviluppato

per poter meglio lavorare sul tastierino touchscreen

di ultima generazione

 

Altri camminano con la cuffietta alle orecchie

e ascoltano la loro musica preferita

o se ne stanno intenti in conversazioni

con interlocutori lontani

Avendo le mani libere,

gesticolano a più non posso

e hanno delle mimiche continuamente cangianti

Siccome di frequente quelle cuffiette sono occultate,

sembrano dei pazzi o degli eccentrici

che parlano da soli.

 

Altri giocano, a perdifiato, con i loro congegni

ancora una volta mettendo in campo

abilità da Pollicini

 

Il silenzio è sempre turbato

da una cacofonia di suonerie squillanti

e di conversazioni degne di una Babele delle lingue

 

Il mondo è bello perchè è vario

ma questa omologazione al basso mi rattrista

in modo indicibile

 

Mi rattrista, soprattutto,

vedere negli altri

l'incapacità di essere da soli

con i propri pensieri

e liberi di incontrarsi con la meraviglia

nascosta nel quotidiano,

liberi di guardare al di fuori

di quel piccolo quadratino luminoso

 

L'incapacità di incontrarsi

con il proprio prossimo in carne ed ossa

e l'impossibilità perfino di avviare una conversazione

con uno sconosciuto,

perchè quei congegni digital-elettronici

sempre attivi

occludono ogni spazio vuoto

 

Un tempo si stava da soli molto di più

e più facilmente

Se si voleva comunicare con qualcuno,

più in profondità, si scriveva una lettera,

sapendo che la risposta

non sarebbe mai stata immediata 

ed anche senza scriverne una

ad un interlocutore reale,

la si poteva indirizzare ad uno immaginario,

un amico di penna della fantasia

o, in mancanza, ci si poteva rivolgere a se stessi.

 

Vorrei un mondo in cui si facesse 

per una volta

il silenzio elettronico

e in cui i congegni digitali fossero banditi

 

Ma so che questa è pura utopia neo-luddista

 

Ma vorrei che almeno

ciascuno potesse riscoprire 

la dignità del silenzio e la bellezza del vuoto

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27 aprile 2014 7 27 /04 /aprile /2014 07:59

Rosso su campo azzurro

Il giorno è grigio
gabbiani volano in alto inquieti,
stridendo e veleggiando
lacrime di pioggia striano i vetri
le cime più alto dei grattacieli
affondano nella nebbbia

 

Una domenica
senza né arte né parte
si va svolgendo

come un antico papiro,

rivelando la sua storia

man mano che le cose accadono

- o non accadono -

 

Un'asta rossa,

altissima
trafigge il cielo

verso l'inifinito ed oltre

 

 

Rosso su campo azzurro

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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