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9 agosto 2015 7 09 /08 /agosto /2015 01:10
Siamo sempre qui

Di sera si sono raccolte nubi,

refoli di vento hanno cominciato a turbinare

e, presto, la pioggia ha preso a cadere

 

Il cemento del cortile s'è appena scurito,

quando le chiazze scure delle signole gocce

hanno preso a confluire l'una nell'altra

Ma all'improvviso ha smesso

e il cielo s'è rasserenato,

com'è accaduto prima durante il giorno

mentre ci muovevamo in Sicilia

da Nord a Sud

Brontolii di tuoni,

saette che fendevano il cielo,

nuvole minacciose,

un inizio di pioggia

e poi stop

 

Una beffa!

Proprio quando ci rilassavamo,

impazienti di udire la sinfonia del picchiettìo della pioggia

e il buon odore della terra bagnata levarsi sino a noi

ed ecco la subitanea ripresa del caldo di prima,

implacabile, come se nulla fosse stato

Una prova generale di pioggia abortita...

 

Siamo sempre qui

Il mondo è assetato

Gli alberi sono assetati

Le piante da fiore appassiscono

e i frutti si raggrinziscono

L'acqua scarseggia

in un mondo che si disidrata

e sempre più muore di sete

Paesaggi lunari all'interno,

zone di campagna, inaridite e scavate dall'erosione,

assumono l'aspetto di dune desolate,

la desertificazione incombe

 

Mucchi di pattume ai margini dei paesi dell'entroterra

fermentano al sole

 

Un topino morto

disteso davanti al primo gradino di casa

mi dà il suo benvenuto

 

Siamo sempre qui

abbarbicati e distruttivi

Sono sempre qui, immeritatamente

Quale buona azione ho fatto oggi per salvarmi?

Oggi è il mio compleanno

Scatta il computo d'un nuovo anno

in cui un nuovo ciclo imperfetto

si compirà, mentre altri transiti avranno luogo

 

Il mondo continuerà ad esistere comunque

e noi, alla fine, non ci saremo più

 

Per quanto ci illudiamo di durare per sempre,

qui, siamo solo di passaggio

e rispetto al tempo dell'Universo

la nostra vita è solo una fiammella

che arde per meno di un secondo

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6 agosto 2015 4 06 /08 /agosto /2015 09:44
Avviso contro i migranti

(Maurizio Crispi) Nell'ultimo mese ho avuto modo di constatare che, davanti a molti esercizi commerciali, c'è un Africano questuante...

Questi Africani che sono l'effetto degli sbarchi clandestini e delle fughe dai Centri di accoglienza sono in numero crescente...

Talvolta ce ne sono anche due o tre insieme e spesso si fermano in posti tradizionalmente presidiati dai Rom ai fini della questua.

Oggi, ho assistito ad un litigio tra la zingara che, da sempre, sosta davanti all'ingresso del Supermercato vicino casa dove abitualmente faccio la spesa e tre africani.

Lei - esagitata - diceva loro di levarsi di torno, perchè quello era il suo posto.

Uno dei tre l'ha aggredita, spingendola indietro, con una manata sul petto.

Un altro degli africani è intervenuto, invitando il suo compare alla moderazione, finchè non è uscito uno dello staff del Supermarket, che - senza essere troppo graffiante - ha cercato di sedare gli uomini.

Poi, due degli Africani se ne sono andati e hanno preso a vagare per il quartiere alla ricerca di luoghi più propizi per il loro accattonaggio.

E la situazione si è placata.

Mi è capitato diverse loro di dare a questo o a quello una moneta da 20 (o talvolta anche di più) centesimi che - mi rendo conto - sono una goccia nel mare.

Peraltro, anche alla Zingara, sempre sorridente, se ho con me degli spiccioli, cosa che in quest'epoca di pagamenti bancomat capita più di rado.

Una volta, non molto tempo addietro, di mattina presto, ho incrociato un Africano che si recava al luogo di questua.

Mi ha sorriso, un sorriso con gli occhi.

L'ho inseguito per dargli una moneta e, andando via, l'ho salutato calorosamente.

Ma, nello stesso tempo, c'è da pensare che, aumentando il loro numero, saranno sempre di più negli stessi luoghi e che le risse per pochi centesimi e per la spartizione territoriale si faranno sempre più frequenti ed incalzanti.

Assisteremo a grandi cambiamenti di scenari nei prossimi mesi...

E sono queste tra le cose di cui i giornali non parlano, nella totale assenza dello Stato.Degli extracomunitari si parla solo al momento degli sbarchi, che sono quelli che fanno notizia, soprattutto quando ci sono morti e dispersi.

Si parla del recupero e del salvataggio, quando le "Autorità" si presentano nei rispettivi porti di arrivo per avere il loro momento di visibilità mediatica in una situazione di paternalistica accettazione e di apparente affaccendamento (ma, purtroppo, spesso, messo in scena solo "per la vetrina").

Ma del dopo che invece richiederebbe investimento di risorse, pianificazione, reperimento di personali, sforzo e concentrazione, nessuno ne parla più.

Quel che è peggio è che nessuno fa nulla, pianificando un dopo-sbarco, efficace e ricco di possibili soluzioni.

Sembra quasi che lo Stato si sia arreso o che si si stia disinteressando.

E intanto le nostre città sono popolate da ombre inquiete, vaganti senza statuto alcuno e alla ricerca di riconoscimento.

Secondo me, è disumano.

E vero, le ultime volte che sono venuto a Palermo ho avuto la sensazione che le persone che mi chiedevano qualche spicciolo spuntassero da ogni dove, mi sono sentito come nella famosa scena di Jesus Christ Superstar, con una sensazione di profonda angoscia.

Gianfranco Salatiello

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4 agosto 2015 2 04 /08 /agosto /2015 05:15
Merda sui fiori caduti

Un cane caca su di un letto di fiori caduti,

azionando con vigore il suo torchio addominale

Quale miglior giaciglio su cui deporre la propria merda!

Il lezzo della deiezione canina

si confonde ora con il lieve sentore di putrefazione

misto a tracce grevi di profumo che emana da quei fiori

Il cane in sé è ignaro del potenziale estetico del suo gesto

Egli, cane del nulla, si è limitato a cacare,

nel momento in cui ha sentito lo stimolo di farlo

Solo noi possiamo ravvisare nella sua azione

un senso, una causalità o un movente estetico

 

Siamo noi soltanto a cercare significati

all'assurdo universo in cui siamo immessi,

interpretando da inesausti ermeneuti,

tentando di mettere ordine al caos che ci circonda

E pretendiamo di dominare il mondo

 

I nostri sforzi tuttavia

sono soltanto una miserevole panacea

 

Ogni giorno,

sempre più affaticati,

tessiamo il velo di Maya che nasconde

l'orrore e le miserie

da cui siamo assediati,

illudendoci

 

E l'intercapedine che separa

sanità e follia

si fa ogni giorno più sottile

Merda sui fiori caduti
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1 agosto 2015 6 01 /08 /agosto /2015 16:58
La ripetizione

Girare a vuoto

nel caldo intollerabile

Arrivare a sera

estenuato e zuppo di sudore

Sudare

Fare una doccia

Sudare

Ripetere

E' la fatica di Sisifo

Ti svegli nel cuore della notte,

di soprassalto,

sudato

gli indumenti intrisi

Leggi

Analizzi

Studi

Ripeti

Mangi

e quando mangi

inghiotti pezzi di denti

che cadono marci

Mangi

Dormi

Ripeti

Giri a vuoto

ome una macchina inceppata
Ripeti

Ripeti

come il criceto nella ruota

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28 luglio 2015 2 28 /07 /luglio /2015 11:29
As an empty shell

La notte e il silenzio

ronzano nella mia testa

assordanti

Esco al buio

nessuno in giro

solo io e il mio cane

Qualche auto frettolosa

passa fendendo con i suoi rostri di luce

l'aria sciropposa e densa

l'afa del giorno che non si dirada

Ho nuotato sino alla villa

e poi sono tornato,

seguito da due cani randagi

abbaiosi

Di nuovo pronto alle derive

d'un giorno che deve ancora cominciare

tra sudorazioni,

silenzi,

parole fluttuanti nell'aria

come micce alate

Di nuovo, nell'attesa della sterile magia della notte

per essere portato via dalla sua risacca

e, poi, all'alba ricondotto sulla battigia

come una guscio vuoto

As an empty shell
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9 luglio 2015 4 09 /07 /luglio /2015 06:27
Ode alla città d'estate
Ode alla città d'estate
Ode alla città d'estate

Le vene, le arterie e i nervi della città

sono messi a nudo

Il cielo è d'un azzurro intenso

e il riverbero costringe

a strizzare gli occhi

Il caldo e la fornace del sole

impongono un peso intollerabile

sulle spalle dei viandanti

che avanzano ricurvi

quasi schiacciati al suolo

Donne stravolte dalla calura

barcollano e vagano,

le unghie dei piedi con lo smalto sbreccato

e le crescite bianche dei capelli sotto la tintura

vestiti sciatti e incolori

Negozi chiusi e abbandonati,

saracinesche abbassate per sempre

segnano l'irreversibile declino

Automobili parcheggiate

da anni,

con le gomme a terra

e ricoperte dalle deiezioni degli uccelli

Carcasse di animali

caduti per un'improvvisa moria

intasano i marciapiedi

Nugoli di polvere si levano,

foglie secche mulinano

in vortici

mentre altre scricchiolano e scoppiettano,

sotto i piedi,

mescolate a fogli di giornale, stampe pubblicitarie

oggetti di plastica

frammentati/accartocciati

L'aria afosa è pervasa dal sentore di bruciato

di erba secca e di legno di pinastri

che ardono da qualche parte

A intervalli regolari

sovrasta i rumori del traffcio quotidiano

il rombo dell'aereo

che porta i suoi carichi d'acqua sul monte

Fire on the mountain

desolazione metropoitana

degrado

solitudine

Gli scarafaggi impazzano

i gatti se la godono

Loro sarà la città,

quando noi non ci saremo più

Ode alla città d'estateOde alla città d'estate
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1 luglio 2015 3 01 /07 /luglio /2015 06:14
Tatà, male!

Tatàaaaaaaa, Tatàaaaaa!
Tatarone, Tatarone!!!
Trovandomi sull'Etna, a quasi 2000 metri di quota e in totale solitudine, all'infuori del piccolo Gabriel che era con me, in attesa dell'arrivo dei primi runner, lanciavo nel vento a gran voce il nome di mio fratello nelle molteplici variazioni con cui, secondo una lunga consuetudine che nasce da lontano (dal tempo in cui eravamo piccini), lo distorcevo in una sorta di gioco. Il diminutivo Tatà nacque proprio da questa abitudine di gioco e molti hanno preso a chiamarlo così, invece del più classico "Totò"!

 

Tatarimpoooooo! Tatarimpoooooo! Tatarone, Tatarone!

Tata Tatibaaaaaaa! (questo appellativo, in particolare, è stato quello di più recente conio, ispirato al "Tata Madiba" con cui i Sudafricani neri si rivolgevano a Nelson Mandela, in cui "Tata" sta per "padre", mentre "Madiba" era il nome del clan tribale cui Mandela apparteneva).

Voci e nomi nel vento...

Una cosa che mi rimanda al suono delle campanelle con cui si accompagnano i momenti cruciali delle cerimonie religiose, o dei piccoli cimbali battuti nei momenti rituali delle religioni orientali, che sembrano tutti avere una matrice comune, cioè quella di attirare l'attenzione delle entità superne cui ci si rivolge in preghiera e che stanno in un altrove, in un empireo irraggiungibile per i nostri flebili ed inaudibili suoni.

Tatàaaaaaaaa! Tatàaaaaaa!

Quando ci si trova in montagna, minuscoli nell'immensità della Natura, ci si sente a contatto con qualcosa di grande: chiamiamolo Dio, chiamamolo il Trascendente, oppure ciascuno lo chiami nel modo che preferisce: e viene naturale gridare, cercare di farsi di sentire, rivolti al Cielo che ci sovrasta.

E, siccome soffiava a raffiche il vento, mi venivano in mente anche le bandiere di preghiera, utilizzate nei templi orientali, dai colori vivaci e con parole scritte a caratteri neri e fitti. E in questo caso, le bandiere di preghiere c'erano pure attorno: con un minimo di fantasia si potevano vedere così le numerose bandelle segnaletiche rosso-bianche che vibravano nel vento.

Si dice che il vento facendo battere queste bandiere, prenda le parole, le suppliche, le richieste che vi sono scritte su e le trasporti con sé in cielo: e, per questo motivo, una volte che siano state collocate in lunghe filiere davanti ai templi, non devono essere più rimosse, sintantochè non siano tutte a brandelli e i caratteri completamente dilavati via dalle intemperie e dagli elementi atmosferici.

Gabriel ad un certo punto mi ha guardato e mi ha detto con molta convinzione "Tatà, male! e ha preso a ripetere diverse volte questa singola frase: "Tatà, male".

Sono rimasto sorpreso e commosso ad un tempo.

Con mia moglie abbiamo voluto proteggere Gabriel da un'esposizione diretta ai momenti sofferti successivi alla morte di mio fratello.

Pure, qualcosa deve aver percepito ed elaborato dentro di sé, a partire dal concetto di "male" e "farsi male" di cui avevo avuto occasione di parlargli alcuni giorni prima della scomparsa di Tatà, prendendo spunto dall'incontro lungo la strada con un merlo morto stecchito.

Che Gabriel abbia associato la persistente assenza di Tatà, cui era molto attaccato per l'intrecciarsi di molti momenti quotidiani in cui eravamo tutti assieme con il suo essersi fatto "male" - e dunque con la sua morte - e che sia stato capace di sintetizzare tutto questo con il suo "Tatà, male!"?

Tatà, male!
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1 luglio 2015 3 01 /07 /luglio /2015 05:58
Tatà e la festa sul monte

Siamo sulla cima di una montagna, dove tra le ultime balze - prima di arrivare in vetta - si forma un piccolo spiazzo.

Siamo arrivati a piedi portando tutte le nostre masserizie e i nostri generi di conforto, alloggiati in grandi cesti da picnic: c'è tanta roba da mangiare e non mancano le bevande, compresi dei grandi thermos di the e caffé.

E approfittando di questo spiazzo assolutamente panoramico, con una vista mozzafiato sulla valle sottostante, ci siamo sistemati, allestendo un gazebo e disponendo ad arte anche degli ombrelloni, tavoli e sedie.

Il vento soffia incessante, il sole splende e, con il suo calore, stempera l'aria frizzante.

Dobbiamo festeggiare un evento: ed è per questo che siamo saliti sin sulla cima della montagna.

Finalmente, alla fine del laborioso allestimento, possiamo ammirare la'opera compiuta: tavoli addobbati con ogni sorta di leccornia ebevande di ogni tipo: dalla Coca Cola, al vino alla birra, ai thermos pieni di caffé e di the.

Seguendo la strada che ascende a stretti tornanti tutti, amici e parenti convocati, cominciano a radunarsi.

Ma Salvatore è grumpy, fa il burbero-scontroso.

E allora tutti d'improvviso se ne vanno, prima ancora che la festa cominci.

Vedendo la mia delusione, Tatarone si ammorbisce e viene a più miti consigli, aprendosi al sorriso. Forse non tutto è perso: il party si farà, malgrado tutto.Mi sporgo dalla balaustra che cinge la terrazza e che portege dal cadere nel vuoto sottostante, alla ricerca della carovana degli ospiti in marcia verso valle.

Li avvisto dall'alto mentre stanno ormai scomparendo alla vista, prima di imboccare l'ultimo tornante e faccio grandi cenni con le braccia: "Dove state andando? Tornate, tornate, amici!".

Mi vedono, fortunatamente, e riprendono a percorrere faticosamente la strada in salità che li riporterà a noi!

Evviva, la festa si farà!!!

 

Ho fatto questo sogno qualche tempo addietro. E Salvatore l'aveva letto: rivelava questo suo modo di essere, al tempo stesso riservato e scontroso da una parte, e conciliante dall'altro.

Succedeva spesso che di fronte alle mie iniziative "sociali" brontolasse, ma poi finiva con l'accettarle e con il trarne piacere.

Un sogno che a suo tempo mi parve enigmatico e che, riguardandolo adesso alla luce degli eventi, sembra quasi profetico.

Come se, in tale sogno, vi fosse in nuce la rappresentazione d'un ultimo congedo, che non è avvenuto nella realtà, ma che è stato sostituito da un saluto che tanti gli hanno tributato e dalle testimonianze su di lui che si sono succedute, come è accaduto a Palazzo delle Aquile il 30 giugno 2015, in occasione della “Tavola rotonda sulla legge 328/2000″, organizzata dall’ufficio di presidenza del Consiglio comunale in collaborazione con ASAEL (Associazione siciliana amministratori enti locali), che ha preso lo spunto dalla presentazione del saggio di Salvatore Migliore, dal titolo “Sistema integrato di interventi e di servizi sociali: un progetto per garantire la qualità della vita”, volume che si apre con un'introduzione scritta da Salvatore Crispi, appunto.

Salvatore era stato invitato a far parte del cast dei relatori: non è stato presente materialmente, ma lo è stato in spirito ed è stato commovente sentirele parole su di lui enunciate dal Presidente del Consiglio Comunale Salvatore Orlando e dall'autore del volume, che nei confronti di Salvatore aveva un rapporto pluriennale di stima ed affetto.

Tatà e la festa sul monte
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27 giugno 2015 6 27 /06 /giugno /2015 20:11
Foglie d'autunno

Foglie d'autunno

L'autunno incalza

Foglie ingiallite

cadono danzando

sull'erba smeraldina appena cresciuta

Vite americana

abbarbicata su di un muro diruto

disegna

una chiazza cromatica

rosso-ruggine,

intensa

Un coniglio saltella via

le orecchie sollevate, 

trepidanti

Odore di umido e funghi

nel fitto della boscaglia

dove non giunge mai 

un raggio di sole

ma solo i suoi riflessi cangianti

filtrati dalle fronde

E il gracchiare dei corvi

che rimangono invisibili

E l'improvviso frullo d'ali

del piccione selvatico che si leva in volo,

impaurito

E la rugiada riveste

ogni cosa

con le sue sottili gocce

e tutto é stillante

Nel vuoto di parola

16 novembre 2015 (Maurizio Crispi)

Non temerò alcun male (con una premessa)

Il sole del primo meriggio batte impietoso sulle vie d'asfalto sui piazzali polverosi, sui giardini entropici, tendenti alla desertificazione, panchine divelte, fontane prosciugate, monnezza sparsa ad arte

Con le raffiche del vento caldo che soffia dal Sud nuvole di sabbia finissima si levano turbinando dalle aree salute, sommerse da una rigogliosa vegetazione selvaggia Solo pochi resilienti si affannano ad esercitarsi sotto il sole rovente, incuranti di caldo e polvere

Non una panchina attorno. Ci si può sedere soltanto nella polvere, tra formiche e scarafaggi nell'ombra esile di alberi stenti

Le strade della città sono scenari di desolazioni, negozi chiusi e sprangati insegne cadenti spazi vuoti con i segni d'un frettoloso abbandono, quasi avesse avuto inizio una migrazione

Ma le gelaterie sono traboccanti di clienti, alla ricerca di un dolce conforto, e così pure i negozi di intimo Loro sì, fanno affari senza deflessioni

Camminare per le vie della città fa germogliare nel cuore un sottile filo di malinconia che presto si tramuta in nube malevola che oscura tutto il resto

La gente butta via i libri o li brucia. se ce li ha, oppure non li compra, non sa più cosa farsene, forse non l'ha mai saputo

Lo spettacolo dell'ignoranza, dell'insensibilità, della mancanza di cultura fa il resto

Viene voglia di rifugiarsi nella mancanza di consapevolezza della vita animale di basso livello evolutivo o, ancor di più, di quella minerale

Farsi topo, scravagghiu, pietra per non dover temere alcun male E poi ci si trascina stancamente, come ogni volta, sino a casa, dove un libro attende i pochi lettori sopravvissuti, per praticare una moderna - e rassicurante - clausura libro e divano libro e poltrona libro e letto e, poi, dormire dormire dormire alla ricerca dell'oblio

Ma il giorno dopo, molto prima dell'alba, si ricomincia a zampettare, come criceti nella ruota

Non temerò alcun male (con una premessa)
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19 giugno 2015 5 19 /06 /giugno /2015 06:39
The Making of the Birthday CardsThe Making of the Birthday Cards
The Making of the Birthday Cards

Nella preparazione del 2° compleanno del nostro piccolo Gabriel "Babacino", Maureen si è messa al lavoro per predisporre i bigliettini di invito alla festa, pensati soprattutto per i compagni ed altri bambini (non per gli adulti).
Rigorosamente per i piccini...
L'idea di Maureen è stata quella di fare qualcosa in cui tutti noi fossimo coinvolti (una sorta di piccola impresa familiare collettiva): da qui l'idea di cominciare con l'impronta della mano di Gabriel (la cui realizzazione all'inizio ha suscitato qualche resistenza da parte del nostro cucciolo Babacinol), parte della lavorazione a cui io stesso ho partecipato attivamente come "stenditore", mano mano che le impronte della mano venivano sfornate.
Poi, Maureen è passata alla realizzazione delle card, costruendole pezzo pezzo, a partire dai fogli di cartoncino e altri materiali.
Maureen, in questo, è molto esigente e il suo sforzo creativo, anche per ealizzare le cose più semplici, è sempre per lei fortemente challenging.
Il lavoro è iniziato, domenica 14 giugno 2015, ed oggi (siamo a Venerdì), il lavoro è praticamente giunto alla fine della sua elaborazione.
Per sintetizzare:

  • Gabriel ci ha messo l'impronta colorata della sua mano;
  • Io ho fatto lo "stenditore" e il fotografo (oltre ad occuparmi della stampa di alcune delle frasi);
  • Maureen ha fatto il lavoro di assemplaggio creativo.

Quindi è stato un lavoro di noi tutti, guidato dalla speciale vision creativa di Maureen
A proposito!
Maureen è disponibile per fare questo lavoro su commissione (per feste di compleanno o altre ricorrenze), partendo - ovviamente dall'idea del committente e discutendone con lui e utilizzando tecniche miste (compreso il decuoage o l'inserto mediante tecniche collage di immagini fotografiche), come è stato nel caso della realizzazione di queste birthday.
E vi assicuro che le realizzerà con la stessa dedizione e passione che ha profuso nel caso di queste per il compleanno di nostro figlio.
Se qualcuno é interessato ci contatti o tramite facebook oppure telefonicamente.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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