Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
9 novembre 2023 4 09 /11 /novembre /2023 07:06

Questo scrissi il 9 novembre del 2017.
Ritrovato questo frammento vagante all'interno delle "memorie" di Facebook, riemerso come il frammento di un naufragio

Maurizio Crispi

Gabbiano predatore

 

Sapore di ferro in bocca

 

Macchie nere che danzano sulla retina
e sudorazione fredda in fronte

 

L'umido del mattino mi penetra nelle ossa

 

Barcollo, preso da subitanea vertigine

 

E' il presagio d’una fine?

 

Intanto, un gabbiano mangia un topo 
- o forse si tratta di una pantegana -
becchettando con decisione
il piccolo cadavere
trattenuto dai suoi artigli fieri
e, dopo aver lacerato il corpicino,
ne ingolla pezzi interi

 

Una declinazione della wilderness metropolitana
prima dell’invasione dei cinghiali e degli orsi

 

Un cane di passaggio si attizza,
avvertendo di questo fiero pasto 
una densa traccia olfattiva,
e vorrebbe prendervi parte,
ma il gabbiano con abile mossa
vola via tenendo la sua preda, 
già cadavere, per la coda

 

Anche i gabbiani nelle città 
sono adesso nostri commensali

 

Confortato da ciò che ho visto,
sono andato via, 
di nuovo con gambe salde

È un nuovo giorno,
nato sotto una buona stella

 

(Palermo, 9 novembre 2017)
 
 

Diciamo pure che i gabbiani nelle città alzano sempre più il tiro, assumendo sempre di più l’habitus di super-predatori.
È recente la notizia di cronaca di un cane di piccola taglia che sarebbe stato catturato al volo da un gabbiano, a Napoli.
I tetti sommitali dei nostri palazzoni sono diventate le scogliere dove i gabbiani prendono dimora semi-abituale.

Maurizio Crispi

Condividi post
Repost0
8 novembre 2023 3 08 /11 /novembre /2023 08:28

Questo scrissi nell'aprile del 2011, pubblicando poi questa nota diaristica in uno dei miei due blog di allora (il link che porta a questo post è visibile in fondo alla pagina).
Noto nei miei scritti personali di quel periodo una certa vena malinconica e pensosa che, in parte, non mi appartiene più oggi.
Ma sarà poi vero?
Solo coloro che leggono ciò che scrivo oggi, penso, possono dirlo.

Maurizio Crispi

La spiaggia è semideserta 

 

Arrivano poche persone, sporadicamente, 
ma è una processione continua, in qualche modo 
Via uno, avanti un altro 
Le onde si frangono con forza e con un rombo costante, 
ma non c'è più il forte vento di ieri 
La dove c'è la secca e le onde si rompono, 
una ventina di bagnati se ne stanno in acqua: 
tutti con la muta, forse surfisti in erba, 
- ma di tavole non se ne vedono molte -
e stanno imparando i primi rudimenti per cavalcare le onde,
quando si rompono 
I loro corpi fasciati nelle mute nere 
conferiscono alla scena un che di lugubre e cupo 

 

Più in là, oltre la punta del molo, 
ci sono due canoisti che si dirigono verso il mare aperto, 
intrepidi 
Salgono sulle onde

molto alte prima di rompersi e ben distanziate l'una dall'altra
e poi scendono nell'avvallamento
L'incavo che si forma tra un'onda e la successiva è una valle profonda: 
quando uno dei canoisti vi scivola dentro, scompare del tutto alla mia vista 
e ne vedo a tratti solo la testa

oppure l'estremità della pagaia: 
il resto è invisibile,
sepolto nella minacciosa concavità liquida 
Tornerà a riemergere? - mi chiedo 
Oppure quell'incavo in cui l'acqua sembra farsi torbida e cupa 
si trasformerà per lui in un maelstrom infido? 

 

 

Il sole picchia forte e duro, pur volgendo al tramonto 
Come ieri sentivo il soffio del vento, incessante, 
così oggi le mie orecchie traboccano del rombo della risacca, 
altrettanto incessante 
I raggi del sole che mi inondano, 
mentre me ne sto seduto con le spalle poggiate 
ad un muro intonacato di bianco;
sono intensi e mi fanno calore 
e, forse proprio a causa di questo riscaldamento, 
le mie fantasie e la mia mente galoppano lontano 
Vorrei cose che non ho, sicuramente, 
e si accendono ogni tanto fantasie lussuriose,
talvolta a luci rosse 

 

Poco fa, è entrata sulla terrazza, 
lastricata con una pavimentazione di pietra pregiata,
forse granito, 
una coppia giovane 
Lei con tacchi molto alti, in tiro 
Lui così, vestito alla buona, ma un bel ragazzo 
Lei, sicuramente bella (uno di quei casi in cui la bellezza non è un'opinione), 
ha con sé una macchina fotografica reflex e gli dice: 
Fotografami! Sono bella e potrei essere una modella 
Il ragazzo l'accontenta e le scatta tante foto 
Click click click 

 

Poi, parlottando, incedono sulla terrazza, 
e, al suo limitare, si fermano a contemplare il mare 
A sua volta, la ragazza, evidentemente proprietaria della macchina, 
scatta alcune foto al fidanzato, 
ma lui non si mette in posa a differenza di lei prima
Poi, si incamminano e vanno via 
Le persone vengono, poche, e poi vanno 
Altre arrivano, fanno pochi passi verso il mare, 
guardano, poi gli volgono le spalle e vanno, 
senza indugiare mai per più di pochi secondi 
Si fermano a scrutare il mare, 
intenti, ad ascoltare il rumore della risacca, 
intenti
E poi se ne vanno 

 

Perché lo fanno? 
Forse perchè guardare il mare, 
sentire il rumore delle onde e del vento è rigenerante… 
Forse c'è qualche cosa di primigenio in ciò, 
visto che si tratta di una delle visioni 
che ci ha accompagnato sin dalla più lontana alba dell'umanità 
Forse perché la vita - e quindi anche noi - 
è strisciata fuori dal mare 
e thalassa è il nostro luogo delle origini, 
il nostro elemento primoridale,
la culla della vita
Forse è per questo che la vulva 
odora di mare e di salsedine

 

Non saprei 
Ci sarà un motivo, mi dico, 
se vengono, continuamente a guardare il mare 
per stare pochi secondi soltanto 
senza ristare mai abbastanza a lungo 
per poi andarsene 
Forse perchè è troppo
Qualche volta vorrei chiederglielo 
Penso che nessuno saprà rispondermi come vorrei 
Sono certo che balbetteranno qualche risposta
Poi si fermeranno, sentendosi aggrediti nell'intimo, 
si chiuderanno nel silenzio, 
mi volteranno le spalle e andranno via, 
lasciandomi solo con i miei interrogati insoluti, 
davanti al mare, solo

 

Nei giorni scorsi, per la prima volta dopo molti mesi, sono andato al mare in bici. Mi sono sdraiato al sole, in un punto adatto, del tutto riparato dal vento. Un po' ho dormicchiato e un po' ho fatto ginnastica E intanto mi guardavo attorno, godendo di un momento sospeso, in cui ancora non è incominciata la ressa estiva che rende questi luoghi inavvicinabili e fa perder loro tutto il fascino che possiedono. Il giorno prima soffiava un forte vento

Oggi, invece, il vento si era placato e, invece, come sempre succede, arrivavano a gruppi le onde che si frangevano sulla secca.

Ho giocato con la mia ombra, complice il muro intonacato di bianco…

Palermo, il 6 aprile 2011
 

Condividi post
Repost0
7 novembre 2023 2 07 /11 /novembre /2023 07:39
Foto di Maurizio Crispi

C’é qualcosa in ciò che si osserva
 

Qualcosa sempre ineffabile e carico di mistero
 

Ci sono piccole cose 
che sembrano mettersi assieme
come le tessere di un puzzle
e questo loro combinarsi e ricombinarsi
sembra generare un racconto 
per immagini legate tra loro 
da un filo conduttore
 
 

Un filo conduttore che è forse nelle cose stesse
per il modo in cui si giustappongono
o che risiede piuttosto nell'occhio dell'osservatore
O è addirittura quest'occhio osservante
che le mette in forma in un modo, piuttosto che in un altro?

 

Oppure l’alternativa é che tutto,
ogni dettaglio percepito,
sia una mera accozzaglia di elementi,
un caos primigenio
creato da un Dio cieco e demente

 

Eppure, dal brodo primordiale
é nata la vita
con gradi crescenti di complessità 

 

Ecco, queste sono considerazioni 
che mi portano lontano
In questa di oggi,
come in altre mie passeggiate,
ho visto delle cose e, fotografandole,
le ho messe insieme
ed ora quelle cose esistono
in un mondo possibile,
che - tra infiniti altri mondi -
le vuole assieme
in questo modo
e non in un altro
Credo che l’attività del fotografare
possieda un enorme potere demiurgico
ed é anche per questo
che io non smetto mai di scattare foto

 

Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi
Foto di Maurizio Crispi

Foto di Maurizio Crispi

Condividi post
Repost0
6 novembre 2023 1 06 /11 /novembre /2023 07:11

Questo scrissi il 6 novembre 2009 come nota su Facebook. Poi trascurai di lanciare il raccontino su uno dei miei due blog di quel periodo e nemmeno su quello attuale.
Lo rilancio adesso: in un fondo è una storiella carina.

Maurizio Crispi

La dea bendata

La fortuna è cieca, si dice, o anche viene detto che sia una "dea bendata".

Dunque, ecco un piccolo raccontino paradigmatico di questo assunto, a proposito di una cosuccia che mi è capitata di recente.

Ieri mattina scendendo le scale di casa mia, cosa vedo su di un gradino? Una banconota da venti euro, più volte ripiegata, assieme ad un foglietto bianco che, ad occhio e croce, sembrava uno scontrino fiscale!

Con concitazione, mi sono piegato a raccogliere il prezioso reperto, non senza provare quel lieve senso di colpa quando capitano queste inaspettate fortune. 

Con disinvoltura, ho ficcato la banconota nella tasca dei pantaloni e ho proseguito per la mia strada.

Dopo un po' di tempo (ma nel corso della stessa giornata), frugando nella tasca, mi sono ricordato del ritrovamento e ho estratto la banconota e il pezzettino di carta bianca per esaminare meglio il tutto.

Lì per lì ho pensato che soldi e bigliettino fossero caduti a qualche fornitore che veniva per un consegna a domicilio.

Poi, guardando meglio, mi sono accorto di avere davanti agli occhi uno scontrino fiscale rilasciato da una bottega di ceramica, proprio la stessa dove il giorno prima io avevo fatto degli acquisti.

Che coincidenza!, ho pensato.

Esaminando lo scontrino nel dettaglio, vi scopro che l'importo è esattamente di trenta euro che era la somma che in quella circostanza avevo pagato, dando una banconota da cinquanta e prendendo il resto di venti.

Ergo, tirando le conclusioni, si trattava della mia stessa banconota che io nella fretta avevo infilato in tasca tutta stropicciata e che, evidentemente doveva esserne sgusciata fuori, mentre salivo le scale di casa.

E' ovvio che io sia rimasto un po' deluso: pensavo di avere ricevuto in dono un piccolo obolo e, invece, non avevo fatto altro che ritrovare ciò che avevo perduto.

La cosa notevole è che io non sapevo di aver perduto quei venti euro.

La cosa ancora più notevole è che dalla sera prima, quando mi era scivolata fuori dalla tasca, al mattino dopo (quindi, dopo un intervallo di poco più di 12 ore), la banconota era rimasta lì, sul gradino delle scale di casa, bella tranquilla, senza che nessuno se ne accorgesse.

Si potrebbe quasi dire che se fosse rimasta lì, acquattata, ad aspettarmi.

In conclusione, anche se il bilancio della vicenda è stato un pari, posso ritenermi assolutamente fortunato.

La sfortuna mi ha levato qualcosa e la fortuna, in modo cieco e casuale, me l'ha restituito.

In ogni caso, il giorno dopo (cioè, oggi) sempre la fortuna mi ha dato un contentino, facendomi trovare una banconota da cinque euro.

Nel raccoglierla, mi sono chiesto se per caso anche questa non fosse mia, dimenticata in qualche tasca degli indumenti che indossavo e casualmente scivolata fuori.

In ogni caso, aggiungo qui, i soldi ritrovati nelle tasche (perché vi sono stati abbandonati da molto tempo) è come se fossero trovati ex-novo.
Un'improvviso ed inaspettato dono.

Ciò che viene trovato

ritrovato) - anche se di infimo valore - è prezioso  sempre e vale il detto: "Ogni cacatedda di mosca, fa sostanza..."

 

Fortuna è cieca

Fortuna caeca est è una locuzione latina che si traduce con «La fortuna è cieca».

È una espressione tratta da un passo di Cicerone che, nel Laelius de amicitia (15,54), scrive precisamente: Non enim solum ipsa Fortuna caeca est, sed eos etiam plerumque efficit caecos quos complexa est (Non solo, infatti, la fortuna è cieca essa stessa, ma per lo più rende ciechi anche coloro che abbraccia).

Il motivo è ripreso dalla commedia greca, in particolare dal Pluto di Aristofane, dove a essere cieca e a rendere ciechi è però la ricchezza. Tuttavia, il parallelismo non ne soffre in quanto la dea Fortuna dei Romani ricopre funzioni simili a quelle del dio greco Plutos.
La fortuna è cieca anche per altri autori latini quali Marziale, Ovidio, Plinio il Vecchio, e Seneca. Si dissocia dal ritenere cieca la fortuna Dionisio Catone, secondo cui è l'individuo che deve imparare ad agire con raziocinio e con le dovute cautele, e quindi a essere cieco è più l'uomo che la fortuna.

In epoca moderna, il motivo torna, tra gli altri, in Shakespeare che, nell'Enrico V fa dire a Fluellen: La fortuna è dipinta cieca, con una benda sugli occhi; e in Gente in Aspromonte di Corrado Alvaro, con l'interessante variante: L'invidia ha gli occhi e la fortuna è cieca.

 

la Dea Bendata, Si dice che la fortuna sia una dea bendata, che "colpisce" qualsiasi uomo, senza distinzione, capace così talvolta di cambiare il corso delle cose, della vita stessa. Per Dante la fortuna rappresenta l' intelligenza celeste, la provvidenza, che dirige il disegno divinoin maniera incomprensibile alla nostra ragione. Quindi la fortuna non è ne capricciosa, né crudele, ma al di sopra dell'umana comprensione. La nostra possibilità di "intervento" è farsi trovare pronti quando il momento imprevisto arriva, così da cogliere le opportunità che la dea bendata ci offre oppure opporre ogni nostra risorsa agli elementi avversi

la Dea Bendata, Si dice che la fortuna sia una dea bendata, che "colpisce" qualsiasi uomo, senza distinzione, capace così talvolta di cambiare il corso delle cose, della vita stessa. Per Dante la fortuna rappresenta l' intelligenza celeste, la provvidenza, che dirige il disegno divinoin maniera incomprensibile alla nostra ragione. Quindi la fortuna non è ne capricciosa, né crudele, ma al di sopra dell'umana comprensione. La nostra possibilità di "intervento" è farsi trovare pronti quando il momento imprevisto arriva, così da cogliere le opportunità che la dea bendata ci offre oppure opporre ogni nostra risorsa agli elementi avversi

Condividi post
Repost0
5 novembre 2023 7 05 /11 /novembre /2023 08:21
Monte San Calogero visto dalla mia campagna all'alba (foto di Maurizio Crispi)

Il vento soffia
con raffiche poderose
separate da pause di quiete
Correnti d’aria in casa 
attraverso la bocca del camino
sensazioni di risucchio
e di vuoto improvviso
scricchiolii di infissi
porte che cigolano

 

Ogni tanto del vento s’avverte 
l’urlo sommesso, per quanto possente,
e il fruscio delle fronde mosse e agitate

 

Il cane nero,
invisibile nella notte nera,
è inquieto 
e si muove di continuo,
avanti e indietro
Fa la ronda 
Forse ha paura

 

Tutto è fuzzy,
sfocato e indefinito
ma anche frizzante, 
carico di energia,
elettrico
Siamo in attesa,
in un tempo sospeso

 

Condividi post
Repost0
3 novembre 2023 5 03 /11 /novembre /2023 07:07

Questa piccola composizione risale al 3 novembre del 2021 e la pubblicai su Facebook; ho trascurato di pubblicarla anche qui sul blog.
Mi piace tuttora (almeno, a me piace)

Nuvole e isole lontane (foto di Maurizio Crispi)

Nuvole e isole lontane (foto di Maurizio Crispi)

Notte profonda 
senza luna

 

Stelle occhieggiano
eoni-luce distanti

 

Attraverso il tempo e lo spazio
ci giunge il barbaglio di astri estinti

 

De-sidéri 
del pari in via d’estinzione,
o già spenti,
ma altri si formano
nel giro inarrestabile 
della ruota karmica

 

Lontano
dove di norma si vede il mare,
ora corrucciato e grigio 
ora increspato 
ora scintillante di pagliuzze d’oro fuso,
c’è una distesa 
scura e impenetrabile allo sguardo

 

Là, lontano,
incastonate nel nero,
brillano le luci delle lampare
Il vento del sud ha ripreso a soffiare
con vigore
e racconta le sue storie,
tenendomi compagnia
con una moltitudine di voci

 

(Piano Aci, 3 novembre 2021)
 

Condividi post
Repost0
1 novembre 2023 3 01 /11 /novembre /2023 08:21
Picchio

Picco 
Picchio 
Piccante 
Pikante vorspeisen
Pasta con il picchio-pacchio 
Pacchio-nacchio

 

Mmmmmmm
 

Picca
S’e spezzata la picca
A picca a picca
il monaco f***a,
il fuoco appicca
e poi, 
dopo aver tanto peccato, 
con un cordone s’è impiccato

 

La pioggia picchia e nicchia,
e canticchia
in sincronia con la musica delle sfere
Il fulmine martella
Il tuono rimbomba
Tanto tuonò che piovve
Cade l’acqua dal cielo
Pioggia a catinelle
Bomba d’acqua bomba
Era ora

 

Perturbazione
Sono perturbato, scioccato, ammaliato
da cotanta perturbante d'acqua bomba 
e allora indosso un turbante
molto andante,
quasi cascante
La testa mi ci fascio
per proteggere il cranio 
da martellanti chicchi di grandine
grossi come uova di piccione
e, così, prevenir delle ossa lo sfascio
Ma ancora non è grandine,
solo pioggia,
In compatte cortine,
vento fulmini e tuoni
che tutti assieme compongono 
la sinfonia d’una notte di tregenda

 

I gruppi di preghiera
e la danza della pioggia
hanno funzionato alla grande!
Essì! Parrebbe proprio di sì!
Vedremo quanto dura la pioggia
e se il suolo arriverà ad assorbire
l’acqua come si deve
e come Dio comanda

 

Ma, dopo poco, 
la tregenda s'è dileguata,
tornato è il sereno
e si sono affacciate la luna e le stelle
sino ad un mattino di aria fresca, 
pulita e radiosa

 

Radiosa aurora ci saluta

 

Bye-bye pioggia!
Rimani nei miei sogni
Ho scrollato a lungo le spalle,
poi la testa e infine le mani
per togliermi l’acqua di dosso
E, poi, per finire mi sono lanciato 
in una salutare scrollata di palle
e anche in una sgrullata a volo d’uccello
E poi me ne sono andato
a capo basso,
sino a Campobasso,
come fece Torquato Tasso,
meditando - mentre andavo -
sull’incongruità delle cose
non solo terrene,
ma anche celesti

 

Allora, diamoci tutti una bella scrollata
e tutti giù per terra!

 

Goofy! Goffo! 
Divertente!
Almeno per me...

Condividi post
Repost0
1 novembre 2023 3 01 /11 /novembre /2023 07:15
 Jack'o'Lantern (dal web)

Cosa dire?
È Halloween
o quasi
Ma chi si ricorda più del significato della parola?
È la festa del Great Pumpkin?
O è quella di Jack’o’Lantern?
O é la festa pagana di Samhain
che segnava il passaggio
dall’autunno all’inverno?
Oppure quella di All Hallows’ Even?
O quella di dolcetto o
scherzetto?
O quello di Treat or Trick?
Tutto e niente di questo
Tante cose assieme
in stratificazioni di significati,
contaminazioni,
a layer cake,
un melting pot
C’è a chi piace in un modo
e c’é a chi piace in un altro
Il mondo é bello perché é vario
Ma non dimentichiamoci
della nostra festa dei morti
El Dias de Los Muertos
della perturbante e sfrenata
celebrazione messicana

 

Ricordiamoci di loro,
dei nostri morti,
e celebriamo con loro

 

Oggi ho visto per le strade
piccole comitive di adolescenti
mascherati e con mantelli neri
camminare qua e lá
ed accingersi alla questua porta a porta
all’insegna del Treat or Trick
Vedere queste piccole bande
pronte all’azione
un po’ mi ha inquietato

 

É Imitation Game?
É Moda?
É Omologazione?

 

Non cerchiamo di qualcos’altro,
sulla base di effimere spinte
Ricordiamo di essere noi stessi
chi siamo
da dove veniamo
dove andiamo

“Trick or treat?” è la frase che tanti bambini in tutto il mondo ripetono la notte di Halloween, sulle soglie delle case dove cercano di ottenere dolci nella serata più spaventosa dell'anno. A essere precisi, la traduzione di “trick or treat” non è “dolcetto o scherzetto”, bensì “scherzetto o dolcetto”. Infatti in inglese “trick” significa scherzetto, mentre “treat” indica il piccolo premio che si vuole ricevere in cambio, ovvero un dolcetto.

L’usanza vuole che i bambini bussino di casa in casa presentandosi mascherati e pretendendo dolci. “Trick or treat?”, dicono poi in inglese, mentre in Italiano diventa "dolcetto o scherzetto?". L’opzione “trick”, lo scherzetto, consiste in una piccola vendetta per chi intendesse sottrarsi al dono di un dolcetto, “treat”. Queste stesse

Halloween, che cos'è e cosa significa l'usanza del "trick or treat"

Ancora su Halloween
Ancora su Halloween
Ancora su Halloween
Ancora su Halloween
Ancora su Halloween
Ancora su Halloween
Ancora su Halloween
Condividi post
Repost0
1 novembre 2023 3 01 /11 /novembre /2023 07:00

E' cominciato il tormentone di Halloween...
Valpurga...
La notte delle streghe...
Il grande cocomero (o "The great Pumpkin")
Chi più ne ha, più ne metta...
Aiutoooooooooooooooooooooooooo...

Maurizio Crispi

Halloween (foto di Maurizio Crispi)

Dolcetto, scherzetto!
Zucca!
Oh, Grande Zucca!
Oh, Great Pumpkin!
E’ Halloween!

 

Ci sono anche i Morti che vengono in visita,
malgrado Halloween, 
e non vogliono essere dimenticati, loro
Sono caparbi nel loro ritornare
e vengono accolti con mestizia 
ma anche con gioia
perché portano doni e pupiaccena,
con essi facendo dimenticare i guai 
e lenendo dolori e sofferenze

 

Armi santi, armi santi
Io sugnu unu e vuatri siti tanti: 
Mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai
Cosi di morti mittitiminni assai
” 

 

Mi chiedo:
Where are all the wild things?

 

E bisogna anche fare attenzione 
a quando arriva il custode pazzo
dell’antico cimitero abbandonato,
lapidi sdirrupate
sacelli profanati
sepolture di famiglia aperte 
sarcofaghi rovesciati
e il corvo che fa cra cra cra
chiamando a raccolta le armate della notte
Non appena ti vede, 
il custode a grandi passi ti insegue minaccioso 
brandendo una vanga insanguinata,
come un maniaco uscito da un racconto splatter
mentre vecchi gufi gufeggiano,
lugubri

 

Rispondo così alla mia domanda di prima:
All the wild things are gone!

 

Eppure, eppure...
le cose selvagge c’erano un tempo, 
a long time ago...
Once upon a time

 

E ora?
Non più avventure,
No imprevisti,
Niente più sorprese dietro l’angolo
Fine della meraviglia
e del terrore
Oppure sì?
Sì? No? No? Sì?
M’ama non ama
Chi potrà mai dirlo?

 

Eppure, 
camminando 
non mancano mai - e non smettono di sorprenderti -
strani incontri
con esseri mattacchioni che ti guardano ammiccanti
dall’ombra in cui si nascondono
e che, mentre ti fanno l’agguato 
e il cuore ti balza in gola,
palpitando a duemila
tirano fuori la lingua in un simpatico sberleffo
esibendosi al contempo in una sonora pernacchia 
– come quella di Barbariccia – 
e in una scorreggia altrettanto rumorosa

 

Oppure, ti puoi imbattere in facce ghignanti, 
che generano inquietudine e paura
Allora un brivido freddo ti percorre la schiena
e alle tue narici arriva una ventata gelida e putrida

 

E questi volti sono quelli dei mostri più pericolosi,
quelli generati dalla ragione
e striscianti fuori dai meandri della tua mente

 

La wilderness per essere tale
deve potere attrarre il viandante 
con le sue armi di seduzione,
incantarti come solo le Sirene 
sanno fare con il loro canto,
ma nello stesso tempo terrorizzarti
e spingerti verso la perdizione,
talvolta alla salvezza

 

Nessuno può sapere in anticipo
se si perderà o se si salverà,
se naufragherà 
o se galleggerà
sino al prossimo Halloween
Poi, la lotteria della vita e della morte 
partirà con un altro giro

 

(Palermo, 31 ottobre 2021
 

Si discuteva della scelta di una lettura spaventevole (ad alta voce) da fare per Halloween ed io scrissi:
“Non saprei cosa scegliere
E poi come la mettiamo con la timidezza?
Infine, già sarebbe sufficiente postare la mia faccia per fare scantari (sicula parola per spaventare) tutti quanti.
Potrei travestirmi da zucca di Halloween…”

E poi decisi di ampliare il mio testo precedente e di fare un video mentre - nella sua versione rimaneggiata - lo leggevo ad alta voce per poi condividerlo nel gruppo "Parliamo di libri, parliamo di noi"

Maurizio Crispi

Condividi post
Repost0
30 ottobre 2023 1 30 /10 /ottobre /2023 07:00
1.

 

In ufficio postale 2022 (selfie - Maurizio Crispi=

Bythos e Orthrus
Kraken,
Sinciziale
My friends 
Amenità 
Disquisizioni
Ogni tanto una news
Ma non gliene frega più niente a nessuno
Passata é la tempesta
Odo augelli far festa
Ieri sono stato all’ufficio postale
Affollatissimo
Sbracato
Gente che scatarrava e tossiva
Tutti tranquilli 
Tutti sereni 
Amo respirare mefitici vapori
Mascherine appese ad un chiodo
ad impolverarsi 
Oggi ho un lieve mal di gola
Cough! Cough!
Che sarà mai?

 

(07.05.2023)

 L'ittiocentauro è una creatura immaginaria con busto umano, zampe anteriori da cavallo e coda di pesce. Gli ittiocentauri sono "molto usati nell'iconografia, ma assenti nella mitologia". Sono spesso raffigurati come cavalcature delle ninfe. I due ittiocentauri più famosi sono Aphros (personificazione della schiuma del mare) e Bythos (personificazione della profondità del mare). Bythos è stata denominata una delle varianti COVID. E' curioso il fatto che le ultime varianti del Coronavirus identificate in ordine di tempo abbiano ricevuto il nome di esseri mitologici oppure di misteriosi animali viventi (possibilmente pericolosi e letali). Interessante vedere che dalla nomenclatura ispirata a criteri scientifici e neutrali si sia passarti ad una nomenclatura mitopoietica.

L'ittiocentauro è una creatura immaginaria con busto umano, zampe anteriori da cavallo e coda di pesce. Gli ittiocentauri sono "molto usati nell'iconografia, ma assenti nella mitologia". Sono spesso raffigurati come cavalcature delle ninfe. I due ittiocentauri più famosi sono Aphros (personificazione della schiuma del mare) e Bythos (personificazione della profondità del mare). Bythos è stata denominata una delle varianti COVID. E' curioso il fatto che le ultime varianti del Coronavirus identificate in ordine di tempo abbiano ricevuto il nome di esseri mitologici oppure di misteriosi animali viventi (possibilmente pericolosi e letali). Interessante vedere che dalla nomenclatura ispirata a criteri scientifici e neutrali si sia passarti ad una nomenclatura mitopoietica.

2.

 

Salvatore Crispi, mio fratello (foto di Maurizio Crispi)

Ho sognato
Ero con mio fratello
Prendevamo parte ad un banchetto
Eravamo seduti ad un lungo tavolo
in mezzo a numerosi convitati
Non c'era servizio al tavolo
Ognuno doveva alzarsi e andare a prendere 
ciò che voleva ad un buffet allestito poco più in là
Invece, sul tavolo erano già disposte
caraffe d'acqua e di vino, ma anche bottiglie di birra
Io mi alzavo e andavo a riempire un piatto per me e mio fratello,
solo uno - si badi bene -
perché altrimenti mio fratello sarebbe andato in escandescenze
accusandomi di volerlo fare mangiare troppo
Ho dunque riempito il piatto per entrambi, 
ma un po' più ricco
Piccoli trucchi di armoniosa convivenza
La stessa cosa che faceva la mamma, per alcuni versi,
con bonomia e con grazia,
ma soprattutto animata di amore materno, inestinguibile
Al buffet c'era un po' di tutto,
di tutto e per tutti i gusti
Non mancavano gli allestimenti fantasiosi
Io procedevo lentamente nel riempire il piatto,
sentivo una specie di impaccio cognitivo
nel riconoscere le diverse pietanze 
e nel capire come fossero fatte
Quindi, dedicavo molto tempo
all'analisi di ogni singola entry
cercando di capire appieno quali ne fossero gli ingredienti
In più cercavo in ogni modo di evitare
cibi contenenti abbondante cipudda
Quelli non avrei potuto proprio sopportarli
Sia come sia, alla fine, riuscivo nel mio intento
e tornavo al nostro tavolo con il piatto stracolmo
Mio fratello non era contento, però
Tentennava la testa e disapprovava con energia
Mi diceva che voleva soltanto bere un bicchiere di vino
e poi fumare una sigaretta
Nulla più 
Io rimanevo paziente ad ascoltarlo,
senza contraddirlo
e, poi, cominciavo a piluccare qualcosa dal piatto,
porgendogli ogni tanto un boccone
che lui accettava, mostrando di gradire
Mai fargli notare, però, che stesse mangiando!
Era sempre così - è sempre così - che vanno le cose
Quasi rituale il suo rifiuto di cibarsi
Poi, però, si cibava a condizione che anche lo spingitore si cibasse
dello stesso cibo
Una specie di comunione - mangiando per di più dallo stesso piatto-
che scaturiva da una preliminare contrattazione
Faceva parte del suo modo di essere,
specie negli ultimi anni, 
di non gioire mai del cibo,
di non accettare i piaceri della tavola,
di non cercarli
Fosse stato per lui
si sarebbe accontentato di una patata bollita a pranzo 
e di una a cena
Cibo da anacoreta:
dopo la morte della mamma mio fratello
avrebbe voluto essere sempre un quaresimante spinto
Ma il bicchierino di vino
e la santa sigaretta
non dovevano mai mancare
Mi accorgevo che una delle entrée a cui avevo attinto
era guarnita di abbondante cipudda
Questa ingrediente era sfuggito al mio esame minuzioso
e ormai il danno era fatto 
Pazienza!

 

Mio fratello barbuto, Piano Sempria, 1973 (foto di Maurizio Crispi)

Chissà perché ho sognato questo sogno
A volte i morti nei sogni ritornano
Forse questa volta sono stato stimolato
dall'aver dormito, per motivi organizzativi, 
nella stanza che, da ragazzo,
dividevo con mio fratello,
ancora gravida della sua presenza

 

In attesa del sonno 
questo pensavo:
Sto bene
Sono al caldo
Sono archetipico
Mi fa piacere dormire qui di quando in quando
Quando sono in questo lettuccio striminzito
é come se il cerchio si chiudesse
ed io potessi coltivare l’illusione di essere tornato ragazzino
con un enorme carico di speranze e sogni 
davanti a me
Un giovane virgulto
verde e flessibile
elastico e duttile
tanta strada davanti
ancora tutta da percorrere e scoprire


Non so perché i nostri morti 
si manifestano a noi
Forse, lui o altri, a volte, 
ritornano,
perché sentono il bisogno di dirci qualcosa,
un annuncio in alcuni casi,
una premonizione, 
oppure un semplice memento


La vita è fatta ed intessuta di ricordi
Senza, noi moriamo
Senza di loro, i nostri morti,
senza la loro presenza intessuta di ricordi
non non siamo nulla,
più fantasmi di un fantasma


Questo è quello che penso

(7 marzo 2023)

3.

 

The Lone Ranger (dal Web)

Questa notte ho sognato mio fratello
Lo accompagnavo ad un evento
che si teneva in un grande palazzo storico,
irto di barriere architettoniche

 

Ad ogni passaggio 
bisognava prenderlo di peso
con la sua carrozzina 
e spostarlo al di là dell’ostacolo

 

Era una fatica da Titani
oppure degna di quel traghettatore
che poi ebbe nome di Cristoforo

 

Poi lo perdevo di vista 
Ogni tanto lo scorgevo
Era come se avesse acquisito
la capacità di spostarsi da solo
pur imprigionato in quella carrozzina
(forse solo con la forza della mente)

 

E, da lontano, lo vedevo
andare a cacciarsi in posti impossibili
In cima a vertiginose scalinate
oppure su davanzali di enormi finestroni
aggettanti sul vuoto

 

Da queste postazioni 
pareva che osservasse ciò che accadeva,
enigmatico o sornione,
come un Lone Ranger in carrozzina a rotelle, 
anziché a cavallo

 

Avrei voluto raggiungerlo per aiutarlo,
ma ogni volta ostacoli
si frapponevano tra me e lui
oppure si attivavano complesse situazioni di folla,
acclamazioni o anche tumulti

 

Cercavo di gridare il suo nome,
di attirare la sua attenzione
ma dalla mia gola non usciva suono alcuno,
solo inefficaci gorgoglii 

 

Lui si allontanava sempre di più,
sino a diventare evanescente
come un fantasma 
oppure come un’entità metafisica

 

E poi non lo vedevo più,
la sua figura andava in dissolvenza 
come in un film,
per poi scomparire del tutto

 

(29 ottobre 2022)

4.

 

Selfie (Maurizio Crispi)

Il sogno infinito
imprigionato in un loop
Vado ad un raduno di giovani anime
Siamo alloggiati all’ultimo piano
di un grande hotel in stile liberty
alquanto vecchiotto

 

Ci indicano di salire sino all’ultimo piano
per mezzo di un ascensore cigolante
Ci é stata assegnata una grande camerata
dove dei lettucci striminziti sono disposti affiancati 
su ciascuna delle due pareti lunghe
Di fronte, possiamo accedere ai bagni comuni
piuttosto sporchi

 

Non succede mai nulla
Siamo lì imprigionati, come in attesa in un limbo

 

Poi ci sono all’improvviso delle scosse violente
e la torre dell’ascensore crolla,
fortunatamente senza vittime
Mi ritrovo a camminare per strada
poiché devo andare a recuperare la mia auto
Poiché indosso ai piedi 
due paia di scarpe sovrapposte
non posso camminare bene 
e vado avanti strascinando i piedi e ciabattando

 

Mi imbatto in un mio conoscente d’antan
e gli chiedo se voglia fare la strada 
con me, per tenermi compagnia
Ma anche qui non succede mai nulla
Non arrivo mai da nessuna parte
(come spesso accade)

 

(30 ottobre 2022)

La luna piena - quasi - di notte (foto di Maurizio Crispi)
5.

 

Ho sognato
sognato
sognato

 

Ho viaggiato

 

Questa volta ero in una metropoli
e mi pareva che fosse 
Roma Capitale

 

Facevo cose,
mi giravo e rigiravo,
mi muovevo
a volte annoiato
a volte pieno di meraviglia
Dovevo anche fare qualcosa d’importante
e mi rendevo conto 
di aver dimenticato 
tutto ciò che mi serviva
e soprattutto la mia consueta scorta di libri
C’era molta folla 

 

Solcavo le strade con la sicurezza 
di colui che sa 
Poi dovevo accompagnare qualcuno
e diventavo, per così dire, lo duca suo

 

I sogni aprono scenari,
immettono in multiversi

 

La notte, quando dormo,
vorrei subito scivolare nel sogno
per entrare nella dimensione magica
che mi viene proposta 
Se non ricordo il sogno,
poi, mi adiro
e penso di essermi perso
qualcosa di importante
La dimensione del sogno
mi è più congeniale
Non mi stanco mai
Devo sempre vivere sino in fondo
le avventure che il sogno 
mi propone,
anche se talvolta
sento di provare un po’ di paura
ma poi mi dico;
É solo un sogno!

 

Mi chiedo come sarebbe
se - una volta o l’altra -
si rimanesse impigliati per sempre
nel proprio sogno,
specie se è uno di quelli inquietanti

 

A volte ho la sensazione 
che sto sognando il sogno di un altro
E allora penso che il sogno
dia l’opportunità di vivere molte vite
E ancora una volta,
quando penso ciò,
torno ad essere 
vagabondo delle stelle

 

(30 ottobre 2023)
 

Condividi post
Repost0

Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
  • Contatti

Profilo

  • Frammenti e Pensieri Sparsi

Testo Libero

Ricerca

Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


frammenti-e-pensieri-sparsi.over-blog.it-Google pagerank and Worth