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12 febbraio 2024 1 12 /02 /febbraio /2024 07:04
L'uomo con l'ombrello in un giorno di pioggia: accura agli spruzzi! (foto di Maurizio Crispi)

L'uomo con l'ombrello in un giorno di pioggia: accura agli spruzzi! (foto di Maurizio Crispi)

L'anziano signore, traballante su gambe incerte, vedendo sopraggiungere a velocità un auto che già da lontano solleva spruzzi di acqua sporca, dice, protendendosi in avanti: "Accura!".
Ma poi la macchina in avvicinamento a velocità sostenuta, è passata egualmente, senza prendere nessuna cautela e sollevando scuri baffi liquidi fanghigliosi
Al che, per consolare il vecchio, mentre ancora santiava e brontolava, prendendo in esame i danni subiti, gli ho detto: "M****a, non guardano in faccia a nessuno, 'sti stronzi!" e ho proseguito la mia corsa, stando attento - a mia volta - di non essere inondato dagli insensibili automobilisti in transito

Maurizio Crispi (9 febbraio 2012)

Venditore di ombrelli in un giorno di pioggia (foto di Maurizio Crispi)

Qui di seguito, brevemente annotate, le circostanze di questa foto.
Il 9 febbraio 2012, dovendo sbrigare alcune commissioni in parti diverse della città, mi sono deciso ad andare di corsa, assieme alla mia cagnetta e con il mio ombrello (visto che il tempo era molto incerto). 
Decisione saggia quella di prendere l'ombrello, poiché - appena messo il naso fuori casa - ha cominciato a piovere stizzosamente - e non vi dico il freddo.
Le montagne attorno tutte innevate
Eppure, di tanto in tanto, quasi per incanto  le nuvole pesanti si diradavano e venivano fuori scampoli di cielo azzurro, allietati da raggi di sole sbarazzini - e allora si stava bene e io potevo chiudere l'ombrello che, peraltro, durante la corsa è utile come energico dissuasore per gli automobilisti non rispettosi delle strisce pedonali, quando ti trovi ad attraversare (la tecnica è quella di sollevare imperiosamente l'ombrello chiuso, quasi fosse uno scettro o il bastone da pellegrino di Mosè, quando impone alle acque del Mar Rosso di aprirsi per consentire il passaggio alle schiere del popolo eletto.
Il mio giro è stato da casa mia all'estremità di corso Leonardo da Vinci, passando poi per Viale della Regione Siciliana, Via Pitrè, Piazza Indipendenza, Corso Alberto Amedeo, e quindi, dopo l'attraversamento di via Dante e Via Notarbartolo sino a casa. 
 

Il venditore di ombrelli, approfittando della giornata, è già in azione
Oggi, si vendono solo ombrelli
Pare soddisfatto: ha la consapevolezza che oggi riuscirà a fare buoni affari

Maurizio Crispi (9 febbraio 2012)

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9 febbraio 2024 5 09 /02 /febbraio /2024 08:17
Il naufragio del Titanic

Siamo sulla stessa barca
naviganti assieme,
alla deriva,
verso la catastrofe, 
verso il naufragio certo,
anche se ancora non sappiamo quando
Ci sono quelli che giocano 
e si divertono,
ingannano il tempo e l'attesa
si fanno ludici,
amano l'intrattenimento,
vogliono l'anestetico
per cancellare l'ansia, 
oppure si mettono un sacco di tela sulla testa,
si coprono gli occhi
per non dover vedere i flutti minacciosi
per non dover pensare

 

Ci sono altri che, sino all'ultimo,
perennemente saldi,
non distolgono lo sguardo
scrivono e annotano tutto,
fotografano
(scatti digitali, ma anche scatti mentali),
cercando di fissare nella memoria 
ogni singolo dettaglio
di ciò che vedono
per poterne trasmetterne il ricordo, 
sia a favore di quelli 
che si salveranno dalla catastrofe imminente
sia a favore di quelli che non ci sono
per poter dare una testimonianza
e ai posteri l'ardua sentenza

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8 febbraio 2024 4 08 /02 /febbraio /2024 08:26
John Tracvolta

Dico brevemente la mia sull’edizione 2024 del Festival di Sanremo che non guardo più da quando avevo, forse, 15 anni. 
Allora smisi , una volta esauritisi gli entusiasmi adolescenziali e passai ad altro; dopodiché non mi sono più messo davanti alla televisione nel ricorrere di questo appuntamento mediatico, osannato da molti, forse dai più, a giudicare dagli indici di ascolto.
Purtroppo, pur non mettendomi davanti al televisione, qualcosa mi arriva egualmente quando ascolto i notiziari (anche questi da me fruiti cum grano salis, perché non apprezzo il modo di diffondere le notizie da parte dei giornalisti istituzionali) e, ovviamente, sono infastidito dallo spazio che viene dato a notizie concernenti Sanremo, di per sé insulse e di scarso rilievo.
Oggi, per esempio, si parla dovunque ad libitum della danza di John Travolta davanti al teatro di Sanremo  e della comparsata di Giovanni Allevi, con il suo rimando forte alle modalità della TV del Dolore.
Quella che segue è la mia sintetica riflessione al riguardo:
A Sanremo si vede in pieno tutta la gamma dello società dello spettacolo: dall’attore di lungo corso che, per soldi, si ridicolizza alla spettacolarizzazione del dolore e della sofferenza 
Sanremo è lo specchio scintillante (e, in taluni casi, deformante) della nostra società (una società che, culturalmente, è in decrescita profonda ed inarrestabile e credo che nemmeno l’arrivo d’un nuovo Messia sarebbe in grado di arrestare tale tendenza)
Gesti, scelte vestimentali, acconciature eccentriche sono fasulli e fanno parte di un grande gioco che non ha alcun senso…
Date loro ciò che si aspettano e fateli stare tranquilli e soddisfatti!

Il poeta latino Giovenale, come tutti dovrebbero ricordare, in una delle sue satire scrisse:
«[...] [populus] duas tantum res anxius optat
panem et circenses
»
«[...] [il popolo] due sole cose ansiosamente desidera:
pane e giochi circensi
»
(Giovenale, Satira X)

Per quanto concerne la musica va fatto un altro discorso, ovviamente.
In teoria, il Festival di Sanremo mantiene la sua funzione di indicatore dello stato dell’arte della musica leggera italiana (in aderenza allo sua vocazione iniziale), ma questa atmosfera da baraccone in cui tutti si prestano a fare le loro comparsate o impersonare dei clown più o meno tragici (e senza alcuna capacità di autoironia) - ovviamente a condizione di essere adeguatamente ricompensati con cachet generosi a titolo di "rimborso spese" - danneggia la possibilità data agli spettatori di fruire della musica in sé.
Ma d'altronde sono molti quelli che prediligono il baraccone, il circo, la rumorosità dello spettacolo piuttosto che le sue armonie.

Personalmente, preferivo la ritualizzazione (e, per alcuni versi, la sacralizzazione) della performance musicale e canora ai tempi di Mike Buongiorno o anche del primo Baudo.
Ora come ora l’aspetto musicale è profondamente contaminato e guastato dagli effetti lunghi del fantagioco (si vedano gli effetti del FantaSanremo che negli ultimi anni post-Covid ha avuto un inatteso sviluppo).

Sì, è anche vero, come dicono molti che Sanremo dà lavoro a centinaia di persone (tecnici, musicisti, scenografi e tanti lavoratori di differenti qualifiche professionali), ma è anche vero che considerando i compensi ultragenerosi erogati a pochi (conduttori, personalità di spicco invitate, etc) che vi è un grande sperpero di denari che potrebbero essere utilizzati diversamente.

Questo è quello che richiede la "società dello spettacolo" e la filosofia dello show-must-go-on.

Chi non vuole o dissente, semplicemente non guardi, pur mantenendo il diritto di dire la sua.

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5 febbraio 2024 1 05 /02 /febbraio /2024 06:35
selfie sfocato e pensoso (foto di Maurizio Crispi)

Andare
Stare

 

Movimento
Immobilità 

 

C’è una deriva inarrestabile
C’è un fremito nell’aria
Tutto è diverso
Tutto è eguale

 

Ho camminato
Ho percorso strade e cammini erti
Sono passato in mezzo a strettoie
Ho superato tempeste
Mi sono ritrovato nel bel mezzo
di vaste pianure
e poi davanti all’infinito oceano
e oltre non si poteva andare
E il tempo del viaggio era finito,
FINITO

 

Poi, ho girato le spalle 
a tutto questo
e mi sono chiuso in una piccola stanza
(una grossa scatola di cartone
sarebbe lo stesso)
e da lì guardo il mondo
attraverso una stretta feritoia 
fino a quando un demiurgo
cieco e demente
non verrà a chiuderla,
per sempre
Ogni giorno mangio la pietanza
che mi viene presentata
attraverso un'altra stretta fessura
e mi dicono che quello sia
l'ultimo pasto del condannato a morte
Ma la condanna non viene mai eseguita

 

È tempo di andare, ora,
di sognare,
perché nel tempo del sogno
tutto può accadere,
ancora e ancora

 

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1 febbraio 2024 4 01 /02 /febbraio /2024 07:39

Mr Arancino. Buona la prima! 

Mr Arancino (foto di Maurizio Crispi)

Ecco cos’ho avvistato questa mattina! 
C’era questo tipo enorme obeso, 
proprio un pacchione, 
un ciccione di grossa stazza, 
tutto proteso in avanti 
Ho pensato, in prima battuta, 
che tenesse questa postura 
per via del peso immane della panza
che lo sbilanciava in avanti
In realtà, 
come ho potuto constatare,
proseguendo nella mia passeggiata 
e superandolo,
il suo corpaccione era 
tutto proteso su un tavolino a piantana 
- di quelli che si adoperano 
nei locali per la ristorazione 
per consumare direttamente in piedi
oppure assisi su scranni più alti 
delle normali sedie -
e vi s'appoggiava 
con tutto il suo peso 
puntellandosi su entrambi i gomiti 
In questo senso, 
egli era anaclitico 
(si badi bene, non Anacleto)
e teneva stretto 
tra le due mani a coppa
un’arancina ancora fumante,
con atteggiamento quasi di preghiera 
e di sacrale comunione
(eravamo davanti alla vetrina 
della rinomatissima rosticceria 
che a Palermo opera da forse 40 o 50 anni
sempre in questa location)
Il Nostro era con il viso proteso 
verso l’arancina 
e ne mangiava a piccoli bocconi
tenendola tra la mani
con religioso afflato
o forse per evitare 
che ne cadesse per terra 
anche soltanto una briciola
La teneva all’altezza della bocca
e ne staccava piccoli morsi,
senza fretta e avidità, 
quindi con lentezza 
per goderne in pieno, 
assaporandola
con voluttà 
e con fare protettivo
Erano le 7:30 del mattino, 
forse le 7:40 
e, quindi. il signore senza nome,
questo mangiatore cortese d’arancina
era ala sua prima della giornata
Considerando la stazza di Mr Arancino
c’è da chiedersi quante arancine,
o genericamente quanti altri "pezzi",  
avrebbe mangiato successivamente
nell’arco della giornata
Insomma questo è stato 
un incontro davvero memorabile
che mi ha colpito 
e che ho ritenuto di immortalare 
con una fotografia,
ovviamente non frontale 
ma di spalle
Non voglio urtare la sensibilità d'alcuno,
io!

 

(25 gennaio 2024)

Mr Arancino (foto di Maurizio Crispi)
Mr Arancino (foto di Maurizio Crispi)
Mr Arancino (foto di Maurizio Crispi)

Mr Arancino (foto di Maurizio Crispi)

Il custode della statua di Santo Pio

ll custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi)

Abita lì in un riparo improvvisato
Tiene lì tutte le sue masserizie
Tiene pulito
Accudisce amorevolmente 
la statua di Santo Pio
collocata a pochi metri di distanza
Per auto-elezione ne è divenuto
l’instancabile custode
È un derelitto
oppure sarà uno 
che ha trovato un senso
nel suo vivere da emarginato 
e che, a suo modo, è felice?
Sono le piccole cose
quelle che fanno un Uomo grande,
quelle che rendono perfetti i giorni

 

Vorrei che la nostra città distratta
si accorgesse
di questo piccolo, grande, uomo
e traesse insegnamento
dalla sua umiltà devozionale
che è piena di tesori e di cose belle

 

(8 gennaio 2024)

Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi
Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi
Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi
Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi
Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi

Il Custode della statua di Santo Pio (foto di Maurizio Crispi

La vecchina con il deambulatore

La vecchina con il deambulatore (foto di Maurizio Crispi)

L’anziana donna 
cammina faticosamente
appoggiata al deambulatore
La testa bassa,
piegata in avanti 
Lo sguardo orientato a terra
L’andatura incerta
La traiettoria pure,
perché ci sono mille ostacoli da superare
Si ferma di frequente,
ogni pochi passi,
a riposare e rifiatare
Nelle soste risistema gli oggetti
Poggiati sul piano di seduta
del suo dispositivo
Non è barbonesca oppure homeless
camminante o viandante
Indossa abiti puliti e di buona fattura
Ha la voce gentile ed educata
quando si scusa 
perché è venuta a sbattermi addosso
Lo stare con la testa piegata in avanti 
non la aiuta a seguire una rotta precisa
e a evitare gli ostacoli
e le insidie della nostra città caotica
Ai piedi indossa delle semplici infradito
senza calze
Da dove viene?
Dove va?
Forse a fare la spesa quotidiana,
non so
È un’immagine iconica
di solitudine vagante,
ma anche di coraggio
Una piccola cometa fulgida
di dolore gentile e composto,
e di grande, umanissima, dignità

(2 dicembre 2023)

La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)
La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)
La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)
La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)
La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)

La vecchina con il demabulatore (foto di Maurizio Crispi)

L'uomo che prega in solitudine

L'uomo che prega in solitudine

Cosa fa quest’uomo,
accomodato
- o si potrebbe dire appanchinato -
su una sedia addossata al muro
lungo una via cittadina,
immobile
con il cappuccio calato sulla testa?

Mi ispira tristezza,
malinconia,
senso di solitudine,
Se ne sta immobile
Non batte ciglio
Non scuote la testa
Non leva mai le braccia
che tiene appoggiate alle cosce
Non chiede l’elemosina ai passanti
Forse è semplicemente
in attesa di ingaggio
e che qualcuno venga
a offrirgli un lavoretto,
una caviglia, come si dice
Un derelitto postmoderno
Uno che aspetta Godot
scrollando e meditando
Per me che l’ho osservato a lungo
é un autentico mistero

Uno dei tanti misteri
delle umane miserie

Alcuni dicono, prosaicamente,
che sia intento a compulsare il telefono,
ma io non credo,
penso che c'è dell'altro

Maurizio Crispi (16 marzo 2024)

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27 gennaio 2024 6 27 /01 /gennaio /2024 08:17

Un piccolo racconto onirico ancora non lanciato qui sul mio blog

Maurizio Crispi (12 marzo 2023)

Foto di William Eugene Smith

Camminavo con Gabriel lungo una via
contornata da una fitta e alta siepe di Bouganvillea
Questa siepe era stata potata di fresco
e aveva un aspetto curato
Ma doveva essere di una vitalità prorompente
Infatti, dal marciapiede e dall’asfalto
per tutta la sua lunghezza
- che era di almeno cinquanta metri - 
erano spuntati a centinaia
dei vigorosi polloni 
dritti e turgidi
che arrivavano alla mia vita e oltre 
Per andare avanti 
bisognava passare 
attraverso la selva di polloni
E non era cosa facile
perché erano dotati di grosse spine acuminate
In più, avevano l’estremità pulsante,
sicché assumevano l’aspetto pericoloso
di tentacoli senzienti, pronti a ghermirci
Dicevo a Gabriel di non preoccuparsi
e di tirare dritto
tenendomi per mano,
senza mai lasciare la presa
Non guardarli - lo esortavo -
Se non li guardi 
non ci faranno del male
Intanto, ricevevo una telefonata 
da un mio antico collega
che mi parlava d'un mio ex-paziente
ora suo paziente
Il quale, a sua volta,
doveva comunicare o per lettera 
o per telefono
con un altro mio paziente storico,
molto anziano,
ora ricoverato in ospedale
Io dicevo al collega
che avrei avuto bisogno 
di una copia della lettera
o della trascrizione della conversazione intercorsa
in modo da potere monitorare gli effetti
che questo contatto
avrebbe potuto avere sul mio paziente
- molto fragile - 
partendo da un dato di realtà 
Mi sembrava,
così su due piedi,
un buon escamotage
Nel mentre mi ritrovavo a camminare
nel bel mezzo della foresta di polloni,
con molto impaccio
perché dovevo di continuo
divincolarmi, 
sempre tenendo Gabriel per mano
Con la coda dell’occhio 
- anche io evitavo di guardarli
direttamente -
mi sembrava di cogliere dei movimenti e dei guizzi
da parte dei polloni-tentacoli
Per via d’un movimento brusco
il telefono mi cadeva di mano
e dovevo piegarmi a terra
per raccattarlo,
frugando e ravanando alla cieca
e a mano nuda tra quei polloni turgidi e pulsanti
Lo ritrovavo, Deo Gratias!,
e riprendevo il cammino periglioso

 

Un vecchio e un bambino 
che si tengono per mano

(Dissolvenza)

William Eugene Smith

(da "Le foto che hanno fatto la storia") Forse, all'occhio moderno, l'immagine di due bambini nel bosco appare sentimentale, ma assume una risonanza del tutto diversa se si scopre di più sul suo autore.
William Eugene Smith operò come reporter di guerra durante la seconda guerra mondiale e, durante il suo servizio, venne ferito in modo grave da una granata che lo costrinse ad oltre 32 interventi prima di poter riprendere il suo lavoro per la rivista Life.
Ma la guerra non lo aveva ferito solo nel corpo, ma anche e soprattutto nello spirito. Smith era rimasto talmente sconvolto da quel conflitto da pensare di non poter più fotografare.
Fu proprio questo scatto che lo condusse sul sentiero della guarigione.
La fotografia venne scattata durante una passeggiata con i figli ed è lo stesso Smith che ce ne parla: "Mentre osservavo i miei bambini lungo il sentiero tra gli alberi maestosi e vedevo il loro stupore di fronte a ogni piccola scoperta, mi accorsi all'improvviso che nonostante tutto, nonostante le guerre e le vicissitudini passate, in quel momento avrei voluto cantare un inno alla vita!"

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26 gennaio 2024 5 26 /01 /gennaio /2024 06:48
(foto di Maurizio Crispi)(foto di Maurizio Crispi)

(foto di Maurizio Crispi)

Anche queste due immagini hanno una loro piccola storia che vale la pena di essere raccontata
Passeggiavo lungo via Leopardi se non ricordo male (poco dopo l'incontro con Mr Arancino, di cui ho raccontato prima) e la mia attenzione è stata attratta dal cartello che potete vedere nella foto, non pienamente visibile perché scritto con tratto leggero senza ricalcare troppo e che diceva in tono quasi sommesso 


"Si prega di non fare la pipì qui
 

Era stato posto al centro d'un vaso che ospitava delle piante grasse e che era collocato sul marciapiede di fronte al portone di un condominio 
Mi sono soffermato a scattare un paio di foto (quelle che vedete), come faccio sempre per questo tipo di cartelli ingiuntivi o dissuasivi  (a volte minacciosi) relativi alla pipì e alla cacca dei cani 
Mentre fotografavo, cercando di posizionare la scritta che il vento un po’ piegava da una parte dall’altra in modo tale che fosse interamente a favore di camera e si potesse leggere bene in tutte le sue parti, ecco che si è si affacciato al portone del condominio che era sino a poco prima ancora chiuso un signore gentile 
Mi ha detto: "Sa io sono il portiere qua ma guardi che questo cartello non è per quelli che fanno fare la pipì ai propri cani… Per loro si può anche capire [evidentemente non era informato sulla nuova normativa varata dall'ARS - inclusa in un decreto anti-randagismo - per cui, in teoria, i padroni dei cani dovrebbero camminare - in teoria perché pochissimi lo fanno - con una bottiglia d’acqua per dilavare via l’urina dei propri cani] … quindi io questo cartello l’ho messo in realtà per le persone".
Perché?, faccio io 
"Mah! L’altro giorno la portineria era ancora chiusa ed io mi accingevo ad aprire il portone quando ho visto uno che, in piedi davanti al vaso, ci faceva dentro la pipì come se fosse un WC o un orinatoio pubblico. Ci sono andato vicino e gli ho detto 'ma scusi che sta facendo? Non si fa la pipì qua! Non si fa nel vaso davanti a tutti e davanti alla portineria da dove escono i condomini! Abbia un po’ più di rispetto!' Quello non ha detto niente e se ne andato. E' stato allora che ho pensato bene di mettere questo cartello dissuasivo se, eventualmente, l’urinatore o altri come lui si fossero presentati di nuovo".
Io allora ho replicato: "Certo non non è adeguato! Non è affatto adeguato, magari se uno ha un improvviso bisogno o è uno senza fissa di dimora magari può cercarsi un gabinetto in un bar oppure se i bar sono chiusi è l'emergenza è incontenibile può cercarsi un angolo un po’ più riposto - recondito - non così davanti a tutti minacciando il senso del pudore e il decoro del condominio!"  
Ho aggiunto di poi che il suo cartello aveva suscitato il mio interesse, perché ogni volta che vedo cartelli di questo tipo io sempre li fotografo poiché nel mio profilo Facebook - assieme ad altre cose - alimento sempre con nuove testimonianze una piccola collezione di questi cartelli spontanei, dopodiché me ne sono andato contento di avere raccolto per strada, oltre all’immagine fotografica, anche questa piccola storia

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25 gennaio 2024 4 25 /01 /gennaio /2024 06:44

Un mio piccolo scritto risalente a molti anni addietro, recuperato attraverso i "ricordi" proposti quotidianamente da Facebook

Maurizio Crispi (25 gennaio 2010)

Il cagnolino decollato (foto di Maurizio Crispi)

Ero un simpatico cagnolino da cappelliera d'auto
Me ne stavo sul retro alle spalle del mio padrone e, mentre l'auto si muoveva, la mia testa oscillava festosamente salutando il mondo che scorreva ai miei piedi
Poi, un giorno, ho visto una cagnetta
Bellissima! Aveva le ciglia lunghe lunghe e mi guardò una sola volta, ammiccando con i suoi occhioni neri
E poi, mi ha lanciato uno sguardo lungo e languido
Io, in un attimo, di fronte a tanta bellezza e leggiadria, persi la testa per lei
Fu un vero colpo di fulmine, di quelli che più non si dimenticano
La mia testa, letteralmente, se ne andò appresso a quella meravigliosa cagnetta, e il mio corpo - una spoglia vuota - rimase indietro, senza vita
Il mio padrone, avendo constatato che io ero ormai ero andato via - la mia testa perduta in un sogno d'amore - e fallito ogni tentativo di rianimazione del mio corpo senza vita e decollato, pensò che fossi ormai inservibile: non potevo più fare oscillare il mio capo con quella eleganza che mi contraddistingueva, fingendo un sorriso che non era più dentro di me
Allora, crudelmente, in un attimo decise di sbarazzarsi di me e, con una gentilezza riparatoria (questo lo devo ammettere), mi depose sul marciapiedi, vicino a dove aveva parcheggiato la sua auto
Spero che, un giorno, la mia testa rinsavita possa ricongiungersi con il resto del mio corpo
Ma non c'è più molto tempo ormai: stiamo arrivando ad un punto di non ritorno
Presto qualcuno mi raccatterà e mi butterà nel cassonetto che si erge minaccioso a soli pochi passi da me
Lo sento
Attendo malinconicamente e consumo questi ultimi istanti come una fiammella morente, prossima ad estinguersi
La mia vita di giocattolo mi sta abbandonando a poco a poco
Ma sino all'ultimo non smetterò di sperare che la mia testa ritorni o che qualcuno mi raccatti e mi porti via con sé, anche così come sono, decollato

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24 gennaio 2024 3 24 /01 /gennaio /2024 09:57
C'è sempre una panchina per...

C’è sempre una panchina dove sedersi
per riflettere
per guardarsi attorno
per riposarsi
per leggere
per consultare lo Smart Phone
per parlare con se stessi
ma anche per grattarsi la pancia,
se si ha voglia di farlo,
oppure per fissare l’ombelico
con insistenza meditativa
per smarrrircisi dentro
o, infine, per dormire in beatitudine

Maurizio Crispi (23.01.2023)

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24 gennaio 2024 3 24 /01 /gennaio /2024 05:47
Sudafrica, in una città mineraria

I giorni passano,
fluttuando

Un giorno
Punto e a capo
Un altro giorno
Punto e a capo
I giorni passano,
in un'infinita ripetizione
Sleep!,
Wake up!,
Eat!, 
Sleep!,
Repeat!
Repeat!
Repeat!

I giorni passano
e passano
e passano
e poi ripassano

Il cielo oggi d’un azzurro brillante
(che di più non si può)
fa male agli occhi
La temperatura è mite, 
niente di invernale! 
Quando arriverà l’inverno vero?
Quando la punta del naso si congela 
Quando i polpastrelli delle dita
s'induriscono e diventano bluastri 
Vorrei l’inverno, sì! 
Vorrei giorni di pioggia, 
giorni con un meteo idoneo 
che possa giustificare tristezza e malinconia

Sbrigo incombenze,
faccio cose,
vado in giro, 
porto il cane a passeggio 
leggo,
scrivo,
quanto a parlare
poco parlo,
e niente altro
Poi ripeto
Ripeto
Ripeto 

Arriva l’ambulanza,
Arrivano i vigili del fuoco 
La sirena fende l’aria,
ferisce le orecchie 
É sempre lo stesso giro 
in cui tutto è vecchio,
niente mai veramente nuovo 

Sono stanco, 
stanco, 
spossato,
molto stanco

Vorrei dormire
Vorrei poter passare le mie giornate dormendo 
per non sentire la mia voce arricchita
ripetere sempre - o quasi sempre -  
le stesse cose 
e nessuno che mi ascolta 

Forse sono nel fondo
d'un pozzo profondo
Da dove sono vedo soltanto
uno spicchio di cielo 
mentre io sono sempre
nel cono d’ombra densa
in una sewmi oscurità
mai attraversat da un raggio di sole

nemmeno per via d'un miracoloso gioco di specchi riflettenti
Scrutando dall'alto, oltre il bordo di pietra,
nessuno può vedermi
poiché sono ombra che si maschera nell'ombra
Mentre sono lì sotto,
nel buio e nell'umido,
se parlo,
se grido,
se urlo
nessuno può veramente sentirmi

La mia voce, le mie parole,
rimbalzano sulle pareti di pietra
e si spengono
prima di arrivare in superficie,
lasciando a me un effetto crudele
di echi che vanno in dissolvenza

Amen
 

Il pozzo delle voci che si spengono
Il pozzo delle voci che si spengono
Il pozzo delle voci che si spengono
Il pozzo delle voci che si spengono
Il pozzo delle voci che si spengono
Il pozzo delle voci che si spengono
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Mi Presento

  • : Frammenti e pensieri sparsi
  • : Una raccolta di recensioni cinematografiche, di approfondimenti sulle letture fatte, note diaristiche e sogni, reportage e viaggi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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