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14 agosto 2012 2 14 /08 /agosto /2012 08:09

Il-tribunale-delle-anime.jpgIl Tribunale delle anime (Longanesi, 2012) è il tanto atteso secondo romanzo di Donato Carrisi, giunto dopo quasi dueanni dall'uscita del gettonatissimo "Il Suggeritore". 
Personalmente, non amo molto i romanzi di cui vengono strombazzati i dati di vendita. 
Ci sono molti lettori (o pseudo-lettori?) che, molto sensibili a questo, si precipitano subito a comprare il bestseller di turno, solo per il suo essere bestseller: acquistarlo - ed eventualmente leggerlo - è un modo per essere allineati con il mainstream del pubblico di lettori.

A suo tempo (con un po' di ritardo rispetto all'onda del successo) lessi Il Suggeritore (opera prima di Carrisi) e mi piacque: soprattutto per i suoi cromatismi dark e le sue ambientazioni cupe in una città "senza nome", una grande metropoli postmoderna ma senza nessun dettaglio per poterle dare un nome certo. 
Spinto dalle impressioni tratte da quella prima lettura, mi sono accostato a "Il Tribunale delle anime" e, contrariamente al solito, hocominciato a leggerlo quasi subito. Devo confessare che mi ha totalmente assorbito, rispetto alle molte letture che porto avanti in contemporanea. 
L'ho letto in un solo fiato dall'inizio sino alla fine.
Questa volta l'ambientazione è esplicita: il romanzo si muove prevalentemente a Roma, anche se si aprono molti sotto-scenari in luoghi diversi e con cambi di collocazione cronologica (è dunque anche un romanzo che fa viaggiare il lettore nel tempo e nello spazio).
L'intreccio - molto originale ed ingegnoso rispetto ai molti noir che circolano nel mercato librario - è splendido e molto articolato, con tanti filoni di indagine che si sovrappongono, si sdoppiano, torno a convergere e con trovate sorprendenti sino al disvelamento finale, distillato con maestria.
Il romanzo, documentato e basato in parte su eventi (anche storici) reali, getta una luce inquietante sull'istituzione della " Penitenzieria apostolica" (di cui indica in modo romanzato le possibili distorsioni rispetto alle finalità originarie) e mostra in modo didascalica alcuni luoghi di una sorpendente Roma segreta.
 
Dal risguardo di copertina. Roma è battuta da una pioggia incessante. In un antico caffè, vicino a piazza Navona, due uomini esaminano lo stesso dossier. Una ragazza è scomparsa. Forse è stata rapita, ma se è ancora viva non le resta molto tempo. Uno dei due uomini, Clemente, è la guida. L'altro, Marcus, è un cacciatore del buio, addestrato a riconoscere le anomalie, a scovare il male e a svelarne il volto nascosto. Perché c'è un particolare che rende il caso della ragazza scomparsa diverso da ogni altro. Per questo solo lui può salvarla. 
Ma, sfiorandosi la cicatrice sulla tempia, Marcus è tormentato dai dubbi. Come può riuscire nell'impresa a pochi mesi dall'incidente che gli ha fatto perdere la memoria? Anomalie. Dettagli. Sandra è addestrata a riconoscere i dettagli fuori posto, perché sa che è in essi che si annida la morte. Sandra è una fotorilevatrice della Scientifica e il suo lavoro è fotografare i luoghi in cui è avvenuto un fatto di sangue. Il suo sguardo, filtrato dall'obiettivo, è quello di chi è a caccia di indizi. E di un colpevole. Ma c'è un dettaglio fuori posto anche nella sua vita personale. E la ossessiona. Quando le strade di Marcus e di Sandra si incrociano, portano allo scoperto un mondo segreto e terribile, nascosto nelle pieghe oscure di Roma. Un mondo che risponde a un disegno superiore, tanto perfetto quanto malvagio. Un disegno di morte. Perché quando la giustizia non è più possibile, resta soltanto il perdono. Oppure la vendetta. Questa è la storia di un segreto invisibile...
La recensione di IBS. Anomalie, in fondo era questo che cercavano. Minuscoli strappi nella trama della normalità. Piccoli inciampi nella sequenza logica di una comune indagine di polizia. In quelle insignificanti imperfezioni si nascondeva spesso qualcos’altro. Un passaggio verso una verità differente, inimmaginabile. 
Il compito dei due misteriosi “indagatori” di questo nuovo romanzo di Donato Carrisi, incomincia proprio da lì. Marcus, il cacciatore, e Clemente, la sua guida, sono incaricati di scoprire cosa si celi dietro l’inspiegabile scomparsa di Lara, una tranquilla studentessa che vive in un antico palazzo nel cuore di Roma. Non sono poliziotti, non sono investigatori, si muovono con cautela tra le pieghe non chiarite dalle indagini ufficiali, incaricati da personaggi che stanno in alto, molto in alto, ma non desiderano far sapere nulla di sé. Li guida la spiccata sensibilità di Marcus per tutto ciò che è incongruente, insondabile, lontano dalla normale possibilità di comprensione degli esseri umani. Proprio questa sua capacità di penetrare i fatti e di scoprirne le cause profonde, che a tutti gli altri sfuggono, lo rendono unico, alieno a tutto e a tutti. Persino a se stesso visto che Marcus non sa chi sia realmente, non ha identità, non ha ricordi. Proviene da una zona d’ombra e forse proprio per questo sa muoversi con abilità tra le oscurità del male e dei delitti che ne affiorano. 
La polizia archivia sommariamente la scomparsa di Lara come un caso di allontanamento volontario, ma al cacciatore questo mistero apre le porte di un mondo sommerso, in cui è il confine fra il bene e il male è estremamente labile. Ciò che è più segreto e temibile si annida nell’ombra: non solo l’ombra delle tenebrose chiese romane, ma anche il buio dei cuori oppressi da colpe inconfessabili e l’oscurità del passato. È qui che si muovono i numerosi personaggi che affollano il romanzo: Sandra, fotorilevatrice della scientifica, che racchiude nella sua storia un grande dolore mai risolto, Monica giovane medico che perse la sorella gemella in un delitto dalle circostanze mai chiarite, Jeremiah Smith, serial killer ridotto in fin di vita da una mano sconosciuta. E poi la sfortunata Angelina, la cui vicenda sposta la vicenda nel tempo e nello spazio fino a Città del Messico, e un bambino il cui profilo emerge fievole da un passato carico di ossessioni... 
Due anni dopo l’exploit del suo libro d’esordio (Il Suggeritore, Longanesi), Donato Carrisi  torna con un nuovo romanzo che, sin dalle prime pagine, ripropone le atmosfere misteriose e le elettrizzanti rivelazioni che hanno decretato il suo grande successo. 
Donato CarrisiAmbientato in una Roma intrisa di mistero e spiritualità, Il tribunale delle anime non è solo un thriller mozzafiato, ma anche la storia di un segreto invisibile eppure sotto gli occhi di tutti, la storia di un male antico ed eterno e di chi lotta per contrastarlo. Ci riserva una sfida continua con l’ignoto, un turbinio di incubi, un gioco di scambi di identità, che finirà per catturare anche il lettore più compassato e razionale.
Donato Carrisi, sceneggiatore ed esperto di criminologia con il suo romanzo d’esordio intitolato Il Suggeritore (2008) ha venduto 600.000 copie in tutto il mondo, di cui 250.000 solo in Italia, rimanendo in vetta alle classifiche per ben 30 settimane per poi vincere, l’estate successiva, il Premio Bancarella.

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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