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20 luglio 2014 7 20 /07 /luglio /2014 17:58

Il Maestro dei Cadaveri. L'unico romanzo della serie cinese di Peter May attualmente reperibile in traduzione italiana(Maurizio Crispi) Ho avuto modo di incontrare letterariamente Peter May  solo recentemente, grazie ad un giallo d'investigazione (con elementi thriller) di ambientazione scozzese, pubblicato da Einaudi (L'Isola dei Cacciatori di Uccelli, 2012, collana Stile Libero con il titolo originale di "The Blackhouse), primo volume della cosiddetta "Trilogia di Lewis". E quel romanzo mi era piaciuto parecchio. 
Per me, May era un autore nuovo, portato meritevolmente in Italia da Einaudi, 
In realtà ci aveva pensato qualche anno prima Piemme, nella sua collana di polizieschi, con la pubblicazione de "Il Maestro di cadaveri" (2005), pubblicato in lingua originale con il titolo "The Killing Room" e parte di una serie ambientata in Cina e di alcuni altri romanzi ad ambientazione cinese. 

Ho anche scoperto che Peter May ha vissuto per lunghi anni in Cina e che ha scritto - prima di ritornare alle sue origini scozzesi - ben sette polizieschi tutti ambientati in Cina. Oggi, purtroppo introvabili nel circuito delle librerie: e soltanto qualcuno nei remainder.
Ed è stato così che, dopo aver letto "L'Isola dei cacciatori di Uccelli", mi sono ricordato di averne acquistato una copia de "Il Maestro dei Cadaveri" da un catalogo dell'usato qualche tempo fa.
L'ho ripescato e l'ho letto con grande piacere.
Non solo per la vicenda in sé (un poliziesco ben congegnato con disvelamento a sorpresa nel finale, come ogni buon poliziesco che si rispetti), ma anche perchè - essendo ambientato tra la Shangai e la Pechino post-maoiste ed essendo stato scritto da uno che in questi luoghi c'è vissuto effettivamente e li conosce bene, è un ottimo strumento di immersione e di esplorazione di un'ambientazione di detective story "esotica" in un paese in transizione dalla tradizione ad una forma (deteriore) di modernizzazione occidentale (anche, se rispetto all'epoca in cui il romanzo fu scritto, moltissimo è ancora cambiato e le trasformazioni si sono accumulate).
In questo senso, il romanzo offre una visione del tutto diversa dai famosi intrecci di Robert Van Gulik (anche fine conoscitore della Cina, però di inizio Novecento) e autore di una serie di gialli che hanno come figura di investigatore il Giudice Dee , alcuni dei quali sono stati abbastanza di recente riediti in Italia.

Il Maestro dei Cadaveri. L'unico romanzo della serie cinese di Peter May attualmente reperibile in traduzione italiana(Dal risguardo di copertina) Shanghai. I cadaveri smembrati di diciotto donne vengono ritrovati in una fossa comune nel cantiere di un palazzo in costruzione. Il killer ha asportato i loro organi interni, le ha mutilate e sotterrate. Niente sembra accomunare le vittime, tranne il fatto che erano bellissime e tutte avevano avuto un aborto. La polizia non ha dubbi: le donne sono morte durante esperimenti medici illegali. Ma il detective Li Yan e la patologa americana Margaret Campbell non credono all'ipotesi delle forze dell'ordine. Troppe sono le similitudini con il caso irrisolto di una giovane ragazza trovata morta a Pechino: come le donne di Shanghai, anche lei è stata smembrata e sepolta nel fango; e anche lei aveva avuto un aborto.

 

Nota sull'autore. Peter May è nato a Glasgow nel 1951 e vive in Francia. Giornalista e autore di innumerevoli serie televisive, ha scritto una quindicina di romanzi. L'isola dei cacciatori di uccelli (Einaudi Stile Libero 2012) è il primo volume di una trilogia ambientata sull'isola di Lewis, e ha ottenuto uno straordinario successo di critica e pubblico in Gran Bretagna e in Francia, dove è stato insignito del prestigioso Prix Les Ancres Noir. Nel 2013 Einaudi Stile Libero ha pubblicato il secondo volume della trilogia, L'uomo di Lewis.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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