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28 giugno 2014 6 28 /06 /giugno /2014 07:26

Gli Uomini Delfino. L'intrigo sudamericano di Torsten Krol tra scontro di civiltà e percorso di formazione

 

(Maurizio Crispi) La Casa editrice ISBN ha il pregio di proporre delle opere ignorate dalle case editrici maggiori, con edizioni curatissime che si presentano però con una veste grafica rigorosa e priva di orpelli. Chi compra un libro edito da ISBN deve essere convinto del contenuto (o quanto meno interessato); e non mancano, di solito, una interessante scheda sull'autore, per quanto stringata, ed una presentazione del libro, romanzo o saggio che sia. Non manca nemmeno una nota scritta dal traduttore (ed è raro che l'editore dia voce ai suoi traduttori, chi sa perché!).
A volte, nella faccia interna della prima di copertina si ha la riproduzione di quella dell'edizione originale, così come nella terza compare un'illustrazione ispirata. Non c'è che dire: sono dei volumi sobri, eleganti, curati, con un tocco di eleganza in più dato dal perfilo rosso del bordo delle pagine.
In un mondo librario dominato dalle apparenze e dal principio del bestselling (del profitto) queste sono scelte rare e, indubbiamente, in controtendenza, senza alcun ammiccamento al lettore, attraverso la presentazione di soglie del testo glamour o che facciano riferimento a film tratti dall'opera. 
Se si aggiunge il fatto che, in genere, di rado si viene delusi dalla lettura d'un volume edito ISBN, s'è detto tutto.
Lascia pienamente soddisfatti dunque  questo "intrigo sudamericano" raccontato in "Gli uomini Delfino. Un intrigo sudamericano" (titolo originale: The dolphin people) e scritto dal misterioso Torsten Krol (ISBN, 2009) in cui, nell'immediato dopoguerra, quattro tedeschi di cui uno è un medico nazista che ha commesso dei crimini contro l'Umanità, fuggendo verso il cuore della foresta amazzonica, precipitano con il loro piccolo aerei e finiscono prigionieri-ospiti del popolo degli Yayomy. 
Ospiti rispettati perché il loro esser biondi con gli occhi azzurri in qualche modo conferisce loro un aurea di "dei". Ma, nello stesso tempo, sono tenuti virtualmente prigionieri: l'unica possibilità di fuga è lungo il fiume, ma bisogna attendere la stagione delle piogge pdr potersi mettere in salvo.
La storia si trasforma subito in una vicenda di civiltà a confronto (con Gerhard Wentzel un antropologo anche lui da anni involontario ospite degli Yayomi che si ritrova a far loro da guida negli intricati usi e costumi della tribù amazzonica) e poi si trasforma in incubo crudele, al quale solo due "giusti" sopravviveranno, dopo un faticoso percorso di integrazione e di trasformazione e di crescita da parte del giovane Erich, voce narrante.
Confronto di civiltà, scontro tra una cultura presunta "alta" e mondo "primitivo" fatto di usi e di costumi, rigidi, spesso basati su fortissime "credenze" a cui peraltro i pregiudizi e le false concezioni degli uomini cosiddett"evoluti" fanno da contraltare per mostrare che, in fondo, quando si entra in questo terreno le differenze si fanno sottili e che le similitudini sono molto maggiore di quanto non si potrebbe pensare a prima vista.

Il traduttore dall'Inglese Francesco Pacifico in calce al volume spiega nella sua breve presentazione che fa anche da postfazione: "(...) E' qui la magia del libro e forse pure la ragione della lingua di Krol, un flusso ininterrotto e senza apparenti pretese letterarie, che magicamente, invece, ricostruisce la complessa psicologia dei suoi delfini nazisti con la spericolatezza sorniona di un campione di Tetris che eleva muri altissimi sbracato sul divano" (fp) (ib, ultima pagina)

(dalla prima pagina) 1946. L'aereo che trasporta Helga, i suoi due figli Erich e Zeppi, e il medico Klaus, nuovo marito della donna, si schianta in una zona inesplorata nel cuore dell'Amazzonia. Qui i quattro tedeschi vengono accolti come semidei dagli Yayomi, una tribù indios ferma all'età della pietra, che li scambia per l'incarnazione terrestre dei delfini. La loro nuova vita si adatta serenamente ai ritmi naturali della tribù, e ai due bambini tutto sembra perfetto, anche la presenza di un antropologo segregatosi nel nulla e ignaro di tutto ciò che è accaduto nel frattempo nel sedicente mondo civilizzato. Krol, il misterioso autore che nessuno ha mai visto in volto, ha il raro dono di rendere perfettamente plausibili le storie più incredibili. Una parabola sull'innocenza e sul potere devastante della civiltà dall'esito brutale e sconvolgente, una apocalisse raccontata dalla voce di un bambino.

Inoltrarsi nel mondo de Gli uomini delfino è un po’ come affrontare la foresta amazzonica: una guida è necessaria, o quanto meno consigliata. 
Di fornte a questo rigoglio narrativo, sono leciti molti interrogativi. Per esempio, ci si può chiedere se esista veramente il mondo descritto da Krol negli Uomini Delfino? La risposta è sì, secondo un'intervista pubblicata da ISBN e linkata nella recensione al volume: il popolo degli Yayomi, assomiglia vagamente a quello degli Yanoama che, appunto, vivono nella selva brasiliana, anche se non sono esattamente quelli e anche se a quelli del romanzo viene attribuita una "ottusità" e una credulità" - e nello stesso tempo una crudeltà - davvero fuori dal comune e al di fuori degli schemi antropologici più noti, relativamente a quest'area.
Come anche esiste davvero anche il temibile e minuscolo candirù, o pesce stuzzicadente, caratterizzato da una bizzarra abitudine? La rispostà in questo caso la risposta è sì, perchè è stato descritto da molteplici fonti ed è descritto in una scheda sufficiente attendibile registrata: si tratta della
 Vandellia Cirrhosa che è stato più volte citato nella letteratura e nel cinema.
E infine: siamo proprio sicuri che i Nazisti (o i loro discendenti) non siano ancora da qualche parte in Sudamerica? Una domanda, questa, a cui si può rispondere sia con riferimenti alla storia più recente e ai fatti di cattura di criminali nazisti che vive in paesi dell'America Latina sotto falsa identità, ma anche con riferimenti culturali del tipo "I ragazzi venuti dal Brasile" di Ira Levin (e relativo film che ne è stato tratto) o altre fonti lettterarie (tra cui uno dei più recenti romanzi della celebrata coppia di scrittori Douglas Preston e Lincoln Child, nel loro " Due Tombe"), per non parlare poi della ormai più che riconosciuta "connessione" con l'America Latina, per istradare in quei paesi ex-Nazisti, con l'intermediazione di istituzioni della Chiesa di Roma: fu questa la cosidddetta "ratline",detta anche la "via dei monasteri":di cui da più parti oggi non si parla volentieri e in maniera aperta, nella cui operatività ebbero parte sostanziale alte gerarchie del Vaticano (ipotesi evidenziata - anche se appena accennata, ma chi sa comprende immediatamente - nel finale del bel film di Costa-Gravas, Amen).

Si dice che Torsten Krol viva nel cuore dell’Outback australiano. Nessun agente o editore lo ha mai visto in volto. La sua biografia non è nota, né tantomeno è mai apparso in pubblico. Il suo editore australiano lo descrive come una sorta di "recluso" volontario, che vive e lavora in totale anonimato e comunica con la propria casa editrice solo tramite posta elettronica. 
Molti media hanno speculato su quale possa essere la sua reale identità; in particolare il quotidiano neozelandese Sunday Star-Times e la Rete televisiva ABC hanno avanzato l'ipotesi che possa trattarsi di un autore già noto che scrive sotto pseudonimo. E molte ipotesi sono state avanzate, anche le più fantasiose, come quella di attribuirgli l'identità di un Salinger o di Stephen King. 
Nel 2006 ISBN ha pubblicato Callisto, finalista al premio Bancarella. che si presenta come una satira sulle psicosi anti-terroristiche dell'America post 11 settembre. Successivamente, nel 2012, è uscito un suo successivo romanzo "Il lIbro segreto dele cose sacre", sempre per i tipi di ISBN.

 

 


  • Gli uomini delfino, ISBN Edizioni, 2009, 
  • Callisto, ISBN Edizioni, 2009, 
  • Il libro segreto delle cose sacre, ISBN Edizioni, 2012

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Published by Maurizio Crispi - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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