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L'impronta del lupo (Minnesota, nella traduzione di Eva Kampmann) di Jo Nesbø, pubblicato da Einaudi (Stile Libero Big) nel 2026, è un romanzo auto-conclusivo, fuori dall'acclamata serie di Harry Hole, ma non per questo meno bello.
Quando si legge Nesbø, dovunque si tocchi, la campana suona sempre bene.
Qui ci spostiamo negli Stati Uniti, a Minneapolis, dove Bob Oz, un detective di origine norvegesi e con un passato doloroso alle spalle, si trova ad indagare su alcuni omicidi che sembrerebbe legati uno all'altro da un proposito di vendetta.
Sin dall'inizio si presenta alla ribalta un personaggio, Tomas Gomez, denominato "El Lobo", legato un tempo ai cartelli messicani e alle gang di origine centroamericana e che adesso è divenuto un cane sciolto.
Bob Oz è diventato anche lui un cane sciolto poiché è stato temporaneamente sospeso dalle sue funzioni, eppure - testardo come un mulo - cerca di continuare ad indagare per conto proprio tentando di entrare nella mente dell'assassino e , forse, immedesimandosi anche con lui, ma anche in qualche modo cercando riscatto dai suoi sensi di colpa. Bob Oz intuisce gradualmente che le azioni criminali di Lobo rispondono a un'idea di giustizia personale più che a una semplice vendetta cieca e, quindi, specchiandosi in lui trova modo di riflettere sulle proprie vicissitudini personali, riuscendo in qualche modo anche ad elaborarle in modo costruttivo.
La verità non è come sembra e ci sono molti altri piani che verranno rivelati nel corso della narrazione che si dispiega con il pretesto letterario di un conoscente di Bob Oz, pure lui di origini norvegesi che - dovendo scrivere un reportage su quei fatti - si trova a ripercorrere i luoghi di quell'indagine e ad intervistare i diversi personaggi che vi erano stati coinvolti (e questo a distanza di sei anni da quegli accadimenti).
Il titolo originale è "Minnesota", dallo Stato americano in cui è ambientata la vicenda (e noto anche per la forte storicità di immigrazione scandinava, da cui le origini di Bob Oz e della voce narrante Holger Rudi).
L'indagine di Bob Oz si svolge nel 2016 mentre il narratore fittizio visita i luoghi e intervista le persone coinvolte - incluso lo stesso Bob Oz - nel 2022.
(soglie del testo e sinossi) Una metropoli ferita dalla violenza. Un poliziotto ostinato in cerca di risposte, anche su sé stesso. E un killer che si muove come uno spettro tra le maglie dell’America di oggi.
Minneapolis, 2016. Quando un mercante d’armi legato alle gang è vittima di un attentato, gli indizi sembrano puntare verso un suo vicino, Tomas Gomez, che però tutti descrivono come tranquillo e perbene. Eppure Tomas Gomez potrebbe essere il misterioso Lobo, un assassino prezzolato che negli anni Novanta aveva scosso il mondo della criminalità locale con la sua ferocia. Adesso sembra tornato, deciso a regolare vecchi conti in sospeso. Bob Oz è un detective con un passato doloroso e un problema con l’alcol e le donne, che compensa la mancanza di talento non arrendendosi mai. Il caso Gomez lo affascina, suo malgrado. E indagando, contro tutto e tutti, capisce che Lobo – “il lupo” – non è in cerca di vendetta, ma di giustizia.
Hanno detto:
«I romanzi di Jo Nesbø dànno dipendenza». - Vanity Fair
«L’impronta del lupo ti cattura fin dalla prima pagina grazie a un’inquietante atmosfera di tensione continua e a una meticolosa attenzione per i dettagli. E, ovviamente, non sarebbe un romanzo di Nesbø se non ci fossero colpi di scena che nessuno era in grado di prevedere». - Independent.
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L'autore. Jo Nesbø è nato a Oslo il 29 marzo 1960 ed è oggi uno dei più celebri e apprezzati scrittori di thriller a livello internazionale. Prima di raggiungere il successo globale come autore, la sua vita ha preso direzioni molto diverse e sorprendenti. Durante la giovinezza, infatti, il suo sogno principale era quello di diventare un calciatore professionista, un obiettivo che sembrava concreto dato che giocava già nella massima serie norvegese, ma che è svanito a causa di un grave infortunio al ginocchio.
Dopo la fine della carriera sportiva, Nesbø ha deciso di dedicarsi agli studi, laureandosi in economia e iniziando a lavorare come broker finanziario e giornalista freelance.
Parallelamente, ha coltivato una forte passione per la musica, diventando il cantante e chitarrista dei Di Derre, una pop-rock band che ha ottenuto un grandissimo successo commerciale in Norvegia. La svolta letteraria è arrivata quasi per caso verso la fine degli anni novanta, durante un lungo volo aereo verso l'Australia: per fuggire alla noia del viaggio, ha iniziato a scrivere quello che sarebbe diventato il suo romanzo d'esordio, Il pipistrello, pubblicato nel 1997.
È proprio in questa prima opera che fa la sua comparsa Harry Hole, un detective della polizia di Oslo brillante ma tormentato dai propri demoni personali e dall'alcolismo. Questo personaggio, protagonista di una lunga serie di bestseller come Il pettirosso, L'uomo di neve e Il coltello, ha consacrato Nesbø come uno dei maestri assoluti del cosiddetto "Cold Crime" o thriller scandinavo.
Oltre alla celebre saga poliziesca, l'autore ha dimostrato una grande versatilità firmando diversi romanzi autoconclusivi, sceneggiature e persino una fortunata serie di libri per bambini incentrata sulle bizzarre avventure del Dottor Prottor.
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