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28 dicembre 2012 5 28 /12 /dicembre /2012 15:48

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 8°). Sulla tipologia delle coppie presenti sulla spiaggia libertina  

Alcuni hanno notato che a Cap d'Agde, nelle diverse dimensioni dell'eros, l'elemento dominante è la coppia, piuttosto che il single[1]. 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il libertinaggio non è appannaggio dei single (uomini o donne che siano) che rappresentano soltanto - se le circostanze lo consentono - un valore aggiunto (soprattutto le donne, possono considerarsi tali, ancor di più nei “privé”), ma non possono mai avere un ruolo dominante nelle scene e nelle situazioni erotiche.

La zona libertina della spiaggia, come anche i privé e i locali scambisti, sono appannaggio e reame delle coppie (perfino nell'unico albergo presente all'interno dell'area naturista è aperto solo a coppie - che siano vere o di comodo non importa[2].

I single sulla spiaggia e in acqua fanno mostra di presenzialismo (l'accesso alla spiaggia è libero, mentre le diverse tipologie di locali scambisti richiedono una quota d'accesso sensibilmente superiore ai single uomini, quando ad essi è concesso l'ingresso, mentre per le donne sole, in genere, l’ingresso è gratuito) e stanno in paziente attesa di poter cogliere frammenti della sessualità promiscua e trasgressiva, e di inserirsi nel gioco, ma solo quando la coppia/le coppie sono disponibili in tal senso e "autorizzano" - per così dire - l'accesso al single.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 8°). Sulla tipologia delle coppie presenti sulla spiaggia libertinaIn questo senso - tralasciando l'esame della vita notturna che, a Cap d’Agde, come si potrà immaginare,è particolarmente vigorosa ma alla quale non ho dedicato osservazioni significative - per una definizione sociologica e antropologica di ciò che accade nel settore della spiaggia frequentato dai naturisti libertini occorre tracciare alcune coordinate fondamentali per una anatomia delle coppie presenti nel sito, con riferimento alla sezione di spiaggia che è stata oggetto del mio interesse.

Innanzitutto, ci sono le coppie che stanno semplicemente lì, apparentemente indifferente, come se fossero in una qualsiasi altra località balneare, con l’unica differenza della nudità totale. Costoro non indulgono ad alcuna azione sessuale e sono apparentemente disinteressati agli happening erotici, anche se questi hanno luogo a pochissima distanza da dove sono sistemati con tovaglia da mare, ombrellone e altri ammennicoli.

Poi, ci sono le coppie “interessate” allo spettacolo in corso. Guardano e assorbono, a volte commentano tra loro, in alcuni casi impassibili, in altri sorridenti e compiaciuti, a volte visibilmente eccitati: poi, forse, nel privato della propria stanza (o tenda o camper) i due membri della coppia daranno corso alla loro eccitazione e alle fantasie che il sesso agito degli altri ha stimolato in loro (come guardare un film porno in coppia e poi, subito dopo, fare sesso).

Secondo le testimonianze di alcuni frequentatori alle prime armi che, trovandosi in coppia, sono stati semplicemente a guardare, il forte incremento di stimolazioni sensoriali legate all’eros agito, suscita successivamente un forte incremento della sessualità, anche se in forma differita e nel privato del proprio quartiere.

In una terza posizione di questo gradiente ideale collocherei le coppie che indulgono ad atti erotici (toccamenti, carezze, pompini e cunnilingus, sino alla penetrazione), ma che non gradiscono né un pubblico di spettatori, né tantomeno intromissioni. Nel momento in cui si forma il solito capannello di spettatori, costoro interrompono immediatamente la loro attività. Pur essendo contagiati dalla febbre erotica del luogo, non riescono a fare un passo completo nella direzione del libertinaggio perché sono ancora timidi ed impacciati, oppure manca loro quella necessaria componente di esibizionismo per indulgere in un’attività erotica davanti ad un pubblico in piena fibrillazione.

Al quarto posto collocherei, invece, quelli che si dedicano ad un’intensa attività erotica, del tutto indifferenti al pubblico che si raccoglie attorno a loro. Fanno tutto come se fossero separati da un vetro rispetto agli spettatori, oppure a volte interagiscono in un gioco di commenti e contro-commenti: in ogni caso, non desiderano intromissioni fisiche di sorta (ad eccezione di quella dello sguardo degli altri assiepati attorno) e, tuttavia, accettano di buon grado l’applauso finale che da parte del loro pubblico segue alla conclusione della loro performance. Ciò suggerirebbe che vi possa essere in questa tipologia di coppie una forte componente di ironia ma anche, ovviamente, una robusta dose di esibizionismo.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 8°). Sulla tipologia delle coppie presenti sulla spiaggia libertinaIn quinta posizione, infine, collocherei le coppie che si lanciano in attività erotiche intense e variate e che sono disponibili ad accogliere terzi o coppie per un allargamento del gioco verso una dinamica più connotata in senso orgiastico e decisamente trasgressiva. Qui la componente esibizionista è fortissima, come anche robusto è il desiderio trasgressivo, accompagnato da un’intensa e palpabile eccitazione.

Un discorso a parte meritano le coppie, in cui il maschio gioca il ruolo del cuckold[3]. Qui, il più delle volte il maschio non è attivo sessualmente: in alcuni casi se ne sta seduto, apparentemente distratto e passivo, mentre la sua donna viene fatta oggetto di attenzioni (dai toccamenti alle forme di approccio più specificatamente sessuali), mentre in altri casi “gestisce” gli approcci di altri maschi, selezionandoli, invitandoli oppure – al contrario – stabilendo delle preclusioni (“Tu sì, tu no!”). In alcuni casi, prima di effettuare la scelta, c’è un rapido e veloce consulto con la compagna, in genere fatto di sguardi eloquenti.

Infine esistono le coppie multiple: situazioni in cui diverse coppie scambiste “giocano” davanti ad un pubblico: in questo caso, la componente esibizionistica è fortissima, ma – in linea generale – non sono gradite new entry da parte di astanti singoli. 

 



Note


[1]
Questo assunto è oggetto di numerose riflessioni da parte dell’autore di uno dei testi collocati in appendice.

 

[2] Con il termine inglese cuckold si usa indicare la persona che consapevolmente e volontariamente induce il/la proprio/a partner a vivere esperienze sessuali con altri/e (in caso di uomini che agiscono sulla propria donna tale comportamento, i maschi terzi sono a loro volta denominati bull, tori, con allusione alla prestanza fisica di questi animali). In origine il termine cuckold si applicava a mariti non consapevoli di essere vittime di adulterio: ovvero il cosiddetto "portare le corna". Il termine nelle sottoculture legate a determinate forme di feticismo e nella pornografia indica le persone che assecondano o desiderano comportamenti adulteri dei/delle loro compagni/e, soprattutto legati alla sfera strettamente sessuale, e ne traggono piacere.

Per cuckoldismo si vuole indicare un modo di essere ovvero la tendenza a fare praticare al proprio partner un tradimento assecondato. Solitamente è l'uomo che trae piacere dal vedere il proprio partner che compie atti di sesso con altri uomini. Il fenomeno del cuckoldismo è aumentato con l'avvento di internet che ha permesso un maggiore volume di contatti tra persone sconosciute ed appassionate del genere.

Il cuckold, inteso come il soggetto passivo di questa relazione triangolare, può vivere la propria condizione come una forma di umiliazione, che avvicina questo rapporto alle relazioni di dominazione/sottomissione tipiche del BDSM, in cui il/la suo/a partner assume l'aspetto psicologico di un/a vero/a e proprio/a master o mistress. In questo tipo di rapporto, spesso il partner attivo impone al partner cuckold regole e limiti che coartano e reprimono in varia misura la sua sessualità, ad esempio vietandogli di avere rapporti sessuali completi con lui/lei, se non saltuariamente, oppure disciplinando le modalità in cui egli/ella può avvicinarsi e toccare il corpo del/della suo/a compagno/a, etc.; spesso, in questi casi, il cuckold assiste al rapporto sessuale fra il/la partner e il "terzo" uomo o donna e subisce commenti o ordini umilianti da parte di entrambi. In altri casi, tuttavia, il soggetto cuckold vive questo aspetto della sessualità come un complemento della normale relazione di coppia, stringendo a volte persino un legame di amicizia e di complicità con l'abituale "terzo/a" con cui il/la suo/a compagno/a si intrattiene. In questo caso, questo rapporto in un certo modo tende a violare le consuetudini della monogamia tipiche della civiltà occidentale, avvicinandosi piuttosto a esperienze di bigamia o poligamia (poliamore).

La peculiarità del cuckoldismo come fenomeno culturale e sociale consisteva, almeno inizialmente, nell'esaltazione, che in esso si manifesta, della libertà sessuale del partner femminile; difficilmente infatti il fenomeno si riscontra a parti invertite, ovvero con la donna che esorta il suo partner maschile a tradirla. Importante è, nella maggior parte dei casi, anche il costante confronto tra la virilità umiliata del cuckold e la virilità esaltata del "terzo" uomo.

Cuckold deriverebbe dal nome cuculo, e precisamente dall'antico francese "Cocu", cui è aggiunto il suffisso peggiorativo "-ald". Il riferimento è probabilmente al fatto che questo fa in modo che altri uccelli inconsapevolmente prestino il proprio nido e le proprie cure parentali ai propri piccoli. Esiste anche un'altra possibile etimologia che lo lega all'italiano "cornuto": le due voci potrebbero essere collegate. L'espressione italiana "portare le corna" indica il fatto che il tradito è, nel luogo comune, l'ultimo a venire a conoscenza dell'adulterio, così come le corna sulla testa sono viste dagli altri ma non da chi le porta.

La parola moderna rimpiazza quella più letteraria di candaulesimo  coniata da Borneman (1988) e derivante Il nome deriva dalla vicenda narrata da Erodoto a proposito di Candaule, re di Lidia del'VIII secolo a.C.

 

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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