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29 dicembre 2012 6 29 /12 /dicembre /2012 07:26

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 7°). Nuove figure del libertinaggio: il Venditore di vibratori da spiaggia e il Maestro di Nodi

 

(Capitolo 7°). Nel settore della spiaggia naturista frequentato dai neo-naturisti "libertini", si può vedere di tutto. Se ci si aggira solo un po’ è possibile identificare due diversi atteggiamenti. Uno è quello del “turista” curioso che osserva disincantato un mondo in cui magari si immerge per la prima volta, ma che ciò nondimeno non desidera “contaminarsi” con consuetudini che non sente gli appartengano del tutto. L’altro possibile è quello dell’osservatore “partecipante” cioè di colui che, per curiosità, ma anche (perché no?) per un legittimo assecondamento della propria libidine decide – se le circostanze  lo consentono – di lasciarsi trascinare nel vortice della sessualità promiscua, assumendo il doppio ruolo di osservatore che osserva gli altri e se stesso, ma anche di attore e soggetto.

In ambedue i casi, la cosa importante è arrivare sulla spiaggia con la mente aperta, senza pregiudizi e magari anche con tanta voglia di divertirsi, condita anche dalla capacità di inserire in ciò che vediamo una decodifica ironica e di disincanto.

Nel corso degli anni, sulla spiaggia naturista di Cap d'Agde, passando da una stagione alla successiva,  ci sono sempre novità e non mancano quindi occasioni per rimanere stupiti e meravigliati. Ecco di seguito il racconto relativo a due "nuove" figure del libertinaggio assolutamente emblematiche.

 

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 7°). Nuove figure del libertinaggio: il Venditore di vibratori da spiaggia e il Maestro di NodiE' frequente, negli ultimi tempi, notare dei capannelli piuttosto fitti, anche nelle prime ore del mattino, quando ancora la lussuria colettiva non ha preso il sopravvento.

Ci si avvicina incuriositi, come sempre capita: il frequentatore della spiaggia libertina è sempre desideroso di happening erotici che includono il guardare e, possibilmente, il partecipare.

Al centro di uno di questi, protendendosi e cercando di sopravanzare con la testa la ressa dei corpi, si può osservare il più delle volte, una donna lascivamente sdraiata con le cosce aperte e un tizio piuttosto anziano accovacciato proprio tra quelle cosce.

Si è anche colpiti da un ronzio continuo simile a quello prodotto da un rasoio elettrico in funzione alla massima potenza...

Ci si accorge anche che l'uomo tiene tra le mani un piccolo dispositivo e che lo passa e ripassa sui genitali esposti della donna.

Di primo acchito, si potrebbe pensare che l'uomo - con un attenzione certosina - sia intento a radere la fica della donna...

Che l'apparecchietto sia un depilatore?

Invece no! I gemiti e gli ansiti della donna in una scala via crescente la dicono diversamente.

Allora, Eureka! Illuminazione: si tratta di un sofisticato vibratore, in formato mini-tascabile: non rimangono alternative...

L'uomo è serissimo.

Tutti sono serissimi.

Tutti guardano sospesi, rapiti.

Tutti attendono...

Il ronzio continua, implacabile.

E' l'unico suono che si percepisce, assieme ai gemiti della donna sempre più rapidi e affannosi.

La donna geme, abbandonata lascivamente, mentre espone il suo corpo erotico allo sguardo attento del pubblico via via più folto.

Poi, all'improvviso, la donna esplode in un orgasmo incontenibile.

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 7°). Nuove figure del libertinaggio: il Venditore di vibratori da spiaggia e il Maestro di NodiA questo punto, portata a termine la sua missione, l'"operatore" si alza con la macchinetta ancora in mano: la sua "azione" ha suscitato molte curiosità nel pubblico assiepato, in cui sono molte le donne rappresentate (e in queste ultime molte "voglie" anche).

Alcune di esse si fanno sotto e chiedono informazioni più dettagliate su tanta mirabilia.

Alcune si propongono immediatamente come "cavie" per la successiva "dimostrazione".

L'uomo fornisce spiegazioni, dilungandosi sui pregi e sulle caratteristiche tecniche del suo ingegnoso dispositivo.

Si dichiara disposto a fare ulteriori performance – anche private - e distribuisce a chi sia interessato dei biglietti da visita.

Ma non manca di specificare alle potenziali utenti più pressanti anche quali sono gli orari della sua presenza in spiaggia e ad alcune delle signore più vogliose di provare su di sé la macchina fissa degli appuntamenti per il giorno dopo, in spiaggia oppure per chi desidera maggiore riservatezza nei quartieri privati di ciascuno (ma questi solo ed esclusivamente nella fascia pomeridiana).

Ovviamente, l'interesse dell'uomo non è solo quello di fare delle dimostrazioni, ma di vendere il suo dispositivo: per poterlo fare, tuttavia, come il bravo venditore di elettrodomestici di un tempo, deve poter evidenziare la bontà del suo prodotto, creandosi un seguito e un consenso.

Una sorta di “commesso viaggiatore” della spiaggia libertina: naturalmente, anche lui del tutto nudo.

 

Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 7°). Nuove figure del libertinaggio: il Venditore di vibratori da spiaggia e il Maestro di NodiIn un altro punto della spiaggia compare un "maestro di nodi" [1], così ho voluto battezzarlo - mai visto prima.

E' un individuo scuro di pelle, capelli neri lunghi, untuosi.

A differenza della totalità dei frequentatori della spiaggia ha indosso un paio di pantalonacci di tuta sportiva neri, sformati e cadenti da tutte le parti, pur essendo a torso nudo.

Ad occhi e croce, come prima impressione, pare davvero un individuo repellente.

Ha con sé una grossa valigia, il cui contenuto è sparso - in parte - sulla sabbia. Al primo sguardo si riconosce tutta una varietà di cime e di funi, di tipo diverso, spesse , sottili, ruvide, e diversamente colorate in rosso, in nero, in bianco.

Il maestro di nodi parlamenta a lungo con una che si era distinta sino a poco prima per aver preso cazzi in bocca ed essersi fatta sditalinare con l'assenso del suo accompagnatore (marito o compagno, non importa): e anche in questo caso con l'assenso del suo “lui”,  finisce con l’accettare le profferte del maestro di nodi e si sposta verso il punto dove giace sulla sabbia il valigione con tutta l'attrezzatura.

Il pubblico si sparge attorno formando una grande cerchio molto più ampio e arioso di quanto non accada durante le scenette di sesso.

C'è abbastanza spazio perché tutti stiano comodamente seduti o sdraiati sulla sabbia: il compagno della tizia è seduto in prima fila, pronto a godersi lo spettacolo che di lì a poco sarà messo in scena.

Il maestro di nodi, come first step, applica una mascherina sul volto della donna, perché non veda nulla di quello che accadrà e che tutto ciò che le capiterà arrivi inatteso.

Poi, scegliendo con cura, le funi prende a legarla in modi fantasiosi: nodi e passaggi di corda sovrabbondanti che strizzano le mammelle, che segano la fica e che costringono le braccia in una posizione scomoda.

Il tutto secondo le regole del bondage[2]: in cui è prioritario che alcune parti sensibili del corpo siano costrette da nodi e legacci e siano ben strizzate, così da inturgidirsi di sangue.

Dopo aver completato una prima serie di nodi (e la differenza di colore delle funi dà un tocco in più alla spettacolarità della messa in scena), il “maestro” comincia a tirar fuori una serie di attrezzi, scudisci, bacchette semirigide e altri dispositivi e ad utilizzarli con abilità.

La donna sta in piedi in una posizione alquanto scomoda per via delle corde che la tirano da tutte le parti e, seguendo gli ordini del maestro di nodi che si trasforma in master di un gioco SM, si mette in ginocchio o quattro zampe.

In ogni caso, appare vieppiù eccitata e ansimante.

L'uomo le gira attorno,  gridandole addosso ingiunzioni e colpendola - imprevedibilmente - nei punti del corpo resi più sensibili a causa del ristagno di sangue indotto dai legacci. Il tutto viene condito da parole oscene.

La donna geme e mugola dal piacere: il suo piacere sembra essere accresciuto dall'imprevedibilità dei colpi.

Ogni tanto ci sono delle pause: il maestro di nodi scioglie le funi e costruisce altri nodi con intrecci ed incroci diversi e ancora più fantasiosi, poi riprende le sue stimolazioni.

Il succedersi degli eventi è lento: tutto avviene con una certa ritualità.

Poi, dopo circa un'ora, lo spettacolo è concluso.

La donna che, nel frattempo, ha avuto diversi orgasmi (almeno così è sembrato) torna a sedersi sulla sabbia accanto al suo compagno.

Ma il gioco non è finito: il maestro di nodi che ora ha assunto definitivamente il ruolo di Master/Dominatore di un gioco SM continua ad esercitare il suo potere che, attraverso gli orgasmi che la donna ha raggiunto, si è accresciuto di enorme misura, mentre nello stesso tempo  il gioco dei nodi e delle scudisciate in modo inversamente proporzionale  aveva fatto sì che la volontà della donna si andasse sempre più eclissando e corrodendo.

Attorno alla donna, distesa sulla stuoia da mare, si è creato a questo punto un piccolo capannello di maschi: il Master dà indicazioni a ciascuno su cosa fare del corpo della donna.

Chi comincia a sditalinarla, chi a palpeggiarla, chi le infila il cazzo in bocca.

Dopo un po' di questo gioco, il maestro di nodi fa un cenno, indirizzato a tutti gli astanti e mormora poche parole eloquenti: E’ giunto il momento! Liberatevi! Venez! Venez!

E tutti, all'unisono, obbedendo all'ordine perentorio (in fondo non aspettavano altro) prendono a masturbarsi e sborrano sulla faccia e sul corpo della donna offerti impudicamente alla loro libidine.

Subito dopo anche la compagna del maestro di nodi, sino a quel momento attenta spettatrice e muta assistente, si offre (sempre seguendo un suo ordine): anche lei, stranamente coperta con un bikini che lascia vedere un grosso seno sontuoso, si scopre le mammelle e stando in ginocchio invita tutti i maschi attorno a lei a eiaculare su di esse e sul suo volto.

 

Anche il maestro di nodi si muove sulla spiaggia alla ricerca di adepti, ma - a differenza dell'uomo con il piccolo vibratore -  lui non vuole vendere niente e non cerca compensi: vuole soltanto esibirsi, mettendo in scena la sua "arte".

A meno che, mostrando la sua abilità, non cerchi ingaggi per partecipare da "animatore" a festini privati.




Cap d'Agde. Oasi di Libertinaggio naturista. Sulle tracce di Houellebecq (Cap. 7°). Nuove figure del libertinaggio: il Venditore di vibratori da spiaggia e il Maestro di NodiNote

[1] Il riferimento è anche al romanzo di Massimo Carlotto (Il Maestro di nodi, Edizioni E/O), in cui l’Alligatore, detective alternativo è sulle tracce di un serial killer che viene indicato con questo appellativo, poiché sottopone le sue vittime a pratiche di bondage estremo.

 

 

[2] Con il termine iglese bondage (che va tradotto con diverse accezioni tra cui schiavitù, soggezione) si indicano un insieme di attività sessuali basate sulle costrizioni fisiche realizzate con legature, corsetti, cappucci, bavagli o più in generale sull'impedimento consenziente alla libertà fisica, di muoversi, di vedere, di parlare, di sentire.

Partendo dal light bondage, ovverosia il legare solo mani e/o piedi, si arriva a forme di annodamento complete, in cui si impedisce ogni movimento alla persona legata (in gergo "sub") e sottomessa ("mummification"), o addirittura impedendogli ogni contatto col terreno ("suspension").

In alcune forme il bondage si è trasformato, dalla pratica sessuale che era e rimane, una forma d'arte apprezzata in fotografia e nelle pitture, soprattutto in Giappone.

Nel praticare il bondage bisogna già avere una certa dimestichezza: le corde possono impedire al sangue di fluire correttamente (talvolta si fa con intenzione, per esempio per rendere doloroso e sensibile il seno femminile). Bisogna sempre controllare e rimuovere le corde non appena gli arti iniziano a sembrare violacei.

Inoltre le corde possono essere posizionate in maniera tale da irritare e infiammare le terminazioni nervose, causando dolori e insensibilità degli arti che possono durare anche a lungo o diventare permanenti (casi limite).

Al bondage viene spesso attribuito anche il breath control, o controllo del respiro, pratica decisamente estrema e pericolosa che può provocare danni cerebrali se usata senza cognizione di causa ed in casi limite anche la morte.

Altro elemento molto importante per salvaguardare la sicurezza del sub è che le pratiche bondage siano consenzienti.

Inoltre, è importante usare con consapevolezza i bavagli: essi possono portare a un affaticamento del respiro con conseguenze serie. Per questo non bisogna mai lasciare da sola una persona legata e imbavagliata quindi incapace di poter agire in caso di pericolo.

Alle volte in associazione al bondage sono eseguite pratiche di dominazione psicologica e giochi sadomasochisti (frustate, pene dolorose, fare solletico) il cui scopo è quello di far crescere nel partner sottomesso il senso di umiliazione. Se il partner dominante non possiede un certo autocontrollo e/o agisce senza cognizione di causa, diventa elevato il rischio di oltrepassare il limite e sfociare in pratiche esclusivamente violente.

Le principali tecniche di bondage possono essere raggruppate in sei diverse categorie:

1. Costrizione di parti del corpo, raggruppate o ristrette fra di loro

2. Separazione o divaricazione di parti del corpo

3. Collegamento di parti del corpo a oggetti esterni, muri o sostegni

4. Sospensione del corpo a soffitti o sostegni

5. Restrizione o modificazione forzata dei normali movimenti del corpo

6. Immobilizzazione completa del corpo (mummificazione), fino alla vera e propria deprivazione sensoriale.

Ognuna di tali figure prevede numerosissime varianti tecniche al suo interno, sia a causa della varietà degli strumenti utilizzati(dal bondage verbale, che consiste nel mero ordine da eseguire, fino all'uso di corde, catene, manette, ganci, camicie di forza e altro ancora), sia a causa delle modalità secondo cui questi strumenti sono disposti e adoperati. In particolare sono note numerose ed elaborate tecniche per la realizzazione di complessi bondage con corde e nodi, tecniche che richiedono un tempo notevole per la loro esecuzione e una certa competenza da parte di chi le realizza; una delle più affascinanti fra queste tecniche è quella del Karada (termine giapponese che indica semplicemente il corpo). L'esecuzione del Karada prevede una totale immobilizzazione del busto e delle braccia, mediante una sequenza molto accurata di passaggi di corda e di nodi, effettuati soprattutto lungo l'asse anteriore e posteriore del corpo, centralmente. Più che una tecnica di immobilizzazione, il Karada può essere utilizzato come preliminare ad altre forme di bondage, ad esempio a una eventuale sospensione. Secondo antichi manoscritti rinvenuti negli scavi di Bam, Persia, si ritiene che la restrizione o modificazione forzata dei normali movimenti del corpo fosse già praticata dai Medi.

 

 

 

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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