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12 gennaio 2016 2 12 /01 /gennaio /2016 07:16
Il Cattivo Fratello. Un romanzo dominato dalle ossessioni filosofiche di Koontz che ne diluiscono gli elementi perturbanti

"Il cattivo Fratello" (sbagliatissimo e fuorviante il titolo italiano che cancella completamente quello in Inglese: "From the Corner of his Eye") appartiene a quel filone dei romanzi di Dean Koontz in cui uno spirito visionario che vuole ipotizzare soluzioni benefiche tali da fare da antidoto al "Male" che pervade il mondo si mescola con l'agire malefico d'un personaggio intensamente psicopatico che, senza fare ricorso a categorie trascendentali, è tuttavia la rappresentazione iconica del Male.
In questa lotta, a far da argine alle azioni malvagie di Enoch "Junior" Cain, narciso sociopatico (ispirato e guidato dalle teorie di Caesar Zedd, un cattivo maestro del pensiero di cui egli è avido lettore), si pone una moltitudine di personaggi che sono - ciascuno in maniera diversa - toccati dal Bene, ab origine del loro essere nel mondo o che ne sono redenti.
Il Bene e la capacità di far del bene, sembra volerci dire Koontz, sono transgenerazionali e si trasmettono, potenziandosi, da una generazione all'altra e, se ci sono dei personaggi che hanno uno speciale "tocco" per il Bene, da loro dipenderà l'attivazione di circuiti virtuosi: il suo sembra quasi esser eun messaggio cristologico.
Per il trionfo del Bene, tuttavia, non basta seguire un'onda inerziale occorre agire di continuo, con grande energia, volizione e dedizione.
Quella del Bene e delle buone pratiche é una cattedrale che si costruisce lentamente, portando ogni giorno una nuova pietra e, sfidando per far questo, forze oscure che sono ostili.
Quello che ci si presenta in questo volume è dunque - con l'ausilio di una miriade di personaggi che vengono a costituire un vero e proprio affresco - un percorso transgenerazionale, con il disegno di un'evoluzione in cui il far bene e produrre buoni risultati alla fine trionfa contro un Male insidioso e altrettanto pervasivo, se lasciato espandersi senza baluardi, un male fatto di persone, di azioni malvagie, ma anche del caso e della necessità - una sorta di Fato oscuro - che produce catastrofi e incidenti in cui muoiono in un attimo centinaia e migliaia di persone.
Una tematica tipica di Koontz che sembra riporre una grande fede nel potere mistico e salvifico di bambini "soterici" che, in altri termini, nascono segnati dal dover assumere un ruolo salvifico.
Ed è forse qui che tuttavia Koontz perde mordente, poiché alla fine - pur attraverso territori di morte e sofferenza - la lezione morale finale è che, se ci si vorrà tutti bene, ci sarà salvezza per tutti. Il Bene esiste in sè, in un empireo, in una serie di mondi alternativi al nostro, ma nello stesso tempo lo si può costruire girono per giorno con le nbuone pratiche.
Lezione morale che, pur adatta al sermone religioso, non è esattamente ciò che si aspetta un lettore di libri horror che desidera rimanere con il cuore attanagliato in una morsa di inquietudine e pervaso da brividi che gli corrono sotto la pelle.

 

Il Cattivo Fratello(Dal risguardo di copertina) Il 6 gennaio del 1965 Enoch Cain e l'amata moglie Naomi fanno un'escursione fra i boschi che li porta su di una torre avvistamento incendi. E' una giornata magnifica. Cain contempla un'ultima volta Naomi, poi la scaraventa giù dalla torre. Qualche ora dopo in ospedale, l'uomo ha il suo primo incontro con il detective Vanadium, un enigmatico individuo che, con una voce stranamente atona, gli comunica che ogni uomo é come una corda nell'immenso strumento del creato. Spezzando quella di Naomi - cioè scegliendo come il suo omonimo cattivo fratello biblico la via dell'assassinio - Cain ha scelto di introdurre una dissonanza che si riverberà su infinite altre corde. In effetti, quello stesso 6 gennaio, in California, Agnes Lampion, la Signora delle Torte, sta andando in clinica a partorire quando un incidente stradale le strappa l'adorato marito Joey. Sempre il 6 gennaio a San Francisco, la giovanissima Seraphim White é ricoverata per le complicanze di una gravidanza, frutto dsi uno stupro. E, mentre i due bambini vengono alla luce, Cain è assalito all'improvvisa dalla terribile certezza che il suo destino, anzi la sua stessa esistenza dipendono da un neonato con un "dono" misterioso... Da quel momento, grazie al magico tocco di Koontz, le melodie di tanti personaggi così distanti si intrecciano sino a generare una vorticosa danza macabra dalle imprevedibili conseguenze. Best-seller N. 1 negli Stati Uniti, un romanzo tanto agghiacciante quanto avvincente. Il nuovo, attesissimo appuntamento con l'autore che riesce sempre a rendere possibile l'impossibile.

"Ogni uomo è come una corda nell'immenso strumento del creato".

Dean Koontz, Il Cattivo fratello (Titolo originale: From the corner of his eye, nella traduzione di Annabella Caminiti), Sperling&Kupfer, 2002.
Edito nel 2000 in lingua originale.

 

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Published by Frammenti e Pensieri Sparsi (Maurizio Crispi) - in Letture
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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