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Ho dormito agitato
Mi sembrava di non dormire
Stavo a rigirarmi nel letto,
inquieto
Cuscino sopra la testa
Cuscino sotto
Cuscino lanciato in aria
Giravolte col cuscino
Giravolte col corpo,
lato destro e lato sinistro
Poi, come spesso capita,
senza accorgermene,
mi sono addormentato
e ho anche sognato
Ero in una città straniera,
assieme ad altri
Ero in una casa
(Qui mi mancano molti dettagli)
Forse cercavo di allestire uno studio professionale
Ma c’erano altri che facevano la stessa cosa
Cercavo di accaparrarmi una stanza che fosse tutta per me, e non era cosa facile proteggersi dalle continue incursioni degli altri
Però, alla fine, ci riuscivo
Arrivavano altri che, invece, erano li per un raduno sportivo
Dovevano sottoporsi ad alcuni test per verificare in quale disciplina fossero maggiormente portati e decidere eventualmente di rimanere per uno stage di perfezionamento e approfondimento delle tecniche correlate a ciascuna disciplina
Mi ritrovavo poi a visitare una parte della città, dove fervevano dei lavori di ristrutturazione di vecchi edifici
Superavo delle transenne ed entravo in un cantiere, passando attraverso un grande portale provvisorio
Avevo il batticuore, perché ero consapevole di varcare la soglia di una proprietà privata momentaneamente incustodita
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I lavori erano ancora in corso, il pavimento grezzo cosparso di frammenti di cemento ed altri detriti
Mi aggiravo per quelle stanze spoglie pervase di sottili polveri fluttuanti nell’aria e mi meravigliavo dell'ampiezza degli ambienti
Poi varcavo una soglia e mi ritrovavo in un enorme spazio, quasi fosse la gigantesca navata di una chiesa, solo che il pavimento dal punto dove mi trovavo io sino all’abside in fondo e lontana era inclinato di 45°: io mi trovavo nel punto più in basso e dunque l'abside sembrava lontana e irraggiungibile, quasi fosse all'apice di una ripide piramide azteca
Mi chiedevo: cosa ci vorranno mai fare qua?
Incontravo uno, il quale mi diceva che i nuovi proprietari contavano di organizzare qui, in questo immenso spazio declive, dei concerti per i propri ospiti, con l'orchestra e i musicanti (ed eventualmente anche i cantanti) situati nel punto più elevato
Io replicavo che mi pareva poco pratico mettere l’orchestra o i musicanti in corrispondenza dell’abside, poiché gli spettatori convenuti non avrebbero mai potuto usufruire adeguatamente della musica in quanto si sarebbero trovati più in basso dell’orchestra e, com’è noto, i suoni tendono a propagarsi verso l’alto e salire verso il cielo
Il mio interlocutore misterioso non ribatteva davanti a queste mie argomentazioni
Poi mi ritrovavo di nuovo fuori, all’aperto, ritrovandomi a sospirare di sollievo perché nessuno mi aveva arrestato per via della mia sfrontata intrusione
Camminavo di nuovo per visitare ancora la città, ma cominciava a piovere intensamente e mi mettevo a correre, per evitare di bagnarmi troppo: mi imbattevo in alcuni conoscenti con i quali - a passo gagliardo - andavamo alla ricerca di un riparo
Intanto parlavamo dei futuri raduni atletici e sportivi che si sarebbero tenuti in queste città, incuranti della pioggia battente che ci inzuppava
Incontravo un conoscente, seduto al tavolo di una trattoria da quattro soldi che buttava giù due bocconi
Si lamentava con me perché ero stato io a consigliargli questo posto (ma non ne avevo memoria) e perché vi si mangiava da schifo
C’erano dei pezzi di pizza, più che altro degli scarti senza guarnizione, che erano stati lasciati da canto in un piatto e li adocchiavo, perché sentivo una certa fame e avrei voluto divorarli
Mi pareva male prenderli, tuttavia e così rimanevo con il languorino
Dissolvenza
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