Questo scrissi un anno fa circa
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Soffia il vento
a raffiche
Porta via i pensieri
come sabbia fine
o volute di fumo impalpabile
Anch'io vengo trascinato via
da un mulinello improvviso
e mi ritrovo a vagare
nel mondo dei ricordi
più lontani,
cercando un senso,
il bandolo d’una matassa
ingarbugliata e indistinta
Da dove sono partito?
Quali vie ho percorso
per arrivare dove sono arrivato?
Perché ho fatto alcune scelte
e non altre?
Mi rendo conto
che, a volte, seguiamo alcune strade
e non altre
per conformismo,
per comodità,
per mancanza di un sogno
o di una visione
Spesso decidiamo di andare
lungo la strada che molti altri imboccano,
(ci uniamo al gregge, insomma)
illudendoci d’esser liberi e autonomi
Rinunciamo a costruirci la nostra strada,
una via che sia unica e irripetibile
perché fatta a nostra misura
Andiamo avanti,
seguendo altri,
facendo quello che riteniamo
essere il nostro dovere
Si aprono opportunità,
facciamo delle scelte,
scendiamo da un tram,
saliamo su di un carro diverso,
poi cambiamo di nuovo
È più che altro il Caso
a governare le nostre scelte
Poi, a posteriori,
ci costruiamo su
un racconto mitologico,
l’epica delle origini,
per dare ordine al Caos
e per dare un senso generale
al percorso che abbiamo seguito,
introducendo magari
la retorica del “Volli, volli sempre,
fortissimamente volli”
In realtà, abbiamo governato
ben poco la nostra rotta
Solo il Caso è stato padrone assoluto
delle nostre pseudo-scelte
che poi la nostra narrativa
ha trasformato in Necessità,
in ineluttabile, ineludibile, Destino
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