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1 agosto 2025 5 01 /08 /agosto /2025 06:07
Pollo arrosto cotto allo spiedo (foto tratta dal web)

Prossimo all’addormentamento dopo un ricco e appagante banchetto a base di pollo arrosto assieme a Gabriel, ho fatto queste associazioni di ricordi del lontano passato
Mio padre era goloso di pollo arrosto
Si mangiava tutto il mangiabile, persino le cartilagini
Io, da piccolo, ero titubante (come ora, del resto) nel seguire il suo esempio
Mi affannavo a spolpare il mio pezzo, usando forchetta e coltello, ma rimanevano sempre brandelli di carne (e le cartilagini) attaccati alle ossa
Mio padre mi diceva allora: Dammi qua, ci penso io!
E in quattro e quattr’otto ripuliva tutto quanto
Poi mi diceva, indicando ossa e ossicini perfettamente ripuliti: Vedi? Così si fa!
Era il suo un modo selvatico, burbero e vorace di mangiare il pollo, usando generosamente mani, dita e denti, senza timore di ungersi e sporcarsi
C’era in lui - credo - anche l’urgenza di insegnarmi qualcosa, in modo rude e non sofisticato
E, infatti, poi aggiungeva: Si vede che non hai fatto la guerra!
In effetti, non avevo mai patito la fame
Non ho mai imparato a rosicchiare ben bene la carcassa del pollo
Penso sempre che mio padre, guardandomi dal luogo dove si trova (dovunque esso sia) continui a disapprovare il modo in cui io mangio il pollo arrosto, giungendo alla conclusione di non avermi insegnato nulla, sotto questo profilo
Ma così è
Eppure il pollo arrosto mi piace tantissimo, proprio perché mangiarne mi porta sempre a pensare a mio padre e a rivederlo con gli della mente mentre si dá da fare a spolpare voracemente e con sistematicità quel pollo

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30 luglio 2025 3 30 /07 /luglio /2025 18:22
polpette di carne da me cucinate (Foto di Maurizio Crispi)

Come dirla?
Ieri, sono stato preso da una voglia Irrefrenabile di polpette di carne
E quindi, trovandomi al supermercato, un vassoietto di polpette di carne di manzo appena preparate dall’addetto al reparto macelleria
Benché si debba sempre procedere con prudenza davanti alla carne trita già pronta e optare piuttosto sull’opzione di farsela macinare al momento, le ho prese
Appena arrivato a casa, me le sono preparate, sentendo già un profluvio di acquolina in bocca
Quando sono state pronte, io e mio figlio ce le siamo sbavate (no! Volevo dir sbafate!): Gabriel, addirittura, se n’è servite ben cinque!
Mentre degustavamo la nostra pietanza, ho lasciato la fiamma al minimo sotto la casseruola, per far sì che un ulteriore periodo di cottura nel sughino che si era formato le rendesse ancora più morbide per un consumo successivo il giorno dopo (come si fa nella preparazione della carne al ragù)
Abbiamo finito di mangiare e s’è fatto il tempo di andare a dormire 
Attorno alla mezzanotte, mi sono svegliato e ho sentito un pervasivo odore di polpetta nella stanza da letto che è, nella planimetria della casa, all’estremità opposta rispetto alla cucina 
Mi sono detto: è mai possibile? È possibile che la cottura di ieri abbia determinato un simile strascico di odori?
Preso da un atroce dubbio e ancora mezzo intontito dal sonno, sono andato in cucina a controllare e sì!
Purtroppo… C’era il fornello acceso sotto la pignatta in cui avevo preparato quelle squisite polpette: ma rimaneva ben poco di loro: soltanto la parte superiore, mentre quella inferiore era già totalmente carbonizzata, assieme  a quel delizioso sughino
Ahimè!
Il sogno di poter mangiare nuovamente quelle polpette nel pranzo di oggi era miserevolmente svanito
Me ne sono ritornato a letto profondamente dispiaciuto, ma anche rassegnato
Ripiombato nel sonno più profondo, ho fatto un sogno consolatorio in cui partecipavo ad un banchetto in cui venivano servite polpette cotte in molti modi diversi e condite con i più squisiti intingoli

Meatballs! Meatballs! Meatballs!
E il mondo intero si trasformava in un'unica, gigantesca polpetta

Questa è la mia piccola storia quotidiana di oggi

Dite la vostra che ho detto la mia!

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28 luglio 2025 1 28 /07 /luglio /2025 19:17
In the Sun

Mulinelli di foglie secche e aghi di pino
si animano
si dissolvono
e si rianimano
in una danza pigra
Nugoli di polvere
si levano dal terreno disseccato

Il sole volge al tramonto

Nel nuovo giorno che ci attende
stuoli di macellai
armati di motoseghe
abbatteranno alberi secolari

Maurizio Crispi (28 luglio 2025)

In the Sun

Nella luce radente dell’ultimo sole
due camminano in bici,
affiancati,
un padre e un figlio
attraverso un parco deserto
I viali rivestiti da un letto di foglie morte
che crocchiano sotto le ruote,
o saltano in su
per poi ricadere lente
in nuove configurazioni
L’aria è infuocata
benché ci si avvicini alla sera
Qualcuno ha dimenticato
un enorme phon acceso

Maurizi Crispi (25 luglio 2025)

Immagine elaborata da ChatGPC (19 luglio 2025)

Immagine elaborata da ChatGPC (19 luglio 2025)

Il sole fuori picchia
come un maglio
La luce stessa é opprimente
Tutto pervade, abbacinante 
e non c’è scampo dalla sua morsa
Mi sento privo di forze
Abbandonato su uno scomodo divano bitorzoluto, 
sto

Mi sento pesante
Pesante e lento

Ho sognato
Ero in un posto, ospite
Era stata una bella permanenza,
solo alcuni giorni, 
ma li avevo avuto la mia stanzetta,
con le mie cose e i miei giochi
(o forse c’era anche un bambino con me)
Adesso era giunto 
il tempo di partire e quello dei commiati 
Inesorabile tempo,
assillante
Avrei voluto rimanere,
ristare
ma la vita che è severa maestra
voleva diversamente
Aveva sancito la partenza e la separazione

Nel giardinetto posteriore della casetta
trovavo, abbandonati per terra, degli adesivi,
alcuni a forma di croce,
ed altri devozionali
Li raccoglievo premuroso 

Per farne che?

Non so!

Dissolvenza

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27 luglio 2025 7 27 /07 /luglio /2025 19:50
Il fico. Com'era buono (foto di Maurizio Crispi)

Devo partire tra non molto e dovrei affrettarmi a preparare il mio bagaglio
Prima di andare, esamino la stampa d’un documento importante che ho scritto poche ore prima
C’è qualcosa che non va 
Occorre limarlo 
Occorre fare delle correzioni 
All’inizio, penso che siano cose da poco 
Mi rendo conto poi che il lavoro di revisione è piuttosto grosso e consistente e che il documento definitivo sta sempre più assumendo la fisionomia di un campo di battaglia (adesso, tutto pieno di freghi, di rimandi, di correzioni a bordo pagina è del tutto impresentabile)
Penso che sia opportuno accedere ad un computer per riguardare il documento direttamente a video  
Sorgono immediatamente due problemi:
trovare l’accesso ad un PC;
rinvenire la chiavina USB dove avevo memorizzato il documento .word
Vado alla ricerca di ambedue le cose

Mi ritrovo, stranamente, del tutto ignudo
Ma, apparentemente, in casa ci sono solo io  
Niente di grave, dunque! 
¡No hay problema!
La mia priorità è aggiornare il documento! 
Vado nella stanza, dove dovrebbero esserci le mie cose 
Qualcuno, sapendo che di lì a poco, sarei dovuto partire e pensando di fare cosa a me gradita, già aveva predisposto la borsa
La apro e comincio a cercare 
Niente di peggio, quando tu hai bisogno di trovare qualcosa nel tuo bagaglio che è stato preparato da qualcun altro con criteri totalmente diversi da quelli che avresti usato tu! 
Infatti, mi ritrovo a dovere tirare fuori dalla borsa - un item appresso l’altro - tutto il suo contenuto e della chiavina manco l’ombra
Nel mentre, mentre compio queste ricerche freneticamente (sono in una stanza da letto) vengo colpito da una forte sonnolenza 
Mi distendo sul letto in mezzo a tutto l'armamentario tirato fuori dalla borsa, come se avessi appena finito di tirare fuori dal magico gonnellino di Eta Beta ogni sorta di cose) e sprofondo in un sonno profondissimo durante il quale sognavoto che dovevo scrivere un documento e che non riuscivo a trovare la chiavina USB dove memorizzarlo
Facevo allora una ricerca frenetica per tutta la casa, senza risultati
La casa era altrimenti deserta
Non un’anima in giro
Sul tavolo della sala da pranzo, qualcuno aveva abbandonato uno Smart Phone che riproduceva della musica country, molto piacevole
Le tende erano agitate dal vento caldo che penetrava a refoli attraverso i battenti della finestra appena socchiusi
Aprivo persino il frigorifero, immaginando che qualche burlone avesse potuto cacciare la mia chiavina lí dentro 
Con le dita incerte, ravanavo persino  nel contenuto di un cestino pieno di fichi, raccolti poco prima 
Uno di essi mi rimaneva appiccicato alle dita fruganti
Niente chiavina, però 
Guardavo sconsolato il fico turgido che mi era rimasto attaccato alle dita
Un improvviso interesse si risvegliava in me
Dimenticavo del tutto la chiavina e lo addentavo
Mmmmmm! 
Com’era buono!
Zuccherino e morbido al punto giusto!
Dimenticavo ogni mia preoccupazione e decollavo verso un regno di pura estasi, mugolando di piacere

Dissolvenza
             

La chiave invisibile
[elaborazione ChatGPC]


 

Dormiente (elaborazione ChatGPC)

Entrò nella stanza senza far rumore. La porta si richiuse alle sue spalle con il lieve sospiro del legno vecchio, quasi a volerlo trattenere. Lì dentro, ogni cosa era immobile, come se lo spazio fosse rimasto in attesa, in un silenzio teso e rispettoso. Su una sedia, ai piedi del letto, c’era la borsa.
Non sua.
Qualcuno — sapeva chi, anche se non voleva ammetterlo — l’aveva preparata per lui. Una premura, forse, ma anche un atto di controllo, come se il suo viaggio non gli appartenesse fino in fondo.
Aprì la borsa con gesto incerto. Dentro, tutto era ordinato secondo logiche estranee: maglie piegate con cura eccessiva, oggetti scelti con criteri misteriosi, piccoli sacchetti trasparenti che custodivano… nulla che cercasse. Cercava una cosa soltanto: la chiavina, una di quelle minuscole memorie USB da cui dipendeva, per motivi oscuri anche a lui stesso, il senso del viaggio.
Le dita rovistavano, sempre più rapide, sempre più nervose. Ogni oggetto estratto diventava una piccola frustrazione. Tirò fuori tutto: un paio di calze arrotolate, una torcia spenta, una saponetta ancora incartata, un libro che non aveva mai letto, un cucchiaino (di chi? Perché?), un fazzoletto con iniziali non sue.
E della chiavina, niente.
Il letto, intanto, lo attirava come una riva quieta dopo un naufragio. Una stanchezza improvvisa, come se ogni fibra del suo corpo sapesse che la ricerca era vana. Si lasciò cadere tra gli oggetti sparsi, in un disordine che sembrava un campo di battaglia interiore.
Il pensiero della chiavina svanì, inghiottito da un sonno denso, assoluto.
E mentre il mondo esterno si dissolveva, gli oggetti sulla coperta sembrarono animarsi di vita propria. Un cucchiaino che luccicava come un indizio. Un libro che sussurrava nomi. Un fazzoletto che odorava d’infanzia.
Forse la chiavina non era mai esistita. O forse era dentro di lui, custodita in qualche piega segreta della memoria.
Ma ora dormiva. E nel sonno, finalmente, tutto era al suo posto.

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24 luglio 2025 4 24 /07 /luglio /2025 06:27
É stata una grande emozione ritrovarmi a remare dopo tanti anni, lo scorso 11 luglio 2025, e, soprattutto,  averlo fatto assieme a mio figlio Gabriel. Devo dire che nel giro di pochi istanti ho rivissuto delle sensazioni intense ed inimmaginabili (l'immagine è stata elaborata da ChatGPC e illustra il brano che segue)

É stata una grande emozione ritrovarmi a remare dopo tanti anni, lo scorso 11 luglio 2025, e, soprattutto, averlo fatto assieme a mio figlio Gabriel. Devo dire che nel giro di pochi istanti ho rivissuto delle sensazioni intense ed inimmaginabili (l'immagine è stata elaborata da ChatGPC e illustra il brano che segue)

Ero su di un pontone
al centro di un’area portuale
Da qui venivano calate
imbarcazioni di canottaggio d’ogni tipo
Altre venivano ritirate su
per mezzo di un argano
Io non scendevo mai in mare
Semplicemente, supervisionavo
Dirigevo il traffico
Evitavo che si verificassero incroci
e sovrapposizioni
Ero insomma, nella cabina di regia
Avrei voluto scendere a vogare anch’io,
ma non lo facevo mai

Maurizio Crispi (20 lugio 2025)

In bici affiancato dal cagnone Black (elaborazione ChatGPC)

Ho sognato molto
Questo frammento è l’ultima parte di questo mio vivido sognare

Andavo in bici (la mia bici, non v’erano dubbi)
Black, il mio grosso cane nero del Klondike,
trottava fiero al mio fianco,
legato al guinzaglio che tenevo a bandoliera per sicurezza
(nella realtà non ho mai portato Black così
per timore che mi faccia cadere:
non l’ho mai addestrato a questo, insomma)
Ma qui, nel sogno, era tutto perfetto
Facevamo un lungo percorso di strade e stradine
Poi arrivavamo in un punto in cui c’era un’adunanza di gente ciarliera e festosa
Capivo che era in corso una gara podistica
Vedevo infatti i corridori con il pettorale indosso sfilare
E poi tanta gente intorno ad incitarli
Notavo tra gli spettatori il mio amico corridore di vecchia data e compagno di trasferte podistiche, Armandó, che era in piedi tra gli spettatori
Ero indeciso se fermarmi a salutarlo, ma poi proseguivo nella mia traiettoria, senza appalesarmi

Pedalavo e avevo una precisa consapevolezza dell’azione muscolare
Erano momenti di grande intensità

Tutto qui

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22 luglio 2025 2 22 /07 /luglio /2025 11:32
Danzando verso la fine del mondo (elaborazione ChatGPC)

Vedo ogni tipo di desolazione
attorno a me

Negozi che chiudono
Saracinesche abbassate per sempre
Punti di riferimento abituali
irrevocabilmente persi
Detriti abbandonati,
rifiuti immondi e scartoffie,
gabbiani e altri uccellacci
che si pascono di fetidi resti,
il caldo implacabile e opprimente,
gli incendi continui e devastanti,
i venti che sollevano nugoli di polvere
e che diffondono aeree pestilenze
fanno il resto

A tutto questo degrado 
fanno da contraltare
la follia carnascialesca,
la movida,
l’eccitazione e l’accelerazione senza limiti

Siamo al collasso
e ci arriveremo danzando
come quelli che, al concludersi del primo millennio,
aspettavano la fine del mondo, 
in armonia con le profezie,
e anziché chiudersi in ritiri da anacoreti
banchettavano e danzavano,
lasciandosi andare ad ogni tipo di eccesso

Oggi sembrano essere 
tutti immemori e insensibili

Non c’è più il senso dell’imminente catastrofe
e nemmeno la ricerca ossessiva d’ominosi segni

I più giovani, oggi,
sono incuranti dei presagi
e danzando 
fumando
sniffando
inebriandosi
vanno avanti come stolti
a passo lesto e dissennato
verso l’abisso

E se loro precipitano,
per i vecchi e i vegliardi
non c’è più speranza

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21 luglio 2025 1 21 /07 /luglio /2025 07:15
Io e il piccolo di leopardo (elaborazione ChatGPC)

Ho dormito come un ghiro
per tutto il pomeriggio

Mi sentivo davvero spossato 
e privo di forze

Ho sognato che ero con Black, 
il mio grosso cane nero 
Stranamente, lo portavo in giro libero,
senza guinzaglio 
(e di solito non lo faccio mai
E poi nel cortile di casa
c’era in giro un grosso cagnone fulvo
Non succedeva nulla
Nessun attacco da parte del Black,
nessuna incomprensione
Dopo poco,
assolto l'obbligo
di qualche annusata di cortesia
e per la reciproca conoscenza
Black e il cagnone fulvo
cominciavano ad esibirsi
in corse a perdifiato
e in complicati ghirigori di danza 
Era bello vedere l’intrecciarsi 
dei loro movimenti, 
il fulvo e il nero,
contrapposti e sovrapposti
come lo yin e lo yang

Poi mi ritrovavo al coperto, 
in un sotterraneo 
E qui c’era un leopardo ancora cucciolo
Mi pareva una vecchia conoscenza
e ricordavo allora che già in passato
lo avevo incontrato questo leopardino
e lo avevo accudito
Solo che poi me ne ero dimenticato
Gravissima colpa!
Qualche buon samaritano 
lo aveva però nutrito
Infatti, in un canto, c’era un grosso scolapasta bianco
pieno di resti di cibo
Il leopardino evidentemente mi riconosceva
e mi è venuto incontro festoso e giulivo
ed io, mollando qualsiasi riserva
lo prendevo in braccio, 
quasi fosse un bimbo desideroso di tenerezze
C'erano nel leopardino, feeling e fiducia,
ma anche affettuoso abbandono
Quasi quasi, sentivo la vibrazione delle fusa
Quindi riprendevo a camminare
con la bestiolina abbarbicata 
e i due cani davanti a me
sempre a rincorrersi, instancabili

Volevo tornare a casa

Entravo nel caseggiato 
lungo il quale avevo camminato 
e facevo per entrare in un ascensore
che avevo adocchiato
Ma uno mi diceva: "L’ascensore
é solo per la redazione del giornale
che é al terzo piano!"

E per andare al secondo piano?
Facevo io
Quello allora mi rispondeva: 
"Per il secondo piano 
c’è da fare tutto il giro dello stabile 
che è vasto come il Cremlino 
all’incontrario per poi entrare passando 
da un altro portone
Da lì potrai salire le scale
e poi percorrendo lunghi corridoi
arriverai a casa
"
Mi incamminai sempre con il leopardo sottobraccio,
tranquillo e compunto
Arrivavo ad un grande ingresso monumentale e fastoso
che pareva l’entrata ad un museo
Sarà una scorciatoia, pensavo
E mi infilavo, 
benché fosse quasi ora di chiusura
Ero totalmente stremato
Non vedevo l’ora di arrivare a casa
per offrire al leopardo
un degno pasto,
dopo tanto tempo a base di resti non proprio salubri
Salivo delle scale e mi ritrovavo
all’interno d'un appartamento, 
enorme quanto una reggia 
e con ampi spazi loftiani 
simili a navate
Ero un po’ spaesato e stordito
Spiegavo alla coppia che lì viveva
(ambedue si mostravano molto comprensivi,
a dire il vero e non avevano fatto una piega
per via della mia improvvisa irruzione
)
quale fosse il mio problema 
(ero sempre con il piccolo leopardo
avvinghiato a me come fossimo tutt'uno
)
E loro dicevano che sì,
da casa loro
c’era una comunicazione per arrivare alla mia abitazione,
un passaggio segreto,
molto antico, poi dimenticato,
ma loro sapevano dove si trovava, 
ne conoscevano l'esatta ubicazione
Mi conducevano sino al punto preciso
C’era in effetti un passaggio
Era un camino verticale
stretto ed impervio
Avevo delle difficoltà a passare
con il leopardito in braccio
Lo lasciavo libero di procedere da solo,
ma lui non era più capace
di saltare e arrampicarsi,
come effetto dell'essere stato in braccio
per tutto questo tempo
8effetto di rammollimento
e della perdita di capacità neuromotorie)
Conversavo allora con i padroni di casa,
lodando la bellezza
e l’ampiezza del loro appartamento

Lui mostrava di conoscermi bene da tempo
ma io non avevo memoria di quando
ci fossimo incontrati

Dissolvenza

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21 luglio 2025 1 21 /07 /luglio /2025 07:09
Black out e lampare (Elaborazione ChatGPC)

Mi alzo nella notte
per ritrovarmi nell’oscurità più totale
Un black-out!
Mi muovo a tentoni
nella casa buia
attento a non far rumori, 
a non inciampare
Apro la porta esterna
con l’urgenza di svuotare la vescica
Non c’è tempo
per arrivare a tastoni sino al bagno
Anche fuori, il buio è quasi assoluto
La corrente è andata via 
tutt’attorno
I riferimenti abituali
sono stati inghiottiti dalle tenebre,
luci che punteggiano il mio terreno,
luci dei vicini,
luci del paesello poco distante,
di cui di solito s’intravede il bagliore,
tutto mancante
Rivolgo lo sguardo al mare
e lì sono colpito da una visione rara
Decine di luci palpitano come stelle:
e sono le lampare dei pescatori
Poco sopra la loro linea scintillante 
è da poco sorta dall’orizzonte una falce di luna
(gobba a levante)
la cui luce fioca
traccia un riflesso sul mare immoto
É un momento di pace e quiete assoluta

Tutto sembra essere
in perfetto equilibrio

Poi la corrente elettrica ritorna,
e quella magia sospesa
si dissolve

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18 luglio 2025 5 18 /07 /luglio /2025 07:09
Sonno inquieto (ChatGPC)

Ho dormito agitato

Mi sembrava di non dormire
Stavo a rigirarmi nel letto,
inquieto
Cuscino sopra la testa
Cuscino sotto
Cuscino lanciato in aria
Giravolte col cuscino
Giravolte col corpo,
lato destro e lato sinistro
Poi, come spesso capita,
senza accorgermene,
mi sono addormentato
e ho anche sognato

Ero in una città straniera,
assieme ad altri
Ero in una casa
(Qui mi mancano molti dettagli)
Forse cercavo di allestire uno studio professionale
Ma c’erano altri che facevano la stessa cosa
Cercavo di accaparrarmi una stanza che fosse tutta per me, e non era cosa facile proteggersi dalle continue incursioni degli altri
Però, alla fine, ci riuscivo
Arrivavano altri che, invece, erano li per un raduno sportivo
Dovevano sottoporsi ad alcuni test per verificare in quale disciplina fossero maggiormente portati e decidere eventualmente di rimanere per uno stage di perfezionamento e approfondimento delle tecniche correlate a ciascuna disciplina
Mi ritrovavo poi a visitare una parte della città, dove fervevano dei lavori di ristrutturazione di vecchi edifici
Superavo delle transenne ed entravo in un cantiere, passando attraverso un grande portale provvisorio
Avevo il batticuore, perché ero consapevole di varcare la soglia di una proprietà privata momentaneamente incustodita

 

Tra le rovine (Elaborazione ChatGPC)

I lavori erano ancora in corso, il pavimento grezzo cosparso di frammenti di cemento ed altri detriti
Mi aggiravo per quelle stanze spoglie pervase di sottili polveri fluttuanti nell’aria e mi meravigliavo dell'ampiezza degli ambienti
Poi varcavo una soglia e mi ritrovavo in un enorme spazio, quasi fosse la gigantesca navata di una chiesa, solo che il pavimento dal punto dove mi trovavo io sino all’abside in fondo e lontana era inclinato di 45°: io mi trovavo nel punto più in basso e dunque l'abside sembrava lontana e irraggiungibile, quasi fosse all'apice di una ripide piramide azteca
Mi chiedevo: cosa ci vorranno mai fare qua?
Incontravo uno, il quale mi diceva che i nuovi proprietari contavano di organizzare qui, in questo immenso spazio declive, dei concerti per i propri ospiti, con l'orchestra e i musicanti (ed eventualmente anche i cantanti) situati nel punto più elevato
Io replicavo che mi pareva poco pratico mettere l’orchestra o i musicanti in corrispondenza dell’abside, poiché gli spettatori convenuti non avrebbero mai potuto usufruire adeguatamente della musica in quanto si sarebbero trovati più in basso dell’orchestra e, com’è noto, i suoni tendono a propagarsi verso l’alto e salire verso il cielo
Il mio interlocutore misterioso non ribatteva davanti a queste mie argomentazioni
Poi mi ritrovavo di nuovo fuori, all’aperto, ritrovandomi a sospirare di sollievo perché nessuno mi aveva arrestato per via della mia sfrontata intrusione
Camminavo di nuovo per visitare ancora la città, ma cominciava a piovere intensamente e mi mettevo a correre, per evitare di bagnarmi troppo: mi imbattevo in alcuni conoscenti con i quali - a passo gagliardo - andavamo alla ricerca di un riparo
Intanto parlavamo dei futuri raduni atletici e sportivi che si sarebbero tenuti in queste città, incuranti della pioggia battente che ci inzuppava
Incontravo un conoscente, seduto al tavolo di una trattoria da quattro soldi che buttava giù due bocconi
Si lamentava con me perché ero stato io a consigliargli questo posto (ma non ne avevo memoria) e perché vi si mangiava da schifo
C’erano dei pezzi di pizza, più che altro degli scarti senza guarnizione, che erano stati lasciati da canto in un piatto e li adocchiavo, perché sentivo una certa fame e avrei voluto divorarli
Mi pareva male prenderli, tuttavia e così rimanevo con il languorino

Dissolvenza

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4 luglio 2025 5 04 /07 /luglio /2025 11:01
Piante di Ficus Microcarpa capitozzate in tempo non adeguato (foto di Maurizio Crispi)

Ho appreso da una lettera inviata dall’amministratore del condominio dove abito che, alla fine del mese di giugno, sarebbero venuti dei giardinieri per mettere a posto il giardinetto d’ingresso
Per far ciò, avrebbero dovuto potare - così diceva lettera- le piante di ficus che contornano il giardino
Si tratta di piante vigorose che, sopravvissute a potature selvagge negli anni precedenti, erano ricresciute a dare ombra, frescura e protezione ai nidi di uccelli.
Io e altri del condominio, abbiamo ribadito che non è questo il momento di fare la potatura dei ficus , adducendo le motivazioni più sensate che, cioè, non si procede a potatura quando la pianta è in piena fase di vegetazione, che - sfrondando le chiome e riducendole all’osso, si leva l’ombra preziosa particolarmente d’estate e che si disturbano gli uccelli quando sono in fase di nidificazione.
L’amministratore ha ribattuto: “No, non dovete preoccuparvi! I giardinieri mi hanno assicurato che sarà una potatura leggera”. 
Insomma, non c’è stato verso di convincerlo a dilazionare quest’operazione ad un momento più opportuno
Puntualmente, il 30 giugno, come annunciato, è arrivata la squadra dei giardinieri che, in realtà, si sono rivelati essere dei portatori selvaggi armati di motoseghe 
Il risultato della loro giornata di lavoro è stato devastante e credo che le fotografie che ho scattato possano illustrare molto bene la loro devastante azione 
Questi ignoranti hanno persino eliminato le radici pensili che a fatica stavano raggiungendo il terreno e che sarebbero diventate un’importante elemento di stabilizzazione degli alberi 
Dicendo le cose con il loro nome - e senza infingimenti - non si è trattato di una potatura “leggera”(una parola a dir poco mistificatoria e menzognera), bensì di una capitozzatura selvaggia, tanto per cambiare
Ovviamente il giardinetto non è stato sistemato, ma in più il terreno è ora disseminato dei detriti dell’encomiabile opera di questi giardinieri ignoranti 
Ringrazio vivamente il nostro amministratore condominiale per avere proceduto comunque, malgrado i nostri tentativi di dissuasione

 

Buongiorno!
Esiste un regolamento del verde che prevede da legge il rispetto della nidificazione.
Se si dovesse riverificare un episodio del genere bisogna scrivere una PEC al Comune ed una all'amministratore del condominio, ricordando gli obblighi che abbiamo verso la fauna.
Pubblichiamo questa lettera con foto annesse.
Inoltre l'amministratore in quanto tale é un rappresentante delle volontà dei proprietari, non uno che decide di testa sua.
Non abbassiamo la guardia su questi episodi sicuramente deleteri per le piante.
E non solo.
Le piante con le loro fronde abbassano la temperatura al suolo.
Quindi l'amministratore non ha sicuramente ben interpretato il proprio ruolo.

SOS Emergenza Alberi Palermo

(Redazione ANCI, 22 aprile 2025)

Ambiente e territorio:
nidificazione avifauna e gestione verde urbano,
indicazioni per i Comuni

L’Associazione Lipu è disponibile a fornire maggiori informazioni e materiali

Il periodo della nidificazione, per gran parte delle specie, dura da marzo fino a luglio-agosto (i mesi di maggiore attività riproduttiva degli uccelli sono aprile-maggio-giugno). In questo periodo dell’anno si segnalano alcune indicazioni per una corretta programmazione delle potature, nell’ambito della complessa gestione del verde urbano, finalizzate a perseguire l’esigenza di tutelare la fauna e in particolar modo l’avifauna,  necessaria per  il mantenimento della biodiversità  e per contribuire anche al benessere psico-fisico delle persone.  A  questo riguardo,   preme evidenziare in via generale che una potatura corretta, che non altera significativamente la chioma delle alberature, può essere già considerata rispettosa della avifauna.  La legge N.  157/92, con particolare attenzione alla delicata fase biologica della riproduzione, in recepimento di direttive e convenzioni internazionali, tra cui la Direttiva Uccelli (2009/147/CE) ricorda l’importanza di tutelare l’avifauna, pur consentendo motivate deroghe (art. 9 della citata Direttiva).
Gli abbattimenti e le potature di alberi e siepi potrebbero comportare la distruzione dei nidi degli uccelli e dei relativi habitat, si rammenta il parere Ispra (Prot. 53526 del 11 ottobre 2021).
Da notare che gran parte dei nidi sono difficilmente rilevabili anche da ornitologi esperti, poiché molti di essi sono piccoli e nascosti nella vegetazione, oppure sono allestiti all’interno di piccole cavità nel tronco e nelle branche

Questo scrissi nel 2022, al termine di un'operazione di pulizia selvaggia del giardinetto condominiale.
Ero molto sconfortato nell'osservare gli effetti di tale azione indiscriminata

Maurizio Crispi

Facciamo il deserto!
La filosofia del new gardening degli ignoranti
alberi condominiali capitozzati (foto di Maurizio Crispi)

(01.06.2022) In primavera capita spesso di camminare
tra nuvole colorate e profumate
Talora i profumi sono così intensi che si pensa di poter svenire
da un momento all'altro
E' davvero una meraviglia!
Non sono soltanto i cromatismi delle fioriture
e i loro profumi sontuosi,
ma anche la profusione di tutte le sfumature di verde

Eppure, ci sono quelli che
di questa bellezza opulenta
non ne capiscono proprio niente,
come gli addetti alla pulizia
del mio giardinetto condominiale
che, per incarico dell'amministratore,
hanno proceduto ad un diserbaggio selvaggio e radicale delle aiuole
levando, assieme alle erbe infestanti,
tutte le piante
- alcune di crescita spontanea -
che avessero una valenza ornamentale

Tutto cancellato in un sol colpo
i nastrini
le lantane cresciute a partire da semi portati dagli uccelli
un Ibisco selvatico venuto su spontaneo
Un alberetto simile a quelli che fiancheggiano la via
(forse uni albero delle lanterne cinesi),
pure lui nato da un seme erratico

Tutto andato, in un sol colpo,
e il bellissimo giardinetto verdeggiante
s'è trasformato in un deserto desolato,
brullo
Davvero sconfortante!

Cosa non può l'ignoranza delle persone!
L’azione d'estirpare erbe spontanee e selvatiche
dovrebbe essere sostenuta, in verità,
da alcune linee guida

Non sono tutte da eliminare, le piante spontanee
Ce ne sono alcune che dovrebbero essere lasciate,
rispettate, se è possibile,
non solo per la loro bellezza
e la particolarità delle fioriture
ma anche per la loro utilità
o per il semplice fatto che possono
essere di compagnia alle piante "utili"

Insomma, questa pulizia selvaggia
è un classico esempio di come
per levare l'acqua sporca del bagno
si manda via nello scarico
anche il bambinello

E' così che vanno le cose,
ahimé

Assistiamo sempre più spesso all'abbattimento di esemplari arborei importanti, apparentemente senza alcun motivo: la cosa lascia vieppiù sorpresi quando simili scempi vengono perpetrati dalle Amministrazioni comunale che dovrebbe agire piuttosto in senso contrario e ciò nella direzione della tutela del verde pubblico, che è uno dei più preziosi patrimoni di cui disponiamo, soprattutto in questi tempi grami di crisi climatiche. Ciò in parte discende da scelte governative...

Maurizio Crispi (8 aprile 2026)

Il Governo Italiano continua a favorire il taglio degli alberi indebolendo le norme di salvaguardia per foreste e alberi monumentali
Un emendamento al decreto-legge n. 104/2023 coordinato con la legge di conversione n. 136/2023 "Decreto Asset" modifica il Codice del paesaggio e amplia le aree di "notevole interesse pubblico" dove gli alberi potranno essere tagliati senza l'autorizzazione paesaggistica della Sovrintendenza. Secondo Fratelli d'Italia si tratterebbe solo di una "semplificazione normativa".
Anche se nell' aprile 2023 Giorgia Meloni all'inaugurazione del Salone del Mobile, a Rho Fiera diceva, parlando di una cornice legislativa "che rendesse il settore arredo indipendente, coniugando sostenibilità ambientale ed economica: "Puntiamo a una filiera legno-arredo 100% made in Italy"

Contributo di Silvia Fiore (su facebook)

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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