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Prossimo all’addormentamento dopo un ricco e appagante banchetto a base di pollo arrosto assieme a Gabriel, ho fatto queste associazioni di ricordi del lontano passato
Mio padre era goloso di pollo arrosto
Si mangiava tutto il mangiabile, persino le cartilagini
Io, da piccolo, ero titubante (come ora, del resto) nel seguire il suo esempio
Mi affannavo a spolpare il mio pezzo, usando forchetta e coltello, ma rimanevano sempre brandelli di carne (e le cartilagini) attaccati alle ossa
Mio padre mi diceva allora: Dammi qua, ci penso io!
E in quattro e quattr’otto ripuliva tutto quanto
Poi mi diceva, indicando ossa e ossicini perfettamente ripuliti: Vedi? Così si fa!
Era il suo un modo selvatico, burbero e vorace di mangiare il pollo, usando generosamente mani, dita e denti, senza timore di ungersi e sporcarsi
C’era in lui - credo - anche l’urgenza di insegnarmi qualcosa, in modo rude e non sofisticato
E, infatti, poi aggiungeva: Si vede che non hai fatto la guerra!
In effetti, non avevo mai patito la fame
Non ho mai imparato a rosicchiare ben bene la carcassa del pollo
Penso sempre che mio padre, guardandomi dal luogo dove si trova (dovunque esso sia) continui a disapprovare il modo in cui io mangio il pollo arrosto, giungendo alla conclusione di non avermi insegnato nulla, sotto questo profilo
Ma così è
Eppure il pollo arrosto mi piace tantissimo, proprio perché mangiarne mi porta sempre a pensare a mio padre e a rivederlo con gli della mente mentre si dá da fare a spolpare voracemente e con sistematicità quel pollo
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