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Mi alzo nella notte
per ritrovarmi nell’oscurità più totale
Un black-out!
Mi muovo a tentoni
nella casa buia
attento a non far rumori,
a non inciampare
Apro la porta esterna
con l’urgenza di svuotare la vescica
Non c’è tempo
per arrivare a tastoni sino al bagno
Anche fuori, il buio è quasi assoluto
La corrente è andata via
tutt’attorno
I riferimenti abituali
sono stati inghiottiti dalle tenebre,
luci che punteggiano il mio terreno,
luci dei vicini,
luci del paesello poco distante,
di cui di solito s’intravede il bagliore,
tutto mancante
Rivolgo lo sguardo al mare
e lì sono colpito da una visione rara
Decine di luci palpitano come stelle:
e sono le lampare dei pescatori
Poco sopra la loro linea scintillante
è da poco sorta dall’orizzonte una falce di luna
(gobba a levante)
la cui luce fioca
traccia un riflesso sul mare immoto
É un momento di pace e quiete assoluta
Tutto sembra essere
in perfetto equilibrio
Poi la corrente elettrica ritorna,
e quella magia sospesa
si dissolve
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