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Vedo ogni tipo di desolazione
attorno a me
Negozi che chiudono
Saracinesche abbassate per sempre
Punti di riferimento abituali
irrevocabilmente persi
Detriti abbandonati,
rifiuti immondi e scartoffie,
gabbiani e altri uccellacci
che si pascono di fetidi resti,
il caldo implacabile e opprimente,
gli incendi continui e devastanti,
i venti che sollevano nugoli di polvere
e che diffondono aeree pestilenze
fanno il resto
A tutto questo degrado
fanno da contraltare
la follia carnascialesca,
la movida,
l’eccitazione e l’accelerazione senza limiti
Siamo al collasso
e ci arriveremo danzando
come quelli che, al concludersi del primo millennio,
aspettavano la fine del mondo,
in armonia con le profezie,
e anziché chiudersi in ritiri da anacoreti
banchettavano e danzavano,
lasciandosi andare ad ogni tipo di eccesso
Oggi sembrano essere
tutti immemori e insensibili
Non c’è più il senso dell’imminente catastrofe
e nemmeno la ricerca ossessiva d’ominosi segni
I più giovani, oggi,
sono incuranti dei presagi
e danzando
fumando
sniffando
inebriandosi
vanno avanti come stolti
a passo lesto e dissennato
verso l’abisso
E se loro precipitano,
per i vecchi e i vegliardi
non c’è più speranza
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