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11 marzo 2013 1 11 /03 /marzo /2013 08:31

Qué será será... Uno dei refrain che mia madre canticchiava quando era con meQuando ero piccolo piccolo, ma proprio piccino, la mamma spesso mi canticchiava una canzoncina il cui refrain era Qué será será// Qui vivra, verra.
Poi, più avanti negli anni, scopersi che la canzone, faceva parte della colonna sonora di un bellissimo film di Hitchcock (L'uomo che sapeva troppo, del 1956), in cui un bambino viene rapito ai suoi genitori e, alla fine, la sua salvezza dipenderà proprio da questa canzone che lui aveva imparato a cantare dalla sua mamma (che gliela cantava). I genitori, coinvolti nella sua ricerca, ad un certo punto mentre sono sempre più disperati, sentono la voce del bimbo intonare la canzone e lo salvano.
Questa scoperta diede ricchezza al ricordo del refrain che mi canticchiava mia madre.
Ma ancora più forza la conquistò in seguito, quando alla luce della storia del film, divenne in fondo per me uno degli elementi di fondazione di quella che è stata definita la "base sicura", quella sorta di fondamento solido che consente ad un bimbo piccolo di crescere avendo delle certezze di sicurezza e di stabilità, degli ancoraggi, insomma.

Aveva un senso che la mamma mi canticchiase questa canzone, perchè aveva possedeva un che di consololatorio e di salvifico per entrambi, forse aveva in qualche modo delle qualità "magica". In più, appartreneva, in qualche misura, ad una dimensione di rapporto privato ed esclusivo tra me e la mamma.

Quando ascoltavo questa canzone ero preso sempre da un'intensa commozione e talvolta scoppiavo in lacrime.
Poi, nel corso del tempo, questa reazione si è stemperata, e piuttosto si accendono in me intense emozioni, accompagnate però da una vennatura di maliconia e tristezza.

Ecco quello che segue è il testo francese della piccola canzone, quello roiginale (ne esistono versioni anche in Inglese).
 

 

 

Qué será será
Qui vivra, verra
Dans le berceau d'un vieux château
Une promesse vient d'arriver
Une princesse toute étonnée
A qui l'on vient chanter :
Qué será será
Demain n'est jamais bien loin
Laissons l'avenir, venir
Qué será será
Qui vivra, verra 
On vit grandir et puis rêver
La jeune fille qui demandait :
"Dis-moi ma mie si j'aimerai"
Et sa maman disait :
Qué será será
Demain n'est jamais bien loin
Laissons l'avenir, venir
Qué será será
Qui vivra, verra 
Quand vint l'amant de ses amours
La demoiselle lui demanda :
"M'es-tu fidèle jusqu'à toujours ?"
Et le garçon chanta :
Qué será será
Demain n'est jamais bien loin
Laissons l'avenir, venir
Qué será será
Qui vivra, verra
Qué será será


 




 

 

Ed ecco la stessa canzone cantata da Doris Day nel film di Hitchcock, L'uomo che sapeva troppo.


 

 

 


 

 

 


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Published by Maurizio Crispi - in Ricordi
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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