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11 gennaio 2013 5 11 /01 /gennaio /2013 16:35

la-migliore-offerta locandina film(Maurizio Crispi) La migliore offerta (un film di Giuseppe Tornatore, 2012) nasce da un vero e proprio "soggettone" scritto dallo stesso Tornatore e pubblicato come romanzo breve da Sellerio alla fine del 2012.
Dai due personaggi chiave del romanzo, Virgil Oldman e Claire, intuiti da Tornatore già da parecchio tempo (quasi come due icone) è nato, prima, il romanzo e solo successivamente il film, l'uno intimamente vincolato all'altro.
Il romanzo, nato cronologicamente prima, è stato pubblicato quando il film era stato ultimato e messo in distribuzione nelle maggiori librerie, poco dopo l'uscita del film nelle sale cinematografiche.
Per questo stretto e singolare gemellaggio, le vicende narrate nell'uno e nell'altro sono praticamente coincidenti e sovrapponibili.
La lettura del romanzo dopo la visione del film consente al lettore una chiarificazione maggiore di alcuni temi, come anche - viceversa - vedere il film dopo avere letto il romanzo non toglie nulla al piacere della visione, se non la sorpresa e il disvelamento del gioco ad incastro di una trama abile e perfetta (il lettore conosce già gli esiti della vicenda).
Detto questo, il film rappresenta indubbiamente un momento alto nella poetica cinematografica di Tornatore, avvcinandola di molto a temi quasi hitchkochiani.
Ovviamente, non si può dire molto delle evoluzioni della trama, perchè altrimenti si correrebbe il rischio di rovinare il piacere della sorpresa e dei punti di svolta.
Virgil è un sessantenne rigido, prigioniero delle sue abitudini rigide ed inderogabili: svolge un lavoro come abile battitore d'aste ed è considerato un fine intenditore di oggetti d'antiquairato e di opere d'arte, motivo per cui viene frequentemente consultato per fare delle valutazioni.
La fredda compostezza di cui è intessuta la sua esistenza cede soltanto davanti alla sua sconfinata ammirazione per il sorriso e lo sguardo femminile, così come vengono ritratti in modo multiforme nelle opere pittoriche di obni epoca e di ogni stile, di cui è collezionista a tema.
Nella sua abitazione, fredda e silenziosa come un eremo a cui a nessuno è consentito l'accesso se non al personale della servitù, Virgil di tanto in tanto si ritira in un Sancta snactorum, un'enorme stanza sicura come una cassaforte dove custodisce un'inestimabile collezione di ritratti pittorici femminili, a cui ogni tanto aggiunge un pezzo: lì si ritira in contemplazione solitaria, lasciando scorrere lo sguardo su volti, occhi, labbra, inccarnati. E' il suo modo di amare le donne: in modo virtuale.
Virgil é a suo modo un fobico del contatto diretto con chicchesia e con qualsiasi cosa: indossa sempre dei guanti di cui ha una sconfinata collezione, un piao per ogni stagione, per circostanza, per ogni abbinamento.
La sua vita ordinata e ipercontrollata riceve una scossa quando viene contattato telefonicamente dalla misteriosa Claire che lo convoca nella sua dimora per dare avvio ad una valutazione degli oggetti e delle opere d'arte contenute nella dimora.
Dopo i primi approcci telefonici e dopo le prime baruffe scaturenti dal conflitto tra due esistenze ipercontrollanti e ipercontrollate, Virgil scopre che Claire, agorafobica, da molti anni non esce più da un appartamento in cui vive pressocché blindata, all'interno della grande dimora gentilizia dei suoi genitori.
Lo stesso anziano portiere che ha in custodia la casa dichiara di non averla mai vista di presenza.
Per Virgil, insidiosamente, cambia tutto: in qualche misura le sue fobie si incontrano con l'agorafobia di Claire.
Scattano dei meccanismi che, da un lato, fanno pensare al tema di "Io ti salverò" (1945) o anche a quello più tardo di "Qualcosa è cambiato" (1997).
Si seguono gli sviluppi di una vicenda che parrebbe una storia d'amore salvifica per entrambi i personaggi, verso quello che pare una soluzione a lieto fine, scontata e banale e, forse, per alcuni versi, deludente.
Ma di più, a questo punto, non si può dire, se non che la vicenda asssune di colpo delle inaspettate connotazioni noir che spiazzano lo spettatore, mettendo tutto in discussione.
E, in questo doppio registro, Tornatore mostra di essere un grande regista, capace di manovrare con abilità un eccellente cast di attori tutti americani.
L'ambientazione, come quella del romanzo, è in un'imprecisata città mitttelweuropea tra Trieste e Vienna, come tiene a precisare lo stesso Tornatore: e molte delle location prescelte per il film sono state triestine, di una città italiana, ma profondamente mitteleuropea nelle sue atmosfere.
L'unica ambientazione certa è la Piazza dell'Orologio di Praga, dove in certo qual modo si conclude la vicenda in una dimensione onirica e surreale (se non delirante, come risultato di una mente - quella di Virgil - che ha smarrito i suoi riferimenti ordinari e che vive ormai in una dimensione allucinata).
E, ovviamente, il film come il romanzo racconta una vicenda sulla falsificazione nell'arte e sulla falsificazione nell'amore: come c'è qualche cosa di vero nell'opera d'arte abilmente falsificata, così anche nelle vicende d'amore che sembrano profondamente sincere e radicate nel cuore si cela inatteso il germe della falsificazione.




Scheda film
Regia: Giuseppe Tornatore.

Interpretit: Geoffrey Rush, Jim Sturgess,  Sylvia Hoeks, Donald Sutherland, Philip Jacksonn Dermot Crowley, Liya Kebede, Maximilian Dirr, Miles Richardson, Katie McGovern, Gerry Shanahan, Sean Buchanan, Lynn Swanson, Kiruna Stamell, Brigitte Christensen, Anton Alexander, Sylvia De Fanti, Jay Natelle, Laurence Belgrave, Rajeev Badhan, Patricia Meglio
Titolo originale The Best Offer
Genere drammatico
Durata: 124 minuti
Italia 2012. - Warner Bros Italia
Uscita martedì 1 gennaio 2013


Vai al trailer



La migliore offerta. Copertina del volume edito da SellerioGiuseppe Tornatore, La migliore offerta, Sellerio 2012.
(Dal risguardo di copertina). In una imprecisata città del centro Europa Virgil Oldman, eccezionale intenditore d’arte, battitore d’aste con una passione per i dipinti femminili e l’ossessione del collezionismo, conduce una esistenza agiata e tranquilla. L’ingranaggio perfetto di una vita monotona viene messo in subbuglio dall’incontro con una ragazza. Da questo momento la vita di Virgil muterà.
Questo racconto che combina una storia d’amore con un’atmosfera da thriller e che ha la tessitura di un giallo classico, costituisce il soggetto del film La migliore offerta.
Un sessantenne esperto d’arte e battitore d’aste di grande fama, è un cuore gelido, l’unico affetto è quello che prova per gli sguardi scrutanti dei volti femminili della sua segreta e inestimabile raccolta di ritratti. Una giovane donna non esce di casa da anni, nessuno ha più visto il suo volto e vive circondata d’ombre, servita da un anziano portiere. L’incontro tra i due avviene in vista della vendita del patrimonio artistico contenuto nell’antico palazzo ereditato da lei. E tra di loro comincia un gioco torbido e insieme speranzoso che si potrebbe chiamare passione o liberazione.
Introducendo questo suo racconto, da cui viene il film La migliore offerta, il regista Giuseppe Tornatore racconta che nei suoi appunti riposavano da tempo «la figura di una ragazza molto introversa, che viveva reclusa in casa per paura di camminare lungo le strade e mischiarsi in mezzo agli altri» e «un uomo impegnato in un mondo che mi ha sempre attratto, quello dell’arte e dell’antiquariato, un battitore d’aste con la mania dei guanti». Due personaggi isolati che non toccavano la solidità di una storia, fin quando non accadde che, grazie al fluido misterioso della creatività, queste due figure iniziarono a interagire e «una volta innestate l’una nell’altra, la vicenda della ragazza agorafobica e quella del battitore d’aste hanno miracolosamente originato la completezza narrativa che da anni inseguivo e non trovavo».
Da cui l’impulso a scriverne una versione letteraria, prima del film e per rafforzarsene l’immagine: un «soggettone», cioè un vero e proprio racconto. E il regista premio Oscar ci guida al finale sorprendente e feroce col genio del maestro raccontatore di storie, che colora la trama di una tonalità brunastra, quasi visibile, da racconto gotico di taglio classico, inchinandosi con lo sguardo su particolari che caricano di enigma i tempi dell’attesa e la curiosità del dopo.
«Si potrebbe definire, una storia sull’arte intesa come sublimazione dell’amore, ma anche sull’amore inteso come frutto dell’arte». E va aggiunto: una storia sulla falsificazione.


tornatore1-300x217.jpgNota biografica del regista e autore. Nato a Bagheria, Giuseppe Tornatore (1956) esordisce nel cinema con Il camorrista del 1986. Il pieno riconoscimento internazionale giunge con Nuovo Cinema Paradiso, del 1988, di cui è anche soggettista e sceneggiatore, premio Oscar 1990 per il miglior film straniero. Sono seguiti altri film di successo, distribuiti a livello mondiale.
Con questa casa editrice ha pubblicato, oltre a La migliore offerta (2012), le sceneggiature di Nuovo Cinema Paradiso (1990) e Baarìa (2009)
.

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Published by Maurizio Crispi - in Cinema
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

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