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12 gennaio 2013 6 12 /01 /gennaio /2013 08:14

gonzo-hunter-s.-Thompson.jpgCon la parola "Gonzo" si intende, originariamente, uno stile di ripresa fotografica, cinematografica o di qualunque altra produzione multimediale nella quale l'autore della ripresa, regista o creatore, sia coinvolto nell'azione piuttosto che esserne un osservatore passivo e, in qualche misura, "esterno".
il "gonzo", così inteso, riporta ad un lungo dibattito tra gli antropologi, traghettato poi con Popper nella metodologia della scienza: il dibattito tra osservazione partecipante e osservazione distaccata di un qualsiasi evento, presumendo che non si può descrivere un contesto di interelazioni umane (o animali) senza in qualche misura interferire con esso e, dunque, modificarlo.
prendendo atto di ciò, gli antropologi più evoluti hanno finito con il codificare, come metodo di lavoro vero e proprio, la cosiddetta "osservazione partecipante".

Analogamente per giornalismo "gonzo" si intende uno stile di approccio alla notizia o al tema che porta a scrivere i "pezzi" soggettivamente, includendo spesso lo stesso reporter come parte della storia con l'utilizzo della narrazione in prima persona (anzichè quella impersonale, più comunemente utilizzata e, in genere, richiesta).

 

La parola "gonzo"  fu utilizzata per la prima volta nel 1970 per describere un articolo di Hunter S. Thompson che è stato uno dei più noti collaboratori della mitica rivista "Rolling Stone", del quale sono disponibili in italiano diverse traduzioni antologiche dei migliori scritti, oltre che di un romanzo autobiografico di grande successo, Paura e disgusto a Las Vegas, in seguito tradotto in film per la regia di Monthy Pithon); successiivamente, dallo stesso Thompson, che finì con il diventare una specie di mito vivente del giornalismo americano tanto da autobattezzarsi Dr Gonzo, lo stile "gonzo" venne reso molto popolare. La storia giornalistica di Thompson è stata di recente rappresentata in un film documentario del 2008, di cui lo stesso Johnny Depp è stato co-produttore (Gonzo: The Life and Work of Dr. Hunter S. Thompson ).

Da allora, il termine venne indicato per indicare una serie di applicazioni artistiche e mediatiche fortemente plasmate dalla soggettività dell'autore.

Il giornalismo "gonzo" tende a  dare maggiore maggiore risalto allo stile rispetto all'accuratezza e spesso utilizza  esperienze personali ed emozioni per creare un contesto all'argomento o all'evento oggetto della trattazione.
Del pari, non prende in considerazione (o addirittura mostra di disprezzare) la rifinitura  del prodotto da pubblicare preferita dai mezzi di stampa e puntaand ad un approccio più grezzo e sanguigno.
Uso di citazioni, sarcasmo, humor, esagerazioni e iperboli sono comuni figure retoriche, ampiamente utilizzate dai giornalisti "gonzo".

In altri contesti "gonzo" ha preso a significare "con totale abbandono," o, più ampiamente, "estremo." .

Una delle marionette di Jim Henson, create da Dave Goelz, fu battezzata "Gonzo the Great".

 

Il Gonzo nella pornografia. Il termine "gonzo" si riferisce a  film pornografici che sono realizzati dagli stessi partecipanti e, in quanto tali,  sono privi di qualsiasi intreccio e di qualsiasi traccia di sceneggiatura, di daloghi, focalizzandosi esclusivamente sulla ripresa di azioni sessuali. In queste produzioni, sovente lo stesso cineoperatore o il regista prendono parte all'azione, parlando agli attori, o partecipando come attori (performanti) essi stessi. Analogamente, gli attori (figuranti o performanti) sono liberi da copioni da recitare o interpretare.

paura e delirio a las vegas - Locandina del filmIl regista non riprende una recitazione, ma un evento reale (un "happening") che si sviluppa in presenza della telecamera.

Si potrebbe dire che è la presenza stessa dell'occhio della telecamera a creare l'evento, così come nell'orgia è l'occhio del partecipante (che, contemporaneamente, osserva e agisce, ponendosi nel doppio ruolo di spettatore/attore) a dar vita all'evento.

L'obiettivo di questa attività è coinvolgere al massimo lo spettatore, terminale ultimo della produzione, trasferendolo direttamente nel bel mezzo dell'evento, dandogli l'impressione di un forte senso di realtà delle scene, piuttosto che di finzione (per questo motivo nelle riprese dei gonzo porn è prediletta la handy-cam rispetto alla tradizionale - e ingombrante - videocamera). Analagomente, in molti film del circuito cinematografico normali per dare l'idea della concitazione della sequenza e della "presa diretta" della secena, senza alcun filtro in post-produzione, si usano - come scelta stilistica deliberata -  la videocamera a spalla o addirittura la handycam.

Si tratta di una tecnica che trae origine da un analogo genere teatrale nel quale si cerca di abbattere la barriera ideale che separa gli attori dallo spettatore.

Quella della handycam maneggiata da uno dei figuranti, a cui però nei set fa da contraltare la ripresa di uno o più "tecnici" con videocamera più sofistificata, è anche una scelta "economica" che, essendo ben adattabile ad attori ed attrici semiprofessionisti o non professionisti, consente di abbattere i costi della produzione.

Nel gonzo, solitamente, non c'è alcuna trama, mentre costumi e scenografia non hanno una particolare rilevanza.

Gli attori e le attrici fanno sesso in modo non tradizionale (a volte sino al bizarre), e per questo decisamente spettacolare.

Nel montaggio finale del film il regista ed i tecnici tendono a non accorciare le scene, operando il minor numero possibile di tagli.

A partire dagli anni Novanta uno dei registi più rappresentativi del genere è stato il francese Pierre Woodman, insieme all'americano Seymore Butts.

gonzo-the-muppet.jpgAlcuni registi, come l'americano John "Buttman" Stagliano che è considerato il creatore del genere con i film della serie "Buttman" (o come, a seguire, il nostrano Rocco Siffredi che, dopo essere diventato - a detta dei critici del settore - uno dei maggiori attori del porno sulla scena internazionale, si è dato alla regia e alla produzione autonoma)  sostengono che nelle trame del gonzo c'è anche una storia da narrare e che è un errore presumere che in questo tipo di film manchi del tutto l'intreccio narrativo.


A causa della sua crescita esplosiva  a partire dalla metà degni anni Novanta del secolo scorso,  il gonzo ha conquistato una popolarità "mainstream", abbassando notevolmente i costi di produzione, proponendosi come un prodotto economico e facilmente realizzabile in qualsiasi contesto, indubbiamente concorrenziale nel mercato del porno e rendendo più facile l'acquisizione di notorietà ad un vasto pubblico a figuranti provenienti dal mondo amatoriale; è stato così che prodotti cinematografici diversi nel settore della pornografia sono stati etichettati come "gonzo".

Oggi, molte compagnie producono film "gonzo" con eccellente illuminazione scenica, ottima qualità delle riprese e del suono, capi di abbbigliamento e lingerie utilizzati dalle figuranti di raffinata fattura e sovente griffati, oltre che assolutamente pregevoli per la magnificenza delle ambientazioni utilizzate (frequentemente abitazioni di lusso e ville strepitose con piscine e giardino, in altri casi superbi scenari paesaggisti nel caso di "gonzo" in the open air di produzione statunitense, come ad esempio il noto "Porno Escondido", ambientato in scenari messicani di grande bellezza).

Una caratteristica che tutti i film del genere condividono, tuttavia, è l'enfasi molto grande sull'intensità (e quasi iperattività) delle performance sessuali rappresentate e il fatto che la tipologia di gonzo più avanzata si sta evolvendo con l'inclusione di azioni sessuali estreme e di "nicchia" (rispetto ai gusti dello spettatore medio del prodotto filmografico porno), in modo molto più spinto di quanto non faccia il film porno più tradizionale.
Senza tener conto delle tecniche di ripresa e del coinvolgimento diretto del regista nelle scene di sesso, un fim gonzo ha molto più "sesso" di un tradizionale film per adulti con contenuti sessualmente espliciti: le scene di sesso del gonzo durano molto più a lungo (meno preamboli, più interazioni, con riprese che hanno durate esasperanti, e che si protraggono ben oltre il momento della eiaculazione dei partner maschili che nel porno classico rappresenta il punto di stop di una singola interazione e ne rappresenta - per così dire - la "prova della verità") sino a - a volte - oltre i 30-40 minuti.

 

Le differenze tra il gonzo porn e il genere porno "feature". Nel gonzo-porn la videocamera viene collocata nel bel mezzo dell'azione, dal momento che uno o più dei partecipanti sono impegnati in contemporanea a riprendere e a compiere azioni sessuali, rifuggendo dal mettere in atto la usuale separazione tra troupe e figuranti/attori, come caratteristica del porno e, più in generale, del cinema convenziali. Il gonzo porn è stato influenzato nelle sue origini dalla pornografia amatoriale e tende a fare un uso molto limitato delle riprese a pieno campo e del corpo intero e, in misura più massiccia, di quelle a distanza ravvicinata (si veda a questo riguardo il coosiddetto "reality porno" che predilegae, nelle sue riprese, il dettaglio anatomico scorporato da tutto il resto). Il lavoro diretto ed immediato della videocamera "libera" include sovente riprese a breve distanza dei genitali (con una predilezione per il membro maschile quasi ripreso in macro, a differenza del porno pù tradizionale, in cui non mancano delle scene d'insieme e degli stacchi tra una scena e l'altra. Nel gonzo porn sovente vengono eliminati anche i preamboli.

I film "gonzo sono uno dei maggiori filoni della pornografia contemporanea: l'altro può essere definito come il tipo "feature" le cui produzioni si propongono - anche attraverso l'utilizzo di un copione-canovaccio, di dare rilevanza a porno-attrici molto richieste e trattate come star, mentre gli uomini il più delle volte sono ridotti al semplice rango di figuranti.
Alcuni dei film "feature" possono essere clasificati come soft porn (essendo realizzati in modo tale che espungendo le scene più spinte, rimane comunque un film erotico da immettere nella grande distribuzione e da destinare ad un pubblico fatto di coppie desideroso di fruire di pellicole erotiche appena un po' più spinte), a differenza del gonzo che è sempre appartenente allo stile "hard".
I feature - secondo la definizione di un produttore specializzato in questa tipologia di porno - "...non mostrano agli spettatori soltanto uomini e donne che scopano, ma si preoccupano di di mostrare perchè lo fanno".

Il perchè delle azioni sessuali nel gonzo scompare definitivamente, sacrificato sull'altare della rappresentazione iper-realistica dell'eccesso che è poi la stessa molla che spinge alcuni individui ad immergersi voluttuosamente  nell'orgia e nel partouze.



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Published by Maurizio Crispi - in Cinema
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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

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