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8 ottobre 2013 2 08 /10 /ottobre /2013 12:09

Il giorno del battesimo di Gabriel Babacino(Maurizio Crispi) Non sempre è possibile scrivere delle cose che ci emozionano intensamente, non subito almeno.
Il 6 ottobre 2013, si è svolta la cerimonia del battesimo di Gabriel Babacino, nella chiesa della Martorana di Palermo.
Siccome la famiglia Crispi è di origini albanesi (arberesh, si fdovrebbe dire più correttamente), anche per lui - come è stato per il mio primogenito Francesco - è stato celebrato il battesimo con il rito bizantino, come del resto era stato per me e mio fratello.
Nel corso del pomeriggio dello stesso giorno, mi sono ritrovato a guardare le foto sia della cerimonia, sia del piccolo rinfresco che avevamo organizzato presso il Bar Garibaldi in via Paternostro (vedi che coincidenza: in questa occasione, Garibaldi ha reincontrato un Crispi, anzi molti Crispi...).
Avrei voluto scrivere qualcosa a commento delle foto, ma così a caldo non mi è riuscito.
Probabilmente, questa "incapacità" è stata la riprova di ciò che ho scritto nell'incipit di queste mie riflessioni.
Le emozioni erano state forti ed intense.
E non si potevano ridurre immediatamente nell'alveo di un racconto.
Dovevano in qualche modo sedimentare.
Mentre indugiavo, mi sono ricordato di quando feci un viaggio in Nepal.
In quella circostanza - come in altre - tenevo un diario di viaggio, in cui annotavo ogni giorno i luoghi che visitavo, i loro nomi, ma anche le mie sensazioni e i fatti/incontri più memorabili.
Ma un unico giorno rimase nella mia agenda di viaggio, come uno spazio bianco.
Non potei scriverci nulla, nello stesso giorno e nemmeno nei giorni successivi.
Mi ero recato a visitare Pashu Patinath che, con il suo immenso tempio induista, è la località di Katmandu dove si svolgono le cerimonie funebri, dal momento che le costruzioni, i templi, i ghat sono stati costruiti lungo il fiume Bagmati le cui acque, dopo un lungo viaggio, si riversano nel Gange che è il fiume sacro degli Induisti.
Il giorno del battesimo di Gabriel BabacinoLì si svolgevano le cerimonie funebri, ardevano le pire, mentre i resti di cenere e di ossa, assieme al riso delle offerte votivew, venivano poi spazzati nel fiume.
Corpi ricoperti da bianchi giacevano sulle gradinate che scendevano verso il fiume, in attesa del rito funebre.
Sadhu totalmente nudi, dai bruni corpi ossuti e capelli e barba stopposi vagavano tra i fumi delle pire.
Madri allattavano i propri piccoli.
Ecco, fu proprio questo a colpirmi, oltre all'odore acre della legna bruciata e all'odore persistente di carne arrosto, a cui fuori dal contesto semplicemente alimentare non siamo mai preparati: una commistione inseparabile di morte e di vita, in una celebrazione della circolarità dell'esistenza.
I miei due compagni di viaggio non ebbero l'animo forte e, dopo poco, mi dissero che tornavano in albergo.
Io, invece, rimasi per tutto il giorno e, soltanto all'imbrunire, me ne andai.
Volevo assorbire l'atmosfera di quel luogo il più a lungo possibile.
Volevo che ogni fibra del mio io potesse impregnarsi di queste molecole vaganti nell'aria e che riportavano all'idea del ciclo interminabile di morti/rinascite.
Alla fine, me ne andai, un po' stordito, un po' inebriato, indubbiamente cambiato.
Ma quella pagina della mia agenda di viaggio rimase vuota.
Un vuoto più cogente ed intenso di quasiasi annotazioni io avessi potuto scrivervi.
Così è stato questo giorno di battesimo.
Il giorno del battesimo di Gabriel BabacinoL'esperienza della famiglia riunita è stata forte ed intensa.
Io, Maureen e Babacino, in questo primo evento fondante, eravamo tutti assieme.

Ma c'era anche Francesco, il mio figlio maggiore, nelle vesti di padrino, assieme alla mia cara amica Anita, madrina.
E poi c'è stato l'avere accanto mio fratello e tanti altri rappresentati della mia famiglia allargata, sia dal lato materno sia da quello paterno.
E molti altri amici.
Il rito bizantino mi ha commosso particolarmente - come sempre del resto -, sia perchè è nella tradizione della famiglia, ma soprattutto per la sua intensità.
La commozione e le emozioni forse scaturivano - o erano generate - dalla presenza di un gruppo di cantori che, con le loro voci, facevano da contrappunto a quelle dei sacerdoti.
Ma anche il fatto che non vi fosse un solo officiante, ma tanti, ciascuno dei quali svolgeva una funzione diversa e che, con le sue azioni e le sue preghiere, conferiva al rito profondità e spessore, in un contesto polifonico.
La profondità e l'energia delle voci salmodianti, assieme all'oro e all'indaco dei mosaici e al bianco abbagliante degli stucchi, creavano un vortice di energie, di calore e di vibrazioni che ascendevano verso l'alto.
I suoni e la luce, i fumi dell'incenso assieme alle vibrazioni delle campanelline che risuonavao ad ogni movimento del turibolo, si intrecciavano assieme in una tessitura unica e mi portavano a librarmi verso l'alto.
Dal battesimo di mio figlio, non ricordavo assolutamente che la cerimonia sarebbe stata lunga.
Alcuni hanno avvertito che tutto il rito sia stato troppo lungo e faticoso: ma io non ho sentito questo, anzi avrei desiderato che potesse protrarsi ancora molto a lungo.
Come quando capita di leggere un libro molto bello o di vedere un film straordiriamente ben fatto e, quando ci si rende conto che si sta per giungere alla loro fine, uno vorrebbe avere altro tempo, eludere il confronto con il congedo dai quei personaggi  da quelle situazioni.
Ecco, avrei voluto che la cerimonia si protraesse a lungo e ogni suo nuovo piccolo capitolo era per me fonte di meraviglia.
E poi, tutto è finito e, in un certo modo, siamo ritornati alla dimensione normale dell'esperienza e dell'esistenza.
E ci siamo ritrovati tutti assieme nel luogo convenuto pe bere e mangiare qualcosa tutti assieme, con la rituale distribuzione dei confetti, che Anita aveva fatto confezionare da una sua amica.
Il giorno del battesimo di Gabriel BabacinoNon mi dilungherò sulle tante cose che ci aveva detto Papas Cuccia, due giorni prima, in un incontro a cui partecipavano anche padrino e madrina, sui molteplici significati religiosi del battesimo.
Certo è che il battesimo, nel rito bizantino, possiede, una sua grande funzione mistica con la quale un nuovo essere umano viene posto in contatto con la Trinità consustanziale.
Ma, oltre a quest'aspetto, c'è da prendere in considerazione la funzione sociale del battesimo.
Come ci diceva Papas Cuccia, in molte realtà della Sicilia, un bimbo finchè non è stato battezzato è soltanto un "armaluzzo" e solo dopo il battesimo, acquisito lo statuto di "cristianeddu", entra a pieno titolo nella società.

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Published by Maurizio Crispi - in Note di diario
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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

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