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21 dicembre 2022 3 21 /12 /dicembre /2022 08:43
Joyce Carol Oates, Mistery, Inc., Timecrime, 2022

Mistery, Inc. di Joyce Carol Oates (nella traduzione di Sarà Bilotti), pubblicato da Timecrime (Fanucci - Collana Crimini di carta) nel  2022, è un racconto fulminante che ha come oggetto i libri e la voglia smodata di possedere non solo singoli libri, ma anche intere biblioteche e librerie:
Questa piccola perla si inscrive nella collana Crimini di Carta, varata da Timecrime nel 2022, sviluppando due temi che sono quello dell’ossessione di possedere libri (in questo caso l’oggetto della predazione sono negozi di libri nella loro interezza) e quello delle biblioteche stregate. I due temi si intersecano tra loro. Molto rimane nel non detto e il lettore - secondo una regola che vale per tutti i racconti scritti ad arte - può e deve immaginare il resto, sviluppando a suo piacere - con la sua fantasie - alcuni tratteggi narrativi.
Si fronteggiano due personaggi, uno - il narratore che - con lo pseudonimo di Charles Brockden e indossando baffi posticci - si presenta alla libreria Mistery, Inc. per perpetrare un suo progetto scellerato e tale Aaron Neuhaus, proprietario della libreria stessa. 
Abbiamo quindi due diversi campi di forze, nel cui confronto tutto si sbilancia per via dell’intervento di imprevedibili fattori. Aaron Neuhaus scalza il "ladro di librerie" dal suo ruolo di narratore e diviene lui il narratore di una storia che si spinge indietro nel tempo per ben tre generazioni di librai
Quello che avrebbe dovuto essere il piano perfetto ideato dal sedicente Charles Brockden (tra l'altro autore di un classico della narrativa mistery) fallisce (apparentemente).
Il lettore viene condotto per gradi ad un finale perturbante, in cui tuttavia tutto rimane indecidibile e come sospeso. Sarà il lettore stesso a dover colmare le lacune, a suo piacimento, a partire dalle suggestioni che fornisce la traccia narrativa.
La maestria del racconto consiste, appunto, nel non dire tutto esplicitamente e nel lasciare alcune cose nel reame del non detto, lasciando al lettore il compito di completare il quadro con le proprie speculazioni.
Letto ad alta voce, con sommo piacere (e il testo per questo di lettura si presta in modo eccellente).
Detto per inciso, il racconto mi ha fatto venir voglia di mangiare i tartufi al cioccolato che vi giocano un ruolo importante.
Ma fa anche venire voglia di leggere molti classici della narrativa fantastica e mistery. E' un po' come un romanzo che ho letto di recente e che "Otto delitti perfetti" di Peter Swanson.
Come gli altri volumi di questa collana, tutti preceduti da una “nota dei librai”, qui la prefazione è stata scritta da Alessandro ed Elisa, librai indipendenti e conduttori della Libreria Florida di Firenze che, piccola (28 metri quadri di superfici, ma aggurrita, si definisce "Libreria di consiglio".


(Risguardo di copertina) Identificato solo dallo pseudonimo scelto in modo azzardato, Charles Brockden, il narratore di questa storia, ha trovato una libreria che stuzzica il suo desiderio di possederla. Deve averla il prima possibile, deve aggiungerla alla sua già vasta collezione di librerie. Tuttavia, sa che il proprietario di un negozio così raffinato non se ne separerebbe tanto facilmente. Brockden ha in mente un piano per acquisire il negozio in maniera tale che nessuno possa sospettare un atto scorretto: un omicidio perfetto. E sa che avrà successo, perché questa procedura non gli è affatto sconosciuta...

 

 

Joyce Carol Oates

Joyce Carol Oates, nata nel 1938, a Lockport (New York), è tra le figure più rilevanti della narrativa americana contemporanea - è stata indicata, tra l'altro, come una dei favoriti per l'assegnazione al Premio Nobel della Letteratura - ed è anche una delle più prolifiche.
Nata nello stato di New York nel 1938, è da anni residente a Princeton, presso la cui università ha insegnato scrittura creativa dal 1977 al 2014. Fa parte della prestigiosa American Academy of Arts and Letters.
Nella sua opera narrativa esplora le residue potenzialità del realismo sociale e del genere «neogotico». Dal Giardino delle delizie (A garden of earthly delights, 1966), nel quale mappa di un eden sfigurato dalla violenza, a Quelli (1969), che proietta vite ed esperienze femminili sul fondale apocalittico della Detroit dei conflitti razziali, a Bellefleur (1980), saga di una famiglia potente e maledetta, la Oates ha delineato i temi di una produzione vasta ed eclettica, che sperimenta generi e stili e mette impietosamente in luce, tra l'altro, l'ipocrisia e la violenza della vita borghese, l'oppressione delle famiglie, la grettezza delle piccole comunità, l'oppressione e la mercificazione delle donne.
Tra le sue opere, i romanzi Marya (Marya: a life, 1986), Acqua nera (Black water, 1992), Zombie (1995), Una famiglia americana (We were the Mulwaneys, 1996), racconti (Storie americane, Where are you going, where have you been? Selected stories, 1993, dal quale è stato tratto il film, La prima volta, nel 1985) e saggi (Sulla boxe, On boxing, 1987).
Con lo pseudonimo di Rosamond Smith si è dedicata alla suspense pubblicando Nemesi ("Nemesis", 1990) e Occhi di serpente ("Snake eyes", 1992). Non ha tralasciato nemmeno gli eventi biografici: La figlia dello straniero, suo romanzo del 2007, prende spunto dalle vicende del nonno, mentre dopo la morte del marito ha scritto il memoir Storia di una vedova (Bompiani 2013).
Nei romanzi più recenti ha soprattutto indagato l’evoluzione delle dinamiche familiari che portano a inattese esplosioni di violenza (La ballata di John Reddy Heart, "Broke heart blues", 1999; Blonde, 2000, su Marilyn Monroe; Un giorno ti porterò laggiù, "I’ll take you there", 2002; La madre che mi manca, "Missing mom", 2005; La figlia dello straniero, "The gravedigger’s daughter", 2007).
Per gli adolescenti ha scritto Bruttona & la lingua lunga (Big mouth and ugly girl, 2002) e Occhi di tempesta (Freaky green eyes, 2003), spietati e taglienti.
In Italia i suoi libri sono pubblicati da Bompiani, Mondadori e il Saggiatore, alcuni dei quali sono: Sorella, mio unico amore (Mondadori 2009), Una brava ragazza (Bompiani, 2010), Uccellino del paradiso (Mondadori, 2011), Doppio nodo (Bompiani, 2011), La ragazza tatuata (Mondadori, 2012), Storia di una vedova (Bompiani, 2012), Acqua nera (Il Saggiatore, 2012), Mudwoman (Mondadori, 2013), Scomparsa (2016) e la quadrilogia dell'Epopea americana. Pubblicata da Il Saggiatore nel 2017 si compone di: Il giardino delle delizie, I ricchi, Loro, Il paese delle meraviglie; in essa la scrittrice ripercorre la storia recente degli USA e opera una definitiva trasfigurazione del sogno americano in un'incubo senza fine.
Nel 2021 escono per il Saggiatore Nuovo cielo, nuova terra e per La Nave di Teso La notte, il sonno, la morte e le stelle.
Ha vinto, tra gli altri, il National Book Award, il Pen Faulkner Award e il Prix Femina Étranger. 

 

"La collana Crimini di carta racconta di libri e/o di chi li scrive, li compra, li legge, li colleziona, li vende o ne è in qualche modo coinvolto. Tutte le novelle presentano come sfondo librerie, biblioteche, libri rari, manoscritti, volumi inestimabili o eccentrici collezionisti di libri. Insomma, tutto ciò che appartiene al mondo dei bibliofili. Arricchisce ogni volume un intervento esclusivo di un libraio italiano, una testimonianza del suo amore per il mondo dei libri e della passione per il crime".

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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