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18 luglio 2025 5 18 /07 /luglio /2025 11:30
Salvo Toscano, La prossima vittima, Mondadori, 2025

Di Salvo Toscano ho già letto con piacere un'avventura di Joe Petrosino (Joe Petrosino. Il Mistero del cadavere nel Barile, Newton Compton, 2019), mentre non ho ancora esplorato i polizieschi della serie dei Fratelli Corsaro. 
La mia attenzione è casualmente caduta su un suo nuovo romanzo, edito nel 2025 (La prossima vittima, Mondadori) che propone una strana coppia di poliziotti alle prese con un killer seriale che agisce tra Piacenza e Milano, che nel corso della narrazione verrà detto il "killer delle miss Emilia Romagna". Santo Battaglia, poliziotto esentato dal servizio attivo per PTSD (non è riuscito a salvare un delinquetello in fuga dall'annegamento) e diventato un semplice impiegato amministrativo; e Albino Guarneri prete spretato e neo-commissario di Polizia presso la questura di Milano si trovano ad indagare in modo convergente su alcuni casi di femminicidio a Milano, cui si aggiunge un altro caso avvenuto anni prima dalle parti di Rimini su cui lo stesso Santo allora nel pieno esercizio delle sue funzioni aveva indagato. L'uno è siciliano, anzi palermitano DOC. con pregi e difetti della palermitudine (incluse alcune specifiche preferenze alimentari); l'altro è decisamente nordico dai modi compunti e contenuti propri di uno che ha passato parte della sua vita in seminario, ma di bella presenza e dall'intelligenza viva e priva di pregiudizi.
I due entrano in contatto e, malgrado le radicali divergenze personologiche, si stabilisce presto un rapporto di reciproca fiducia: ciò consente all'indagine di decollare, anche grazie alla partecipazione di altri poliziotti della squadra di Albino Guarneri, con una risoluzione assolutamente inattesa e che porta questo poliziesco con forti componenti thriller a librarsi alto. Della soluzione finale nulla si può dire, nemmeno di sguiscio, poiché qualsiasi minima rivelazione ne guasterebbe la sorpresa, facendo da spoiler - come si suol dire.

 

(Risvolto di copertina) Dopo la serie gialla dei fratelli Corsaro, approdata anche sul piccolo schermo con i volti di Giuseppe Fiorello e Paolo Briguglia, Salvo Toscano regala ai suoi lettori un'altra coppia investigativa tanto eterogenea quanto complementare, questa volta tra le brume fitte del Nord Italia.

«I rami spogli di un albero avvolti dalla bruma le sembrarono le dita di una mano protesa nel chiedere aiuto. La sua

È difficile pensare a due persone più diverse di Santo Battaglia e Albino Guarneri: Santo è un ex poliziotto palermitano riformato, irascibile e solitario, che una grave depressione ha confinato a un indigesto impiego d'ufficio a Piacenza; Albino è colto, pacato, un ex prete che ha rinunciato ai voti e vive per il lavoro. E invece qualcosa che li lega c'è: il sangue. A Milano, infatti, una trentenne solare e indipendente viene ritrovata strangolata in casa propria, con un terribile squarcio sul petto. La scena del delitto ricorda a Santo un caso irrisolto su cui ha lavorato anni prima, e si convince a contattare Albino. Non può immaginare che a una manciata di strade da dove vive, altre persone stanno leggendo la stessa notizia: Irene, giovane psicologa, con molti dubbi su un nuovo paziente dal fascino oscuro, ma soprattutto Alessandra, terrorizzata di essere la prossima vittima.
 

Salvo Toscano

L'autore. Salvo Toscano è un giornalista (Tgr Sicilia della Rai) e scrittore. È stato firma del Corriere della sera, direttore del quotidiano Livesicilia, condirettore del mensile I love Sicilia, ha scritto per il Foglio, Il Giornale di Sicilia. Ha lavorato anche per radio, tv e agenzie di stampa. È stato semifinalista al Premio Scerbanenco, finalista al Premio Zocca Giovani e vincitore del Premio Telamone. È autore dei romanzi incentrati sulle indagini dei fratelli Corsaro, che hanno dato vita anche a una serie tv di successo (ricordiamo: Ultimo appello, L’enigma Barabba, Sangue del mio sangue, Insoliti sospetti, Una famiglia diabolica, L’uomo sbagliato, La tana del serial killer, Memorie di un delitto, L’intruso, La lama dell’assassino, L’ultimo presagio). Ha pubblicato anche Falsa testimonianza e Joe Petrosino. Il mistero del cadavere nel barile.
I suoi gialli sono stati tradotti nei Paesi di lingua inglese.
Nel 2014 è uscito il libro di saggistica, La camera grassa – Una dieta per i consigli regionali degli sprechi (Rubbettino) in cui si raccontano le misure adottate per contenere i costi dei “parlamentini” delle regioni italiane.
Per il teatro ha scritto il monologo Carte false, ispirato alla figura di Calogero Marrone, prodotto dal Teatro Regina Margherita di Caltanissetta diretto da Moni Ovadia. Lo spettacolo è stato portato in scena nel 2018 con Rosario Petix e la regia di Aldo Rapè, che ne hanno realizzato un adattamento.

Nel 2025 debutta con una nuova coppia investigativa, Santo Battaglia e Albino Guarneri, grazie al romanzo La prossima vittima (Mondadori).
 

Il Mistero del Cadavere nel Barile

New York, 1903. Un cadavere orribilmente mutilato viene ritrovato all'interno di un barile abbandonato su un marciapiede. I sospetti portano verso la criminalità italiana. È un lavoro per il "Dago", il sergente Giuseppe "Joe" Petrosino, il più famoso detective della città. L'unico dell'intero dipartimento di polizia di New York che, grazie alle sue umilissime origini italiane, è capace di passare inosservato tra i vicoli di Little Italy, capire i dialetti del sud della penisola, interpretare i simboli e le modalità delle prime organizzazioni criminali mafiose, come la temutissima Mano Nera. Un'indagine difficile in cui a Petrosino toccherà fronteggiare non solo gli spietati padrini ma anche i violenti pregiudizi di cui sono vittime gli immigrati italiani. Un romanzo tratto da una storia vera che racconta la nascita della Mafia italo-americana e il coraggio degli uomini che la sfidarono.

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17 giugno 2025 2 17 /06 /giugno /2025 09:19
Franco Basaglia. Passato e presente di una rivoluzione, Sperling&Kupfer, 2025

Tra i tanti libri dedicati a Franco Basaglia, nel centenario della sua nascita, si annovera questo titolo: Franco Basaglia. Passato e presente di una rivoluzione (Sperling&Kupfer, 2025).
Davvero meritevole questo libro, scritto a due mani da Ludovica Jona e da Elisa Storace, già autrici del podcast "Tutta colpa di Basaglia", uscito nelle principali piattaforme nel 2024.

E, in effetti, al podcast, il libro si ispira, ampliandone per una lettura più attenta spunti e riflessioni, ma anche fornendolo di un ricco apparato di note e di una sezione bibliografica, oltre che di una prefazione a firma di Franco Basaglia (nipote omonimo, nella veste di curatore della Fondazione dedicata a Franco Basaglia e a Franca Ongaro) e di una postazione a firma di Massimo Cirri.

Già conoscendo il podcast (che io ho ascoltato e riascoltato più volte), il libro si legge con molta fluidità, pur essendo denso di informazioni e di riferimento e si presta dunque ad un assorbimento di tutti i diversi elementi della storia più meditato.

(Soglie del testo) Con la Prefazione di Franco Basaglia, nipote omonimo dello psichiatra, e una Postfazione di Massimo Cirri, quest'opera non è solo un viaggio nella storia, ma una guida per comprendere e affrontare l'urgenza delle sfide attuali in materia di salute mentale.
Un libro che racconta la rivoluzione nella cura della salute mentale che ha reso l'Italia un Paese unico al mondo. Un'indagine sul passato e sul presente, che mostra come le istanze di cambiamento possono portare speranza dove sembra esserci solo dolore. Ieri come oggi. Cosa resta oggi della rivoluzione iniziata da Franco Basaglia? Questo libro, nato da un'inchiesta sul campo, intreccia passato e presente per esplorare l'eredità della Legge 180 e il futuro della salute mentale in Italia. Ludovica Jona ed Elisa Storace (già autrici con Carlo Annese del podcast Tutta colpa di Basaglia) ci accompagnano in un viaggio fatto di testimonianze di pazienti, famigliari e operatori, dati inediti e riflessioni sul sistema psichiatrico attuale, con uno sguardo attento ai giovani, sempre più spesso vittime di disagi psicologici e carenze del sistema di cura. Dall'abbattimento delle mura dei manicomi al ritorno insidioso di pratiche coercitive nei reparti psichiatrici, fino alle alternative luminose dei centri «no-restraint» e dei progetti di co-housing, il libro racconta come si può trasformare il malessere in resilienza, esplorando modelli di assistenza innovativi e accessibili.

 

Gli Autori. Ludovica Jona, giornalista d'inchiesta, collaboratrice de Il Fatto Quotidiano, ha coordinato progetti investigativi transnazionali apparsi tra gli altri su Report di Rai 3, Spotlight, Le Monde, The British Medical Journal. Si occupa di salute mentale da oltre un decennio. 

Elisa Storace, giornalista, per vent'anni autrice radiofonica e televisiva (Radio Capital, Radio InBlu, TV2000, Radio Vaticana, Rai 3, LA7), oggi si occupa di divulgazione scientifica per il CNR.

Tutta colpa di Basaglia

Negli Anni 70, Franco Basaglia rivoluzionò la psichiatria insieme a un gruppo di collaboratori, liberando i malati dai manicomi. Che cosa resta di quella straordinaria avventura collettiva che da Gorizia, Colorno e Trieste si diffuse in tutto il mondo?

In occasione del centenario della nascita del padre della Legge 180/1978 (che avvenne l’11 marzo 1924), Ludovica Jona ed Elisa Storace hanno realizzato una bio-inchiesta, tra scienza, medicina, politica e sociologia, trovando risposte spesso sconvolgenti. Accanto alla ricostruzione del percorso che portò alla chiusura degli ospedali psichiatrici e all’apertura verso il territorio, attraverso le voci di molti testimoni diretti e materiali di repertorio inediti, si sviluppa un’inchiesta su come viene affrontato, oggi, in Italia, il disagio mentale. Una questione di grande attualità, specie tra i più giovani. Una serie, in 7 episodi, di Ludovica Jona ed Elisa Storace. In uscita ogni venerdì.

Adattamento e produzione di Carlo Annese.Editing audio di Manuel Iannuzzo e Giulia Pacchiarini.

Montaggio di Federico Caruso.

L’illustrazione di copertina è di Marta Signori.

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13 giugno 2025 5 13 /06 /giugno /2025 09:54
Brian Evenson, Il padre della menzogna, Nottetempo

Brian Evenson: un autore di cui sinora non ho letto nulla e che ha, casualmente, attratto la mia attenzione con questo romanzo del 1998, pubblicato in traduzione italiana solo nel 2024: si tratta di "Il padre della menzogna" (Father of Lies, nella traduzione di Orso Tosco), pubblicato da Nottetempo.

E' questo un thriller inquietante, pervaso da un'atmosfera oscura in cui il crimine viene coperto, sostanzialmente, dall'ipocrisia e dal potere della comunità religiosa di tipo settario, di cui fanno parte sia il prevosto che necessita di un supporto psicoterapico per via di incubi ricorrenti in cui compie orrendi delitti sia il terapeuta (che è stato designato proprio dalla dirigenza della congrega come referente per trattare i propri accoliti bisognosi di supporto).
Una prima parte del romanzo si svolge in modo epistolare, con un'esposizione dei fatti da "caso clinico" e serve ad inquadrare il contesto e le motivazioni che portano il prevosto a richiedere l'intervento del dottor Feshtig.
Poi la narrazione si sposta - come in un thriller classico con venature noir - sulla narrazione degli eventi in cui l'io narrante è a  volte il prevosto, altre volte il terapeuta: e tutto ciò ci conduce lentamente all'ineludibile verità.
Questo artificio narrativo (del doppio registro dell'io narrante) ci introduce, a poco a poco, nel mondo delirante in cui vive il prevosto e contemporaneamente getta una luce di inquietudine sullo stato d'animo del terapeuta che, sostanzialmente, sente di avere le mani legate, per poter fare qualsiasi tipo di intervento che non sia quello di congedarlo perchè sente di avere ben poco da fare per lui, dal momento che tutto ciò racconta nel corso delle sedute è ascritto non alla realtà, ma al mondo onirico.

Di questo psycho-thriller ho apprezzato sicuramente la lettura.

(risvolto) Il prevosto Fochs, membro della Chiesa del Sangue dell’Agnello, è inquieto. Le sue notti sono turbate da orrendi incubi in cui abusa di alcuni ragazzini della congregazione, allo scopo di purificarli dal male. In un altro sogno uccide una giovane in una radura vicino a casa. Tormentato dal pensiero della colpa e sollecitato dalla moglie,
Fochs accetta finalmente di vedere uno psicoanalista. Il dottor Feshtig tiene nota delle loro sedute, finché la cronaca cittadina non si popola di episodi che mostrano un’allarmante somiglianza con quegli incubi, e le gerarchie ecclesiastiche fanno grosse pressioni per appropriarsi dei suoi appunti.
E se dietro quelle confidenze si celasse una tremenda verità?
Se il prevosto fosse in realtà un terribile predatore assassino? Di certo la sua Chiesa è determinata a salvarlo e a conservare la propria reputazione, costi quel che costi. Brian Evenson, maestro del perturbante, scrive un romanzo estremo sul lato oscuro e distorto della religione, schierato dalla parte delle vittime. "Il padre della menzogna" ci restituisce così un’immagine limpidissima del male, della paranoia e dei pericoli di una cieca obbedienza.

Brian Evenson

L'autore. Brian Evenson (Ames, Iowa, 1966) è scrittore, traduttore critico e docente universitario. Le sue opere gli sono valsi numerosi riconoscimenti, tra cui il premio O. Henry per la narrativa breve, tre Shirley Jackson Awards e l'International Horror Guild Award.
In Italia sono stati pubblicati i romanzi La colpa (ISBN, 2007) e Gli ultimi giorni (nottetempo, 2023)
E' nota la sua controversia con la comunità mormone e con la Brigham Young University (BYU) presso cui egli insegnava, poichè le sue scritture sono state ostracizzate in quanto ritenute lesive dei principi su cui si basa l'affiliazione religiosa all'interno della Chiesa dei Santi degli Ultimi Giorni. Tale controversia ha portato alla sua espulsione dalla sua posizione di insegnamento presso la BYU e all'attivazione di un inchiesta da parte dell'American Association of University Professors a proposito della libertà di pensiero e di parola vigenti presso la BYU.

“Noir, horror, thriller, romanzo umoristico, romanzo psicologico, esistenzialismo e puro surrealismo fanno tutti parte della gamma espressiva di Brian Evenson.”

Vanni Santoni La Lettura – Corriere della Sera

Puoi leggere e scaricare le prime pagine de "Il padre della menzogna" in estensione .pdf

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3 giugno 2025 2 03 /06 /giugno /2025 11:03
Michael Pollan, Come cambiare la tua mente, Adelphi (gli Adelphi), 2022

Michael Pollan, nel suo percorso di studio, includente ad ampio raggio il nostro rapporto con le piante sia dal punto di vista nutrizionale, sia da quello più intimo e profondo di modulatrici del nostro sviluppo sia ontogenetico, sia filogenetico, ha iniziato un percorso di conoscenze e di studio delle "droghe che cambiano la mente" e in particolare di tutte quelle sostanze, in massima parte di origine vegetale, che possiedono delle capacità psicodislettiche, raccontandocelo poi per esteso e con vigore quasi enciclopedico nel suo "Come cambiare la tua mente" (titolo originale: How to Change Your Mind: What the New Science of Psychedelics Teaches Us About Consciousness, Dying, Addiction, Depression, and Transcendence), pubblicato in traduzione italiana da Adelphi.
Pollan ha affrontato così un percorso di studio affascinante che lo ha portato a prendere in considerazione le principali sostanze psicodislettiche e il loro approccio ad esse, a partire dalla cosiddetta "vetero-psichedelia" sino ad arrivare alla "rinascenza psichedelica" dei nostri giorni, con un intervallo "buio di circa tre decenni  (se non più) in cui tutte le tematiche connesse alla psichedelia sembrarono essersi inabissate e perse per sempre (compresa l'enorme quantità di studi effettuati e portati avanti sino alla messa al bando delle sostanze di questo tipo).
Quello compiuto da Pollan sembra essere un percorso longitudinale di grande fascino poiché, partendo dalla "geologia" psichedelica, giunge sino alle esperienze più moderne ed attuali, quando sembra che, in una situazione di quasi rivoluzione copernicana, le sostanze psichedeliche - una volta ridimensionato l'entusiasmo irresponsabile di Timothy Leary e dei suoi primi seguaci - potranno conquistarsi un posto al sole sempre più accreditato per il trattamento di alcuni disturbi psichici, soprattutto quelli determinati da una forte componente ossessivo-compulsiva (accompagnati da una grande rigidità dell'Io), ma anche nell'assistenza ai morienti per condurli ad una migliore elaborazione della morte e del morire.
Pollan racconta anche di come egli stesso abbia voluto sperimentare su se stesso alcune sostanze psicoattive, per potere riferire dei suoi "viaggi", ogni volta condotto in questa prova da un terapeuta (o guida) di tipo diverso.
Il volume parla tanto, inevitabilmente, del funzionamento del cervello e tenta di trovare, implicitamente, anche una teoria della mente, quando, facendo riferimento alla lettteratura esistente e alle più aggiornate scoperte attraverso tecniche di neuroimaging, si sforza di spiegare cosa veramente succede quando un individuo assume delle sostanze psichedeliche (o psicolitiche o psicotomimetiche o psicodislettiche: e, in uno dei primi capitoli, Pollan ci offre una precisa disamina della storia dei diversi termini utilizzati per designare questa categoria di sostanze e sui motivi, vantaggi e svantaggi, delle diverse scelte lessicali).
Particolarmente preziosa ed importante è la parte in cui l'autore si spinge a spiegare cosa sia la DMN (ovvero il Default Mode Network) e quale sia il suo ruolo nel mantenimento dell'ego dell'individuo e della sua memoria storica sulla cui consapevolezza riposa il suo senso di identità e sul suo ruolo (per disattivazione) in corso di intossicazione acuta da sostanze psicodislettiche.
Un glossario che fornisce le definizioni dei diversi termini tecnici utilizzati, assieme ad una ricca e vasta bibliografia completano il volume, che è prezioso sia per lo studioso sia per il profano che voglia approfondire queste tematiche. Di grande interesse.

(sinossi) Un personalissimo incrocio fra un diario di viaggio e la cronaca di un lungo esperimento, dove Pollan incontra una serie di uomini e donne straordinari – guru veri o presunti, scienziati serissimi, medici di frontiera –, e poi decide di provare in prima persona che cosa intendessero i profeti dell’LSD per «toccare dio». Scoprendo la luce strana, violenta e terribilmente fascinosa che la sostanza più stupefacente di tutte sembra gettare sul mistero definitivo, quello che tuttora resiste nelle nostre, spesso affannose, ricerche: la mente.

 

Michael Pollan

L'autore. Michael Pollan, nato nel 1955, a Long Island (New York), è docente universitario all'Università di Berkley e collaboratore con numerosi giornali e riviste americane.
Rappresenta una voce viva e poco ortodossa all'interno del dibattito globale sull'alimentazione. Tra i libri pubblicati in Italia ricordiamo La botanica del desiderio. Il mondo visto dalle piante (Il Saggiatore 2005), Il dilemma dell'onnivoro (Adelphi 2008), In difesa del cibo (Adelphi 2009), Cotto (Adelphi 2014).
Nel 2014 vince il Premio Nonino Risit d'Aur 2013 con la seguente motivazione: "Con profonda cultura e attenzione, ci porta nel mondo dei cicli naturali dell’agricoltura e dell’allevamento, legati da armonie ancestrali. Attento e implacabile analista dell’alimentazione, attraverso saggi scientifici e storicamente ineccepibili, ci illumina con uno stile letterario raffinato e coinvolgente sui preziosi tesori naturali che stiamo perdendo".

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27 maggio 2025 2 27 /05 /maggio /2025 12:29
Davide Longo, Il gioco della salamandra

Ho letto con molto piacere il nuovo romanzo di Davide Longo, Il gioco della salamandra (Mondadori, 2024) che ci presenta un nuovo personaggio dell'autore che entra in scena con uno stile narrativo diverso, sia per ritmo sia per inventività.

Si tratta di Olivo Depero ed è un ben strano personaggio. Adolescente, sopravvissuto in modo davvero stupefacente - quasi miracoloso - ad un incidente automobilistico che per qualsiasi altra persona sarebbe stato mortale, autodidatta, dotato di grande intelligenza, sagacia e ottima memoria, ha mostrato nel corso del tempo di possedere una straordinaria capacità (spontanea) di ritrovare ragazzi scomparsi. Vive in orfanotrofio e cambia frequentemente di posto perché o sono le sue doti straordinarie ad inquietare o e lui stesso a fuggire e a depistare i suoi inseguitori, mentre segue le uste di altri ragazzi scomparsi. Legge libri, consulta enciclopedie e mappe, memorizza implacabilmente tutto: è un savant
E' di poche parole: si dà la regola di pronunciare un numero preciso di parole ogni giorni, al di là delle quali, si limita ad interloquire con dei suoni inarticolati ("Uh, uh!"). Delle parole pronunciate, tiene ogni giorno un conto preciso: non va mai in deroga, se non in circostanze eccezionali, ma in tal caso dovrà recuperare in seguito, pronunciando meno parole nei giorni successivi.
Olivo viene ingaggiato da una commissaria torinese molto ambiziosa e desiderosa di fare carriera per risolvere il caso di quattro ragazzi scomparsi, tutti allievi di una stessa scuola torinese e, a questo scopo, viene inserito come allievo dello stesso istituto.
Riuscirà Olivo a risolvere l'enigma?
L'esito delle indagini sarà quello auspicato dalla commissaria?
Verrà sgominata la banda dei rapitori, se di questo si tratta?
In una narrazione lieve ed ironica, c'è mistero, ma c'è anche tanta avventura (comprese le incursioni nei sotterranei di Torino) e c'è alla fine anche il viaggio sul grande fiume che fa tanto pensare al buon Mark Twain.


(risvolto) Un'appassionante indagine del nuovo imprevedibile protagonista di Davide Longo.
Olivo Depero, sedici anni, salta da una comunità all'altra da quando ha perso i genitori in un terribile incidente. Ama i libri, odia i congiuntivi sbagliati, indossa vestiti sempre uguali e dice al massimo seicento parole al giorno, lo stretto indispensabile per comunicare con il mondo. Anche se il mondo non ha segreti, per Olivo, che con la sua intelligenza straordinaria memorizza, deduce, intuisce, vede cose che nessun altro vede. È per questa sua dote che una commissaria di polizia disperata pensa che lui sia l'ultima possibilità per ritrovare quattro adolescenti scomparsi. Un caso in cui c'è qualcosa di strano che Olivo non riesce a capire. Esattamente come piace a lui.

L'autore. Davide Longo, nato nel1971 a Carmagnola, è uno scrittore italiano nato e vive a Torino dove insegna scrittura presso la Scuola Holden. Tiene corsi di formazione per gli insegnanti su come utilizzare le tecniche narrative nelle scuole di ogni grado. Tra i suoi romanzi ricordiamo, Un mattino a Irgalem (Marcos y Marcos, 2001), Il mangiatore di pietre (Marcos y Marcos 2004), L’uomo verticale (Fandango, 2010), Maestro Utrecht (NN 2016), Ballata di un amore italiano (Feltrinelli 2011). Nel 2014 ha scritto il primo romanzo della serie che ha come protagonisti Arcadipane-Bramard Il caso Bramard (Feltrinelli 2014, Einaudi 2021), cui è seguito il secondo Le bestie giovani (Feltrinelli 2018, Einaudi 2021), il terzo episodio della serie Una rabbia semplice (Einaudi 2021), il quarto La vita paga il sabato (Einaudi 2022) e il quinto, Requiem di provincia (Einaudi, 2023).
Nel 2017 ha scritto la sceneggiatura per il film Il Mangiatore di Pietre interpretato da Luigi Lo Cascio.

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27 maggio 2025 2 27 /05 /maggio /2025 10:15

 

Ken Follett, Un letto di leoni, Mondadori, 1986

Un letto di leoni (Lie Down with Lions) è un romanzo dello scrittore britannico Ken Follett pubblicato nel 1986.

La storia è ambientata nella zona dell'Hindu Kush nei luoghi della guerriglia contro l'invasione sovietica dell'Afghanistan del 1979. Ken Follett mescola tutti gli elementi che ricorrono nei suoi romanzi: thriller, spionaggio, storia e sentimenti. Come precisa l'autore all'inizio del libro, diverse organizzazioni inviarono medici volontari in Afghanistan nel periodo della guerra, ma "Médecins pour la Liberté" è immaginaria.

Tutti i personaggi rappresentati sono fittizi, ad eccezione di Massud. Le località descritte sono invece tutte autentiche, tranne i villaggi di Banda e Darg, che sono inventati. Dal romanzo fu tratto, nel 1994, il film per la televisione Aquila rossa di Jim Goddard con Timothy Dalton, Marg Helgenberger, Nigel Havers, Omar Sharif, Kabir Bedi e Jürgen Prochnow.

Non conosco bene l'opera di Ken Follett.
Sono solo pochi i romanzi di lui al mio attivo.
Sto cominciando ad apprezzarlo molto di più di recente
Unisce assieme ai pregi di un'abile prosa narrativa, una ricchezza e profondità delle trame che, ogni volta, conducono il lettore in scenari diversi e sotto diversi cieli, ed anche in epoche diverse e lontane.
La scrittura di Follett possiede, a tutti gli effetti, i pregi della grande letteratura di avventura che, oltre che fondarsi sul passato storico, trae spunto anche da eventi contemporanei.
Qui, lo scenario è la guerra in Afghanistan al tempo dell'occupazione russa e poco prima dell'insorgere dell'avanzata talebana.

Ken Follett, Un letto di leoni

Si contrappongono tre caratteri: Jean-Pierre, sfegato supporter dei Russi, iniqui occupanti; la moglie Jane e l'americano Ellis (alias John) che, invece, parteggia per gli Afghani ribelli e per il loro capo Massud e li vuole convincere ad accettare le armi americane. 
Su questo sfondo si muove una vicenda sentimentale.
E poi c'è la dimensione della guerra, del viaggio affascinante attraverso le vallate selvagge ed aspre dell'Afghanistan e del Nuristan, in avvicinamento al confine con il Pakistan..
Una cartina dettagliata consente al lettore curioso di seguire gli spostamenti dei protagonisti nel territorio afgano.
Mi è piaciuto e mi ha avvinto sino alla fine

(quarta di copertina) Medio Oriente, 1981. Tra i monti dell'Afghanistan si trova la Valle dei Cinque Leoni, un luogo di antiche leggende ora rifugio di Masud e dei suoi guerriglieri che combattono gli invasori sovietici. È qui che trovano compimento i destini incrociati di tre personaggi: un americano e un francese che al tempo della Guerra fredda hanno combattuto su opposti fronti, e Jane, la donna che li unisce e li divide.

Ken Follett (foto tratta dal Web, sito della Mondadori)

Ken Follett, nato nel 1949, a Cardiff, è uno scrittore inglese. Laureato in filosofia, poi cronista in un quotidiano, è diventato uno dei più popolari autori di best-seller con La cruna dell’ago (Eye of the needle, 1978).
Nell'infanzia è nata la sua passione per la lettura “Non avevo tanti libri, e sono sempre stato grato alla biblioteca pubblica. Senza libri gratuiti non sarei diventato un lettore accanito, e se uno non è lettore non può essere neanche scrittore” ha dichiarato.
Nel settembre del 1970, appena uscito dall’università, lavora come cronista per il «South Wales Echo» di Cardiff e poi come editorialista dell’«Evening News» di Londra. Non avendo sfondato come “il giornalista investigativo fenomenale” che aveva immaginato di poter essere, Ken Follett si dedica alla scrittura di romanzi. Nel 1974 lascia il giornalismo e comincia a lavorare per una piccola casa editrice, la Everest Books.
È La cruna dell’ago che lancia Follett come scrittore di best-seller. Pubblicato nel1978, vince il premio Edgar e vende rapidamente più di 10 milioni di copie: l'inizio di una carriera travolgente.
Sulle abitudini di scrittura ha dichiarato: “Sono mattiniero. Appena mi sveglio, voglio sedermi alla scrivania. La sera invece preferisco riposarmi, mangiare, bere e fare quel genere di cose che non creano stress”.
I suoi romanzi, che hanno trame ben congegnate e ricche di suspense, combinano avventura, ricostruzione storica, spionaggio e thriller: fra i molti, spesso portati con successo sullo schermo, si ricordano Il codice Rebecca (The key to Rebecca, 1980); L’uomo di Pietroburgo (The man from St. Petersburg, 1982); Sulle ali delle aquile (On wings of eagles, 1983); I pilastri della terra (The pillars of the earth, 1989); Una fortuna pericolosa (A dangerous fortune, 1993); Il terzo gemello (The third twin, 1996); Il martello dell’Eden (The hammer of Eden, 1998, premio Bancarella); Codice a zero (Code to zero, 2000); Il volo del calabrone (Hornet flight, 2002).
Mondo senza fine, pubblicato nel 2007, è il seguito del popolarissimo I pilastri della terra. Il libro fa ritorno a Kingsbridge duecento anni dopo e mette in scena i personaggi de I pilastri. La saga di Kingsbridge prosegue con La colonna di fuoco (2017) e Le armi della luce (2023).
I protagonisti del ciclo epico successivo in tre romanzi abbracciano cinque generazioni su tre continenti, nella Trilogia del Secolo. La caduta dei giganti (2010); L’inverno del mondo (2012); I giorni dell’eternità (2014).
Del 2019 il breve scritto Notre-Dame, omaggio alla cattedrale parigina dopo l'incendio.
Del 2020 Fu sera e fu mattina un viaggio epico che termina dove I pilastri della terra hanno inizio.
Nel 2021 pubblica Per niente al mondo che segna una svolta nella sua carriera, a differenza delle precedenti pubblicazioni il titolo è ambientato ai giorni nostri e narra di una crisi globale.

(Fonti: Enciclopedia della letteratura, Garzanti 2007; sito ufficiale dell'autore)

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20 maggio 2025 2 20 /05 /maggio /2025 12:40
Rosario Esposito la Rossa, Laika, Marotta&Cafiero, 2025

Laika di Rosario Esposito La Rossa e pubblicato da Marotta&Cafiero nel 2025, è un bellissimo piccolo libro, dedicato a Laika, il primo essere terrestre ad andare nello spazio, la “piccola abbaiatrice” narrata da undici voci differenti, che esaminano i diversi momenti della sua breve vita dal reclutamento, all’addestramento e al volo orbitale, sino al triste finale

C’è molta poesia in questa narrazione polifonica, ma anche una forte dichiarazione d’amore per i cani e per il loro essere senzienti, come solo può sapere chi li conosce e dà loro spazio nella propria vita

Bellissimo e commovente il finale

Mi piace pensare che Laika fosse incinta. Mi piace pensare che abbia partorito nello spazio. Ho voglia di credere che abbia espulso i suoi cuccioli dalla capsula per lanciarli nel cosmo siderale, in direzione della luna. Sono convinto che in qualche cratere, tra quei buchi lunari simili al formaggio, una colonia di cani astronauti abbia colonizzato un satellite.
Già li vedo i figli di Laika che rosicchiano la luna, che piscia ano quella, che dormono illuminati dal sole. I figli di Laika, cagnette che abbiamo mandato a morire nello spazio, abbaieranno ogni sera guardando la terra brillare e lontananza. I figli di Laika scapperanno dal buio lunare, si rifugeranno sempre dove la luna brilla e giocheranno saltellando per poca gravità. 
Poi verrà il giorno che gli umani invaderanno anche la luna. Verrà il giorno in cui scenderemo come alieni sul più romantico dei corpi celesti. Verrà il giorno in cui gli uomini conquisteranno la luna. Quel giorno troveranno un branco di cani lunari. Troveranno eterni cuccioli, figli della prima astronauta della storia. Non morderanno nonostante una madre morta e bruciata. Non abbaieranno nonostante non abbiano mai ricevuto latte materno. C’erano lì, coi loro musetti umidi e gli occhi felici.
Saranno lì a un passo dagli uomini pronti a scodinzolare. Perché i cani non conoscono l’odio, il rancore e la vendetta
." (ib., p. 53-55)


Curata - come per altri libri della stessa collana - la veste grafica, con l’arricchimento di struggenti immagini fotografiche di repertorio e disegni originali

(Risvolto) Nel freddo di Mosca c'è una cagnolina randagia che passeggia. Il suo nome è Ricciolina, ma passerà alla storia come Laika, il primo terrestre a vivere lo spazio. Partì dopo un addestramento ai limiti della sopravvivenza. La lanciarono nell'ignoto sapendo che mai avrebbe fatto ritorno. Pare morì di paura, forse di fame, c'è chi dice di caldo. Il suo corpo carbonizzato fu trovato mesi dopo nelle Antille. 6 kg di peli sacrificati per la corsa allo spazio, per la Guerra Fredda. Raccontato come un documentario letterario, questo racconto a più voci, celebra da più punti di vista "La stella che abbaia". Rosario Esposito La Rossa ci accompagna nello Sputnik 2 al fianco di quella cagnolina bastarda che avrebbe voluto solo una carezza.


 

Rosario Esposito la Rossa

L'autore. Rosario Esposito La Rossa (Napoli, 13 settembre 1988) nato e cresciuto a Scampia, è uno scrittore, editore e libraio. 
Collabora con La Repubblica e Il Fatto Quotidiano. 
È il cugino di Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, disabile ucciso a 25 anni per errore, durante la Faida di Scampia. 
Attualmente dirige le case editrici Marotta&Cafiero e Coppola editore. Ha pubblicato oltre 100 libri a Scampia tra cui scrittori del calibro di Stephen King, Daniel Pennac del Premio Nobel Gunter Grass, Raffaele La Capria, Osvaldo Soriano ed Ernesto Che Guevara. 
Ha aperto la prima libreria dell'area nord di Napoli: La Scugnizzeria.

Per il suo impegno contro il degrado sociale e per la sua creatività è stato nominato nel 2016 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. 
Nominato Ambientalista dell'anno del 2020 per i suoi libri ecologici.

Dal 2015 è sposato con l'attrice Maddalena Stornaiuolo. 
Attualmente è consigliere dell'Unione degli Industriali di Napoli, sezione editoria.

Un personaggio meritevole

I figli di Laika

I figli di Laika

Laika (Graphic Novel)

Nick Abandzis, Laika, Tunué, 2025

Una bella graphic novel che racconta la storia di laika nello spazio profondo

(sinossi) 3 novembre 1957, il satellite russo Sputnik 2 lascia l'atmosfera terrestre e raggiunge finalmente lo spazio. Ma non c'è un uomo a bordo, bensì Laika, una cagnolina randagia, maltrattata e abbandonata a se stessa, ma l'unico essere vivente adatto per il viaggio verso le stelle. Un viaggio magnifico e terribile, dal quale non farà mai ritorno. In questo spaccato del nostro recente passato, Abadzis racconta una storia tragica e straziante che ci invita a riflettere su noi stessi. Svela la realtà degli uomini che hanno sfruttato Laika per raggiungere i loro desideri più nascosti, anche a costo di perdere la propria umanità. Il fumetto ha vinto diversi premi tra cui: l'Eisner Award e il Premio Micheluzzi. Presentazione di Garth Ennis.

Laika. Una favola moderna

"Laika. Una favola moderna" (di Olivia Da Miranda, Altromondo Editore Di Qu.bi Me, 2020) è il racconto di come può aver vissuto la cagnolina randagia Laika prima del suo invio nello spazio all'interno di un razzo sovietico, e di come, lasciando spazio alla fantasia, possa essere stata salvata da una morte certa.

Il testo si propone di risvegliare le coscienze di quanti maltrattano e usano gli animali per scopi scientifici poco ortodossi.

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1 maggio 2025 4 01 /05 /maggio /2025 08:09

Anne Rice ha una prosa stupenda, ricca e profonda, in cui l'avventura e l'azine si mescolano fittamente all'introspezione dei suoi personaggi.
Ne ho ancora molti da leggere sia delle Cronache dei Vampiri sia delle Streghe Mayfair.
Ogni tanto ne prende uno, tra quelli non letti, e lo degusto con grande piacere, come se fosse un buon vino d'annata.

Maurizio Crispi (5 giugno 2025)

Anne Rice, Il ladro di corpi, Longanesi

Di quando in quando mi ritrovo a prendere in mano, attivato da improvviso ed irrefrenabile impulso, uno dei romanzi di Anne Rice (che pur avendo a casa, ancora non sono riuscito a leggere).
Quello che di recente mi è capitato di leggere è stato Il ladro di corpi (The Tale of a Body Thief, nella traduzione di C. Messori), pubblicato da Longanesi (collana La Gaja Scienza), nel 2001, in cui il tema che vi viene trattato è “Essere nei panni di un altro
Ne Le Cronache dei Vampiri, questo volume è il quarto e racconta un momento di crisi esistenziale e di rimpianti del vampiro Lestat.
E' davvero uno straordinario romanzo!
Il piacere di immergersi nella prosa ricca, corposa ed evocativa di Anne Rice è ogni volta insuperabile: leggendo la sua narrazione ho la sensazione di assaporare un pregiato vino d'annata, dal bouquet eccezionale e raffinato
Lestat qui, stanco della sua immortalità che si protrae ormai da più di duecento anni (da quando, cioè, é avvenuta la sua trasformazione), è tormentato da profondi dubbi religiosi e filosofici. 
Vorrebbe anche uccidersi, ma dopo essersi esposto al sole bruciante del Deserto di Gobi, sopravvive e, in una lunga convalescenza, viene accudito dal suo principale supporter che é David Talbot, membro della segreta organizzazione Talamasca che segue con interesse e curiosità enciclopedica tutti i fenomeni che abbiano a che vedere con l'occulto, il paranormale e il supernormale.
In questo percorso tormentato Lestat viene approcciato con una serie di messaggi allusivi da un certo Raglan James che gli fa balenare in mente l'idea di poter entrare in un corpo normale e di potere tornare a vivere da "mortale". Raglan può: sa come realizzare il passaggio dell’anima di un vivente da un corpo ad un altro, in sostanza un magico  “body switch” (o anche "scambio di corpo"). 
Raglan James è fondamentalmente un ladro e convince Lestat a fare questo scambio, in cambio di una ricompensa più che generosa da parte di quest'ultimo.
Benchè Lestat sia messo sull'avviso di non fare questo passo sia da parte del suo amico di vecchia data, Louis (che a suo tempo lui stesso aveva reso vampiro) sia da David Talbot, finisce con l'accettare lo scambio, perché - anche soltanto per poco - vuole tornare ad essere umano rinunciando ai suoi poteri soprannaturali che saranno assunti dalla sua controparte
Entrerà dunque in un corpo mortale: ed è da qui che si apre un percorso periglioso perché il Raglan James che è entrato nel suo corpo di vampiro non si presenta all'appuntamento fissato dopo due giorni dallo scambio per ripristinare l’assetto originario.
Alla somma generosa che Lestat gli ha garantito come ricompensa preferisce, infatti, il potere illimitato e sovrumano che gli viene conferito dall’essere nel corpo di un vampiro potente quale è Lestat, ma in modo stupido e senza immaginazione, solamente guidato da una bramosia predatoria e dall'eccitazione di poter essere una sorta di "super-ladro".

"Non vedo l'ora di andare avanti e di esplorare questo gioiello nella narrativa di Anne Rice

Questo scrissi poco dopo aver cominciato la lettura de Il Ladro di Corpi.
E, in effetti, anche questa volta Anne Rice ha mantenuto le sue promesse
L’ho letto, come si può assaporare un buon vino d’annata, gustandone il bouquet e la corposità dopo ogni singolo sorso, indugiando tra uno e l’altro, quasi con una riluttanza ad andare avanti poiché ogni pagina era densa e richiedeva  piena attenzione.
Mi ha supportato nella lettura un prezioso volume che, a suo tempo, acquistai in Inghilterra, The Vampires’ Chronicles Companion che fornisce dettagli storici, curiosità e molti corredi iconografici.
La prosa di Anne Rice è ricca e corposa, ma anche poetica, oltre che essere densa di riferimenti culturali
Benché della Rice abbia letto moltissime opere, ne ho ancora diverse a casa che attendono il mio assalto (o forse dovrei definirlo "banchetto"… o "libagione")

Le Cronache dei Vampiri sono un insieme di storie horror gotiche che assieme costituiscono  forse la serie più popolare scritta da Anne Rice. 
In tutto sono tredici i libri che costituiscono la serie, e il primo è stato adattato in un film di successo con Brad Pitt nel ruolo di Louis, Tom Cruise come Lestat e Kirsten Dunst come Claudia. È interessante notare che Intervista col Vampiro è iniziato come un racconto breve ed è diventato una serie di enorme successo.
Le cronache dei vampiri sono costruite da quattro romanzi principali che sono:
1. Intervista con il vampiro (1976)
2. Scelti dalle tenebre (1985)
3. La regina dei dannati (1988)
4. Il Ladro di corpi (1992)

Hanno fatto seguito altri nove romanzi che vedono successive avventure di Lestat o che seguono altri personaggi della genealogia dei vampiri antecedenti o collaterali rispetto a Lestat

  • Memnoch il diavolo (1995)
  • Il vampiro Armand (1998)
  • Merrick (2000)
  • Il vampiro di Blackwood (2001)
  • Il fattore Blackwood (2002)
  • Il canto del sangue (2003)
  • Il principe Lestat (2014)
  • Il principe Lestat e i regni di Atlantide (2016)


(Risvolto) É la solitudine, la "maledizione" che si impadronisce di Lestat, il vampiro immortale, il principe incontrastato del tenebroso universo dei morti viventi. Lestat avverte dolorosamente la "maledizione" della sua solitudine e desidera rinascere come mortale, liberandosi quindi del suo corpo di "non-morto" e impadronendosi di un corpo "vivo", per dimenticare la sua condizione di tenebroso viaggiatore della notte e riprovare l’ebbrezza dei sensi umani, avvertire di nuovo sulla pelle il calore del sole, vivere il giorno in tutte le sue ore, non soltanto tra il crepuscolo e l’alba.  È qualcuno quel desiderio può renderlo realtà, soddisfacendo così anche il proprio anelito a diventare vampiro almeno per un breve periodo: l’ammaliante Raglan James, il Ladro di Corpi, che da tempo segue Lestat lasciando dietro di sé tracce e indizi delle sue straordinarie ed enigmatiche capacità. Annulla verranno gli ammonimenti di David Talbot, l’unico amico “umano” di Lestat, come inascoltate saranno le dure parole di avvertimento che pronuncerà Louis, un’altra creatura della notte, suo fedele compagno per lungo tempo: il patto tra Raglan James e Lestat de Lioncourt verrà infine stipulato, scatenando un vortice inarrestabile di conseguenze, molte imprevedibili, tutte sconcertanti. Perché il ladro di corpi si rivelerà ben presto più sinistro e malvagio di qualsiasi demone e trascinerà Lestat in un viaggio interminabile, da New Orleans a Barbados, Miami alla giungla amazzonica, costringendolo altresì a riscoprire ciò che aveva dimenticato da secoli: la sofferenza e l’angoscia insite nella natura umanaIntraprende così un viaggio che lo porterà da Miami al deserto del Gobi, da Amsterdam alla giungla amazzonica, fino all'incontro cruciale con l'unico uomo che può soddisfare il suo desiderio, Raglan James, il Ladro di Corpi. 
Il Ladro di Corpi si impadronisce con l'inganno del corpo vampiresco di Lestat, il quale, rinchiuso come anelava nel corpo mortale, scopre alla fine di preferire la sua condizione di vampiro…
Con “Il Ladro di Corpi”, Anne Rice scrive il capitolo più straordinario delle sue “Cronache dei Vampiri“, accompagnando il vampiro Lestat -seducente anima dannata che impregna della sua levità settecentesca anche gli omicidi più efferati-nella sua avventura più sconvolgente e terrificante. E, grazie al suo stile barocco e visionario, consegna al lettore il definitivo ritratto di quel vampiro melanconico e crudele umanissimo nelle sue contraddizioni e nel senso di inevitabilità che pervade ogni suo sanguinario, famelico slancio. 

L'autrice. 
Anne Rice, nata nel1941 a New Orleans (Lousiana, USA) ha ottenuto il successo internazionale con Intervista col vampiro, diventando un’autrice di culto della narrativa soprannaturale.
Fra le sue serie più famose ricordiamo le "Cronache dei vampiri" (Intervista col vampiro,Scelti dalle tenebre, La regina dei dannati, Il ladro di corpi, Memnoch il diavolo, Armand il vampiro, Merrick la strega, Il vampiro Marius, Il vampiro di Blackwood, Blood, Il Principe Lestat) e  il ciclo de "Le streghe di Mayfair" (L'ora delle streghe, Il demone incarnato e Taltos, il ritorno e molti altri, alcuni dei quali - i più tardivi - finiscono con l'rintrecciarsi con le storie de Le Cronache dei Vampiri, avendo come trait d'union il Talamasca e i suoi studiosi).

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22 aprile 2025 2 22 /04 /aprile /2025 13:51
Antonella Lattanzi, Una storia nera, Mondadori

E' davvero un bel romanzo, questa Una storia nera di Antonella Lattanzi (pubblicata da Mondadori nel 2017), appassionante. E' un romanzo che si pone nel filone del "true crime" (e, in effetti, il titolo originariamente scelto dall'autrice era stato "Una storia vera", poi convertito per esigenze editoriali) con un ritmo narrativo spezzato e continui viraggi di punti di vista, racconta di una storia di violenza domestica che porta poi ad una procedura giudiziaria.
Nell'intrico dei punti di vista, si potrà vedere come la verità non coincida esattamente con la verità processuale, poiché alcuni passaggi rimangono in ombra ed inesplicati. 
La storia di un'azione delittuosa che dunque rimane ambiguamente collocata tra l'agire d'impulso e la premeditazione. 

Ho letto questo romanzo con molto piacere ed interesse. 
Il romanzo è stato trasformato in film (con lo stesso titolo), uscito nel 2024 con la regia di Leonardo D'Agostini.

(Risvolto di copertina) Roma, 7 agosto 2012. Il giorno dopo la festa di compleanno della figlia minore, Vito Semeraro scompare nel nulla. Vito si è separato da qualche tempo dalla moglie Carla. Ma la piccola Mara il giorno del suo terzo compleanno si sveglia chiedendo del papà. Carla, per farla felice, lo invita a cena. In realtà, anche lei in fondo ha voglia di rivedere Vito. Sono stati insieme per tutta la vita, da quando lei era una bambina, sono stati l'uno per l'altra il grande amore, l'unico, lo saranno per sempre. Vito però era anche un marito geloso, violento, capace di picchiarla per un sorriso al tabaccaio, per un vestito troppo corto. "Può mai davvero finire un amore così? anche così tremendo, anche così triste." A due anni dal divorzio, la famiglia per una sera è di nuovo unita: Vito, Carla, Mara e i due figli più grandi, Nicola e Rosa. I regali, la torta, lo spumante: la festa va sorprendentemente liscia. Ma, nelle ore successive, di Vito si perdono le tracce. Carla e i ragazzi lo cercano disperatamente; e non sono gli unici, perché Vito da anni ha un'altra donna e un'altra quasi figlia, una famiglia clandestina che da sempre relega in secondo piano. Ma ha anche dei colleghi che lo stimano e, soprattutto, una sorella e un padre potenti, giù a Massafra, in Puglia, i cui amici si mobilitano per scoprire la verità a modo loro. Sarà però la polizia a trovarla, una verità. E alla giustizia verrà affidato il compito di accertarla. Ma in questi casi può davvero esistere una sola, chiara, univoca verità? Antonella Lattanzi, voce unica nel panorama letterario contemporaneo, costruisce un meccanismo narrativo miracoloso – un giallo, un noir, una storia d'amore – popolato di creature splendidamente ambigue. Attraverso una macchina linguistica prodigiosa e un ritmo incalzante e cinematografico, percorre in funambolico equilibrio il crinale che separa bene e male, colpa e giustizia, amore e violenza. E rivela, uno dopo l'altro, i segreti che ruotano attorno ai suoi personaggi, fino a far luce su quello che è successo davvero la notte in cui Vito è scomparso.

Antonella Lattanzi

Hanno detto: «Personaggi indimenticabili, stile originale, trama incredibilmente avvincente: mi sono innamorata di questo romanzo» - Rowohlt (editore tedesco del romanzo)

L'autrice. Antonella Lattanzi è nata a Bari nel 1979. Vive a Roma. Devozione (Einaudi Stile libero, 2010) è il suo primo romanzo, seguito da Prima che tu mi tradisca (entrambi per Einaudi). Ha collaborato al programma Tv Le invasioni barbariche, mentre per il cinema ha scritto le sceneggiature di Fiore (di Claudio Giovannesi). Per Mondadori è autrice di Una storia nera (2017). Tra gli altri titoli, Questo giorno che incombe (Harper Collins, 2021), Cose che non si raccontano (Einaudi, 2023), incluso nella dozzina finalista del Premio Strega 2024.

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17 aprile 2025 4 17 /04 /aprile /2025 13:15
Massimo Carlotto, Danzate su di me, SEM

Questo nuovo libro a firma di Massimo Carlotto, Danzate su di me, pubblicato da SEM (collana Italian Tabloid) nel 2025 raccoglie quattro racconti di cui, il quarto - il più lungo, quasi un romanzo breve dal titolo "Il mondo non mi deve niente"- già pubblicato con le edizioni e/o nel 2014.

Abbiamo qui quattro ritratti di donna impietosi e aspri ed anche se vogliamo quattro diverse rappresentazioni di differenti "amori tossici".

Ecco cosa scrive Carlotto in una breve nota introduttiva al volume:
"Da oltre vent'anni sono convinto che un autore abbia il dovere di esplorare l'universo femminile. Le ragioni sono tante, quella che mi ha sempre spinto verso questo tipo di ricerca è stata la necessitàdi stanare un universo maschile poco narrato perché non immediatamente riconosciuto dal ceto culturale di questo paese.
Quattro storie brevi per raccontare quattro donne che realtà o cronaca mi hanno fatto conoscere un tempo. Un delitto nella Torino degli ex quartieri operai, la vita delle cassiere degli ipermercati, le croupier pagate per succhiare denaro agli sprovveduti, una casalinga alle prese con un marito corrotto.
Un viaggio temporale anche nelle trasformazioni e nelle contraddizioni di quest'Italia. Un ciclo narrativo che si conclude in questa raccolta per poi necessariamente proseguire.
" (p. 7)

Come giustamente osserva in questa nota Carlotto, lo sguardo sulle donne per quanto impietoso consente di poter osservare altrettanti tipi maschili che con le loro ambiguità, le loro debolezze, le loro meschinità si nascondono nell'ombra e non si manifestano nelle loro qualità negative che appunto - nelle sue narrazioni apparentemente concentrate sull'universo femminile - Carlotto fa emergere.

Continuo a leggere con assiduità tutti i nuovi libri di Carlotto e mi dichiaro un suo "fedele lettore"!

I racconti sono:

  • Danzate su di me
  • Niente, più niente al mondo
  • Il giardino di Gaia
  • Il mondo non mi deve nulla

 

(Soglie del testo) Danzate su di me è il manifesto dell’amore tossico, delle relazioni pericolose, del romanticismo impossibile al principio del secolo XXI, nell’Italia del patriarcato e della crisi permanente, della precarietà esistenziale e delle vite a perdere, anche quando sono doppie.

«Me la immagino, la moglie, che non ha scoperto nulla e ancora non si rassegna. L'intuito le suggerisce l'esistenza di una verità scomoda, ma teme di guastare per sempre il ricordo di un uomo che ha amato, con cui ha cresciuto una figlia. E allora è consapevole che in tempi brevi dovrà scegliere se continuare a scavare oppure voltare pagina


Le donne di questo libro sono quelle per cui la guerra non è mai finita. Complicate, ferite, tenere o rabbiose, vogliono evadere a ogni costo dalla prigione che lo sguardo maschile disegna intorno a loro. Massimo Carlotto riempie di storie e parole il silenzio che ammanta il conflitto tra uomini che odiano le donne e donne che si difendono dagli uomini. L’inventore di personaggi indimenticabili come Marco Buratti detto l’Alligatore e Giorgio Pellegrini, l’Arcibastardo del noir, ribalta il punto di vista e illumina a modo suo quel femminile mai davvero compreso, su cui da sempre si esercita il dominio di genere. I racconti, in parte editi e in parte inediti, di "Danzate su di me" compongono un blues spezzato, suonano la sinfonia in quattro tempi di una femminilità non soggiogata, sconfitta ma non vinta, sempre e comunque a caccia di una via d’uscita, ribelle ai ruoli imposti di madre e moglie, e anche di dark lady o femme fatale. Quattro protagoniste deluse e avvelenate tirano le somme. Ed è nel tempo dei bilanci che vengono colte di sorpresa dalla penna del loro autore. C’è la cassiera del supermercato che per sedici anni ha custodito un amore segreto con un musicista di successo. Tutto finisce quando un incidente stradale cancella quei rari momenti di felicità rubata: il lutto degli amanti è un dolore senza conforto. E c’è una madre di famiglia che sfiorisce come la periferia di Torino dopo il tramonto dei miti della grande città industriale. Ha perso la sicurezza del reddito insieme alla promessa di un futuro tranquillo. Ora insegue un riscatto ingannevole nel rancore che riserva ai più sfortunati di lei e nei desideri di rivalsa che proietta sulla figlia. Gaia crede di avere la situazione sotto controllo e invece ha un marito che sta per lasciarla. Lei, però, non lo accetta ed è pronta a tutto pur di preservare le finzioni di un matrimonio borghese. Lise ha fatto la croupier sulle navi da crociera, per poi dilapidare una fortuna con i derivati della banca sbagliata, e adesso chiede a un ladro che la sorprende in casa, da sola, di ucciderla. È perfino disposta a pagare.

 

Massimo Carlotto

L'autoreMassimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del Premio del Giovedì 1996. Per la stessa casa editrice ha scritto: Arrivederci amore, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006), La verità dell’Alligatore, Il mistero di Mangiabarche, Le irregolari, Nessuna cortesia all’uscita (Premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria Premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombiano, Il maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (Premio Girulà 2008), L’oscura immensità della morte, Nordest con Marco Videtta (Premio Selezione Bancarella 2006), La terra della mia anima (Premio Grinzane Noir 2007), Cristiani di Allah (2008), Perdas de Fogu con i Mama Sabot (Premio Noir Ecologista Jean-Claude Izzo 2009), L’amore del bandito (2010), Alla fine di un giorno noioso (2011), Il mondo non mi deve nulla (2014), la fiaba La via del pepe, con le illustrazioni di Alessandro Sanna (2014), La banda degli amanti (2015), Per tutto l'oro del mondo (2016) e Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane (2017).
Sempre per le Edizioni E/O cura la collezione Sabot/age.
Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato Mi fido di te, scritto assieme a Francesco Abate, Respiro corto, Cocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e, con Marco Videtta, i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici (Ksenia, Eva, Sara e Luz). Nel 2024 esce Trudy.
Per Rizzoli ha pubblicato Il Turista (2016) e E verrà un altro inverno (2021); per Feltrinelli nel 2020 Ballata per un traditore e nel 2021 Refrain (con Pasquale Ruju e David Ferracci); per Mondadori, invece, Il Francese (2022). 
I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero. Massimo Carlotto è anche autore teatrale, sceneggiatore e collabora con quotidiani, riviste e musicisti.

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DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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