È una storia nella storia: la voce narrante racconta di un appuntamento a Trieste, quando vi era l’oscuramento e la guerra, con la donna amata, la terribile scoperta della morte di lei e lo strano incontro in una cartoleria con una bambina che ne raffigura in piccolo le sembianze. Tornato più volte in città per deporre fiori sulla tomba abbandonata, è nel 1950 che ascolterà dalle parole di un conoscente la storia della bambina, ormai donna, che tanto lo aveva colpito per l’ incredibile rassomiglianza.
Nella premessa al suo romanzo Non rimanere soli, Giorgio Scerbanenco esordisce con questa frase: «Un romanzo può anche essere utile». E poi spiega: non utile a voi, lettori, ma a me che l'ho scritto, perché questo libro mi è servito a tener duro nel campo di concentramento dov'ero rinchiuso (a Büsserach, in Svizzera, nel Canton Soletta). Non rimanere soli non è soltanto un titolo di spicco nella bibliografia di Scerbanenco, è anche il comandamento numero uno della sua poetica, una poetica fatta di persone, non di personaggi, perché negli uomini e nelle donne che popolano i suoi libri non c'è mai nulla di scenografico, nulla viene loro aggiunto come eccipiente o come conservante, nulla ha il sapore del promemoria, proprio perché tutto è memoria.
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I romanzi e i racconti di Giorgio Scerbanenco sono il più delle volte magnifici ed intriganti anche quelli nati come prodotti "commerciali". Scerbanenco, infatti, come è noto, scriveva per guadagnarsi da vivere e, quindi, prestava la sua penna anche per la pubblicazione in periodici di consumo, ma senza mai "svendersi" e mantenendo slta la sua qualità di scrittura.
E' il caso di questo "Appuntamento a Trieste" (La Nave di Teseo, Collana Oceani, 2019), pubblicato per la prima volta nel lontano 1953 a puntate settimanali nella rivista letteraria "Novella" (allora della Rizzoli e di cui Scerbanenco fu direttore per oltre vent'anni).
La trama, infatti, pur nei suoi rimandi spionistici, contiene indubbi elementi di "romance", tipici della letteratura rosa.
Scerbanenco in questa prova di molto antecedente all'elaborazione dei suoi primi noir che vedono come protagonista l'investigatore Duca Lamberti lascia il suo inconfondibile, nella costruzione dei personaggi e dei dialoghi, ed anche nell'organizzazione della trama e, non ultimo nella descrizione dei luoghi, con una preminenza di Trieste nei primissimi anni del dopo guerra, luogo ideale di intreccio di trame spionistiche.
Il romanzo è preceduto da un'introduzione a firma della figlia di Giorgio Scerbanenco
Si legge magnificamente.
Meritevole l'iniziativa intrapresa da La nave di Teseo di ripubblicare l'intera opera di Scerbanenco, molte delle cui cose, sia romanzi sia racconti, vennero riedite negli anni Novanta dalla Casa Editrice Frassinelli
(risvolto di copertina) Trieste, immediato dopoguerra. La città è sotto il controllo del governo militare alleato, ma il confine orientale è a pochi chilometri e nella regione spie e soldati si fronteggiano in un grande gioco ad alta tensione.
Un agente americano sotto copertura, Kirk Mesana, sta indagando su una cellula nemica quando viene gravemente ferito in un agguato. Per depistare i nemici, e salvargli la vita, viene diramata la falsa notizia della sua morte, mentre l’uomo viene nascosto nel più profondo anonimato. Diana, la bellissima ragazza triestina con cui Kirk aveva una relazione, è sconvolta dalla tragedia, ma una serie di fatti misteriosi insinua in lei il sospetto che la verità possa essere un’altra.
Inizia così una vorticosa avventura che vedrà i due amanti inseguirsi a perdifiato, mentre attorno a loro si scatena una guerra silenziosa di ricatti e tradimenti, e nessuno nelle vie di Trieste potrà più dirsi al sicuro.
Dal maestro del noir italiano, un romanzo sulla seduzione e sull’inganno, avvolgente come una stretta fatale.
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L'autore. Giorgio Scerbanenco (1911 1969), nato a Kiev, cresce a Roma ma ancora adolescente si stabilisce a Milano. Negli anni ’30 approda nell’editoria come collaboratore alla Rizzoli e in seguito come caporedattore dei periodici Mondadori, per tornare in Rizzoli nel dopoguerra come direttore dei periodici femminili. Collabora con i maggiori quotidiani e riviste dell’epoca, tra cui il “Corriere della Sera”, la “Gazzetta del Popolo”, “il Resto del Carlino” e “Novella”.
Scrittore prolifico, ha sperimentato tutti i generi della narrativa ed è riconosciuto come uno dei maestri del giallo italiano, consacrato dal successo della serie di romanzi con protagonista Duca Lamberti e dall’assegnazione del Grand prix de littérature policière nel 1968.
Tutta l’opera di Scerbanenco è in corso di pubblicazione presso La nave di Teseo.
Appuntamento a Trieste - Wikipedia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Appuntamento a Trieste è una miniserie televisiva del 1989 diretta da Bruno Mattei dal romanzo di Giorgio Scerbanenco (1953, Rizzoli). In origine la serie ...
ppuntamento a Trieste è una miniserie televisiva del 1989 diretta da Bruno Mattei dal romanzo di Giorgio Scerbanenco (1953, Rizzoli). In origine la serie avrebbe dovuto essere diretta da un altro regista: chiamato in seconda battuta, il regista Bruno Mattei accettò l'incarico, ma volle cambiare la sceneggiatura, dando più risalto alla storia d'amore tra i due protagonisti, che veniva appena accennata nella versione sceneggiata da Maestranzi e Battistrada, con precisazioni e cambiamenti nella ricostruzione storica. Per riscrivere le sceneggiature delle tre puntate, Mattei chiamò Claudio Fragasso e Rossella Drudi dopo l'approvazione della produzione esecutiva. la Tiber di Alfio Sugaroni.
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Giorgio Scerbanenco "Appuntamento a Trieste" recensione di Salvina Pizzuoli
Comparve per la prima volta a puntate sulla rivista "Novella" nel 1952, La Nave di Teseo lo ha riproposto nel 2019. Si ambienta a Trieste nell'immediato dopoguerra evidenziando l'atmosfera respirat...
"Appuntamento a Trieste" e con la storia d'Italia
Nel Dopoguerra, una città in bilico fra Ovest ed Est e un amore che sconfigge la morte...
https://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/appuntamento-trieste-e-storia-ditalia-1713904.html
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