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9 marzo 2026 1 09 /03 /marzo /2026 06:03

“Andrebbe incoraggiata un’educazione al dolore, perché fin troppo spesso del dolore si ha un’unica idea, quella di una condanna ineliminabile.”

Umberto Eco, da "Riflessioni sul dolore"

Umberto Rco, Riflessioni sul dolore, La Nave di Teseo

Umberto Eco in "Riflessioni sul dolore", pubblicato da  La Nave di Teseo (Collana Le Onde) nel 2025, percorre (e propone ai lettori) un affascinante itinerario – tra filosofia, poesia, arte, letteratura e spiritualità – che segue il tema del dolore dalle origini ai giorni nostri.

L’introduzione è di Guido Biasco, tra il 2007 e il 2017 direttore scientifico dell’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa.

Il testo di Umberto Eco fu, infatti, frutto di una relazione da lui tenuta in occasione di un convegno promosso dall’Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa e, infatti, è stata inizialmente pubblicata nel 2014 a cura dell’AMESPA.

Il testo di Umberto Eco riflette pienamente la sua mente enciclopedica che ha le caratteristiche di una Biblioteca incarnata (grazie anche alla sua prodigiosa memoria), con un ampio excursus dell’atteggiamento (filosofico e culturale) verso la sofferenza, attraverso i secoli. 
Eco sa essere - come sempre - affascinante e percorre un affascinante itinerario – tra filosofia, poesia, arte, letteratura e spiritualità – che segue il tema del dolore dalle origini ai giorni nostri.

Esperienza insopprimibile della natura umana, passione del corpo e dell’anima, il dolore non è stato vissuto nei secoli soltanto come un male da sconfiggere ma anche, ad esempio, come salvifica prova di redenzione. Il dolore ha caratterizzato ogni epoca e tradizione, ma è il suo rapporto intimo e ambivalente con la conoscenza e il pensiero a interessare la riflessione di Eco, in un libro che è un’intensa testimonianza di sensibilità, ma anche un invito forte a coltivare l’educazione alla conoscenza, formidabile antidoto alla sofferenza dell’uomo.

Qui mi fermo, e vi lascio al prossimo mal di denti” (in., p. 59) 

Riflessioni sul dolore, viene ripubblicato da La Nave di Teseo, che sta costellando di piccole gemme gli scaffali della saggistica. È una controstoria del dolore, dall’antichità a oggi, quasi parallela a una storia della teodicea che attraversa elegantemente la cinquantina di pagine effetti del testo di Eco.

Riccardo Canaletti

Umberto Eco, Riflessioni sul dolore, Amespa

Le “Riflessioni” percorrono un affascinante itinerario nella cultura filosofica, poetica, artistica, letteraria e teologica che, dalle origini ai giorni nostri, ha affrontato questo tema. Il dolore, ineliminabile esperienza della natura umana, passione del corpo e dell’anima, è raccontato tramite espressioni che ne descrivono i molteplici aspetti: male da sconfiggere o strumento di redenzione da perseguire nella sua funzione salvifica. Queste riflessioni conducono il lettore a intraprendere un viaggio tra le poliedriche manifestazioni intellettuali legate al concetto di dolore e a porre le basi di un’educazione culturale per acquisirne una maggiore consapevolezza.

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Come sono arrivato qui

DSC04695.jpegQuesta pagina è la nuova casa di due blog che alimentavo separatamente. E che erano rispettivamente: Frammenti. Appunti e pensieri sparsi da un diario di bordo e Pensieri sparsi. Riflessioni su temi vari, racconti e piccoli testi senza pretese.

Era diventato davvero troppo dispendioso in termini di tempi richiesti alimentarli entrambi, anche perchè nati per caso, mentre armeggiavo - ancora alle prime armi - per creare un blog, me li ero ritrovati ambedue, benchè la mia idea originaria fosse stata quella di averne uno solo. Infatti, non a caso, le loro intestazioni erano abbastanza simili: creatone uno - non ricordo quale dei due per primo - lo ho "perso" (per quanto strano ciò possa sembrare) e mi diedi alacremente da fare per ricrearne uno nuovo. Qualche tempo - nel frattempo ero divenuto più bravino - il blog perso me lo ritrovai).

Ohibò! - dissi a me stesso - E ora cosa ne faccio?

La risposta più logica sarebbe stata: Disattiviamolo!. E invece...

Mi dissi: li tengo tutti e due. E così feci. E' stato bello finchè è durato...

Ma giocare su due tavoli - e sempre con la stessa effcienza - è molto complicato, ancora di più quando i tavoli diventano tre e poi quattro e via discorrendo....

Con overblog ho trovato una "casa" che mi sembra sicuramente più soddisfacente e così, dopo molte esitazioni, mi sono deciso a fare il grande passo del trasloco, non senza un certo dispiacere, perchè il cambiamento induce sempre un po' di malinconia e qualche nostalgia.

E quindi ora eccomi qua.

E quello che ho fatto - ciò mi consola molto - rimane là e chiunque se ha la curiosità può andare a dargli un'occhiata.

 

Seguendo il link potete leggere il mio curriculum.

 

 


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